martedì 10 giugno 2014

L'interesse.



Scoperto il segreto per dimagrire: mangia meno!
Alla base di questa logica, consequenziale al pensiero libero da ogni altra ripercussione derivante dal dubbio disseminato dalla mancanza di una propria e diretta esperienza personale, c’è solo quella semplice linearità che prevede l’inossidabile verità:
  • più mangi, più ingrassi
  • meno mangi, meno ingrassi.
Nel “mezzo” esiste tutta una serie di fattori altri che, tuttavia, non hanno la capacità d’insieme di distorcere la “legge della quantità”, appena sopra descritta.
 
Fattori costituenti ritardo o anticipo del dimagrimento/ingrassamento, possono essere, ad esempio:
  • l’allenamento fisico
  • la qualità del cibo
  • la qualità della Vita
  • la quantità di stress
  • la tua volontà
  • le forme di pubblicità accattivanti...
Ma… nessuna caratteristica “altra” è in grado di sovvertire il fatto che se “mangi meno… il tuo peso diminuisce”

Il “mangiare meno” è relativo a te e solo a te, ossia, è il tuo tenore “ante” diminuzione del cibo che fa testo. È rispetto a ciò che mangiavi “prima”, che devi diminuire le quantità e, meglio, aumentare la qualità (nel possibile del reddito disponibile).
Mentre si sprecano le letture relative a studi, che esprimono anche pareri discordanti sulle più svariate tematiche, tu come ti poni all’interno di un simile “schiacciasassi”?
Mantieni una tua opinione, una tua struttura mentale, un tuo credo… oppure, inevitabilmente, (ri)entri in quella sorta di “terra di nessuno” venutasi a creare “tra le righe” di ciò che altri hanno elaborato per la società e dunque anche per te?
Tra uno studio che afferma “A” ed uno che afferma “B”, a proposito del medesimo contesto (diversità paradossale), tu come ti poni? Percepisci di possedere un tuo “centro elaborativo”, oppure ti limiti a giudicare "impersonalmente" ciò in cui t’imbatti, senza per questo cambiare di una virgola la tua dimensione interiore (come una macchina intelligente che si limita a computare secondo programma)?
Usualmente, la mente umana (ri)sente di ciò che è programmato/memorizzato a livello inconscio.
Per cui… tutto ciò in cui t’imbatti è certamente in grado di “lasciare un segno” dentro di te e, addirittura, proprio in quell’area misteriosa che di te ed in te procura effetti concreti nel tuo modo di essere ed agire (indiretto).

Questa caratteristica umana mette in risalto come tu sia molto simile ad una "macchina intelligente" (computer), il cui funzionamento non è per intero alla luce del Sole (inconscio). Che cosa si annida a quel livello sotterraneo che, ad esempio, l’esistenza dell’Area 51 ricorda per analogia Terra/Umano?
Guarda caso, sono stati sviluppati sistemi d’infrastrutture che, in cambio di un luogo comune relativo alla trasmissione d’informazioni ambientali, ti riescono a raggiungere direttamente a casa tua (televisione, radio, Internet, etc.), lavorando a frequenze più veloci rispetto alla tua capacità attuale di ricezione consapevole. Che cosa “passa”, dunque, insieme al messaggio pubblicitario, alla visione del film o alla decodifica della singola notizia? 
Che cosa si deposita in te, a tua insaputa?
Ha senso, da questa prospettiva, che esista una "Autorità" per la tutela della tua privacy, quando in te passano messaggi subliminali totalmente irrispettosi della tua presenza sovrana?
Molto spesso e sempre più spesso, si va a guardare il dettaglio, irrilevante nell’insieme "maximo" in cui sei immerso, in luogo dell’accorgersi che è il “mare” stesso ad essere stato uniformato a qualcosa di totalmente “irrispettoso ed invasivo” rispetto alla tua essenza.

