giovedì 5 giugno 2014

Un padrone in cielo e schiavi sulla terra.

Proposizione di base dell'economia. Per soddisfare i propri bisogni (vestiario, nutrizione, alloggio, arredamento essenziale, tempo libero, istruzione, trasporto, informazione, beni di lusso, auto di prestigio, abbigliamento firmato, etc.) le persone, aggregate in istituti, svolgono l'attività economica impiegando i fattori di produzione...
Bella figlia dell'amore, schiavo son dei vezzi tuoi; con un detto sol tu puoi le mie pene consolar... 
Rigoletto - Giuseppe Verdi
Per "pilotare negativamente" qualcosa, in maniera tale da non apparire mai direttamente, è sufficiente dedicare a quel qualcosa, la risorsa disponibile più scarsa; conoscendo molto bene le risorse disponibili, è semplice promuovere quella più opportuna, affinché la propria intenzione si avveri nella progressione Temporale.
Ciò giustifica il perché in ogni azienda sono presenti nella forza lavoro, personaggi di "dubbio valore"…
Nulla è per caso.

C’è “naturale e naturale”; così come esiste l’artificiale che, altro non è che “un termine per definire una natura di un processo”. La “natura” è l’origine di un processo e l’origine ha sempre una causa. Definire qualcosa come "naturale" è un modo come un altro per rinunciare a perseguire a fondo una via...
La nascita segue ad una serie ben precisa di accadimenti specifici. 
Gli accadimenti sono scatenati dall’intenzione, che si annida a monte.
L’intenzione permea qualsiasi manifestazione ad ogni livello.
Un tale imprinting è, dunque, definibile come meglio credi, tuttavia, denota l’esistenza di un punto iniziale dal quale parte l’artifizio che, probabilmente, puoi meglio intendere se prendi atto dei suoi sinonimi:
  • accorgimento, espediente, ingegnosità, stratagemma, trucco, trovata, invenzione, idea, metodo, sistema, inganno, astuzia, malizia
  • (nei modi, nello stile, nei gesti) affettazione, ricercatezza, preziosismo
  • dispositivo, congegno, ordigno
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Guarda caso, rientra tra i sinonimi anche il termine “dispositivo”, ossia, quell’ambito tecnologico-magico (ad esempio, è anche un "buco nero"), che permette la Creazione ed il suo auto mantenimento (vortice), all’interno del quale tu ruoti attraverso l’apparente “fine ed il suo inizio” (ruota delle reincarnazioni), tornando ogni volta daccapo (nascita senza memoria o “nastro di Mobius”).
Mentre tu vortichi, dai luogo alle tue generazioni, una delle quali (il Nucleo Primo) si è talmente consapevolizzata da rendere questo vorticare molto simile ad un moto affaristico/funzionale, rispondente ad una serie di feedback predisposti a vario livello, uno dei quali è la sua funzione superiore di “custode/carnefice/docente”, per ogni altra versione di sé (di te) in auto esperienza nelle 3d.
Qualcosa di “buono o di cattivo”, dunque?

Beh… cosa è “buono” e cosa “cattivo”? Dipende dalle tue abitudini, visto che non esiste una causa assoluta relativa al “buono o al cattivo”. Questo ragionamento (ri)sente dell’ambito del mentale, che non permette di fuoriuscire ma, accorgendosi di ciò, si può tranquillamente desumere indirettamente (Metodo Indiretto) che... esista un “fuori e un dentro”, dove il “dentro” è tutto quello che “sai” (indirettamente) ed il “fuori” è ciò che nella sostanza si coglie attraverso Analogia Frattale e che, nell’accezione tipica umana attuale, prende forma nella convenzionale definizione attribuita a coloro che “vedono in maniera diversa rispetto alla Massa”, ossia:
tu sei proprio “fuori” (He. He. He...).
SPS, sì… è proprio “fuori”.
Cosa può procurare attorno a sé, nell’ambiente, un individuo dotato di poteri convenzionali derivanti dalla scala gerarchica di appartenenza? 
Ad esempio, un direttore generale… come può condizionare un effetto fisico concreto ambientale, se decidesse di promuovere un “perfetto idiota” al ruolo di responsabile dei lavori di un progetto industriale molto importante?
Se questo dipendente avesse una laurea e fosse dunque idoneo, sulla carta, a sovraintendere ai lavori, ma allo stesso Tempo fosse un tantino “toccato”… che cosa procurerebbe il direttore generale in termini di “effetti collaterali” all’ambiente circostante, pur centrando in pieno l’interesse della parte aziendale (ciò che più conta visto che “gli affari sono affari”)?
Gare, appalti, contratti, competizione, corruzione, clientelismo, vizio, etc. che cosa “sono” e che cosa “fanno”?

