lunedì 14 dicembre 2015

Un punto di vista altrui, è la tua certezza.



Di doman non c'è certezza…”.
Lorenzo de' Medici
Di quali “certezze” ti nutri? E di quali, si nutre lo status quo?
Ad un primo sguardo, sembra che certi “paletti” siano identici e che, dunque, collimino a livello quasi “naturale” (il credo punta a ritenere la stessa “cosa”, l’esigenza del dipendente e quella del principale).
In realtà, tuttavia, le “tue” certezze derivano dalla necessità centrale “altra”, al governo del reale manifesto “qua, così”.
Il Dominio crede nella certezza (se la “procura” e la alimenta) che il proprio impero sia eterno.
Tu credi in ciò che, nella scia dell’abitudine, respiri come fosse tuo (il sopravvivere facendoti andare bene la “spigolatura” accessibile, come “galline felici, che fanno uova… migliori”).
Per cui, “in chi/cosa credi”? In chi/cosa riponi la tua fiducia?
Di quali certezze ti nutri, tra teorie e convenzione?
Trattasi di una vera e propria “alimentazione”, di una modalità alimentare dettata a “forza” (quella della mancanza di alternativa sostanziale), che ti viene erogata a livello di controllo non manifesto, in virtù di una forza unilaterale del tutto sconosciuta a te, per via del prosciugamento della memoria tra le anse del tempo.
Tu consumi. Egli/loro… ti consumano.
   
Perché “vengono prima”, nella piramide alimentare, nella “forma e nella sostanza”. Nella catena che ti auto mantiene inerte ed inerme, nel paradigma – non paradossalmente – auto imposto.

Sei tu a fare e a disfare? Sì. No. Sì e no. Dipende. Da chi/cosa?
Dal Dominio e dalla prospettiva, dal livello gerarchico che prendi in esame o ignori completamente, etc.
Non hai certezza di nulla, se non ti accorgi della “forma n/della forma” dominante.
Se non ti rendi conto che esiste un Dominio e che la sua “dima” prefigura tutto “qua, così… a sua immagine e somiglianza”.

Le “tue” certezze? Possono sempre crollare da un momento all’altro, ma… non lo fanno mai veramente, al cuore, al nocciolo della questione. Tutto è come:
una rappresentazione teatrale, con lo sfondo colorato che cambia di scena in scena, secondo copione e decisione pre confermata a livello strategico/gestionale ed amministrativo (investimento e produzione, preservazione e perpetuazione della… trama).
Un pianeta misterioso è stato trovato ai confini del nostro sistema solare?...
I ricercatori scrivono:
"Semplici prove ci convincono che non si tratti di una semplice stella. Crediamo che l'oggetto sia parte del sistema solare, in moto retrogrado, ma così distante da non poter essere identificato da altre onde"…
Mike Brown, del Caltech, è scettico sulla scoperta:
"Se fosse vero che Alma avesse scoperto accidentalmente un oggetto nel sistema solare nel suo piccolo campo visivo, significherebbe che ci potrebbero essere qualcosa come 200mila pianeti della dimensione della Terra nel sistema solare. Ancora meglio, se ci fossero, destabilizzerebbero tutto il sistema e moriremmo tutti".
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Se ci fossero, destabilizzerebbero tutto il sistema e (moriresti? Davvero, la fine di un modello, è anche la fine dell’umanità? O, piuttosto, sarebbe la fine di un regime? Di un modo di vedere “dal buco della serratura”. Di una strategia auto imperante dall’alba dei tempi e, proprio per questo, “al sicuro da ogni dubbio a tal proposito”).
Di cosa hai bisogno? Di ciò che è… necessario.
Va bene, ma… quando non hai più modo di renderti conto di “cosa è necessario”, a cosa vai, invece, incontro? Quando “tu non sei più in te, completamente”, che cosa percepisci e sei portato/a a… “pensare”?
Quali sono le necessità, solo perché sono diventate “le necessità”?
Una paura è... necessaria?
È davvero necessario questo modello economico?
E, di più, è sostanzialmente necessaria l’economia? Il Denaro. Il concetto di moneta, di scambio mercificato, di preziosità, di accumulo, di… “futuro”.
Di quale destino ti preoccupi, dal momento in cui, esso è deciso da un mix di fattori "altrui", che non esiti a lasciare, ad esempio, nelle mani aleatorie del clima Planetario?
Tu, puoi davvero dipendere dalle “bizze” del Pianeta? Da uno scontro accidentale fra astri, meteoriti, comete, etc.? Puoi ritenerti così “pienamente definito/a”, da una carambola spaziale, da polvere perenne nell’atmosfera che oscuri il Sole per sempre?
Sì, se credi che morire sia cancellarsi definitivamente.
No, se credi che morire sia artificiale (nemmeno ciclico, bensì, procurato vivendo in un certo modo, ossia, sopravvivendo “qua, così”).

