venerdì 18 settembre 2015

Diventi il "tuo" centrifugato.


Corpo e... Mente.
Un futuro in cui una mente sana non sarà legata al destino di un corpo malato…
Selfless
Che “cosa” si… ammala? Corpo o mente? Se li consideri come due presenze diverse che coabitano insieme, che cosa è, di conseguenza, l’insieme stesso?
La mente nel corpo.
La mente del corpo.
Mente e corpo, contenuti in che cosa?
Esterno e interno:
  • un corpo esterno
  • una mente interna.
Un corpo che è, tuttavia, sia interno che esterno e una mente che è, direttamente ed indirettamente, sia interna che esterna, dunque… due apparati del tutto capaci di auto determinarsi da sé, con intelligenza, alias, programmazione.
Su questa “via” potresti disperderti per lunghe ore, anni o per sempre, a filosofeggiare fermo restando nel loop del sostanziale “nulla di fatto”:
è nato prima l’uovo o la gallina?
Domande retoriche a cui non provi più, ormai, nemmeno a rispondere.
C’è, però, qualcuno - da "sempre" - che immagina anche per te, attraverso i film, i romanzi, la scienza deviata, etc.
E c’è, sempre, qualcosa che ti precede, evidenziandoti quel percorso artificiale che conduce perennemente al “qua, così”.
Ad esempio, la società è super attenta ai propri figli, alla propria discendenza, per cui è sempre vivo e centrale il discorso “educativo dei più piccoli e non solo”. In una simile maniera vengono insegnati i cardini del modello AntiSistemico, sempre in auge (status quo).
Qualcosa che si auto nutre, dall’interno.
Poi, la gran parte dei genitori non può nulla (e sembra addirittura “normale”) a fronte che... i propri figli, soprattutto maschi, s'affondino a “spron battuto” nei gioghi di guerra, sul modello di “Call of Duty”.
  

Un “gioco” che insegna a “sparare precisi su bersagli umani, sempre più ben fatti, nitidi e con effetti speciali che rendono il sangue, qualcosa di sempre più autenticamente vicino al donare emozioni degne di una vera guerra, spesa tuttavia con quel fare da ‘vigliacco’, di chi la vive al sicuro dal divano della propria abitazione”.
Quale educazione? Piuttosto un "distacco dalla condizione d'equilibrio, che ogni umano percepisce dentro quando si parla di 'equilibrio'".

I Media sono sempre più compresenti all’interno della famiglia. Notizie ed intrattenimento si fondono a tuttotondo, dando luogo ad una situazione complessiva, perché resa complessa dal tempo che l’abitudine rende eterno nel “qua, così”.
Così… non riesci più a distinguere quello che stai facendo, da quello che potresti fare se… fossi libero di farlo. La libertà  che con la democrazia, la cultura e la religione, sono le droghe meglio e più diffuse al Mondo, “rende schiavi tutti coloro che si abbeverano per troppo tempo in qualcosa che ne fa solo le 'veci'”.
Illudendo di…
Convincendo che…
Portando a…
Limitando conseguentemente l’orizzonte degli eventi, che segna il confine tra possibile (perché immaginabile con “metodo scientifico”) e impossibile (perché ricadente nel reame giuridico della fantascienza).
Non importa, poi, se con uno smartphone sei più vicino di quanto credi, al concetto di “Magia” (qualcosa di impossibile, perché la scienza deviata la nega).
Non importa, poi, se con un battito di mani accendi l’illuminazione di casa (perché ciò che fai è la tecnologia che lo permette, non il tuo potere personale).
Non importa se accendi la televisione, ordinandolo con la voce (perché è la Tv ad essere “intelligente” e non tu “capace”).

