lunedì 21 agosto 2017

Una intossicazione chiamata tempo.



Il tempo “esiste ma è apparenza”; e non è un paradosso.
Il tempo è chimic3… “intossicazione”. Se (se) ti sembra che non possa essere messo in discussione, è “solo” perché (ne) sei possedut3.
Il tempo è una solida costruzione che, tuttavia, non è quello che ti sembra “qua, così”
Esso, ad esempio, in un film che convenzionalmente 1) dura un paio di ore e che 2) è stato girato nel giro di qualche mese... è simulato – quando la trama richiede l’invecchiamento degli attori – attraverso al ricorrere di “trucchi (di ogni tipo)”.
Ossia, le persone invecchiano sul set, cinematograficamente, ma (ma) nella realtà “al di fuori del film”, le stesse persone non sono affatto invecchiate, se non per ciò che si attendono (essendo convinte che esista il tempo e che, questo, passi in continuazione come una sorta di fiume invisibile, che lascia “segni” del/col proprio incedere, erodendo tutto ciò che incontra e, dunque, va a caratterizzare). 
Da questa prospettiva, allora, il tempo è – di più – un altro tipo di “segno”, ossia: 
è uno dei tanti simboli (fatti, prove) che testimoniano la compresenza di una “analogia comportamentale” che 1) il tempo replica, in quanto ad “effetti e conseguenze” del proprio “essere” e che 2) esiste in quanto ad immanifesta ragione fondamentale (del) “qua, così”. 
L’analogia è, ovvio, frattale espansa: 
memoria, informazione, “è già successo”… 

Quando un essere vivente si manifesta (fai attenzione: non… nasce), “qua, così” inizia ad invecchiare
che cosa significa. 
Significa che esiste un principio “a monte” che – così – ha già deciso anche per te (ti "attacca e corrode"). 
Di solito, ti “viene da pensare” a Dio. No? O alla Natura, a Madre Terra, all’Universo o al Creatore, etc. 
E se si dimostrasse che il tempo non esiste? Quanto saresti "distante" dal momento della... "creazione" e, dunque, anche dalla ragione fondamentale?
O, meglio, se si dimostrasse che il tempo è una funzione e che, in quanto tale, può essere spent3, modificat3, bypassat3, etc.

Mark Kostabi

Il tempo lo “misuri (ricavi)” in vari modi. Ad esempio, c’è quello che “ti lascia i segni sul/nel volto (nel fisico e nella ‘salute’)”. 
E, questo, è… “chimica”: 
la consueta “trasformazione (secondo programma)”. 
Poi, c’è quello collegato alla distanza tra luoghi o eventi.
E, questo, è… 1) ancora, tecnologia e 2) consapevolezza di sé.
Andare da Milano a Messina “quanto tempo ci vuole”? 
Dipende dal come ti muovi. Se (se) questo “spazio” fosse percorso in tempo reale, il tempo non esisterebbe affatto
Non trovi?  
E se (se) ti bastasse immaginarti in un luogo, oppure, in una certa “veste”… al fine di ottenere quanto inteso, in cosa consisterebbe allora il tempo
Per buona pace della “tua” abitudine (mente), è possibile – quindi – auto ricavare che:
il tempo si manifesta a/in certe condizioni

Qualcosa che non riguarda il fatto di essere/fare parte di leggi “chiamale come vuoi” locali (planetarie). Bensì, qualcosa che anche se “qua, così”può benissimo non avverarsi
Il tempo non conta, quando tu sei consapevole di te, dalla centralità portante del tuo potenziale. In soldoni, è la differenza di potenziale che, di conseguenza, permette lo scaturire del tempo
Fai buona attenzione:
questa è ginnastica mentale di/ad alta intensità d’effetto sul “tessuto” della mente. 
In questa maniera ti abitui a prendere in considerazione la realtà manifesta “qua, così”, dalla prospettiva” formulare” del tuo potenziale (qualcosa che non necessita di rientrare forzatamente all’interno dell’autorizzazione, della legge locale): 
qualcosa che esiste e che puoi sempre (sempre) immaginare, alias, credere di poter e dover manifestare
Tutto il resto è… incanto. 