Balcani. Perchè le inondazioni non sono state una catastrofe naturale.
Nell’agosto 2005, quando l’uragano Katrina aveva colpito la costa meridionale degli Stati Uniti inondando l’80% di New Orleans, lo studioso scozzese Neil Smith aveva scritto un testo che era apparso eretico:
affermava che non era stata una catastrofe naturale, ma la politica razziale e ultra liberale dell’amministrazione Bush ad aver reso la popolazione più povera di New Orleans così vulnerabile di fronte alla catastrofe.
A seguito del disastro causato dal terremoto di Haiti nel 2010, Peter Hallward aveva affermato che non era stato un caso se la città di Port-au-Prince assomigliava a una zona di guerra, sottolineando che i danni del sisma erano tutto eccetto una catastrofe naturale
erano il prodotto di un periodo storico lungo e difficile. In altri termini, la conseguenza del passato coloniale di Haiti.
Purtroppo, le terribili inondazioni che hanno sommerso i paesi dei Balcani fanno anche parte di un disgraziato seguito di catastrofi e confermano quello che ancora non è così evidente
 i Balcani non sono stati colpiti da una catastrofe naturale.
L’ex Jugoslavia possedeva uno dei più avanzati sistemi di irrigazione e di gestione delle acque. Purtroppo questi sistemi sono stati distrutti – ha dichiarato in un’intervista all’agenzia Reuters Holger Kray, responsabile dell’agricoltura e dello sviluppo rurale per l’Europa e l’Asia centrale presso la Banca Mondiale, aggiungendo che questo risultato è stato provocato non solo dai deficit di bilancio ma anche dalla modifica del sistema di gestione.

Due anni fa il quotidiano serbo Politika aveva pubblicato un articolo intitolato “le società di costruzioni idrauliche al bordo del fallimento”, dove spiegava che alla fine degli anni 1980 queste società avevano un futuro promettente: in Serbia era prevista la costruzione di 34 nuove dighe. Si occupavano anche della disposizione della navigazione fluviale sul Danubio e la Sava, oltre che della manutenzione di strade, dighe e canali.
Da allora sono state costruite solamente 6 dighe. Perchè?
Perchè lo Stato investe sempre meno e la manutenzione delle infrastrutture dipende dagli investitori esteri. Ora, lo scopo dei nuovi proprietari delle fabbriche è guadagnare il più possibile, non ripulire i fondali dei fiumi.
Con il ritiro delle acque si scoprono gradualmente le prove che la regione inondata non è stata colpita da una catastrofe naturale, ma da una catastrofe resa possibile dalla “transizione” degli anni 1990.

A titolo d’esempio, i giornali croati indicano che l’azienda pubblica Hrvatske vode ha lanciato 29 concorsi pubblici. I contratti nel settore della protezione contro le inondazioni sono stati tutti vinti da società che finanziano il partito agricolo croato Hss, il quale ha il controllo del settore pubblico

Negli ultimi due anni, in Bosnia Erzegovina sono scomparsi milioni destinati alla protezione ambientale. In Serbia, nello stesso periodo sono stati dirottati milioni destinati al trattamento delle acque.
È una storia tipicamente balcanica: in piena transizione economica negli anni 1990, il perimetro d’azione delle aziende statali era stato dapprima drasticamente ridotto, poi erano state privatizzate e alla fine erano state eliminate dal mercato.
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Tutto il Mondo è Paese (frattale)...
Si può far sì che qualcosa avvenga, lavorando ai fianchi l'insieme umano (senza necessità di possedere qualche particolare tecnologia avveniristica. Basta agire sugli animi delle persone, sapendo già come reagiranno e quale è il loro prezzo)...
Alla fine dei giochi avviene sempre lo scarica barile gerarchizzato. Le responsabilità non sono mai di nessuno, se non di coloro un tantino “toccati”, che pagano per tutti (capro espiatorio). 
La strategia dell’artificio è sempre molto profonda ed indiretta, ad “immagine e somiglianza” di quella (com)presenza che non appare mai, all’interno delle 3d, ma che è all’origine/nascita dell’intenzione che... per ispirazione "traspira negli strati inferiori", i quali provvedono direttamente (ma indirettamente per quanto riguarda la consapevolezza) a diffonderla per osmosi in tutti i “vasi comunicanti”, che prendono il nome di persone fisiche e non fisiche, divenendo operativa per mezzo della “legge” e della “convenzione”.
Come vedi la storia? A colori o in bianco e nero? 

