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venerdì 29 agosto 2025

Formiche ed affinità.


“Se alcune vite formano un cerchio perfetto, altre assumono delle forme che non possiamo prevedere né comprendere appieno… Forse alcuni scrivono la storia della propria vita creandola giorno per giorno, ma altri sembra che abbiano già la vita conformata e pianificata, perfetta, come un cerchio…”.
Le parole che non ti ho detto

“Io vorrei aiutarla ma non posso, io vorrei dirle di portare una copia della sua polizza a Norma Wilcox al... Norma Wilcox… W-i-l-c-o-x, al terzo piano, ma non posso. Inoltre non posso consigliarle di presentare un modulo WS2475 all'ufficio legale del secondo piano e non mi aspetterei di essere contattato al più presto per un risarcimento. Vorrei aiutarla, ma non c'è niente che posso fare...”.
Gli Incredibili

Le formiche: soldatini, spesso “ubriachi”. 

Hai provato ad osservare, non l’assieme che sembra una macchina perfetta (dal tanto che c’è movimento, anche se non si capisce a che serve, anche se lo immagini poiché lo “sai”, dato che te lo hanno detto che “le formiche lavorano sempre”) quanto la singolarità. Uhm. E, nemmeno, quando un elemento si trascina un bel “pezzo di briciola” (nemmeno l’intera briciola, anche se ce la possono fare); piuttosto, quando quel singolo organismo corre spedito lungo una traiettoria che sembra di-segnata wireless

il flusso che viene “su” Vs quello che va “giù”. Wow

Qualcosa che assomiglia ad un’autostrada con tanto di regole non de-scritte (se non “dentro”, a livello di mente alveare o Comunità Borg) e, chissà, magari con la “Polizia” che vigila da qualche p-arte, assopita, o ancora rivelandosi appena oltre a qualche “autovelox”. Bah

Dunque, si diceva di quella formica che viaggia risolutamente per “strada” e, ops

un momento, perché sembra aver “bevuto troppo”? 

Perché “sbanda” rischiando il collasso con il flusso contrario? Perché – accidenti – ritorna indietro, così… senza aver prima completato il senso dell’andata o del ritorno? Ah! Forse fa parte del “personale addetto ai lavori”, nel senso che è “uscita” per soccorrere qualche simile in difficoltà? 

Non sembra, perché non ne ha la “ufficialità”: con sé non ha nessuno “attrezzo del mestiere”. Inoltre, non c’è nessuno da aiutare o qualcuno che sembra avere bisogno di tale pseudo intervento. Dunque

Che (si) fa? 

Questa formica che cosa sostanzia. Che te dice, tra le righe. Perché un’ape dovrebbe perdere il senso dell’orientamento? Se ne dicono tante. Te ne dicono un sacco ed una sporta, tanto che poi c®edi di sapere tutto, tutto, ma proprio “tutto”. Eh, quanti danni ha fatto (anche) Quark e compagnia similare. 

Gli “umani”: sempre a giudicare. 

Sempre a sostenere assiomi impartiti dalla “Regina”. Così diversi, eppure così “diversi” = identici nella sostanza che li guida ma “niente”. Quella formichina non è impazzita, bensì ti rappresenta: sembra come pro-cedere manco fosse ubriaca. Va avanti ed indietro senza senso, avendolo tra le righe: frattalità da espandere attraverso l’atteggiamento. Un messaggio naturale. La Verità. Altro che gli sms

Lo vedi com’è?

La singolarità è, anche, un mezzo vettore (per la Verità, che funziona). Lo stesso vale per… tutto. Anche per “te”. Persino per Te (ovunque sia Te) o la tua “anima”, il potenziale che non esiste; c’è (proprio come l’oro e l’AntiSistema ed il “momento” di è già successo). 

“Sì ma, quale verità?” continui ad obiettare. 

