giovedì 28 gennaio 2010

Giocare con "passione".






“Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”Emile Couè *
Questo “mantra” da ripetere 20 volte alla mattina, appena si apre gli occhi, ed alla sera, appena li si chiude, genera profondi cambiamenti nella persona che “recita”; occorre ripetere la frase pronunciandola con le labbra ma in maniera silenziosa, cioè come se stessimo parlando veramente a “qualcuno”. Si eviti di pensare mentre si “lavora”, in quanto la “particella” – da tutti i punti di vista – comprende “tutto”. Questa è una autosuggestione, ossia una suggestione autopraticata. Per suggestione si intende:

Una forma di comunicazione mediante la quale in un individuo - senza ch'egli avverta imposizione né comando alcuno, in assenza di razionale e libera scelta oltre che di consapevolezza - è indotta una convinzione, un pensiero o una condizione esistenziale senza che egli possa opporvisi né avverta la ragione di farlo neppure su altrui pressione. Tale processo - che può provocare modificazioni consistenti, permanenti oppure transitorie, sia nei processi psichici che nel comportamento - è usato anche nella pratica dell'ipnosi”.
Fonte: Wikipedia

Praticare la suggestione in maniera volontaria, ossia trasformarla in autosuggestione, è un metodo molto potente in grado di raggiungere l’inconscio. Una volta che la nostra “imposizione” si registra nei livelli profondi del nostro inconscio, inizia a “fruttare”. È infatti a quel livello che la nostra “forza” si viene a manifestare nella “fisicità” che “sentiamo” come reale, nella Vita di tutti i giorni. Ciò prevede che per l’individuo sia palese, accertato, chiaro, lampante, necessario, che è egli stesso a determinare il proprio futuro e che egli sia in grado di compiere questa “azione”. È un atto di fede. Proprio quello che le Sacre Scritture hanno “confuso” con la “fede” per Dio, trasportando il piano d’azione dalla persona-reale alla divinità-immanifesta e, con questo, contribuendo a separare inconsciamente prima e consciamente dopo, gran parte dell’umanità. Le religioni sono tutte manipolate dall’Antisistema, sono un frutto dell’Antisistema. Portano “verità” anch’esse, ma è più facile cadere irretiti dalle pericolose "variazioni" piuttosto che “trovare” quella porzione di verità celata tra le altre “cose”. Il lavoro effettuato sull’inconscio da parte dell’Antisistema è totale. Il risultato è la nostra separazione interna ed esterna. Il ritenerci soli, abbandonati, non compresi, umiliati, staccati dalle nostre dinamiche divine, lontani da noi e dagli altri. Il nostro inconscio è una “lavagna” sulla quale ciò che viene “inciso” si trasforma in “ordine del giorno”, viene automaticamente eseguito proprio come un software nella cabina di guida di una macchina. Riuscire ad entrare in questa “sala comandi” non è poi così difficile, se prima ci si è aperti un “varco” tramite una azione globale di indebolimento dell’individuo e, ormai, sappiamo benissimo in quali e quanti modi l’Antisistema ci riesca, vero? È assodato, almeno per me, che la volontà contro l’immaginazione alias inconscio non ha speranza alcuna di riuscire a condurre in “porto” un progetto  che sia uno. Per questo occorreva il controllo delle nostre profondità e del sangue umano. Il controllo oggi è totale; interno ed esterno. Tecniche, fiorite a posteriori, come la PNL vanno proprio in questa direzione, ossia utilizzando la medesima strategia messa in campo dalle forze dell’Antisistema, si va a deprogrammare le nostre memorie, il nostro sistema operativo, e poi lo si riprogramma volutamente. L’uomo è una scintilla divina, energia, luce, anima che s’incarna in un involucro in carne ed ossa: un avatar.
Tale corpo è soggetto alle leggi d’ogni tipo, universali ma anche terrene, tipiche del luogo in cui vive e si adatta. Il corpo per funzionare necessita alimentazione, del tipo inerente al proprio sviluppo spirituale e di consapevolezza, e di un insieme di programmi base da processare. Il frattale con il mondo dei computer non è un caso, accidenti. È l’esempio più lampante di come funziona il nostro “esoscheletro” a livello “base”; il computer è stato fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo:
  • immagine riferita ai processi di funzionamento interni
  • somiglianza, in divenire, riferita al mondo nascente o in grande evoluzione del mondo della cibernetica o dei robot
