domenica 3 gennaio 2010

Guidare il cambiamento.



 


“C’è mai stata una invenzione più bella di quella dell’automobile? Da quando esiste ha reso la nostra vita più piacevole ed ha contribuito alle grandi rivoluzioni della società. Ma oggi è ancora in sintonia con la società?  Perché qualcuno può viaggiare mentre altri possono a malapena spostarsi? Perché il piacere di alcuni deve pesare sulla vita di altri? Perché godere della nostra vita oggi, implica una minore qualità della vita domani? Noi di Renault crediamo che sia ora di cambiare le cose.  Crediamo che il piacere di un viaggio non debba essere solo di chi guida ma di tutti quelli che lo circondano. Crediamo che sicurezza non significhi utilizzare manichini nei crash test, ma impegnarsi per salvare persone e vite. Crediamo che il riscaldamento del pianeta non sia solo una questione di gas di scarico, ma una sfida da affrontare nella sua totalità: prima, durante e dopo. Crediamo sia ora di diffondere l’auto elettrica. Perché ci guidi di nuovo verso un futuro diverso, nel rispetto delle persone  e della vita. Renault. Drive the change. Renault vi augura un felice anno nuovo”.

Questo spot pubblicitario di una multinazionale, come Renault, (premiato in ambito internazionale) è stato, secondo me, anzi per me, il più bel regalo ed il migliore augurio per affrontare positivamente il 2010. Analizzando queste parole, sapientemente scelte dai creativi del mondo pubblicitario, il cuore entra in risonanza con il messaggio che esse stesse conducono verso tutti i fruitori televisivi e non. Sono sicuramente parole che sottintendono ad una scelta di cambiamento operata dalla casa francese automobilistica. Uno dei player globali di questo importante settore dell’economia mondiale. Forse proprio uno dei costruttori più in difficoltà, più schiacciato dai numeri della crisi internazionale. Non deve sfuggire questo importante aspetto della crisi, perché dalla crisi nasce l’opportunità di “cambiare”. Questa onda di numeri negativi non giunge affatto per caso, come ogni aspetto di questa realtà. Ma è solo il “nodo che giunge al pettine”. È solo una questione di tempo e, prima o poi, gli eccessi si “pagano”. Le soluzioni basate sul debito non sono sostenibili nel lungo periodo. Io non sono un economista, ma lo “sento”. È solo saggezza del buon padre di famiglia, come lo siamo tutti quanti. Allora perché ci troviamo in questa situazione che, noi tutti, abbiamo permesso? Leggiamo le parole dello spot Renault; facciamole nostre con il cuore. Sentite l’onda del cambiamento? Capite perché, a questo punto, la crisi è necessaria? Comprendete perché occorre distruggere prima di costruire? Perché con fondamenta “marce” non si costruisce solidità, bensì castelli di carta come le montagne di debito virtuali che pesano SOLO sull’ultimo anello della catena: quello dove siamo noi. Questi debiti diventano reali solo per il cittadino di “base”. Sulla casa che ha acquistato esiste il vero valore, mentre tutto il resto è virtuale. Però è giunto il momento che anche il virtuale inizi a pesare nei bilanci delle banche e compagnia bella che, seppure ancora “sofisticati”, appaiono perlomeno “poco affidabili”. Il cambiamento è già tra di noi. Renault è la prima casa internazionale che annuncia una modifica nel paradigma globale. Renault è parte dell’Antisistema; ha prosperato perché “utile” ai fini dell’Antisistema. Eppure ora annuncia a tutto il mondo un ribaltamento dei valori. Non conosco il management di questa azienda, ma presumo che ai vertici sia avvenuto un cambiamento di uomini. Ma fosse solo anche una strategia per sopravvivere, va bene comunque ai fini del Piano Divino. Il settore automobilistico è troppo importante per non essere uno dei primi ad evidenziare una cambio radicale nell’orizzonte, nella modalità di fare “azienda”. Infatti insieme alle strutture economiche più consolidate, come banche ed assicurazioni, è stato tra i primi ad essere spazzato via dalla crisi. La massa critica che alimenta la nuova energia che spira sul pianeta, inizia a manifestare i primi segni di un nuovo “sogno” che coinvolgerà progressivamente ognuno di noi. Le "cose" stanno già cambiando. È sufficiente notare il fenomeno. Sembra che tutto sia fermo, invece il tutto non è mai stato così “liquido ed in pendenza”. Obama ha accettato un gravoso incarico, pur sapendo che sarebbe stato “parificato”, per valore morale, ai suoi precedenti. A parte il premio Nobel vinto, la gente e molti influenti economisti non lo vedono più di buon occhio, perché egli è ritenuto il continuatore della “crisi”, avendola fermata, non avendo fatto nulla per cambiare e permettendo che il potere delle grandi lobby continui ad imperversare facendo il bello ed il cattivo tempo. In realtà Obama lavora dietro alle quinte. Già il fatto di occupare quella “posizione” rende possibile ad una nuova energia, irradiata anche da lui, di agire per la prima volta direttamente nei cardini del potere “esecutivo”. La riforma sanitaria in atto negli USA è qualcosa di storicamente unico. Sembra ai più un altro intrallazzo per le aziende assicurative, ma non è così. Da valore alla gente. La fa sentire più vicina, più tutelata; opera all’interno della gente un aumento della fiducia nella Vita. La campagna internazionale dei vaccini contro l’influenza A, è stata avallata anche da Obama, ma occorre notare il lavoro di cesello che egli mette in mostra, al fine di non “sparire” prima del tempo da questo piano dimensionale. Come dire: un passo avanti e tre quarti indietro. Il risultato è comunque sempre positivo. E ciò che non viene enfatizzato dall’opinione pubblica, questa volta, sono certo che “lavora” per tutti noi.
Le parole dello spot Renault sono la vetta di un “isola” che sta emergendo tra le energie vetuste su e tra i continenti. È l’inizio dell’opera. La cima dell’iceberg. Ciò che è ancora sotto al livello della manifestazione fisica, è una massa determinata a spingere molto in alto il movimento in corso. Tale massa si avvale del favore della Madre Terra e delle energie cosmiche che spirano da tempo sopra tutti noi. Siamo protetti. Siamo amati. Siamo una sola cosa…

Grazie di cuore Renault!
Auguri di cuore Mondo!

"Non lasciate che la forza di gravità del Vostro pianeta appesantisca la Vostra coscienza. Eravate già a conoscenza dell'effetto della gravità sugli oggetti materiali, ma è stato solo di recente, grazie ai viaggi spaziali, che avete cominciato a nutrire il sospetto che essa costringa e limiti anche la Vostra coscienza".
Da "Trasmissioni Stellari" di K.Karey