venerdì 7 febbraio 2014

Teletrasporto nel vuoto.


 

Quando si leggono, in qualsiasi testo, delle espressioni tipo: “è come se…”, “allo stesso modo…”, “analogamente…”, etc. in cosa ci si imbatte? 
(1) In una sovrapposizione di stati: una cosa ne ricorda un’altra, a prescindere dal Tempo di appartenenza (allo stesso Tempo); (2) L’analogia è una “funzione atemporale”, che può essere colta o meno… seppure esista, a prescindere dal grado di attenzione o di percezione del lettore.
Che cosa si può desumere?
(1) Che il reame della “realtà 3d, scambiata per unica”, è paragonabile ad un tassello che “giunge/parte”, contemporaneamente, “da/per” (snodo)… (2) I reami di “realtà 3d” sono potenzialmente (com)presenti e dipendono/non dipendono dalla “presenza” dell’osservatore.
E che, dunque, le 3d sono una parte dell’intero

La prospettiva, attraverso la quale s’inquadra una “scena”, può essere tale da inglobare le intere 3d in modo da (ri)assumerle in un “punto”. Ciò permette di accedere ad un livello superiore della “circuiteria”, che sottintende l’opera Creatrice. 

Se le 3d (attuali) sono un punto sulla “mappa”, è logico che, per quanto asserito poco sopra, siano allo stesso Tempo anche “un puntino dotato di profondità ed altezza” (sovrapposizione di stati), in quanto ché, questo puntino, è solo lo schema approssimativo/semplificato di qualcosa che è, invece, dotato di capacità multi combinatoria (essendo una porta verso le infinite combinazioni di possibilità).
 



Ad un simile livello prospettico, la concezione del Tempo e persino la sua percezione, non costituiscono una grandezza significativa, perché semplicemente la mappa “è” e fornisce le informazioni di base, unendo tra loro, attraverso la presenza dell’osservatore, perlomeno due punti, che diventano tra loro “uniti”, non localmente, e “unibili” localmente, attraverso il compimento di un viaggio, che sempre l’osservatore potrà/non potrà compiere, decidendo di “scendere al livello dei punti”, al fine di poterne percorrere la distanza, che altro non è che: 
il gap che li distanzia per mezzo del “delta dell’osservatore incarnato”.
Le analogie costituiscono degli step cardine per meglio inquadrare quelle situazioni che tendono a sfuggire.

Lo “sforzo logico” richiesto, al fine di padroneggiare a pieno la loro “potenza”, è di tipo “flessibile”. Ogni rigidità rischia di esporre il vascello della singolarità alla forza delle “intemperie”, opponendosi a correnti e venti di potenza diretta senza paragoni. 
Seguire il vento o la corrente” è un atto di saggezza, che la consuetudine moderna ha contribuito a trasformare in altro comportamento opportunistico, a livello di “sopravvivenza sociale” (diversa ottava frattale del più autentico significato)...
Ciò fa capire che le verità/realtà trasportano, (ri)flettono, (ri)lavorano, famiglie di significati sovrapposti, che fluttuano nel “vuoto” in attesa che le singolarità li eccitino, creando il potenziale per la manifestazione di un singolo stato alla volta, step by step (sequenzialmente) per “condensazione”.
Dunque… che cos’è il “vuoto”, da questo punto di vista?

Una cella di memoria. Un “pixel” che può contenere/prendere più significati, in funzione di come/cosa si trasferisca dentro (trasporto ed allocazione). 
Immagina un cella di memoria di un computer: come la “definiresti”?

 Suppongo, come un qualcosa di simile a “spazio vuoto” (in attesa). Vero?
Ebbene, per Analogia Frattale, perché l’umanità (ad immagine e somiglianza) avrebbe inventato il “Mondo dei computer”, seguendo intuizioni differenti rispetto a ciò che già “è” e da cui, molto probabilmente, l’umano stesso “deriva”? 
Seguendo questo “sentire”… l’umano diventa (“è”), a sua volta, uno (s)nodo quantico tra una circuiteria maggiore ed una minore (porta, ponte).
Ora, invece, che cosa accade nella realtà 3d umana, susseguente alla perseverante (com)presenza del paradigma di riferimento (allo stesso modo del meridiano di Greenwich, dal quale si inizia il susseguirsi dei “fusi orari”)? Che l’umano pone se stesso a capo di ogni modello di propagazione d’esistenza. Ad esempio:
la “catena alimentare” parte dall’umano, perché sembra egli stesso l’ordinatore dei processi di nascita, crescita e macellazione del bestiame (assunto solo in qualità di cibo).
A livello più “vasto”, l’umano è in una struttura che a malapena intravede, attraverso i frattali, della cui (com)presenza concreta è, però, totalmente inconsapevole. Le abitudini ottundono la capacità di “vedere”

