Indica qualcosa di smisurato, enorme, o di una gravità ed entità spropositata…
L’AntiSistema l’oro (“Dio”). No?
“Vincere e vinceremo…”.
Benito Mussolini
“Venni, vidi, vinsi…”.
Caio Giulio Cesare
Sempre “Italia”.
Lo vedi il “tempo” utilizzato per comunicare? Futuro semplice Vs passato remoto = deve ancora succedere Vs è già successo. Ergo, il deve ancora succedere, se non è continua a succede_Re, bè… non è l’è già successo = verrà impedito ad ogni costo, perché si riferisce al ritorno di Te.
Se è il continua a succede_Re, verrà “esaudito” dallo status quo (qua, così).
“Vincere non ha alcun significato se qualcun altro non perde… Questo mondo è proprio come quello là fuori, un gioco. Si deve combattere, conquistare, vincere…”.
L'uomo in nero – Westworld
Questo “uomo” si sbaglia(va): è già successo tutto (qua, così), anche se è “tutto”. Cioè, “combatti, conquisti, vinci…” ma (ma) è il continua a succede_Re, la differita, il continuo “bis”, il moto(del)Re che si avvale (anche) di “te”:
l’AntiSistemico x (Sua) Eccellenza, l’ecodominante o l’oro (“Dio”).
Comunque sia, è… davvero un giogo: e qualcuno si è abituato a continuare a vincere, avendo già vinto. Dunque, la partita è truccata. A meno che… ritorni f(Te).
Cosa vuol dire? Chiedi a...
Cosa significa:
è portante quando ti accorgi sostanzialmente e
di conseguenza
inizi ad auto rammentarti di Te, sfericamente.
E se sei “solo un robot”? Bè, non importa data la “favola” di Pinocchio. No? Ci sei? Questo è il potenziale (contemporaneo) di cui godi continuamente, in qualsiasi f-orma “te” sia caduto, persino nel non importa “dove, quando, come, perché…”.
“Noi giochiamo con la stregoneria. Pronunciamo le parole giuste e creiamo la vita dal caos….”.
Dr. Ford – Westworld
Noi: loro (“eletti”) y l’oro (“Dio”).
Giochiamo: sappiamo, conosciamo perché ricordiamo non visto che è già successo.
Stregoneria: funzionamento del SO “Terra” o I-Ambiente (legge, strumento, memoria).
Pronunciamo: la tecnologia è a comando “verbale”.
Parole giuste: ordini, decisioni, etc. pronunziati verso qualcosa che “attende” al fine di “esaudire ogni desiderio”.
Creiamo: mediante l’atteggiamento (“linguaggio del corpo”) si emette l’input, che si trasforma in terra-in-formazione by la macch-in-azione.
Vita: “mercato”.
Caos: qualcosa, come una sorta di mare magnum, da cui estrapolare una f-orma esatta ad immagine e somiglianza dello “ordine” impartito o desiderata.
Nel primo Avatar, loro (“eletti”) arrivano su Pandora per… Quando non riescono ad avere la meglio direttamente, si infiltrano attraverso gli “avatar”:
ancora trojan; fantasmi, spettri, alieni, etc.
Mentre x l’oro (“Dio”) è diverso sostanzialmente: la trasformazione da loro a l’oro consiste nel non esiste_Re; esserci = è già successo tutto, anche se “tutto” (per via del potenziale contemporaneo). Quindi, quando su “Pandora” i nativi smettono di essere al corrente (ricordare) della d l’oro com-presenza, si auto de-limiteranno a c®edere a “Dio” (Eywa).
Mentre, sintanto che i nativi combattono con loro (“bravi”), bah… non potranno “bollire a fuoco lento”, risultando sempre combattivi, guerrieri, fieri, etc. ossia, molto pericolosi.
Questo, quando loro non sono ancora l’oro (“Dio”).
Mentre, quando loro diventano l’oro (“Dio”), i nuovi loro (“eletti”) serviranno per alimentare la distrazione o il “caos”, che ricopre ogni livello della gerarchia “inferiore” rispetto al vertice/vortice. È un po’ come assumere la visione dell’Olimpo sopra alle “nubi” che ricoprono tutto il paesaggio.