Dal momento in cui “tutto quello che lasci, viene ripreso”. 
Da chi? 
Questo è il solito “cul de sac”:
non lo sai. 
E, di certo, non lo puoi sapere dal momento in cui “non è previsto”
Ma… ancora, perché e, dunque, da chi? Non lo sai, etc. etc. etc.
Quindi? Come ne riesci? 
Ricorrendo alla “dimostrazione per assurdo”: 
agganciando il tuo potenziale (all’interno del quale “tutto è possibile”, essendo extra giurisdizionale rispetto a qualsiasi sia la giurisdizione locale e/o non locale “qua, così”).
Insomma, puoi sempre andare “Oltre Ogni Orizzonte”. Ma (ma) se credi di essere sempre nel reame del tempo (quarta dimensione “apparente”), di conseguenza sei come auto impantanat3 nelle sabbie mobili temporali, nell’incanto AntiSistemico “qua, così”, ad azione totalmente auto impregnante, avvolgente e sprofondante, etc. 
Mettere in dubbio la forma sociale reale manifesta (in tutto e per tutto) non significa ricorrere alla violenza (nessuna forma di vita se lo merita). 
Infatti, tale “ritorsione” – allora – la dovresti subire anche tu, facendo parte del giogo. Infatti, questo è ciò che accade da “sempre, ‘qua così’”: 
è la guerra
No. Non è questa la “via”. 
Piuttosto, è immaginare il mondo dalla lente focale del potenziale. Come lo vedi? Ecco. Questo è sempre possibile
Un mondo giusto per chiunque. 
Se (se) non ti sembra "configurabile", dato che ti hanno auto convint3 relativamente alla scarsità delle risorse… bé, lascia perdere – allora – tutto quello che ti hanno detto.
Anche se, ormai, (ci) sei "attaccat3" e fai fatica persino ad immaginare una versione diversa delle “cose”. 
Immagini in grande. Molto, molto, in grande (come per... "creare"). 






E ricorri tranquillamente alla funzione “cambiamento”.
Non solo a quella “trasformazione”.
Il cambiamento sostanziale, seppure fai fatica ad immaginarlo, trapassa tutt3 e non teme niente e/o nessun3.
La “squadra che vince”, si tocca eccome. Perché, ad un certo “punto (la sorgente del potenziale di manifestazione del tempo, come funzione)”, puoi immaginare di andare a cambiare la destinazione d’uso dell’intero scenario.
Al di là – anche – di quest3:
Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma…”…
Antoine-Laurent de Lavoisier
In fondo, non saresti l’unic3 a “pensarla” in questo modo.
Infatti, c’è già chi ci sta lavorando “sopra”. Un in-certo interesse che ha a cuore, attraverso il vortice sottodominante, lo status quo (anche se ti sembra l’esatto contrario). 
Immagina l’enorme differenza tra le prime fabbriche post “rivoluzione industriale” e quelle odierne (la tendenza che le ha ideate):
il livello di automazione. 
Serve ancora lo stesso numero di manodopera umana? No. 
Le fabbriche “vanno (quasi) da sole”, ormai. E… il parco autoveicoli lo sta per fare anch’esso. Così come la legge protegge, isola e fortifica la convenzione giurisdizionale “qua, così”, automaticamente
È la “tua” mente che viene continuamente ricalibrata, riprogrammata, manutenuta, aggiornata, controllata, “oliata” alla perfezione. In che modo
AntiSistemicaMente… 

