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martedì 29 dicembre 2015

Anche un virus è arruolabile.






La commissione etica che mi ha giudicato dice di essere indipendente: ma chi paga i viaggi e il lavoro dei componenti di questa commissione? La Fifa...”.
Michel Platini
Chi controlla i controllori? E, dunque, possono mai esistere dei “controllori, superiori al giogo delle parti”?

“Qua, così”… no. Ad eccezione di SPS.
Una “piccola indagine”, che chiunque può mettere insieme anche solo limitandosi a leggere ciò che passa in Rete. Uno “schema” che si ripete da sempre e che per ricomprenderlo, basta anche solo limitarsi a spulciare qualche “scandalo” legato, ormai, indissolubilmente al passato, per via delle “prescrizioni” (ad esempio). Una “sostanza” che rimane immutata, nel tempo, nonostante “tutto”.
Una “memoria” troppo superficiale, per permetterti di “ricordare a fondo”…
Tre citazioni e poco (testo) altro. L'approfondimento lo decidi tu, eventualmente.
Da un lato – i soliti danneggiati, infrastrutturalmente previsti “qua, così”; dall’altro lato – i “soliti ignoti”, infrastrutturalmente predisposti “qua, così”:
sullo sfondo, la sottile compresenza – non manifesta – della Ragione fondamentale (Dominio), per la quale le “cose vanno esattamente dove/come devono andare, da millenni (sempre) nello status quo che si riattualizza in continuazione, per ‘tacito consenso’”.
   

venerdì 18 dicembre 2015

Se non vedi e non ricordi, non osservi e non interagisci.



La linea E sta sottoterra. Non va in superficie…”.
Time Out of Mind
Che cosa “non esce sino in superficie”?

Ciò che è “al di sotto di…”; alla “sua” radice. All’origine.
L’alimentazione della “forma (emersa)”.
Dunque, che cosa sai in/della superficie? Ciò che "vedi", studi (quello che altri hanno redatto), riconosci, ricordi, etc. Ma, non sai ciò che si annida al di sotto (dove per “sotto” devi intendere: a monte, prima di).
E non lo sai, perché non lo ricordi più.
Lo ignori, dunque.
E avendolo dimenticato, non lo sai. Per cui, consegui (qualsiasi sia l’origine celata alla vista). Da “qua”, puoi riuscire – se te ne accorgi, perlomeno (e SPS te lo sta rammentando da anni) – ad implementare nel “tuo” processo logico/razionale/intelligente/rinsecchito… anche la compresenza silente (Dominio), auto installata al di sotto della prospettiva superficiale.
Mhm… non ti sembra che, allora, la “forma del reale manifesto, abbia un po’ più ‘senso’”?
Ingiusta, rimane ingiusta ma… perlomeno – ora – sai il perché.
E, sapendolo, puoi persino (anche) mettere insieme uno straccio di intenzione, che sia sufficientemente originale (tua, lato tuo) da ritenere di aver finalmente “bucato il firewall ambientale, perlomeno nel senso dell’accorgerti di…
  

mercoledì 13 giugno 2012

Ignorare ciò che esiste, ma non si vede, fa diventare miopi.




Quanto conta e in che misura ‘pesa’ il fatto di ignorare l’esistenza del Mondo ‘non-Fisico’ o ‘non-Manifesto’?

Mediamente, la Massa non crede che esistano concretamente le cosiddette ‘Entità Sottili’. Esiste però la ‘superstizione’ o facoltà innate come l’intuito o la percezione sensibile, che avvertono in qualche maniera ‘non scientifica’ di un qualche fenomeno con il quale stiamo interagendo, volenti o nolenti.

La sensazione più logica e razionale è, tuttavia, quella di non dare molto ‘peso’ a certi warning, che i nostri centri sottili inviano alla ‘capacità elaborativa’ della Mente, la quale rimane 'settata' su una modalità abitudinaria programmata dall'intendere e dal volere 'indotto' nello/dallo scorrere del Tempo.

Il risultato concreto è questo paradigma, che ci contiene. Un paradigma per certi versi 'ispirato'.

Nel corso del Tempo, da sempre, ogni popolazione ‘terrestre’, ad ogni latitudine del Globo abitato, ha reiterato in maniera quasi ossessiva la convinzione dell’esistenza di un qualcosa in più, oltre alla normale e registrata presenza fisica umana. 

Interi 'Pantheon' di pseudo divinità sono stati scolpiti da individui assolutamente convinti della loro esistenza e capacità di interazione con il quotidiano umano. Una certa ‘letteratura’, poi, ha precisamente inciso nei lettori, l’assoluta precisione matematica di questo ‘qualcosa’ di estremamente influente sull’ambiente e sugli apparati costituenti l’individuo. 

Le Religioni di tutto il Mondo avvertono dell’esistenza di Entità ‘altre’, assolutamente capaci di influenzare l’operato umano: 

Entità di Luce o di Tenebra.

