giovedì 15 maggio 2014

I tre passi.


 

Che cosa sai? 
Come ti assicuri che ciò che “sai” corrisponde a verità? In che modo verifichi le nozioni che giungono sino a te? In quale maniera provi a te stesso che i “tuoi studi” si radicano su fatti autentici?
In un Mondo che tende alla logica ed alla “necessità di dimostrare sempre attraverso la prova”, forse ti sarai accorto che, non certo paradossalmente, ti muovi ed affondi in un modello sociale di riferimento unico, totalmente fondato sulle convenzioni e sulle convinzioni. Ossia, in un (Anti)Sistema che viene molto ben fotografato, ad esempio, dal “Paradosso di Moore”:
piove ma non ci credo.
Il paradosso di Moore è un paradosso formulato nel 1942 da George Edward Moore, che tratta dell'assurdità di affermare una proposizione e contemporaneamente affermare di non crederci
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Cioè, è la persona stessa che “se la suona e se la canta”. Un qualcosa di “preoccupante” e assolutamente patologico, persino dal punto di vista della scienza deviata.
Al giorno d’oggi e, forse, da sempre… le persone “credono ma… non troppo”. Cioè, ogni individuo si fonda su una base che affonda (interessi trasversali). Il substrato che sostiene il “peso” umano è, quantomeno, poco stabile ed incongruente, non appena la singolarità si interroga un poco più in profondità.
 


Le logiche convenzionali imbrigliano tutto, dando luogo ad un insieme nebbioso e quanto mai sgretolante il terreno, che si estende sotto ai propri piedi. Un terreno fragile e pieno di buche. Un ambito dubbio che rimane in vigore solo perché la Massa non si interroga ulteriormente, per gli svariati motivi che conosci e che mantengono costantemente lontani da sé (la così detta… “corsa sociale” per la propria sopravvivenza).
La società intera sembra sorreggersi sulla solida certezza derivante dalla tecnologia e dalla centrifuga informatica degli stati 1 e 0
La Fisica e le altre materie solide "scolastiche", plasmano i comportamenti mentali degli “allievi”. Tutto sembra estremamente corrispondente ad un programma di studi

Quando metti in pratica ciò che sai, la Vita obbedisce ciecamente alle leggi che hai studiato. Se getti per aria un sasso, questo torna immancabilmente a terra, seguendo le modalità scientifiche che hai imparato.
Infatti, non è da questo punto prospettico che dovresti solamente guardare all’esistenza solida. Questa è la via convenzionale. Quella a cui sei stato abituato. Ne esistono, per la verità, molte altre; direi che probabilmente… queste vie sono infinite (tanto per usare un altro termine convenzionale)…


 Ad esempio:
tu pensi di fare qualcosa e poi lo “fai”, lo realizzi. Le tue mani costruiscono la tal cosa. Ma, nel fare questo, la Fisica viene surclassata. Perché? Perché non esiste una legge che relazioni per intero l’origine del tuo fare. L’esistenza del pensiero (qualsiasi cosa sia) ribalta i cardini della Fisica e della scienza deviata in generale.
Semplicemente, non si prende in considerazione – ciò che non ci si spiega, in funzione della logica che muove ogni forma di “studio” attuale (paradigma).
Da "qua", nasce la necessità di una forma convenzionale di “spiegazione”.
Nascono le tesi, gli assiomi, etc. da cui si diramano le “verità indimostrate ma universalmente accettate al fine di permettere un comune scambio di… cosa”?