La rivelazione, in-somma.
In un mondo siffatto, è tutto già successo. Qualcuno ha “vinto”. E, di conseguenza, tutto è-voluto, essendo il d l’oro-scopo.
La parola “indipendente” nel contesto dei media dovrebbe essere intesa come “invece che dallo Stato, è pagato da qualcun altro”…
Ry-Bar
“Non m'importa di come ammazzerete quei vermiciattoli, purché lo facciate. E subito!...”.
Crudelia De Mon
De Mon = Demon, alias, Demo(o)n:
che pro-viene dalla (e/o indica la) “luna”, ossia da Oltre.
Da, “Oltre il monte, dove c’è un gran ponte…”. Non lo sai, perché non lo ricordi. Ergo, non esiste – x “te” (qua, così) – anche se c’è.
L’uomo in nero è sempre molto slanciato ed alla moda, perché “il nero va su tutto”.
“Nessun altro la vede, questa cosa in me… Appartengo a un altro mondo…”.
Uomo in nero
Proprio come in Avatar.
All’inizio di Westworld, egli ci appare come uno spietato e sanguinario villain. Vestito completamente di nero, veniamo a sapere che questo misterioso uomo visita il parco da ben trent’anni, seminando terrore e violenza tra i robot residenti. In particolare, l’Uomo in Nero si accanisce contro Dolores… docile ragazza di campagna. Con un emozionante colpo di scena, alla fine della prima stagione scopriamo che l’Uomo in Nero è in realtà William… un giovane recatosi a Westworld per la prima volta trent’anni prima, insieme a suo cognato Logan... Per metà della stagione, la vicenda di William ci viene narrata parallelamente a quella dell’Uomo in Nero e il pubblico non sa (anche se gli indizi sono molti) che si tratta in realtà della stessa persona, la cui storia è narrata su due piani temporali differenti. Il giovane William è un uomo buono, onesto, puro; persino nel suo abbigliamento, dai toni chiari, non può che contrastare con la personalità dell’Uomo in Nero. Eppure, questi due individui, apparentemente agli antipodi, sono in realtà uno solo. Com’è possibile? Durante la sua prima visita a Westworld, William si innamora della bellissima Dolores. Incurante della natura non umana della ragazza, è deciso a portarla con sé nel mondo reale. Eppure, a Westworld, luogo in cui gli esseri umani possono compiere le più atroci e perverse azioni senza temere alcuna conseguenza, in William si risveglia qualcosa. Una “macchiolina di oscurità…”, come dirà in seguito. Quel mondo, lontano da convenzioni sociali e familiari, gli fa conoscere la vera natura del suo Io: un individuo in realtà egoista e crudele. La trasformazione sarà completa quando egli si renderà conto di non poter possedere il cuore dell’amata Dolores, la quale, in seguito ad una riprogrammazione, si dimenticherà completamente di lui e del loro amore. Quello di William a Westworld non costituisce però un cambiamento, ma una vera e propria epifania. Per tutta la vita, egli aveva sempre finto, recitando, più o meno consciamente, la parte del bravo ragazzo. A Westworld, però William scopre finalmente se stesso. E così farà, per trent’anni, vivendo una sorta di doppia vita. Una maschera nel mondo reale; la sua vera natura a Westworld…
Link
L’uomo in nero, che fa da sempre paura ai “bambini”. No?
Pitch Black (l'Uomo Nero). È l'antagonista principale del film. Pitch incarna la paura, la solitudine e il dubbio. Il suo obiettivo è far smettere ai bambini di credere nei Guardiani, sostituendo i loro sogni d'oro con incubi e terrore per conquistare il mondo…
Pitch Black è un sottodomino “eletto”, poiché nella sostanza (qua, così) è già successo. Contemporaneamente, è anche la Verità, seppure “verità” = il Log di Macchina che ricorda tutto, perché è un registro dati (memoria) agganciato a chiunque (qua, così) che, conseguentemente, è percorribile anche all’inverso, diventando una sorta di “sveglia” sempre programmata per raggiungerti non importa quale tipo di “trasformazione” ti sia già toccata in “sorte” (qua, così).