L’uomo non è solo; in lui vive qualcosa che può dimostrargli in ogni momento che egli ha la possibilità di elevarsi al di sopra di se stesso, verso qualcosa che già attualmente lo trascende e che andrà crescendo di vita in vita… 

Si chiama ‘iniziato’ chi ha conseguita la facoltà di distinguere fra di loro i diversi esseri ed eventi dei mondi superiori. L’iniziazione procura la possibilità di distinguere tra le diverse specie di Entità
La direzione Spirituale dell’Uomo e dell’Umanità – Rudolf Steiner

Quando si dice che ‘il Diavolo si nasconde nei dettagli’, secondo me, significa che mediante assunzione di una maggiore ‘attenzione’ o Consapevolezza, è possibile scorgere l’opera sottile, la direzione 'non-manifesto/manifesto' ad opera di ‘qualcosa’ che si muove su un altro piano dell’evidenza. Inoltre significa che mediante assunzione frattale del 'dettaglio', si ha la possibilità di decodificare sia il 'superiore' che il 'non manifesto', che molto spesso coincidono per 'senso'.

Non tenere in considerazione questa ‘possibilità’ della vibrazione energetica, equivale a sostenere, nelle 3d, che la Natura si ‘fermi’ ad un certo punto della sua espansione biodiversa. Come se la ‘catena biologica’ ad un certo punto s’interrompesse con noi. Come se ‘al di sopra di noi’ non esistesse più nulla di equiparabile al concetto di Vita umana, animale, vegetale, etc.

È logico che questa 'sintassi' venga descritta solo ed esclusivamente dal punto prospettico della specie umana, la quale ha la pretesa di ergersi al di sopra di tutto e tutti, probabilmente da ‘sempre’.

L’ignoranza di una specie o di un individuo permette loro di muoversi in uno stretto ambito della possibilità, tendendo a filtrare e ignorare tutto il resto. È una questione di lento abituarsi ad una verità di ‘comodo’. Probabilmente frutto di una interazione sottile non manifesta, atta a 'tagliare fuori' la propria ‘preda’ dal ‘ricco’ ambito dell’Universo interamente ‘dis-spiegato’, proprio come un fiore perfettamente fiorito.

È questa una perfetta strategia di ‘dividi et impera’, una sorta di ‘Blitzkrieg’ o di 'manovra a tenaglia', che poi i più grandi Generali strateghi hanno frattalmente fatto propria nel corso della Storia Militare Umana. 

La cosiddetta ‘ispirazione’ è un qualcosa di quasi ‘ambiguo’ dal punto ristretto da cui l’umano osserva il Mondo. Quale Natura essa possiede?

Questa proprietà energetica proviene da quel bacino inosservabile dall’attuale modello percettivo denso umano. È, cioè, il risultato ‘pratico’ di un’operazione globale e chirurgica, allo stesso Tempo, di ‘stralcio’ dello spettro del possibile o meglio del ‘ritenuto possibile’. È l’equivalente del perdere la vista progressivamente, nel senso del diventare miopi, nel durante della propria condotta esistenziale

Il ‘non vedere’ o il ‘vederci sempre meno’, corrisponde ad una certa ‘miopia’ della capacità di osservare il Mondo con occhi spirituali aperti e disposti anche al meravigliarsi invece che al solo impaurirsi e rifiutare od obbedire ciecamente alle imposizioni per/dello 'status quo'.

Tre uomini della sicurezza mi fermano sospettosi sui gradini: ‘Scusi, lei chi è?’. ‘Questo è palazzo Mezzanotte?’, rispondo con l’aria della turista. ‘Sì’. ‘Posso dare uno sguardo?’. ‘Solo nell’atrio’. Ok. Anche volendo, non potrei andare oltre. Per superare l’ingresso e accedere agli uffici ci vuole un badge. Oppure un appuntamento. Io non ho nessuno dei due. Ho provato ad ottenerlo, un appuntamento. Ma i tempi sono molto lunghi. Sarei riuscita a parlare con alcuni dipendenti non prima di luglio: 

ci voleva l’autorizzazione dei vertici, gli impiegati avrebbero dovuto ricevere istruzioni su che cosa raccontare e cosa no. ‘Rigidi protocolli di riservatezza’, mi ha spiegato l’ufficio stampa…
Link 
 
In maniera frattale l’essere umano ha creato una struttura ‘ordinata’, orientata dall’alto verso il basso, necessitante di ‘autorizzazioni’ a procedere, mediante opera illusoria/concreta di procedure di ‘sicurezza’.

La ‘sicurezza’ nelle 3d è solo l’ombra della ‘sicurezza’ sovradimensionale, la quale consiste nel preservare i meccanismi Celesti, relativi all’amministrazione della possibilità, veicolata attraverso i ‘cerchi’ del Libero Arbitrio e direttamente proporzionali al grado o livello di Presenza Consapevole raggiunta dall’individuo caratterizzante la Specie. 

Attraverso il Libero Arbitrio è conferita la possibilità di arrivare ‘sino a’, sin tanto che si è circoscritti da una certa qualità dell’esperienza. Ecco i loop o ‘anelli di contenimento’, all’interno dei quali ci si chiede, ad esempio, ‘è nata prima l’uovo o la gallina’

Queste riflessioni filosofiche creano, nel Tempo e nelle ‘personalità immature’ un vuoto dimensionale, molto simile a quell’effetto di smarrimento che si crea allorquando si legge o si ode una ‘Storia Zen’, della quale non si riesce ad agganciare un significato tangibile ed immediatamente trasformabile in senso pratico applicabile alla condotta di Vita.