Che cos’è la tratta degli schiavi? 
L'espressione "tratta atlantica" si riferisce al commercio di schiavi di origine africana attraverso l'Oceano Atlantico fra il XVI e il XIX secolo. La pratica di deportare schiavi africani verso le Americhe fu un elemento fondamentale della nascita e dello sviluppo delle colonie europee prima del Sud e Centroamerica e poi anche del Nordamerica.
Cause.
Nel XVI secolo, le grandi potenze europee (Spagna, Portogallo, Inghilterra e Olanda) iniziarono a creare insediamenti in America. Gran parte dei vantaggi economici erano legati alla creazione di piantagioni (per esempio di canna da zucchero); soprattutto con la penetrazione portoghese in Brasile, a questo si aggiunse la prospettiva di ricavare dalle colonie risorse minerarie.
In entrambi i casi si richiedeva l'uso di grandi quantità di manodopera per il lavoro pesante. 
Inizialmente, gli europei tentarono di far lavorare come schiavi gli indigeni americani; questa soluzione tuttavia risultò insufficiente, soprattutto a causa dell'alta mortalità delle popolazioni native dovuta a malattie importate dai conquistatori europei (come il vaiolo) e alla loro conformazione fisica non adatta a quel genere di lavoro.
Nello stesso periodo, gli europei entrarono in contatto con la pratica nordafricana di far schiavi i prigionieri di guerra. I re locali delle regioni nella zona dei moderni Senegal e Benin spesso barattavano questi schiavi con gli europei. Gli schiavi africani erano decisamente più adatti, dal punto di vista fisico, a sopportare il lavoro forzato, perciò i portoghesi e gli spagnoli se li procurarono per mandarli nelle colonie americane, dando inizio al più grande commercio di schiavi della storia, quello attraverso l'Oceano Atlantico. 
La tratta degli schiavi attraverso l'Atlantico assunse rapidamente proporzioni senza precedenti, dando origine nelle Americhe a vere e proprie economie basate sullo schiavismo, dai Caraibi fino agli Stati Uniti meridionali.
Complessivamente, qualcosa come 12 milioni di schiavi attraversarono l'oceano... si tratta di una delle più grandi migrazioni della storia (e certamente la più grande deportazione), che portò anche a notevoli squilibri tra la popolazione bianca e quella nera (nella Giamaica dell'inizio dell'Ottocento il rapporto arrivò a 1 a 20), e la superiorità numerica causò per gli schiavisti un continuo pericolo di rivolta degli schiavi.
Potenze europee come Portogallo, Regno Unito, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e il Brandeburgo, come anche mercanti provenienti dal Brasile e dal nordamerica presero parte a questo commercio.
Nel corso del diciottesimo secolo si stima che siano stati trasbordati oltre Atlantico sei milioni di individui di origine africana,il Regno Unito può ritenersi responsabile di quasi due milioni e mezzo di questi.
Il 16 giugno 1452 Papa Niccolò scrive la bolla Dum Diversas, indirizzata al re del Portogallo Alfonso V.
Riconosce al re portoghese le nuove conquiste territoriali; lo autorizza ad attaccare, conquistare e soggiogare i Saraceni, i pagani e altri nemici della fede; a catturare i loro beni e le loro terre; a ridurre gli indigeni in schiavitù perpetua e trasferire le loro terre e proprietà al re del Portogallo e ai suoi successori
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Persino la storia deviata del Mondo, che “sai/conosci”, non ti nasconde le basi sulle quali “poggi”.
E sai come tutto ciò viene spiegato ed in un certo modo… digerito? 
Attraverso la convenzione di credere al passato come a qualcosa di “trascorso via”. Come se, oggi, tutto fosse diverso e… migliore. Come se l’umanità avesse imparato dai propri errori.


Niente di più subdolo, visto che il Mondo in cui vivi è ancora profondamente ingiusto, immorale, sbilanciato, etc.
Ossia, “nulla è cambiato da parte di coloro che tengono le redini del Mondo intero”. Nulla! Così come l’umano non è cambiato di una virgola rispetto a quello che abitò le città sumere, ad esempio. Se a quello stesso umano potessi trasferire un moderno smartphone, ebbene, nel giro di qualche minuto si abituerebbe, allo stesso modo di un bimbo “moderno”.
Ciò che sai si erge sulle macerie del Mondo stesso, come il frattale espresso dalla presenza di una barriera corallina.
Tu non sai nulla, oltre a quello che è in grado di permetterti di auto intrattenerti nelle attuali 3d. Ciò che sai è come una “colla”, che ti tiene saldamente “qua”.
 
