giovedì 21 gennaio 2010

Una nuova normalità, ma il Timolo è sempre là.





Se invece della crisi è meglio pensare a una fase di “nuova normalità”, come insegna un indirizzo consolidato Oltreoceano e come ha ribadito già nel 2009 la società di consulenza McKinsey, c'è da pensare che anche il marketing dovrà seguire un corso “nuovo” a partire da quest'anno. Sotto osservazione è il consumatore dell'era “new normal”, le abitudini e quello che si aspetta dai marchi, la chirurgica scelta prima di ogni mossa. Le strategie dei grandi gruppi stanno tenendo conto di questi mutamenti strutturali”, spiega a ItaliaOggi Marco Mazzù, partner di McKinsey, “e il crescere della tecnologia, le labili barriere tra momenti di lavoro e privati, la possibilità di essere costantemente connessi in rete, ma anche i cambiamenti demografici, indicano che bisogna uscire dalle strategie tradizionali di comunicazione e intraprendere un percorso integrato e orientato ai micro-mercati. Il principale risultato”, racconta Mazzù, “è una modifica del processo decisionale, come insegnano i casi Lego o ancora di Audi dove il 10-15% delle idee per nuove strategie e prodotti sono arrivate direttamente dalle scelte dei navigatori-clienti”.
Fonte: http://it.finance.yahoo.com/notizie/marchi-attenti-al-passaparola-italoggi-0c07291f6b84.html?x=0

Questa notizia proveniente dagli attenti osservatori legati allo studio dei cambiamenti sociali, ai fini di una migliore consulenza strategica da offrire ai propri ed importanti clienti, quali le grandi multinazionali, non è assolutamente da trascurare. Cosa dimostra? Che il cambiamento è in atto. Che le espressioni “nuova normalità” oppure “era new normal” indicano addirittura un fortissimo cambiamento, non solo in atto, ma già sufficientemente maturo da essere seriamente studiato e preso in considerazione. Cosa dimostra ancora? Che noi, la massa, individuo per individuo, dettiamo il respiro dello svolgimento delle tendenze di comportamento. Per questo motivo è tanto importante il controllo da parte dell’Antisistema. La crisi internazionale dovuta agli “errori” dell’economia drogata dal debito ha comportato una modifica nel paradigma in auge sul pianeta. Quanto sia voluto e quanto sia accaduto non è dato sapersi. Diciamo che esiste un piano nel piano nel piano; cicli superiori ed inferiori che si intersecano e determinano le evolventi che scrivono il futuro. Cosa ci indica ancora questa notizia? Che attraverso il nostro libero scegliere e non il semplice adattarsi, la massa sarebbe in grado di determinare la propria volontà ai fini della costruzione di un mondo migliore, più etico, morale, equilibrato. Tutto il "resto" si dovrebbe semplicemente adeguare. Ma cosa manca per far si che ciò avvenga? Che la massa sviluppi un senso di sé, una capacità di coordinamento, una modalità di intendere la Vita coesa, solidale, unitaria. Perché non può ancora succedere? Perché la massa è stata individualizzata, divisa, chiusa nei propri interessi, resa egoistica, separata dagli altri, senza fiducia, limitata nelle proprie capacità decisionali, annichilita. Non potremo, tutti noi, farcela senza un apporto “esterno”, senza un aiuto almeno in termini di “energia”. Occorre guardarsi dentro e comprendere che in noi esistono tutte le risposte ma, allo stesso tempo, necessitiamo di aiuto esterno perché, altrimenti, sarà molto difficile risalire la china. L’aiuto esterno dobbiamo però “meritarcelo”, infatti deve essere la risposta, il riflesso, di una nostra chiara richiesta e la conseguenza di una presa di coscienza e di responsabilità del nostro ruolo nei processi chiave di co creazione. Insomma, come dire che se non lo vogliamo o se siamo indotti a non volere il cambiamento, non lo avremo; saremo rispettati in questo, oppure avremo un cambiamento "pilotato" e fine a se stesso. Se, nonostante tutto, il cambiamento sembra fare capolino, anche se in termini solo di frattale, di esempio nel piccolo che rispecchia però le dinamiche delle grandi “manovre”, significa che il volere di una certa massa critica viene rispettato. La massa critica è pronta sul globo già da tempo. Lavora per tutta l’umanità. La massa critica è costituita da tutti quegli individui che hanno “compreso” cosa essi siano in “realtà”. Essi, un cuore alla volta, stanno lavorando sui piani superiori dell’uomo, al fine di manifestare fisicamente il potenziale della “nuova umanità” piuttosto che della “nuova normalità”. Coloro che si limitano a registrare gli accadimenti sociali, quando si accorgeranno dei cambiamenti in corso, li comunicheranno ai propri importanti clienti e, quest’ultimi, si adegueranno per causa di forza maggiore. Solo quelle aziende che comprenderanno queste dinamiche potranno pensare di sopravvivere e di avere un senso all’interno della danza della Vita. È solo una questione di tempo e, fatto non secondario, una questione di scelta globale da parte della massa. Da ciò si evince come sia importante sfuggire alla presa dell’attuale focus di pensiero imperante ed imperniato attorno al ruolo dell’uomo-predatore. L’umanità non è un virus per questo pianeta, ma rappresenta lo spirito di evoluzione e di integrazione con il “tutto”. Se l’aiuto in termini di “energia” sta spirando per noi dal Cosmo, significa che a livello di potenziale eterico l’uomo sta rispondendo alla “chiamata”, al “senso biologico e spirituale di stare qua. Noi, in ogni caso abbiamo ed avremo sempre il mondo che sceglieremo di plasmare consciamente oppure inconsciamente.
Ecco una riflessione pratica basate sull’osservazione di ciò che ci sta intorno. Mi preme far comprendere che questo fatto non devono essere usato per incolpare le aziende o la pubblica amministrazione, ma per far comprendere quanto ancora siamo “distanti” dall’equilibrio (il frattale da capire è: se una azienda mi tratta così “male”, quello è il mio riflesso, o meglio, il riflesso medio globale umano. Ok. Ho capito devo ancora lavorare su me stesso per essere il cambiamento che voglio vedere nel mondo”. Sino a quando quella azienda vedrà il mio nuovo modo di essere e lo interpreterà nei soli due modi possibili, adeguandosi oppure estinguendosi”).
Cosa indica secondo Voi questo frattale?