Il tempo, ad esempio, “serve” a tal pro, auto ricavando “da te”, tutto lo "spazio (modo)" necessario per… auto depotenziarti. 
Se (se) l’idea portante è che “s’invecchia”, allora “devi invecchiare (per non essere da meno, ossia, una eccezione)”. 
Delinea una retroingegneria, la massimal’eccezione conferma la regola”… 
Ossia: 
a prescindere da quello che succede (all’interno del tutto può succedere), il paradigma viene sempre (sempre) ricondotto in se stesso, assorbendo ogni “urto (eccezione)”, attraverso l’auto compensazione altrui (massiva = sempre convinta di… essendo programmata per…). 
Conseguentemente, l’intuizione (l’accortezza “formulare”) ti porta intensamente ad osservare il livello tecnologico: 
la prova frattale espansa di quello che 1) ti “è già successo” e che 2) proprio per questa ragione fondamentale, 3) continuerà ad auto succederti “qua, così”. 
Il tempo “è” autorizzato, allora, a manifestarsi ed a scorrere segnatamente
Attraverso lo sviluppo di termini atemporali, dovendo ancora tu utilizzare il linguaggio al fine di comunicare con gli altri, è possibile andare a modificare la “ricetta mentale (programmazione)”, senza ricorrere “a monte”, ossia… seppure continuando ad ignorare la compresenza immanifesta dominante.
È, insomma, un buon “punto” d’inizio
Esiste il “momento”, ad esempio: 
la leva, il perno, il cardine, il centro, la portante, etc. 

Ossia, qualcosa che non ha a che fare con il tempo.
E… qualcosa che ti mette di fronte all’evidenza “tecnica (tecnologica)”, permettendoti di avvicinarti un po’ di più al “ritardo/ricordo (consapevolezza)” del… “è già successo”:
avvento (reame) della dominante (dove per “dominante” pensa a quello che vuoi, tanto il concetto è già chiaro all’interno del significato del termine utilizzato, in quanto vettore auto informazionale “idea”). 
Espandendo la prospettiva, di conseguenza, puoi introdurre sensatamente – ad un livello totale e significativo (rappresentante) – la compresenza tecnologica all’interno del concetto multiplo e sfuggevole di “Dio, Natura, Madre Terra, Creatore, Universo, etc.”:
prendi in esame tale forma compresente
in quanto a significato sensoriale (quintessenza)
della ragione fondamentale “qua, così”
attraverso la quale c’è solo ed unicamente “giustizia di parte”

alias
piano inclinato, inerzia, gravità, corrosione, erosione, trasformazione, tempo, etc.
Qualcosa che 1) è causale, 2) è un dato di fatto, 3) è denuncia ambientale frattale espansa, 4) è compresenza immanifesta dominante e 5) è “già success3” ma (ma) non per questo rientra nell’ambito del tempo e/o del passato, essendo sempre e solo “compresente”
Qualcun3 che ti lastrica la “via” per auto manutenerti, da “te in te ‘qua così’”… lungo la direzione del futuro, del destino, dell’avvenire e dell’evoluzione, etc. con quel continuo sottofondo timbrico che non smette mai (mai) di ronzarti nelle orecchie, anche quando – di notte – speri nel silenzio più assoluto, al fine di riposare. 

