giovedì 9 agosto 2018

Una “cosa”.



Quando il “programma” vecchiaia, apporta qualche giro di vite ed il corpo inizia a dimostrare segni di cedimento (usura, logorio o, meglio, obsolescenza programmata), tu inizi a prenderne atto, come accorgendoti che qualcosa è cambiat3
Ma (ma) dentro, ti senti ancora come prima, ovvero, giovane; la tua immagine recondita rimane quella che è. 
Il processo muta quando prendi atto della situazione esterna, ad esempio, osservandoti allo specchio o attraverso i riflessi della gente (ambiente).
Infatti, a/in quel “punto” assumi che all’esterno ci sia proprio la tua immagine esclusiva, per cui progressivamente inizi a sostituire la tua “fotografia” interiore – ciò che immagini quando pensi e parli di te (una sorta di avatar) – con quella esteriore (frutto soprattutt3 della somma dei giudizi, appunti, altrui). 
Quando t'immagini diversamente, esegui un aggiornamento/allineamento dentro-fuori, che diventi tu, ovvero “tu”, in ogni istante del processo di elaborazione delle informazioni, con te/“te” di sottofondo principale.
Il che significa = inizi a sentirti autenticamente vecchi3, anche se potenzialmente ciò non costituisce l’unica verità (potresti tranquillamente non accettare il processo esterno). 

L’aggravante è che, però, quando tale allineamento accade e si completa (vecchi3 sia dentro che fuori), il programma “vecchiaia” accelera, non trovando più alcun fermo, limite, impedimento sostanziale. 
E, di/in conseguenza, invecchia (si trasforma ad hoc) anche la mente”, che inizia a collaborare secondo i dettami del programma vecchiaia.

Ossia, il processo entra in una fase di auto convincimento, sotto alla pressione esterna (“tu”), che è riuscit3 ad avere la meglio su quell3 interna (tu). 
Dunque, la vecchiaia è come un virus che ti entra dentro (che respiri dentro o che ti respira dentro), ti invade, conquista ed alfine possiede, trovando l’acme nel momento in cui “sostituisci la tua immagine viscerale (il sentirti ciò che sei), con ciò che respiri ambientalmente (apparenza, illusione)”.
Ora, se l’ambiente è “inquinat3”, comporta una certa serie di effetti collaterali che nulla hanno a che fare con te, ma - al contrario – ti “interessano” in funzione del grado di auto abbattimento (corrosione, corruzione) che si scatena standoci perennemente dentro
In parole povere (ma sostanziali), l’inquinante si “attacca” alla tua esteriorità – come una seconda pelle - facendoti pensare che sei invecchiat3.
Quando inizi a prenderne atto, il dentro si allinea al fuori (che è apparenza, seppure fisica), dando maggiore enfasi a ciò che continua a succedere fuori.
Il risultato? 
La vecchiaia e, poi, la morte. 


Ossia, un autentico “suicidio” o, meglio, una “fine” assistita (desiderata, poiché imposta dall’esterno, da cosa/chi non riesci nemmeno ad immaginare, poiché… non esiste; c’è). 
Quando “ti vedi” vecchi3, inizi a “sentirti vecchi3”… e, di conseguenza, invecchi. 
Il processo è interiore ma (ma) trova inizio all’esterno di te.
La Terra è un gigantesco macchinario per l’auto condizionamento, dove la “gravità” – ed ogni famiglia di leggi – costituisce il riflesso frattale espanso dell’atteggiamento grande concentrazione di massa, eco/dominante “qua (così)”. 
Ciò significa che... la scienza è deviat3 attraverso (in) tale percorso di osservazione e rilevazione/rivelazione. Ossia, scambia fischi per fiaschi, nel senso che:
la legge che sembra, appare
essendo di più... come memoria
effetto collaterale, piuttosto che causa primaria.
Non a caso, infatti, le leggi fisiche dipendono dalle caratteristiche planetarie di distanza dal Sole, ad esempio. 
Se la Terra fosse dislocat3 più distante o vicin3 all’astro fondamentale del/nel Sistema Solare, anche le leggi sarebbero diverse, se respirate esclusivamente in quanto abitanti della/sulla/nella Terra. 
E... la scienza avrebbe dovuto prendere atto di differenze sostanziali rispetto a ciò che ora ha misurat3 e messo nero su bianco.
Si potrà obiettare che le leggi fisiche sono 1) una maschera che tiene conto anche di ciò, andando a costituire l’esoscheletro di qualcosa che di Pianeta in Pianeta si riempie di dati in funzione delle caratteristiche locali, interpretate secondo il modello principale “legge”, ossia, che conferma la legge a prescindere da… e, quindi 2) qualcosa che cambia nel dettaglio della misura, ma non nella sostanza della rilevazione… Tuttavia, c’è un livello di auto decodifica della “legge” che ha la massima priorità, rispetto alla “misura” e, persino, alla “valenza”
Cioè:
il livello significativo
ciò che significa tutt3 e, quindi, anche la “legge”.
La “gravità” è un riflesso che deriva dal fondamento (non) locale:
qualcosa che è qualcun3
d’immanifest3 compresenza, provenienza, sussistenza ed insistenza.
È come essere dentro ad un impero o in una casa (proprietà privata), senza che per forza di cose si manifesti chi gode del diritto esclusiv3 di appartenenza, ma (ma) che non per ciò, rinunci ad auto garantirsi il proprio “diritto” sulla “casa” e contemporaneamente su chiunque ne sia entrat3 a far parte e, dunque, ad appartenervi (possessione).




