martedì 11 gennaio 2011

La resistenza dell'Antisistema "rivela".





Che cosa è l’Antisistema in "breve"? Innanzitutto la parola che lo definisce è una parola e basta: un costrutto umano. Per quanto tale rimane un insieme di suoni che codifichiamo in un certo modo. Suoni che hanno un significato “palese” e molti significati “occulti”. La differenza nell’intendere un significato piuttosto che l’altro, sta tutta nella nostra sensibilità o educazione di base.

Il termine Antisistema indica qualcosa che si oppone al Sistema. 

Di quale Sistema stiamo scrivendo? Chiaramente di quello che ci accoglie o che abbiamo creato attorno a noi. Certo. Proprio del Sistema globale moderno: quello che fa acqua da tutte le parti.

Quello che se stai bene te ne freghi di tutti gli altri e se stai male devi cercare l’elemosina di fronte al supermercato. Sì, proprio di quel Sistema. Quello, per intenderci, che usa la Natura come se fosse stata creata appositamente per essere distrutta dall’uomo

Quello che definisce l’uomo come un lupo per ogni altro suo simile.

Ebbene, se il Sistema è questo, io preferisco chiamarlo Antisistema. Perché? 

Perché per me il Sistema è un qualcosa di positivo, in cui non solo io sto bene ma anche tutti gli altri. Per intenderci: il Paradiso è il Sistema. Ogni altro Sistema è un  Antisistema, perché è agli antipodi della situazione ideale, perfetta.

Ci siamo? È politica odierna e ampia strategia, usare un termine per primi, impossessarsene per definire tutti quelli che non la pensano come i detentori della “parola” come degli “anti…”.

Noam Chomsky lo scrisse già molti anni fa. Gli Usa sono maestri in questa arte, ad esempio. Vi dice niente la querelle “Global e No-Global”?

Noi viviamo il sogno di qualcun altro. In questo sogno siamo ospiti privilegiati, in quanto co creatori nello scenario 3D a disposizione. Introduciamo allora un concetto che approfondisce maggiormente l’utilizzo del termine Antisistema, ossia il concetto di Resistenza:

“Con l’opposizione della resistenza (quantità) alla attività (qualità pura) il fenomeno appare”.
Da “Studio sui numeri” di R.A. Schwaller  De Lubicz

Anche in Sri Aurobindo, nel Savitri, si scrive che:

“La bellezza conquisterà la resistenza del mondo…”

Attraverso la resistenza si evidenzia un aspetto che, un certo tempo prima, era ancora non manifesto. Senza resistenza un fenomeno “nuovo o diverso dal consueto” non appare. Pensiamo alla resistenza in caso di guerra. Applichiamo una forza contraria ad un dominio nel tempo. Questa forza contraria si scontrerà con il dominio, togliendo energia e disponendola in maniera diversa sul “territorio”.

È un processo simile alla nascita delle catene montuose che, prima, non c’erano. 

Ecco il ruolo dell’Antisistema. Evidenziare e far crescere. Ed ecco perché noi siamo nell’Antisistema e non nel Sistema. 

L’Antisistema è la resistenza che permette il travaso del principio assoluto non manifesto in una progressiva diffusione nelle individualità incarnate e nel principio della Natura. Tutto quello che è interiore all’Anima trova l’esteriorizzazione nel fenomeno della resistenza o caduta.

L’Antisistema permette, secondo il principio dei vasi comunicanti, il download dell’alto nel basso, rendendolo visibile, percepibile, reale per questa altezza della vibrazione.

Una resistenza che riscalda rende evidente l’energia che scorre nel circuito. Senza la resistenza quell’energia continua ad esistere al di fuori della nostra percezione attuale.

Per questo motivo non possiamo essere in un Sistema, per quanto ci si possa perdere di fronte alla semplice definizione linguistica. Anche l’Antisistema è un Sistema: certo.
Ma il Sistema a cui mi riferisco è un Sistema ideale come il Paradiso e il suo opposto è l’Antisistema ideale come l’Inferno: se ci pensiamo bene il “nostro” mondo è più simile all’Inferno che al Paradiso, ma anche questa view può essere soggettiva.

Rimanendo nella sola ottica della Vita di Sri Aurobindo, possiamo riscontrare il concetto di resistenza regolarmente diffuso tra le righe:
  • Nel dicembre del 1892, a vent’anni, partiva per tornare in India, dopo aver rifiutato di entrare nel Indian Civil Service, l’organizzazione amministrativa con cui gli Inglesi governavano l’India, coinvolgendo i migliori giovani Indiani, allettati da ottimi stipendi.
  • Dall’agosto del 1893 inizia a scrivere articoli politici sul settimanale Indu Prakash di Bombay. E’ l’inizio di una attività politica rivoluzionaria per l’indipendenza dell’India. E’ del 1893 la prima denuncia, in un articolo, del Congresso del Bengala: "Morente di consunzione ... in un'era in cui democrazia ed altri termini altisonanti scorrono nei nostri discorsi in modo così sciolto, un corpo come quello del Congresso che non rappresenta la massa della popolazione, bensì una classe singola e limitata, non può onestamente dirsi Nazione."
  • Sri Aurobindo fu il primo 'politico' in India che si preoccupò di dichiarare apertamente, quale fine dell'azione politica in India, la completa e assoluta indipendenza. Come forme di lotta promosse incisive azioni di non cooperazione, resistenza, boicottaggio, sabotaggio nei confronti del governo britannico in India.
Da questi esempi possiamo notare sempre il frattale del concetto di opposizione ad un energia di dominio, appunto una resistenza. Movimento che denota una caratteristica dell’Antisistema. Coordinate che denotano la presenza dell’Antisistema. Modalità che fa comprendere di vivere in un Antisistema e di essere in cammino, in viaggio tra le polarità evolutive di un circuito “aperto” e non più in loop