Vincolato convenzionalmente a tutto ciò che supponi di conoscere (sai).

Ad esempio: certamente sei a conoscenza, perlomeno a livello di nome, dell’esistenza dei poemi classici “Iliade” ed “Odissea”, vero?

Ok. Beh… sai che Omero (il loro presunto ideatore) probabilmente non è nemmeno esistito (perlomeno nei panni che, ora, hai disegnato nella tua mente)?
 
E lo stesso vale per molti altri, a partire da William Shakespeare:
la scarsità di documenti sopravvissuti riguardanti la sua vita privata ha fatto sorgere numerose congetture riguardo al suo aspetto fisico, alla sua sessualità, al suo credo religioso e persino all'attribuzione delle sue opere…
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Ecco cosa si sa, relativamente a Omero.
Omero (gr. Ὅμηρος) è il nome con cui è tradizionalmente identificato il poeta greco autore dell'Iliade e dell'Odissea — i due massimi poemi epici della letteratura greca antica
Nell'antichità gli erano state attribuite anche altre opere: il poemetto giocoso Batracomiomachia, i cosiddetti Inni omerici, il poemetto Margite e vari poemi del Ciclo epico
Già dubbie le attribuzioni della sua opera presso gli antichi, solo a partire dalla seconda metà del Seicento si iniziò a dubitare dell'esistenza stessa del poeta, dando inizio alla così detta "questione omerica"…
La biografia tradizionale di Omero che può ricostruirsi dalle fonti antiche è probabilmente fantasiosa. I tentativi di costruire una biografia di quello che si è sempre ritenuto il primo poeta greco sono confluiti in un corpus di sette biografie comunemente indicate come Vite di Omero

La più estesa e dettagliata è quella attribuita, con tutta probabilità erroneamente, ad Erodoto, e perciò definita Vita Herodotea. Un'altra biografia molto popolare tra gli antichi autori è quella attribuita, ma erroneamente, a Plutarco

Ad esse si può aggiungere come ottava testimonianza di simili interessi biografici l'anonimo Agone di Omero e Esiodo. Alcune delle genealogie mitiche di Omero tramandate da queste biografie sostenevano che fosse figlio della ninfa Creteide, altre lo volevano discendente di Orfeo, il mitico poeta della Tracia che rendeva mansuete le belve con il suo canto…
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Gli antichi riconoscevano in Omero il primo e il più grande dei poeti greci, benché taluni credessero in ancor più antichi cantori (Orfeo, Museo, Lino, Esiodo)
Il suo nome era variamente spiegato (le etimologie più diffuse lo connettevano all’espressione ho mè horôn "il cieco", o al dialettale hómeros "ostaggio", o al verbo homereîn "incontrarsi", "riunirsi": forse un’allusione alle grandi feste panelleniche in cui i canti omerici venivano recitati dagli aedi) ed è citato per la prima volta in Callìno (ma la testimonianza è dubbia), Senòfane e Eraclito; ad esso si allude probabilmente già nel v. 173 dell’Inno ad Apollo, datato all’ultimo ventennio del VI secolo a.C…
Per tutta l’antichità Omero - come poeta di Iliade e Odissea - costituì il ‘‘testo base’’ della scuola e dell’educazione
Esso fu però ignoto al Medioevo occidentale e venne riscoperto, con altri classici greci, dall’Umanesimo (prima edizione a stampa: Firenze 1488). Osteggiato per i suoi presunti caratteri ingenui e primitivistici dall’erudizione rinascimentale e sei-settecentesca, esso dovette attendere il Romanticismo per una nuova e definitiva riscoperta che lo canonizzò come il primo autore della letteratura occidentale
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A livello frattale, ciò che ti viene tenuto nascosto, a proposito dell’autentica storia del Mondo (la tua vera storia), si ripercuote su tutto ciò che ora pensi di sapere
Per questo motivo, le origini di ogni movimento trascorso, ma anche attuale, affondano sempre nel mistero o perlomeno nel dubbio (radioattività).
Non è mai dato di sapere, autenticamente, nulla. Se non accetti di “credere senza vedere/toccare con mano”… tutto si sfalda sotto alla fioca luce, attraverso la quale questa creazione appare.
Una creazione edificata su un'altra, più “antica” e ancora auto sussistente ma che, come una strada artificiale che passa per la grande foresta, coprendo tutto (ma non per intero l’estensione della foresta), permette incredibilmente di far notare, a colui che la percorre, solo la strada e non la maggioranza a tutto tondo della foresta.
La creazione attribuita, ad esempio, a Dio dalla Bibbia… è un qualcosa che ha ricoperto qualcosa che esisteva “già da prima”. Ossia, qualunque forma divina che l’umanità “adora”, viene sempre dopo e, dunque, è nel mezzo, relativamente a ciò che auto esisteva sin da prima