Quando una realtà è totalmente polarizzata, dopo un certo periodo di Tempo (stanziamento e contenimento), gli individui formano un tessuto sociale ispirato (d)alla polarizzazione presente in loco. La polarizzazione è come il gas metano che… a temperatura e pressione ambiente si presenta come gas incolore, inodore e molto infiammabile (link).
La caratteristica di base della polarizzazione rende la manifestazione “non rilevabile” attraverso i normali canali rimasti a disposizione dell’umano (sensi).
Ergo… la polarizzazione, dal punto prospettico deviato umano… “non esiste” perchè non (ri)levata. Che cos’è la polarizzazione? 

Principio ordinatore.
Beh… hai presente quando nel quartiere dove vivi, abita anche una "famiglia malavitosa”? Ecco
Il quartiere, progressivamente, verrà polarizzato da una simile presenza, in grado di influenzare e dominare la scena attraverso le proprie caratteristiche trasversali alla legge, alle forze dell’ordine e alla capacità di azione e reazione degli abitanti del quartiere. 
Tuttavia, in questo caso, il principio polarizzante è ben visibile perché manifesto. Ad esempio, sai che al tal numero civico abita una simile “famiglia”.  

Ma, diversamente accade quando una simile presenza decide strategicamente di “divenire eterea”, ossia, di scomparire fisicamente dalla scena entro la quale si dipana la trama della coesione sociale apparente d’insieme (nell’esempio… il quartiere)

Diciamo che questa famiglia si trasferisca in un'altra città e che, a livello di facciata pubblica, decida di aprire un’attività del tutto legale (un negozio di articoli sportivi) e che, nonostante tutto, continui a mantenere sotto pressione il “vecchio quartiere”, sottoposto sempre a racket & Co. per mezzo di azioni e complici umani non direttamente associabili alla “famiglia” in questione.

Se una simile famiglia, nel Tempo, inizia a maturare quantità di denaro notevoli, potrà progressivamente mantenere il controllo pagando anche una parte delle forze dell’ordine compiacenti e (ri)cadenti all’interno della dipendenza/trappola, derivante dalla tentazione e dalla mancanza di denaro (ossia, lo scenario stesso entro il quale si vive, permette e mantiene in tensione la debolezza umana e, quindi, rende le persone comprabili perché dotate di un proprio “prezzo). 

Che cosa succederà, nel Tempo? 

Che la famiglia in questione potrà dedicarsi ad attività di più "alto livello" come, ad esempio, il controllo del prezzo delle merci attraverso la manipolazione del mercato dei futures, oppure, attraverso il controllo “wireless” dei traffici illeciti o delle scommesse clandestine, della droga, della prostituzione, etc. (insomma, le solite cose che vedi nei film)...
Progressivamente la famiglia si (ri)tirerà dall’esposizione diretta di sé, all’interno dello scenario di riferimento comune. Perché (1) adotterà le nuove tecnologie (2) seguirà ciò che le larghe maglie della legge prevedono all’interno della loro (ri)lettura (3) la legge stessa sarà modificabile al fine di preservare strategicamente gli interessi della famiglia.
Di conseguenza, l’ambiente sociale diverrà qualcosa di polarizzato e di  sempre più “simile ed adatto”, affinché la famiglia possa continuare a prosperare seguendo la propria direzione

Ad un certo punto, la famiglia diverrà talmente diluita nella società, da renderla ormai irrilevabile direttamente. Ma ciò non corrisponderà affatto al ritenerla né inesistente, né lontana dai problemi che affliggono la società, individuo per individuo.
Semplicemente, lo scenario 3d (ri)sentirà dei diversi punti prospettici che lo animano e (ri)colorano, in maniera tale da dipendere dalla gerarchia dei diversi ordini di potere che si affacciano sulla realtà, in maniere anche “non convenzionali”, ossia, non sempre visibili, rilevabili, direttamente monitorabili e dunque… sfuggevoli, seppure ad alto potere influente sul tipo di realtà comune stessa.
Ad un simile punto, la società verrà predisposta (si aprirà) di forme di "controllo sociale", facenti capo al paradosso che viene a crearsi per mezzo della famiglia “inesistente ma influenzante” e l’intera sotto struttura di poteri trasversali e gerarchicamente inferiori, che si limiteranno ad intessere ed intrecciare nuovi “fili”, anche nobili, senza avere di fatto nessun potere in ambito di autentico controllo e prevenzione dell’azione criminosa, fallendo del tutto nell’intento che sulla carta è responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini.