“Ma io non sono come gli altri, per te ho progetti più importanti, Luna…”.
Gianni Togni
“Tu sarai la luna che non c'è…”.
Andrea Bocelli
“Nessuno c'è riuscito mai, a farti fare qualcosa, quando tu non vuoi…”.
Pooh
“Non voglio mica la luna…”.
Fiordaliso
L'ultima luna è una serie di lune sotto cui il mondo vive, tra disperazione ed emarginazione…
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De-Mo(o)n = l’uomo nella luna (Oltre). Ancora lo stesso f-attore:
Truman Show docet. Christof.
Il professor Robert Moon, che ha lavorato al Progetto Manhattan…
Thales Alenia Space ha la fortuna, anzi il privilegio, di essere uno dei maggiori industriali a bordo del Gateway, la futura stazione spaziale lunare, e uno dei pilastri del programma Artemis della Nasa, che prevede il ritorno di equipaggi sulla Luna entro il 2024…
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Bè. Ops! “Sed fugit interea, fugit irreparabile tempus...”. No? “Tutto scorre…”. E “tutto si trasforma…”.
Artemis: dea della caccia e della luna…
L'obiettivo di sbarcare “la prima donna e il prossimo uomo” sulla Luna, in particolare nella regione del polo sud lunare entro il 2028… (toh! Sono in “ritardo” perfetto = hanno “aggiornato” il programma). E quanti “incidenti” stanno succedendo continuamente. Anche alle società private. Un po’ ovunque nello “mondo intiero”. E quelli che sono riusciti a mandare navi sulla superficie lunare?
Ridicoli. Davvero. Cgi.
Sembra che… No? Un cielo di tela. Come ne ri-esci? Facendo un ri-taglio. Sì, ma cosa c’è Oltre. Bè, chiedere proprio a Truman che, scompare all’orizzonte (dietro alla porta).
Come si troverà al Tso? Da... Teseo, a di-sognar.
Re-set = ripetere “di nuovo o addietro” (re) una collocazione, una impostazione (set). Settar_Re: impostare, regolare, configurare, predisporre, mettere a punto…
Il suo significato etimologico è “riposizionare” o “azzerare”, indicando il ripristino delle condizioni iniziali di un sistema tecnico… Entrato nell'italiano come termine tecnico, è ormai d'uso comune per indicare il ripristino… Oggi è usato metaforicamente per indicare “ricominciare da capo” o “ripartire dal momento iniziale” in contesti non tecnici…
Predisporre un’apparecchiatura a funzionare secondo determinati standard... Specificare i parametri o assegnare i valori alle variabili che regolano il funzionamento di un programma o di un componente hardware…
Il termine set… usato in italiano deriva dall'inglese, con radici germaniche, mentre il nome proprio Set (o Seth) ha origini ebraiche…
Il significato originale si riferiva a un gruppo di elementi “posti” insieme… Evolutosi poi per indicare la scena allestita per un film…
Dall'ebraico Shēt, nome del terzo figlio di Adamo ed Eva, il cui nome è interpretato come “sostituzione” (in relazione alla morte di Abele)…
Seth/Set (Divinità egizia): deriva dall'antico egizio Stẖ (o Sutekh), il cui significato potrebbe essere “pilastro” o “bagliore”…
Il nome “Set” ha origini antiche… Deriva dal dio egizio Seth (traslitterato anche come Setekh, Setesh, Sutekh, ecc.), una divinità complessa e ambivalente associata al caos, alla tempesta, al deserto e alle terre straniere. Il significato preciso del nome Seth è incerto, ma alcune interpretazioni lo collegano al concetto di “colui che separa” o “colui che disperde”, riflettendo il suo ruolo di portatore di disordine e distruzione…
Link
Angelo della morte = Izrael, Azrael, “Israele”, loro “ebrei, bravi”. Chi si scatena, quando “Dio” lo vuole!...