Davvero, fai così tanta “fatica” ad immaginare una simile situazione? Bè, sai:
il “tuo” atteggiamento è la prova migliore, in termini di “dimostrazione”
che il “sentire” di/in quest3 Spazio (Potenziale) Solid3 è… verità sferica.
Non a caso, quando sei in una situazione di/in cui non ti avvedi, si dice che hai il fumo negli occhi, poiché ti viene gettat3 continuamente, a livello di strategia (interesse) di ciò che rimane oltre a tale cortina di sicurezza, che è naturale quanto lo può essere ogni inquinante che “qua (così)” ti avvolge, coinvolge e pressa da fuori verso dentro (ecco l’origine/riflesso della legge fisica della “pressione, compressione, decompressione, etc.”).
Quindi, la scienza rivela una legge, basandosi sugli effetti collaterali ambientali (funzionamento) e non rileva tutt3 ciò in un simile contesto (significato)
Per cui, la conseguenza assume - di riflesso - i connotati della causa, lasciando  ancora di più la ragione fondamentale (eco/dominante) al di là dell’orizzonte degli eventi (Oltre Orizzonte). 
Da cui, la continuità “spontanea (automatica)” dell’AntiSistema, ovvero, di ciò che continua a succedere poiché 1) “è già success3”, sino a quando 2) non si realizzerà un/il cambio (“evoluzione”) a livello di grande concentrazione di massa, giurisdizionale planetari3.
Qualcosa che può succedere in due modi:
1) attraverso una singolarità
2) attraverso la moltitudine (di singolarità).
Ovvero:
tramite un individuo o per mezzo della Massa (in una percentuale necessaria e sufficiente ad innescare la mutazione virale, in grado di auto convincere pressoché l’intera maggioranza a lasciare la strada vecchia, per quella nuova, senza paura poiché situazione generalizzat3).
“Ora”, il racconto vagamente storico ma sempre significativ3, ti ricorda (narra) di situazioni fondamentali già accadute in passato.
Ad esempio, la portata centrale distribuit3 a livello planetario, del luogo comune “Dio”, attraverso le sue varie trasformazioni, attraverso la tradizione (divide et impera)… è significativ3, relativamente al livello di assolutezza che porta con sé, incarnando:
“Dio” è un principio a capo del mondo e del creato.
Ad un livello “inferiore”, esiste tutta una pletora di personaggi che sono come dei “ministri”. Più sotto ancora s’edificano le varie infrastrutture che permettono di raccogliere, amministrare, gestire, controllare, etc. la situazione diversamente lottizzat3 “qua (così)”.
A conseguire, c’è la Massa (di singolarità), che da buona ultima ruota del carro, ma (ma) asse portante, trascina tutt3 permettendo che continui ad esserci, sostanzialmente
Anche se... “Dio” non si è mai dimostrat3 agli occhi della Massa. 


Esistono “casi d3 riporto”, piuttosto che altr3.
Il che ha comportato la “necessità” del credo, della fede, della speranza per/di un mondo migliore, nonostante l’unico mondo fisico sia e rimanga sempre quell3 divenut3 AntiSistemico. 
Al fine di “vedere”, infatti, dovrai prima… morire. 
E una volta passat3 per/da “lì”, nessun3 è mai ritornat3 indietro a riferire cosa/chi c’è e se è ver3 ciò che si dice in vita.
Ergo
Si tratta di una messa in scena, poiché, da sempre persino “qua (così)” è vissut3 chi ha “osato” mettere in dubbio qualsiasi tipo/grado di verità (blocco), riuscendo di fatto a superare di volta in volta la collocazione strategica delle cosiddett3 “Colonne d’Ercole” e/o la paurosa “fine del mondo (s-conosciut3)”. 