La presenza della corruzione, derivante dall’applicazione sagace e superiore della “legge del minimo”, della tentazione, dell’avidità e  di tutte quelle forme di scorciatoie esistenziali esistenti all’interno dell’area ispirata/polarizzata dalla famiglia, così come della frammentazione e del tipo di educazione e di intrattenimenti permessi… faranno da cornice di riferimento e di auto mantenimento del manto di potere (incantesimo), strutturato dentro e sopra ad ogni ambito del quartiere, città, Stato, continente, Globo.

Si continuerà a guardare al dito che indica la Luna, risultando assenti, vuoti in sé, vacui, pigri, in ritardo costante e sempre più svogliati nel tentativo di affrontare quello che, ad altro livello, si percepisce come “qualcosa che non va”, ma che all’esame concreto dei fatti continua a sfuggire come un punto di vista derivante dalla coda dell’occhio, mai troppo fermo né sicuro per quanto riguarda ciò che “si è visto velocemente e di sfuggita”.
Qualcosa che si (ri)genera in continuazione e che corregge la tua “lente” (punto prospettico) con grande tempismo e senso funzionale pro-famiglia.
Tutto ciò evidenzia quel “Modello Far West” che è ancora oggi alla base (fondamenta) di ogni città, paese o paesello formanti la Terra che "conosci".
Tutto ciò evidenzia l’azione della “Famiglia del Nucleo Primo” che, dall’alto della propria posizione dominante e Creativa… può ormai (ri)tenersi al di là della tua capacità “visiva”.
La presenza del Nucleo Primo è (ri)levabile, però, attraverso l’utilizzo dell’Analogia Frattale, allo stesso modo del come la scienza deviata si accorge della presenza di un buco nero, per mezzo dell’analisi del comportamento della luce sui corpi celesti circostanti alla “zona di nulla”, entro il quale esiste la massa del buco nero.
 
La natura (ri)flette anche la presenza umana

La natura si adatta, dunque, al tipo di presenza esistente nell’ambiente di riferimento. Il Nucleo Primo è (ri)tratto dall’opera di clonazione della natura, ad esempio, per via dell’esistenza della faccia oscura della Luna, che non viene mai esposta verso la Terra.
Questo è un evidente e grande segnale frattale, che indica la presenza di una presenza non rilevata direttamente. Una presenza sicuramente importante ed altamente influente sul tipo di Vita condotto a livello solare superficiale dall’insieme umano (paradigma). Perché importante? Perché se la Luna è nella sua massima dimensione piegata ad un simile comportamento… significa che ad una caratteristica massima corrisponde un peso massimo, che influenza il comportamento di un essere/oggetto.
 
Sulla Terra tutto è manifesto? Per niente affatto


Ad esempio, la radioattività, il segnale radio-tv-internet-telefonico… l’opera altamente influenzante derivante dall’utilizzo di una delle forme virtuali del denaro (carta di credito), la presenza di un organismo che distrugge le radici di un albero, il Sole dietro alle nubi, un prato perfettamente tagliato per mano umana, gli interessi dei grandi azionisti che controllano l’operato di una multinazionale, l’esistenza della legge, la presunta esistenza di Dio, etc.

In quale maniera (perchè) desumi che la “tua” società si sia evoluta?

Ad esempio, attraverso l’esistenza di organi predisposti all'amministrazione della “giustizia”? 

