lunedì 23 gennaio 2017

Dovresti immaginare, vedendo senza alcuna spiegazione.



È divenuto, per Me, relativamente semplice smontare, disinnescare, smascherare, etc. pezzo per pezzo, tutto quello che nell’AntiSistema, l’AntiSistema propone, ogni volta, secondo una certa prospettiva apparente, tendente alla “(bio)diversità”;
in una neuro simulazione effettiva, reale manifesta “qua, così”, che è davvero complesso riuscire a “staccarti di dosso e… vomitare fuori da te”.
In questo spazio (potenziale) è stata riconosciuta/ricordata la ragione fondamentale, per la forma del paradigma “sempre verde”, che scambi per tutt3 ciò che esiste, anche nel potenziale…
La compresenza immanifesta dominante “è” nella realtà manifesta convenzionale, dove la convenzionalità è divenuta una caratteristica espansa, in grado di abbracciare interamente lo spettro del possibile, facendo tramontare tutto il “resto” all’interno dell’ambito dell’impossibile, nella misura in cui “questo stato non è previsto, permesso, inteso, etc. “a monte” di te.
La convenzione è, ormai, divenuta sia la pace che la guerra, la ribellione, la rivoluzione, il complottismo, il pro e il contro, etc.
Ricorda:
non c’è più differenza sostanziale alcuna “qua, così”
la differenza la fai tu, nel momento in cui "ti accorgi (ricordi)"...

Perché tutt3 è auto disinnescato preventivamente, da una “parte” che nemmeno immagini e che, quindi, non puoi ambire di portare ad "emersione", né minimamente pensare/ipotizzare di comprovare, nella maniera attesa – convenzionalmente – dagli impianti di amministrazione della “giustizia (legge) ‘qua così’”…
Questo accade, matematicamente, quando un potere è talmente “grande” da non sembrare nemmeno ammissibile a “rigor di logica”:
è, dunque, qualcosa di “matematico (gravitazionale)”
che esclude, categoricamente
qualcosa di, persino, “logico”.

  
Per come sei mess3 "qua, così", arrivare autenticamente "da A a B" è... immaginare l'impossibile.
Una intelligenza che contrasta un’altra intelligenza; prospettive diverse, delle quali occorre accorgersi, non visto che l’intelligenza dominante (che non esiste ma c’è e viceversa) non è diversa da quella dominata, essendo la dominante una parte del tutt3 e, quindi:
una "piccola parte" d’intelligenza, dell’intelligenza.
Qualcosa che, tuttavia, non risente affatto della definizione “di parte”, di… “piccola parte”:
essendo l’intelligenza un “terreno auto consistente”, che classificare comporta già di per sé, dimostrare di essere perlomeno “miopi”
dato che l’intelligenza “è” una proprietà nativa e non un qualcosa di intero, da poter dividere… perdendo, così, potenziale.
L’intelligenza riparte sempre, anche dall'infinitesima parte, riformandosi “dal nulla (che è un/il potenziale)”.


Quindi, l’intelligenza stessa è un/il potenziale
E da “lì”, ne deriva, che non può mai venire a mancare.
Semmai, il complesso umano – sede (contenitore) dell’intelligenza – può non risultare “compromesso”, sopravvivendo di conseguenza all'ombra della propria “intelligenza”.
Qualcosa che succede se (se) una dominante prende il controllo pressoché assoluto della situazione reale manifesta sociale (globale).
E se (se) – sempre questa forma dominante – non risalta all'evidenza dei sensi “maggiori (quelli rimasti come riferimento collettivo e singolare)” – allora, la profondità dell’incanto “non risulterà nemmeno”, riuscendo sempre ad auto convincerti, da “te”, che c’è una motivazione a/per qualsiasi accadimento:
di tutto
fuorché la ragione fondamentale dominante.


Cos'è che “spinge” (sempre) a “far buon viso a cattivo giogo”? 
Una certa tendenza a “sopravvivere”. Qualcosa di descritto a livello di Dna. Una caratteristica che ti porta a ritenere “sacra” la vita (ma non ad innalzarla a livello di “giustizia ad angolo giro”).
Ergo:
a doverla affrontare come se (come se) fosse una lotta, una competizione, una gara, etc.
alle prese con una realtà manifesta sempre (sempre) priva di risorse, apparentemente, per tutt3.
Una “corsa contro il tempo”, fra l’altro… dal momento in cui “ti manifesti”, continuando a scorrere nel piano inclinato (gravitazionalmente, inerzialmente)… verso il “punto di rendez-vous”.
Presto, che è tardi…”.
In una tale “discesa senza fine di continuità”, le persone si danno da fare al fine di “tirare a fine giornata, settimana, mese, anno, vita”, celebrando anniversari del tutto distorti rispetto al potenziale che incarnano sempre (sempre). 
È come festeggiare il tal “anno di prigionia”, ogni volta… invece che accorgersi di essere “in prigionia”…

