lunedì 3 aprile 2017

Impara traendo esempio, dall’esempio.



Quando è la memoria (originale) a “fare difetto”, allora, puoi sempre ricorrere alla caratteristica infrastrutturale onnipresente della frattalità espansa, assunta a livello di simbolismo sostanziale “che cosa significa”, by atteggiamento (configurazione) “formulare”. 
Con un centro relativo all’assoluto, che “è” un “momento (punto) di valore universale, ad angolo giro”.
Lo so. Molto probabilmente, “non ci avrai capito un’acca”. Ma, nonostante tutto, tant'è.
Il tempo, continua sempre, dopo (e... prima, durante) tutto.
No?
Complicazioni. Si chiamano così gli ingranaggi degli orologi
Qualunque cosa facciamo ticchettano comunque…”.
Penny Dreadful
In orologeria si definiscono complicazioni tutte quelle funzionalità aggiuntive presenti in un orologio oltre alla visualizzazione dell'ora…
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Quali “complicazioni”, allo stesso modo (tempo), ti rendono la vita… una corsa alla sopravvivenza
Gli ingranaggi degli orologi, sono “negli” orologi:
non si vedono (ma esistono e lo sai)
anche perché
quello che “vuoi vedere” è l’ora esatta (e le altre funzioni complesse)…

Se vai oltre alle funzioni, ritrovi i “meccanismi alle funzioni”.
Quindi, l’ora – dimostrata – è la punta dell’iceberg.
Qualcosa che rappresenta il sunto finale di una elaborazione, che non viene presa in considerazione, dalla Massa.
Un risultato senza apparente spiegazione?
No. Una esclusione del funzionamento, “sulla/in fiducia”… contando sull'utilità pubblica dell’effetto, ottenuto “sai come” ma “non sai come”. Ergo:
conseguendo senza "domanda" alcuna.

  
“Domande” che vengono riposte nei vari “auto contenitori”, previsti per un simile scopo ed aventi funzione, tra l’altro, di auto disinnesco della “domanda” stessa
Vasi auto contenitori come, ad esempio, le "deviazioni":
religione
spiritualità
scienza
storia
filosofia, etc.
Complicazioni di/per tutt3 ciò che “è”, assolutamente molto più “semplice”, come:
ricordare
ricavare
la ragione fondamentale al/per/di…

  
Che cosa hai “già” dimenticato “qua, così”?
Il “chi” si rivela dietro/oltre ad ogni “complicazione (ingranaggio)”:
la compresenza immanifesta dominante
la grande concentrazione di massa, giurisdizionale…
Dove (in) la velocità è “spazio fratto tempo”:
quanto ci metti a…?
Una corsa contro il tempo”? No: 
nel tempo.
In una “sostanza” che sfugge, eternamente, se (se) sempre e solo “qua, così”.

  
Padoan: integrazione a due velocità, la nostra idea di Europa
La nostra sfida oggi non è… nella definizione di una visione, bensì nel sostegno di una visione maturata negli anni ed esplicitata con più chiarezza di chiunque altro
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Sostegno di una visione maturata negli anni ed esplicitata con più chiarezza di chiunque altro (il “tamtam” che batte sempre più forte di qualsiasi “cosa” altra. Ciò che, alla fine, ottiene – per “asfissia” – il risultato agganciato allo scopo che, puntualmente, tendi ad escludere dal/nel tuo “campo d’azione visiv3”, dimenticando di ricordarti di avere già dimenticat3 il “è già successo”).

Franceschini: Alta Velocità arrivi in Sicilia, serve il Ponte.
L'Alta Velocità deve arrivare anche in Sicilia e per fare questo serve il Ponte sullo Stretto… Non c'è una ragione oggettiva perché l'Alta Velocità si fermi a Salerno… Ci vorranno anni ma l'alta velocità deve arrivare anche a Catania e a Palermo e per questo si deve fare il Ponte
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In una “Europa a due velocità”, di conseguenza, esiste l’alta velocità:
un mezzo di trasmissione, preferenziale, del segnale di clock AntiSistemico “qua, così”.
Le “due velocità”, allora, sono:
una “bassa” = causa/effetto
ed
una “alta” = ragione fondamentale.
Impara (ricorda) traendo esempio, dall'esempio (che non manca mai, poiché, infrastrutturale).