Per lo stesso motivo o “ordine di idee”… la presenza umana è “frammentata”, ossia deve (ri)specchiare/(re)plicare la presenza multi potenziale/contemporanea, derivante dagli ordini possibili (sovrapposizione degli stati). 

Cioè, devono esistere nelle attuali 3d degli “ordini” di umani non visibili nel campo dell’usuale profondità/estensione sensoriale:
il Nucleo Primo è il livello più sottile tra queste “non presenze potenziali di replica frattale”.
Gli altri livelli progressivamente giungono in “superficie”, seguendo  strutture di potere (in)dipendenti.

Molte informazioni interessanti relative a elementi interconnessi possono essere ottenute visitando il corrispondente grafo. La visita di un grafo è semplicemente l'esplorazione dei nodi del grafo partendo da un certo nodo e seguendo gli archi per passare da un nodo ad un altro... 

Una delle proprietà più semplici che una visita permette di verificare è la connessione del grafo, cioè, se partendo da un nodo tutti gli altri nodi del grafo sono raggiungibili, seguendo gli archi. Ad esempio in un grafo relativo ad una rete sociale, la connessione significa che una persona e collegata ad una qualsiasi altra seguendo gli amici, gli amici degli amici, gli amici degli amici degli amici e così via. Se un grafo non è connesso sarà formato da due o più sottografi che sono connessi

Un'altra proprietà che può essere facilmente calcolata con una visita sono le distanze tra i nodi. La distanza tra due nodi è il numero minimo di archi che bisogna attraversare per raggiungere uno dei nodi partendo dall'altro.  
C'è una teoria denominata sei gradi di separazione che dice che ogni persona è collegata a una qualsiasi altra con una catena di conoscenze di lunghezza al più sei.
Link  
L’umano è parte di una (infra)struttura, da cui dipende e che (ri)crea in continuazione ed allo stesso Tempo, dando luogo ad un processo vorticante (con)senso.
Per non disperdersi troppo in una simile espansione dello sforzo immaginifico, occorrente al fine di “reggere l’urto della vastità che si fa piccola senza perdere di senso”… è opportuno attivare dei filtri di semplificazione, usufruendo del fatto incontestabile che la frattalità della condensazione energetica, mantiene le informazioni di base, non disperdendole o smarrendole nella “riduzione di scala”.
Per questo motivo, in SPS, è attivo il Filtro di Semplificazione.
Tutto è (ri)portato in scala terrestre. Tutto…
Conoscendo la “Terra 3d”, si potrò conoscere tutto, quindi… conoscendo se stessi si accede ad ogni possibilità di (s)nodo della struttura di contenimento, livello dopo livello.
In realtà, conoscendo se stessi si (ri)torna consapevoli di tutto ciò, anche se… a prescindere dalla propria “conoscenza”, l’umano è, sempre e comunque, parte integrata ed integrante dell’infrastruttura della Creazione.
I maiali, ad esempio, avrebbero potuto diventare la specie dominante sul Pianeta, invece, sono diventati “carne da macello”.
La loro “presenza” è comunque uno (s)nodo della Mappa, sia che abbiano manifestato una realtà piuttosto che un’altra (sfumatura del possibile).
Osserva, il percorso inciso nelle 3d dai “neri”:
dalla schiavitù di colore a quella globale sociale (parità), nella convinzione di… avere maturato dei “diritti”.
Ossia, la sfumatura è cambiata (senza alterare il grado di possesso):
la funzione presente di (s)nodo, “è”… oltre ad ogni evidenza/apparenza 3d.
Ovviamente, esistono livelli, percezioni di livello, convinzioni di livello, incantesimi di livello, etc.