  
Nella sua (di Leopoldo Longanesi) vasta produzione pubblicistica, il gusto per la tradizione si fuse con un atteggiamento intellettuale anticonformista.
Sin dagli anni trenta, il successo che arrise alle sue riviste e alle sue iniziative editoriali gli ritagliò un ruolo di maître à penser che Longanesi ricoprì per tutto l'arco della sua carriera
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Nella sua vasta (una vita intera)
produzione pubblicistica (l’anima del commercio)
il gusto per la tradizione si fuse con un atteggiamento intellettuale anticonformista (convenzione “qua, così” AntiSistemica, senza alcuna differenza alternativa sostanziale)
sin dagli anni trenta, il successo che arrise alle sue riviste e alle sue iniziative editoriali gli ritagliò un ruolo di maître à penser che Longanesi ricoprì per tutto l'arco della sua carriera (“per tutto l'arco della sua carriera”, ossia, per tutta la “sua” vita).
Certe persone hanno questa caratteristica, di sopravvivenza, molto più marcata rispetto alle molte altre. 
Longanesi riuscì, da fascista, ad essere fascista – prima, durante ma non dopo – allorquando le “cose” si trasformarono apparentemente, con dentro anche Longanesi stesso, che – attraverso la propria esperienza“dopo” riuscì a provare che non ci fu nessun cambiamento sostanziale, se non sempre all’interno di qualcosa che si rinnova senza per forza di cose “cambiare”.

  
La chiusura della rivista Omnibus, capostipite del rotocalco “moderno (dopo guerra)”, da parte dell’Autorità censoria fascista, fu – per certi versi – il “dono più grande di Mussolini a Longanesi (da buoni amici, gerarchicamente)”, in quanto che… non ripensandoci e, dunque, non proferendo parola, permise che Longanesi potesse ammantarsi di quella “veste” che, in seguito, lo avrebbe aiutato a dipingersi d’altro, camuffando una sicura provenienza divenuta, poi, scomoda… ad un punto tale, anche, da poterlo privare della vita, anzitempo, durante il periodo della staffetta tra sotto poteri, sempre all'ombra del potere sottodominante Usa:
al tempo della “liberazione”
infatti
fu tutto un fuggi fuggi
per paura di venire additat3 di essere stati i rappresentanti, di comodo, di un fascismo che si era dileguato come neve al sole.
Ebbene, tra le altre “cose”, la chiusura dell’Omnibus, permise a Longanesi di iniziare a materializzare quella sorta di “lasciapassare” che, in seguito, sarebbe venuto buono per ricollocarsi e ripresentarsi esattamente da dove “era finita l’esperienza precedente (rimanendo se stesso, seppure... recitando continuamente)
Ora, non è interessante l’opinione “esperta (di turno) ‘qua così’” a tal proposito, in quanto ché… “non serve”.
Di più, è utile evitare di continuare a dibatterti in qualcosa che dice tutto ed il contrario di tutto, allo stesso tempo, senza – per questo – cambiare una virgola della/nella sostanza dominante che, lasciata inosservata esattamente dove si trova, continua esattamente a “fare” quello che meglio sa fare:
preservando in toto
il proprio reame
senza necessità alcuna di vessilli al vento, né di castelli del “Signore”.
Lasciando fare” tutto quello che “serve”, per la propria “causa (ragione fondamentale)”. Ciò che puntualmente scambi per evoluzione, progresso, cultura, società, legge, diritto, giustizia, etc.


Papa: la fede non cambia solo il cuore ma anche la mentalità.
"Pensiamo ai dottori della legge che perseguitavano Gesù. Questi facevano tutto, tutto quello che era prescritto dalla legge, avevano il diritto in mano, tutto, tutto, tutto. Ma la loro mentalità era una mentalità lontana da Dio.
Era una mentalità egoista, centrata su loro stessi:
il loro cuore era un cuore che condannava, sempre condannando.
La nuova alleanza ci cambia il cuore e ci cambia la mente. C'è un cambio di mentalità".
Così Papa Francesco nell'omelia mattutina a Casa Santa Marta.
"La nuova alleanza - ha proseguito Francesco a quanto riportato dalla Radio vaticana - mi rinnova e mi fa cambiare la vita, non solo la mentalità e il cuore ma la vita.
Vivere così:
senza peccato, lontano dal peccato.
Questa è la ricreazione. Così il Signore ci ricrea noi tutti".
Infine, il Papa ha rivolto l'attenzione al terzo tratto, il "cambiamento di appartenenza".
Noi, ha detto, apparteniamo a Dio, "gli altri dei non esistono", "sono stupidaggini".
"Cambio di mentalità", dunque, "cambio di cuore, cambio di vita e cambio di appartenenza".
E questa, ha ribadito, "è la ricreazione che il Signore fa più meravigliosamente che la prima creazione".
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Prendi atto di “cosa ti viene detto (senza che tu batta ciglio, dato che… non te ne accorgi, non ricordi)”:
la nuova alleanza ci cambia il cuore e ci cambia la mente.
c'è un cambio di mentalità
mi rinnova e mi fa cambiare la vita… vivere così… questa è la ricreazione. Così il Signore ci ricrea noi tutti
noi, ha detto, apparteniamo a Dio, "gli altri dei non esistono", "sono stupidaggini"
"cambio di mentalità", dunque, "cambio di cuore, cambio di vita e cambio di appartenenza"
e questa… "è la ricreazione che il Signore fa più meravigliosamente che la prima creazione"…