Se la immagini in bianco e nero ti sembrerà, allora, che essa definisca qualcosa di molto lontano da te e di quasi irreale, dunque... lasciandoti senza difese, perché ritieni non pericoloso quello che è già accaduto e “passato”.

Se la immagini a colori… la storia ti sarà sempre molto "vicina", perché verrà presa in considerazione in qualità di ricorrenza attuale.
Ossia? Il “colore” che conferisci ad un evento storico, non cambia la realtà sottintesa all’evento stesso.
E, visto che, la storia è deviata… che cosa starai autorizzando ancora ad accadere dentro e fuori di te? Perlomeno la continuazione del loop nel quale stai vorticando da innumerevoli Vite.

Mentre vortichi, “vivi”. Le due “azioni” avvengono allo stesso Tempo ma, ovviamente,  tu noti un aspetto ma non l’altro. È sufficiente osservare il Pianeta sul quale vivi. Che cosa fa? Ruota mentre mantiene il suo carico di Vita in funzione “naturale”…
D-day, quando George Stevens documentò (a colori) lo sbarco.
Quando l’incrociatore leggero Hms Belfast sparò uno dei primi colpi verso le spiagge della Normandia, portava a bordo un inusuale passeggero:
il regista hollywoodiano George Stevens, incaricato di documentare le azioni dei militari americani.
Accompagnava le truppe della sesta armata, che si preparavano a sbarcare sulle coste della Francia, occupata dai nazisti, per realizzare un cinegiornale a colori in 16 millimetri. Unico al mondo.
Le pellicole vennero sviluppate al ritorno dagli Stati Uniti, ma Stevens le ha poi tenute stipate in un magazzino per decenni.
Fino a che suo figlio, George Stevens Jr, anche egli regista, ha deciso di realizzare un documentario sulla vita di suo padre. Rimanendo stupefatto per quello che ha ritrovato: 
ho avuto questa sensazione che i miei occhi siano stati i primi, che non erano stati lì, a guardare quel giorno a colori. Ho visto questo film dipanarsi e su questa nave tutti questi uomini coi loro giubotti antiproiettile. La preparazione di questa giornata. Poi, da dietro a un angolo arrivare un uomo, col casco, con la giacca, avvicinarsi fino a un’inquadratura in primo piano: mio padre a 37 anni. È stato così commovente”.
George Stevens: D-day to Berlin” uscì nel 1994, a cinquant’anni dallo sbarco in Normandia, di cui ricorre, il 6 giugno, il settantesimo anniversario. Il documentario, vincitore di tre Emmy, conserva a distanza di altri venti anni tutta la sua potenza.
Non mostra solo le immagini del D-day, ma anche la distruzione di villaggi francesi, la liberazione di Parigi il 25 agosto 1944, quella del campo di concentramento di Dachau nel 29 aprile 1945. Alcune riprese furono utilizzate durante il processo di Norimberga.
All’epoca abbiamo pensato che questa fosse l’unica pellicola a colori sulla guerra in Europa. Come si è scoperto in seguito, c’era qualche film tedesco che non era ancora venuto alla luce. Ma questa è la più corposa documentazione a colori di una guerra che fu tutta in bianco e nero. Ecco come la vediamo. Ecco come l’abbiamo vista. E vederla improvvisamente a colori le fa assumere tutta un’altra dimensione”…
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E vederla improvvisamente a colori le fa assumere tutta un’altra dimensione…
Quale, se non quella di una tremenda forma di attualità!
Questa è la più corposa documentazione a colori di una guerra che fu tutta in bianco e nero…
Chi l’ha vissuta l’ha vista a colori. Il bianco e nero è il simbolo di quella “deviazione tecnologica” che (ri)colora tutto in funzione dell’imprinting (pellicola, filtro, etc.) alla sua causa di origine. Causa che "sfugge" ancora oggi, nella sua più autentica ragione. O, meglio, che sfugge se ti limiti a "non credere" e ad assumere la dimensione proiettata dai Media iper controllati.