Le “tue” certezze non sono quelle – ad esempio – di un imprenditore. E... a livello esistenziale? Quello passa sempre in secondo piano "qua, così".
Stangata sulle slot, presidente Sapar: così si uccide la filiera.
Il gioco legale, come le slot o gli apparecchi da intrattenimento che troviamo negli esercizi pubblici, viene bastonato dal governo, non da ultimo con un emendamento al decreto Stabilità presentato in Commissione bilancio della Camera che vuole aumentare il prelievo erariale (Preu) sulle giocate del 4,5% (dal 13 al 17,5%).
Una stangata per gli addetti ai lavori, come spiega il presidente Sapar (Sezioni apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) Raffaele Curcio:
"Il settore ha una filiera produttiva importante anche a livello occupazione, con questi provvedimenti non si fa altro che distruggerla giorno per giorno, quindi si tornerà al passato con un ritorno all'offerta di gioco illegale e lì non ci si sarà né tutela per lo stato né tutela per il giocatore".
L'ex segretario generale Cisl Raffaele Bonanni aggiunge:
"Non costa niente colpirli perché non interessa a nessuno. E invece sbagliano perché ci sono di mezzo l'erario pubblico, che riceve quasi 10 miliardi dal gioco legale e poi c'è ancora di più il problema dell'illegalità che ingrosserebbe le proprie file, oltre a più di 120.000 persone che ci lavorano"…
Sapar ha organizzato a Roma il convegno "Gioco legale: Parliamone a carte scoperte" moderato da Nicola Porro.
Tra i relatori anche lo psichiatra Paolo Crepet:
"La ludopatia è un po' come la dipendenza da cocaina: lei chieda a un cocainomane se è cocainomane e lui dice di no. Perché dice ogni tanto... questa è la risposta di chi usa le macchinette. Non sto negando il problema, sto dicendo che è molto complicato".
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  • il gioco legale, come le slot o gli apparecchi da intrattenimento che troviamo negli esercizi pubblici (cosa è legale? Chi/cosa ha deciso che, questo gioco, è legale? E perché?)
  • il settore ha una filiera produttiva importante anche a livello occupazione, con questi provvedimenti non si fa altro che distruggerla giorno per giorno, quindi si tornerà al passato con un ritorno all'offerta di gioco illegale e lì non ci si sarà né tutela per lo stato né tutela per il giocatore (il solito ricatto nemmeno tanto sottile. Le solite "minacce". Che cosa si preserva? In cosa sei?)
  • la ludopatia è un po' come la dipendenza da cocaina: lei chieda a un cocainomane se è cocainomane e lui dice di no. Perché dice ogni tanto... questa è la risposta di chi usa le macchinette. Non sto negando il problema, sto dicendo che è molto complicato (è “complicato” quello che non si vede a pieno e, dunque, si comprende parzialmente. Il Dominio, non "emergendo", rimane all’ombra della “tua” comprensione. Allora, ricorri alla frattalità espansa: il “memo” che ti permette di ricordare, a partire dal “dettaglio” che è, comunque, manifesto e che narra senza ombra di dubbio della forma dominante).
 