Questa “mano” è tecnologica; la realtà manifesta non solo è tecnologia, ma (ma) – ancora di più – la tecnologia è caratteristica frattale espansa (memoria), che “denuncia” significativamente ciò che “va (continuamente) in onda ‘qua così’”. 
Ciò che credi sempre e solo “auto (particella che sta per ‘funzionamento automatico in quanto programmato e, dunque, tecnologia’ intenzionale ‘a monte’) trasformarsi”, sfuggendo regolarmente la “tua” capacità d’intendere e volere.
Ora la Silicon Valley vende l'antico sogno dell'immortalità.
Il filosofo tedesco Thomas Metzinger ne scrive sul Financial Times:
"Saremo caricati in un mondo virtuale? Oppure una super-intelligenza benevola ci porterà in una vita che non prevede sofferenze? La chiesa della singolarità tecnologica ha ragione ha sostenere che l'immortalità è più vicina di quanto pensiamo?".
Sembra che negli ultimi anni le startup e i grandi colossi della Silicon Valley si stiano concentrando su un unico tema:
vendere il più grande e antico sogno dell'uomo, l'immortalità.
Nel 2013 Google ha fondato Calico, che ha come scopo quello di portare l'umanità verso una vita più lunga e in salute.
Altri si sono spinti ancora più in là:
Aubrey De Grey, ad esempio, ha fondato Strategies for Engineered Negligible Senescence, una startup che prevede di risolvere l'invecchiamento trattandolo come un problema ingegneristico.
Proprio a Google invece lavora, Ray Kurzweil, che ha fissato per il 2045 l'anno della singolarità, quando potremo fonderci con le macchine e moltiplicare la nostra intelligenza in modo impensabile.
Scenari dei quali scrive sul Financial Times, Thomas Metzinger, filosofo tedesco che insegna alla Johannes Gutenberg University di Magonza, in Germania.
"Nonostante la negazione della morte sia un concetto molto alla moda nella Silicon Valley, non è affatto nuovo. Al contrario si tratta di uno dei prodotti di maggior successo che si trova sul mercato da millenni... Sfortunatamente la morte non è una cosa che hanno inventato i cinesi per rendere l'America meno competitiva...".
Per il filosofo le religioni sono state il primo antidoto al fatto che l'uomo sia l'unico animale a sapere che morirà.
E proprio su questo punto Metzinger insiste, sostenendo che l'evangelizzazione tecnologica e il transumanesimo della Silicon Valley non siano altro che una forma contemporanea di questo bisogno...
Per il filosofo è facile sostenere che siano tutti sogni irrealizzabili. In realtà non dobbiamo sottovalutare il transumanesimo della Silicon Valley. Non è solo una religione senza Dio - dice Metzinger - è anche una strategia di marketing per vendere, una nuova forma di "cross-promotion e co-branding".
Link 
un unico tema: vendere il più grande e antico sogno dell'uomo, l'immortalità (“vendere”)
una strategia di marketing per vendere
prevede di risolvere l'invecchiamento trattandolo come un problema ingegneristico (“l'invecchiamento” in quanto… funzione tecnologica, da cui puoi auto ricavare che il tempo “serve” per molti motivi, uno dei quali è sostenere l’impasse obsolescenza programmata, ad ogni livello e ad ogni "costo").
Ormai, limitarsi alla tradizione, alla storia (deviata), agli insegnamenti provenienti da qualsiasi fonte, al “ti hanno detto”, al “sentito dire”, all’educazione di parte (qualsiasi parte sia), all’impatto sensazionalistico di qualsiasi Media, alle frasi di circostanza espresse dalle singolarità esperte e, persino, di ogni e qualsiasi parte “controcorrente, scandalistica, anticonformista, complottistica, disinformante, etc.”… significa solo ed esclusivamente (se sempre “qua, così”) auto trasformare la realtà manifesta in una “nuova (diversa)” versione di se stessa, aiutando e sostenendo la “restaurazione” dell’edificio del potere sotto dominante… 
Facendo “piazza pulita di/da tutt3”, puoi iniziare a… ricordare, ricavare, accorgerti “formularmente”. 
Ad esempio, dopo relativamente poco che ti dedichi profondamente a “qualcosa”, ne sai molto di più di almeno l’80 per cento della Massa.
A quel punto, che fai? 
Ti metti a scrivere libri e ti eserciti in conferenze pubbliche? 
“Qua, così”, sì. 
Perché questo serve (hai sempre "fame") al fine che intende lo status quo, alias: 
confondere ancora di più le “acque”. 
In maniera tale da disorientare ancora maggiormente la Massa
Un “vettore intelligente” lanciato contro l’umanità:
questo diventi, improvvisandoti espert3