L’interfaccia tecnologica, che ti è stata disegnata tutto attorno, ti ha reso un “utente”, dopo che l’amnesia generale – piombata non a caso sul genere umano, conseguente alla “venuta” del Dominio -  ti ha trasformato in un “dipendente consumatore.
I giochi iper realistici “sparatutto” – ultra moderni – ti insegnano ad uccidere (altro che ogni spiegazione “by utile/interesse/Pil, di sorta). Così sei impegnato a partecipare, con l’intento di portare a termine sempre meglio, alle “missioni punitive”... contro nemici non ben specificati, anche se facilmente immaginabili… essendo le “case produttive” sempre e solo di area filo occidentale (per cui… chi saranno i nemici designati nelle trame da guerra?).
La Treyarch Corporation è un'azienda statunitense produttrice di videogiochi, fondata nel 1996…
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Chi, i Tg, ti fanno sempre vedere assumere i panni dei “terroristi”?
Dipende dal tipo di “Governo”:
all’epoca della presenza tedesca, in Italia, i Partigiani erano ricercati come “terroristi”.
"Fino a che punto siete disposti a spingervi?".
Call of Duty: Black Ops III
Dopo l'attacco dei droni del 2025 per mano di Raul Menendez e Cordis Die, le nazioni di tutto il mondo siglano un patto chiamato Accordo di Winslow per l'istallazione di un sistema chiamato Directed Energy Air Defense (D.E.A.D.) un sistema per difendere lo spazio aereo internazionale da eventuali attacchi terroristici.
Tuttavia, con il riscaldamento globale in aumento, la sovrappopolazione, e il rapido esaurimento delle risorse naturali ha portato ad una catastrofe maltusiana.
Nel 2037, la corsa agli armamenti tecnologici aveva raggiunto il limite e vengono istituite nuove alleanze geopolitiche per proteggere gli interessi nazionali.
Il Regno Unito, Francia e Germania hanno lasciato la disintegrazione dell'Unione Europea, lasciando l'Ue la Russia compra il debito estero della Polonia per creare una nuova alleanza economica e militare conosciuta come Patto di Difesa Comune.
Allo stesso tempo, le restanti nazioni dell'Accordo di Winsolw sono unite in un'alleanza militare per rivendicare i resti delle risorse naturali del globo e affrontare una nuova Guerra fredda contro il Patto di Difesa Comune…
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Nemmeno a livello d’immaginazione, gli umani riescono ad andare oltre allo status quo:
se gli utenti non si trovano davanti ad una trama “avvincente (e lo sparare a tutto/i, lo è da sempre)”, gli utenti non si “divertono”... alias, non comprano e l'AntiSistema perde la "presa" (nell'ambito in questione, centrale nell'effetto domino che ne può derivare).
Allo stesso tempo, i Punti di Riunione del Dominio (ovvio, del tutto inconsapevolmente) veicolano sino agli utenti, la programmazione e gli “aggiornamenti” al sistema operativo degli utenti stessi:
ciò in cui devono credere.
Puoi anche essere nel “futuro”, di conseguenza, ma… nulla cambia sostanzialmente rispetto al presente/passato. Perché… è il Dominio sostanzialmente a non cambiare mai.


 

Ciò deve farti solo capire/ricordare che:
  1. esiste il Dominio
  2. ed è sempre più “denso/intenso”
  3. perché unicamente “Uno e Trino” (dominante sotto ad ogni aspetto).
Gli umani tendono a formare “cartelli”:
un cartello, in economia, è un accordo tra più produttori indipendenti di un bene o un servizio (anche illegali, come un cartello della droga) per porre in essere delle misure che tendono a limitare la concorrenza sul proprio mercato, impegnandosi a fissarne alcuni parametri quali le condizioni di vendita, il livello dei prezzi, l'entità della produzione, le zone di distribuzione, ecc.
I primi cartelli industriali appaiono alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti:
il mercato interno statunitense è amplificato dall'introduzione della ferrovia, con una crescita del commercio interno. I primi cartelli coinvolgono i produttori di carbone, acciaio e petrolio. Le prime normative antitrust, emanate da alcuni stati Usa a partire dal 1887, vengono poi riunite nel 1890 nello Sherman Act che imporrà il divieto di cartelli e monopoli a livello federale.
Nell'Europa di fine Ottocento, ugualmente, si sviluppano cartelli a livello nazionale, soprattutto in Francia, Gran Bretagna e Germania (nella zona dello Zollverein). I cartelli non vengono tuttavia limitati, a causa della competizione imperialista tra stati anche a livello economico.
La "cartellizzazione" viene incoraggiata in quanto permette di indirizzare meglio la produzione economica, fissata a livello politico (autarchia)…
Il Trattato di Roma del 1957 che istituisce le Comunità Europee, infine, include delle normative antitrust direttamente applicabili negli stati membri.
Caratteristiche del fenomeno.
Si tratta generalmente di accordi temporanei, in quanto la convenienza economica di ciascuno dei partecipanti, che restano entità giuridicamente indipendenti, è continuamente soggetta a revisione, e persiste un forte incentivo alla "rottura" del cartello soprattutto da parte delle aziende più efficienti sul mercato. D'altra parte, la teoria microeconomica sembrerebbe mostrare un interesse a colludere, poiché le imprese che si accordano sul prezzo ottengono tutte un profitto maggiore di quello che avrebbero facendosi concorrenza.
Questo pone un problema di etica manageriale.
Le pratiche anticoncorrenziali garantiscono un profitto maggiore per gli azionisti-soci, ma ai danni dei consumatori finali, che si trovano a pagare prezzi più alti rispetto al rapporto qualità/prezzo che avrebbero in situazione di concorrenza
I “cartelli” sono una risposta frattale espansa alla compresenza, seppure non manifesta, del Dominio. 