Dobbiamo guadagnarci la ricompensa.
Quale ricompensa?
Vivere eternamente mentre il mondo soffre…”.
Penny Dreadful
(Prima o poi) tutti i nodi vengono al pettine…
Le creature si trasformano in altre creature. Il leopardo si ciba della scimmia e diventa… leopardo e scimmia. Il coccodrillo si ciba del leopardo e diventa… coccodrillo e leopardo e scimmia. Io l’ho visto. Gli sciamani delle mie montagne lo chiamano… la trasformazione da una pelle ad un’altra. Coloro che hanno questa maledizione, non ricordano a pieno”.
Penny Dreadful
(Prima o poi) tutti i nodi vengono al pettine…
È così? Siamo davvero immuni da questo pericolo che non vediamo e non tocchiamo ma che è perennemente presente?...”.
Penny Dreadful
(Prima o poi) tutti i nodi vengono al pettine…
Cos'è l’amore se non una sorta di creatura in attesa di essere liberata? Una malattia. Cosa porta a ciascuno di noi, se non confusione e tormento? Gli egizi non erano i soli a pensarlo.
Sì, ma per loro era quasi un’ossessione. Lo chiamavano la puntura dello scorpione. Una sorta di infezione eterna. Che né il tempo né la morte potevanoguarire
Lo scorpione pungerebbe comunque, che voi crediate in lui o no…”.
Penny Dreadful
(Prima o poi) tutti i nodi vengono al pettine…
Siamo tutti neofiti, in amore Ci troviamo nella stessa giungla impenetrabile. Dobbiamo aprirci la strada da soli. Non è forse questo, l’amore?... Siamo inadeguati a questo compito. Siamo vittime di un incantesimo… Questa cosa ci allontana dal buon senso e dalla dignità. I nostri istinti più puri, svaniscono. Diventiamo estranei anche a noi stessi”.
Penny Dreadful
(Prima o poi) tutti i nodi vengono al pettine…
Se il Diavolo, il lupo, lo scorpione… si rincorrono senza fine”.
Penny Dreadful
Sei in un loop. L’effetto di qualcun3, che puoi chiamare come qualcosa ma, che “è” – piuttosto (facendo la differenza) – qualcun3:
una compresenza fisica, umana, in carne ed ossa
non un fantasma, non alieni, non divinità, etc.
la ragione fondamentale alla forma reale manifesta, conseguente, “qua, così”.

  
Giappone, Haruki Murakami: combattere contro il revisionismo.
Haruki Murakami, il grande scrittore giapponese più volte candidato al premio Nobel per la letteratura, ha lanciato un appello contro il revisionismo storico in una rara intervista ai media nipponici pubblicata oggi.
I suoi commenti vengono dopo che una catena di hotel giapponese ha provocato una reazione dura dalla Cina perché ha diffuso un libro nel quale sostiene che il massacro di Nanchino del 1937 commesso da soldati imperiali nipponici è un falso storico.
Autore del libro è il patron della catena Apa Hotels, Toshio Motoya, che ha collocato i volumi anche nelle stanze dei suoi alberghi, provocando un boicottaggio cinese. Motoya è un personaggio molto controverso, che ha spesso rilasciato dichiarazioni antisemite.
I critici sostengono che, dietro questa fiammata del revisionismo storico, c'è anche l'atteggiamento del primo ministro Shinzo Abe, che spinge per modificare la Costituzione pacifista imposta dagli americani al Giappone alla fine della seconda guerra mondiale.
La Cina sostiene che gli occupanti giapponesi si abbandonarono a Nanchino, nel 1937, a un massacro durato sei settimane nel quale furono commesse atrocità inenarrabili e morirono trecentomila persone. Alcuni accademici stimano esagerata questa cifra, ma gli studiosi mainstream non mettono in questione che il cosiddetto "Stupro di Nanchino" sia avvenuto.
Il nuovo romanzo di Murakami in due volumi, "Kishidancho goroshi" ("Killing Commendatore"), fa riferimento all'Olocausto e allo Stupro di Nanchino.
"La storia è la memoria collettiva di una nazione, io credo che sia un grave errore dimenticare il passato o rimpiazzare la memoria con qualcosa d'altro", ha spiegato lo scrittore al quotidiano Mainichi shimbun, che gli ha chiesto come mai abbia voluto affrontare questi temi.
"Noi - ha detto ancora - dobbiamo combattere" il revisionismo. "Gli scrittori possono fare cose limitate, ma è possibile per noi combattere tali forze con la narrativa".
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Shinzo Abe… spinge per modificare la Costituzione pacifista imposta dagli americani al Giappone alla fine della seconda guerra mondiale:
imposta dagli americani (un cardine).