L’umano segue Dio e Dio segue ciò che “ha trovato prima degli umani, ma dopo la creazione stessa”.
A Dio, nella forma che supponi di conoscere oggi, deve essere sostituito un “potere centrale ed unico, per semplificazione, umano”, che ti ha fatto supporre (ispirato) a ritenere Dio esistente tutto attorno a te.
Insomma, a questo “potere”... che cosa serve manifestarsi direttamente davanti a te? Quando... gli basta farti credere a tutto quello che egli intende, limtandosi ad ispirarti!
Se ci pensi bene, il concetto attuale di Dio corrisponde a pieno alla maschera di preferenza ed interesse che, il Nucleo Primo, ha indossato al fine di permetterti di auto convincerti su taluni cardini che, da sempre, ti mantengono ancorato a queste 3d.

Pazzia? Può darsi… ma, d’altronde, chi è immune da questo morbo (addirittura, alla moda) al giorno d’oggi? 

Medita attentamente sulle tue convinzioni, perché se ti muovi per il Mondo potresti subire delle cocenti delusioni e cadere, infine, nell’abisso del dubbio e della conseguente depressione.

È meglio non volare troppo alto. Ovvio, questo vale anche per SPS… ma SPS è in un certo senso molto preparato a gestire ogni tipo di “inconveniente”, anche lasciando perdere tutto ciò che trovi scritto in esso, essendo una “figura di comodo”, per un essere altro (Io) che, elasticamente, comprende la natura dell’artificio nella quale si trova, ma che è per altri versi disposto anche a “lasciar perdere”, allorquando le forze misteriosamente scompaiono…
Non importa. Ci saranno sempre altre occasioni, vista la natura immortale di cui godiamo.
Natura che, per certi versi, autorizza il Nucleo Primo a "schiavizzarci": tanto, una volta, morti, (ri)torniamo e, dunque, a livello di "giurisprudenza spirituale", non viene mai veramente compiuto nessun misfatto, né perpetrata nessuna ingiustizia (la legge superiore viene onorata ma raggirata, ok?).
A tanto si arriva. Perché non c’è un fondo e nemmeno un “santo” a cui appellarsi. 
Esiste la legge e la sua gerarchia, le sue anse e le sue interpretazioni in taluni ambiti della “frammentazione” (discesa/caduta).
In Wikiquote ho trovato, infine, delle citazioni che mi hanno molto colpito, a livello di Analogia Frattale (la scienza che, nella fattispecie, trova le tracce dell’esistenza del Nucleo Primo, per ogni dove, per il tutto di sua sempre più evidente ri-originazione). Leggiamo insieme…
Omero (IX secolo a.C.), poeta greco…
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Se il buongiorno si vede dal mattino…
Omero è il padre e il perpetuo principe di tutti i poeti del mondo.
Giacomo Leopardi