La "dimenticanza" del Dominio (la sua strategia), è il motivo per il quale "non sai mai che cosa viene prima".
Eni, Marcegaglia: petrolio basso implicherà scelte difficili
"Negli ultimi 12 mesi abbiamo visto un movimento violento con il prezzo che si è quasi dimezzato" ha sottolineato "c'è un eccesso di offerta e per la prima volta l'Opec non ha svolto quel ruolo di stabilizzatore che ha avuto in passato.
È come se mancasse una banca centrale quindi sembra un cambiamento strutturale, uno scenario nuovo e complesso. Cercare di costruire scenari futuri diventa molto importante per decidere gli investimenti futuri".
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È come se mancasse una banca centrale quindi sembra un cambiamento strutturale, uno scenario nuovo e complesso (ergo, senza banche centrali, il cambiamento diventa strutturale. Per questo motivo, invece, è sorta anche la Bce – negli ultimi sedici anni. Per dare certezza al potenziale della Ue, che copre gli investimenti degli Usa e della Fed, in Europa; che fanno le veci del Dominio, inconsciamente).
La Bce è stata istituita in base al Trattato sull'Unione europea e allo "statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea", il 1º giugno 1998; mentre ha iniziato ad essere funzionale dal 1º gennaio 1999, quando tutte le funzioni di politica monetaria e del tasso di cambio delle allora undici banche centrali nazionali sono state trasferite alla Bce.
Nella stessa data sono stati sanciti irrevocabilmente i tassi di conversione delle monete nazionali rispetto all'euro. Inoltre, ai sensi del diritto pubblico internazionale, la Banca ha propria personalità giuridica autonoma.
La Bce può emanare decisioni e formulare raccomandazioni e pareri… Deve inoltre essere consultata dalle altre istituzioni dell'Unione per progetti di modifica dei trattati che riguardino il settore monetario, oltre che per ogni atto dell'Unione riguardante materie di sua competenza…
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È come se mancasse una banca centrale quindi sembra un cambiamento strutturale:
  • visto che, all’inverso, nello scenario è comparsa un’altra banca centrale (anzi… una banca centrale delle banche centrali europee, aggiungendo un nuovo livello gerarchico nella complessità del controllo economico/finanziario/speculativo, sempre attuale, per auto riattualizzantesi “tacito consenso massivo”)
allora
  • significa che non c’è nessun cambiamento strutturale in corso d’opera. Ok?
Lagarde mette in guardia darebbe incertezza a economia.
"Personalmente spero che resti", ma anche se è "prematuro" sbilanciarsi in previsioni sul cosa accadrebbe, la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde ha messo in guardia da una eventuale uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea:
creerebbe "incertezza politica".
E "come economisti preferiremmo avere sempre il minimo possibile di incertezza. Perché le certezze sono sempre meglio delle incertezze - ha affermato Lagarde durante uno speech a Londra. Anche se in definitiva è una decisione politica e in questo senso non forniamo valutazioni".
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  • come economisti preferiremmo avere sempre il minimo possibile di incertezza. Perché le certezze sono sempre meglio delle incertezze (status quo, con ogni sua caratteristica preservata in eterno, giusto o non giusto che sia "lato tuo")
  • anche se in definitiva è una decisione politica (“è una decisione”. Ecco che cosa è. Perché, allora, “decidono sempre e solo in tal senso, auto limitante”? Perché il reale manifesto è tanto ingiusto? Perché trae spunto dall’immagine genitoriale del Dominio).

Nella "decisione politica"... dove si ritrova la Massa?