AntiSistema:
l’oro (“Dio”) = ordine pre-costituito (è già successo), impero, vnicvm, etc.
loro (“eletti”) = caos dis-organizzato (qua, così), è-voluto (continua a succede_Re), etc.
Maxwell Smart, una spia… che lavora per l'agenzia Control, combatte le forze del male dell'agenzia di spionaggio rivale Kaos…
La parola caos deriva dal latino chaos, a sua volta prestito dal greco antico χάος (cháos), che significa propriamente “vuoto”, “immensità”, o “fenditura”, “voragine”. La radice si collega ai verbi greci… (chaíno) e… (chásko), che significano “essere spalancato”, “aperto”, indicando lo stato primordiale di voragine oscura…
Dall'ebraico Shēt, nome del terzo figlio di Adamo ed Eva, il cui nome è interpretato come “sostituzione” (in relazione alla morte di Abele)…:
sostituzione di una (o)… “voragine, vuoto, etc.” = la radice si collega ai verbi greci… (chaíno) e… (chásko), che significano “essere spalancato”, “aperto”…
Dunque:
la “morte” di Abele = la “apertura” di… chaíno… Uhm.
Qualcosa che ricorda o riflette la “espansione” di Jafet. Qualcosa che funziona a comando. E qualcuno che controlla = conosce, ricorda.
Control Vs Kaos.
Come Shield Vs Hydra (che si rivela Oltre lo Shield).
In origine non indicava il “disordine totale” moderno, ma piuttosto un “vuoto aperto”, una voragine informe, una tenebrosa oscurità anteriore alla creazione dell'universo ordinato (il cosmos)… Evoluzione: nel corso del tempo, il concetto si è evoluto dal significato mitologico di “vuoto primordiale” a quello comune di massima confusione, disordine e tumulto…
No? Oltre ad essere la rivelazione, indica l’è-voluto (qua, così) by l’oro (“Dio”).
Paradosso “temporale”:
“Dio” crea tutto in 7 giorni (6 giorni + 1, in cui si riposa).
Ma, come puoi contare i giorni, datando il “tempo” della c®e-azione se (se) “Dio” crea tutto, compresi i giorni. No? Nella sostanza, di conseguenza, è il 6 + 1 = 7 che devi an-notare, scomponendo il 7, che è un numero primo ma che, essenzialmente, corrisponde ad una “pausa (riposo)” o attesa post c®eazione. Dunque:
6 = posizione di “edit” o “Fare…”
7 = “stop”, arresto, pausa, etc.
Ma, a sua volta, il 6 (che non è un numero primo) è una sovrastruttura, poiché:
formato da 1 * 2 * 3 o 1 + 2 + 3 (una scala o in scala).
Ancora:
1 = singolarità o “Dio” f(Te)
2 = dualità (1 o 0) o “di-battito”
3 = tri-unità; Pc quantistico, fuzzy logica, gender, etc. ma soprattutto la rivelazione del terzo stato (non dato), ovvero, 1 e 0 contemporaneamente o Oltre: l’oro = “Dio” ma anche f(Te).
Ancora:
1 = punto ma anche cerchio, ch’è una sfera aggiungendo “spessore” o dimensione
ergo
lo spazio che è auto ri-com-preso all’interno di tale punto (“Big Bang”) o cerchio o sfera
in cui
se “serve” (a “Dio”)
va da sé che ci puoi “vedere” anche il “tempo”, che è sempre lo spazio continuamente ripetuto o ri-percorso, come nel giogo del Monopoli.
Ancora:
2 = vivo, morto, vivo, morto, etc. etc. etc. (morto un re, se ne fa un altro = status quo)
3 = qualcosa che “prende vita” (funziona), come l’I-Ambiente (legge, strumento, memoria) o SO “Terra” (qua, xxx) che, per la Verità, è nel 3 ma sostanzialmente è nel terzo stato = 1 e 0, ossia, in uno stato che precede l’av-vento della singolarità o 1, punto, cerchio, sfera, l’oro = “Dio” ma anche f(Te), non visto che… è il “gancio” che permette ogni volta (sempre) appunto la c®e-azione dei... chi ne è “all’altezza” = è in Sé sfericamente, assumendo i panni del pilota_Re che il “Genio” frattale espanso deve “vedere” indi “Comanda Padrone…”.