Quando l’Antisistema diventa un Sistema, raggiungendo l’armonia, lo scopo è raggiunto ma la destinazione d’uso dello scenario 3D rimane inalterato

Il Sistema si trasferisce ad un altro livello, ascende alla vibrazione maggiore successiva, lasciando indietro la propria “ombra” in termini di un nuovo inizio, poiché il senso dello scenario 3D è e sarà sempre quello: l’induzione alla autoeducazione mediante opposizione di una resistenza al fine di far apparire il "fenomeno".

Nel leggere velocemente la Vita di Sri Aurobindo, ho trovato conferme alla mia "autodidattica ispirata" ed al fatto che il non ricevere aiuti è:
  • una sensazione dettata solo dal proprio Ego
  • un’altra forma di resistenza atta a generare una modalità proattiva
Ecco un esempio:  
 
Cominciai il mio Yoga nel 1904 senza un guru; nel 1908 ricevetti un aiuto importante da uno Yogi Maharatta e scoprii le fondamenta della mia sadhana, ma da allora, finché la Madre non giunse in India, non ricevetti aiuto spirituale da nessun altro

La mia sadhana, prima e poi, non era fondata sui libri ma su esperienza personali che si affollavano in me dall'intimo

Ma in carcere tenni con me la Gita e le Upanishads, praticai lo Yoga della Gita e meditai con l'aiuto delle Upanishads, questi furono i soli libri nei quali trovai una guida; i Veda, che cominciai a leggere per la prima volta molto tempo dopo a Pondicherry, anziché guidare la mia sadhana, confermarono piuttosto quali esperienze avevo già avuto. ...".

Infine in questo ultimo passo trovo molte analogie con ciò che mi anima in profondità. Il concetto di resistenza, di Antisistema, di opportunità di ogni cosa o evento, l’assenza ultima del caos nello sviluppo del Piano Divino, etc:

La novità e l’autentico scopo del suo Yoga era non solo quello di realizzare una Coscienza Superiore, ma andare oltre, una ricerca per armonizzare i due poli dell'esistenza, Spirito e Materia. Mantiene come punto di partenza gli antichi insegnamenti dell'India secondo cui dietro le apparenze dell'universo c'è la realtà di un Essere e di una Coscienza, un Sé di tutte le cose, unico ed eterno, di cui è possibile divenire coscienti attraverso una disciplina atta a rimuovere il velo di ignoranza, che separa gli esseri da questa Realtà. Poi Sri Aurobindo va oltre questi insegnamenti: questo Unico Essere e Coscienza è presente allo stato involuto anche nella Materia, nell'oscurità ed ignoranza del mondo sensibile, l'evoluzione è il metodo attraverso il quale questa Realtà Unica libera se stessa

La coscienza involuta in tutto ciò che sembra essere incosciente può e deve tendere verso l'alto, svilupparsi verso lo spirito, divinizzarsi in una perfezione sempre maggiore. Dopo la materia e la vita, la mente è il termine più alto raggiunto fino ad ora dall'evoluzione, non ne è però l'ultimo gradino. Mentre i passi precedenti nell'evoluzione sono stati compiuti dalla Natura, nell'uomo essa diviene capace di evolvere per mezzo di una volontà cosciente.  

Non è comunque solamente per mezzo della volontà mentale nell'uomo che questo passaggio può essere compiuto completamente, poiché la mente arriva solo fino ad un certo punto dopo il quale essa può solamente muoversi in circolo.

Si deve attuare una svolta della coscienza, attraverso la quale la mente deve trasformarsi nel principio superiore. Sri Aurobindo rivela infatti che è possibile la discesa di un nuovo potere di coscienza che egli chiama "Supermente", che segnerà la nuova tappa evolutiva; questa nuova Coscienza non libererà solamente il Sé spirituale oltre il mondo, ma nel mondo, e sostituirà l'ignoranza mentale con una Coscienza di Verità supermentale che renderà possibile all'essere umano ritrovarsi e crescere oltre la propria umanità, ancora animale, in una razza più divina. Non si tratta quindi di un miglioramento, ma di una radicale trasformazione che coinvolge la Materia stessa.
Realizzare questa possibilità diviene lo scopo dinamico dello Yoga di Sri Aurobindo.
Da www.FuocoSacro.com 

Ecco, per concludere, l’opposizione umana al moto naturale di resistenza al fine di fare apparire un fenomeno; il suo esatto opposto ai fini di un vantaggio bellico e la definizione attuale di ignoranza umana:

Gb: Bae Systems, carri armati 'invisibili' tra 5 anni.
LONDRA, 10 GEN - Gia' tra 5 anni l'esercito britannico potrebbe essere in grado di mettere in campo carri armati capaci di diventare invisibili. Il Daily Telegraph racconta del progetto della piu' grossa azienda nel settore della difesa, BAE Systems, che sta lavorando ad un nuovo tipo di carro dotato di una tecnologia definita 'e-camouflage', una sorta di mimetizzazione elettronica. Si tratta di sensori elettronici che proiettano sul veicolo immagini dell'ambiente circostante, mimetizzando il carro armato.
Da Yahoo

Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011