martedì 4 novembre 2014

Osservare.



Uscire dalla dimensione di un reale senza alternativa apparente alcuna, si può? È possibile permetter(e/si) di poter credere/accedere/concretizzare un altro tipo di realtà, rispetto a quella che conosci come assolutamente unica e (con)sequenziale?
La risposta è “per forza di evidenza intelligente”:
assolutamente, sì.
SPS lo vede ed inizia a proporre il “Programma”, all’interno del quale auto esiste – in quanto condizione cardinale (ri)attuata per step – il “Modello LSD (Libero e Sovrano Denaro”. Che cos’è il “Programma e LSD”? Beh… vedila così:
è qualcosa al quale hai diritto (denaro naturale) ma che, per ragioni di continuità e paura, non evochi e non arroghi a te.
La questione “denaro” è una causa del perché il genere umano si “ostina” a continuare a soffrire, praticamente, da “sempre” (da che hai capacità di ricordare e da che hai capacità di accedere alla memoria ufficiale, tramandata attraverso i libri di “storia” e la medesima vicenda "raccontata/auto imposta" geneticamente).
Il denaro attuale “conta” su base di scarsità, per cui “fa la differenza” e crea separazione, ombreggiando la possibilità individuale di poter dar luogo, a livello di passioni, a quello che “già sin d’ora si è”.
I propri “talenti” rimangono usualmente inespressi, perché la “carenza” di denaro stringe a monte la via della propria “auto realizzazione nel reale”.



Ciò che si “è” e ciò che si “fa” (nella necessità di sbarcare il lunario) creano un solco interiore (esterno/interno/esterno...) capace di permettere il proprio stanziamento nel reale attuale, sotto forma imparziale di sé.

La costrizione, basata su un simile “collo di bottiglia”, (ri)chiede la (com)presenza di un potere di controllo, capace di (ap)profittarsi di una condizione di smarrimento individuale che, d’insieme, permette di poter accedere ad una Massa smarrita, ad immagine e somiglianza dell’individuo stesso…
LSD (pre)vede la progressiva eliminazione della necessità mentale (1) dell’avere bisogno di denaro e -  come primo step -  (2) del denaro su base di scarsità. In questa maniera, dunque, LSD carica ogni conto corrente individuale di denaro (che viene assegnato da un “programma centrale”, in funzione dell’esercizio pratico/concreto di una propria passione/Arte che, per definizione, è utile alla società d’insieme).
Se il denaro è una "invenzione", come tale... può e deve essere su base d’abbondanza.
È come alzare le difese immunitarie dell’individuo e di ciò che ne (con)segue. Se il denaro diviene abbondante, accade che tutto il percorso a valle diventa abbondante, ossia, che la forma di Vita si auto regola di conseguenza, adattandosi ad una possibilità espansa, rispetto all’usuale forma mentale di paradigma in auge…
Troppo facile, vero? E, dunque, (im)possibile. La tua mente proprio non ce la fa nemmeno ad immaginare un simile modello esistenziale. Perché la “tua” mente non è solo “tua.
La separazione parte da dentro, limitando la visione e tutto... di pari passo (modello di riferimento).


Il carico ideale (le idee) corrompe e corrode
Il pensiero (di)viene una infrastruttura per il controllo (in)diretto.
Da parte di chi?
He He He… lo “sai”, suvvia.
Ma, ormai, SPS evita di dirtelo ogni giorno, visto che tendi a dimenticare continuamente (reset).
SPS evita di fare ciò direttamente ma non (in)direttamente…
La "mancanza di denaro" ti rende disponibile e, se non sei in grado di (ri)comprendere, ti rende un circuito aperto che si (ri)chiude sempre su modalità d'ogni tipo di/per poter "sopravvivere".
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Una banca può davvero "perdere denaro"? Beh... una banca può (in)direttamente anche "scommettere al (ri)basso contro se stessa", per cui... vista la conoscenza dello stato dell'arte... come può perdere davvero? Non solo... la banca è difesa dalla "società", a prescindere, perchè la società non vede futuro senza la banca (paradigma). La banca riceve aiuti in continuazione, perchè non fallisca (e non importa come si è comportata o come si comporta).
Anche se tu non paghi il debito con la banca, la stessa lo mette sul mercato... in maniera tale che nemmeno tu sei in grado di (ri)conoscerlo. Le sue "sofferenze" diventano ancora la tue, perchè di fatto sono solo le tue!

