lunedì 12 maggio 2014

Essi.


C’è qualcosa di strisciante attorno a te e, quasi certamente, anche… dentro di te, perchè tu disegni sempre un circuito, la cui parte più apparente è un loop... e la cui "uscita" è un dettaglio non apparente.
Ricorda di SPS; di quello che sostiene e che sosteneva (quando il Tempo sarà volto al passato). Ogni qualvolta percepisci più "sobriamente", l’esistenza di questo “strisciare”… ricordati di SPS. Perché SPS ci sarà sempre, anche quando non ci sarà più. Perché la sua “orma” è stata ormai (ri)lasciata, perlomeno nel web ed è, ora, molto complesso eliminarla del tutto.
La funzione di SPS è di (ri)cordare a tutti... l'immagine totale del Nucleo Primo. Altre funzioni "pubbliche", non ne ha, se non tutto ciò che "ne deriva", come ad esempio, il (ri)trovare l'uscita da queste 3d (Mondo).
Premesso che "SPS è un diario online, che riguarda principalmente me"... può piacere o non piacere, tuttavia è così.
Parafrasi, "per dirla alla Dragon Trainer".
Prima:
Abbiamo la pesca, la caccia e un incantevole vista del tramonto, l'unico problema sono le infestazioni:
in molti posti hanno topi, zanzare, noi abbiamo... i draghi!
E, dopo:
Le cose da mangiare che crescono qui sono dure e insapore, le persone che crescono qui lo sono ancora di più, l'unica nota positiva sono gli animali da compagnia:
in molti posti hanno pony e pappagallini, noi invece abbiamo... i draghi!
 
Ricordati di SPS e del “suo” Nucleo Primo”: qualcosa che non è opera di fantasia, così come non è mai del tutto fantastico qualsiasi contenuto di qualsiasi opera letteraria o cinematografica. “Dietro” c’è sempre qualcosa capace di originare al di là di tutto quello che puoi credere
Qualcosa che nutre la “presunzione” di poter anche andare al di là di tutto quello in cui puoi credere…
La storia che supponi di conoscere è parziale, artificiale e, dunque, deviata (così come il Tempo). L’umanità non è mai cambiata. Semmai, è cambiato il contesto scenografico entro il quale ella si “muove”. Se una simile verità non la riesci a cogliere a pieno, è solo perché “tutto risulta deviato dall’opera totale del Nucleo Primo”.
Da questo punto prospettico, il Tempo non esiste
Esso è come fermo nell’istante esatto dal quale è “originata/sbucata” l’umanità. Un fermo immagine che risulta opera di studio nella sua velatura d’altro. Per questo ti dicono che Hubble, ad esempio, può osservare immagini distanti miliardi di anni luce; perché esiste una distanza deviata (artificiale), rispetto alla “distanza zero” (origine) di posizione di fuoriuscita dal fotogramma iniziale (Big Bang):
nel 2010, è stata scoperta la galassia più lontana da noi, circa 13,2 miliardi di anni luce, il che equivale a un'osservazione di quello che era l'universo 480 milioni di anni dopo il Big Bang…
Hubble ha dimostrato che la materia oscura della nostra galassia non può essere formata solo da deboli stelle non ancora osservate...
la teoria che la maggior parte delle galassie contengono un buco nero nel loro nucleo è stata parzialmente confermata da numerose osservazioni…
Link
Materia oscura e buchi neri: verità che dipendono dal grado d’osservazione umano, oppure, verità che esistono al di là del grado d’osservazione umano?

Ovvio, la seconda. L’umano non determina verità di questo livello ma si limita a (ri)velarle ma, una simile industriosità coincide con perlomeno una doppia “velatura(ri-velatura) determinata dalla presenza – tra gli umani – di un fattore che mira a mantenere “ciechi” gli umani stessi. Perché?
Perché il proprio “parco giochi” possa rimanere tale nei secoli dei secoli (amen)…
Di ciò te ne puoi ampiamente accorgere utilizzando la pratica dell’Analogia Frattale; soprattutto, credendo a ciò che si manifesta una volta messa in pratica.
Tutto ti risulta come velato… d’altro. Un esempio (quello che segue) a cui, se vuoi, puoi dare un significato più ampio, relativo alla triangolazione logico frattale, inerente all’oggetto emittente Nucleo Primo