Questo “Modello Striscia la Notizia” è qualcosa che fa di tutta l’erba un fascio, utilizzando molto sagacemente l’elemento distorcente dell’umorismo, in grado apparentemente di alleviare gli animi, dopo una pesante e logorante giornata di lavoro.

L’associare etichette comuni a qualsiasi operatore “diverso”, rispetto alla linea comune del “fare”, l’alternare frettolosamente notizie serie a notizie di tutt’altro spessore, lo scandire l’informazione farcendola di “forme accattivanti femminili d'intrattenimento" e di “musica alla moda”, il (ri)corso ad un pupazzo amico in grado di (ri)vestire i panni del “salvatore”, etc. … una simile sinfonia d’insieme è in grado di “bucare lo schermo” ed insieme ad esso, anche il tuo “indice di gradimento”, permeandoti nel vuoto più assoluto inerente, a ragion veduta, di (1) realtà imbarazzanti che descrivono lo stato di decadenza della tua realà e (2) impotenza individuale rispetto a quello che "puoi fare"...

In realtà, senza alternativa, fai zapping saltando da un tg all’altro, da un vettore all’altro che, nella sostanza, non cambiano nulla all’interno del “senso del palinsesto”, trasmesso costantemente dal Nucleo Primo, per via altra, in te.
Gelato Grom, il Fatto Alimentare: senza additivi? Pubblicità ingannevole.
Grom si presenta ai consumatori come l’unica gelateria che non usa additivi, limitandosi a impiegare semi di carruba. È proprio così? Ne dubita il Fatto Alimentare, che ha inviato un esposto all’Autorità Antitrust e all’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria segnalando “il comportamento scorretto e ingannevole di Grom, quando dichiara che il suo gelato non contiene additivi”. 

Afferma il direttore della testata Roberto La Pira: “Grom deve rispettare le regole come tutti”…
Link  
Il “rispettare le regole come tutti” è morale/giusto se… queste “regole” sono auto costruite ad hoc al fine di… ingannare la platea, permettendo di fatto comportamenti “in linea” ma… “all’origine, già deviati”?
Ad esempio, la categoria dei cosiddetti “aromi naturali”, che cosa nasconde in sé? E perché il (ri)corso accattivante al termine “naturali”?
C’è molta “lungimiranza” all’interno di questa misteriosa classificazione.

L’interesse dell'azione muove la legge, come la (in)diretta conseguenza di una (com)presenza che “spinge” inosservata in una certa direzione. Il comportamento delle varie realtà sublocali o delle varie Autorità, risulta sempre e solo come un effetto ulteriormente distorcente della realtà sottaciuta a livello di “origine”. 
Per simili “attori di mezzo” l’atto del monitoraggio sociale non è di più che un “lavoro”, così come è sempre più difficile trovare un giornalista che faccia il proprio mestiere per “autentica passione e, quasi, disinteresse nei confronti della reazione che procurerà un proprio articolo”.
Esiste sempre un vincolo. Sempre. L’esistenza stessa dell’albo ufficiale di categoria (ri)veste, evidentemente, un modo di controllo interno per una categoria sensibile a livello di informazione Massiva.
La presenza del tal professionista all’interno dell’albo, rassicura il cittadino?
Sì ma purtroppo una simile configurazione corrisponde solo a “fumo negli occhi”.
L’albo separa coloro che hanno intenzione di fare in un "modo proprio", da coloro che accettano di (ri)entrare in un ambito di controllo ufficiale. L’espulsione dall’albo significa, infatti, la messa all’indice del professionista e la relativa “disgrazia” in termini di “continuità lavorativa ad un certo livello di prestigio (apparente)”.
I Media ormai (ri)sentono di un simile controllo indiretto.
Ogni organo o strumento incaricato di “tutelare il diritto della Massa ad essere informata” … allo stesso Tempo, (ri)veste una funzione opposta, ossia, di controllo della categoria che va ad informare la Massa, oltre che la Massa stessa (chi controlla i controllori?).

