domenica 10 gennaio 2010

Il senso di stare "qua".








Vivere in Terra significa vivere secondo un “senso” spirituale; che questa spiritualità si fonda e coincida anche con una certo modo logico di pensare e di essere non è casuale. Le nostre paure materializzate, l’Antisistema, hanno provveduto sapientemente ad utilizzare quello che di logico c’è nello spirito per manipolare il flusso della co creazione ad opera dell’intero genere umano. Noi tutti crediamo nella forza elettrica, nel magnetismo naturale, nella gravità che costituiscono una trinità del tutto invisibile tuttavia manifesta nella propria “impronta” in termini di effetti fisici sull’uomo e sul contesto che lo attornia. Qualcosa ci ha indotti a credere a queste forme non visibili, qualcosa ci ha autorizzati ad utilizzarle perché affini al corso dell’evoluzione “oscura” in corso dettata dall’Antisistema. Parallelamente non sono state “riconosciute” altre forze invisibili che sottintendono alle leggi del creato, una su tutte la natura dell’etere, il cosiddetto quinto elemento, oppure le forze naturali energetiche che si sprigionano dal sole e che la Terra riflette. La legge d’attrazione e la “forma” olografica e frattale del tutto, costituiscono verità troppo scomode ed evidenti per poi essere nuovamente nascoste. Ma i tempi sono irrimediabilmente maturi. Quando agli inizi del 1900 l’umanità si diede una spinta quantica eccezionale in avanti, fiorirono i primi evidenti “segni” della vera natura del creato: fu dimostrato che tutto è energia. L’uomo evolse in tutti i settori dello scibile umano e scoprì che l’Inquisizione non aveva potuto bruciare “tutto” tramite i roghi secolari nelle pubbliche piazze. Nella figura contrastata di Einstein è riassunta tutta l’incredulità dell’uomo di scienza di fronte al crollo di ogni certezza dettata dalla lunghezza di una vita intera. Con la frase “Dio non gioca a dadi” egli manifestò il ritegno e lo stupore uniti insieme, dovuti al fatto che la natura subatomica della materia non risponda alle leggi ferree della “superficie”. Einstein aprì una porta che subito preferì richiudersi subito alle spalle. L’uomo di scienza si fermava sulla soglia della porta spalancata ad osservare esterrefatto ciò che la propria immaginazione lo aveva portato ad intuire, a vedere con occhi nuovi. E si sa che proprio nella diversità e nel numero delle genti umane, una porta oramai “forzata” non potrà mai più resistere ai fragili tentativi di apertura alla quale è sempre stata esposta. Una porta oramai evidenziata, segnata sulle mappe della navigazione dei “vascelli” umani ha il tempo contato, come le dogane che segnavano i vecchi e superati confini tra gli stati e gli imperi che non esistono più. Il flusso umano è inarrestabile. A volte percepisco l’Antisistema come un blocco che non permette l’apertura della porta della Vita all’intero genere umano che spinge dalla porta opposta, ma che vede l’Antisistema indietreggiare irrimediabilmente, strisciando i piedi nel fango, al fine di opporsi alla spinta sempre più grande da controbilanciare. La massa critica che spinge è sempre più sontuosa. Il resto del genere umano, un cuore alla volta, leva forza all’Antisistema e la aggiunge alla forza che deve contrastare. Le invenzioni che hanno potuto vedere la “luce” sono state permesse proprio perché, in questa lotta, l’uomo ha conquistato spazi sempre più avanzati. Ciò che non poteva essere ancora manifestato è stato nascosto tramite uno sforzo notevole delle forze oscure; per questo motivo Tesla, Reich, Ighina e moltissimi altri sono stati “esclusi” con le modalità più adatte per i tempi che li vedevano esistere. Ma questo sforzo notevole che l’Antisistema ha dovuto mettere in gioco, lo sta pagando proprio in questi tempi, in cui l’onda umana sta per debordare gli impedimenti e i blocchi schierati sul proprio cammino. L’Antisistema nasce da noi, dalla nostra paura, è una nostra creatura che ora vuole sopravvivere mantenendo il proprio “stile di Vita”. Ma in realtà ciò che le forze oscure auspicano segretamente è di essere trasmutate nella luce tramite di noi; per questo ci sono rientrate dentro. Il “gioco” è molto sottile e sfuggevole, eppure osservandolo da questo punto prospettico assai semplice. Ogni “aspetto” del creato auspica la nostra trasfigurazione a livello di genere umano, anche il “buio” che ha compreso che necessita della “luce”. Tutto è in evoluzione. Occorre tuttavia prestare sempre grande attenzione al nostro ruolo nel delicato puzzle in via di completamento, perché basta un tassello sbagliato per spingere avanti nel tempo la fine del senso spirituale della Vita sulla Terra. L’Antisistema il più delle volte ha il controllo del nostro inconscio, ha dunque ancora enormi carte da giocare. L’inconscio umano è un grande mago potente che, una volta programmato, è difficilmente attaccabile. Dalle nostre “fortezze” interiori che costituiscono dei reami che si oppongono al cambiamento, s’elevano eserciti di contraddizioni che confondono il senso del percepito. È dentro di noi che deve nascere il cambiamento. Il “nemico” siamo noi stessi. Tutto è allineato con il Piano Divino eppure tutto è talmente sfuggevole, provvisorio, temporaneo che può dare luogo ad ogni manifestazione evidente sul piano fisico. 
Al “dividi e impera” dobbiamo contrapporre “l’unisci e consolida”…    

“Ogni uomo è in potere dei suoi fantasmi fino al rintoccare dell'ora in cui la sua umanità si desta” William Blake.