E, SPS, continua a dirti, “la Verità è una”, proprio come Te, anche se ora sei “te” (qua, così) = proprio quel soldatino ubriaco che la formichina ti “rimanda indietro” mediante il suo atteggiamento mentre la guardi o non la guardi (alla formica non interessa, perché funziona così; e poi, “te” sei così grande che probabilmente per un organismo così piccolo magari manco ci sei, anche se ti muovi rischiando ogni volta di schiacciarla sbadatamente). 

Se una formica viene travolta da “te”, uhmè come se un’onda immane dell’oceano ti “abbattesse”. Magari, è come “morire d’infarto” oppure scomparire nella giungla o perdersi fra le montagne. Chissà. 

La formica “alticcia” ti rappresenta. “Ma come?”. 

Ma sì. Lascia “Fare…”. Cosa vuoi sapere, “te” (qua, così), che sei proprio come l’ultima ruota del carro: quella che “serve”; “te” che sei come il “fermaporta”, il “segnaposto”, lo “usciere”, lo “omino dell’acqua”, etc. 

Più che sul/nel “Globo”, sembri un dipendente stanco di/della “Glovo”.



A “n-orma di legge”, il nuovo “schiavo” in-dipendente. 

Ancora una volta, la singolarità che (ti) riflette sostanzialmente. Non il dito! Ma la “Luna”. Ok

Glovo sarà la Cavalcata della tua Vita!
Se sei qui, è perché stai cercando un giro emozionante. Una corsa che alimenterà le tue ambizioni di assumere una nuova sfida e allungarti oltre la tua zona di comfort. Consegneremo una cultura alternativa costruita sul talento, dove lavoriamo per amplificare l'impatto su milioni di persone, aprendo insieme la strada da seguire. Quindi, pronto a prendere il volante e fare questo The Ride of Your Life?...
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Essere una forza per il bene
Bilanciare la redditività con lo scopo sociale non è facile. Ma preoccuparsi del nostro impatto è nel Dna di Glovo
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Cominci a “comprendere (sostanziare)” il comportamento di quella formichina “fuori di testa”? Vedi che la osservi solamente se te ne accorgi, nell’assieme “ordinato”. Cioè, se ti “fermi un attimo”, prestando seria attenzione. Sì, come fanno anche gli operatori di Quark, ma… non proprio mediante quel “Fare…”. Non stai lavorando quando osservi attentamente. Non immagini di poterci “ricavare qualcosa”. Ci sei

Ecco come la “cultura del denaro (e dello sforzo)” ha imp®egnato la “tua” testa (qua, così). Ogni volta che potresti renderti utile in maniera sostanzialmente alternativa, il “tuo” processo cerebrale (diciamo così) ti auto orienta costantemente sulla modalità “nord magnetico” = profitto, alias, approfittarti di ogni situazione, persino quando intendi fare del bene ma venendo continuamente re-indirizzato al fare del “bene” = il male che non esiste; c’è. E se te lo dice anche “San Paolo”, … 

La “Lettera ai Romani” ha mai ricevuto una “risposta”? 

Paolo esprime la sua incapacità di fare il bene che desidera, perché il peccato che abita in lui lo spinge a fare ciò che detesta, rendendolo schiavo di una legge del peccato che non può controllare con la sola forza di volontà…

Matrix ti ha. El Voladores ti ha dato la sua “mente”. Strategia. “Il peccato che abita in me…”. È già successo. Il l’oro-scopo. Ciò che non esiste; c’è. L’AntiSistema ma “niente”.  

Andrà tutto bene? Af-fidati

“Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto…”.

Te credo: sei come… obbligato in solido (qua, così), anche se… “non è vero, è vero!”. Il lato oscuro della forza è quello dello “sforzo continuo” che è con “te”, nell’AntiSistema che al-fine che (ti) fa? 