La banca prende in prestito denaro virtuale dalla banca centrale a "costo quasi zero" e lo inietta nella società a tassi d'interesse notevolmente più alti... 
L'aiuto sociale per la banca, rimane sempre nel modello di profitto della banca.


Il denaro è scarso per la (stra)grande maggioranza delle persone, perchè è un mezzo di controllo a monte e non certo perchè "è così"
Lo è (scarso) per tutti coloro che devono costituire il “motore di composizione” di questa forma (ir)reale. Qualcosa che è stato scelto di funzionare su base massiva, ma controllato (in)direttamente da un organo mentale sottoposto a (ri)programmazione nativa
I “più devono remare"... affinché la nave non affondi, mentre il “comando” gode dello sforzo della forza lavoro, resa sempre famelica dall’impiego stesso e dall’assunzione di reale... a partire da una base di sopravvivenza, protezione, paura e scarsità.
Tutto - nello status quo - (con)corre a mantenere lo status quo
“Salvate l’oro della Svizzera”: Paypal ha chiuso il conto per le donazioni e bloccato i fondi.
Mentre i due campi sono in piena campagna, a poco meno di un mese dal voto sull’iniziativa per rimpatriare in Svizzera l’oro depositato all’estero, l’economista svizzero Egon von Greyerz fa sapere che l’account Paypal dell’iniziativa è stato chiuso.
La Banca nazionale svizzera – commenta von Greyerz – si oppone fermamente all’iniziativa. I suoi dirigenti hanno ammesso che un voto favorevole impedirebbe loro di manipolare i mercati.
Grazie alla pubblicità mirata a opera di diversi siti, cittadini da ogni parte del mondo hanno fatto generose donazioni sull’account Paypal “Salvate l’oro della Svizzera”. Ma il proceso si è interrotto due giorni fa, quando Paypal ha deciso di chiudere il conto usato per raccogliere le donazioni. Hanno congelato i fondi presenti sul conto, senza alcun preavviso.
Sfortunatamente la campagna a favore dell’iniziativa viene privata di questi fondi.
Abbiamo chiesto spiegazioni a Paypal e non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Suppongo che i soldi bloccati saranno restituiti a chi li ha versati. Sembra chiaro che chi detiene il potere non desidera che la campagna del sì riceva questi soldi.
Continueremo a lottare a favore dell’iniziativa, perchè l’oro fisico sarà sempre meglio dei pezzi di carta senza valore che i governi e le banche centrali creano a volontà per manipolare i mercati.”
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Continueremo a lottare a favore dell’iniziativa, perchè l’oro fisico sarà sempre meglio dei pezzi di carta senza valore che i governi e le banche centrali creano a volontà per manipolare i mercati…

È una corsa (lotta) che tende ad evidenziare separazione ed a mantenerla, perché il “controllo” – da questa prospettiva – non verrà mai meno, perché tutto (ri)entra costantemente e continuativamente a… (ri)manere entro il limite del loop “ciclonico”.


L’unità di misura principe è divenuta il “denaro”? Ok, se lo controlli… (all)ora, controlli tutto, per inerzia e default.
Rendere il denaro su base d’abbondanza (una risorsa naturale della quale ognuno è sovrano beneficiario), libera il potenziale a livello di “passione/Arte”… (ri)pulendo la società dall’interno.
La crisi uccide, in forte aumento i suicidi per cause economiche.
Nei primi 9 mesi di quest’anno in Italia sono cresciuti del 59,2% i suicidi per cause economiche. Lo denuncia Link Lab, il Laboratorio di Ricerca Socio-Economica della Link Campus University.
L’aggiornamento dei risultati monitorati dall’Università romana decreta una vera e propria escalation degli episodi tragici, con 164 vittime da gennaio a fine settembre 2014 , che portano a 402 il numero di persone che hanno deciso di togliersi la vita per motivi economici dal 2012 a oggi.
"La crisi economica è sempre più elemento disgregatore e fonte di squilibrio sociale - ha detto Nicola Ferrigni, sociologo e direttore di Link Lab –; ciò che emerge da questi dati è anche la fotografia di una società sempre più fragile e smarrita, che porta le persone a sviluppare una sorta di consapevolezza per cui non è più possibile contare su alcun aiuto reale.
Si è affermato – ha aggiunto Ferrigni - un sentimento di esclusione, di separatezza e di frattura del corpo sociale, come se non ci fosse nessuno che prevenga, sorvegli o quantomeno proponga una soluzione a problemi economici considerati oramai insormontabili"…
Il  suicidio si può prevenire.
Il suicidio è uno dei tabù più radicati nella nostra società. Nessuno ne parla. La parola è tabù anche sui media, eccetto quando può essere associata a un caso di cronaca particolarmente scioccante. Ma il suicidio si può prevenire.
Per ulteriori informazioni consulta il Servizio per la prevenzione del suicidio .
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(Pre)venire il suicidio? Ebbene, è proprio ciò che accade, nel senso, che la possibilità di suicidio è (pre)vista ad hoc… in maniera tale da indurlo nelle persone, portandole verso quelle condizioni di base atte ad avvicinarlo sempre di più (possibilità).

