venerdì 9 febbraio 2018

Senza dimostrazione.



Il fuoco è... “contagio”.
La “formula” è un atteggiamento semplice
Non potrebbe essere altrimenti. Pena l’auto decadere nella complessità, che indica a livello sostanziale… l’esistenza di un interesse di parte (privat3) e, di/in conseguenza, una “giustizia uguale per tutt3” ma (ma) parziale e relativa a…
Una giustizia sulla carta (teorica).
Come la pubblicità che, di fatto, “è” nel momento in cui serve che la Massa pensi alla giustizia e che “giustizia sia fatta”:
in nome della legge, la dichiaro in arresto…”.
La “formula” è l’atteggiamento (coerenza) che consiste nell’applicazione di un solo “articolo”. Quello che:
celebra, realizza e sostiene la giustizia ad angolo giro, in quanto a valore universale e fondamentale, alla base della forma umana, sociale ed ambientale.
Tale giustizia assolut3 riguarda tutt3 (non solo l'umanità).

Se (se) la realtà, “qua (ora)”, si manifesta attraverso un simile collo di bottiglia, di conseguenza (ad immagine e somiglianza) viene meno la gerarchia, la complessità, il dubbio, la paura, il conflitto, la disuguaglianza, il cavillo, etc
Il tutto, senza colpo ferire.
Vien da sé… così come per gravità, piano inclinato, inerzia, viralità, trasmissione, omeostasi, equilibrio, etc.
Quando ogni “dibattito” passa da “lì”, il dibattito stesso progressivamente viene meno, poiché persino inutile, desueto o… in ritardo costante.
Un po’ ciò che “ora” succede in maniera diametralmente rovesciata, nell’AntiSistema:
la forma umana, sociale ed ambientale
che non è rovesciata a 180 gradi
ma (ma)
che è rovesciata a 360 gradi
avendo già subito il processo dell’inversione (180 gradi = avvento del Dominio, “è già success3”)
tuttavia
avendo già subito anche il processo dell’apparente normalizzazione (360 gradi = angolo giro, ripristino apparente del funzionamento reale manifesto “qua, così”).
Infatti, “qua (così)” credi che sia riconosciut3 ogni “diritto” a cui ambisci naturalmente, seppure nella strana forma complessa che non comprendi mai sufficientemente a fondo
E non padroneggiando il “come funziona”, non ti accorgi del “che cosa (chi) si avvantaggia da/in tutt3 ciò”. Anzi, non ti accorgi nemmeno che esiste tale compresenza fondamentale...
Ergo:
la complessità è (in) una esatta strategia, che puoi dimostrare ricorrendo all’auto decodifica frattale espansa , nella misura in cui esiste ciò che continua a succedere “qua (così)”. 
Anche se (se), puoi persino non dimostrare niente, dal momento in cui… “è palese” e non serve alcuna dimostrazione pratica. 
Anzi, ricorrendo alla dimostrazione ti andresti a scontrare con i livelli “espert3” che, certamente, avrebbero sempre la meglio, data la loro sostanziale preparazione specifica (come anticorpi presenti nella dima immunitaria del corpo umano).
In nome della religione, si tortura, si perseguita, si costruiscono pire. Sotto il manto delle ideologie, si massacra, si tortura e si uccide. In nome della giustizia si punisce. In nome dell'amore per il proprio Paese o per la propria razza si odiano altri Paesi, li si disprezza, li si massacra. In nome dell'uguaglianza e della fratellanza si sopprime e si tortura. Fini e mezzi non hanno nulla in comune, i mezzi vanno ben oltre i fini.
Ideologie e religione, sono gli alibi dei malvagi...”.
Eugène Ionesco
Serve qualche dimostrazione
È, già, tutt3 dimostrat3, allorquando non hai alcun interesse personale da difendere e preservare dal rischio “collettività (condivisione, assieme)”.
Quando non c’è alcuna proprietà privata e quando non si tratta di una ideologia politica (ancora di parte), ma… quando “è” giustizia ad angolo giro, assolut3.
La Lobby spinge la politica - nella sceneggiatura reale manifesta “qua (così)” -  a descrivere la legge, così come utilizzando una matita.