Ignorare la presenza sottile applicata/vivente al/nel Mondo del possibile è come vivere coprendosi gli occhi e tappandosi le orecchie… la condotta di Vita che ne deriva è certamente manchevole di 'valore aggiunto', seppure ancora allineata col senso del 'Piano di Studi' individuale, perchè 'nulla è per caso' e qualsiasi via si accetti di percorrere, permette il ricalcolo del cammino, allo stesso modo di un moderno 'navigatore', il quale ricalcola e riadatta il percorso in funzione della 'scelta intrapresa dal guidatore rispetto alla rotta originale.  

Alla fine non è mai in dubbio il raggiungimento della 'meta', a prescindere dalla 'comodità' e dalla lunghezza del 'viaggio'.

A breve potrò produrre l’apporto esperienziale di un’Amica, la quale ha usualmente la facoltà di visione ed interazione con quelle presenze ‘altre’, che danzano tutt’attorno ad ognuno di noi, da sempre

Una realtà staccata da questo piano denso degli eventi, secondo un ‘Piano di Studi’, magari non immediatamente comprensibile, tuttavia certamente sensato e atto a condensare nel Tempo quella ‘bolla d’energia consapevole’ di essere qualcosa in più, rispetto al ‘come ci dipingiamo’ o al ‘come riteniamo di essere stati dipinti’.

Il prossimo appuntamento con la ‘crescita consapevole’, offerta da SPS, sarà questo evento, appena sopra accennato:

una testimonianza diretta dell’esistenza sovradimensionale.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

 

lunedì 30 aprile 2012

L’invisibile mano sul visibile.




Se fossimo concretamente convinti dell’esistenza di altre forme di Vita, caratterizzate da ‘intelligenza’ superiore alla nostra, come ci comporteremmo usualmente? Come diventerebbe il paradigma? Il Mondo ‘esterno’ come cambierebbe?

Pongo queste domande perché, la cosa certa, è che ci sarebbe un cambiamento. Come recita la pubblicità, Eraclito e Bob Dylan:

nulla è più certo del cambiamento.

Non ho ancora la sufficiente capacità, energia, forza, Tempo, totalità, per essere 'convincente' quanto basti per innescare un’onda di consapevolezza sociale a tal riguardo. Eppure, personalmente ne sono più che convinto: 

lo so; lo sento.

È come intuire e andare oltre alla gabbia dei sensi. Solo che quell’intuito, per come siamo divenuti, non è mai sufficiente per convincere nemmeno se stessi, figuriamoci gli altri. E perché dovrei tentare di convincere il Prossimo? Per senso di responsabilità? Per ‘dovere etico e morale’? Perché?
 
Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire’, si dice.

Se fossimo concretamente convinti dell’esistenze di siffatte forme di Vita e scoprissimo anche che 'esse vivono con noi'? Apriti o Cielo. Terrore. Paura. Dramma totale…

Penso che sia per questo che abbiamo accettato di ‘non vedere’. Molto Tempo fa sapevamo benissimo di questa forma di co esistenza e accadde qualcosa che ci fece ‘indietreggiare’ da un simile tipo di conoscenza. Fu ‘deciso’ a livello inconscio di ‘dimenticare’. O fu l’atto di un preciso Piano di azione delle Entità in questione con il 'benestare' di un qualcosa di frequenzialmente più elevato

Per me non fa differenza, perché l’esito è stato la creazione di questo Mondo 3d di Natura paradossale. Un Mondo che per ‘legge’ non può tenere tutto nascosto, che dialoga con ogni parte di noi, in ogni momento, e che è spinto a ‘dire la verità’ sempre e comunque. Ma questa ‘verità’ non è più compresa dall’umanità. 

Anche se giunge ad ogni livello frattale dell’interazione sensoriale e fisica, non è più sufficiente la sua decodifica 3d per permettere di sciogliere l’antico ‘voto di dimenticanza'. Perché? Perché, in realtà, è stato un atteggiamento necessario ai fini dello svolgimento del Piano Divino di  Conoscenza di Se Stesso.

Semplicemente ‘doveva accadere’ ed è accaduto.

Ora, andando SPS a descrivere questo ‘meccanismo’, va a descrivere il Piano Divino, che per sua Natura è ‘segreto’. Segreto perché prevede la propria conoscenza, la conoscenza del ‘lato oscuro’, attraverso la libera confluenza dello stesso nei piani ‘fisici’ della Creazione. Per far sì che questa dinamica accada, il ‘lato oscuro’ deve essere convinto di ‘godere della massima libertà d’azione’.

Infatti, tramite Libero Arbitrio, anche ad esso è stata conferita la possibilità di spaziare opportunamente nel tessuto dello Spazio Tempo.

