venerdì 11 gennaio 2013

Una Rekall per lo Spirito.





Sarei un re se mi staccassi da te.
Ma con Me ci sei Tu

Le campagne elettorali dimostrano pienamente la Natura duale di questo piano dimensionale, infatti due politici appartenenti a fazioni diverse parleranno e si ‘agiteranno’ secondo schemi strategico/mentali opposti (recita).

Ciò crea davvero la possibilità di ‘scelta’, dal punto prospettico degli elettori?

Ma ‘chi sono’ gli elettori?

Un elettore è colui che ha il diritto di esprimere il proprio voto in una elezione. Tale diritto è anche chiamato di elettorato attivo (diritto di votare), contrapposto al diritto di elettorato passivo ovvero di candidarsi ad essere eletto (diritto di essere votato).
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È curioso che il motto ‘elettorato passivo’ corrisponda a coloro che ‘scendono in campo al fine di essere eletti’, ossia a coloro che, successivamente, si attiveranno per seguire le sorti del ‘bene del Paese’.

Questa loro descrizione massiva contribuisce, non a caso, a mettere in luce quella sottile spigolatura che SPS ha descritto già da molto Tempo:

il politico, una volta insediato nei palazzi del potere, perde la sua capacità autonoma di ‘gestirsi’, cioè, si trova progressivamente in una sorta d’incantesimo lobotomizzante ripartito dalle forme pensiero imperanti a livello non visibile, frutto del comportamento passato e dell’esistenza di un potere superiore, ma intermedio nella gerarchia Celeste, giacente al di là e al di qua delle 3d: contemporaneamente.

In Italia, al momento della proclamazione del regno nel 1861, avevano diritto di voto i cittadini maschi abbienti, che costituivano solo il 2% circa della popolazione
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Ciò mette chiaramente in risalto la condizione di ‘schiavitù indiretta’, a cui era sottoposta la popolazione. A tal proposito, la storia più grande mai raccontata, nei panni di SPS come ‘cantore non autorizzato’ ed, in definitiva, attraverso il mio canale sensorio, continua anche oggi ad evidenziare il tessuto intrecciato tra le dimensioni ed avente dimora fisica nelle 3d, proprio come se fosse una immaginifica ragnatela.

La schiavitù è ancora presente e tutt’altro che esaurita, solo che si è trasferita concettualmente, passando da un target evidente ad uno più sfuggevole:
  • una volta, per mantenere acceso il camino, ad esempio, i facoltosi/nobili, avevano l’esigenza di personale, che avesse l’onere di una tale funzione dipendente
  • oggi, per mantenere acceso il riscaldamento domestico, la grande maggioranza della gente schiaccia un tasto, per cui la condizione di schiavitù si è allargata e trasferita verso un concetto di ‘utenza’ piuttosto che di ‘schiavo’.
È sottile, strategico e opportunistico, l’atteggiamento che spira nelle 3d.

È giusto pagare un servizio; onorare la fattura della corrente, dell’acqua, del telefono? Certamente, sì. Pagare per qualcosa di cui si è usufruito è giusto, ma non è giusto non avere la facoltà di scelta; non tra diversi concorrenti dello stesso settore, bensì… tra settori diversi in teorica concorrenza, tra cui uno solo è stato ‘autorizzato ad emergere’ per opportuna formazione di ‘cartelli:

la free energy, ad esempio, non è emersa.

In tal senso, la Massa non può scegliere ma solo subire quel finto grado di concorrenza, sempre più delineante posizioni egemoni a livello globale. A nulla servono organismi asserviti come l’Antitrust o la capacità di giudizio coerente, l'etica e la morale, dei singoli politici sotto incantesimo.

In Italia, al momento della proclamazione del regno nel 1861, avevano diritto di voto i cittadini maschi abbienti, che costituivano solo il 2% circa della popolazione…
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Queste tre righe di citazione mettono veramente in mostra, frattalmente, la ripartizione del potere non solo a livello emerso, ossia pubblicamente e tangibilmente osservabile e dimostrabile; il 2% era costituito da quegli elettori di un certo ceto e sesso che potevano decider per tutti gli altri. Stando in quel 2% si era ancora, tuttavia, sulla punta dell’iceberg:

al di sotto(sopra) esisteva/esiste la ‘stanza dei fili’ da cui si dirama il segnale portante, che alimenta l’elisir incantesimale da irrorare in continuazione sul/nel Globo; le scie chimiche sono l’effetto collaterale/frattale derivante da una ‘irrorazione’ di ben altro tipo ma, comunque, facente parte della stessa famiglia di effetti/intenti.

