mercoledì 28 maggio 2014

"Mamma mia" echoes.


Una curiosità: durante tale missione (Apollo 15) furono pronunciate le uniche parole italiane sulla Luna. Scott, infatti, sorpreso dalla particolare lucentezza di una roccia, urlò le parole:
"Mamma mia!"…
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Mamma mia! Una esclamazione, a quanto pare, divenuta internazionale. Era il 1971. Chissà, forse per merito dei numerosi film italiani del dopo guerra o, forse, perché l’italiano si è sempre "lamentato" internazionalmente utilizzando una simile espressione.
Mamma mia è un'espressione italiana che denota un'intensa emozione di vario tipo: stupore, paura, contrarietà, gioia…
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Che cosa avrà mai visto, Scott?
 
Beh… sarà stato perlomeno “confuso” dalla meraviglia che lo assalì, almeno tanto quanto la stato di confusione che alimenta l’informazione, nel suo insieme ma anche nel web. Infatti, cercando ancora in Rete è possibile trovare:
8) Sulla Luna vennero dette parole in italiano?
Charles Duke, durante la passeggiata lunare di Apollo 16, disse:
"Mamma mia!"…
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Infatti, anche Wikipedia riporta la medesima versione della presente “curiosità”:
durante la passeggiata lunare effettuata da Charles Duke questi esclamò, dall'emozione, in italiano "mamma mia!"; e prima di andare via dal satellite, volle lasciare una foto di famiglia con la scritta sul retro dei suoi dati personali…
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E non finisce certo qua. 
 
La “soluzione” all’enigma si trova a questo link ed è importante ricavare la “morale” (chiave) sottintesa ad un apparente e futile argomento:
Gene Cernan (Apollo 17)

L'unico “Mamma mia” effettivamente presente nell'Apollo Lunar Surface Journal e documentato dalle registrazioni delle missioni Apollo è il "Mama me" attribuito a Gene Cernan (Apollo 17) nella sezione EVA-1 Close-Out:

124:04:55 Cernan: I'll take a peek down there. If they fell out, they'll be right on top (of the ground surface). Okay. (Pause) Mama me. (Pause)
La registrazione audio di questa parte dell'escursione riporta il “Mama me” a 09:05.

L'attribuzione storica del “Mamma mia” lunare, insomma, è molto controversa ma risolvibile consultando la documentazione originale. Tuttavia non è detto che si tratti davvero delle prime parole italiane pronunciate sulla Luna
È possibile che vi siano altre parole italiane disseminate nelle migliaia di pagine di trascrizioni: la ricerca continua….
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Ergo?
Prima di approfondire... ecco un'altra curiosità:
"Mama me" equivale all'italiano "Mamma mia"?
Ma non è solo la traduzione in lingua diversa? Come qualsiasi altro termine che venga (ri)tradotto. L'astronauta non disse proprio "Mamma mia" ma "Mama me" (senza nessuna allusione/ricorrenza all'esclamazione italica) oppure è solo la trascrizione che ha tradotto quanto espresso più genuinamente attraverso assonanza italica? Bah... (lasciamo perdere).
Vi è in questo stralcio di cronaca, il frattale inerente alla consistenza ed alla realtà inerente alla storia deviata, ossia, al fatto che “il flusso delle informazioni risulta deviato all’interno del suo fluire e fruire, per parte degli umani”. Le informazioni vengono sempre (ri)portate/(ri)ferite alla Massa, grazie all’esistenza di una serie di infrastrutture (Media e "memorie") che, nel loro “essere”, fungono anche ed evidentemente da “filtri” (censura, controllo, deviazione, etc.). 
Vi è, sempre in questo stralcio di cronaca, il frattale di quello che “occorrerebbe fare” al fine di by passare ogni tipo di filtro, ossia, raggiungere le “fonti originali” o quell’area di memoria entro la quale è conservata l’informazione, nella sua forma meno codificata possibile (ad esempio, la registrazione fedele di un discorso).
Tuttavia, la ricerca della verità non si esaurirebbe anche una volta "giunti" all’impianto di conservazione della memoria originale, in quanto quel “fatto” potrebbe costituire un singolo episodio, all’interno di una trama molto più complessa (è possibile che vi siano altre parole italiane disseminate nelle migliaia di pagine di trascrizioni: la ricerca continua…). Ok?
Questo “la ricerca continua” è, invece, il frattale del loop nel quale l’umano è contenuto per auto intrattenimento ed auto suggestione, derivante da “qualcosa” che non appare direttamente nel medesimo contenitore entro il quale si svolge l’opera umana, nella sua intera sfaccettatura 3d.
È come vivere in un vagone ferroviario parcheggiato su un binario parallelo a quello di effettiva provenienza/origine. Questa “deviazione” ha una origine nel Tempo ed è riportabile a quel momento in cui il “convoglio ferroviario” è transitato sui binari paralleli, disposti dopo l’impianto dello “scambio ferroviario”.
Ma quale… fantasia? “Wow” o, molto meglio, “mamma mia”!