“L’universo si crea da sé, grazie alla gravità…”.
Stephen Hawking
Ecco, dunque, cos’è anche la “gravità” = Spazio Sostanza per l’I-Ambiente (terzo non dato o 1 e 0 contemporaneamente) o “etere” che, infatti, non esiste (x la “scienza” e quindi x “te”, laggente) anche se c’è:
funziona, permettendo tutto quanto sia contenuto in una “idea” avente l’auto caratteristica del “marchio” del pilota_Re (potenziale contemporaneo, anche se nell’AntiSistema, “niente”).
Il 6 è un numero naturale che segue il 5 e precede il 7... Da un punto di vista geometrico, è strettamente associato all'esagono e alle figure a sei punte...
Nella tradizione cristiana ed ebraica, il 6 è associato alla creazione dell'uomo, avvenuta proprio il sesto giorno…
Nella simbologia esoterica: rappresentato dal Sigillo di Salomone (la stella a sei punte), il 6 indica la perfetta unione degli opposti: il fuoco e l'acqua, il maschile e il femminile, lo spirito e la materia…
È un numero pari…
È un numero composto e ha i seguenti divisori: 1, 2, 3, 6.
Siccome la somma dei divisori (escluso il numero stesso) è 6 è un numero perfetto. È il primo numero perfetto; i successivi sono 28 e 496…
La perfetta unione degli opposti... = loro (“eletti”) controllano tutto, al di sotto di l'oro (“Dio”).
Uhm:
un numero si dice semi-perfetto se è uguale alla somma di alcuni (o tutti) suoi divisori. In particolare poi, quando un numero è uguale alla somma di tutti i suoi divisori (eccetto sé stesso) si dice perfetto. I primi numeri semi-perfetti sono: 6, 12, 18, 20, 24, 28, 30, 36, 40, 42, 48, 54, 56, 60, 66, 72, 78, 80, 84, 88, 90, 96, 100...
6, dunque, è il seme/perfetto.
Ancora…
Il numero 6 è storicamente associato al concetto di “malvagità” a causa della sua valenza simbolica. Nella tradizione biblica, infatti, rappresenta l'imperfezione e l'incompletezza… Però, in matematica il 6 ha un significato del tutto opposto: è il primo numero perfetto, perché la somma dei suoi divisori propri (1 + 2 + 3) è uguale al numero stesso…
“Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l'opera dei sei giorni non fosse esistita…”.
La città di Dio - Agostino d'Ippona
6… è un numero malvagio…
In matematica, un numero malvagio (in inglese evil number) è un numero intero non negativo la cui rappresentazione binaria contiene un numero pari di cifre 1…
Evil: 6 + 6 + 6 (vita a base di Carbonio):
atomo di carbonio, composto da 6 protoni, 6 neutroni e 6 elettroni…
“Quando l'unità si divise in dualità, creò la vibrazione che iniziò a ruotare…”.
Fiend (Diavolo) = il termine deriva dall'antico inglese ed è l'equivalente letterario di demon…
In origine la parola indicava semplicemente un “nemico” o un “avversario”...
“Il racconto biblico della Genesi afferma che il creatore creò l'universo in 6 giorni e si riposò per osservare la sua creazione il settimo...”.
One Shape to Rule Them All = una sola forma per dominarle tutte!
La C®e-azione. O la c-Re_azione.
“Luna ti ho vista dappertutto
anche in fondo al mare,
ma io lo so che dopo un po'
ti stanchi di girare.
Restiamo insieme questa notte,
mi hai detto no per troppe volte, Luna!
E guardo il mondo da un oblò,
mi annoio un po'...”.
Luna – Gianni Togni
“Vai avanti tu e non guardare giù
ci sono le paure su cui cadere.
