lunedì 29 dicembre 2014

La “fame e l’interesse”.



Il parroco ai fedeli durante la messa di mezzanotte:
"Babbo Natale è un ciccione ubriacone"…
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He He He… oppure Ho Ho Ho.
Nulla è per caso: che cosa significa una tale espressione?
È solo una “provocazione”? Dipende da quale prospettiva (livello) “vivi” la situazione/sensazione. Tutto (ri)entra in una organizzazione gerarchizzata, che (s)corre (ri)agganciando tutto, “più volte”, anche in maniera non locale e, ufficialmente, “non convenzionale” (qualcosa che capisci in funzione del grado di consapevolezza/conoscenza/memoria/iniziazione/esperienza che “hai/sei”).
Ogni espressione pronunciata è “vera”, nella misura in cui “vero e falso” sono intersecati alla luce della (com)presenza fra “te ed ogni spira della gerarchia” (la natura è una di queste spire/anelli/loop).
Cosa è naturale e cosa artificiale? Dipende. Da cosa?
Dal tuo livello di “presenza”.


Ignorare qualcosa di superiore/primario/(con)seguente, etc. (com)porta un cambio di prospettiva inquadrata dal sé che, a cascata, influenza ciò che (ri)assume la valenza di “reale”
Un reale che, quindi, è qualcosa di estremamente duttile e malleabile e che esiste in versioni infinite della propria gradazione, come per un effetto "mixer" di proprietà più o meno (in)dirette.
Qualcosa che ®assomiglia alla proprietà chimica, alchemica, organica, etc., che la materia/energia può (ri)assumere. Qualcosa che rende, ad esempio, il pane fatto in casa, diverso potenzialmente ogni volta che viene impastato, cotto e sfornato.
La “ricetta” fissa una di queste gradazioni, in funzione di un altro genere di “mix”:
quello relativo all’interesse.
Dal quale (di)scendono:
il gusto/sapore
la bontà
gli effetti collaterali contenuti (d)entro e, quindi, non direttamente percepibili né palpabili/visibili.
La “fame e l’interesse” costituiscono una impalcatura che rende “acquistabile” un prodotto. La fame viene spenta, mentre l’interesse viene esaudito. Entrambi, però, fanno parte del loop che, dunque, si (ri)presenta puntuale, come una dipendenza/possessione, più volte al giorno per sempre…
L’interesse nutre un altro tipo di “circuiteria”, però.
Il potere che inserisce sostanze “altre” nel cibo (controllo della dipendenza), ad esempio, è autorizzato a miscelare ingredienti “altri” (più o meno in “etichetta”, più o meno chiariti in “etichetta” come, ad esempio, la famiglia degli “aromi naturali”) a ciò che la tradizione ha permesso di radicarsi all’interno della condotta (pre)vista e (ri)assunta dalla/nella sopravvivenza.
Tutto (ri)entra in una simile linea di condotta. Tutto è tutto, all’interno del reame reale attuale, mentre non è tutto all’esterno del reame reale attuale…
Tu dove ti collochi? Dove senti di essere e dove sei?
Sei certamente “spezzato” in più parti, che comunicano da qualsiasi configurazione di prospettiva “(d)entro/e(s)terno”.
La pantomima è il simbolo principe di una (ir)realtà interiore, nel senso di:
esterna a te ma interiore rispetto all’e(s)terno di te e del tutto attuale…
In un simile contesto esiste sempre un attore principale che esercita il controllo
Se questo attore è non apparente, allora il contesto generato/controllato diventa simile al principio cardinale non osservato, dal quale (di)scende, comunque, tutto. Ogni forma di “cultura” prende, allora, estensioni non locali (in)dirette e non direttamente (ri)comprensibili. Ergo:
oltre al “tutto scorre” esiste anche il... “tutto (con)segue, al di là della propria e diretta capacità di visione/comprensione”.
Ossia, “tutto ha in sé la doppia natura che (1) si vede/capisce e (2) non si vede né si capisce”.
Questa (ri)flessione è frattale e caratteristica delle "proprietà di base, della circuiteria scenica (d)entro/sopra alla quale l’umano ha costruito la 'sua' (ir)realtà".
La radioattività è il frattale del frattale.