La cosa assurda e persino ilare è che SPS gonfi il proprio Ego sino a tal misura, ritenendo se stesso come un effetto leva tanto importante ai fini dell’interpretazione delle parti in atto da Tempo smisurato. È come se SPS, asserendo questa verità, ossia facendo luce sull’esistenza delle Entità Parassite, possa intralciare i Piani Divini di auto conoscenza.

Ciò non corrisponde affatto ad un intralcio o ad un sabotaggio, ma semmai ad una provocazione. Ma una provocazione nei confronti di chi? Certamente degli umani

Il ‘lato oscuro’ è talmente intelligente e consapevole, da avere una visione nitida dello status energetico del ‘Tutto’, da garantirgli ampia possibilità di ‘godimento’ della situazione, sino a quando sarà materialmente ed energeticamente possibile. La 'grande recita' è affine soprattutto agli umani. Le Entità stanno semplicemente al ‘gioco’. Sono consapevoli

Anche se ignorano cosa sia realmente la ‘Luce’. Cosa si sappia e cosa non si sappia è una inquadratura ed un giudizio della Mente. Persino la vanità di SPS d’inquadratura di codeste Entità.

L’Unica cosa certa è che ‘esse esistono’. Tutto, attorno a noi, lo afferma.

E certamente non sto vaneggiando.

Virus fossili nel nostro DNA.
Nel nostro DNA, e in quello di tutti gli altri mammiferi, vi sarebbero tracce fossili di antichissimi virus che infettarono i nostri progentori all'epoca dei dinosauri.
 
È la sintesi di uno studio condotto dai ricercatori di Oxford, dell'Aaron Diamond AIDS Research Centre di New York e del Rega Institute in Belgio sul genoma di 38 mammiferi, tra cui uomini, primati, topi, delfini ed elefanti. 
 
Uno dei virus risulterebbe comune a quasi tutte le specie di mammiferi e secondo gli scienziati potrebbe aver infettato un antenato comune più di 100 milioni di anni fa. E un altro sembra aver colpito un antico primate, con il risultato che le tracce del suo passaggio sono arrivate fino a noi nel nostro DNA, ma anche in quello di gorilla e altri primati.
 
La maggior parte di questi virus avrebbe comunque perso la capacità di trasferirsi da una cellula all'altra, adattandosi a vivere nella cellula ospite l'intero ciclo vitale

sono i retrovirus endogeni.
 
Secondo Robert Belshaw, uno dei responsabili della ricerca, alcuni di questi virus sono così tanto diffusi tra i mammiferi da far ipotizzare a vere e proprie epidemie che in tempi antichissimi potrebbero aver fatto vere e proprie stragi.
 
E in effetti solo l'1,5 del nostro DNA servirebbe per codificare ‘la costruzione’ di un essere umano: 

del restante 98,5% non si conosce ancora la funzione, ma secondo i ricercatori una buona metà di questo sarebbe DNA iniettato nel nostro codice genetico da virus e parassiti
Link

L’inquinamento causa obesità.
Nel nostro ambiente ci sono molecole capaci di farci ingrassare. La conferma arriva da due studi indipendenti commissionati in Inghilterra e Francia che giungono al medesimo risultato: 

oltre allo stile di vita sbagliato e a cattiva nutrizione, nel nostro ambiente sarebbero presenti degli agenti obesogeni, molecole capaci di sconvolgere l'equilibrio ormonale di umani e animali portandoli verso l'obesità.

Le conclusioni dello studio commissionato dall'inglese Chem Trust a Miquel Porta dell'Istituto di ricerca Hospital del Mar di Barcellona e Duk-Hee Lee, professore della Kyungpook National University di Daegu in Corea del Sud, e quelle del rapporto francese ECOD puntano il dito contro i Pop, gli inquinanti organici persistenti come diossine, policlorobifenili o bisfenolo A BPA presenti negli insetticidi, nella plastica o nei lubrificanti.
 
La loro forte resistenza alla decomposizione ha permesso a questi agenti molto usati nei decenni scorsi di rimanere nel nostro ambiente a lungo. Basta pensare al famigerato Ddt, ormai penetrato a fondo in terreni che continuiamo a coltivare.
 
Le ricerche europee confermano quindi le conclusioni cui era giunto uno studio americano del 2006 che aveva coniato la parola obesogeno e potrebbero portare nuove speranze agli oltre 400 milioni di persone obese in tutto il mondo, una cifra destinata a salire. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, infatti, nel 2015 saranno 700 milioni le persone obese a livello mondiale e nel 2020 costituiranno il 12% della popolazione terrestre. Una piaga che la ricerca sta tentando di arginare con scarsi risultati.
Link 
 
L’invisibile mano sul visibile

Nel ‘Conosci Te Stesso’ mettiamoci anche questa apertura della prospettiva. Vedere meglio fuori per vedere meglio dentro e viceversa…

L'intensa foto di apertura di articolo è tratta da questo sito. Ringrazio l'Autore.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

martedì 17 aprile 2012

Due indizi che fanno una prova.




Cavolo. Leggevo delle porzioni di articolo di Salvatore Brizzi sulla rivista mensile ‘Oltre Confine – Cronache dai Mondi visibili ed invisibili’ del mese di dicembre 2011, e cosa trovo? 