Qualcosa che non lascia alcun valore aggiunto sostanziale. 
Qualcosa che si apre la via tra la folla, sperando di poter incidere di più all’interno del “parco pubblico”, dal quale – evidentemente – sper3 di ricavare tutte quelle “risorse (economiche)” e quel grado di “riconoscimento (successo)” che ti farebbero certamente molto piacere… 
Ci sono aziende (sì… aziende: che altro) che “qua, così” sfornano – non biscotti o brioches, ma… - libri, rimedi, sostanze, trucchi, etc. per risolvere la tal questione una volta per tutte:
provare per credere”. 
Ogni giorno, se (se) sei iscritto alle loro mailing list, ottieni – dunque – la possibilità di guarire, imparare, ricordare, superare, attraversare, cambiare, etc. a livello commerciale (ed, ovviamente, potenziale). 
Qualcosa che, tuttavia, 1) dipende sempre da te, 2) con il risultato che è sicuro solo se tu “farai così…”, ma (ma) 3) che nessun3 si prende la responsabilità di assicurarti (ci sono formule molto ardite, però, di “soddisfatti o rimborsati”).
Insomma, a fronte di un “piccolo” esborso una tantum, ti assicuriche cosa?
Un potenziale di “cambiamento”:
dalla cronicità, alla guarigione.
Ora, se (se) cogli l’occasione al volo, che cosa significa e cosa devi fare?
Occorre che ti accorgi del significato sostanziale, che è incarnato in tutta questa intera vicenda:
del potenziale insito nel tal prodotto?
No… 
Del potenziale insito in te. 

