mercoledì 18 marzo 2015

La f®a(t)talità.


Rob Gonsalves
Fatalità?
Il Campione avrà l’onore, no, no, il privilegio di andare a salvare l’incantevole principessa Fiona dalla fiammeggiante torre del drago. Se, per una qualsiasi ragione, il vincitore dovesse fallire, il secondo arrivato, prenderà il suo posto e così via. Forse alcuni di voi moriranno, ma è un sacrificio che io sono pronto a fare. Lasciate che il torneo abbia inizio!”.
Lord Farquaad
Lupi e il Rolex al figlio, "soffro ma non mi dimetto"...
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“È un grande sacrificio che sono disposto a correre…”.
Tutto è girato alla rovescia. Te ne accorgi?
E quando è tutto ad esserlo… è sempre più difficile rendersene conto. Perché progressiva(mente) si affonda (d)entro a qualcosa che “non esiste, ma c’è”.
Qualcosa che diventa normale:
l'etimologia della parola normale è da ricondursi al latino norma, sostantivo che indica la squadra (detta anche regola), lo strumento utile a misurare gli angoli retti, da cui normalis = perpendicolare, retto.
Pertanto, si deduce come l'idea di normalità richiama quella di rettitudine, di esattezza, di regolarità. Ha come sinonimi abituale, comune, consueto, logico, giusto, equo. In medicina è sinonimo di sano, naturale
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Sul contenuto del termine “nor(male)” che puoi dire/pensare? Bah… forse nulla, oppure, che con(tiene) un'altra parola compiuta, ossia:
male.
He He… guarda caso, ove il caso non esiste.
Se la situazione “ambientale” (dentro e fuori di te) è (ri)voltata come un calzino, è persino ovvio che il termine indicante la “norma”, contenga anche quello indicante la “sua” polarità:
vs... il "male".
L'etimologia della parola male è da ricondursi all'aggettivo latino malus cioè cattivo ed in senso più ampio, nocivo, dannoso.
L'accezione originaria del termine male sembra essere orientata ad esprimere, prima ancora di un disagio fisico e/o materiale, un orientamento negativo in campo etico/morale o spirituale
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  • l'accezione originaria del termine male sembra essere orientata ad esprimere
  • un orientamento negativo in campo etico/morale o spirituale…
Accezione = senso/valore ---> direzione/polarizzazione.
  • un “orientamento (orientare il mento è… veicolare con “mano”, il mento altrui, ossia, spostare la direzione dello sguardo e dell’intero volto/corpo/complesso umano)
  • negativo = che “nega” qualcosa che, in sostanza, “era la cond(i/u)zione originale (pre…)”
  • in campo etico/morale o spirituale = hai detto niente, essendo la base (la fondamenta) sulla quale tu poggi.
Dagli Stati Uniti la lista dei dodici prodotti vegetali più contaminati...
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Ormai te lo dicono aperta(mente)...
 
Ma tu non capisci a fondo la porta(ta) di una simile apertura “di fiducia”.
Questa veicolazione dell’informazione, così “aperta”, (ri)vela una situazione di (s)fondo completa(mente) sotto al controllo (in)verso, altrui (che non riesci nemmeno ad ipotizzare, oltre al solito livello necessario di complottismo… per dirla alla moda).
Dirti “tutto” significa che “tu sei sotto ad in(canto)”. Ovvio che qualcosa di te neghi questa condizione, perché – ap(punto) – la situazione è del tutto controllata “senza fili”.
He He… che gran paranoia che ti fai, mio caro SPS. Vero?
Scrivi da anni sempre della stessa… “cosa”. Sei proprio fuori! Ma chi te lo fa fare? Che ci guadagni? Ma non hai altro da fare? Fuori iniziano le belle giornate… perché “non te ne esci a giocare un po’”?
Sei sempre lì, chino sulla tastiera… a scrivere “le solite cose, che non legge nessuno e che non ti portano da nessuna parte”. Ma non te ne rendi conto, tu! Sei tu che ti devi accorgere di essere finito in un pozzo senza fondo, molto pericoloso per la tua sanità mentale.
Sei tu e solo tu…


