martedì 11 febbraio 2014

(Ri)ossigenazione simbolica e taglio della memoria.


Fino al 700 a.C. nelle scuole veniva insegnato che la Terra era sferica e che insieme agli altri pianeti, aventi anch’essi la stessa forma, girava intorno al Sole; era noto quindi il sistema eliocentrico. Circa nel 300 d.C. si insegnava che la Terra era piatta ed era al centro del sistema solare, veniva considerato eretico l’insegnamento riguardante la sfericità del pianeta.
In mille anni possono accadere moltissime cose, ma non da giustificare l’arretramento di una civiltà nelle conoscenze; a meno che un evento catastrofico, o bellico di vasta estensione, o un periodo di caos e terrore, abbia causato la perdita delle nozioni scientifiche acquisite. Un evento drammatico, la cui natura ci sfugge, avrebbe spinto l’umanità a dimenticare ciò che era conosciuto, forse, da millenni.
Le conoscenze elettriche - Mauro Paoletti
Un evento drammatico, la cui natura ci sfugge, avrebbe spinto l’umanità a dimenticare ciò che era conosciuto, forse, da millenni…
Ricordi quel “è solo un piccolo taglietto… per il tuo bene”, una citazione dal film “La bussola d’oro”?
Ebbene, sai che cos’è una lobotomizzazione?
La lobotomia era un intervento di neurochirurgia conosciuto anche come lobectomia o leucotomia. Consisteva nel recidere le connessioni della corteccia prefrontale dell'encefalo

Poteva essere eseguita con la variante dell'asportazione o distruzione diretta di esse. Il risultato più riscontrato era il cambiamento radicale della personalità. La lobotomia era usata in passato per trattare una vasta gamma di malattie psichiatriche come la schizofrenia, la depressione, la psicosi maniaco-depressiva o disturbi derivati dall'ansia. Oggi la lobotomia viene praticata, in una forma meno distruttiva e più selettiva, in casi di epilessia se il paziente è farmaco-resistente, e prende il nome di leucotomia temporale anteriore
 
La procedura venne… rilevata e messa a punto da alcuni psichiatri britannici come Eric Cunningham Dax e fu esportata negli Stati Uniti da Walter Freeman e James W. Watts che modificarono il nome da leucotomia in lobotomia.
Freeman, con l'appoggio di Watts, sviluppò una versione che prevedeva di raggiungere il tessuto del lobo frontale attraverso i dotti lacrimali. In questa forma di lobotomia, detta transorbitale, veniva usato un maglio per permettere al punteruolo chirurgico (ovvero una sorta di rompighiaccio lungo 20 cm e spesso 5 mm), detto orbitoclasto, di trapassare lo strato osseo appena al di sopra della palpebra. 

Il punteruolo veniva quindi mosso energicamente al fine di danneggiare il lobo frontale. Questa tecnica poteva essere eseguita ambulatorialmente, invece che in sala operatoria, e richiedeva soltanto pochi minuti.  
Freeman raccomandava questa procedura anche ai pazienti con lievi sintomi ed egli stesso la praticò su migliaia di persone.
La lobotomia è stata a lungo criticata da esponenti del settore medico. Con l'avvento negli anni cinquanta della clorpromazina, tale pratica cominciò ad essere considerata barbarica e cadde rapidamente in disuso...
Rosemary Kennedy, sorella di John Fitzgerald Kennedy, all'età di 23 anni fu sottoposta alla lobotomia quando suo padre si lamentò con i medici degli sbalzi di umore della figlia e del suo interesse per i ragazzi. Il padre, inoltre, nascose l'operazione al resto della famiglia. L'intervento in sé produsse gli effetti desiderati, ma ridusse Rosemary ad uno stadio cerebralmente infantile, divenne incontinente e trascorreva ore a fissare le pareti. Le sue abilità verbali si ridussero a parole senza senso…
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La clorpromazina è anche conosciuta con il nome di Torazina, chiamata popolarmente anche lobotomia chimica, che è la trasposizione letterale di Thorazine, il nome commerciale della clorpromazina (in Italia commercializzata invece come Largactil o Prozin)…
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Tutto (ri)conduce, quindi, ad una sorta di “taglio”, che l’umanità e gli umani hanno subito in qualche ansa lontana del/nel Tempo
  • qualcosa che, in un certo senso (ri)vive ed è (re)plicato, ogni volta, attraverso la nascita ed il relativo “taglio del cordone ombelicale”… e ciò che ha “diviso i continenti”
  • qualcosa che deve essere presente anche a livello di Pianeta. 
 