Banche, Nouy: abbiamo messo i migliori avvocati su addendum Npl.
Alla Vigilanza della Bce "abbiamo messo le migliori menti legali a nostra disposizione per chiarire nel modo più assoluto che l'addendum alle linee guida sui crediti deteriorati delle banche non è vincolante… e che l'istituzione si muove nell'ambito del suo mandato…”.
Lo ha affermato la presidente Danièle Nouy, rispondendo a una domanda sulle contestazioni mosse al Ssm dai sevizi giuridici sia del Parlamento Europeo che del Consiglio europeo…
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abbiamo messo le migliori menti legali a nostra disposizione per chiarire nel modo più assoluto che
e che l'istituzione si muove nell'ambito del suo mandato…
Ossia, una certa intenzione (la “loro”) viene resa ufficiale attraverso l’interfaccia comune della legge, per mezzo dell’inventiva intellettuale esperta d3llemigliori menti legali”:
che cosa c’entra tutt3 ciò con il valore assoluto della giustizia universale ad angolo giro, che è completamente senza alcuna prospettiva, essendo di più il “punto di sospensione”?
C’entra nella misura in cui sei già nell’AntiSistema, dove le “cose” funzionano “così”, in quanto che… “serve”. A chi? 
Allo status quo che “è” la compresenza singolare gerarchica immanifesta giurisdizionale a livello planetario, (del) Dominio (person3 in carne ed ossa, come te).
Qualcosa che “è” qualcun3, a cui non puoi (non devi) proprio credere (che esist3).

Engel sosteneva che i più grandi avvenimenti del mondo, si presentano due volte. E poi, Karl Marx aggiungeva, la prima come tragedia, la seconda come farsa.
È strano che i grandi pensatori si siano preoccupati che, questo secolo potesse essere una ripetizione del precedente. Vi faccio notare una cosa interessante. Si tratta di un atto creativo della memoria…”.
Enemy
Si tratta di un’eco:
causa – effetto.
Di più:
ragione fondamentale (momento di “è già success3” = avvento del Dominio)
causa/effetto (moment3 di “continua sempre a succedere” = AntiSistema).
La prima come tragedia…”:
per l’umanità, il Dominio “è” una tragedia.
La seconda come farsa…”:
il feedback è sorda ripetizione (sceneggiata, farsa)…