  
Nella "pubblicità", riconoscilo (sempre).
Una intera “notizia”, serve per dimostrarti un “cardine”.
Te ne accorgi, oppure, decadi sempre (nuovamente) nelle “fauci” della notizia stessa?
Gli Usa, hanno imposto al “mondo”, una “forma” ben precisa… da "buona" sottodominante ad “immagine e somiglianza” di che cosa (chi)? 
Sei sempre alle solite. Vero? Infatti, tendi a non crederci che “è” così:
che esiste una/la compresenza immanifesta dominante (il grande burattinaio, il grande fratello, chi muove i fili, il “palazzo del potere”, etc.).
Per meglio intenderti:
nulla (nulla) di quello che supponi, dal momento in cui “ti dicono che…”.
Ma, allo stesso tempo, tutto “ciò che dicono…” ma (ma) solo se decodificato a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso, by la “formula”.
Eccoti, dunque, arrivato al “punto”, anche per quest’oggi:
quale?
Questo:
la tua giurisdizione è il tuo corpo
la "possessione" è la perdita della tua giurisdizione, persino, di te stess3
in ogni (ogni) “caso” e/o variante
la “normalità” è la diffusione massima della “malattia (maledizione)”… di tutt3 ciò che sei abituat3, “qua, così”, a riconoscere nella sua forma convenzionale, alias, auto disinnescata
l'orientamento nella composizione della materia (il "ogni tuo desiderio è un ordine").


  
Nor/male.
l'operatore Nor è un operatore logico (operatore booleano) di negazione… è anche detto Or negato.
Date due proposizioni logiche A e B, l'operatore Nor determina una terza proposizione logica C che si manifesta vera soltanto quando le proposizioni A e B sono false
In conclusione, l'operatore logico Nor può essere considerato come un operatore logico Or seguito da una negazione Not.
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Una “verità”, che… si manifesta vera soltanto quando le proposizioni A e B sono false:
modificando le “proposizioni logiche iniziali (input, ‘è già successo’)”
la realtà “qua, così” si “manifesta vera
poichénegata (un operatore logico Or seguito da una negazione Not…).
Nor/Male:
l'accezione originaria del termine male sembra essere orientata ad esprimere, prima ancora di un disagio fisico e/o materiale, un orientamento negativo in campo etico/morale o spirituale…
Link 
La realtà, divenuta ordinaria, dunque, “nega (disorienta, inclina)” l’operatore logico “etico/morale”, che non è “spirituale”, bensì:
assolutamente incarnat3, poiché, auto emanantesi dal complesso corpo/mente singolare.