Nulla è per caso. E fai attenzione alla modalità attraverso la quale (ri)assumi le informazioni che ti raggiungono...

Panopticon e Anopticon… (due aspetti solo apparentemente diversi, relativamente al "controllo", alla sua evoluzione in "auto intrattenimento"... Due facce della stessa medaglia, come lo sono, ad esempio, la dittatura e la democrazia).

Anopticon

Panopticon
La base di scarsità rende l’umano “abbordabile” e, dunque, comprabile… visto che ognuno ha un “prezzo” ed ognuno è come se fosse “esposto” in una pubblica vetrina, con tanto di “prezzo e data di scadenza” ed, in realtà, sempre più esposto al grado di “offerta libera” da parte dei compratori
Questa realtà attuale descrive una società (ap)prezzata (App, servizio, servitù).
Tratta e vendita schiavi per elemosina.
La polizia locale sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare a carico di una decina di nomadi romeni accusati di riduzione in schiavitù, tratta e "alienazione e acquisto" di schiavi per aver gestito per mesi il racket dell'accattonaggio a Milano.
Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal pm Piero Basilone, è stato accertato che una ventina di vittime sarebbero state portate dalla Romania in Italia, anche dopo essere state comprate, per farle elemosinare, a forza di botte, ai semafori.
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Chi detiene il potere, all’interno del propro “regno” (spazio concesso a livello gerarchico) può fare di tutto.
Kim Jong-un elimina un alto funzionario con un lanciafiamme.
Il leader della Corea del Nord Kim Jong-un ha giustiziato il ministro per la pubblica sicurezza Oh Seon-Hong con un lanciafiamme.
Il motivo dell'esecuzione è stato l'appoggio fornito all'ex presidente del Consiglio di Stato della Difesa Chang Sung-taek, lo zio di Kim Jong-un.
Lo scorso dicembre venne giustiziato per "atti criminali commessi a danno del partito e della rivoluzione." Successivamente era stato riferito che oltre allo zio di Kim Jong-un erano stati giustiziati circa 200 dei suoi sostenitori e la maggior parte della sua famiglia.