Oggi, tuttavia, non è più Tempo di oscuramenti censori evidenti (messa all’indice o rogo sulla pubblica piazza), bensì, è Tempo di permettere di dire tutto ed il contrario di tutto, al fine di confondere ancora di più la grande platea, che segue sempre con grande svantaggio (differita), la diretta proiettata per mezzo della “lente” del Nucleo Primo
Nel dubbio… ti "fermi" e, dunque, mantieni le distanze, il credo, le abitudini, l’idea diffusa a pioggia per l’ambiente di riferimento.
Il dubbio, tuttavia, è una leva che, in via teorica, ti permette di trovare quelle risposte che esistono in te, in relazione a qualsiasi manifestazione 3d… se smetti di credere solo al di là del tuo “filtro”.
Tu filtri tutto. La prospettiva tramite la quali assumi la realtà e la verità (ri)sente sempre del  tuo filtro. Per questo motivo lo stanziamento nell’(Anti)Sistema ti ha messo le “fette di salame” sugli occhi. In questa maniera puoi vedere attraverso il tuo filtro, opportunamente (pre)parato (deviazione) da qualcosa operante al di la di te stesso... (tu non sei mai... "solo").
Ricorda sempre che il Nucleo Primo ti anticipa costantemente. Ciò che lo mantiene in vantaggio rispetto a te è quel mix di consapevolezza e memoria, che tu non possiedi più da quando hai svenduto (perduto) la tua sovranità a qualcosa che nemmeno riesci a (ri)comprendere.

A livello frattale…

Australiani perdono o dimenticano monete per 75 mln euro l'anno.
Gli australiani perdono o dimenticano ogni anno 110 milioni di dollari australiani (circa 75 milioni di euro) in monete: lo ha rivelato la Zecca australiana, costretta a coniare non meno di 255 milioni di pezzi annuali per sostituire quelle scomparse dalla circolazione.
"La maggior parte delle monete che mettiamo in circolazione serve a rimpiazzare quelle sparite nelle fodere delle giacche, sotto i sedili delle automobili, nella spazzatura e, in alcuni casi, quelle portate in viaggio all'estero" ha spiegato il presidente della Zecca, Ross McDiarmid, nel corso di un'audizione parlamentare.
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Fai tu le debite considerazioni e trai le relazioni tra il "detto e il non detto", tra quello "che sai e quello che non sai", etc.

La Banca Nazionale Svizzera deve riavere il monopolio della creazione di moneta.
Un’associazione vuole permettere alla Banca Nazionale Svizzera di creare tutta la moneta in circolazione. In questo modo la Svizzera avrebbe i soldi più sicuri al mondo, secondo gli iniziativisti.
La Banca Nazionale Svizzera deve ritrovare il monopolio della creazione di moneta, sostiene l’associazione Modernisation Monétaire, che martedì ha lanciato un’iniziativa popolare in tal senso. Il limite per depositare l’iniziativa è il 3 dicembre 2015.
L’obiettivo del testo, intitolato “Per una moneta al riparo dalle crisi: emissione monetaria solo attraverso la Banca nazionale!” è che in futuro anche la moneta elettronica sia creata unicamente dalla Banca Nazionale Svizzera.
Con questa iniziativa la Svizzera avrà i soldi più sicuri al mondo, sostiene il presidente dell’associazione, Hansruedi Weber e tutti gli introiti derivanti dalla creazione monetaria saranno versati allo Stato e ai cittadini. Attualmente il 90% circa della massa monetaria in circolazione esiste solo in forma elettronica, secondo gli iniziativisti.
Liberare lo Stato dal controllo delle banche.

"I soldi dei conti correnti saranno completamente al sicuro. I fallimenti non saranno più un pericolo e lo Stato sarà libero : siccome il traffico dei pagamenti sarà separato dal resto delle attività bancarie, le banche non dovranno più essere salvate con i soldi dei contribuenti" – hanno rilevato i promotori dell’iniziativa, che si dicono essere al di sopra dei partiti e delle ideologie. L’iniziativa è sostenuta da diversi professori di economia delle università di San Gallo e di Berna.

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Nel dubbio… “non ci capisci niente e lasci perdere”, vero?
Dunque, SPS aggiunge altro dubbio al tuo dubbio. Perché? Per farti desistere dal trovare? Naa… Semplicemente perché a SPS (Me) piace e "viene naturale" fare così. What else?
Legge federale sulla Banca nazionale svizzera.
Capitolo 1: Disposizioni generali.
Art. 1
Statuto giuridico e ragione sociale.