Ti strema e “muori”; ogni volta è sempre la stessa, proprio il “momento” iniziale è quello che è già successo e che continua a succedere essenzialmente = in maniera tale che manco te ne rendi conto, perfettamente ar-reso al “tuo” destino de noantri. 
C’è un certo “appeso” che ti guarda da una miriade di luoghi non solo comuni: “Gesù”, ch’è risorto dopo tre giorni, ma… “niente”: per “te” è sempre in croce. Perché? Perché ti “fissi” in tal modo, anche se sei solo “c®edente ma non praticante”, anche se “non te ne importa nulla” però… lo sai chi è “quello in croce”; inoltre, sai che è “sempre in croce”. No

E se lo sai, lo sei. 

“Ma che cazzo di proverbio è? 
Non è un proverbio: è la vita…”.
Chiedimi se sono felice

“Fuori dal letto?...”. Lavori

Taluni lavorano anche nel letto. Il “Pil” non guarda in faccia e niente e nessuno. Macina tutto. E, fra le righe, indovina? Sostanzia. Però, “te” sei sempre troppo impegnato per… Quindi, “niente”. Infatti, mica lo fermi qualcosa ch’è qualcuno, se lo ignori, chiudi gli occhi, non ci pensi, pensi positivo, preghi, te ne freghi, pensi diversamente, etc. etc. etc.

Pensare diversamente è “buono”? Uhm. Ti fa + figo?

Ricordi il famoso motto Apple:
“think different”.

Bella roba (a meno che ne estrapoli il significato o Verità). 



“Dio” c'è





Uno “slogan” non è mai vero, essendo “vero”. Dunque, la decodifica del “dato” (la Verità, comunque “dentro”) la ottieni se 1- te ne accorgi sostanzialmente e 2- “Fai…” qualcosa di coerente con il punto 1. 

Fra 1 e 2 intercorre la sfericità dell’esserci, da cui sprigioni Te, ma guarda un po’. Ecco come, or dunque, da una qualsivoglia versione di “te” (qua, così), ottieni sempre di ritorna-Re a Te (qua, xxx) o meglio (xxx, xxx) oppure (Te, Te). Augh!

Capo “formica impazzita” ha parlato. E così ha detto. 

“Fatti non foste a viver come bruti…”. E, nemmeno, per seguire la “cono-scienza” AntiSistemica (l’oro). Oppure, sì? Se vai Oltre, persino, alla “c®eazione”, dribbli pure “Dante”, che ti descrive in tale processo “ombra (selva oscura)” come se il “Paradiso” fosse inarrivabile (troppa luce, per “Dio”: abbassate un po’ le luci!). 

Cosa ti devi “meritare”? 

Cosa, se ti è già successo di tutto e soprattutto… d+. Dai!

“Ti dimenticherai presto di me, vero?
Ogni giorno…”.
Le parole che non ti ho detto


Servo della... Glovo

  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4021
prospettivavita@gmail.com


lunedì 28 ottobre 2024

1947-1977. Gli stessi errori?


“Cosa stai leggendo?
Un libro sulla crittografia.
Cioè messaggi segreti?
Non segreti. È questo il bello. Messaggi che tu puoi vedere, ma che non potrai mai capire, se non hai la chiave.
E, non è come parlare?
Parlare?
Le persone non dicono mai quello che vogliono dire. Dicono sempre altro. Eppure si aspettano che tu li capisca. Ma io non li capisco…”.
The Imitation Game

“Più che di scelte bisognerebbe forse parlare di non scelte, o di cose che si sarebbero potute fare e non si fecero…”.
Federico Caffè

È veramente ora di finirla con tutta questa pantomima

Almeno da prima della fine della II Guerra Mondiale, la “Italia” è finita nelle mani del potere d’oltreoceano. E non è che prima la questione fosse diversa. Il territorio italico è sempre stato dis-unito = man(u)tenuto assieme nella sostanza della geografia, rac-chiuso tra mari, monti e decisioni altrui x “te” (qua, così). 

Perché continuare a far finta che…? Anzi

perché continuare a non accorgerti sostanzialmente? Anzi:

adesso che l’attuale Governo sta facendo qualcosa di essenziale in termini di sovranità, perché esisti ma non ci sei? 