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Ecco il "terzo giorno" del ciclo di discorsi di Jiddu Krishnamurti, tenuti a Saanen nel 1980. Le prime due giornate sono state (ri)assunte nell’articolo di venerdì scorso
L’osservazione di  Krishnamurti (pre)viene (alternativa) la (ri)formazione della base separata, dalla/sulla quale – di (con)seguenza – può crescere solo “separazione” (semina vento e raccoglierai tempesta).
Temo che sia molto facile trasformare quanto abbiamo detto finora in una serie di astrazioni, in una raccolta di formule intellettuali, in un compendio di definizioni da conservare, o in un insieme di valori che si cercherà poi di realizzare nella vita.
Ma se succede così, avremo perso l'essenza stessa di quanto abbiamo detto, e cioè che l'uomo da secoli e secoli non conosce altro modo di comportarsi al di fuori di quello determinato dal suo condizionamento psicologico.
Da millenni gli esseri umani vivono una vita di tensioni, di lotte; vivono in conflitto con se stessi, con l'ambiente, col proprio prossimo, vicino o lontano che sia. Osservando quello che sta accadendo nel mondo, ci si rende conto che è necessario trovare una via d'uscita da questa situazione.
Deve esserci un modo di pensare integro, obiettivo, che tenga conto dell'umanità nella sua interezza e non soltanto degli interessi di una congregazione o di un gruppo particolare
Il nostro problema è:
come mai gli esseri umani sono rimasti tanto a lungo bloccati negli stessi schemi di comportamento?
I loro schemi psicologici, sostanzialmente, sono sempre rimasti gli stessi, per quanto possano essersi modificati in apparenza.
In millenni di vita, l'essere umano non è fondamentalmente cambiato, anche se può sembrare che ora sia in grado di risolvere determinati problemi.
La causa di questa situazione - abbiamo detto - potrebbe essere lo sforzo tremendo che gli uomini compiono, sia a livello fisico, sia a livello psicologico, per diventare qualcosa.
Potete essere d'accordo o no sul fatto che proprio questo sforzo sia la causa di tutti i problemi umani; tuttavia, se fossimo capaci di esaminare a fondo la questione, potremmo andare al di là delle parole e agire. Questo significherebbe essere seri.
Vi pongo questa domanda:
non è vero, forse, che ciascuno di noi sta sempre cercando, in un modo o nell'altro, di essere diverso da quello che è?
Siamo sempre alla ricerca di un cambiamento; c'è sempre qualcosa che vogliamo raggiungere o diventare.
Se ci rendessimo conto che sta proprio qui la causa dei più grossi inconvenienti al mondo, la causa di una confusione e di un disordine sempre più vasti, allora potremmo affrontare insieme il problema, vi pare?...
Esiste un'azione che non si basi su valori di alcun genere?
Agire per noi significa basarsi sui ricordi, su valori passati, presenti o futuri - su quello che è stato, su quello che è o su quello che dovrebbe essere.
Così la nostra azione è un movimento continuo nel tempo. Non c'è azione spontanea. È sempre il passato che determina i nostri modi di agire.
Tutti quanti, in un modo o nell'altro, parlano di spontaneità. Non esiste una cosa del genere. Dietro i nostri modi di agire, c'è sempre il passato; perciò non può esserci alcuna azione spontanea.
Che cosa significa agire correttamente? - possiamo chiederci…
Esiste un'azione giusta in qualsiasi circostanza?
A questo punto, dobbiamo chiederci:
che cosa è giusto?
Potremmo pensare che sia giusto agire basandoci sulla fede che abbiamo, o sulle esperienze fatte.
Ma questi sono soltanto pregiudizi.
I pregiudizi hanno qualcosa in comune con gli ideali.
I vostri pregiudizi, culturali o religiosi, determinano il vostro modo di pensare e di agire.
Ma esiste un'azione che non abbia a che fare con alcun pregiudizio?...
Un'azione corretta non cambia sotto l'influsso delle circostanze, non diventa trascurata, non subisce l'influenza dell'immaginazione e di sentimentalismi patetici.
È un'azione che non ha dietro di sé alcun ideale, che non pretende di affermare valori personali o culturali.
La mente che rimane legata a una persona, a un'idea, a un concetto o a particolari valori, è una mente corrotta. Se provo dell'attaccamento per una persona, è ovvio che questo attaccamento influenzerà il mio modo di agire…
Esiste un'azione che non sia assolutamente corrotta?