Ormai, SPS è “arrivato”:
si mette a scrivere anche la “critica”.
Se la suona e se la canta. He He…
E questa risatina “mezza isterica”? Bah… accorgersi è:
effettuare un volo a 360 gradi attorno al proprio punto prospettico di osservazione. Ti accorgi di tutto se sei… "acco(r/d)o".
Ti accorgi anche di essere, dav(vero), un “punto prospettico di osservazione” fissato nel “vuoto” o, meglio – per te – sul/nel corpo (tutto quello che credi di essere).
C’è una “contrattualistica” che ti amministra e si interessa a te:
  • un mix di codici (leggi)
  • (de)scritti da “chissà chi”
  • e inerenti “chissà perché”… sempre a te.
Come, SPS, lo (ri)com(prende)?
Suvvia… è sempre a livello frattale (il caso non esiste).
È casuale la tua carriera? È causale quello che ti succede? Se lo credi… beh, “buona fortuna” e... continua a pregare "qualcosa/qualcuno".
Vizio intrinseco nelle Assicurazioni marine è tutto quello che non si può evitare. Uova che si rompono, cioccolata che si scioglie, bicchieri che si spaccano.
Doc si chiese che cosa volesse dire questa espressione, se applicata alla ex fidanzata
  • mentre cercava qualcosa che non voleva trovare...
  • i casi venivano sempre patteggiati nell’interesse della giustizia (omicidio giustificabile)…
Vizio di forma
Che cosa sai? Che cosa “credi” di sapere? In che cosa credi?
Giri come un ingranaggio, vincolato ad un perno centrale… che non sei tu.


Quest’oggi, SPS, evita (maggioritariamente) di entrare, ulterior(mente), nelle “circuiterie”. Per oggi il tuo mal di testa è (ri)mandato. Oggi “serve” così. Oggi è un giorno più leggero. Si può riposare un po’. Tirare il fiato. Lasciarsi andare nell’(Anti)Sistema… (è un test. Qualcosa di pericoloso, che ti mette alla prova, ma… in maniera diversa dal solito).
Solita(mente) “sei preso/a”. Oggi… “ti ci lasci andare voluta(mente)”.
Fa differenza, sai?
Chiama(la): sovranità (terzo stato).
Dopo una serie di articoli “scientifici”, oggi si fa “festa”. Come se… la consuetudine di/in SPS fosse un “lavoro pe(n)sante su se stessi”. Come… una noia mortale? He He
Tu (di)pendi e come tale, “scivoli nel piano inclinato di questa (ri)forma di reale”.
Che altro? Le leggi, per come sono “messe”… ti obbligano a (s)correre in questa maniera.
Che altro? Beh… c’è il “tuo altro”. Ciò che viene da te e solo da te, mentre sei nel tuo terzo stato:
  • quando (ri)torni ad essere il “pilota”
  • quando (s)metti di essere il “passeggero”
  • quando non ti alterni più con le altre “tue” (p)arti.
 
Rob Gonsalves
Due parole sul “metodo scientifico” e sul “linguaggio scientifico”:
  • entrambi costituiscono (o scaturiscono da) un codice
  • se tu non capisci il codice
  • allora non puoi (non diventi) uno scienziato
  • "uno di loro".
È come la questione dell’iscrizione all’ambo professionale di categoria:
  1. se non ci sei
  2. non “esisti”…
Alla stessa maniera, la scienza (esistenza) è stata scissa/separata/(con)divisa… da coloro che aderiscono al codice scientifico. Un vero e proprio idioma, che impari dopo decenni di studi “normali” (ma... non per tutti).
Una canalizzazione che (pre)tende di farti ragionare, secondo il protocollo del codice (prassi).
Ergo, il bimbo che desidera diventare scienziato, da “grande” intra(prende) la regolare serie di studi, che lo veicolano sulla linea scientifica (pre)vista dal codice.
Che cos’è il codice?
È un collo di bottiglia che (ri)assume per intero, ormai, la funzione di “dogana”:
  • o impari tutto quello che gli altri hanno lasciato come testimone per te
oppure
  • sei out.
Quindi, non ti rimane che imparare la complessità delle formule, delle equazioni, delle “trasformate”, etc. (hai presente “Beautiful Mind”?) o lasciar perdere. Perché se non impari lo stesso codice, che usano gli altri per “capirsi”, non ti capisce la comunità scientifica e, dunque, sei solo un “millantatore”.
La comunità degli scienziati è tesa a man(tenere) chiusa la porta d’ingresso, a tutto ciò che non (ri)entra nell’usualità (s)comoda del codice.
Chiama, poi, come meglio credi questo “codice”, ma il succo del discorso non cambia af(fatto).
A livello (Anti)Sistemico le porte sono tutte chiuse. Anzi, le porte possono essere, ormai, anche tutte (s)chiuse ma, non cambia nemmeno così la tua situazione. Perché il “bestiame addomesticato” non scappa più... anche se (ri)trova le porte dei recinti o delle stalle, aperte.
Qualsiasi “idea” tu possa avere, deve sempre (ri)trovarsi nella “dima” del pensiero scientifico, a titolo di “prova”, al fine di essere presa in considerazione (vagliata, controllata). 
Ossia, tu devi (com)provare secondo il codice, ciò che hai scoperto alla tua maniera (nativamente, naturalmente, istintivamente).
Devi formulare. Devi scrivere in codice, nel codice, per essere (p)arte della comunità scientifica che, altro non è… che un filtro per il controllo della creatività/immaginazione umana d’insieme.
Ovvio, il codice non esiste e la comunità scientifica è sempre disponibile ad "ascoltarti" (come potrebbe, altrimenti... controllarti?).
I palazzi, sede del sapere, sono diventati lucenti, aperti, confortevoli, “bianchi”, etc. ma, nella sostanza, la materia cerebrale contenuta è sempre e solo “grigia” (oscurata).
Il controllo, che (pro)viene sottil(mente) dal Nucleo primo, si (ri)applica e si espande a tutto, anche per via dell’interesse, che gli “im(prenditori)” incarnano alla perfezione e “ad immagine e somiglianza”…