Perché anche in Liguria i seggi sono andati a male? Attenzione: non al mare, ma proprio a male. Dopo i banchi con le rotelle d’epoca pseudo-virale. Andati a male, non come dicono i cinesi. E, nemmeno, per via del “mal” tempo. Più plausibile, forse, un bel “mal” di denti generalizzato. 

Cosa, “si sarebbe potuto fare e non si fece…”? 

martedì 2 aprile 2024

Ci sono ancora gente che ci credono.


Balcon... del Palaz

“Io ho avuto tanti riferimenti nella mia carriera e in generale nella mia vita. Adesso se ne sono andati tutti: Gino Landi, Gigi Proietti, Bruno Corbucci, Lando Fiorino, Carlo Vanzina, Franco Califano. Io mi sento solo come un cane, perché mi guardo indietro e non vedo nessuno, ma devo andare avanti lo stesso…”.
Maurizio Mattioli

Ma ndo’ vai (qua, così)! 

Avanti Savoia!... Armiamoci e... partite...”,

L’unica “cosa” certa è… quello che ri-lasci. Ed il potenziale. Sì, lo sai di avere “stoffa”, suvvia. Sarà im-possibile da manifestare ma lo sai che c’è. Infatti, ci sono i “palloni gonfiati”, a tal pro. Chi si crede chissà chi, però non vale niente. Anche se il solo “sentirselo indosso” è indice sostanziale:

indicativo di potenziale, che non è/ha “tempo”

bensì… è potenziale.

“Ci sono gente di un maleducato...”.

Sì. Decisamente. Anche se tutto è sempre relativo. Rispetto a cosa/chi, c’è maleducazione? Ci sono tanti “mondi” in questo mondo (qua, così). Nell’ambiente malavitoso, come si è “educati”? E nell’ambiente religioso? In quello finanziario? L’educazione non è solo… scolastica. L’atteggiamento da “bar”, che cosa indica. Ad un “ricevimento” come ti comporti? Da turista che tipo di educazione sfoggi? Quando sei al volante, quale “bon ton” e-segui? E durante una partita di pallone? 

Le varie “fasi o etichette” indicano che qualcosa è codificato, è in codice. 

E se vuoi essere accettato, ti devi adeguare. Se urli in chiesa, non è come farlo allo stadio. O in biblioteca. Se sussurri ma sei in pizzeria, non ti sentirà nessuno. 

Il “codice” ti permette di auto “normalizzarti”. 

Una sorta di “policy aziendale”, insomma. Qualcosa che si adatta in funzione della location. Il “tuo” comportamento è così… ondivago, eppure coerente quando non esci mai dalle righe.

Vice capo del partito di opposizione turco, Mehmet Palaz, ucciso dal crollo di un balcone. Si indaga sulle motivazioni…

Bah: crollo di un balcone, del Palaz.

lunedì 4 marzo 2024

Mappe, monti legnosi, tunnel, fiore, vulcani e cotillon.


Grande Albero Maestro

“Le cose di ogni giorno raccontano segreti. A chi le sa guardare ed ascoltare…”.
Sergio Endrigo

Ancora lui:

“per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l'albero
per fare l'albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra…”.

Ora, a p-arte il delirio che “per fare tutto ci vuole un fiore…”, è molto indicativo il passo, “per fare il bosco ci vuole il monte…” = ? 

Sì; “o la licenza o il Tso”. 

Diciamo, la… licenza. Alias, la verità. Ricordo che:

la verità è sostanza (memoria, esperienza I-Ambientale)
pertanto
non è, in tal “caso”, Endrigo che (ti) ricorda qualcosa
bensì
è la verità che, anche attraverso Endrigo, ti raggiunge…

Per Me è, boom

Per “te”, il Tso. Sempre quello. Appena esci dal (loro) “seminato”, sei un “no-seminato”. Tipo, “altolà chi va là!”. Hai fatto il “militare”? Non credo proprio. Comunque sia, sono ancora ricordi. E allora? Per “te”, sono qualcosa. Per Me, sono… qualcosa. 