Noi diciamo che c'è; questa azione esiste quando si osservano le conseguenze dell'attaccamento a valori creati dal pensiero, e quando si capisce che cosa significhi rimanere attaccati a degli ideali, a dei concetti, a delle persone.
Nell'osservazione in cui non compare ombra di analisi, sparisce ogni elemento di corruzione.
Supponete che mi senta attaccato ad un simbolo, datomi dalla chiesa o trovato in una qualsiasi mitologia.
Quando agisco attenendomi ad esso, che è frutto del pensiero, entro in conflitto non solo con i vostri simboli e con la vostra fede, ma anche con le mie esigenze quotidiane.
È così, è un fatto che potete vedere, se osservate bene.
Ci rendiamo conto del fatto che vivere attaccati ad una persona, ad una fede, ad un concetto, alla propria esperienza o alla propria conoscenza, implica agire nel conflitto?
Supponete che io sia un ebreo:
sono profondamente convinto di esserlo. La conseguenza sarà che, se voi siete arabi o musulmani, cominceremo a combatterci. È un fatto di cui potete rendervi conto molto semplicemente.
Osservando ancora più in profondità, guardando dentro di noi, vedremo che nutrire dell'attaccamento per una persona, per un motivo o per l'altro, implica paura, tormento, conflitto.
Non c'è bisogno di alcuna analisi per vedere che è così.
Che cosa significa osservare? Vediamo di approfondire questo punto.
Potete osservare voi stessi senza far intervenire alcun elemento di distorsione? Osservare, cioè, senza cercare di cambiare quello che vedete, senza ragionarci sopra, senza tentare di liberarvene, senza pretendere di sopprimerlo? Potete osservare voi stessi proprio come se foste davanti ad uno specchio? Nello specchio appare quello che siete realmente
Ci hanno insegnato a cercare la causa servendoci dell'analisi, con la speranza di riuscire così a liberarcene. Ma io vi dico che nessun processo di analisi potrà mai liberare la mente dalla causa.
Osservate, invece, semplicemente, senza reazioni emotive; guardate il fatto così com'è; se non pretenderete di essere voi a parlare del fatto, allora sarà il fatto a parlarvi, a raccontarvi la sua storia.
Di solito, la prima cosa che facciamo di fronte a un fatto è metterci a discutere:
 "È così che deve essere"; "No, non deve essere così".
Ma non permettiamo mai ai fatti di rivelarci il loro significato.
Solo l'osservazione può rivelarci quello che accade.
Guardate, la maggior parte di noi vive di attaccamento. Siamo attaccati al marito, ai figli, al prete, al guru, a un sistema di meditazione o a qualcos'altro.
Siete capaci di osservare il vostro attaccamento?
Certamente potete farlo! Potete rendervene conto.
La reazione più immediata che avete, osservandolo, è quella di dire a voi stessi:
"Perché non dovrei provare attaccamento? Che c'è di male?".
Le conseguenze che l'attaccamento porta con sé sono paura, gelosia, rancore, e questo vuol dire una profonda mancanza di amore.
Sono queste le conseguenze dell'attaccamento, vi pare?
Ma se osservate con cura, senza deformare quello che state guardando, proprio questa osservazione è un atto di intelligenza.
Esiste un'azione giusta, corretta, qualunque siano le circostanze. Questa azione consiste nell'osservare il fatto che ci sta davanti, senza che si produca in noi alcuna deformazione psicologica.
Quando osservate quello che accade in voi, quando osservate l'attaccamento e le sue inevitabili conseguenze, voi che osservate siete diversi dal fatto che state osservando?
Quando andate in collera, in quel momento non c'è alcuna divisione tra voi e la vostra arrabbiatura. Solo un momento più tardi compare la divisione e dite:
"Mi sono arrabbiato".
Riconoscete di esservi lasciati prendere dalla collera, perché vi è accaduto altre volte e ne serbate il ricordo. Nel momento in cui l'osservatore si separa dalla cosa osservata, ecco che compare una divisione in noi. Se poteste vedere che è così, porreste completamente fine al conflitto, perché il conflitto esiste solo quando l'osservatore si separa dall'osservato.
Prendete l'attaccamento, per esempio. Provo dell'attaccamento per qualcuno. L’attaccamento è diverso da me? O io sono attaccamento? Capite?
Il fatto è che non avete intenzione di guardare la realtà, così trovate delle scuse per non osservare.