Praticamente il pensiero di ‘fondo’ di SPS. 

Cioè, essendo io l’ultimo arrivato sul Web, sembra che abbia clonato il suo ‘sentire’…

Ovvio che ho scoperto Brizzi praticamente oggi. Sapevo della sua esistenza, ma non avevo mai letto prima d’ora, nulla della sua senzienza. Per cui, essendo assolutamente ‘trasparente’, mi spiego questa 'affinità a distanza' come una sorta di aggancio vibrazionale alla stessa frequenza, che trasmette un certo programma di divulgazione sul modello della tv satellitare

Quando Arguelles parla di ‘Noosfera’ intende proprio un concetto molto simile a questo, fra l’altro. Ossia una nuova fascia dell’energia, che circonda la Terra, come ad esempio la biosfera, però relativa alla mente della Terra. Una fascia direttamente attinente alla presenza evolutiva del genere umano sulla Terra stessa, in quanto formante una 'struttura tessutale' molto simile a quella frattale che pervade ogni ambito della Creazione, come ad esempio:
  • apparato radicale delle piante
  • struttura ramificata dei fulmini
  • struttura neuronale del cervello
  • struttura compositiva del Cosmo
  • struttura compositiva delle strade del Mondo
  • struttura direzionale dei corsi d’acqua.
È la prospettiva che permette al ‘disegno’ di emergere.

Nessuno è un clone di nessun’altro. Siamo bio-diversi. Le differenze tra SPS e Brizzi esistono eccome, stiamone assolutamente certi, però quello che m’importa maggiormente è il corpus del messaggio che è stato ricetrasmesso nella densità delle 3d. 

Un corpus inerente alla presenza di entità 'non manifeste', fisicamente nelle 3d, ma in grado di ‘piegare la volontà' delle Masse nel co creare un ecosistema adatto proprio per la forma di abitudine alla sopravvivenza inerente al 'non manifesto'.

È logico che queste entità si muovono nell’ignoranza, nella cecità, nella Paura, perché non esitano a condurre al sacrificio estremo di un intero essere vivente come la Terra, pur di continuare a sopravvivere sulle frequenze manchevoli della ‘propria conoscenza’.

Sta all’umano ‘risvegliato e consapevole’ aiutarle a mutare frequenza esistenziale. Pur avendo, esse, un ruolo ed uno scopo nel più alto Piano Divino, uno scopo relativo anche al genere umano nel proprio cammino individuale e globale, esse necessitano alfine di essere comprese e ri comprese nel campo energetico degli osservatori... noi.

Basta con la ‘guerra separativa’, ad ogni livello…

Spetta a noi capirlo e farlo capire anche a chi ignoriamo possa esistere. Tutto ciò richiede un grande 'impegno' e una 'fede' monumentale; fede in se stessi e nel 'senso' dell'Universo.

La canonica domanda - ‘siamo soli nell’Universo?’ - è solamente un frattale della domanda più diretta - ‘siamo soli dentro di noi?’. 

Il dentro è il fuori, e viceversa, nelle 3d, ma nel sovradimensionale lo è un po’ meno e le ‘cose’ sono un po’ più accorpate. È nelle 3d che emergono polarizzate e dualizzate, in maniera tale che l’umano le possa vedere e farle sue in termini di comprensione.

La 'lavagna delle 3d' è tale perché è inerente alla sua funzione o destinazione d’uso nell’ambito del ‘Piano di Studi’ individuali, di cui la scuola è il diretto frattale.

Esistono da sempre umani che non hanno perso la capacità di vedere il ‘non manifesto’. La cosa interessante è quando uno di questi umani lo veniamo a conoscere direttamente, come è successo a me e a mia moglie con la cara Amica Francesca

Come ci relazioniamo con questa dimensione che emerge per ‘bocca’ altrui? Con questa dimensione che ‘si sente’ ma che ‘non si vede’?
 
Con questa dimensione che 'so esistere', perché ne leggo le tracce un po’ dappertutto nel Mondo 3d tramite Analogia Frattale, ma che ancora non riesco a decifrare attraverso i sensi rimastici per ispezionare questa realtà fisica. 

Beh, posso scrivere come mi relaziono io:

come se l’altro/a, ‘che vede’, sia in realtà io, nella misura in cui ho chiesto espressamente di ‘vedere’ pur non essendo ancora pronto ‘da me’ per farlo. Quindi, Francesca, è come se fosse la risposta alla mia insistente domanda

intendo 'vedere'.

È Ego? È attaccamento? È mentalismo?

Non m’importa cosa, gli altri, vedano ed interpretino nel mio modus operandi. Il mentalismo rifletterà, allora e in quel caso, entrambe le parti osservanti. Cerchiamo di esserne consapevoli, piallando il giudizio, pur contemplandolo nella funzione di segnale riflesso.

L’osservazione mette un po’ di se stessa nell’osservato.

È una legge già rivelata anche dalla Scienza più libera e avanzata. Tutto ciò su cui posiamo lo ‘sguardo’ viene polarizzato dalla nostra funzione d’onda. Tutto ci descrive e compete.