Già l’“Antico Testamento” ti fa intuire l’esistenza di più “Entità Signorili (sottodominanti):
andate “lì” ma non “là”
“là” non metterete piede e non pretenderete niente
ma “lì”, metterete eccome piede e pretenderete tutto.
La famosa “terra promessa”. No?
Una incitazione, sottile (psicologica, per “fede che cambia anche la mentalità”), perpetrata e perpetuata – nel momento della privazione e dell’illusione della libertà – per anni ad un intero popolo che, alla fine cambia proprio idea, oltre che autorità di riferimento (appartenenza) sociale/militare, giungendo all'idea – altamente ispirata – di “dover, per forza di cose, invadere e conquistare delle terre già abitate (con la promessa di sterminare coloro che già vi risiedono)”. 
Qualcosa che è il “biglietto da visita” di una caratteristica ambientale, immanifesta, dominante… che risiede nelle varie sfaccettature delle versioni globali di Dio, in quanto Dio è un simbolo che rappresenta proprio tale compresenza immanifesta poiché dominante “qua, così”…
La sopravvivenza, forzosa, dei molti… a scapito del potenziale ed a favore di un principio che si rivela (fai attenzione al lessico).
La “nuova alleanza” è inerente al “momento di è già successo”:
essa non è nulla di diverso
da quello che, storicamente si ripropone ciclicamente “qua, così”...
ad un impero ne segue sempre un altro
attraverso la “Restaurazione” e la “Liberazione”
così come la Massa sopravviveva (e sopravvive) nell'attesa della tua venuta (o “Salvatore”).
Continuando, nel frattempo, a “rinunciare a tutto”:
e questa… "è la ricreazione che il Signore fa più meravigliosamente che la prima creazione"…
Un “cambio di mentalità”:
un lavaggio della mente
la dimenticanza del “è già successo”
la dispersione dell’aggancio alla propria esperienza (memoria)
ed il relativo, consanguineo, paradigma “qua, così”.





  
È tutto talmente “chiaro”, che... illustrarlo a parole è quanto mai inverosimile.
Dovresti immaginare (che è un “sentire, vedere, toccare, etc.”, senza la necessità delle spiegazioni)…
“Fai…”.
   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 1988


5 commenti:

  1. Ciao Davide scrivi bene qui :
    Presto, che è tardi…”.

    In una tale “discesa senza fine di continuità”, le persone si danno da fare al fine di “tirare a fine giornata, settimana, mese, anno, vita”, celebrando anniversari del tutto distorti rispetto al potenziale che incarnano sempre (sempre).
    È come festeggiare il tal “anno di prigionia”, ogni volta… invece che accorgersi di essere “in prigionia”…

    Io aggiungo un sensazione che ho in questi giorni, oltre al correre e al fare qui, una volta raggiunto un qualsiasi risultato apprezzabile, è perché è gia stato previsto e disinnescato..

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  2. O come se una volta raggiunto, ormai non te ne fai più niente perché sei vecchio, anche mentalmente, vedi il detto : ogni cosa a suo tempo !

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    1. Caro Marco, è una concertazione. Solo che non la controlliamo più noi.

      Conviene accorgersi e fare: fermandosi.

      Ti ringrazio ed abbraccio.

      Serenità

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  3. Quando il tempo è arrivato, non è più il suo tempo, per quella cosa. Anche il transurfing dice che per ottenerla si devono fermare i potenziali di importanza, non te ne deve fregare più niente praticamente..

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    1. Effettivamente viviamo una differita. Sul "non fregare niente"... ci andrei cauto. E' sottile la cosa. Occorre coerenza. L'interferenza dominante non è tenuta conto da questi "profeti", che trovi persino al supermercato.

      Grazie Marco. Ti abbraccio. Serenità

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