La banca centrale della Confederazione Svizzera è una società anonima disciplinata da una legge speciale
Art. 4
Monopolio di emissione di banconote.

La Banca nazionale ha il diritto esclusivo di emettere le banconote svizzere…
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La banca nazionale dispone del monopolio d’emissione. È l’unica istituzione autorizzata e produrre e mettere in circolazione banconote. Ma chi controlla veramente la Bns?
I proprietari della BNS sono gli azionisti. La maggior parte delle azioni è in mano ai Cantoni, ma tra gli azionisti della Banca nazionale si trovano inoltre diverse persone private.
Il capitale azionario della Banca nazionale ammonta a 25 milioni di franchi. Esso è  suddiviso in 100’000 azioni nominative di un valore nominale di 250 franchi. Secondo la legge sulla banca nazionale sono autorizzati a partecipare all’Assemblea generale gli azionisti iscritti nel  registro degli azionisti...
Secondo il sito della Bns  “le banche centrali sono autonome nel decidere della politica monetaria. Questo è importante soprattutto se occorre prendere provvedimenti poco popolari, ad esempio per combattere l’inflazione. L’attività delle banche centrali non è tuttavia esente da ogni controllo. La Banca nazionale è tenuta ad informare il pubblico e la direzione generale rende conto della sua attività al Parlamento”.
Informare e rendere conto. Ex post. A posteriori e senza che né il popolo né il parlamento possano cambiare le decisioni...
Da alcuni anni la Banca nazionale consegue utili cospicui… Quest’anno (in solo tre trimestri) la Bns ha conseguito 16,9 miliardi di utile con un capitale di quasi 500 miliardi…
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Le “cose” sono dubbie all’origine. Il dubbio offusca. L’impianto (Anti)Sistemico è qualcosa che ha il proprio vertice staccato dal resto dell’edificio. Questa verità è (ri)portata frattalmente in/nel tutto... che ne consegue (imprinting frattale e campo morfogenetico frattale).
Questa è la verità che mette in luce l’esistenza del “vertice staccato”.
Una esistenza che non puoi trovare seguendo le “tracce” in maniera convenzionale, perché una simile via è stata preparata opportunamente ancora prima del tuo arrivo. Pensa. È come se tu percorressi un binario parallelo a quello che intendi percorre.
Come lo puoi (ri)trovare?
È impossibile, procedendo per parallelismo.
Ok? Non è difficile da capire.
La "deviazione" ti ha condotto su/in una struttura artificiale, preparata apposta che accoglierti e convincerti per mancanza di alternativa nel Tempo delle esistenze. In questa maniera, il vertice si è staccato e si è coperto alla perfezione man mano che il Tempo procedeva e svolgeva la trama (Anti)Sistemica del Nucleo Primo.

Ricorda, però, che tutto ciò è autentico nel reame del Filtro di Semplificazione attivo. E, seppure questo grado di verità rimane vero per Analogia Frattale, se poni ad "off" il filtro… beh, la situazione cambia divenendo ancora più complessa, in quanto le altre “dimensioni” tornano ad essere prese in considerazione. Ma, lascia perdere per ora un simile ambito “maggiore”.
A livello frattale le informazioni non si perdono mai, ma si trasformano secondo altra codifica.
Osservando attraverso Analogia Frattale Sincronico Istintiva tu hai la certezza di avere sempre attorno a te tutte le informazioni che ti servono per “comprendere”. Non solo; le informazioni prenderanno una valenza (decodifica) a te direttamente affine e parlante la tua “lingua o prospettiva”.
Il libero arbitrio è qualcosa che cambia valenza, quando lo inquadri da una prospettiva come quella appena descritta. E la “democrazia” è qualcosa che puoi meglio mettere a fuoco, proprio attraverso una simile modalità personale e riservata dell’essere.
Tutto prende altra “forma”.

L’esistenza assume, allora, quei connotati superiori che “oggi” non ti sembrano possibili.
Sei tu che (ri)colori tutto del tuo “colore”.
Smetti di (ri)scrivere la realtà, prestando la tua valenza di “lapis magico” al Nucleo Primo.
Tu vali, per questo… “servi”.
È evidente che sino a quando avremo un padrone in cielo, saremo schiavi sulla terra.
Michail Bakunin
Davide Nebuloni 
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