Legge di stabilità, ok extragettito canone a tv locali,70% a Rai in 2016.
Via libera della commissione Bilancio della Camera all'emendamento del governo che stabilisce che l'eventuale extragettito che dovesse generarsi dal pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica sarà destinato, oltre che agli anziani ultrasettantacinquenni e al fondo taglia-tasse, anche alle radio-tv locali.
La quota di risorse che resta andrà alla Rai:
per il primo anno la quota per la tv pubblica sarà di circa il 70% mentre del 50% per il 2017 e il 2018
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Ma “il pagamento del Canone Rai” non riguarda, appunto, la Rai?
Se c’è un extragettito (il calcolo è basato su “cosa”?) significa che alla Rai “non serve”, per cui è il Canone che va abbassato.
Perché, quello che viene raccolto in più, non sperare che vada dove viene promesso.
E poi, nota bene:
  • governo che stabilisce che l'eventuale extragettito che dovesse generarsi dal pagamento del canone Rai nella bolletta elettrica sarà destinato
  • la quota di risorse che resta andrà alla Rai (cosa viene, dunque, “prima”?).
Il Canone Rai, sul modello televisione privata, non dovrebbe esistere nemmeno, ma… anche ammettendolo, il Canone Rai “serve alla Rai”. Se viene raccolto “di più (su quale base?)”, significa che va abbassato. Perché non si può finanziare altro, con ciò che è “altro”.
Questa è la… complessità? No davvero:
questo è “solo”, status quo strutturale centrale.
La tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo dovrebbe oscillare fra i 35 e i 65 euro, in funzione del reddito e dei consumi.
Il nuovo meccanismo terrà conto dei consumi e del reddito delle famiglie. Il possesso della televisione andrà indicato nella dichiarazione Irpef che serviranno per valutare redditi e consumi e determinare l’aliquota di appartenenza...
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Il Canone Rai, era stato promesso circa un anno fa, avrebbe dovuto costare al massimo 65 euro, tenendo conto del reddito familiare e del fatto che lo avrebbero, a quel punto, pagato tutti.

Invece, il tutto è stato parificato (mantenendo la cieca quota fissa), oltre che, anche, imposto a tutti.
Anche a coloro che non hanno un televisore e non ne vogliono sapere di “usufruire del servizio pubblico”. Qualcosa che è sempre più alla deriva di ogni canale a pagamento “privato”.
Chi decide anche per te?
Vietare il burqa è legale?
Vietato, a partire da gennaio 2016, l’ingresso a volto coperto negli ospedali e negli uffici regionali della Lombardia, come previsto dal provvedimento approvato dalla Giunta della Regione capitanata da Roberto Maroni. Un divieto che riguarda genericamente tutti i casi in cui viene velato il volto, ma che è immediatamente suonato come un no diretto a burqa e niqab.
Ma è effettivamente legale vietare un abito tradizionale come il velo totale islamico? La questione è controversa.
Molti amministratori locali... hanno tentato di emettere ordinanze in questo senso, perdendosi tuttavia in una serie di cavilli giuridici, e scontrandosi con sentenze emesse in precedenza
Ora il divieto della Regione Lombardia, fortemente voluto dal leghista Fabio Rolfi, si impernia in buona parte sulla Legge Reale del 1975, che vieta l’uso di “qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”. Basta per vietare il burqa? A quanto pare, no.
E il motivo è proprio in quel “giustificato motivo” di cui sopra, che per molti tribunali è ben esemplificato proprio dalle convinzioni religiose…
C’è, poi, la questione di Strasburgo.
Da una parte ha stabilito che anche l’uso del velo è parte di quella libertà di manifestazione religiosa sancita dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, sulla quale le autorità amministrative locali possono ben poco.
Dall’altra, tuttavia, la Corte europea dei diritti umani ha confermato le ragioni della Francia, dove burqa e niqab sono vietati dal 2010, confermando la legge che li bandisce. Quest’ultima, infatti, non viola il diritto alla libertà di religione né quello al rispetto della vita privata dei cittadini.
In questo caso il governo francese aveva fatto leva, tuttavia, su un punto differente, ovvero il fatto che l’uso del burqa fosse un deterrente per le relazioni sociali.
“Il volto gioca un ruolo importante nelle interazioni sociali”, aveva spiegato Parigi, divenuta la prima nazione europea a vietare il velo islamico in tutti i luoghi pubblici, compresi i mezzi di trasporto. A seguirla è stato il Canton Ticino, in Svizzera, dove il burqa è stato vietato con un referendum, poi trasformato in legge dal Parlamento.
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Sull'onda non solo del "terrorismo bollato come islamico":
cosa è “legale”
Qualcosa, uno “stato di diritto”, che viene sancito in maniera trasversale, in base a cavilli, necessità apparenti e meno apparenti, interpretazioni diverse della legge, gerarchia funzionale non osservata, interessi schierati in campo, paure più o meno dichiarate, sottili giochi strategici fini a preservare ciò che ha diviso e separato la società e l’essere umano.
Qualcosa che (puoi renderti conto osservando la “tua” esistenza), non è mai del tutto chiaroperché non è del tutto chiara la “fonte emittente”.