Siamo su di un ponte sopra un monte
fatto di vento e corte e di vertigini.
Ora non ho le parole per dirtelo
non importa le cose si sentono
vai avanti tu non ti voltare mai.
Ti sto seguendo e dai
ti puoi fidare.
Siamo su di un ponte tra due sponde
fatto di legno e onde e di pericoli.
Ora non ho le parole per dirtelo
non importa le cose si sentono.
Ti prometto adesso
dentro le tempeste di resistere
di reagire sempre e completare il ponte.
Di scegliere e vivere
quello che succede non si definisce ma ci convoca
a reagire sempre, a completare il ponte.
A scegliere e vivere
ora non ho le parole per dirtelo
non importa le cose si sentono…”.
Sul ponte - Erica Mou
“Continua a navigare ragazza d'argento
continua a navigare
è arrivato il momento in cui brillare.
Tutti i tuoi sogni stanno per avverarsi
guarda come brillano.
Se hai bisogno di un amico
sto navigando proprio dietro di te
come un ponte sull'acqua tempestosa
renderò sereni i tuoi pensieri.
Come un ponte sull'acqua tempestosa…”.
Bridge Over Troubled Water - Simon & Garfunkel
Robert James Moon (Fisica e Chimica Nucleare, 1911–1989)… È stato uno storico professore dell'Università di Chicago, noto per il suo lavoro sul Progetto Manhattan… Ha espresso per primo l'intenzione di risolvere il problema della fusione termonucleare controllata… Ha proposto un modello geometrico del nucleo atomico basato sui solidi platonici…
Carbonio.
Durante la seconda guerra mondiale lavorò al Metallurgical Laboratory (“Met Lab”) all'interno del Progetto Manhattan. Risolse un problema cruciale legato alla purezza del carbonio (grafite) usato come moderatore di neutroni, rendendo possibile la nascita della Chicago Pile-1, il primo reattore nucleare artificiale della storia… Negli anni '80 propose una teoria alternativa per descrivere la struttura interna del nucleo atomico, oggi nota come Modello Nucleare di Moon… Mettendo in discussione il classico modello di Bohr-Rutherford, teorizzò che i protoni all'interno del nucleo fossero disposti geometricamente sui vertici di una struttura a nido composta dai solidi platonici (cubo, ottaedro, icosaedro e dodecaedro)…
Essenzialmente:
i protoni all'interno del nucleo… disposti geometricamente sui vertici di una struttura a nido… (ecco la configurazione in gerarchia AntiSistemica).
Ai “vertici” di ogni ganglio della medesima, ci sono sempre loro (“eletti”) o “protoni”:
disposti geometricamente sui vertici di una struttura a nido…
una struttura... (vnicvm).
Sei (qua, così) come… dentro ad un atomo di C, avente 6 protoni.
Stella David:
diventata simbolo del sionismo fin dal primo congresso sionista di Basilea (1897), è presente nella bandiera di Israele (insieme alle fasce blu del Talled) a partire dal 1949, quando la bandiera sionista divenne quella ufficiale dello Stato di Israele…
Come “incipit” (programmazione, onda di f-orma, Inception, etc.) del cosiddetto “fiore della vita” o potenziale. Di conseguenza è proprio Te che “manchi” (qua, così).
La prima citazione della letteratura ebraica dello Scudo di Davide è l'Eshkol ha-Kofer del Karaita Giuda Hadassi (metà del XII secolo EV) ed afferma nel capitolo 242: “sette nomi di angeli precedono la mezuzah: Michele, Gabriele, ecc. ... Tetragramma li protegge tutti! E anche il simbolo chiamato ‘Scudo di David’ è posto a lato del nome di ogni angelo…”…
Dunque, protegge = “scherma”.
Non a caso, non esiste; c’è (qua, così) l’è già successo che continua a “Farlo…”. Ergo, continua a succede_Re ma “niente”.
“Ho sempre pensato che qui mancasse un vero cattivo. Da qui il mio umile contributo…”.
Uomo in nero
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4208
prospettivavita@gmail.com



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