mercoledì 6 gennaio 2010

A mio padre.






























Avete presente una qualsiasi storia che narra di fate e magia?
Avete presente le scintille provocate dall’agitarsi della bacchetta magica?
Ebbene, mio padre era per me come una di queste scintille…
Un nobile battito di vita,
una doppia elica coerente sino alle radici più nascoste,
        una primavera fiorita,
            un giocatore rispettoso dell’avversario.
 

Il mio pensiero intende raggiungerlo e ringraziarlo per ogni cosa.
La mia preghiera è energia della sua stessa natura.
Il mio ricordo non è un sentiero senza uscita,
è più una incisione che unisce due mondi divenuti diversi;
una sovrapposizione di speranza di ritrovarsi.

Al di là di tutto questo,
nascerà un nuovo mattino in cui ogni tempo sarà presente.
Oh! Gioia di una saggezza maturata con troppo ritardo.
   
Penso di sapere dove si possa trovare in questo momento: felice tra di noi.