Però, ciò che deve iniziare a "prendere piede" nella sfera di consapevolezza umana è che:
esiste una Mappa precisa, che contempla ogni possibilità di caratteristica, tale da non mutare la Mappa stessa, ma… solo la sua “personalizzazione”.
Se questo “schema di massima” viene (ri)portato nelle 3d, per Analogia Frattale, il Mondo attuale si mostra in una veste più (ri)comprensibile.

Perché?

Con la “dima” davanti agli occhi, si capisce meglio perché “le 3d diano solo l’impressione di cambiare, senza mai cambiare in realtà”:
perché la Mappa è inalterabile, ma offre la possibilità di Spazio e Tempo, prima che vada a compimento, auto osservando/onorando il flusso programmatico nativo.


Ovvio, la Mappa è a sua volta un frattale… ma, da questo punto, non se ne esce ed il processo va congelato. La mente vacilla e “curva lo spazio”, (ri)fugiandosi nella comoda sfuggevolezza dei loop.

Non importa, dunque, il processo alle/delle origini: importa l’attimo presente nella consapevolezza che ogni informazione è sempre “tutta attorno a te”.

Le inversioni spaziali e l'inversione temporale.
Si sa che l'inversione speculare (per esempio l'inversione di un quadrante d'orologio che fa apparire la marcia delle lancette in senso inverso del normale), equivale fino a un certo punto a una inversione del tempo (in un film invertito, specie di “specchio temporale”, le lancette dell'orologio sembrano pure marciare all'indietro, ma in modo diverso). 
Infatti l'analogia è solo parziale: un film invertito non cambia la destra con la sinistra e uno specchio non fa apparire sull'orologio le due dopo le tre
Il gioco del tempo invertito - La gnosi di Princeton - La scienza alla ricerca di una religione. Raymond Ruyer

L'analogia è solo parziale: un film invertito non cambia la destra con la sinistra e uno specchio non fa apparire sull'orologio le due dopo le tre…

È solo il Tempo che s’inverte e quello che ne consegue, lasciando inalterata la rappresentazione fisica di sfondo… alias:
lo sfondo è un contenitore, lo spazio che è “vuoto”, ossia, programmabile e, dunque… programmato.
Da chi/cosa? Dalle singolarità? Solo di (ri)flesso, perché sotto ad incantesimo.
Per cui, chi/cosa induce alla programmazione attuale?

Ciò che non si vede e che (ri)manda alla veste apparente delle Autorità, delle Istituzioni, degli Stati, dei Governi, degli Organi, etc.

A te? Naatu segui di conseguenza, anche se sei stato tu e continui ad esserlo, lo (s)nodo che ha assunto una certa “qualità”, in maniera tale da permettere il passaggio di un certa valenza del possibile.
In un film proiettato a rovescio, i pezzi di un piatto infranto si ricompongono da loro stessi, senza causa. Nell'atto di una coscienza che si inventa e si informa, i frammenti di una totalità intellettuale possibile si combinano come da loro stessi, sotto l'azione di un tema o di un senso intravisto
Il gioco del tempo invertito - La gnosi di Princeton - La scienza alla ricerca di una religione. Raymond Ruyer
Si combinano come da loro stessi, sotto l'azione di un tema o di un senso intravisto…
 
Ok? Leggi: Nucleo Primo (il principio polarizzante).
Il circuito secondario, attivo, che “cresce” su quello principale, passivo/neutro (con permesso).