Rimane un prodigio inspiegabile come tutte le forze e le tendenze caratteristiche della grecità si presentino già chiaramente preformate in Omero.
Werner Jaeger

Se un'intelligenza superiore volesse ragguagliare gli abitanti dei cieli sugli avvenimenti degli uomini e darne loro un'immagine esatta, userebbe il linguaggio di Omero.
Joseph Joubert

Si sono ipotizzati due Omeri, una federazione di Omeri, Omeri sparsi unificati da un redattore paziente ma anche confuso, un vociante e spintonante coro di Omeri che mescolano le loro voci, le lingue, le età. È impossibile muovere obiezioni: filologicamente, Omero non può esistere. Tuttavia, criticamente, Omero continua ad esistere.
Giorgio Manganelli
Tutto si è perfezionato da Omero in poi, ma non la poesia.
Giacomo Leopardi
Omero è un astrologo.
Eraclito
SPS si astiene dall’interpretare, alla propria luce, queste profonde citazioni. Perché? Perché… sono in "codice" e la (s)velatura del codice, alla luce della presenza e del senso di SPS, non è detto che... ti interessi, vista la tua attuale fase di “stasi”. Sei tu che, eventualmente, dovresti chiedere… anche se avrai certamente intuito la portata della decodifica.
SPS trova il modo di farti vedere sempre la stessa “non presenza” attraverso tutto, tutti ed a tutto tondo (prova).
Questa citazione di Eraclito, tuttavia, è talmente potente… da lasciare senza parole persino SPS stesso:
Gli uomini sono tratti in inganno riguardo alla conoscenza delle cose visibili allo stesso modo di Omero, il quale fu il più sapiente tra tutti gli Elleni.
Infatti dei bambini che uccidevano pidocchi lo trassero in inganno dicendogli:
ciò che abbiamo visto e abbiamo preso lo lasciamo, ciò che non abbiamo visto né preso lo portiamo.
Eraclito


Hai presente la figura concettuale che s’emana da un “gomitolo”? 
Mi riferisco a quell’insieme di avvenimenti, nozioni, cause, concause, azioni, reazioni, origini, effetti collaterali, gerarchie, insiemi, individualità, interessi, sub interessi, etc., che vanno a formare la “società globale”, che sempre di più tendi a non capire mai a fondo, perché estremamente sfuggevole nei propri termini, contenuti e sensi…
Ecco, un simile “gomitolo” è alla perfezione rappresentato (frattalmente) nella citazione che segue. Tutto ed il contrario di tutto. Nota quanti interessi di parte, gerarchizzati, ci sono dentro. E, nota come l’attore principale (Nucleo Primo) non sia mai minimamente raggiungibile né nemmeno lontanamente ipotizzabile. Insomma, nota come vieni amministrato
La cosa “fantastica” è che te lo dicono e che tu vai anche a comprare il libro della tua “amministrazione”.
Ovvio, chi scrive, il mezzo per il quale scrive, le parti e gli attori… tutti insieme danno Vita a qualcosa che sfugge nella tendenza e nel senso/funzione. Nessuno è al corrente di essere un effetto collaterale di qualcosa che ufficialmente “non esiste”

Gli attori non sanno di... "mentire".

Wow… che abile ed inarrivabile strategia. I complimenti…

Il complotto al contrario.
Le memorie di Timothy Geithner, ex ministro del Tesoro americano, sarebbero secondo Berlusconi la prova di un “complotto europeo” che portò alla sua caduta nel novembre 2011. 
Invece non sono altro che un ulteriore attestato dell’incapacità di quel governo, del suo discredito internazionale, dei danni prodotti e del rischio estremo a cui ha sottoposto il nostro Paese e non solo. Cosa scrive Geithner? Che alcuni funzionari europei lo contattarono, prima del G20 di Cannes del 2011, per chiedere all’amministrazione Usa un ruolo attivo per costringere Berlusconi alle dimissioni. 