Alcool denaturato
Definizione
L'alcool denaturato è reso inadatto per uso alimentare e farmaceutico industriale mediante l'aggiunta di sostanze denaturanti. I denaturanti sono sostanze che vengono aggiunte generalmente ai prodotti cosmetici contenenti alcool etilico per renderli di gusto sgradevole. Gli alcoli denaturati sono designati con denominazione INCI “ Alcohol Denat.” . L'Alcohol Denat. è alcool etilico denaturato con uno o più agenti denaturati conformemente alla legislazione nazionale in vigore in ciascuno Stato dell'Unione Europea.

Composizione dell'alcool etilico denaturato destinato alla fabbricazione delle profumerie e dei prodotti cosmetici.
L'alcole etilico destinato alla fabbricazione delle profumerie e dei prodotti cosmetici di cui all'art. 1 della Legge 11 ottobre 1986, n. 713 deve essere denaturato mediante l'aggiunta, ad ogni ettolitro di alcole, delle seguenti sostanze:
a-Denatonium benzoato: grammi 0,8; alcool ter-butilico(TBA): grammi 78,8.
b-Dietil ftalato: grammi 500; alcool ter-butilico (TBA): grammi 78,8;
c-Alcool isopropilico: grammi 5000; alcool ter-butilico (TBA): grammi 78,8;
d-Muschio naturale o sintetico: grammi 39,5; alcool ter-butilico (TBA): grammi 78,8;
e-Timolo: grammi 500.
Le formulazioni di cui alle lettere a e b devono essere utilizzate per la preparazione delle profumerie alcoliche, quelle della lettera c per i prodotti liquidi e trasparenti ed in particolare per le lacche ed i prodotti per capelli, quella della lettera d per deodoranti creme ed altri prodotti per la pelle e quella della lettera e per prodotti per l'igiene dei denti e della bocca.

Denaturante utilizzato per prodotti per l'igiene dei denti e della bocca (dentifrici, collutori, paste gengivali, ecc....).
L'art 2 della 524/96 consente l'uso del denaturante di cui alla lettera e (Timolo: grammi 500) nei prodotti per l'igiene dei denti e della bocca. Il Timolo è classificato, dalla F.U. (Farmacopea Ufficiale) XI ed., tra le sostanze da tenere in armadio chiuso a chiave, tabella n.3 (chiamata comunemente tabella dei veleni).

La scheda di sicurezza MERCK relativa al Timolo, in accordo con la Direttiva 2001/58/CE e 1999/45/CE, riporta le seguenti indicazioni: ”Nocivo per l'ingestione. Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico”; tra le indicazioni tossicologiche sono riportate ulteriori informazioni: ”Dopo inalazione della polvere: irritazione delle mucose, tosse, dispnea. Dopo contatto con la pelle: ustioni. Dopo il contatto con gli occhi: ustioni. Dopo ingestione: irritazioni delle mucose della bocca, della faringe, dell'esofago e della zona gastrointestinale. Effetti sistemici: disturbi al SNC disturbi cardiovascolari. Effetto tossico su: reni, fegato. Effetto potenziato da: alcool etilico.
Fonte: http://www.salvelocs.it/alcool-denaturato.htm

Osservate il connubio “Timolo-dentifricio-scheda di sicurezza Merck”… sigh!
Una cosa da sapere: quando si legge una etichetta con gli ingredienti, l’ordine di apparizione degli stessi è determinato dalla loro rilevanza in termini di “peso” in percentuale contenuto nel prodotto esaminato. Il primo della lista è quello più presente. Leggete per favore le etichette. Ci danno una mano a capire.