Il caos è ordine non ancora decifrato….”.
Enemy
Federalismo, Camusso: utile mantenere sistema fondato su Regioni.
"Il nostro è un sistema fondato anche sulle Regioni pensiamo che questo sia utile dentro il quadro unitario di tenuta dei diritti delle persone e delle condizioni sociali
Sono passati quasi 20 anni in un Paese che ha visto scelte molto contraddittorie fra di loro. C'era chi proponeva anche la secessione, e contemporaneamente decideva l'accentramento di tutte le risorse e tagliava le risorse alle amministrazioni locali…
Oggi…. non si capisce più quali siano i connotati di questo federalismo. Il primo tema per noi resta la cooperazione solidale…".
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Quando ti deciderai a constatare (accorgerti) che si tratta di un unico piano, nella strategia dei sottodominio (in quanto filamenti del Dominio)?
Il panorama della città è lo specchio della stabilità mentale
Il ragno, il mezzo che tesse la tela della mente per riportarla all’ordine primordiale una volta crollata essa nel caos, nelle ossessioni claustrofobiche.
Il ragno è ciò che vuole ripristinare il controllo dell’Intera persona, munita di una mente contorta e caotica, a cui manca il giusto equilibrio.
E l’aracnide, non è altro che un’allegoria del controllo che la figura femminile ha sull’uomo (in questo caso su Adam). Adam è schiavo della donna, reprime le sue pulsioni sessuali nei suoi confronti ed è spaventato dai doveri della fedeltà; dall’incatenamento del sacro vincolo matrimoniale.
Tradisce sua moglie e costruisce una vita parallela con la sua amante, dove cerca di essere ciò che vorrebbe essere.
Crea nel suo subconscio un altro sé, quello sicuro, significante, curato e dotato di controllo. L’attore che tanto vorrebbe essere, che però tenta di prendere il sopravvento nella lotta psicologica, dove apparentemente vince Adam, il sé ”buono”;
ma non ha la meglio nessuno dei due.
Il vero vincitore alla fine è sempre uno:
l’aracnide, che prende il controllo dell’uomo.
I maggiori significati ce li porta proprio il protagonista dell’opera nei suoi lunghi discorsi accademici; i grandi avvenimenti accadono due volte:
la prima è una tragedia e la seconda una farsa.
La realtà, quindi, è soltanto un’imitazione; una riproposta fasulla e astratta di qualcosa che è già avvenuto ma che magari è stato cancellato.
La mente del protagonista si è resettata dopo l’incidente (la tragedia) e ha creato nella sua mente una replica (il suo doppio, la sua proiezione), poiché l’avvenimento ha provocato in lui una divisione dell’essere; un disturbo dissociativo che lo spinge alla ricerca di un sé stesso ormai perduto.
Lotta così contro un suo doppio, per ottenere la libertà a cui tanto anela, che in realtà non esiste nella vita reale, ma solo nella sua realtà mentale:
una farsa…
Quando Adam crede di aver capito, di essersi liberato, si ritrova vittima di sé stesso; delle sue pulsioni masochistiche e della succube schiavitù verso il sesso femminile predominante, che non gli concede di uscir fuori dalla gabbia in cui è costretto a vivere.
Seguendo Lynch, un po’ Cronenberg e anche Kubrick, il capolavoro di Villeneuve è un’opera enigmatica pirandelliana che ci indica come le maschere indossate vengano talmente intrise in noi da farci divenire un tutt’uno con l’altro;
creando nel nostro inconscio una divisione psicologica tra l’io e l’ego.
Una partizione tra noi e l’altro come figura essente in carne ed ossa che funge da nemico, che ci spinge a vivere costantemente nel tentativo di scappare dalla nostra ombra e dai piaceri che la società ci vieta.
Perché siamo sempre il principale nemico di noi stessi...
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La realtà, quindi, è soltanto un’imitazione; una riproposta fasulla e astratta di qualcosa che è già avvenuto ma che magari è stato cancellato.
La mente del protagonista si è resettata dopo l’incidente (la tragedia) e ha creato nella sua mente una replica (il suo doppio, la sua proiezione), poiché l’avvenimento ha provocato in lui una divisione dell’essere; un disturbo dissociativo che lo spinge alla ricerca di un sé stesso ormai perduto. Lotta così contro un suo doppio, per ottenere la libertà a cui tanto anela, che in realtà non esiste nella vita reale, ma solo nella sua realtà mentale:
una farsa
Bene. Manca “solamente” la ragione fondamentale che, guarda non caso, l’aracnide rappresenta a livello più significativo:
il Dominio
ma (ma) ancora di più
la dominante (a Secondo Filtro di Semplificazione passivo).
Comunque, qualcosa (qualcun3) che continuamente si ripresenta, poiché “è” ed è “qua (così)”:
il ragno e, appunto, la sua tela di/del ragno.
La “farsa” è la tragedia (giogo), che continua e continua e continua, etc.
L’uomo che sembra dominare la donna e la donna che, sottilmente, domina l’uomo:
tutt3 è ver3
ma (ma)
nella gerarchia è gerarchico anche ogni riflesso di verità
ergo
esiste la verità di primo ordine (fondamentale)
e ne esistono infinite altre, che sono sempre la verità (significativamente), e che contemporaneamente possono narrare di vicende secondarie (feedback, eco), trattate “qua (così)” come se fossero primarie (apparenza, privazione).
Nella sostanza, né l’uomo né la donna dominano. 
Bensì, il Dominio domina sia l’uomo che la donna.
Poi, ognun3 è “liber3” di perdersi e confondersi nel mare magnum dei riflessi ambientali frattali espansi, non riconoscendo invero proprio ciò che alimenta il “dubbio” a scapito della “certezza”, in una trappola immane che alfine lascia senza respiro (morendo la persona).