La pubblicità, ad esempio, è qualcosa che ha in sé una doppia anima:
  • il prodotto non sempre è annunciato all’interno dello spot pubblicitario
  • il prodotto, all’interno del loop imperiale del controllo non locale/non visibile, è tutto ciò che (con)segue… te (ri)compreso.
La cerchia di livelli gerarchici è una struttura elastica che, se non pienamente (ri)compresa, ti lascia perlomeno sicuro/a solo di una sua parte (quella alla quale hai diretto accesso mentale), ment®e tutto il resto continua ad essere/esistere anche se tu non lo sai/non lo capisci.

Impara a leggere frattalmente la “realtà” che ti circonda e sfrutta.
The Interview: la commedia di Natale diventata simbolo di libertà.
Gli spettatori americani hanno fatto la loro scelta. In migliaia si sono presentati davanti alle sale cinematografiche, da Manhattan a Houston, dal Michigan a San Diego, sfidando le minacce degli hacker nordcoreani e le altalenanti recensioni. Tutti in fila per vedere 'The interview', più una questione di principio che un pomeriggio passato al cinema.
Fino a qualche giorno fa, sembrava che nessuno avrebbe avuto il piacere di vedere il film di Seth Rogen e James Franco, prodotto da Sony, in cui viene rappresentato un rocambolesco piano per uccidere il leader asiatico Kim Jong Hun, poi le cose sono cambiate.
La questione si è spostata dall’ambito cinematografico a quello patriottico e l’America, chiamata a proteggere la libertà di espressione, ha risposto a gran voce.
Tutto è cominciato quando cinque delle principali catene di sale cinematografiche statunitensi hanno scelto che non avrebbero proiettato il film il giorno di Natale. Il timore era quello di un attacco terroristico da parte di un gruppo di hacker nordcoreani, che nelle settimane precedenti avevano attaccato la Sony, diffondendo mail dagli indirizzi privati dei dipendenti e in seguito avevano minacciato la compagnia.
Le minacce invitavano addirittura a ricordare l'11 settembre. Troppo da sopportare per l’orgoglio a stelle e strisce. Persino Obama ha voluto prendere posizione in questa vicenda, dichiarando che nessun dittatore avrebbe potuto imporre una censura agli Stati Uniti.
Il cocktail fra le minacce di Pyongyang e l’orgoglio americano ferito, hanno generato una campagna pubblicitaria senza precedenti.
Una pellicola di livello medio, si è trasformata in un simbolo di libertà, incassando più di un milione di dollari in 331 sale, durante il primo giorno di proiezione. I posti a sedere sono già prenotati per i prossimi giorni, mentre gestori e manager si sfregano le mani prevedendo incassi record.
La guerra fredda fra oriente e occidente non si ferma qui.
Il traffico internet in Corea del Nord è stato bloccato per un giorno, gli Usa si sono dichiarati estranei alla vicenda ma la Corea del Nord ha accusato Washington di essere responsabile del blocco. In tutta risposta Pyongyang ha paragonato le scelte di Obama alla spericolatezza di “una scimmia tropicale”. La potente Commissione per la Difesa nazionale del paese ha accusato il presidente americano di aver incoraggiato la Sony a distribuire il film. Non sono mancate le minacce, neache troppo velate:
“Se gli Stati Uniti continueranno con le loro pratiche arbitrarie da gangster, andranno incontro a colpi mortali”
Non finisce sicuramente qui. Con ogni probabilità l’affaire Sony- Nord Corea avrà un seguito, speriamo che rimanga in ambito audiovisivo e non sconfini in atti di violenza reale.
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Gli spettatori americani hanno fatto la loro scelta... (Davvero?).

Tutto ciò è ridicolo, perchè “tu” sei manipolato in ogni modo.