In questo, l’uomo, ha già dimostrato di avere creato una nuova forma di Vita, in maniera analoga e riferita alla propria “origine”. Un corpo è dunque un “robot” comandato dall’energia dell’anima; quando ci evidenziamo con il termine “Io” ci dovremmo identificare proprio con questa forma di energia e non con la “carrozzeria”. Quando siamo al volante della nostra vettura, noi siamo appunto “quelli al volante” e non “il volante, il motore, le gomme, etc.”. Perché in questa fase della comprensione riusciamo a dirimere la prospettiva mentre non riusciamo a comportarci in analoga maniera a livello più “profondo”? Proprio perché siamo stati “educati” o “coltivati” a crederci la “carrozzeria”. Se ci analizzassimo spontaneamente in questo senso, ossia percependo ed “indagando” tramite l’uso e l’osservazione dei frattali che ci costellano da mattina a sera, tutto sarebbe più “facile”. Stiamo ora parlando di processi datati, di una ipnosi di massa che parte da molto lontano, di un “piano” che rasenta la perfezione, anch’esso ad immagine e somiglianza con il Piano Divino. Anzi, direi che corrisponde al Piano Divino, ossia a quel meraviglioso progetto che ci vede protagonisti e che prevede una forma di autoeducazione al fine di maturare conoscenza, comprensione, consapevolezza, spiritualità evoluta, fiorita nella dimensione più idonea e difficile da padroneggiare; quella dimensione nella quale la dualità “confonde” e spegne il facile “entusiasmo”: la dimensione nella quale il genere umano ha dimorato nelle ultime migliaia di anni. Il teatro della Vita è un palcoscenico basilare per trasmutare il “brutto” anatroccolo in “evidente” cigno bianco. Un gioco serio. Quasi un paradosso che trova risoluzione proprio nella modalità di intenderlo: nel giocare con la Vita. Ogni bimbo e ogni cucciolo intendono, capiscono, hanno memoria profonda in loro dell’atto del giocare. Giocherebbero e giocano, in effetti, sempre. È per loro ovvio che la Vita dovrebbe essere identificata con la serenità di fare quello che si “vuole”. Giocare è lasciarsi andare, fidarsi della Vita e degli altri. Sentirsi partecipi con il “tutto”. Utilizzare la fantasia, l’immaginazione per costruire e distruggere interi cosmi. Ridere, piangere, divertirsi, appisolarsi, nutrirsi, appartenere, stiracchiarsi, sentirsi, ascoltarsi… Al bimbo manca solo la consapevolezza che si, dovrebbe, acquisire proprio "stando qua".
Questa proprietà del bimbo e del cucciolo è la rappresentazione della Vita vissuta dal punto di vista del cuore, l’organo principe della nostra trasformazione energetica-spirituale in corso. Questo organo non è una pompa di distribuzione del sangue nel corpo, tutt’altro. Ma bisogna sentire questa verità e nessuno ce la può imporre. Men che meno l’Antisistema che ci ha però imposto solo un’altra “verità”, la sua, quella che più gli fa comodo per il mantenimento dell’usualità convenuta e conveniente, il “suo” punto di vista “economico” in termini di sopravvivenza. Mera sopravvivenza dunque. O forse anche altro, come lo spostare la posta in gioco un tantino più in “su”, tanto che c’è! Tanto che è arrivato a questo punto. È come il programma antivirus che decide di prendere il controllo del computer, dimentico della sua funzione originaria, pretendendo anche la sua "diffusione" nell’intera “rete” ed il relativo controllo. Questo è un frattale tremendo da digerire, eppure “sento” che è talmente appropriato da risultare persino “evidente”. Il parallelismo tra le varie vicissitudini sociali e ciò che succede nei piani superiori dell’uomo è una grande fonte di ispirazione, d’investigazione, di analisi e riflessione. Un vero e proprio strumento di “lavoro” spirituale, una torcia disponibile nel buio della notte, del sonno, del sogno, dell’incubo, dell’incantesimo…
Per terminare le osservazioni da tenere ben salde ed evidenti, per quanto concerne il mantra” del Dr. Couè, ossia del praticare l’autosuggestione, occorre specificare la modalità con la quale ci si deve apprestare ad eseguire “l’esercizio” quotidiano:
  • con fiducia
  • con fede
  • con assoluta certezza che si otterrà quanto di desidera
  • senza nessuno sforzo, le parole devono fluire
  • le espressioni devono essere recitate con partecipazione interiore
  • senza particolari “intonazioni” se non il rimarcare, l’avere presente la sensazione che la particella – da tutti i punti di vista – è omnicomprensiva
Questo mantra recitato nei due momenti tipici in cui la “presa” dell’inconscio è più labile, permette di andare in profondità e scrivere sulla “lavagna”. È basilare che l’osservazione del mantra non sia effettuata con sforzo; deve essere una necessità, un piacere, un momento da godere e “sentire”.

“Non solo Dio gioca a dadi, ma li getta laddove non possiamo vederli”
(Richard Feynman)

Questa espressione fa comprendere come la scienza per “completarsi” abbia necessità di tornare all’unione originaria con la conoscenza totale. Il Creatore non gioca a dadi, ma se lo credi, ti ci potrai anche abituare a pensare che sia così. Cosa è un campo morfogenetico se non il raggio guida, il raggio traente, il programma naturale dell’essenza divina? Nulla è per caso…

"Famosa è la sua espressione "C'è moltissimo spazio in basso" - dove il termine "in basso" è inteso come il mondo al di sotto delle dimensioni molecolari. Qualche anno dopo Jean-Marie Lehn parafraserà Feynman con l'espressione "C'è ancora più spazio di sopra" indicando la strada al di sopra delle dimensioni molecolari verso la chimica supramolecolare".
Fonte: Wikipedia

Questione di punti di vista, di prospettiva, di uomini di scienza comunque perlomeno “miopi”.

“Quando sbocciano i fiori, le colline cantano…”
27 gennaio 2010 – ore 19.50 – Nahele, mio figlio di 5 anni.

* Per maggiori informazioni procurarsi "Il dominio di se stessi" di Emile Couè.

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