In assenza di giudizio o supposizione potremo vedere noi stessi nell’altro, altrimenti entreremo in una camera degli specchi senza saperlo e vivremo di conseguenza:

vivremo di distorsioni del segnale riflesso, come in un caleidoscopio allucinatorio.

Quello che mi preme ‘fare’ è ‘chiedere’ l’emersione di una funzione comportamentale, densa/pratica, da applicare usualmente nella Vita di tutti i giorni:

non un insieme di altre regole o leggi, né un codice interpretativo, bensì un modello fisico, concreto, solido, palpabile, di comportamento nelle 3d. Un ‘simbolo’ concreto del modello sovradimensionale. La saggia e profonda frase di Gandhi, ad esempio, descrive alla perfezione questa mia intenzione, ma è solo ‘il primo rigo’ della conduzione comportamentale:

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel Mondo.

Perché? Si chiederanno i più. O forse non se lo chiederanno, perché pensano già di saperlo, in questa società della superficialità. Infatti, a ben pensarci, questa frase esprime un punto prospettico come già ‘conosciuto’ in profondità, come un’eco antico, come un suono amico che però non riusciamo poi a mantenere stabile nel durante del nostro cammino pratico.

Questo 'sapere senza coerenza', senza pratica, incide nelle 3d forme pensiero molto pericolose in termini di mancanza di equilibrio.

È molto simile al sognare i ‘massimi sistemi’ e poi al risveglio essersi dimenticati tutto, se non fosse per quel certo ‘sapore’ che ci è rimasto in ‘bocca’… ancora per qualche minuto, ora o mezza giornata.

La frase di Gandhi è semplice e meravigliosa e ci sembra di sapere cosa identifichi in noi; ‘Ah, sì. Gandhi. Un grande. Davvero… Che si fa questa sera?’.

La modalità da Tg imperversa. Ad una notizia, colorata di ‘dramma’, ne segue una di altra intonazione, ma talmente incalzante da disarcionare l’essere dalla propria emozionalità.  

Tutto progressivamente perde di senso come se ‘non fosse vero nulla’.

Rimane però, anche in questo caso, il ‘sapore’ di una certa negatività che avvolge Il Mondo, che non possiamo in nessuna maniera cambiare. Rimane, per cui, un senso di impotenza manifesta nella Vita usuale, che sfocia in:

rassegnazione temporale.

Ormai esistono termini per inquadrare tutto e tutti. Esprimere punti di vista come quelli presenti in SPS, equivale ad essere polarizzati dal giudizio di parte, ma SPS non è inquadrabile in nessuna classificazione, essendo per sua Natura – multidimensionale – per cui anche ‘concreto’, come avremo modo di vedere nel corso del futuro:

unire astratto e concreto è assumere le fattezze di un 'simbolo'.

Il motto più autentico Antisistemico è:

anche se posso affermare onestamente di averti detto la verità, magari ho tralasciato… qualcosina.
Bilbo Baggins – Lo Hobbit

Che cosa ‘hanno tralasciato di dirci’? Quello che abbiamo accettato di ‘dimenticare’, ovviamente. Quello che progressivamente sta ‘tornando a galla’ e che ‘molti’ già iniziano a sentire ed alcuni a vedere…

Il caso non esiste.

Dipende da noi.

Brizzi e SPS: due indizi che fanno una prova.

* Il divertente fumetto riportato in apertura di articolo è tratto da questo link. Ringrazio gli ideatori.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

venerdì 2 marzo 2012

L'unica soluzione.




Per il 'livello' raggiunto nell’attimo presente, gli individui, ognuno di per sé, rappresentano il concetto esistenziale colorandolo del frutto del proprio cammino

A livello biodiverso le specificità sono all’ordine del giorno, essendo ognuno di noi ‘unico’. 

Eppure viviamo tempi in cui le tendenze imposte sottili spingono verso una ‘comunione massiva del ‘comportamento’, funzione dello status interno formato dall’azione delle credenze, dei convincimenti, del ‘film’ personale alla luce di quello ‘ispirante’.

L'unica spiegazione possibile, per me, consta nel riflesso frattale dell'Uno, da cui proveniamo ed a cui tendiamo...

È complesso cercare di descrivere fenomeni 'attorcigliati' attorno ad assi diversi, eppure 'simili', alimentati dai loop del ristagno energetico e della conservazione energetica. Ciò che è un vizio è allo stesso tempo una virtù e viceversa

dipende dall’entropia o ‘Conoscenza di Sé’, che il singolo osservatore ha raggiunto. Il tutto è un gioco vettoriale sensibile alla consapevolezza umana.

Le forme pensiero dirette verso un dato individuo producono effetti ben determinati, i quali o si ripercuotono parzialmente sull’aura del ricevente, aumentando così il risultato totale, oppure ne vengono respinte. La forma di un pensiero di amore o di protezione, diretto con forza verso un essere amato, muove verso l’oggetto e rimane nella sua aura quasi come scudo, come agente protettore.
 