Laddove “qualcosa = qualcosa”? 

Sì. E no. Contemporaneamente. Ma dai? E com’è? È. No? Se Endrigo ti dice che “per fare il bosco ci vuole il monte…”, lo è e basta. 

Hai appreso la notizia o la “news”. 

Poi, dipende da “te” che fartene. 

martedì 16 gennaio 2024

A-braccio.


Oppure, abbraccio?
Ci sono in giro, in circolazione, degli strani giochi di parole. Ad esempio:

comunismo Vs consumismo.

Una “esse” + l’anagramma, dista il comunismo dal consumismo. Cioè:

“co” + salto di 3 + ritorno indietro di 1 + “s” + indietro di 2 + avanti di 3 + “ismo”.

Co…ismo.
Non solo.
Le parole iniziali, contenute sono:

comuni
consumi…

Ancora “s” + l’anagramma di “comuni”.
La “s” è una lettera che s-travolge. Messa davanti ad una parola, aggiunge del “sapore” al contesto. A tal proposito, lo s-proposito.

Proposito: intento.
Sproposito: stupidaggine.

Cavoli. Qual’è l’origine di questa “s”, messa davanti a parole di senso già compiuto? Un po’ come la “a”: a-morale, a-normale, a-politico, a-simmetrico, etc. 

La “a, messa così, mi è negativa. 

Invece, mi devi essere sempre positivo (dal “2020” un po’ meno, per via dell’esito del “tampone”). 

Il linguaggio lo si prende secondo le regole che qualcuno ha pre-visto. Qualcosa che ti studi a scuola, imparando a menadito quello che serve. Anche se nessuno più scrive “lettere”, le lettere sono ancora alla base della scrittura. Anche se la comprensione è un’altra cosa

giovedì 2 aprile 2020

La lingua in codice.



Leggi e auto decodifica il significato. Il sostanziale. Ciò che non è ammesso in “tribunale”. 
Qualcosa che se succede in un film, non esiti a riconoscere, ma, se continua a succedere nel reale, non prendi nemmeno in considerazione. 
Qualcosa che “è” un problema, dunque, solamente “a chi tocca”. 
Qualcosa che, a turno, prima o poi “tocca tutti”, essendo globale ed avendo caratteristica ad immagine e somiglianza, per cui, sostanzialmente dimostra, denuncia, comprova la situazione in cui si versa (Anti-Sistema). 
Ci vogliono le prove? In una strategia totale, come puoi anche solamente sperare di riuscire a procurartele? 

martedì 11 febbraio 2020

Il codice che non ti dico.



Tutt3 “è” verità, (nel) “qua (xxx)”:
in-f-orma-zione.
Laddove, “qua” è l’opportunità “spaziale” calpestabile, mentre “xxx” indica che, non ci sono ma esistono, infinit3 scenari disponibile per “arredare” l’essere “qua” = il potenziale, per manifestare il potenziale contemporane3
Ecco che, allora, anche quest3 Spazio (Potenziale) Solid3 (Io), si ex-pone in maniera tale da ri-creare l’esternazione in-diretta dell3 propria intenzione o “Fare…” by atteggiamento “formulare”. 
Cioè, qualcosa che invero… sembra (sembra) che non si faccia nulla, poiché non succede nulla. 
Ma… perché “sembra” tale, il non-risultare?

martedì 21 gennaio 2020

Codice.



Alla pagina, di/in quest3 Spazio (Potenziale) Solid3, trovi “la decodifica”, ovvero, un messaggio in codice (significato). Perché
Perché sei, per l'appunto, in un ambiente codificat3 ad immagine e somiglianza (non sol3 rispetto a cosa/chi “è già success3” e non è storia, bensì, continua a succedere… ma, anche, relativamente al significato che auto riverbera ovunque, comunque). 
E... in tale mare magnum di “onde” (sotto)-cicliche, è assai più “semplice” auto dis-perdersi, piuttosto che… ritrovarsi.