Interesse...
Ci pensi? La colla (com)presente e la lavorazione della cartina di sigaretta, possono essere dannose più del tabacco. Eppure l’intero ambito del discorso si (ri)avvolge da sempre sull’ambito del fumare, in quanto luogo comune… senza altra forma né paternità.
Ad oggi i consumatori possono scegliere tra due tipologie di cartine :
  1. Tipo A: sono le cartine che subiscono un processo di sbiancamento attraverso lavorazioni chimiche. La loro densità è più consistente e di spessore medio/alto. Sono quelle più simili alle sigarette confezionate, come dimensioni sono un po’ più lunghe. Hanno una combustione più “accelerata” perché è probabile che contengano delle sostanze auto-comburenti
  2. Tipo B: sono le cartine sottilissime, quasi trasparenti, e più leggere. Hanno una combustione molto più controllata e lenta rispetto alle A.
Quali usare per il proprio tabacco preferito?
La regola “non scritta” consiglia di usare per i tabacchi secchi le cartine di tipo B, mentre per quelli più umidi la cartina di tipo A.
In pratica, è una questione molto soggettiva e di preferenze
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  • ad oggi i consumatori possono scegliere tra due tipologie di cartine (ma che scelta è? Se non hai modo di entrare nel merito della faccenda, tendi a convogliare all’interno di una scelta, senza scelta)
  • hanno una combustione più “accelerata” perché è probabile che contengano delle sostanze auto-comburenti
  • le cartine che subiscono un processo di sbiancamento attraverso lavorazioni chimiche
  • hanno una combustione molto più controllata e lenta rispetto alle A…
Il processo “scientifico” chimico è sempre (d)(ie/en)tro a qualsiasi situazione ti (ri)guarda. Cioè, non tu non vedi, ma… la chimica è nel(la) sostanza che (ri)utilizzi modificata ad hoc. 
Quali interessi (ri)esci a misurare tutto attorno a te? E simili interessi ti sembrano essere anche “morali”? C’è bisogno di (ri)correre alla definizione di “complottista”, nel sostenere un simile grado di (ir)realtà?
Non ci arrivi anche da solo/a?
Arrivare dove?
Arrivare a (ri)comprendere che:
sei man(tenuto) “qua, così”, perché fa comodo alla “domanda”, ment®e tu, evidente(mente), non sei altro che l’offerta.
Sei la merce sul bancone della “carne e del pesce freschi”. In (s)vendita sostanzial(mente)…
Le sostanze droganti premono in te, nelle tue viscere, nella tua profondità.
E la droga non è solo quella che (ri)fuggi e condanni (in maniera un po’ strana, per la verità).
La droga è persino il respirare questa miscela di aria modificata.
La droga è mangiare questi cibi artefatti e pieni di “additivi non convenzionali”, come i pesticidi.
La droga è bere acqua nelle bottiglie (pre)confezionate e sul contenuto delle quali tu non hai nessun controllo, se non nel limitarti a leggere l’etichetta apposta a mo’ di “garanzia di sicurezza”.
He He…
Tutto è droga, nel tempo della stasi (casa, lavoro e chiesa).
Hai un posto dove (ri)torni sempre (casa tua).
Questo posto garantisce al controllo la tua sedentarietà, la tua “fede”, il tuo “colore” (la tua pre disposizione).