Se la sfera terrestre si può paragonare ad una “testa umana”, lo stesso “taglio” dovrà essere presente anche in essa, perché:
chi può dire quale sia il “taglio” che è avvenuto prima?
  • prima la Terra e poi gli umani?
  • prima gli umani e poi la Terra?
  • o, allo stesso Tempo? Come solo una “ferita” profonda, derivante da una “guerra” (ossia di un atto premeditato a tavolino) può essere/provocare…
Una guerra dimenticata e lasciata al di là di ogni tipo di memoria attuale.
Le glaciazioni equivalgono al Tempo intercorso tra punti cardinali della storia planetaria/umana.
Fino al 700 a.C. nelle scuole veniva insegnato che la Terra era sferica e che insieme agli altri pianeti, aventi anch’essi la stessa forma, girava intorno al Sole…
 
Che cosa è accaduto, più o meno, in quell’epoca?

Romolo nella legenda uccide Remo: un fratricidio lecito perché, con atto nefasto, cioè contro la giustizia e il diritto, Remo ha oltrepassato la linea tracciata per dividere il territorio occupato dal fratello. Inizia così la storia del diritto e prosegue nella letteratura fino ai best seller dei giorni nostri...
"Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell’ira, l’avrebbe ammazzato aggiungendo queste parole di sfida:
"Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura". In questo modo Romolo s’impossessò da solo del potere e la città appena fondata prese il nome del suo fondatore." Livio, I, 7
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La data della fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile dell'anno 753 a.C. (Natale di Roma) dallo storico latino Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall'astrologo Lucio Taruzio
I Romani avevano elaborato un complesso racconto mitologico sulle origini della città e dello stato; il racconto ci è giunto con le opere storiche di Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Plutarco e le opere poetiche di Virgilio e Ovidio, quasi tutti vissuti nell'età augustea

In quest'epoca le leggende, riprese da testi più antichi, vengono rimaneggiate e fuse in un racconto unitario, nel quale il passato viene interpretato in funzione delle vicende del presente
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In quest'epoca le leggende, riprese da testi più antichi, vengono rimaneggiate e fuse in un racconto unitario, nel quale il passato viene interpretato in funzione delle vicende del presente…
È già accaduto, quindi; perché non dovrebbe accadere anche al giorno d’oggi? Che cosa sai? Da dove arriva questo “sapere”?
 
Secondo la storiografia moderna, Roma non fu fondata con un atto volontario, ma nacque, come altri centri contemporanei in tutta l'Italia centrale, dalla progressiva riunione di nuclei abitati sparsi, ancora privi di caratteristiche urbane: 
si sarebbe trattato di villaggi latini, sabini ed etruschi situati sui tradizionali sette colli e questo fenomeno di sinecismo sarebbe ricordato nei miti sulla fondazione di Roma e nelle vicende dei primi re di Roma. 
La data tradizionale della fondazione, alla metà dell'VIII secolo a.C. come momento significativo in questo processo formativo sarebbe confermata dall'abbandono in quest'epoca delle necropoli fino ad allora utilizzate tra i diversi villaggi e con l'inizio delle sepolture nella necropoli dell'Esquilino, esterna ai villaggi riuniti…
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Roma non fu fondata con un atto volontario… ma nacque, come altri centri contemporanei in tutta l'Italia centrale, dalla progressiva riunione di…

Questa “progressiva riunione di”… non è affatto casuale, per cui… esistono delle variabili o delle costanti fisse, che hanno influito/permesso un processo di auto aggregazione simile. 
La "volontarietà" del fatto, dunque, è solo una mera questione nozionale e retorica. 
Ad un certo punto, Roma sentì la necessità di dotarsi di un’alba avvolta dalla gloria della predestinazione. Era un modo di fare abituale…
La fondazione della città, nella metafora, ha previsto – guarda caso – la tracciatura di un “solco”
Ossia, ecco ancora tornare la simbologia del “taglio”

Taglio con un passato, evidentemente diverso, che si desidera, a vari livelli e per vari motivi, cancellare, dimenticare, insabbiare.
Con il termine sinecismo (dal greco: συνοικισμóς, composto di συν = syn = "con, insieme" e οικέω = oikèo = "casa") si intende l'unificazione di entità politiche precedentemente indipendenti in una città ad organizzazione statale…
Nell'antica Grecia questo fenomeno era determinato da esigenze politiche e necessità militari di rafforzamento, per le quali i villaggi o comunità rinunciavano alla propria autonomia in favore della città-stato e comportava sempre il comune riconoscimento di una o più divinità cittadine.