  
A Filtro di Semplificazione attivo, è cardinale attenersi a questo piano degli eventi (reale manifesto "qua, così"), poiché, un simile atteggiamento elimina alla fonte la “complicazione (artificiale)” AntiSistemica, utilizzando tutt3 ciò che esiste, in quanto compresente alla tua diretta presa in questione (memoria frattale espansa).
Normale:
l'etimologia della parola normale è da ricondursi al latino norma, sostantivo che indica la squadra (detta anche regola), lo strumento utile a misurare gli angoli retti, da cui normalis = perpendicolare, retto.
Pertanto, si deduce come l'idea di normalità richiama quella di rettitudine, di esattezza, di regolarità. Ha come sinonimi abituale, comune, consueto, logico, giusto, equo. In medicina è sinonimo di sano, naturale.
Link 
Norma, sostantivo che indica la squadra (detta anche regola):
quale "squadra (regola)"?
Fai attenzione ad orientare ogni “costrutto”, che ha la pretesa - a sua volta - di orientare te:
l'idea di normalità richiama quella di rettitudine, di esattezza, di regolarità
abituale, comune, consueto, logico, giusto, equosano, naturale
Che cosa significa?”:
rispetto a quale “cardine”
è sempre valida questa “massima (verità, regola)”?

  
Come, forse, puoi notare, allora, manca il riempitivo di tutto questo “spazio (vuoto)”. 
Ossia, manca (chi) ciò che hai già dimenticato, poiché è logica strategica proprio che accadesse, dal momento in cui “è già successo”.
La vera malvagità è più di ogni altra cosa, seducente. Il Diavolo che bussa alla nostra porta… è meraviglioso e sussurrando ci offre quello che più desideriamo, come una sirena che rovinosamente ci attira contro gli scogli
Dal punto di vista scientifico, la vita non è che una serie di reazioni chimiche… Diventa una assuefazione la ricerca di trascendenza, come la vostra dipendenza da Dio”.
Penny Dreadful
Il “qua, così” è… artificiale. Nel senso che “è” un… incanto.
Una questione di centralità, viva presenza in se stess3, giurisdizione, etc.
Sì, perché, il “Genio (frattale espanso)” esaudisce ogni “desiderio” della grande concentrazione di massa, giurisdizionale. Ergo:
se (quando) una compresenza, sulla Terra, diventa tale, di conseguenza, espande la propria giurisdizione all'intero pianeta, senza necessità di manifestazione diretta alcuna, per delegazione frattale espansa (in proiezione, in leva, non localmente, ubiquamente, wireless… per quanto concerne gli effetti globali auto diffusi sul/nell'intero contesto).

  
Qualcosa che è 1) un dato di fatto ed, allo stesso tempo, un dato di fatto che è sempre 2) potenziale, anche per qualsiasi singolarità che “ora ‘qua così’” versa in uno stato di completo abbandono.
Per questo motivo, il “cardine” è tanto intenso ed assoluto (totale).
Perché “tu puoi, sempre, Fare…”. 
Ed ogni (ogni) vicenda relativa al “risveglio (sotto a qualsiasi pantomima)”, riguarda sempre (sempre) questo tuo, e di chiunque, Stato di Potenziale.
Il Dio/la Dea… che “dorme ‘qua, così’”.

Anche a Filtro di Semplificazione attivo, non ti perdi nulla, sostanzialmente:
impara (ricordati di te) traendo esempio, dall’esempio (in ogni “caso”).
“Fai…”.
  
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2038



2 commenti:

  1. Dio, il Diavolo... Dio lo abbiamo ricacciato molto in la' ma che dire del Diavolo? E' dappertutto! Io lo vedo dappertutto! Come dimostrare l'inesistenza del Diavolo, del Pricipio di Corruzione?

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    Risposte
    1. Ciao Spartan, certo che è ovunque. Ma non è il Diavolo. Il Diavolo è un simbolo, nel quale è stato "caricato" l'impronunciabile appellativo della ragione fondamentale = la dominante.

      Una compresenza immanifesta (per strategia) = un incantesimo (interesse).

      Se si va al "sodo", è la dominante che trovi (ricordi). Ossia, proprio il Principio di Corruzione, che il Dominio incarna - inconsciamente - essendo, esso, umano...

      Dimostrando l'inesistenza del Diavolo si commette un grosso errore, poiché esiste ma non è il Diavolo, è la dominante.

      Grazie. Un caro abbraccione. Serenità

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