Allora, ricava questo significato - anche - da ogni e-mail pubblicitaria che ti raggiunge “comodamente a casa tua e/o sul tuo cellulare, in qualsiasi luogo tu vada e/o sia”.
Da ogni spot radiotelevisivo. Da ogni slogan, campagna di marketing, promozione commerciale, etc.
Tutto sta parlando di te e del tuo potenziale:
ma (ma) sgancia l’informazione frattale espansa (memoria)
dalla comunicazione commerciale, di parte interessata a…
tutto ti sta auto ricordando di te, a/in te
anche se
“qua, così”
e
con “te” nelle vesti e nella forma di te.
Vai (e rimani in pianta stabile) nella sostanza, al centro portante, dal quale ritorni ad essere grande concentrazione di massa, giurisdizionale:
qualcosa che se anche localmente circoscritt3, all’interno di qualcosa di estremamente (ora) più grande ed avvolgente, non importa… poiché “un ottimo momento, al fine di fare leva esollevare il mondo (partendo da te)”.
La forma dominante agisce nel mondo “qua, così”, grazie alla "tecnologia (sistema operativo frattale espanso)". 
Qualcosa che:
Dio, la Natura, Madre Terra, il Creatore, l’Universo, etc.
ti ricordano in quanto simboli del “è già successo” (e, dunque, dell’ancora – poiché sempre - potenziale).
Concludendo, per ora, assumi la valenza significativa delle prossime due riflessioni
La “verità (sostanziale)” ce l’hai sempre davanti agli occhi, ma (ma) la devi, prima, collegare a livello intuitivo, ne devi essere consapevole. A quel “punto” ciò che vedi si espanderà ed apparirà per quello che “hai già ricordato”, essendo tutto memoria (informazione)…
In questo senso, l’androgine può, in uno dei suoi tanti significati, prevedere la pratica della copula ma non la sua attuazione poiché è suo destino vivere l'eros come potenzialità. Ne nasce una delle regole fondamentali dell'alchimia:
riconoscere la verità prima che si cristallizzi nella forma e, naturalmente, riproporre la forma come dissoluzione.
Ancora: l’androgine simbolo di …
Link 
Queste due “espressioni” si sono auto succedute, diciamo - non “nel tempo” – ma (ma) sincronicamente, non localmente, ricongiungendo due estremi dello stesso “oceano” (come puoi considerare le rive, se non facenti parte dello stesso “corpo liquido”?). 
La loro auto successione rafforza il significato e la portata sostanziale.
Ma (ma):
con il “divide et impera” c’è la… deriva strutturata dell’apparenza manifesta, secondo le leggi fisiche locali planetarie
con la “portante centrale” c’è il… “divide et impera”, se inteso.
Questi sono, invece, due piani diversi o due rive di oceani diversi, sovrapposti giurisdizionalmente ed auto susseguentesi. in un simile modo.
Di conseguenza, chi/cosa ha permesso la sincronicità sopra riportata?
La potenza, che si manifesta nel momento in cui “sei e rimani coerente, in leva (grande concentrazione di massa, giurisdizionale)”.
Il tempo, dunque, non esiste se non 1) nella convenzione “qua, così” (manifestazione funzionale, App), 2) all’interno della chimica (trasformazione sul posto) e 3) nell’intenzione strategica sotto dominante.
La chimica (da kemà, il libro dei segreti dell'arte egizia, da cui l'arabo "al kimiaa" "الكيمياء") è la scienza che studia la composizione della materia ed il suo comportamento in base a tale composizione
La chimica ha interessato, anche per motivi pratici derivanti dalle sue applicazioni tecnologiche, le innumerevoli popolazioni dell'umanità fin dai tempi antichi.
Dal II secolo a.C. si sviluppò, a partire dall'Egitto tolemaico, l'alchimia, un insieme di conoscenze sulla materia e le sue trasformazioni legate a convinzioni filosofiche ed esoteriche; da essa derivò la chimica moderna (in seguito alla rivoluzione scientifica, e più precisamente alla rivoluzione chimica alla fine del XVIII secolo).
Anche nel periodo seguente la chimica continuò ad evolversi, perché sempre nuove scoperte ne ampliarono i campi di interesse e i metodi impiegati.
La chimica è anche stata definita come "la scienza centrale" (in inglese "central science") perché connette le altre scienze naturali, come l'astronomia, la fisica, le scienze dei materiali, la biologia e la geologia...
Oggetti di studio della chimica sono principalmente:
le proprietà dei costituenti della materia (atomi);
le proprietà delle entità molecolari, ad esempio ioni o molecole, costituite da singoli atomi o dalla combinazione di più atomi;
le proprietà delle specie chimiche (ciascuna delle quali caratterizzata da una specifica tipologia di entità molecolare e da particolari proprietà che la distinguono dalle altre specie chimiche);
le proprietà delle miscele e dei materiali costituiti da una o più specie chimiche.
Tale studio della materia non è limitato alle sue proprietà e struttura in un dato istante, ma riguarda anche le sue trasformazioni, dette reazioni chimiche (che comportano la rottura dei legami che tengono uniti gli atomi appartenenti alla stessa entità molecolare e la formazione di nuovi legami per dare origine a nuove entità molecolari)...
Sono studiati anche gli effetti di tali proprietà e le interazioni tra i componenti della materia su quelle degli oggetti e della materia con cui comunemente abbiamo a che fare, e le relazioni tra di essi, il che determina un'ampia importanza pratica di tali studi.
