sabato 24 aprile 2010

Un giro di tango al supermercato.






Facendo il pendolare o il "ballerino" tra gli scaffali di un ex ipermercato Standa, da poco passato al tedesco Rewe Group ed ora conosciuto come Billa, mi sono soffermato a pensare a come la mia consapevolezza, in termini di sensibilità consumistica, sia diametralmente mutata negli ultimi 4 anni. Mi piacerebbe fare delle foto dei prodotti che fanno bella mostra di sé, in maniera strategicamente raffinata, o meglio, fare delle foto degli scaffali interi, disposti come per delineare un percorso obbligato verso la gran “consumazione” finale da disporsi alla cassa nel momento topico del pagamento: momento centrale in cui scambiamo denaro per alimentazione o denaro per la nostra energia.

Queste foto mi piacerebbe scarabocchiarle un po’, e scrivere se quel prodotto è ok oppure ko. In base a quale criterio? Semplice; la mia esperienza di Vita, la mia sensibilità animica, il mio personale “sentire” basato sulla radicale trasformazione del concetto di “consumare” tanto per “consumare”, visto che dobbiamo mangiare, mangiamo! 

Ebbene, la precedente riflessione mi porterebbe ad eliminare il 90% dei prodotti esposti in vendita. Per quale motivo? Troppo lungo rispondere in maniera dettagliata e scrupolosa. Via lo scaffale dei salumi, dei latticini, dei prodotti a base di farina 00, dei detersivi, dei cosmetici, dell’abbigliamento, dei dolciumi, delle carni, etc. Soffermiamoci sui detersivi per oggi; esiste un “libretto” molto utile intitolato “Casa pulita naturalmente” di Karyn Siegel-Maier. Sottotitolo “101 ricette facili, sicure, non inquinanti, per l’igiene della vostra casa”. Ecco cosa l’autrice scrive nella quarta di copertina:

“Da accurate indagini risulta che i livelli di contaminazione chimica presenti nelle abitazioni sono fino a 70 volte superiori a quelli dell’aria aperta e che il 90% di tutti gli avvelenamenti accidentali si verifica in casa. Inoltre, dei 4 milioni di prodotti chimici per la pulizia della casa creati dal 1915 a oggi, solo di 1 su 5 sono stati testati i potenziali effetti tossici. Eppure, secondo numerosi studi, proprio questi prodotti fanno aumentare il rischio di infertilità negli uomini e di tumore nelle donne, oltre ai danni causati all’ambiente. Non si tratta solo di prodotti notoriamente tossici, come la varechina e la soda caustica, ma anche di altri meno sospetti, come i detersivi per i piatti e per la biancheria, i deodoranti, ecc. Secondo Karyn Siegel-Maier, giornalista e scrittrice americana dotata di una profonda conoscenza delle erbe, non è necessario correre rischi, perché esistono alternative naturali ai prodotti chimici, chiaramente descritte nel suo prezioso manuale, agile e divertente, con tutte le istruzioni necessarie”.

Mi sento di consigliarlo a tutti/e coloro che si sentono di non stare molto bene, per svariati motivi, a contatto con le sostanze chimiche contenute in questa estesa famiglia di prodotti per la casa e l’igiene personale. Ognuno di noi sospetta, sente, percepisce, che in taluni prodotti siano contenute delle “boiate” tremende, ma difficilmente si riesce a trovare la forza per “ribellarsi” alle abitudini che ci pervadono, quotidianamente rafforzate dalla pubblicità e dai consigli per gli acquisti di personaggi “famosi” che, consciamente o inconsciamente, si prestano come testimonial “profumatamente” retribuiti per recitare la “buona novella” del fabbricante. 

Purtroppo il senso dell’odorato è stato utilizzato da questa industria moderna per sedurre in continuazione il nostro equilibrio. Un buon odore è un ottimo biglietto da visita di un prodotto. 

Un buon odore è spesso come un uomo in giacca e cravatta. 

Le sorprese sono sempre dietro all’angolo, diciamo così. Siamo stati abituati a ragionare in termini di estetica, di apparenza, di buon aspetto. Le mele se non sono bellissime, coloratissime, senza nessuna gibbosità, perfette, non le vogliamo più. E pensare che le buone mele biologiche, quelle “vere”, sono ammaccate e con il verme, perché non sottoposte ai “lavaggi” chimici antiparassitari. Le mele che crescono nel nostro giardino non sono perfette, sono buone. Ma quando le dobbiamo comprare al supermercato cerchiamo quelle “finte” senza graffi ne ammaccature. Un vero e proprio controsenso

La nostra logica è manovrata. 