Ecco alcune riflessioni, che vengono “buone” nonostante si analizzi un certo contesto storico, che non corrisponde all’avvento del Dominio ma (ma) che, senz’altro, ne certifica la costante attualità (una forma di “indagine” che si può portare avanti, data la caratteristica infrastrutturale ambientale della memoria frattale espansa):
1) la storia degli Usa è “dima”, recente, per qualsiasi altro avvenimento che è venuto prima, durante e dopo. Il Modello Far West è, infatti, alla base del fondamento di ogni città del mondo, che continua a ripetere (clonare) l’intenzione dei sottodominio (Dominio)
2) questa “verità” che ha ordine prevalente, se (se) ci tieni a riuscire dal “qua (così)” – è compresente ovunque. Anche se non te ne accorgi, non ci credi, non lo sai, non lo ricordi, non sei d’accordo, se pensi ad altro, se ci sei o meno, etc. Questa verità è informazione, eco, memoria ambientale (frattale espansa), quintessenza, etc.
Ecco che, allora, puoi imbatterti in un articolo, in un libro, in un film, in un romanzo, in un cartellone pubblicitario, in qualsiasi “cosa”… ma (ma) ugualmente tale verità sarà lì a fissarti dritt3 negli occhi ed a trovare il modo di/per ispirarti nell’accoglierla in te, diversamente da... in “te”.


La trama di Enemy, riletta attraverso la “critica”, di conseguenza supera - per significativo contenuto - la trama e la critica stess3, essendo - di più (“a monte”) - solo ed esclusivamente… verità (avvento del Dominio, “è già success3” e perdita della tua memoria ed esperienza precedent3).
Comprendi che sei sulla “via” giusta, quando “tutt3 torna”… in qualcosa nel quale “tutt3 ritorna” ma in un modo che rispecchia la verità deviata attraverso di “te”:
nel/il “qua (così)”.
Allora, la “via” è giusta quando smetti di metterti di/in mezzo e lasci che la verità possa liberamente auto ispirarti, ricordarti, rimettere tutt3 a posto, respirando “aria libera da ogni inquinante, interferenza, polvere sottile, etc.”
La “via giusta” per fare cosa?
Per agganciare la realtà accaduta (e sempre potenziale) dal momento di “è già success3” in… prima.
Non indietro. Prima.
Prima, per intenderci, della “teoria” del Big Bang, del Diluvio, della fine dei dinosauri, dell’affondamento dell’Atlantide, della “creazione”, di qualsiasi “credo”... che ti ha, etc.
Prima di qualsiasi teoria che sai poiché ti hanno detto “qua (così)” che…
Prima di tutt3 ciò che credi di sapere ma (ma) di non ricordare. 
Durante ciò che senti di avere dimenticat3.
È uno sforzo iniziale che, poi, si trasforma in qualcosa di inerziale, quando ben sostenut3 a livello di “speranza”.
Laddove la speranza rientra nella logica che ti porta a credere in ciò che immagini ti possa meglio rispecchiare (l’utopia = come dovrebbe essere). 