Ieri, ricercavo nella capacità d’immaginazione o, ‘avevo in mente’, un singolo termine:

Silmarillion.

Questa mattina mi è arrivata una e-mail da tal:

Sidmallinson.

Cosa intendo dire? Che è davvero tutto connesso; basta prestare ‘orecchio’…

Il termine ‘Silmarillion’ sapevo essere collegato a Tolkien; sapevo essere un suo ‘romanzo’, ma non conoscevo nulla di più. Solo questa mattina, riflettendo mentre scrivevo questo articolo, mi sono accorto che quello strano nome ha iniziato a ballarmi nella mente allorquando ho compreso che dovevo cercare una denominazione opportuna per SPS mentre narra la più grande storia mai raccontata; infatti la home page di SPS attualmente è manchevole proprio di questo ‘nome’. Bene… Allora questa mattina ho cercato Silmarillion in Rete e cosa ho trovato? Leggete utilmente:

considerata l'opera primaria, fondamentale e centrale di Tolkien, è stata forse anche quella più amata dal suo autore; essa non è e non vuole essere un romanzo, ma un corpus mitologico, o legendarium, ideato come cuore dell'universo tolkieniano, una serie di narrazioni e vicende a cui l'autore lavorò per tutta la vita, senza terminarle, utilizzandole nel frattempo quale base per sviluppare alcuni dei suoi capolavori, quali Il Signore degli Anelli o Lo Hobbit.
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Essa è… ‘un corpus mitologico/leggendario ideato come cuore dell’universo tolkeniano'.

Bingo… tutto ciò assomiglia tantissimo al progetto ‘Mito/3d’ della storia più grande mai raccontata:

l’opera ‘fantasy’, che coincide con la realtà 3d, ti ha; vuole te.

Ossia? Ossia la mia ricerca di un nome ha agganciato addirittura qualcosa di già percorso ed esistente, cioè di ‘simile’ o frattale. Da qua, comprendo di avere acceso una connessione con l’universo di Tolkien o con l’essenza stessa di Tolkien.

È casuale? Sono un illuso?

E chi lo può dire se tutto ciò che sto descrivendo non sia già parte della narrazione, della trama, della più grande storia mai raccontata? E che, dunque, coincida già con l’impianto mitologico/3d della vicenda

Mai prendersi troppo sul serio.

A livello responsabile, questa narrazione è perfettamente allineata e schierata con l’intento primario e superiore di osservare sempre la veicolazione della luce, piuttosto che il suo riflesso oscuro.

Il viaggio è una scuola di auto educazione (full optional).

Esiste una Rekall per lo Spirito, da qualche parte?
 
Certamente; se qualcuno ha descritto un simile concetto, è perché auto esiste.

I viaggi mentali offerti dalla Rekall sono la vacanza sogno per sfuggire alle tante frustrazioni della quotidianità… Progressivamente, la distinzione tra realtà e fantasia diverrà sempre più impalpabile.
Total recall 
 
Tutto ciò che emerge nelle 3d esiste non solo nelle 3d; l’ispirazione che aleggia e sceglie per noi è, semmai, molto influente sull’ago della bilancia.

Da chi proviene? Chi è? Cosa rappresenta?

Di chi era la voce che sentiva Noè o Mosè o Gesù o Giovanna D’Arco?
 
Cosa li spinse a fare? E, oggi, cos’è partorito dagli effetti che misero in atto quei personaggi sul limite del Mito? Questo Mondo; bello o brutto che sia… questo Mondo è emerso come un inerziale seguito di ogni atto intrapreso dagli umani ispirati da qualcosa d’altro, che ha sempre soffiato dallo sfondo dello scenario.

L’ispirazione, nell’antichità, era rappresentata da vere e proprie entità in ‘carne ed ossa’, ossia… vive, esattamente come lo siamo noi.

Fantasia? Non per questa trama, che le prende in seria considerazione.