I "cartelli" ci sono sempre stati, dall'avvento di questo ultimo Dominio (altro che fine 1800).
Il motto “nulla è per caso”, infatti, da dove credi che derivi?
Che cosa significa, nella sua profondità del termine?
Il “caos” esiste solo se il Dominio lo consente; solo se… fa “comodo al Dominio stesso”.
Rifletti su ciò che la prossima citazione ti insegna a livello frattale, andando oltre al limite del contesto nel quale è inqadrata.
Inter: tutto gira intorno a Mancini.
Come i migliori direttori d’orchestra. Sul podio, bacchetta in mano, per dirigere e coordinare i lavori di creazione della sua Inter. Tutto intorno a lui, tutto a immagine e somiglianza di Roberto Mancini
La nuova Inter, che al fioretto preferisce la sciabola.
Un’Inter, forte, muscolare, coriacea… Mancini al lavoro per plasmare un gruppo duttile nelle soluzioni e nelle possibilità tattiche:
un’Inter sin qui sempre diversa negli schieramenti iniziali ma al momento perfetta nel rendimento. Con l’entusiasmo di un derby vinto, sotto l’egida di Roberto Mancini, diversa rispetto al passato:
i cromosomi della nuova Inter lasciano intendere rinnovati propositi di successo.
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Tutto intorno a lui, tutto a immagine e somiglianza di Roberto Mancini…
Ok? A partire da Mancini, la squadra diventa “sua” (gli “appartiene” per caratteristiche indotte).
La squadra è costituita da individui con delle proprie caratteristiche, per cui… questa “somiglianza” non è detto che sia sempre così vicina all’originale:
è anche una questione di “segnale”.
Pur tuttavia, ogni squadra risente della personalità/input del proprio allenatore. E questo ti sembra normale… Invece, quando devi andare oltre ed agganciare il concetto di frattalità espansa… ti fermi ancora prima di averlo ben ricompreso, perché “troppo”.
Troppo “che cosa”?
Troppo attualmente… per ciò che resta di te.
Tutto è gerarchico “qua, così”. Perché? Perché dipendi dai soldi? No… quello è solo un effetto.
La gerarchia esiste, nello status quo attuale, perché la “porta indirettamente il Dominio”. Come se “il Mancini della situazione allenasse una squadra chiamata Mondo”.
Se il Principio di Dominio è “in un modo”, trasferisce all’interno del proprio dominio, le stesse caratteristiche di base (intento, comportamento, percezione, prospettiva, direzione) ad “immagine e somiglianza”.
Ciò costituisce il cardine del Pianeta intero.
Ciò costituisce quella “semplice spiegazione, persino, logica” alla quale non puoi credere, perché hai smesso di “credere alle favole”.
Ma… cosa è “favola”, quando è direttamente il “lupo cattivo” a raccontartela?


Nonna. Che bocca grande che hai”...
Cappuccetto rosso
Il “caso non esiste” perché “nulla è per caso, essendo sempre vivo l’interesse della compresenza del Dominio, che organizza tutto come una conseguenza della propria viva esistenza tutto attorno e dentro ad ogni ambito/aspetto del reale manifesto “qua, così”.
Il caso non può esistere, se il Dominio è attento ad ogni situazione, a partire da ogni singolo dettaglio.
Ed il Dominio esegue ciò, perché… costantemente “in proiezione sul Mondo intero”, per mezzo delle circuiterie... che non ha dimenticato di ricordare, come invece è accaduto a te (non a caso), mentre eri già all’interno del suo “mandato”.
Tutto è compiuto”.
I cieli e la terra sono pieni della gloria del Signore...”.