Eppure, in ambito di “morte”… a parte le consuete leggende metropolitane che probabilmente servono per celare proprio l’esperienza di chi potrebbe dire molto a tal riguardo (e che, invece, risulta come confus3 nel mare magnum dell3 fake news, che sono tutt3 fuorché una novità, essendo strategia auto ricorrente di/in ogni forma di controllo del territorio), non sai autenticamente niente.
Quindi, si tratta di un indizio molto forte e potente, relativamente alla autentica “forma” del luogo comune “Dio”, nonché del “programma” morte e, non da ultim3, di ciò che esiste, sostanzia e garantisce ciò che scambi per l’aldilà:
al di làdi cosa/chi?
Come forse puoi notare:
l’espressione è di per sé già “parlante (significativ3)”.
Anche se non te ne accorgi, non sei d’accordo, non te ne importa niente o pensi diversamente… 
Non a caso, la potenza della strategia eco/dominante + sottoDomin3, è tale da andare a controllarti anche a livello di singol3 e sottile dettaglio (che fa la differenza… di potenziale, da cui ogni grandezza elettrica, etc.).
Cosa “penserà” il bruco, prima di trasformarsi in farfalla?
Quando, puoi immaginare, che si chiuderà nel proprio bozzolo, così come un essere umano viene rinchius3 in una “Casa di Riposo”, immaginando che sia l’anticamera della “fine”… 
Il bruco avrà paura di morire? Soffrirà? Perderà il senno? 
Oppure, no. 
Di conseguenza, ciò che viene temut3 in quanto a “dolore e poi morte”, che cosa esattamente “è”... in termini di significato? 
Quale sorta di “porta” rappresenta la dipartita
Il bruco ti può essere d’aiuto solo se auto decodifichi a livello “formulare” il suo esempio (riflesso). 
Diversa mente, dal bruco non sentirai un solo “lamento”, poiché… parlante una lingua troppo diversa dalla tua. 
Dunque, è di una interfaccia “idioma – significato” che necessiti, al fine di riuscire ad avere la meglio sulla/nella cortina fumogena che ti auto intrattiene “qua (così)” e che la memoria frattale espansa trova sempre il modo di potenzialmente farti “bucare lo schermo”.
A te spetta il pigiare sull’acceleratore. Oppure, rimanere ferm3, in folle, col motore perenne mente acces3 (infatti, ti devi alimentare sempre, consumando “energia” o, di più, necessitando di alimentare ciò che ti sembra di ricordare e riconoscere in quanto a… vita/sopravvivenza).


Tra ogni possedimento (nella lottizzazione generale) c’è sempre stato – e continuerà sempre ad esserci – un confine, che non è nulla in termini naturali, bensì, si tratta di un limite artificiale, frutto della strategia divide et impera
Tra territori, esiste differenza autentica di tradizione, se non all’interno di una caratterizzazione (possessione) del territorio.
Quindi, non esiste né Italia né Francia, ad esempio. 
Esiste un’unica distesa di terra, lottizzat3. 
Una soluzione senza fine di continuità che, invece, “qua (così)”, trova il senso della marcatura, della separazione, della proprietà privata, dell’interesse “a monte”, etc. 
Ovvero, la dimostrazione frattale espansa, sostanziale, dell’esistenza di un principio “senza tempo” che non è “Dio” – al “limite”, che, semmai, anche l’immagine “Dio”, rappresenta – ma che è l’origine del riflesso ambientale “Dio (verità)”.
L’eco/dominante è ormai una situazione planetaria:
come continuo fumo negli occhi che rivela l’origine della ragione fondamentale AntiSistema.