Ad ogni latitudine, l’interesse smuove anche le montagne:

Ci sono molti calciatori i cui cartellini appartengono a imprese con base nei paradisi fiscali e sono controllati da qualche agente sconosciuto o fondo d’investimento.
In altri termini, alcuni calciatori non controllano più le proprie carriere sportive, e cambiano squadra ogni anno per generare introiti per individui anonimi.
Sono assolutamente contro questo modello. Ritengo - continua Platini ad una intervista rilasciato al sito dell’Uefa - che sia una minaccia per l’integrità delle nostre competizioni. La Fifa ha detto che sta studiando il tema, ma se non dovesse decidere, lo faremo noi.
Non possiamo accettare che i cartellini dei calciatori siano posseduti da istituti finanziari. La Uefa proibirà la proprietà di terzi in piena sintonia con il Comitato Esecutivo”…
Link
In altri termini, alcuni calciatori non controllano più le proprie carriere sportive, e cambiano squadra ogni anno per generare introiti per individui anonimi…
La "schiavitù" ha infinite forme... Ok? 

Ecco un altro effetto derivante dalla (com)presenza non (ri)levata del Nucleo Primo (radioattività frattale). 
  • alcuni calciatori non controllano più le proprie carriere sportive
  • cambiano squadra ogni anno per generare introiti per individui anonimi…

  • non controllano
  • individui anonimi.
L’interesse è tutto. Che cosa non faresti per questo “interesse”? E che cosa non fai se non c’è un “interesse”?
Il controllo su tutto ciò che fai e che diventi… è a "monte"; in un “luogo” inosservato, che ti raggiunge a livello locale attraverso segnali subliminali in codice.
Qualcosa a cui non ti puoi opporre, se… non lo sai.
La causa civile verteva sulla seguente possibilità
può un alloggio edificato "su suolo concesso in diritto di superficie Comune di Roma e fruente di ben tre finanziamenti pubblici", essere commercializzato, "dal primo assegnatario e/o dai suoi aventi causa, senza rispettare il vincolo del prezzo massimo di cessione imposto dalla Convenzione comunale?".
Le case popolari, infatti, vengono costruite in convenzione, con finanziamenti pubblici, "ma rivendute senza rispettare i vincoli di prezzo massimo perché, a fronte di concessioni si richiedono obblighi sull'edificazione e la commercializzazione", scrive Cecchino Antonini su Globalist

Sta di fatto che il Tribunale ha accolto l'istanza della signora e dell'Associazione Area 167, associazione romana che si occupa della tutela dei diritti civili degli inquilini e dei soggetti che versano in condizioni di bisogno alloggiativo. La tesi sostenuta è quella per cui "la funzione sociale di un alloggio costruito su aree espropriate per pubblica utilità non può esaurirsi al momento della prima assegnazione. In altre parole, concedere una sorta di patente speculativa in capo al primo acquirente/assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, costruito su aree espropriate, non può essere considerato un interesse pubblico"

Una tesi che va a ribaltare completamente quella impugnata da anni dai  notai romani, "secondo cui gli alloggi costruiti su suoli espropriati ex l. 865/1971 e poi concessi, dallo stesso Comune, in diritto di superficie, nella vigenza della relativa convenzione, non sarebbero sottoposti a nessun vincolo relativo al prezzo massimo di cessione a carico dei primi assegnatari", e che li ha portati finora a concedere il diritto ai primi assegnatari di tale tipologia di rivendere detti cespiti a prezzo libero di mercato. Appropriandosi di un surplus sul prezzo di vendita della casa - circa 250 mila euro ad alloggio - di gran lunga superiore rispetto al valore previsto dalle relative Convenzioni edificatorie.