Si tratta quindi di un campo di studi molto vasto, i cui settori sono tradizionalmente suddivisi in base al tipo di materia di cui si occupano o al tipo di studio.
La conoscenza della struttura elettronica degli atomi è alla base della chimica convenzionale, mentre la conoscenza della struttura del nucleo atomico e delle sue trasformazioni spontanee ed indotte è alla base della chimica nucleare
Link 
La composizione della materia ed il suo comportamento in base a tale composizione (funzionamento e funzione).
Le circostanze servono “qua, così”, al fine di “riciclare il dissenso, trasformandolo sempre (sempre) in assenso (per tacito consenso)”.
Anche le "rivoluzioni" sono servite a tal pro e continuano a servire questo unico “padrone (intendere)”… Ad esempio, la rivoluzione della Terra è sempre attorno allo stesso "cardine"...
Gentiloni: mi vergogno se un banchiere prende 185 milioni dollari.
Il governo è già impegnato nel contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, ed è orgoglioso per aver istituito il reddito di inclusione.
Ma su questo lavorerà ancora con "più forza".
"Mi vergogno di un pianeta in cui un grande banchiere può guadagnare in un anno 185 milioni di dollari, non è accettabile una cosa di questo genere".
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Meeting di Cl.
"Cercheremo di mettere più forza nel contrasto alla povertà e alle disuguaglianze... Io mi vergogno di un pianeta in cui un grande banchiere può guadagnare in un anno 185 milioni di dollari, non è accettabile una cosa di questo genere ed è un problema per il mondo, per l'opinione pubblica, per il senso comune che dobbiamo costruire insieme..."...
Link 
Non è accettabile una cosa di questo genere (matant’è).
Intanto, il Premier lo ha detto, manifestando questo desiderio di giustizia, con buona pace del ricongiungimento sostanziale delle rive, non opposte ma (ma) appartenenti ad oceani diversi:
quello dominante “qua”
e
quello umano “qua, così”.
Il termine chimica, che noi usiamo, potrebbe originare dal kemà, l’antico libro dei segreti dell'arte egizia, da cui derivò il termine arabo al kimiaa, da cui viene la parola sia di Alchimia, che di Chimica.
In effetti, chimica ed alchimia convissero nei millenni.
Questo perché hanno in comune la loro funzione
Link 
Quale “funzione”?
la scienza che studia
la composizione della materia
e
il suo comportamento in base a tale composizione
La funzione “comportamento (atteggiamento, configurazione)”, quando compresa e ricordata, permette di “ordinare (comandare) la strutturazione della realtà manifesta locale, giurisdizionale, a livello non locale, ossia, non ricollegabile direttamente alla ragione fondamentale che organizza, ristruttura, edifica, intende strategicamente di/in parte, ma assolutamente”.
Anche questa – che segue – è, del resto… “chimica”:
Yahoo fa ora parte di "Oath" ed appartiene al gruppo di aziende Verizon. A partire dal 15 settembre 2017, inizieremo a condividere alcuni dati utente con il nuovo gruppo aziendale a cui apparteniamo
Link 
Oggetti di studio della chimica sono principalmente:
le proprietà dei costituenti della materia (atomi);
le proprietà delle entità molecolari, ad esempio ioni o molecole, costituite da singoli atomi o dalla combinazione di più atomi;
le proprietà delle specie chimiche (ciascuna delle quali caratterizzata da una specifica tipologia di entità molecolare e da particolari proprietà che la distinguono dalle altre specie chimiche);
le proprietà delle miscele e dei materiali costituiti da una o più specie chimiche.
Anche le aziende corrispondono a questo schema chimico dell’inquadramento della/nella “sostanza”
Anche se rimane sempre “a monte”, la sostanza significativa dell’informazione frattale espansa, ossia, il ciò che “è” anche la chimica:
programmazione strutturata nella/della materia
memoria…
C’è una certezza: ci stiamo evolvendo. Ma in cosa ci stiamo evolvendo, non lo so
Non siamo noi gli ideatori di questo piano. Noi siamo dei facilitatori… Se preferisci, le levatrici della nascita di una evoluzione…
Sbaglio o per le menti creative, la pace rimbecillisce?...
Che ore sono? Non ha alcuna importanza…
È il Cosmo. È l’entità superiore della creazione.
Tu stai parlando di Dio?...
Andiamo dove ci manda. Cambiamo i mondi…”.
Childhood’s end
Per ogni essere umano “qua, così”, c’è già un... fascicolo.
Gli attentati succedono perchè servono
Poi, immediatamente dopo i “responsabili materiali” vengono tutti arrestati o uccisi…
La “Rete” è un altro step nella stessa direzione di accumulo dati e classificazione, sottodominante. 
Mentre, per la dominante, non serve alcun distinguo… essendo 1) “già successo” e 2) demandato all’attività sottodominante (in questa maniera, la dominante risulta pressoché inaccessibile attraverso l’ordinarietà della combinatoria logica “qua, così”).
Tutto è “memoria”…
Il tempo è chimic3… esiste solo in una certa versione del funzionamento deviato.
Un “piacere sensoriale…”.
Ho un favore da chiedere: non dimenticateci”.
Childhood’s end



Una specie si estingue del tutto, quando non la puoi nemmeno immaginare. 
Ma (ma) anche in quel “caso”, ella vive sempre nella rappresentazione simbolica sostanziale frattale espansa.
A partire da ciò e conseguentemente“chi” puoi, allora, decodificare ambientalmente, anche se “qua, così”?
“Fai…”.
   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2124