Puoi ammettere, senza alcun timore di finire all’Inferno o di essere scomunicat3 o di finire al Tso e perdere il “tuo” stile di vita, che esiste un simile riflesso ambientale?
Quando una persona muore (scompare), lascia comunque qualcosa di sé:
che cosa?
Soprattutt3, ciò che più l’ha caratterizzat3 in vita. Cioè?
Di un artista, ad esempio, si tratta della propria opera.
Di chi ha costruito case, le case stesse. No?
E… chi ha generato “luoghi comuni”, come ideologie, filosofie, teorie, etc. che cosa mai “lascerà”
La propria “memoria”, ovvero:
la teoria (utopia)
ma, a volte
anche la pratica che ne consegue (credo).
Ora, immagina tutt3 ciò in termini significativi e relativamente alla compresenza immanifest3 eco/dominante (assumil3 come chi pensi quando rifletti su un imperatore romano, ad esempio, ma… poi escludi la memoria del tal personaggio storico, rimanendo agganciat3 però alla sua valenza imperiale. Avrai realizzat3 dunque il “non esiste; c’è”):
che cosa comporterà, alla/nella “forma” sociale, ambientale ed umana, un simile “lascito”?
Che cosa succederà alla “vita”, non localmente?
Ad immagine e somiglianza. Ricordi?
Ecco.
Aggiungici la dimensione “significato” e, poi, apri gli occhi, osservando analogamente cosa/chi ti circonda e, dunque, rappresenta in termini di memoria, eco, dimostrazione… di tale compresenza immanifest3.
Sono quasi dieci anni che quest3 Spazio (Potenziale) Solid3, insiste sussiste e persiste nel proprio atteggiamento d3 Grillo Parlante, senza alcun timore di fare la “fine” del più famoso Grillo, nella vicenda narrata in Pinocchio.
Ci sarà un motivo. Vero? 
Un motivo fondamentale che, più passa il cosiddett3 “tempo”, e tanto più assume i connotati della “verità” al di là di ogni e qualsiasi altro interesse personale.
Di fatto, come puoi immaginare che ci sia sotto dell’altr3? Ancora credi che l’interesse sia rivolto a diventare famos3, a guadagnare fama e denaro, a… divenire profeta, ambire alla celebrazione o alla follia... etc. etc. etc.?
Suvvia. 
Il “filtro” temporale la dice lunga, e sai molto bene che... se non ci fosse una ragione esistenziale profonda, nessun3 potrebbe continuare a… senza raccogliere nulla, nel durante.
Ergo:
chiediti finalmente “cosa” rappresenta, sostanzia, significa, etc.
quest3 Spazio (Potenziale) Solid3.
E, poi, decidi da te in te (e non in “te”) se tale segnale portante è sufficientemente degn3 dell’apertura del tuo “cuore (fiducia)”. 
Qualcosa che... una volta che succede, continuerà a succedere, implicando che tu continuerai a “fare” attraverso atteggiamento “formulare”.
E sai che cosa può utopicamente (potenzialmente) succedere?
La ripresa dell’evoluzione umana, “qua (così)” artificialmente impedit3, bloccat3, interferit3.
Quale mancanza di modestia. Vero?
Non importa ciò che pensi “ora”. Importa ciò che “farai”, adesso e a conseguire, attraverso a/di te “formularmente”.
Ad esempio, tale evoluzione può passare attraverso due fasi:
1) sette generazioni (circa 50 anni) educate esclusivamente a livello “formulare”
2) la viralità “formulare” (dalla sera alla mattina)…
Il punto 1) è logicamente non impedit3, ma (ma) super impedit3. 
Mentre, il punto 2) è molto più realizzabile, poiché, meno evidente e più bypassante l’organizzazione sociale, che è una gerarchia divide et impera, logicamente rivolt3 al mantenimento dello status quo AntiSistemico.
È molto probabile che una tappa decisiva nel misterioso processo dell'evoluzione dell'uomo sia rappresentata dal giorno in cui un essere, che stava esplorando con curiosità il suo ambiente, fermò la sua attenzione su sé stesso...”.
Konrad Lorenz
Ciò non è “evoluzione” ma (ma) compresenza immanifest3 eco/dominante:
è il suo “sogno”, con te al di dentro.
È questa l'evoluzione dell'uomo. Il ciclo della vita che va dalla polvere al deserto, il passaggio dell'essere umano da dominatore della Terra a pietanza nella cena di qualcun altro”.
Ai confini della realtà
Ciò non è “evoluzione” ma (ma) dimostrazione della compresenza immanifest3 “eco/dominante”:
è la sua sostanza, la sua “idea”, il suo effetto collaterale ovvero il suo piano e la sua strategia.
L’evoluzione “formulare” è sferica, per cui:
te ne accorgi quando succede
dal momento in cui “qua (così)” è impossibile (seppure potenziale)
per via (attraverso) del “blocco ambientale” AntiSistemico.

“Fai…di rendertene conto e di ‘realizzare’ la cosa”.
      
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2362