In sostanza, a fronte dell’"offerta" da parte del Fmi all’Italia di un piano di salvataggio da 80 miliardi, Obama avrebbe dovuto porre a Berlusconi come condizione la rinuncia a Palazzo Chigi. Questa rivelazione dimostra – è la tesi rilanciata dalla corte berlusconiana – la trama che Berlino e Parigi, con la complicità della tecnocrazia di Bruxelles, ordirono contro il povero Silvio.

E dimostra anche che la sostanziale illegittimità della caduta del governo, avallata da istituzioni complici (la polemica è anzitutto con il Capo dello Stato) ma nei fatti programmata e voluta da cancellerie straniere. In un Paese che si fa volentieri sedurre dal complottismo, tanto più se strampalato o ridicolo, i forzisti pensano forse di strappare un po’ di benevolenza tra gli elettori…
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I Litfiba cantavano “Gira nel mio cerchio”
questa è una buona rappresentazione "allegorica" del cerchio di contenimento, messo in atto per mezzo dell’esistenza non manifesta del Nucleo Primo.
Lo vedi il "cerchio" entro il quale "sei", anche solo leggendo la citazione precedente?
No? Beh, non lo puoi vedere se ti identifichi con qualche corrente o con qualche attore, per qualche motivo di interesse.
Non spendo altre parole al fine di permettere la comprensione di una simile “pietra angolare” della (ri)comprensione Analogica Frattale…
A che serve dilungarsi oltremodo, quando tu non sei libero di decodificare in maniera altra?

SPS è “solo” un diario online che (ri)guarda me e, forse, per riflesso anche qualcosa di te.
Ciò che abbiamo visto e abbiamo preso lo lasciamo, ciò che non abbiamo visto né preso lo portiamo.
Eraclito
Cosa stiamo "portando"? A cosa si riferiva Eraclito? 

Non importa chi egli fosse né importa se è esistito veramente. Cosa importa, allora? Importa che, adesso, è giunta sino a SPS questa citazione, in questa stessa esatta forma. La verità frattale è un qualcosa di superiore a qualunque sofisticazione, artificio, strategia, manipolazione, artificialità, originazione, etc.
Importa il “ciò che giunge sino a te” e il “come sei in grado di decodificarlo alla tua attuale luce”.
Ogni inganno viene meno, alla luce superiore della (ri)traduzione Analogica Frattale.
Un modo diverso (nuovo?) per non dipendere dallo stato dell’informazione, a partire dalla propria centralità e presenza (cardine).
Un qualcosa difficilmente “spiegabile” e, tuttavia, contestualizzabile molto bene attraverso gli infiniti esempi frattali, che la Vita spinge sino alle tue sponde/rive…

Ma, per fare questo, tu ti devi “spogliare” degli innumerevoli "filtri" che ti (ri)compongono sempre uguale e sempre diverso (caleidoscopio). Mantenendo centrale te stesso, decripta tutto ciò che “viene a te”, senza nessuna forma di attaccamento a qualsiasi forma di credo, nozione, interesse, appartenenza, etc.: il più "liberamente" possibile.

Ci sei tu, mente ruoti su te stesso ed esperimenti la tua esistenza… in uno spazio 3d, nel quale “non ci sei solo tu”. Chi ti ha preceduto ha potuto strategicamente sviluppare "il piano nel piano nel piano" che, ancora attualmente, “ti ha”.

Accorgersi di questo è il primo passo.
Rimanere consapevoli (in sintonia) di ciò è il secondo passo!
Nel Tempo si potrà muovere anche il terzo passo:
andare “oltre”.
Per ora, SPS è investito dai frammenti (briciole) di questo "oltre". Il focus è necessario al fine di (ri)comporre il tutto, frattalmente, a partire dai frammenti (ri)vestiti di/da luce propria (retroingegneria immaginifica centrale).
Davide Nebuloni 
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