La pubblicità ha varcato ogni dimensione, che supponi possa esistere. Il banco di prova sei sempre tu. Il risultato è sempre un esperimento ben (ri)uscito.
E, anche questa volta, tutto è perfettamente andato a buon fine (ovvio, non dal tuo punto prospettico dell’interesse a tuttotondo. Tu, al limite, ti sei visto solo un “film” e persino mediocre).
Fino a qualche giorno fa, sembrava che nessuno avrebbe avuto il piacere di vedere il film di Seth Rogen e James Franco…
Tutto (ri)entra in un ambito, inosservato, di controllo senza confini apparenti, che il Pianeta sembra non rendere possibile, quando lo (ri)assumi dal punto prospettico della grandezza e della cosiddetta “biodiversità”.
Qualcosa che ti confonde solo le idee, (ri)entrando di fatto in un controllo superiore, che permette solo di concepire la natura, appunto, come naturale ossia “così com’è”. Come se la natura non avesse una causa prima, simile a quella che non “vedi” relativamente a te ed al tutto.
Un qualsiasi prodotto commerciale è “artificiale”.
La natura, invece, no. Eppure la religione, di qualsiasi tipo, la dipinge come opera di una entità superiore.
Non esiste differenza sostanziale tra i termini “naturale ed artificiale”. La differenza la fai tu e la rendi possibile quando applichi compartimenti stagni a qualcosa che “è, così”, perché progettato/a in un simile modo. Il tuo (ri)osservare, senza capire a fondo, rende possibile l’emersione di (s)fondi diversi da abitare in qualsiasi maniera…
La tua opera (in)diretta “serve”, però.
Bce, Weidmann ribadisce no ad acquisti di bond sovrani.
Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, ha ribadito la sua contrarietà all'acquisto di bond sovrani da parte della Banca Centrale Europea .
"Mi irrita il fatto che nel dibattito pubblico si senta ultimamente solo una domanda: quando comincerete ad acquistare?". Ha spiegato Weidmann in un'intervista al quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung".
Weidmann ha ancora una volta sottolineato i rischi di un allentamento quantitativo:
"Per le perdite derivanti da questi acquisti sono responsabili congiuntamente le banche centrali dell'Eurozona, quindi, alla fine, sono i contribuenti a pagare".
Secondo Weidmann, inoltre, una tale misura non sarebbe affatto necessaria per sostenere la crescita. "L'Europa non va così male come si crede". Weidmann ha indicato che gli economisti prevedono per il 2015 una ripresa. Il basso prezzo del petrolio avrebbe oltre a ciò l'effetto di un pacchetto di stimoli. "Abbiamo ricevuto un programma congiunturale gratuito, perchè aggiungerne uno di natura monetaria?", ha domandato.
Weidmann ha infine invitato la Bce a non cedere alle pressioni esterne. A detta del numero uno della banca centrale tedesca le aspettative dei mercati su un piano di acquisti di bond non dovrebbero in alcun modo influenzare le decisioni del consiglio direttivo dell'Eurotower.
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Weidmann ha infine invitato la BCE a non cedere alle pressioni esterne:
a quale tipo di “esterno” si (ri)ferisce Weidmann?
Quali “pressioni”?
Capisci come sei distante dal punto di origine di questa (ir)realtà?
Il Papa: "La Costituzione italiana tutela la famiglia ma solo a parole, mancano i fatti".
La Costituzione italiana all'articolo 31 chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose:
ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti, restano le parole".
È quanto sottolinea Papa Francesco, ricevendo in Vaticano l'associazione delle famiglie numerose. "Purtroppo, le pubbliche istituzioni non sempre vi aiutano", afferma il Papa.
Francesco ricorda anche "i tassi di bassa natalità che da tempo si registrano in Italia" e reclama "una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici ad ogni livello, la fine di dare il sostegno previsto alle famiglie. Se ogni famiglia è una cellula della società - osserva il Papa - una famiglia numerosa è una cellula ancora più ricca e più vitale. E lo Stato ha tutto l'interesse a investire su di essa".
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Da che pulpito, anche se: frattalmente, vero.