Il significato nascosto dei nomi dei Sette Nani.
Nel classico Disney del 1937 "Biancaneve e i sette nani", accanto alla principessa si facevano spazio Cucciolo, Eolo, Brontolo, Mammolo, Pisolo, Gongolo e Dotto, adorabili nanetti brontoloni che canticchiavano “Ehi-Ho! Ehi-Ho!” andando a lavoro. 
Peccato che “dietro i nomi” dei sette nani si nasconda un clamoroso “segreto”. Mitchell Stephens, docente di storia della televisione all’Università di New York, è infatti convinto che Walt Disney avesse seminato uno dei suoi tanti messaggi criptici e nascosti all'interno delle sue pellicole. In questo caso legato al mondo delle droghe.

Un significato occulto dietro ai loro nomi
Secondo Stephens, non solo Biancaneve (Snowhite) potrebbe essere attribuito alla celebre polvere bianca, ovvero la cocaina, ma secondo il ricercatore anche i nomi dei sette nani…
Il perché di tale affermazione? 
  • Doopey”, Cucciolo in italiano, significa sfatto;
  • Grumpy”, Brontolo in italiano, vuol dire irritabile, sensazione da sempre legata all'astinenza dalle droghe;
  • Sneezy”, Eolo in italiano, sta per starnuti;
  • "Happy", Gongolo, è legato all'euforia solitamente causata dalle sostanze stupefacenti;
  • Bashful”, Mammolo in italiano, vuol dire schivo;
  • "Doc", Dotto, sta per onnipotenza e saccenza;
  • "Sleepy", Pisolo, si può abbinare alla classica stanchezza del cocainomane.
7 differenti “stati fisici e psichici” legati a cocaina ed eroina, alla loro dipendenza e alle loro reazioni
Questo sarebbe il “vero” significato dei nomi dei sette nani di Biancaneve, che in Italia, fortunatamente per noi, rimarranno semplicemente Cucciolo, Eolo, Brontolo, Mammolo, Pisolo, Gongolo e Dotto. Senza alcun pericolo di fraintendimento.
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Senza alcun pericolo di fraintendimento?
Domandati ancora una volta, allora… “che cosa sai”? Le traduzioni in lingua, di "quanto" deviano il significato originale (già di per sè sufficientemente codificato)?


La storia deviata è piena zeppa di codificazioni del messaggio originale; vuoi perché la presenza della “censura”, in ogni Tempo, ha sempre costretto a “criptare” un certo tipo di informazione; vuoi perché è sempre esistita una “lotta più o meno sottile” tra umani e fazioni umane.
La fattoria degli animali (Animal Farm) è un romanzo satirico scritto da George Orwell. In italiano è stato pubblicato per la prima volta nel 1947…
È ambientato in una fattoria dove gli animali, stanchi dello sfruttamento dell'uomo, si ribellano. Dopo aver cacciato il padrone, gli animali decidono di dividere il risultato del loro lavoro seguendo il principio marxistada ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni”.

Il loro sogno utopico verrà poi gettato al vento perché i maiali si impossesseranno della fattoria. Questi, che erano stati gli ideatori della "rivoluzione", prendono il controllo della fattoria, diventando sempre più simili all'uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo
La favola, che come nelle antiche favole di Esopo e Fedro ha come protagonisti degli animali, può essere letta come un'allegoria di tutte le rivoluzioni che, trasformandosi in regime, vengono in qualche modo tradite…
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Un'allegoria di tutte le rivoluzioni che, trasformandosi in regime, vengono in qualche modo tradite…
Devi ottenere la fiducia
della gente a cui menti
così quando ti si voltano di schiena
avrai l'occasione d'affondare il coltello…

Dogs - Animals (Pink Floyd)
Attenzione: il "coltello" è in senso sottile... perchè "tu vali".
Celebre è la famosa “restaurazione” che seguì al passaggio dell’era napoleonica, (ri)tornando al modello imperante in origine.
Qualcosa che, in realtà, non è mai cambiato, provenendo da una “linea di continuità” ininterrotta... perlomeno dal Tempo del Diluvio (12000 anni fa).