Immortalità.
Leggi tutto “quello che sai, perché devi sapere”, in maniera diversa, ossia:
frattale espansa.
Oltre alla frattalità, riscoperta da Mandelbrot, ad esempio.
L’infinito processo per l’11 settembre.
Sono passati quattordici anni da quando gli attacchi dell’11 Settembre hanno cambiato una nazione e provocato due guerre e cinque uomini accusati di essere le menti dietro gli attentati sono ancora in attesa di essere processati a Guantánamo, Cuba.
Khalid Sheikh Mohammed e i suoi quattro complici sono rimasti per più di 10 anni sotto custodia degli Usa.
Tuttavia, l’ultimo sfortunato tentativo dei militari di processarli - iniziato nel 2012 - è giunto ad uno stop.
Il giudice, il colonnello James Pohl, deve esaminare le accuse nei confronti dell’Fbi di aver provato ad infiltrare il team dei difensori di uno degli accusati. La corte non si riunisce dallo scorso aprile, quando Pohl ha dichiarato ancora una volta sospesi i procedimenti dopo appena 30 minuti. Anche se riuscisse a risolvere questo problema specifico quando la corte si riunirà il mese prossimo, lo aspettano altre dozzine di mozioni e reclami, in sospeso da un anno e mezzo.
Il pugno di persone che ha seguito da vicino il caso che procede in maniera così atrocemente lenta - giornalisti, i familiari delle vittime dell’11 Settembre, avvocati - affermano di credere che ci vorranno anni prima di arrivare a comporre una giuria e a far iniziare il processo vero e proprio.
Alcuni hanno perso la speranza di vedere davanti alla giustizia i cinque accusati della strage.
“Non so se succederà mentre sono ancora in vita,” dice Rita Lasar, 83 anni, che ha perso un fratello negli attentati. Lasar ha fondato un’organizzazione chiamata Famiglie dell’11 Settembre per un Futuro di Pace, che ha provato senza successo a fare pressione per far processare gli accusati da un tribunale federale.
L’amministrazione Obama ha provato a spostare i cinque uomini da Guantánamo per farli processare in un tribunale federale a Manhattan nel 2009, ma la virulenta reazione politica di una fazione contraria di familiari delle vittime ha fatto fallire il piano (l’amministrazione Bush aveva iniziato a processare i cinque in un tribunale militare, un approccio sconfessato dalla Corte Suprema).
Il Congresso ha poi fatto passare una legge che blocca ogni trasferimento dei detenuti di Guantánamo sul suolo statunitense, mentre Obama ha promosso una riforma delle commissioni militari, per renderle meno vulnerabili alle critiche di violazione dei diritti umani:
i procedimenti sono dunque ricominciati a maggio 2012.
Gli oppositori del trasferimento a un tribunale federale reclamavano contro gli accusati una giustizia rapida e sommaria, in stile militare, in un tribunale in cui fosse più facile ottenere condanne e mantenere il segreto di Stato.
Il risultato è stato però molto diverso. Il nuovo sistema sarebbe “il sogno di ogni avvocato difensore”, secondo David Remes, che rappresenta diversi detenuti di Guantánamo. Gli avvocati possono presentare reclami su reclami, ritardando l’inizio del processo che chiede la pena di morte contro gli accusati, anche perché nessuno sa davvero quali siano le regole da seguire.
Nel frattempo, il sistema giudiziario federale ha condannato con successo terrorista dopo terrorista.
“È indubbio che se questi casi fossero presi in carico da un tribunale federale sarebbero giunti a conclusione molto tempo fa”, afferma Remes.
Ma Jason Wright, che è stato avvocato del team di difesa di Mohammed fino all’anno scorso, dice che il cambio continuo di regole della nuova corte non sono state un vantaggio né per lui né per la sua squadra.
“È molto difficile difendere gli imputati quando le regole cambiano costantemente, in modo kafkiano”, afferma. “Si pretende che tu segua delle regole che non ti sono mai state mostrate, in particolar modo le norme di classificazione, ed è straordinariamente difficile”.
Le commissioni sono attentamente composte in modo per conservare i segreti di Stato.
I procedimenti della corte sono mostrati ai familiari delle vittime e agli osservatori in video, in differita di 40 secondi. Un censore giudiziario ha il diritto di tagliare il collegamento video quando sono condivise informazioni riservate — facendo scattare una grande luce rossa lampeggiante in aula.
Nei primi giorni del procedimento, persino la sola parola tortura faceva scattare la luce lampeggiante interrompendo il collegamento, secondo Carol Rosenberg, una giornalista del Miami Herald che ha seguito il procedimento dal suo inizio.