Stiamo ancora approntando e montando la struttura del backstage, che ospiterà le vicende narrate nella trama ‘che non c’è’, ma che si comporrà di volta in volta con fare giudizioso ed interessante.

Sto seguendo un altro tipo di trama già scritta o non scritta?

Tolkien lavorò al testo dedicandogli tempo e impegno in modo alterno. Nel 1937, dopo il successo di Lo hobbit, lo propose al proprio editore per la pubblicazione. La risposta fu una netta stroncatura, seppure motivata

il Silmarillion era considerato dall'editore un semplice 'contenitore' di materiale fantastico da cui attingere per scrivere altri libri simili a Lo hobbit, inoltre impubblicabile per uno stile troppo distante da quest'ultimo

Tolkien fu molto addolorato dal rifiuto, seppur consapevole che Il Silmarillion era lontano dalle aspettative dei suoi lettori

Accanto alle altre opere, periodicamente rivedeva e integrava Il Silmarillion. La stessa History of Middle-earth è stata in parte spunto iniziale per quest'opera, ma soprattutto un'espansione dei molti temi in essa presenti.

Tolkien considerava quest'opera la più importante tra le sue creazioni, continuò così per tutta la vita a lavorare sui racconti in esso contenuti, affinando e rimaneggiando le proprie idee e il testo stesso; tuttavia non completò mai Il Silmarillion

Link 
 
SPS assomiglia tantissimo a questa ciclopica opera di Tolkien.

Mi sovviene, vertiginoso, il fievole ma quadrato concetto di Karma:

lungi da me il pensare a Tolkien in maniera personale o come ad un suo ‘prolungamento’, tuttavia questa rassomiglianza non è certamente casuale:

Il Silmarillion è un'opera multiforme e può essere letta su numerosi piani:
  • la descrizione di un mondo, uno sfondo per le avventure che sarebbero state narrate successivamente, una scenografia mitica ed epica creata ex novo.
  • la narrazione approfondita dei fatti riguardanti le prime tre ere del mondo, come se fosse un'opera storica relativa ad una realtà storicamente esistente (nel legendarium tolkieniano la nostra epoca non è altro che la continuazione di quella, alcune ere dopo).
  • una mitologia originale per la cultura inglese, che ne mancava, avendo sempre tratto le proprie leggende dalle altre culture.
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C’è perlomeno un collegamento sottile tra me e Tolkien, oppure tra SPS e Il Silmarillion:

l'opera si mantiene per tutto lo sviluppo della narrazione su un tenore tecnico, linguistico e strutturale che risulta assolutamente superiore rispetto ai due romanzi successivi e che in certi passaggi risulta quasi aulico e di difficile lettura e comprensione

Il motivo si può attribuire a due aspetti: 

il primo legato al processo di scrittura dell'opera che non era ancora arrivata alla versione definitiva, ma soprattutto l'aspetto legato all'argomento trattato.

Il Silmarillion è elfo-centrico, soprattutto nelle prime due parti, e gli elfi, amanti della musica e della poesia, hanno uno stile alto: 

Tolkien stesso, a volte consapevolmente, altre meno, usava lo stile degli elfi nello scrivere, come se essi stessi fossero gli autori
Link 

Tolkien stesso, a volte consapevolmente, altre meno, usava lo stile degli elfi nello scrivere, come se essi stessi fossero gli autori…
 
Molto interessante e autobiografico:

ma nel mio caso… chi sono gli ‘ispiratori’?

Tutto è connesso, per cui io non sono altro che la continuazione di qualcosa che ‘scende dal Cielo e sale dalla Terra’, come il ritmo riscontrato, ad esempio, da Ighina.

La narrazione approfondita dei fatti riguardanti le prime tre ere del mondo, come se fosse un'opera storica relativa ad una realtà storicamente esistente (nel legendarium tolkieniano la nostra epoca non è altro che la continuazione di quella, alcune ere dopo)…

Link 

Esattamente ciò che 'immagino' io.

Quello che sto cercando di fare è di ‘unire i tasselli di un unico puzzle’…

Interessante anche questo frangente:

Sauron consegnò ad elfi, nani e uomini (gli Anelli di Potere) per poterli governare grazie al potere del suo Unico Anello, forgiato tra le fiamme del Monte Fato
 
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Un principio primevo/oscuro, che tenta altre razze per mantenerle in giogo.