SPS procede per metafore, al fine di utilizzare la capacità altra, umana, di (ri)comprendere ciò che è stato (ri)lasciato oltre “l’angolo”
Con la coda dell’occhio riesci a vedere sino ad un certo “angolo”, no? Oltre a quell’angolo dovresti eseguire uno spostamento del volto per opera del collo.
Ebbene, un simile movimento ti è reso “difficile” (bada bene: non impossibile) per motivi molto convincenti, "respirati insieme all’aria", il cui frattale e, anche, l'inquinamento ambientale.
Oppure, dd esempio: ogni paura che cosa ti suggerisce in maniera molto convincente?
Di “non fare qualcosa” oppure di “fare qualcosa”. La scelta sembra libera ma non lo è mai. Sei portato a scegliere e, una volta condotto, scegli tra quello che “rimane”, ossia, “tra ciò che risulta possibile percorrere” (tra il già scelto ad altro livello). A che serve continuare a fare esempi? Se intendi capire lo hai già capito cosa intende sostenere SPS…

Tornando alla frase di Cernan, ponendo in “pancia” l’espressione originale al traduttore automatico di Google, che cosa viene elaborato? Questa maccheronica decodifica:
Mi prendo una sbirciatina laggiù. Se essi caddero, saranno proprio in cima (della superficie del terreno). Ok. (Pausa) Mama me. (Pausa)
Nota bene che il "Mama me" non viene tradotto in "Mamma mia".