Rob Gonsalves
Sei fedel(mente) (ri)portato/a, semp®e “qua, così”.
Che dovresti fare? Scappare? Naa… e dove pensi/credi di poter andare?
Il Pianeta è questo. E il Pianeta è un impero senza necessità del vessillo unico…
È già accaduto. Lo sai, fosse anche solo perché te lo continua a dire SPS. Ok?
Che cosa è già accaduto/a?
La tua “cattura”:
l’invasione ed il possesso.
Ora… si tratta “solo” di man(tenerti) nello stato attuale, in maniera tale da garantire l’eternità dell’impero.
Una massa di individui, lontani da sé, è la perfezione fatta realtà.
Per quanto tu non ci creda, perché non (pro)viene da una “fonte ufficiale” (aderente al codice)…
La composizione della sigaretta.
Il tabacco non bruciato contiene più di 2500 composti chimici, pesticidi e additivi, che arrivano a 4000 nel fumo della sigaretta, e di cui più di 60 sono cancerogeni.
La composizione ufficiale – quella scritta sui pacchetti di sigarette – recita:
  • da 0,8 a 1g di tabacco
  • da 10 a 20mg di nicotina; un potente alcaloide che libera dopamina nell’organismo in soli 7 secondi e che è responsabile della dipendenza fisica, ma che provoca ugualmente:
  • riduzione del colesterolo buono
  • aumento della pressione sanguigna
  • aumento del ritmo cardiaco
  • restringimento delle arterie.
La nicotina contenuta in una sola sigaretta sarebbe mortale, se fosse iniettata endovena.