Ma dove c'è attaccamento - sia che riguardi un'idea, una persona, un rituale, un dogma, un'organizzazione, un’istituzione - là deve esserci anche corruzione. Se sono attaccato a mia moglie, posso essere certo di vivere nella corruzione.
Corruzione significa paura e la paura porta con sé rancore, gelosia, antagonismo, litigi.
In tutto questo non c'è amore, ma solo disgregazione.
Vedete che è così? È un fatto; che bisogno avete dell'analisi per osservarlo?
E se lo vedete, c'è differenza tra voi che guardate e quello che state osservando?
Dove c'è divisione, deve esserci conflitto. È una legge.
Conflitto significa corruzione.
Viviamo con la convinzione che colui che pensa sia diverso dal pensiero. Così il pensatore sta sempre cercando di dominare il pensiero, capite?
Ma il pensatore è pensiero!
È l'intelligenza, e non l'analisi, che vi permette di osservare l'attaccamento e di vedere esattamente come funziona. È l'intelligenza che porta con sé l'azione giusta.
Intelligenza non significa conoscenza, né accumulo di informazioni.
Quando capite istantaneamente il modo di funzionare dell'attaccamento, questa visione immediata e completa è intelligenza.
Dall'intelligenza scaturisce l'azione che è corretta in se stessa.
Per milioni di anni gli esseri umani hanno vissuto nella corruzione e le loro azioni non fanno altro che estendere la corruzione, il disordine, il conflitto.
Queste azioni si basano sui concetti, gli ideali, i valori che il pensiero ha creato ed imposto.
Non ci sono valori assoluti, divini, per quanto i preti possano affermare il contrario. Quello che dicono non può uscire, comunque, dall'ambito ristretto del pensiero.
Esiste un'azione integra in se stessa, incorruttibile, e noi diciamo che questa azione è qui, nella nostra vita quotidiana, e non da qualche parte in cielo, chissà dove.
Questo significa che l'essere umano può vivere in questo mondo con l'intelligenza che dà una visione immediata e completa dei fatti.
Visione immediata e completa di un fatto significa capirne immediatamente il significato. Per esempio capire il significato dì quel processo psicologico che è attaccamento.
Una visione del genere dovete averla avuta qualche volta. Non ha niente a che fare con la memoria, non è un processo che permette di arrivare ad una valutazione, ad una conclusione; ma è un istante di comprensione completa di quello che state osservando.
Questa percezione completa e istantanea è l'essenza stessa dell'intelligenza. L’intelligenza non è né vostra né mia, e poiché non contiene in sé alcuna divisione, agisce sempre in modo corretto.
Volete fare la prova subito, e rendervi conto che è così?

Mentre siete seduti qui, guardate voi stessi, il modo di agire che avete nei confronti di vostra moglie, di vostro marito, del vostro vicino di casa, dei vostri uomini politici, della vostra religione.
Facendo completamente a meno dell'analisi, potete vedere da dove viene il vostro modo di fare e quali conseguenze comporta?
Questo implica essere completamente liberi dal tempo.
Il cervello si è prodotto nel tempo; è il risultato del tempo. In milioni di anni ha subito un'evoluzione che, partendo dalla cellula primitiva, è giunta a cellule straordinariamente complesse.
Il cervello funziona nell'ambito del tempo, nello scorrere del tempo - ieri, oggi, domani, e poi la speranza di essere, il desiderio di diventare, l'ansia dell'attesa. Questo è tempo.
Abbiamo vissuto così per milioni di anni.
Non c'è solo il tempo fisico - le albe, i tramonti -; c'è anche il tempo psicologico, interiore, il tempo nel quale funziona la mente.
Il cervello che è parte integrante della mente, agisce, reagisce, pensa, funziona nel tempo. Lo fa da milioni di anni e il suo schema di funzionamento è sempre lo stesso.
Ora, se il tempo non avrà fine, questo modo di funzionare, che condiziona tutta la nostra vita, continuerà a ripetersi senza interruzione.
Il processo del divenire richiede tempo.
Se voglio diventare un chimico di valore, ho bisogno di tempo. Per imparare bene una lingua mi serve del tempo. E mi serve del tempo anche per imparare a guidare bene una macchina. Devo mettere insieme una determinata conoscenza, devo fare esperienza, acquisire abilità.
Tutto ciò avviene nel tempo.
Ora questo modo di funzionare noi lo trasportiamo anche a livello psicologico.
"Diventerò buono col tempo. Diventerò altruista". È così che diciamo. Ma se ritenete di aver bisogno di tempo per mettere da parte il vostro egoismo, allora siete l'essenza stessa dell'egoismo.
Il cervello sta sempre funzionando nel tempo…