L’Etere costituisce la scheletratura della memoria (la sua fissa flessibilità).
Il “vuoto” è il ricordo massivo/confuso, che ti è rimasto addosso... della sua più autentica valenza di sistema di teletrasporto d’informazioni (software ed hardware allo stesso Tempo).
Il vuoto sembra un concetto d’insieme ma è meglio rappresentabile/concepibile… come una (com)presenza di celle di memoria adiacenti, che possono ospitare in se stesse (assunzione, induzione, programmazione) delle informazioni scisse nella loro più elementare forma (linguaggio macchina).
Il vuoto può coincidere con il nulla:
  • una bottiglia vuota è piena d’aria
  • un contenitore sottovuoto non ha più nemmeno l’aria.
Se il contenitore non contiene nulla (nemmeno l’aria), lo spazio interno si (ri)duce a quello del contenitore stesso, alias, il “vuoto è vuoto” (nulla)… ma esiste in quanto “struttura”.
Quindi, il vuoto – anche quando “vuoto” – esiste (blink, lampeggio, sovrapposizione di stati), per cui:
esso designa una realtà immutabile, in un certo ordine/livello, costituendo l’ossatura del sistema d’infrastrutture di contenimento dell’esperienza/viaggio della Creazione entro se stessa.
Se da un livello si trasferiscono “informazioni” attraverso “segnali” (teletrasporto)… in un altro livello, ecco che in quella sotto rappresentazione reale, comparirà letteralmente dal “nulla” una valenza a carico della struttura archetipale descritta e rappresentata dalla presenza del vuoto.
Celle che ricevono informazioni, tramite propagazione non locale di segnali, provenienti dall’”oltre”, che non appare ma... che ordisce la possibilità in maniera “non osservata”.
Concretamente:
il reato di “insider trading” a cosa equivale frattalmente, se non proprio a questa macro funzione appena descritta?
Con il termine inglese insider trading si intende la compravendita di titoli (valori mobiliari: azioni, obbligazioni, derivati) di una determinata società da parte di soggetti che, per la loro posizione all'interno della stessa o per la loro attività professionale, sono venuti in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio (indicate come "informazioni privilegiate"). 

Simili informazioni, per la loro natura, permettono ai soggetti che ne fanno utilizzo di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato. In questo senso si parla anche di asimmetria informativa.

L'insider trading in senso stretto è per questo considerato reato...
Link  
Il controllo dello stato informativo del “vuoto” (polarizzazione) è un vantaggio cardinale.
I sistemi wireless (senza fili) replicano la possibilità non locale (non vista, indiretta ma intenzionale) di “comandare dispositivi”. E, da un certo punto di vista… la singolarità è un dispositivo di viaggio personalizzabile/(ri)programmabile.
Sarà una vera e propria raffica di perturbazioni quella che interesserà l’Italia durante i prossimi giorni. Il vortice islandese, in piena forma, continuerà ad inviare impulsi instabili di origine atlantica verso la nostra penisola apportando insistenti piogge soprattutto sul Nord Italia e sulle tirreniche…Link 
Il vortice… continuerà ad inviare impulsi… di origine… verso… apportando…
 
Ok?

Corte costituzionale tedesca contesta acquisto bond Bce, si rivolge a Corte Ue.
La Corte Costituzionale tedesca ha deciso di indirizzare alla Corte europea un ricorso contro il programma della Bce di acquisti "illimitati" di bond noto come Omt (Outright Monetary Transactions) che il presidente della banca centrale Mario Draghi ha annunciato nel settembre del 2012 nel picco della crisi sul debito aprendo la strada alla stabilizzazione dell'euro.
La Corte tedesca vede "importanti ragioni per ritenere che il programma vada oltre il mandato della Banca centrale europea e per questo infranga i poteri degli stati membri, violando il divieto di finanziare i bilanci pubblici con la leva monetaria".

Per contro, sottolinea in una nota che "considera anche possibile che se l'Omt fosse interpretato in modo restrittivo" potrebbe essere conforme alla legge.
La Corte tedesca ha aggiunto che deciderà sulla legalità dello schema di salvataggio permanente, l'European Stability Mechanism (ESM), il 18 marzo.
Link 

Se (il programma)… fosse interpretato… potrebbe…
È l’interpretazione che (ri)stabilisce e regola la persistenza del vortice.
La legge è un programma.

Come puoi (ri)programmare qualcosa?

Il mio suggerimento è di iniziare da se stessi. Ognuno di noi ha le proprie dipendenze: 
riesci a (ri)programmarti in maniera tale da (ri)comprenderti, tenendo in considerazione il senso delle tue dipendenze?
Tutto il resto… (con)segue, essendo un “effetto collaterale” derivante dalla tua “non presenza”, che autorizzade facto, alla presenza non presente ma altamente influenzante del Nucleo Primo”.
Sono ripartito da me stesso, perché “Tutto… Dipende da me". 
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com