Un "privilegio", afferma Giuseppe Di Piero, presidente di Area 167, "concesso senza neppure richiedere l'obolo previsto dal comma 49-bis dell'art. 31 della Legge 448/1998 introdotto dalla Legge 106/2011 (c.d. Decreto sviluppo 2011) perché tale normativa - nel Comune di Roma - è rimasta inattuata".
A differenza invece di tutti gli altri Comuni d'Italia, dove la normativa viene regolarmente applicata da anni.
Una situazione che lede da una parte il Campidoglio e dall'altra i possessori di case. Se infatti nelle casse del Comune di Roma sono venuti meno circa 500 milioni di euro, relativi all'incasso delle sanzioni e/o degli oneri di eliminazione dei vincoli relativi al prezzo massimo di cessione e di locazione, dall'altra parte si è generata una turbativa di mercato, una distorsione nel mercato immobiliare in una città in cui una casa edificata in una zona 167 viene venduta intorno ai 360 mila euro, un prezzo decisamente poco popolare.
Link 

 
Ciò descrive un ambito dove per coloro che hanno interesse (operatori, usufruitori) esiste anche un “senso d'insieme sociale”, mentre per coloro che si limitano ad “abitare”… un “senso” è difficilmente ricavabile (anche se esiste sempre, pur tendendo a sfuggire in continuazione). Per cui, la società diventa qualcosa di "non ben comprensibile a fondo", per l’anonimo abitante.

Quale intenzione (s)muove il Mondo?
L'intenzionalità sociale.
Searle fornisce una solida base teorica per l'uso del concetto di intenzionalità all'interno di un contesto sociale.
In senso lato, intenzionalità vuol dire che qualcuno ha collegato un significato ad un oggetto, oppure una propria convinzione ad esso, o il possesso o, al contrario, il suo disprezzo, ecc.
Il concetto include in sé quello di "intento".
Nel libro Intenzioni ed azioni collettive, Searle si propone di definire le intenzioni collettive come una forma specifica di intenzionalità. Nella sua opera precedente aveva fornito le regole del linguaggio e dell'intenzionalità. Ora sviluppa questo tema andando alla ricerca delle regole dell'intenzionalità collettiva.
Searle individua cinque tesi a sostegno della sua analisi. Le prime tre sono:
  1. il comportamento intenzionale collettivo esiste, e non corrisponde alla somma dei comportamenti intenzionali individuali
  2. le intenzioni collettive non possono essere ridotte alle intenzioni individuali
  3. le due tesi precedenti vanno intese all'interno di due vincoli:
  • a. La società è fatta di individui; non esiste qualcosa come una "mente di gruppo" o una "coscienza di gruppo"
  • b. L'intenzionalità, sia quella individuale che quella di gruppo, è indipendente dal fatto che ciò che pensa l'individuo sia vero o falso.
Allo scopo di soddisfare queste tesi, Searle sviluppa una notazione, una simbologia dell'intenzionalità collettiva che permette di collegare un'intenzione individuale ad una collettiva. Pur essendo i due tipi di intenzione distinti, infatti, un'intenzione individuale può avere come risultato un'intenzione collettiva
Affinché si crei un'intenzione collettiva bisogna che si capisca che gli altri possono partecipare all'intenzione stessa.

Perciò:
4. l'intenzionalità collettiva presuppone una consapevolezza di fondo (Background sense) dell'altro come attore sociale, cioè come individuo capace di partecipare alle attività collettive.

Nel complesso, queste tesi portano ad affermare che:

5. La teoria dell'intenzionalità, insieme con il concetto di background, appaiono in grado di spiegare l'intenzionalità collettiva.
La costruzione della realtà sociale.
Searle ha applicato, negli anni più recenti, la sua analisi di intenzionalità alla costruzione sociale. Il suo scopo è capire in che modo alcune funzioni del nostro mondo quotidiano appaiono essere il risultato dell'intenzionalità combinata di coloro che ne fanno uso. Per esempio, una banconota da dieci dollari è una banconota da dieci solo in virtù dell'intenzionalità collettiva.