Esattamente quello che è successo alla realtà 3d attuale, ben replicato frattalmente dal discorso precedentemente riportato e relativo a quel 2% della popolazione che, nel 1861, deteneva il diritto di voto in Italia; il 2% costituente una elite, diversamente ripartita, come una precisa gerarchia del potere piramidale:

dai potere ai pochi, che governeranno i molti e avrai nelle mani il destino di un intero Pianeta/Dimensione.

Gli anelli, da infilare al dito/possedere, rappresentano il dono illusorio di questo reame di avere potere sugli altri, quando in realtà non si alimenta che lo stesso gioco, inflitto nelle proprie carni e nel proprio Spirito; la figura da osservare è sempre sullo sfondo dello scenario, sicura di non essere visibile né vista (ancora una nostra parte, tuttavia).

E non sarà imbracciando occhiali da vista, microscopio, telecamera, fotocamera o telescopio che la potremo rimirare, bensì utilizzando ciò che abbiamo a disposizione e ciò che contraddistingue la Natura energetica/aggregante di questo piano dimensionale, ossia le sue leggi o alcune delle più appropriate sue leggi, come la proprietà frattale/olografica conferita ed impressa al tutto:

Analogia Frattale.

Una disciplina, un’arte allargata della proprietà frattale emersa con Mandelbrot nell’ultimo periodo. Una visione che ciclicamente appare e si ‘scopre’, per poi scomparire per opera del potere di controllo, sempre in allerta e premurosamente consapevole dell’enorme potere che la circonda a livello di potenziale

La più grande storia mai raccontata ti ha; vuole te. Ogni te esistente.

Essa è ovunque e risale e travalica il Tempo, che rimane una sua invenzione nonché una infrastruttura scenografica di questa ciclopica rappresentazione, come una partita estremamente dilungatasi di Monopoli.

Le sue spire, prese insieme, rappresentano questo Mondo e persino te. Tu ne fai parte da capo a piedi, da Chakra a Chakra, da filamento a filamento…

Sei qua; sei nel gioco, ormai.

E allora… GIOCA!

Ci sei dentro mani e piedi, sino al collo e oltre.
 
Che ruolo hai scelto o hai permesso che altri scegliessero per te?

Non sei stanco di un simile ruolo?

Questa storia è la tua storia impressa nel Mondo. non esiste nessun’altro da incolpare o da ferire. Tutto ciò che fai agli altri lo fai a te stesso; se gioisci, se ti infuri… alimenti fenomeni biodiversi nelle 3d. Tu sei il motivo degli uragani o delle esplosioni vulcaniche, dell’alba e del tramonto, della rugiada e del fulmine, dell’arte della Natura e dell’arida bellezza dei deserti… solo tu. E chi altri, se no?
 
Le entità d’ogni tipo, che non vedi e che tuttavia rifuggi, sono ancora te.

Conosci te stesso e conoscerai tutto il resto.

Alla fine tutti e tutto ti applaudiranno.

Perché quello a cui più sta a Cuore alla Creazione, è la tua centralità; perché il tuo equilibrio è quello del Creatore. E di chi altri, se no?

È tutto una parentesi ed allo stesso Tempo un verbo:

sii presente in te stesso in ogni tuo atto; sempre, ovunque e comunque.

Le tue parti sono in giro e tendono tranelli molto simili ad esami scolastici.

Sei in un campo di addestramento, in un teatro, in una grande e prestigiosa università.

Dipende da te il Tempo che impiegherai per venire a capo delle tue profondità/altezze.

Coordina il senso delle tue azioni e del tuo intento.

Abbi la cortesia di credere a tutto ciò, perché sei nella trama della più grande storia mai raccontata e che forse un giorno ‘racconterò’, anche se lo sto già facendo mentre decido come e se raccontarla:

quantisticamente parlando.

Ecco il senso della vita: beh, non è niente di speciale... siate gentili con il prossimo, non mangiate i grassi, leggete un buon libro, fate passeggiate e cercate di vivere in pace e armonia con gente di ogni fede o nazione. 
Monty Python - Il senso della vita

Tutto qua? Beh… l’isola di Circe offre tutto questo. Per quanto Tempo avete prenotato?

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2013
Prospettivavita@gmail.com

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