Comunque, se dai una limatina provvidenziale e magari “sincronica” a questo "parto" imbarazzante dell’automatismo non locale del servizio di Google, beh… la frase potrebbe essere (ri)aggiustata (come per le infinite versioni della Bibbia, ad esempio) in questa maniera:
Vado a dare una sbirciatina laggiù. Se sono caduti (dall’alto, ovvio) saranno (ancora) sopra al terreno. Ok. (Pausa) Mamma mia. (Pausa).
Sì… così può andare.
Ora, salta subito all’occhio l’entità del soggetto sottinteso alla frase:
“Cosa è caduto” ed, evidentemente, “cosa ha trovato” il curioso e coraggioso astronauta?
Piccoli meteoriti? Non importa, perché certamente il nome dell’oggetto è ricostruibile con buona esattezza ricorrendo proprio alle registrazioni ufficiali. Sempre che, tali registrazioni, siano effettivamente quelle “ufficiali”
Ossia, non v’è certezza di nulla se dipendi in tutto e per tutto da un fattore esterno a te. Non importa a quale livello sei nella struttura gerarchica d’appartenenza. A prescindere, avrai sempre un certo “ritardo nella risposta”, paragonabile al lasso di Tempo occorrente al “cervello” di elaborare il più opportuno feedback ad ogni "domanda/necessità".
Questo “Tempo di elaborazione” è sempre più veloce anche a livello da te direttamente sondabile. Basta, infatti, osservare un pc moderno e paragonarlo a quello di qualche anno fa.
I Tempi di risposta sono notevolmente diminuiti e si arriva a parlare addirittura di “real time”.
L’elaborazione è talmente veloce che tra domanda e risposta non passa nemmeno un attimo (a livello percettibile). Ma, all’interno dell’elaborazione, il Tempo trascorre eccome. Questo “delta” è sempre presente, anche quando diventa irrilevabile per te in questa forma 3d.
Giunti a quel livello di “ritardo”, ci si (ri)trova anche a livello subatomico, ossia, ci si trova nell’ancora immanifesto, nel Mondo sottile delle infrastrutture, nelle loro “cantine”, in quei livelli che, frattalmente, annuendo a basi segrete come quelle dell’Area 51, sono stati ricavati sotto alla terra.
Il tutto ricorda l’inflazionata immagine dell’iceberg, che per la sua stragrande maggioranza esiste sotto al pelo dell’acqua ed è, dunque, invisibile per coloro che abitano "ciecamente" (di conseguenza) al di sopra del livello delle acque.
Il “ritardo” è ormai a livello sotterraneo, segno questo che… la sua “fonte” (in qualità paragonabile al “rumore” ed al “lavoro”) esiste “al di sotto” di tutto ciò che è emerso ai tuoi occhi.
Se togliamo il "velo", il Nucleo Primo si annida fisicamente nella dorsale oceanica, che collega “naturalmente” l’intero Globo. Non solo. L’essere sotterranei significa anche l’essere “presenti ma non veduti”.
Ergo, l’esistere fisicamente insieme a tutti gli altri umani, magari nella stessa via della stessa città e nemmeno necessariamente nel più alto grattacielo della città stessa (luogo comune nonché ulteriore deviazione), senza per questo incarnare alla luce del Sole, la propria e più autentica “funzione e parte” (simbolo, recitazione e copione).
Che cosa ti “costa”, in termini di aderenza ad una simile realtà, il tuo (con)vivere “fianco a fianco” con coloro che “mantengono la direzione del Mondo”? 
Beh… ti costa perlomeno il tuo invecchiare “qua”, mentre affondi nella dimenticanza più assoluta e (ri)confermata ad ogni tua tornata “qua”. Nel ciclo, nel loop, nella ruota…
In queste 3d tutto ha un “costo", segno evidente che nell’infinita abbondanza del Cosmo, qualcosa si è disposto nel mezzo, ostruendo la più naturale vena di scorrimento della creazione e dunque del possibile.
Il "filtro" attua una linea di stillicidio (gocciolio e ripetizione) nella dimensione, dalla quale penetra la paura che limita l’orizzonte…
Che cosa “guadagna” il Nucleo Primo da un simile agire? 
Bah… che cosa “guadagna” il Papa mantenendo la sua “carica”?
E un Re o un Imperatore? O un… Signore?
O, ancora, il “tuo” Dio o il Creatore?
E, cosa guadagna quella “figura immaginaria” del Diavolo?
Andiamo, suvvia… se esiste la domanda ancestrale “da dove veniamo?”, significa proprio che “si proviene da qualche parte”. Lascia perdere il significato mitico metaforico della domanda e concentrati sul suo “centro”, che inneggia ad un vero e proprio “luogo di provenienza”.
Ossia? Ad esempio, il “binario parallelo a questo, sul quale una volta esistevi in altra maniera”. Il “fuori della caverna”
Osa. Abbi coraggio. Immagina che esiste un “fuori” a questo “dentro, nel quale ti agiti senza possibilità, se non identifichi un altro polo della scala graduata, che ti contiene ponendo il simbolo dell’infinito ogni qualvolta ti poni domande troppo imbarazzanti”…


Cosa ti “costa”? Il tuo “lavoro senza lavoro” genera interesse attorno a te. Tu attiri questo interesse, perché “vali”.
Ogni attore in gioco, sia esso in carne ed ossa oppure no, “paga” per tutto questo.
 