Dura lex. Sed lex:
La frase, tradotta dal latino, significa "La legge (è) dura, ma (è sempre) la legge".
È un invito a rispettare la legge anche nei casi in cui è più rigida e rigorosa. Avendo lo scopo di risanare gli abusi, lesivi del diritto privato e pubblico, ossia in considerazione del beneficio della comunità, questo brocardo invita all'osservanza di leggi anche gravose.
Questo motto risale al periodo di introduzione nell'antica Roma delle leggi scritte.
Fino ad allora le leggi venivano tramandate per via orale e quindi si prestavano alla modifica da parte dei giudici, detentori del potere di riferire la tradizione orale. Essi introducevano una sorta di arbitrio. Così il motto significa:
sebbene la legge sia dura, è una legge scritta, uguale per tutti.
Tale frase va contro la morale rivoluzionaria, che afferma che una legge troppo dura o addirittura sbagliata nella sua formulazione non è più da considerarsi equa e va modificata (basti pensare a casi storici come le leggi razziali o la pena di morte).
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Tale frase va contro la morale rivoluzionaria...
Sino a quale grado di “legge” (con)segui, ti adatti e puoi resistere?
Sino a quando reggerai?
Esiste un limite, oppure, sei come la “rana bollita” che non si accorge più di nulla, sino a morire?
Di "te" ne nascono in continuazione. Portarti alla morte, quindi, non è così terribile, da una simile prospettiva, vero?
He He He… è come tagliare l’erba del proprio giardino di casa. E se, questo giardino, è il Mondo intero?
Il controllo è totale all’interno del reame imperiale. Lo è anche quando non lo sai o non te ne accorgi o non lo (ri)cordi più.
No Expo No Israele: ingerenze di Israele all'Università La Sapienza.
Lo scorso mercoledì 10 dicembre si è tenuta nel dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza l’assemblea di lancio della campagna romana No Expo No Israele. Questa campagna si pone l’obbiettivo di smascherare le ingerenze e i rapporti tra l’Italia ed il regime sionista nell’ambito del grande evento dell’Expo, che si terrà a Milano a partire dal prossimo maggio.
Mentre si svolgeva l’iniziativa, che era stata legittimamente pubblicizzata con dei manifesti affissi dal comitato promotore, l’ambasciata israeliana contattava il rettore Gaudio e non meglio specificate “associazioni” contattavano il direttore di Dipartimento, chiedendo spiegazioni in merito alla natura dell’incontro.
In particolare chiedevano perché l’università organizzasse questo tipo di incontri, ritenendo che l’università stessa fosse promotrice dell’iniziativa.
Che un’ambasciata di una entità straniera interloquisca e interferisca direttamente con un ente statale preposto alla formazione, quale è l’università, saltando tutti i predisposti canali diplomatici, ci sembra una rozza ingerenza; che lo faccia esigendo spiegazioni su di un’iniziativa che vi si svolge, supponendo che, se quest’ultima fosse stata organizzata dall’ente stesso, possa disporre di una sorta di “diritto di veto”, forse alla luce degli importanti interessi e investimenti che legano La Sapienza al regime dell’Apartheid e del Muro della Vergogna in Cisgiordania, ci sembra riflettere quella tipica mentalità da occupante manifestata in più occasioni anche qui in Italia.
Che l’università, a partire dalle indebite pressioni ricevute, anziché rispedirle al mittente sollevando un caso diplomatico, chieda conto delle iniziative agli studenti che le organizzano al suo interno, è un chiaro esempio di come in nome di interessi economici, il concetto di “libertà democratiche”, venga sempre più inteso come pedante sudditanza alle imposizioni politiche altrui.
Si ritiene che tali reazioni scomposte rientrino perfettamente nel tentativo di Israele, uno regime imperialista in guerra permanente contro il popolo inerme palestinese, di propinare un’immagine con un’aura di libertà e democrazia, che certo non deve essere macchiata da prese di parola pubbliche che raccontano la verità...
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Smascherare le ingerenze e i rapporti…
Che cosa sai? Che cosa sei portato a sapere?
Il film Exodus censurato in Egitto a causa di “errori storici”...
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Gli elementi che influenzeranno l'economia mondiale nel 2015…
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Se l’economia è “influenzata”, figurati tu, allora.
Gli “elementi” che influenzano… non sono solo alla luce del Sole, anzi, quasi sempre sono alla sua “ombra”:
le “leve”
rendono tutto
non locale
soprattutto
quando diventano
wireless.
L’interesse e la fame descrivono “leve senza fili” che, frattalmente, ricavano una versione del Mondo ad “immagine e somiglianza”. Qualcosa che (per)segue (cura) illusoriamente le conseguenze, in luogo delle cause.
Insomma, tutte cose che "sai" ampiamente già, ma che – ugualmente – continui a “non sapere”, perché dimentichi sempre (reset); infatti, ti nutri ogni giorno, più volte al giorno e, analogamente, bevi e dormi.
(Ri)fletti
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com