Tale forma pensiero cercherà tutte le occasioni per rendersi utile, per proteggere e difendere, e ciò non per atto di volontà propria, ma in ubbidienza cieca all’impulso che l’ha creata; avrà inoltre il risultato di rafforzare le correnti benefiche che circolano in quell’aura e d’infiacchire quelle malefiche che potrebbero eventualmente trovarvisi.

Così possiamo creare a mantenere dei veri Angeli custodi presso coloro che amiamo…
A.Besant e C.W.Leadbeater - Le Forme Pensiero
 

Il Mondo dell’invisibile è quello da cui s’irradia la ‘decisione energetica’ che s’imprime nelle 3d. Il ‘controllo’ veicola lì i propri intenti, ben sapendo che a cascata si diffonderanno nella società, perché l’humus sociale è stato opportunamente reso affine tramite una sua ‘preparazione’ indotta, conscia e inconscia, nel reame del tempo deviato.

H.P. Lovecraft allude a certe entità che hanno il loro essere ‘non nello spazio a noi noto, ma tra loro. Essi passano tranquilli e primordiali, senza dimensioni e per noi invisibili’.
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Qual è l’etimologia del termine ‘deontologia’?

Dal greco ‘deon’: necessità, convenienza; ‘deontos’ : dovere.

Deontologia professionale.
‘È l’insieme delle norme e delle regole della condotta professionale, espressione dei valori propri di una professione, generalmente raccolte in un codice deontologico, vero e proprio dettato normativo o raccolta di indicazioni dell’agire del professionista’.
Link

Questa espressione, derivante dall’osservazione delle professioni, è una fredda e logica programmazione di Natura ‘indiretta’; se leggiamo bene le singole parole possiamo comprendere l’assoluta astrazione, del loro senso individuale e comune, rispetto ai ‘valori umani’ solo appena sfiorati, fatti intuire, scritti in maniera illusoria

In realtà non si parla mai di ‘esseri umani’ ma di ‘indiretti riflessi’. 

Si allude ad un qualcosa di molto simile ad un programma e, dunque, alla clonazione degli 'osservanti', secondo una programmazione mirata, diretta e precisa. La parola ‘deontologia’ riassume in sé il concetto della ‘conveniente necessità come dovere’:

un ‘dovere’ imposto da una programmazione che si ‘assorbe’, volenti i nolenti

Gli ‘Albi professionali’ filtrano opportunamente coloro che optano per altre strade, secondo biodiversità, impedendo loro di entrare a far parte di un ‘club per soli convinti', per individui in cui la programmazione ha avuto ottimi effetti. 

La massa deve ricercare le figure professionali all’interno di questi ‘Albi’, autorizzati dalla legge sociale. Esserne al di fuori diventa una scelta coraggiosa, scambiata molto spesso per ‘ingenuità’ dall’esigenza 3d di sopravvivere.

C’è un potere nascosto che ispira in continuazione il comportamento umano. Sino a quando non lo capiremo, un Cuore alla volta, la Vita sarà sempre ricondotta ad una ‘lotta sociale’, in luogo di una ‘coralità sociale’.

Come in alto,
così in basso,
e come in basso,
così in alto,
per perfezionare
le meraviglie dell’Uno…
Ermete Trismegisto

Verso la bancarotta: disoccupazione Italia 9,2%.
L’Italia non è la Grecia. Sono d’accordo l’Italia non è ancora la Grecia, peccato che i blogger hanno una certa memoria e ciò che oggi sta accadendo in Italia è esattamente quanto avveniva 18 mesi fa in Grecia.
 
Esattamente come in Grecia 18 mesi fa: 

abbiamo una classe dirigente, politica, confindustriale e sindacale che si rifiuta cedere il potere, il premier Monti è solo un’altra incarnazione a garanzia del sistema parassitario italiano fondato sulla spesa pubblica...
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L’utilizzo del termine ‘parassitario’, riferito allo status quo, da parte di un’altra fonte estranea a SPS, è quantomeno bizzarro. Forse la forma pensiero di SPS inizia a diffondere la propria presenza in quelle ‘zone’ più affini dell’energia

L’accostamento di un simile termine non è affatto casuale e deve la sua collocazione temporale all’effetto sincronico del ‘senso’ di SPS in questo momento particolare della co scrittura della realtà tridimensionale.

Se sostituiamo il termine ‘Sistema’ con quello ‘Antisistema’, il gioco è fatto. Perché? Perché noi siamo installati in uno Scenario 3d che abbiamo polarizzato negativamente per ‘convenienza’. Ma convenienza di chi?
  1. in primo luogo delle entità parassite che ne hanno necessità per sopravvivere
  2. in secondo luogo perché doveva accadere.
Il tutto alla luce della verità espressa dall’affermazione che:

il caso non esiste.

Non è casuale che sia successa questa 'invasione', ma non è nemmeno casuale il motivo che si cela oltre alla cortina non manifesta di un simile dominio sottile. Se ribaltiamo il tutto a 180 gradi vedremo il potere parassita come frutto della sua opportunità, ma se ribaltiamo ancora di 180 gradi vedremo il potere del Piano Divino come frutto dell’intenzione del Creatore di ‘Conoscere Se Stesso’.