Bce: a grandi banche vigilanza unica costerà fino a 15 mln all'anno.
Le banche di maggiori dimensioni dell'Eurozona sottoposte alla vigilanza unica della Bce pagheranno annualmente a Francoforte circa 15 milioni di euro di commissioni. 
In una nota, l'Eurotower spiega che i costi legati allo svolgimento del suo nuovo ruolo sono stimati intorno a 260 milioni a regime (2015). La Vigilanza unica parte a novembre di quest'anno. Francoforte vigilerà su 130 gruppi bancari con bilanci superiori a 30 miliardi di euro. Circa il 60% dei costi relativi alla vigilanza bancaria riguardano il personale, il 10% riguarda gli uffici, il restante 30% le altre spese operative quali viaggi, consulenze e servizi di information technology. 
La Bce stima che le commissioni annuali che ogni banca dovrà corrispondere annualmente a Francoforte si aggiri tra 150mila e 15 milioni di euro, quest'ultima cifra per le banche di grandi dimensioni. La gran parte della banche direttamente vigilate dovrebbero pagare tra 700 e 2 milioni di euro.
Allo stesso modo, circa il 75% delle banche di minori dimensioni, indirettamente vigilate da Francoforte dovrebbero pagare tra 2mila e 7 mila euro all'anno, in questa categoria quelle di maggiori dimensioni potrebbero pagare fino a 200mila euro. La consultazione aperta sulla bozza del regolamento per il pagamento delle commissioni relativi alla vigilanza si apre oggi e si chiuderà, raccogliendo i suggerimenti che arriveranno dai soggetto interessati, il prossimo 11 luglio.
Link  
La "guerra dei poveri" è inerente al "terzo che gode", non visto, perchè immanifesto secondo i canoni della convenzione di cui sei abituato a nutrirti…
Il Nucleo Primo ti comanda, non localmente (indirettamente), come un apparecchio ricevente sintonizzato sull’apposita frequenza del dispositivo trasmittente.
Per questo motivo il “giudicare” lascia il Tempo che trova, come fumo negli occhi.
SPS (Io) ha smesso di osservare il dito che indica la Luna, perchè… una volta afferrato il nuovo orizzonte, non lo si lascia più, perché troppo grande è lo stupore e si torna fanciulli e si grida "mamma mia!" (non importa in quale lingua)...
Lo "shock" è troppo intenso per essere dimenticato

Esso si deposita nel tuo complesso e diventa parte stabile. Da quel momento non lo potrai più dimenticare di attuare. Lo utilizzerai sempre, così come ricorri ad un cannocchiale allorquando ne hai bisogno, solo che... in questo caso… ne hai sempre bisogno, perché senza questa visione nulla è come prima.
Se ti abitui ad indossare un apparecchio per la visione notturna, ad esempio, e poi una notte non lo usi, qualcosa di te in te ti imporrà di riutilizzarlo, perché ti sei abituato a “vedere anche quando non sembra possibile”.
In questo caso la tua auto (ri)programmazione è molto veloce.
La puoi ancora perdere, certamente… ma, solo se lasci andare ciò che hai potuto esperimentare. A livello di curiosità (fanciullo) sarà, tuttavia, difficile tornare a “non vedere”, a meno di dormire sempre la notte.

La strategia del Nucleo Primo è altissima e degna di nota e di rispetto.
Il dato di fatto frattale è che qualsiasi forma di controllo, incarna - allo stesso Tempo - una funzione gerarchizzata, che sfugge alla consapevolezza di qualsiasi attore.
Per cui… la funzione più alta del Nucleo Primo, quale sarà mai?
Gli esperimenti di occultazione possono fornire diversi dati agli scienziati…
Link
Inizia da te, questa indagine. È meglio. Abbi fede in te…

Ognuno è il miglior medico di se stesso, ossia:
l’iniziare da te stesso, il “conoscerti” e l’avere fede in te, corrisponde all’essere il “miglior medico in circolazione relativamente al sé”. Che altro? Ciò non significa lasciar perdere e, così, occultare il segnale della presenza del Nucleo Primo. Nossignori. Il Nucleo Primo, nella tua ricetta, è un "ingrediente" di base.
Indaga su te stesso, prendendo in considerazione anche l’origine di ogni tuo "ingrediente", perché tutto ti (ri)guarda
Trova le "trascrizioni originali", che sono anche dentro di te ma non solo dentro di te; ben occultate, ti proteggono e difendono... ma ti mantengono soprattutto nello stato attuale (ipnosi), perchè derivanti da una (ri)programmazione sulla frequenza della paura.

Vai "oltre" (sii pronto) e, allora, le informazioni si renderanno leggibili fuori e dentro di te.
E nessuno mi canta ninne nanne
e nessuno mi fa chiudere gli occhi
così spalanco le finestre
e nuoto fino a te attraverso il cielo...

Echoes - Pink Floyd

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com