Secondo la storiografia il sinecismo è un processo graduale continuo, mentre secondo la tradizione ellenica è un unico atto fondativo eseguito da una singola persona, come nel caso del sinecismo di Atene, attribuito a Teseo

Nelle varie poleis era chiamato synoikistes colui che, secondo quanto riferivano le tradizioni locali, era riuscito a portare a termine il synoikismos - grazie alla propria autorevolezza e al proprio carisma oppure militarmente - e veniva di conseguenza venerato come un semidio

Vi sono comunque almeno quattro tipi di sinecismo:
  1. alcune città, di solito appartenenti allo stesso distretto, decidono di unirsi in una lega politica, e ne stabiliscono la sede governativa in una di esse oppure in una nuova città appositamente fondata;
  2. esiste già una sola città, ma questa viene popolata, volontariamente o meno, dagli abitanti delle campagne, che vi si trasferiscono per trovare rifugio contro pericoli esterni (p. es. invasioni);
  3. una potenza superiore, di solito esterna, obbliga due città a fondersi in una, con il conseguente trasferimento di popolazione;
  4. in un'area tribale, le autorità fondano una città con funzione di centro politico, per coordinare i villaggi e gli insediamenti rurali sparsi.
Si verificava anche il caso che si procedesse alla fondazione di una città (polis), nella quale confluivano gli abitanti di più villaggi.
Il percorso opposto, lo smembramento di un'unità politica, viene definito diecismo.
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Una potenza superiore, di solito esterna, obbliga due città a fondersi in una, con il conseguente trasferimento di popolazione…
 
Ogni “tipo” (ri)sente di un motivo esterno/interno, trasversale alle dinamiche direttamente interpretate/vissute dalla Massa.


Ora, ciò che si è dimenticato, vive ancora a livello simbolico e non è possibile eliminarlo definitivamente, perché “è accaduto” e dunque esiste.
In qualità di “dato”, il passato (ri)vive nel presente, allo stesso modo dell’essere umano che muore fisicamente ma mai spiritualmente.
I simboli sostengono “figure che richiamano direttamente delle idee”. Per questo motivo… un “taglio” è come un simbolo e si avvale delle medesime caratteristiche. Una “cicatrice” annuncia apertamente qualcosa che è avvenuto e che, ora, si è (ri)marginato, ma non dimenticato nella sostanza e nella radianza ambientale.
Il passaggio dalle lingue simboliche a quelle alfabetiche è la (ri)prova frattale di ciò che è accaduto. Anche se non si (ri)corda consciamente, è possibile avvalersi della capacità frattale del tutto (memoria permanente).
L’alfabeto e la sua grammatica ordinata, limitano la funzionalità analogica della valenza simbolica del formare “legami”. Le immagini derivanti si sfocano e assumono valori terminali, condensati e finiti… limitanti le possibilità del pensiero, cristallizzando… come in un inverno infinito.
Il simbolo lascia la mente libera, il potere di immaginazione aperto a tutte le soluzioni possibili, vede la realtà che è dietro alla rappresentazione delle cose.
La società è “alcoolica”, in quanto ché l’alcool è il termine ultimo della scomposizione della materia. Ossigenando un alcool si ottiene acido acetico, che è viceversa reattivo, (ri)configurando il “punto di partenza per (ri)vivificare la materia”…

Queste informazioni sono tratte da un corso di “Alchimia Egizia” (ri)trovato in Rete. Purtroppo non so chi sia la persona che narra e rende partecipi della/alla propria conoscenza/saggezza.

Perché la società è “alcoolica”?
Beh… perché le sue origini sono state lasciate a bagnomaria in un contesto planetario preparato ad hoc, al fine di “scomporre l’essenza sino alla sua terminazione ultima”, che oggi è totalmente radicata a terra. Per questo la qualità dell’ossigeno viene sempre meno. Perché ossigenando un alcool, lo si (ri)vivifica.
(Ri)ossigenando si “evapora”, nella chimica simbolica osservata da/in SPS.
La (ri)ossigenazione simbolica è possibile? A livello radionico, ad esempio. Lo vedremo…
Ma tu pensa ad Adamo ed Eva come una specie di numero immaginario, come la radice quadrata di meno uno; non potrai mai vedere nessuna prova concreta della sua esistenza, ma se la includi nelle tue equazioni potrai calcolare tutta una serie di cose che in sua assenza non si potrebbero neppure concepire.
La bussola d'oro

Sono ripartito da me stesso, perché “Tutto… Dipende da me". 

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com 

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