È ovvio che... in tutt3 ciò ci può essere anche un’altra versione del Dominio. 
Dipende da… te o da “te”. 
Sentire tutto quel “potere”… può convincere anche ad utilizzarlo in una maniera a senso unico, fungendo dunque da grande tentazione, nonché da prova del nove.
L’atteggiamento “formulare” ti permette di oltrepassare tale “guado”, non risentendo dei tentennamenti che possono affiorare qua e/o là. La giustizia universale ad angolo giro “è” valore assoluto, nonché, la protezione talismanica contro ogni altra intenzione.
Soprattutto, da quelle “isole” che emergono dal fondo, cariche di valenza AntiSistemica… ossia sempre confacenti al medesimo scopo ed obiettivo di/del Dominio, che agisce in-direttamente, essendo compresente ma (ma) immanifest3 (dato che non te ne accorgi più).
È quindi il “tuo” atteggiamento AntiSistemico a mantenere inimmaginabile il Dominio
E sei “tu” a permettere che tutt3 ciò continui a succedere come se niente fosse, nonostante il tuo sentire che può sembrare bizzarro ma (ma) è, invece, basato solamente sui fatti della routine “qua (così)”, sul desumere da ciò che è diventato il sopravviverci dentro.
Unicredit, Mustier: saremo tra i vincitori in Ue. No aggregazioni.
"Siamo convinti che nel mercato paneuropeo delle banche i protagonisti non saranno molti. Noi vogliamo essere tra i vincitori a livello paneuropeo…".
Lo afferma l'amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier in un'intervista a Il Sole 24 Ore.
"Per farlo... non basta crescere ma trasformarsi guardando sempre più all'evoluzione digitale, che non è una rivoluzione ma un processo graduale…".
"Intanto, noi siamo già uno dei principali gruppi paneuropei... e in ogni caso niente fino a fine 2019 deve distrarci dal piano di crescita interna che stiamo portando avanti…”...
Link 
vogliamo essere tra i vincitori
per farlo… non basta crescere ma trasformarsi guardando sempre più all'evoluzione digitale, che non è una rivoluzione ma un processo graduale
niente… deve distrarci dal piano di crescita interna che stiamo portando avanti…
Con una simile “consapevolezza (che sospinge)”, dove credi di poter riuscire ad andare (fare)
Sempre e solo... “qua (così)”. Sì, perché… chi “vince”, decide anche e soprattutto per “te”.
non basta crescere ma trasformarsi guardando sempre più all'evoluzione digitale, che non è una rivoluzione ma un processo graduale
il nostro è un sistema fondato anche sulle Regioni pensiamo che questo sia
oggi…. non si capisce più quali siano i connotati di questo federalismo…
Nota bene e ricorda sempre:
non basta crescere ma trasformarsi (“tutt3 si trasforma”, senza cambiare)
non è una rivoluzione ma un processo graduale (il “piano/strategia”)
pensiamo che questo sia utile dentro il quadro unitario di tenuta dei diritti delle persone e delle condizioni sociali (la “farsa”).