Un ribaltamento di 180 più 180 non equivale ad un unico ribaltamento a 360. 

Non equivale al ‘non spostamento’, ma equivale ad una rotazione sensata per tappe, molto simile alla risoluzione del ‘Cubo di Rubik’.

Seguiamo questa bella vicenda relativa ad  un computer alla portata di tutti. Stiamo ad osservare come le grandi multinazionali globali reagiranno al possibile pericolo, per il loro dominio, relativo alla diffusione di buone macchine  ad un costo ‘fuori scala’ per le logiche di sopraffazione altrui dettate dalla deontologia professionale:

vero PC a 35 dollari? Successo immediato.
Raspberry Pi è un microcomputer inglese che costa solo 35 dollari. È in commercio da poco più di 24 ore e già è diventato un oggetto di culto. 
 
‘È perfetto a scuola, ma non sfigura neppure come media center low cost’.
 
Un nobile intento. Ci sono voluti oltre 5 anni per poterlo vedere finalmente all’opera, ma ne è valsa davvero la pena. La Raspberry Pi Foundation è nata a Caldecote nel lontano 2006, con l’intento di - citiamo lo statuto - 'promuovere lo studio dell'informatica e di argomenti correlati, soprattutto a livello scolastico, e di riportare uno spirito di divertimento nell'apprendimento del computer'. 

Da allora, è stato un susseguirsi di progetti e test, che quest’anno ha portato alla nascita dei primi due modelli commerciali. 
 
Il modello B.  Da ieri, mercoledì 29 febbraio, nelle principali catene di elettronica del Regno Unito è possibile acquistare il Raspberry Pi modello B alla modica cifra di 22 sterline, un PC perfettamente funzionante, costituito semplicemente da una scheda madre con un chip che riunisce un processore ARM11 a 700 MHz, un acceleratore grafico VideoCore IV e 256 MB di memoria SDRAM. Dispone, tra l’altro, di un’uscita HDMI per poterlo collegare a qualsiasi monitor o TV di ultima generazione , un paio di porte USB 2.0, una scheda di rete e un lettore di memory card di tipo SD. 
 
Ma come funziona? All’utente finale spetta il compito di completare il PC, con tutte le periferiche necessarie per il suo funzionamento e, soprattutto, con il sistema operativo. La fondazione consiglia di installare una qualsiasi versione di Linux o di RISC OS, entrambi gratuiti e testati con successo nel modello in questione

Giusto per farti un’idea, un Raspberry Pi modello B configurato correttamente regge il confronto in termini prestazionali sia con il più blasonato iPhone 4S, ma anche con tutti quei dispositivi che utilizzano una CPU Tegra 2 di Nvidia
 
Altri modelli in arrivo. Entro qualche mese, verrà distribuito anche il modello A, che si differenzierà dal B soltanto per l’assenza della scheda di rete e per il quantitativo di memoria dimezzato - monterà solo 128 MB - e costerà appena 25 dollari. 

Successivamente, arriverà una sorta di bundle, che comprenderà il modello B, insieme a mouse e tastiera wireless, una memory card SD con una distribuzione Linux preinstallata, un adattatore Wi-Fi e un alimentatore Micro USB.. . già, perché si alimenta come un comune cellulare. Il tutto a meno di 80 dollari
 
Media center low cost. Considerato il prezzo di vendita, non esiste istituto scolastico in Europa che non possa permettersi i computer Raspberry Pi, sia per gli uffici che per i laboratori degli studenti. PC con questo potenziale, inoltre, possono tranquillamente approdare nei salotti delle nostre case, magari sotto forma di media center low cost. 

E, viste le file davanti ai negozi che li espongono, è evidente che non siamo gli unici a pensarla così.
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Bella iniziativa che, tra l'altro, mette in luce il 'vero guadagno' delle multinazionali e a quanto ammonti il 'vero costo'. Arriverà anche in Italia? Come reagirà l’Antitrust e le Istituzioni? L’Europa e il Sindaco di Paese? Non resta che attendere gli sviluppi, ma attenzione… il rischio per la massa è quello di dimenticare per induzione esterna. In che modo? 

Spostando l’asse dell’attenzione verso 'altro', non diffondendo il messaggio promozionale, escludendo questa azienda dall’Albo professionale da cui la massa attinge a livello di ‘bontà’. Ne sentiremo ancora parlare fra quindici giorni? E fra un mese?
 
Il tempo è un velo o un’evidenziatore…

Nel 2001 avemmo l’opportunità di incontrare il famoso astrofisico russo Alexey Dmitriev. José studiava le ricerche di Dmitriev fin dal 1997 - specialmente i suoi studi sul modello dell’universo al plasma e le sue ricerche eliosferiche; due anni prima, aveva pubblicato il 7:7::7:7, la Rivelazione del Telektonon, una pratica di compressione frattale del tempo basata sul modello dell’universo al plasma di Dmitriev unificato con la Legge del Tempo...
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Frattali e parassiti, machine a basso costo, il Cubo di Rubik…

Calcolo combinatorio e possibilità alla luce di un’unica soluzione. Tutto il resto è… opportunità.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com