La “stabilità” serve: chi/cosa?
Il "servizio" è riflesso, nello stampo sociale, dal "contenuto (quasi sempre "invisibile")":
  • le App, i programmi, le abitudini, la legge, etc.
  • hanno in sé, codificate, quelle norme comportamentali che auto definiscono un “atteggiamento”; un modello alla base del vivere “qua, così”, che lo rende sempre più riconfermato e riconfermabile… per “decadenza dell’alternativa sostanziale”.
L. Stabilità, governo aumenta deficit a 2,4% per misure sicurezza.
Il governo aumenterà il deficit/Pil del 2016 dal 2,2% al 2,4% per finanziare il pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi, senza attendere l'autorizzazione della Ue.
La variazione è già stata autorizzata dal Parlamento ma non è escluso che l'esecutivo faccia una comunicazione alla Camere sulla variazione dei saldi della manovra.
Il nuovo saldo netto da finanziare ammonta adesso a 35,4 miliardi.
Con questa operazione sul deficit si liberano circa 3,2 miliardi (lo 0,2% del Pil), mentre il pacchetto sicurezza-cultura presentato dal governo vale 2,6 miliardi, avanzano quindi circa 600 milioni.
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  • il governo aumenterà il deficit/Pil del 2016 dal 2,2% al 2,4% per finanziare
  • con questa operazione... avanzano quindi circa 600 milioni.
Il denaro “salta fuori, inventandolo, permettendolo, autorizzandolo”.
Essendo una invenzione, è infinito.
Ma il giogo prevede che sia tutto, fuorché disponibile per chiunque. Da “lì” deriva che uno Stato lo possa creare ammettendolo disponibile, ricavandolo, riservandoselo e, “non più, stampandolo… dietro a garanzia di ciò che ha in pancia (una volta, l’oro fisico. Oggi il debito).
Se tu hai bisogno di denaro, (a) lavori per tutta la Vita, (b) fai un debito (te lo fai “prestare”).
Se lo Stato abbisogna di denaro, (a) lo “ammette”.
Se la banca centrale ha bisogno di denaro… “lo prende”.
Ora, da queste basi (di parte), su quali certezze poggia il “tuo” cammino?
È chiaro che... le certezze non sono le tue, ma… sono relative a qualcosa d’insieme, che è privato.
La mano sul Pianeta è evidente. Le sue esigenze non sono le tue, bensì, sono solo le “tue”.
Te le carichi addosso, perché lo prevede il copione “qua, così”.
Così, inquadri la realtà manifesta da un “punto di vista, altrui”.
Questa è l’unica certezza che ti rimane. Ma solo se te ne accorgi.
Altrimenti, decadi nel livello sottostante, caratterizzato dal fatto di “convivere con le emanazioni di quello superiore”. Come alimentandoti di scarti, di briciole, di… tuoi simili senza memoria, come te.
 
Accorgiti
   
Davide Nebuloni 
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