Guardate:
facciamo il caso di essere attaccati a qualcosa. Potete smettere immediatamente di esserlo?
Se siete capaci di farlo, allora il tempo finisce.
Ma se vi mettete a dire:
"Troverò, vedrò, cercherò di capire se è giusto o se è sbagliato, se deve essere così o no", allora state ancora comportandovi come avete sempre fatto.
È tremendamente importante che il tempo finisca, perché questa fine significa essere liberi da quello che è stato.
Mi domando se riuscite a capire qualcosa. Oppure vi sto forzando a pensare nella mia direzione, per l'energia e la passione che ci metto?
Non stiamo facendo insieme la stessa strada?...
In Oriente si ritiene che il tempo si arresti quando si in grado di controllare il pensiero, dato che pensiero significa muoversi nel tempo.
Pensiero è tempo.
Ora, invece, noi diciamo:
il tempo si ferma quando può esserci osservazione senza la minima distorsione di quello che accade in noi stessi.
Il tempo si ferma quando possiamo osservare, senza distorcerla in alcun modo, la reazione che avviene in noi quando ci accorgiamo di essere attaccati a qualcosa e capiamo quali sono la causa e le conseguenze dell'attaccamento.
Vedere completamente e istantaneamente il nostro modo di reagire a quello che siamo, implica la fine del tempo.
È sufficientemente chiaro? Dovrebbe esserlo.
Non ci siamo serviti di parole fuori del comune.
Ma forse voi non state lavorando con la vostra testa e vi lasciate semplicemente sospingere dalle parole che ascoltate
Se diceste:
"Voglio scoprire a che cosa sono attaccato, voglio veramente rendermene conto", allora vi accorgereste subito di esserlo e vedreste a quali conseguenze andate incontro:
paura, angoscia, gelosia, rancore, e un conflitto interminabile.
Ma se dite:
"Sì, d'accordo, però ci sono abituato. Pazienza, me lo tengo", allora accettate di vivere in un conflitto senza fine.
È esattamente quello che accade ad ogni essere umano.
Ammesso che vi interessi farla finita col conflitto, sappiate che è possibile porvi fine istantaneamente, immediatamente. Questo significa essere capaci di vedere quello che accade in noi, senza che intervenga la minima distorsione.
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Ammesso che vi interessi farla finita col conflitto, sappiate che è possibile porvi fine istantaneamente, immediatamente. Questo significa essere capaci di vedere quello che accade in noi, senza che intervenga la minima distorsione…


La distorsione è “pontificata”, anche a livello scientifico – ad esempio – da Einstein, allorquando esprime il concetto che "ogni massa/(com)presenza curva lo spazio” e, dunque, il tempo (che è una conseguenza). Il tempo che conosci è artificiale e convenzionale, ossia, è “curvato” dall’interesse di chi lo ha potuto "concepire ed attualizzare".
La “distorsione” impedisce di “osservare liberamente ciò che è”.
SPS è “puro”, cioè… “crea la condizione di curvatura dello spazio, (in)direttamente, attraverso l’osservazione svincolata di/da ogni forma di (com)presenza su base di scarsità/controllo”. SPS “è”… e vede ciò che “è” sin da ora, nell’ora. SPS vede il presente, come un filo teso ed unito dal passato al futuro.
SPS vede che non sei libero, perché... separato interiormente.
SPS è al di là di ogni "interesse" e vede da "lì"...

Esiste un'azione integra in se stessa, incorruttibile, e noi diciamo che questa azione è qui, nella nostra vita quotidiana, e non da qualche parte in cielo, chissà dove.
Questo significa che l'essere umano può vivere in questo mondo con l'intelligenza che dà una visione immediata e completa dei fatti.
Visione immediata e completa di un fatto significa capirne immediatamente il significato
Un istante di comprensione completa di quello che state osservando. Questa percezione completa e istantanea è l'essenza stessa dell'intelligenza.
L’intelligenza non è né vostra né mia, e poiché non contiene in sé alcuna divisione, agisce sempre in modo corretto...
Analogia Frattale:
la scrittura nel tutto, a partire da qualsiasi situazione di mezzo (dettaglio)… del tutto stesso, a prescindere da tutto.
Qualcosa che è “intelligenza” e qualcosa che è si è reso, ora, all’ombra della capacità di analisi della mente umana, come assolutamente interdipendente dallo stato di “conoscenza” e, dunque, qualcosa di gestito a monte da una formazione di “controllo e potere”, che ha trovato il modo di escludere se stessa dal medesimo ambito che comanda non localmente (incognita, simbolo, radioattività).

Simbolo
Lo/a/e/i “vedi”?
 
Davide Nebuloni 
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