Ora le norme di classificazione si sono allentate un po’. James Harrington, che difende uno degli accusati, Ramzi bin al-Shibh, afferma che uno dei piccoli segnali di progresso nel procedimento è che gli avvocati difensori stanno per firmare un memorandum che finalmente garantisce loro l’accesso al materiale riservato utilizzato dall’accusa.
Per anni, agli avvocati difensori è stato negato l’accesso a documenti che dimostravano che i loro clienti erano stati torturati durante la custodia della Cia, sebbene diverse agenzie stampa avessero diffuso pubblicamente la notizia.
La diffusione di parti del “Report sulla Tortura” da parte del Comitato di Intelligence del Senato, avvenuta lo scorso anno, ha permesso un maggiore accesso a questo materiale per gli avvocati difensori.
L’accusa, condotta dal Generale di Brigata Mark Martins, afferma che, per quanto possano durare a lungo i procedimenti, lotterà fino alla fine per arrivare a delle condanne.
“Il nostro dovere è quello di assicurarci che la giustizia segua le leggi in vigore, indipendentemente dal tempo necessario,” ha dichiarato un portavoce del Dipartimento della Difesa.
“Nel frattempo, coloro contro i quali ci sono specifiche accuse di crimini sono legittimamente e umanamente detenuti in sicurezza.”
Ma il tempo ha un suo costo. Rosenberg, la giornalista del Miami Herald, nota che pochi americani si rendono conto della stessa esistenza di questo processo.
Dieci anni fa, i media predicevano che quello sull’11 Settembre sarebbe stato il “processo del secolo.” Ora, lo registrano meramente come un contrattempo sulla coscienza nazionale, malgrado la fissazione sugli eventi dell’11 Settembre e suoi postumi sia ancora viva nel paese.
È deludente che così tante persone non si rendano conto che il Pentagono sta tentando di mantenere il processo sull’11 Settembre a Guantánamo, che non sappiano delle questioni fondamentali che lo hanno fatto impantanare” Rosenberg ha scritto in un’email.
Colleen Kelly, una familiare delle vittime che si oppone alle commissioni militari, ha detto che pensa che tenere il processo così lontano a Cuba gli conferisce una sorta di aspetto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”.
“Secondo me è indubbio che se questo predibattimento si tenesse a Manhattan ci sarebbe più copertura mediatica,” sostiene Kelly.
Tuttavia, è poco probabile che questo possa avvenire presto. Il Congresso non ha dato segnali di voler cambiare la legge che impedisce il trasferimento di detenuti da Guantánamo a prigioni o tribunali negli Stati Uniti. E finché il processo resta nell’oblio, non c’è nessuna pressione per cambiare le cose.
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  • il nuovo sistema sarebbe “il sogno di ogni avvocato difensore”, secondo David Remes, che rappresenta diversi detenuti di Guantánamo. Gli avvocati possono presentare reclami su reclami, ritardando l’inizio del processo che chiede la pena di morte contro gli accusati, anche perché nessuno sa davvero quali siano le regole da seguire (chiediti: che cosa si nasconde, dietro a questa impasse? Che cosa potrebbe “uscirne… se la Difesa potesse arrivare a studiare tutte le “carte in gioco”?)
  • si pretende che tu segua delle regole che non ti sono mai state mostrate, in particolar modo le norme di classificazione, ed è straordinariamente difficile (“nulla è per caso”. La legge imbriglia, così come… la rete impiglia)
  • le commissioni sono attentamente composte in modo per conservare i segreti di Stato (guarda non caso)
  • i procedimenti della corte sono mostrati ai familiari delle vittime e agli osservatori in video, in differita di 40 secondi. Un censore giudiziario ha il diritto di tagliare il collegamento video quando sono condivise informazioni riservate - facendo scattare una grande luce rossa lampeggiante in aula. Nei primi giorni del procedimento, persino la sola parola tortura faceva scattare la luce lampeggiante interrompendo il collegamento, secondo Carol Rosenberg, una giornalista del Miami Herald che ha seguito il procedimento dal suo inizio (una farsa a tuttotondo, così come lo è stato Norimberga… “con vivo senso di rabbia/amarezza, di una intera opinione pubblica scossa degli eventi, che così chiaramente sembrano parlare, anche se… le informazioni sono sempre filtrate, censurate, differite, velate, passate al tritacarne, prima di giungere “modificate geneticamente” sino a te, che sei chiamato a “giudicare con davanti il solo ricordo doloroso di ciò che è successo”)