Sei in Rete, nella “Rete”.
Con il ragno (Dominio) che si mantiene accuratamente “da parte (immanifestazione)”…
I grid computing o sistemi grid sono un'infrastruttura di calcolo distribuito, utilizzati per l'elaborazione di grandi quantità di dati, mediante l'uso di una vasta quantità di risorse.
In particolare, tali sistemi permettono la condivisione coordinata di risorse all'interno di un'organizzazione virtuale…
Il termine "griglia", in inglese grid, è stato coniato intorno alla metà degli anni novanta. Il vero e specifico problema alla base del concetto di griglia è la condivisione coordinata di risorse all'interno di una dinamica e multi-istituzionale organizzazione virtuale (Virtual Organization, brevemente indicata con VO)...
La condivisione non è limitata solo allo scambio dei file, ma si estende all'accesso diretto a computer, a software, in generale a tutto l'hardware necessario alla risoluzione di un problema scientifico, ingegneristico o industriale.
Gli individui e le istituzioni, che mettono a disposizione della griglia le loro risorse per la medesima finalità, fanno parte della stessa VO
Gli anni novanta sono quelli durante i quali si applica in toto la legge di Moore e si affermano le reti di calcolatori e Internet (concetti fondamentali per il grid)…
Un esempio di applicazione del paradigma di grid computing è neuGRID, un progetto del 7° Programma Quadro che prevede lo sviluppo di un'infrastruttura per lo studio delle malattie neurodegenerative…
Link 
Perchè, allora, anche la realtà manifesta “qua (xxx)” non potrebbe già essere... un'infrastruttura per...
Poi, cosa è la Blockchain?
Non c’è più un “centro” poiché tutt3 è “distribuito”?
Certo:
tali sistemi permettono la condivisione coordinata di risorse all'interno di un'organizzazione virtuale...
Ok?
A che serve, allora, l’evoluzione Blockchain?
A Chi, “serve”, semmai.
Il Pc è “tuo”, così come tu “qua (così)” sei “tu”.
Tutt3 ciò che ti è stat3 dat3, “serve”.
Il “progetto” è l’AntiSistema.
E “tu”, sei schermat3 da ogni s-oggetto/evento(situazione), che continua a succedere e, dunque, a “minarti”… in maniera tale da estrarre, drenare e ricavare “energia (attenzione, conv3nzione)” tale da permettere il funzionamento della forma quadridimensionale AntiSistemica, omettendo che 1) tutt3 funziona originalmente e 2) il concetto di “energia” è fuorviante, poiché serve per auto manutenerti “qua (così)” perfettamente auto isolat3 da te stess3.
La schermatura della “tua” mente è tutt3 ciò che senti, ascolti, impari, registri, memorizzi ed usi.
In maniera tale da andare a formarsi una rete di riferimento ufficiale, che ti auto contiene e che non ti permette di “immaginare in altra maniera”.
Prova, ad esempio, ad “immaginare” qualcosa/qualcun3 in modo alternativo sostanziale (Oltre Orizzonte).
La mente si rifiuterà, poiché schermata, facendo continuamente loop attorno ad ogni luogo comune convenzionale.
Non andrà mai (mai)… oltre. Toccherà solo “punti” conosciuti nonché limiti per le acque sicure. Come se (come se) non ci fosse altr3, da immaginare e dunque da manifestare “qua”
La libertà. 
Che cosa “è”? 
Chi se ne ricorda, ormai, “qua (così)”...
Se (se) assunta da una non prospettiva, come il valore universale “giustizia (ad angolo giro)”, come deve essere se non come appare e come l’immagini
Ossia, senza fine di continuità tra immaginazione, intenzione, utopia, idea, sogno, desiderio, etc. e realtà manifesta “qua”:
una realtà sferica senza alcuna zona d’ombra e/o di troppa luce.
La libertà universale è sempre (sempre) giustizia universale, poiché, collegat3 e sostanzialmente la medesima “cosa (essenza, apparenza e manifestazione reale, pratica, fisica)”.
Di conseguenza, “qua (così)” non essendoci giustizia ad angolo giro, non esiste più nemmeno libertà ad angolo giro (è il consueto collo di bottiglia o Legge del Minimo).
È libero un Hobbit, nella Contea? 
È libero Gauke nel film Tulipani? 
L’essere vivente, umano – nella fattispecie – si manifesta “qua”, in quanto perfettamente sovran3 di se stess3, ma (ma) che cosa succede, immediatamente dopo? 
Che viene “registrat3” in un “libro mastro” e, in una forma sociale fondata sul/nel commercio, tale registrazione ha tanto la sostanza del “marchio di proprietà”, della “merce”, del “bestiame”, di un allevamento, di una industrializzazione, etc
Quale “è” la differenza di potenziale che avviene, subito dopo la manifestazione del vivente?
Lo shock che subisce inconsciamente a livello di discrepanza tra libertà/giustizia universale e libertà/giustizia locale (anche se globale).
La differenza è una differenza “tutta la vita”.
Ossia, è talmente grande la diseguaglianza tra “prima” e “dopo (ora)” che tale differenza di potenziale crea “grandezze elettriche (corrente e correnti parassite, tensione, resistenza, potenza, lavoro, momento, etc.)” in termini di:
depressione, sofferenza interiore, mancanza, auto delimitazione, auto disinnesco, confinamento, spleen, saudade, etc.
Tale “situazione” diventa generatrice (generatore) di corrente, trend, direzione, flusso energetico, etc. per l’auto alimentazione dello status quo “qua (così)”. 
Il “lavoro” che occorre (si deve) compiere, è la conseguenza di questa mancanza di fondo (shock e perdita di memoria).
Di qualcosa che non è registrabile e non è registrat3 all’interno della forma sociale AntiSistemica, dato che da ciò dipende il funzionamento, o meno, del “generatore di tensione” Human Bit
Tu vali”, poiché di te e con te, si può alimentare tutt3 e di te e con te, si può realizzare di tutt3… 
La differenza rende inerziale e conseguente la direzione “futura”, che è qualcosa di già auto descritt3 in sé e per sé, grazie all’apporto dell’umanità deviata “qua (così)”.
Tant’è.
È complessa tale “verità”?
Assolutamente, no. 
Sei “tu” che la riscopri come tale.
Ma (ma) quando sei ancora tu, la verità è sempre (sempre) semplice, lineare, pressoché infantile… non visto che “chiunque la può e deve comprendere (ricordare)”:
senza dimostrazione.
“Fai… di essere sempre semplice. Non umile: semplice. Evita di azzerare anche l’Ego, dato che ti è utile per ricordarti chi sei, anche al buio ‘qua così’”.
     
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2241