Ad ogni boccata di fumo, si respirano tutte le sostanze assimilate naturalmente dalle piante di tabacco durante la coltivazione, oltre a tutte quelle prodotte dalla reazione chimica al momento della combustione della sigarette:
  1. monossido di carbonio; asfissiante e inquinante, riduce l’ossigenazione dell’organismo e dei tessuti, minando la resistenza fisica e le capacità sessuali
  2. catrame; si deposita sui bronchi, costituendo la causa principale dei tumori legati al tabacco.
Tra le altre sostanze pericolose all’organismo ricordiamo:
  • Piridina (liquido infiammabile utilizzato per gli insetticidi)
  • Ossido nitroso o protossido di azoto (gas irritante)
  • Solfuro di diidrogeno (gas tossico)
  • Fenolo (composto acido estremamente tossico)
  • Acido formico (utilizzato nella fabbricazione di tessuti, irritante)
  • Arsenico (potente veleno)
  • Ammoniaca (aiuta l’assorbimento di nicotina)
  • Cianuro di idrogeno (veleno utilizzato in alcune pene di morte)
  • Metanolo (alcool tossico presente nei carburanti, antigelo, ecc.)
  • Propylaldehydum (disinfettante)
  • Acetonitrile (composto tossico presente nelle plastiche e negli insetticidi)
  • Formaldeide (gas irritante)
  • Clorometano (gas tossico utilizzato per il caucciù e per i solventi)
  • Acroleina (liquido dai vapori irritanti e cancerogeni)
  • Acetaldeide (liquido infiammabile, tossico e irritante)…
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Le sigarette, sia rollate che comprate già fatte sono composte dal tabacco, dai prodotti usati per la sua preparazione e dalla cartina:
tutti bruciano insieme.
La tossicità delle sigarette nei due casi, quindi, non cambia.
In particolare le conseguenze sono dovute a due categorie di sostanze:
  1. la nicotina, che è quella che provoca i danni cardio-vascolari (e le loro conseguenze) e la dipendenza
  2. i prodotti della combustione (del tabacco, degli additivi e della cartina) che sono più legati alla cancerogenesi e agli effetti irritanti sulle vie aeree.
Poco cambia quindi se si fumano sigarette o tabacco da rollare.
Una differenza potrebbe esserci solo nel fatto che il fatto di dover “rollare” può portare alcuni a fumare meno. Ma, come è ovvio, non è detto che succeda
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Le sigarette, sia rollate che comprate già fatte sono composte dal tabacco, dai prodotti usati per la sua preparazione e dalla cartina:
tutti bruciano insieme
E tu insieme a cosa “bruci”?
Le (re)azioni chimico/alchemiche, che (av)vengono in te… trasformano sostanza in altra sostanza, come se tu fossi un calderone con (d)entro ciò che (ri)bolle.
All’interesse che cosa… interessa?
  • il calderone
o
  • ciò che risulta al suo interno?
SPS crede nell’essere umano (qualsiasi sia la sua natura e qualsiasi “cosa” sia)
Allo stesso tempo, SPS crede che il Nucleo Primo sia costituito da umani, “come te”.
Se tu, però, vivi in “cantina”… non puoi almeno (ri)uscire a godere della prospettiva a cui può accedere il Nucleo Primo, dai “piani alti”.
SPS crede, altresì, che il Nucleo Primo non abbia tutte le risposte e che anch’esso si limiti nel (con)seguire ad una situazione (pre)esistente. Per cui, ambire a “salire alla sua altezza” è (con)dividere le informazioni derivanti da una simile e più ampia portata informazionale (non è iniziare nuovamente ma è... "un nuovo inizio").
E da “lì” (da una simile condizione)… (ri)uscirne insieme.
È la paura che blocca tutto.
Che cosa teme il Nucleo Primo?
Perché tende a sopravvivere?
Perché ha trasmesso a tutta la “linea” (valle) la sua paura?
Bah… lascia perdere, per ora, e inizia da te. (Ri)trovati nel tuo centro (terzo stato). Quella è la posizione delle “finestre”, dalla quali si gode della medesima prospettiva del Nucleo Primo.
La frattalità è autentica(mente) “democratica”, lasciandoti sempre uno spiraglio grazie al quale “poter (ri)comprendere”…
È tutto (s)piegato attorno a te, ma non “vedi”.
Per finire, per oggi, due parole sul concetto di “Terra Ferma”.
SPS accetta qualsiasi teoria (ri)emersa nel reale, ma:
  • deve essere chiaro che
  • la struttura che sottintende il reale è multipla e gerarchica.
Ergo:
  1. la Terra ruota nel circuito terziario (realtà emersa)
  2. la Terra è ferma nel circuito primario (Spazio Sostanza, sede della legge/strumento), perchè lì è solo una "immagine lineare"...
Allo stesso tempo.
La linearità che si fa pluridimensionale e, iniziando a ruotare, diventa sferica.
  • la Terra ruota per cause naturali
e
  • la Terra ruota per cause artificiali.
Il giorno e la notte (ciclicità) possono essere indotti artificial(mente). Ad esempio, in Minecraft… l’alternanza giorno/notte è (pre)vista a livello algoritmico.
È un programma!
Un programma dalla potenza inaudita (per la tua dimensione/prospettiva), quindi… può regolare l’intera sfera Planetaria e, perché no… “tutto quello che sai, perché ti hanno detto che…” e “tutto quello che sai, perché credi di vedere che…”.
Il mix teorico/pratico non co(incide), comunque, con quello che “sei” allorquando sei nel tuo terzo stato ed i “filtri vengono meno”.
Qualcosa che “decidi tu”… essendo il circuito primario, il “circuito del potenziale”.
Di qualunque (ri)forma di potenziale. Ok?
Se tu decidi “così”… allora (ri)accade “così”.
La sede della legge/strumento non "ragiona" in termini di risorse e di possibilità.
Il primario “è” il programma e il programma “programma tutto”:
anche le risorse
e la necessità o meno delle stesse.
È un’altra logica. Solo questo.
Qualcosa al quale hai chiuso le porte in faccia, molto tempo fa… per abbracciare un “credo limitato e limitante”, qualcosa che hai iniziato per “divertimento” e che progressiva(mente) “ti ha avuto”.
Hai presente come i nativi “americani” accoglievano i primi “conquistadores”?
Ecco…
Fatalità o… frattalità?


Direi: f(a/rat)talità.
F®a(t)talità:
il marchio proprietario sta per “by frattalità espansa”.
La legge(strumento) che (re)distribuisce il reale (ri)emerso, in funzione della (com)presenza per grandi concentrazioni di massa.

Dunque:
qualcosa (programma) che “tinge tutto di una (con)seguenza, senza entrare nel merito del colore dominante”.
Questa prospettiva ti (per)mette di aumentare la tua autostima, perché – quindi – una via di (ri)uscita è possibile. Il circuito primario è neutrale. 


È come il cane che (ri)porta in(dietro) il bastone, lanciato da colui che crede essere il suo “padrone”.


Gioisci, orsù. Ora hai un motivo sostanziale per esserlo/farlo…
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com