  • gli avvocati difensori stanno per firmare un memorandum che finalmente garantisce loro l’accesso al materiale riservato utilizzato dall’accusa. Per anni, agli avvocati difensori è stato negato l’accesso a documenti che dimostravano che i loro clienti erano stati torturati durante la custodia della Cia (quale metodo utilizzava la “Santa Inquisizione” per estirpare il “male e una firma ad ‘ics’”, a coloro che erano giudicati come “posseduti”?)
  • ma il tempo ha un suo costo. Rosenberg, la giornalista del Miami Herald, nota che pochi americani si rendono conto della stessa esistenza di questo processo. Dieci anni fa, i media predicevano che quello sull’11 Settembre sarebbe stato il “processo del secolo.” Ora, lo registrano meramente come un contrattempo sulla coscienza nazionale, malgrado la fissazione sugli eventi dell’11 Settembre e suoi postumi sia ancora viva nel paese (un esempio di cosa ti succede quando dipendi esclusivamente dall’alimentazione, che ti viene rifornita unicamente dallo status quo. Anche se la controinformazione ti dice tutto, ugualmente, tu non ci credi… perché non esiste la comprovazione ufficiale di un Tribunale e dell’annuncio a tutto campo dei Media. Ergo: anche se sai, non sai perché non ci puoi/vuoi credere. Una sorta di auto inquinamento, auto avvelenamento… che non ti fa mai stare “bene dentro” e che ti trasforma dall’interno... in un alveolo pronto per sviluppare “malattia di ogni genere e tipo”)
  • “è deludente che così tante persone non si rendano conto che il Pentagono sta tentando di mantenere il processo sull’11 Settembre a Guantánamo, che non sappiano delle questioni fondamentali che lo hanno fatto impantanare” Rosenberg ha scritto in un’email (“così tante persone non si rendano conto che”… compreso Rosenberg, compreso ciò che successe veramente l'11 settembre 2001).
  • finché il processo resta nell’oblio, non c’è nessuna pressione per cambiare le cose (questo è Metodo Indiretto. La condizione è biunivoca e la puoi “capire” solo astraendo il concetto lineare di dualità: la triangolazione riunisce la polarità, ridefinendo la Trinità, la struttura piramidale, gerarchica, che ha un vertice “Uno e Trino”; quello che si diparte dal Dominio, la cui prospettiva diventa di conseguenza anche la tua, pur non essendo la tua).
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Utility, Fassino rilancia aggregazioni su modello Rwe tedesco.
Il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Piero Fassino, rilancia sull'ipotesi di creare in Italia il modello della grande utility, come la Rwe tedesca, previa fusione di tante realtà più piccole locali che faccia perno sui grossi player nel settore dei pubblici servizi...
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Sul modello Rwe tedesco:
ad “immagine e somiglianza” di… qualcosa che funziona “bene”.
E “qua, così”… ciò che funziona “bene” è qualcosa che funziona a livello:
  • piramidale
  • gerarchico
  • dominante
  • ingiusto
  • immorale
  • non etico
  • non libero di
  • non democratico
  • squilibrato dal punto prospettico “tuo”, eppure “digerito ugualmente” per mancanza di sostanziale alternativa, che non può mai veramente emergere, perché tutto è sotto al perfetto controllo del “nulla è per caso.
L'europarlamentare della Lega Nord, Gianluca Buonanno… ha indossato una maschera della cancelliera tedesca, Angela Merkel, ed è sceso al centro dell'emiciclo a stringere la mano a Juncker…
"L'Unione nella diversità", ha commentato Juncker, citando uno dei suoi slogan preferiti e suscitando le risate degli europarlamentari.
"Ora è più carino - ha detto invece, serio, il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz - ma si ricordi che tutto questo è pagato dai contribuenti europei"…
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Tutto questo è pagato dai contribuenti europei…
Come “ripaghi” tutto questo?
Accettando passivamente (senza alternativa) di rimanere nel loop “qua, così”.
 
Un centrifuga per la tua più autentica memoria.
Che cosa hai dimenticato?
Cosa c'è dentro i wurstel.
Facili da preparare, economici e molto gustosi, i wurstel sono amati e consumati in tutto il mondo. Ma cosa c'è dentro?...
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Un articolo di SPS "non finisce mai".
Sei tu che lo devi completare attraverso di te, perchè "sei tu che manchi ancora".
        
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com