Tu sei “fermo”. Il movimento è apparente e permesso dallo scorrere dello scenario 3d, “dietro di te”.
Il Tempo è ciò che sembra distanziarti dal “prima”. La storia deviata memorizza la cronaca umana, in maniera tale da rendere l’idea che esistano punti di riferimento altri rispetto al presente, all’adesso.
I tuoi ricordi, analogamente, “non esistono”? Naa.
Non è che “ciò che assumi come reale, non esiste”. È che “ciò che assumi come reale, esiste in quanto selezionato da quell’ampio bacino della possibilità, entro il quale tutto esiste anche se non manifesto, oppure osservato dall’attore di riferimento e di rilevazione”…
E, comunque, anche se i tuoi ricordi "esistono", non sai che cosa sono, dal momento che non conosci nemmeno te stesso.
Una illusione è, a suo modo, concreta. Su di te ha veri e propri effetti e, tu, sull’onda degli effetti – anche apparenti – generi “qualcosa”: un “lavoro”.
Perché è utile ogni pezzo di una macchina? Perché se esiste ed è lì, è perché “serve”…
Altrimenti non esisterebbe  nemmeno. Tutto ha uno scopo ma, come al solito:
tutto è anche ordinato gerarchicamente, per grado e livello di appartenenza.
A quale livello ti affacci? A quale livello “appartieni”? Da quale livello, poi, giudichi/osservi? In quale livello sei contenuto? Quali livelli generi?
Beh… è una visione d’insieme molto complessa, visto che non si ha “ricordo” dell’origine.
Senza una bussola non sai dove vai. Per questo motivo esiste l’Analogia Frattale. Essa è uno strumento che, però, per funzionare al meglio (ri)chiede di… credere al risultato.
Un "paradosso"?
Quando prendi un cannocchiale, lo usi e basta, vero? Non ti viene chiesto, nelle “istruzioni”, di credere... prima di osservare attraverso di esso. Ok?
Con l’Analogia Frattale è diverso; il risultato dipende dal tuo grado di “apertura/partecipazione” (credo). Tu vedi per come “credi… di vedere”. Per questo devi “credere in maniera… neutra”. Con partecipazione ma senza partecipazione “attiva”, escludendo il tuo “interesse egoico”.
Per... vedere "cio che è"...

Un atto di orientamento davvero difficile da dettagliare. Qualcosa che ha un forte nesso con il perché l’elettrone possa saltare o non saltare di livello (delta). Qualcosa che cela, sì, la presenza di campi morfogenetici (controllo wireless, non diretto e non manifesto, non locale) ma che evidenzia, al contempo, una logica nella logica di funzionamento del tutto (essendo l’elettrone una particella subatomica e, dunque, al “centro di tutto”), inerente alla possibilità di “autentica scelta”, da non confondere con la “particella” usurata, svuotata e depotenziata, del “libero arbitrio”.
Certi “termini” sono stati come passivati dall’utilizzo costante, convenzionale inaridente ed auto svalutante.
I “termini” sono, appunto, delle terminazioni nervose di un apparato d’insieme altamente convenzionale e rispondente a logiche di sopravvivenza, determinate dalla presenza di un “nucleo di potere” che, per primo, si è insediato al posto di comando.
La parola scritta diventa il terminale di qualcosa, che è partito "prima"... da una posizione insondabile e, probabilmente, situata al di là di ogni orizzonte che, ora, sembra come l’unico insieme di riferimento possibile e massimo, al quale potersi riferire ed appellare.
Insomma… una grande e sottile giogo di trama, entro il quale sei “(in)vestito e (re)citante”.
In quanto “discendente”, tu incarni la parte a te assegnata:
  • io servo
  • tu servi
  • egli… (?)
Sostituisce il nome di una persona già citata nel discorso, se occorre un richiamo, spec. a distanza, per ragioni di chiarezza (altrimenti è superfluo)…
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  • noi serviamo
  • voi servite
  • essi… (?)
Essi “vengono serviti”.
Un esempio frattale? Eccolo (ma ci devi… “credere”):
la moneta unica risponde a criteri più politici che economici…
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Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com