La nostra logica non è nostra, perché, in noi, c’è l’oscura presenza dell’Antisistema; colui che scrive nel nostro inconscio cosa sia meglio fare o non fare. Non siamo noi a decidere. Per questo ci possono classificare, sondare, prevedere, comandare, teleguidare. Apriamo gli occhi per favore. I prodotti di un ipermercato sono almeno per il 90% inutili, dannosi, controproducenti per le nostre intenzioni di stare in salute. Esagero? Diciamo che “parlo” per me, ma a “voce alta”. La mia esperienza personale (intendo esperienza familiare) è volta proprio a fare a meno di questo “buon” 90% di prodotti. Come sta andando? Sempre meglio! Tutto progressivamente migliora:
  • non ci si ammala
  • la pelle è diversa in meglio
  • la digestione è un orologio
  • nessuna pesantezza dopo mangiato
  • il peso, inizialmente cala per via dell’interruzione del “drogaggio”, poi si mantiene in equilibrio senza digiuni, diete, etc.
  • la mente è più “lucida”
  • aumenta l’autostima di se stessi
E questa non è una esagerazione; se cercate nelle etichette, ad esempio, la presenza dello zucchero bianco o di canna, rimarrete stupiti dalla quantità di prodotti che lo contengono, anche quelli più astrusamente collegabili come i piselli, che sono già dolci di loro. Ma sono cose risapute queste. Talmente risapute che quasi nessuno crede siano tanto importanti e vere.
 
Io e mia moglie stiamo allineandoci ad una condizione di “prototipo” a trecentosessanta gradi; rimaniamo pienamente a disposizione per eventuali consigli, da dare e da ricevere. La nostra esperienza, se gradita, è possibile condividerla al fine di una crescita sociale della consapevolezza omnicomprensiva.

Mangiate da Mc Donald’s per un mese di fila, dalla colazione alla cena, e andrete a finire in ospedale; questa è una prova che ha fatto un giornalista,  di cui non ho memoria, che dopo un certo tempo ha dovuto gettare la spugna perché i medici gli avevano proibito di continuare a mangiare in quel modo. D'altronde basta guardare alle percentuali di obesi che negli USA impazzano, alla faccia dei fisici statuari, popolanti le spiagge californiane, che ci propinano in tv. È tutto finto, dalle mele alle “pere” delle bagnine di Baywatch :)

Altra musica, altro walzer? Facciamo un tango questa volta!

 

 

4 commenti:

  1. Abbondanza naturale contro abbondanza artificiale.
    E' vero se ci penso e faccio mente locale gli ipermercati e i super mercati che frequento sanno di "plastica" . Troppo perfetti i prodotti troppo perfetto ciò che li pubblicizza.
    Nella vita reale col cavolo che siamo tutti belli e magri,anzi siamo sfatti e in sovrappeso ma continuiamo a inseguire questi modelli impossibili.

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  2. l'interesse verso una sana alimentazione è proporzionale al bene che si vuole a se stessi,
    altrimjenti faqi spallucce ma continui a scegliere cavolate che fanno male .Molti chiudono un mancato impegno salutare con un fattiscente " vorrei" in realtà rimangono dove sono da sempre, e con i con i condizionali nessuno ha mai avuto un succcesso.

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  3. Caro Fabio,
    certamente si persegue il profitto; è nostra responsabilità comprendere gli effetti "nascosti" relativi a ciò che compriamo, perchè non ce li dice nessuno! Associazioni di difesa del consumatore comprese. Apriamo gli occhi...
    Grazie infinite...
    Un abbraccione...
    Serenità

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  4. Cara Amica,
    occorre proprio una maggiore spinta personale a fare a meno di certe "droghe" autorizzate. Non è semplice, lo so; a questo punto è il fisico stesso a richiederle, perchè ha sviluppato dipendenza. Nessuno indaga in questo merito. La forza deve scorrere forte in noi :)
    Grazie di cuore...
    Una Buona Vita...

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