giovedì 20 gennaio 2011

Vedere o non vedere? Questa è una causa...





Quali “verità” sono autorizzate ad essere inoltrate, scoperte, divulgate, sensibilizzate, a questo mondo? Nell’Ultimo dominatore dell’aria ci viene svelato che “praticare il dominio degli elementi è contro la legge”. Ma contro la legge di chi? Contro la legge del Popolo del Fuoco e non contro la legge del Creatore. 

Nel mondo che riteniamo reale funziona tutto alla stessa maniera.

Qualcuno ha fatto delle leggi che vanno rispettate come se fossero dei dogmi assoluti. Eppure basta guardare il passato per renderci conto di come le leggi siano sempre state solo un altro modo di ingabbiare la “libertà”, insieme  perlomeno alle religioni. Senza la legge il mondo sarebbe un Inferno?

Certo, ma sempre a causa nostra.

La dottrina delle illusioni di Foscolo la dice lunga su cosa sia meglio credere in luogo dell’apatia di vivere in balia di se stessi.

L’uomo necessita di leggi per essere governato.

In questo stadio evolutivo, purtroppo, si necessita ancora di leggi. I sistemi di leggi sono molto diversi nel mondo. Se in un luogo è possibile fare un cosa, esisterà un altro luogo dove la stessa azione costituisce una violazione della legge. Questo perché? Perché le leggi fatte dall’uomo descrivono l’imperfezione dell’uomo stesso, i “vizi” del potere di pochi sui molti.

È inutile evidenziare di più un concetto tanto lapalissiano, no? Un concetto che impariamo sin da piccoli, osservando. L’uomo è un essere intelligente che sacrifica se stesso per cercare un compromesso tra la percezione della sicurezza effimera del denaro e la propria missione di Vita, certamente dimenticata. Cosa rimane? La ricerca di sicurezza rappresentata dalla funzione, sempre più virtuale, della “moneta”.

All’insegna di questa ricerca si abbandona tutto il resto, accettando di chiudere gli occhi.  

I bambini vedono già nel pancione.
I bambini iniziano a vedere già dentro alla pancia della mamma, almeno dal settimo mese in poi. Lo afferma in un recente studio, Marco del Giudice, ricercatore presso il dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino. "Ho misurato la quantità di luce che passa attraverso vari tessuti corporei (muscolo e grasso) e diversi tipi di vestiti poi ho creato un semplice modello basato sullo spessore della ‘pancia’ della madre e sulla presenza o meno di vestiti", ha spiegato del Giudice ai media.
Si tratta della prima ricerca in questo ambito mai effettuata: fino a oggi gli scienziati ritenevano che il grembo materno fosse troppo buio per permettere di vedere qualcosa. In realtà i bambini, quando sono nella pancia della mamma, sono molto attivi e, a modo loro, riescono anche a comunicare: sono ricettivi agli odori, ai suoni e agli stimoli tattili, per esempio al tocco della mano.
E dal sesto-settimo mese, cioè quando le palpebre si separano e gli occhi si aprono, sviluppano la capacità di mettere a fuoco un punto nello spazio.
Da Yahoo
 
Il feto vede già nella fase di pre nascita. Che bello, vero? Peccato che questa sete di curiosità di osservare il mondo in cui “si è”, vada persa appena si viene introdotti nella società di carta da bollo dell’uomo. Appena nati ci viene assegnato un codice rappresentativo alfanumerico che ci contraddistinguerà per sempre in Vita. 

Si eredita, inoltre, un modello di forme pensiero plasmanti e limitanti, oltre a quello che nei nove mesi di stazionamento nella pancia della mamma si è assorbito e oltre a quello che, dal momento del desiderio di maternità dei futuri papà e mamma, è stato detto, pensato, provato, etc. da coloro che ruotano attorno al nucleo familiare.

Difficile da credere ma è così! Pensiamo a tutte quelle nascite “non volute”: quali problemi già agganciano ai nascituri?

Eppure qualsiasi cosa possiamo scoprire in tal senso, se inserita in un più ampio contesto, ha un senso: quello relativo all’evoluzione dell’unità d’informazione divina umana.

Nulla è per caso e tutto è opportuno.

“La materia eterica per il corpo del fanciullo viene presa dal corpo della madre; è quindi importante che questa assimili soltanto elementi purissimi… Il compito principale toccherà ai pensieri della madre ed alle forme pensiero che fluttuano intorno”.
Il doppio eterico di Arthur E. Powell
 
Siamo e costituiamo una rete globale di energia vitale, emozionale, d’amore allo stato ancora di seme. Nulla sfugge al senso di specie. Tutto è in funzione della specie ed allo stesso tempo del singolo individuo. È sempre così in ambito spirituale nella dualità: mai dire mai.

È tutto vero e falso allo stesso tempo, il che vuole intendere che è tutto "vero"

Qualsiasi cosa facciamo, alla fine, ci “serve”. Il termine “fine” sfugge ai più e per questo non viene “compreso” addirittura rifuggendolo tramite la paura della Morte.
È tutto appropriato al momento che ci rappresenta proprio come il libero arbitrio. Le “catene” sono estensibili in funzione del nostro stato evolutivo. Le “catene” si sciolgono al momento più idoneo; prima non succede perché ci potremmo anche fare del male. Come si fa, ad esempio, con i cani a cui teniamo tanto quando li conduciamo in città? Li teniamo stretti stretti a noi per la loro sicurezza e per la sicurezza degli altri. 

La lunghezza del "guinzaglio" è variabile in funzione della delicatezza del momento.
In un certo senso va "guadagnata" quella maggiore lunghezza e parvenza di libertà.

È tutto nato tanto tempo fa…Chi fa domande non può evitare le risposte” – Proverbio del Camerun
"La vita è come dipingere un quadro, non come fare una somma".
Oliver Wendell Holmes Jr.

Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011