Infatti, è proprio perché io penso che valga dieci dollari e voi pensate lo stesso che essa può assolvere alla sua funzione. Ciò vale nonostante il governo intervenga sul valore della moneta.
Immaginate ora di voler acquistare qualcosa da qualcuno che non conosce il valore della banconota. Finché non lo convincete del suo valore, avete tra le mani nient'altro che un pezzo di carta. Gli oggetti costruiti socialmente come questo abbondano, permeano le nostre vite. La lingua che usiamo, il concetto di proprietà e le relazioni che stringiamo con gli altri dipendono fondamentalmente da queste intenzionalità implicite.
Searle estende questa analisi della realtà sociale alla creazione di istituzioni come il matrimonio e le università. Egli afferma infatti che il valore della banconota da dieci dollari e le istituzioni di un'università dipendono da tre elementi fondamentali: l'intenzionalità collettiva, l'assegnamento di funzione e le regole costitutive.
L'approccio di Searle alla costruzione sociale è molto diverso e divergente da coloro i quali sostengono che una realtà oggettiva non esiste, che la realtà non può essere indipendente dalla nostra mente, in altre parole che la realtà è un costrutto sociale. 

Nelle ultime pagine de La costruzione della realtà sociale, Searle si dichiara a favore del realismo. Ma non a favore del concetto di costruzione sociale della realtà, bensì della costruzione della realtà sociale

Nel saggio "Realtà sociale e rappresentazione linguistica" egli afferma infatti che:
L'intera realtà sociale possiede una struttura logica e questa struttura è fondata linguisticamente.
Link  
A tutto ciò manca il “campo morfogenetico” (diretta), che spinge la realtà sociale a formarsi per mezzo ed in virtù della presenza Massiva (differita), che si adegua ad intrecciare fili sociali messi a disposizione da qualcosa… che si limita ad ispirare senza mai apparire all’interno del perimetro sociale di riferimento (tutto).
Quando un simile “campo” è in grado di abbracciare l’intero Pianeta (e l’esistenza di Internet lo fa ormai chiaramente e frattalmente capire), allora… il potere di controllo è unico ed unicamente agente per influenza delle varie componenti, che si alternano nei vari  ruoli, sempre secondari, di (ri)composizione dell’equipaggio del Vascello Terra 3d (Anti)Sistemica by Nucleo Primo.
Al di sotto di una simile “quota” si agita la specie umana, dotata di "data di scadenza" e di "prezzo" (a fronte di un interesse in grado di smuovere):
l’interesse esula dalla componente più nobile umana, essendo polarizzato per opera di sintonia derivante dalla “legge del minimo” e, dunque, dal sopravvivere e dal temere il momento della morte, (ri)tenuta per difetto come definitiva.
Carne bovina infetta, venduta come pregiata: sequestri Nas in tutta Italia.
Dall'alba di questa mattina i carabinieri del Comando per la tutela della salute stanno eseguendo 78 decreti di perquisizione e sequestro in tutta Italia nell'ambito di un'indagine, denominata 'Lio' e condotta dal Nas di Perugia, relativa all'illecita commercializzazione di bovini infetti, con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata.
L'operazione è condotta nelle province di Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L'Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo.
Link

Ciò che nella società (ri)suona di “pregiato”… che cosa cela nella sua sostanza?
Se sei convinto (credo illusorio) di una cosa, non sentirai nemmeno il “puzzo” che la sofisticazione si porta dietro. Che cosa viene inserito nei prodotti a scadenza, al fine di ritardarne il degradamento?
Sì, perché… un pezzo di “cadavere”, ad esempio, tende a trasformarsi in altro dopo qualche Tempo… ma l’interesse di alcuni fa sì che giunga prima sulla tua tavola, trasformando una carcassa in prossima decomposizione in un prodotto di “qualità”.
E allora… buon appetito! Ricorda, però… se vuoi perdere peso… perlomeno non ti resta che… mangiare meno e, magari, meglio. È tuo interesse.

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com