giovedì 13 febbraio 2014

Osservo attorno a me segni di una grandezza dimenticata/sconosciuta.


 
Ci si deve liberare della speranza che il mare possa mai riposare. Dobbiamo imparare a navigare in venti forti.
Aristotele Onassis
Argomento i miei sogni
sovrapponendone al respiro
tutto il peso dell’anima
di ferro
  burro
   e ridicolo
     stagnante
       anelito di immortalità;
ardo oltre la linea d’orizzonte,
pazzo!
Quale scherzo
condanna ad ignorare
persino il senso della ragione,
gravitare come una boa
al seguito dell’onda,
ingannati dalle lusinghe
fatte di vento e di…leggenda.

Le illusioni
Giunge qualcosa di estremamente "grande"... da aree di me, (ri)specchiate ambientalmente e sensorialmente.  Come una sorta di "non visto" (eco) che, tuttavia, continua ad "esistere" ad ogni livello...

 
Per tutto ciò... scrivere è per me come meditare o come… "respirarci sopra" (divampare).
Scrivere non è solo scrivere. Scrivere è dare libero spazio a qualcosa di me che, usualmente, non ne ha. Scrivere è concretizzare l’arte individuale dell’essere, senza sapere esattamente cosa siaè dare ossigeno ed infiammare tutto quanto è infiammabile, per bruciare e (ri)nascere ogni volta, disegnando evolventi ad ogni livello di rappresentanza e (ri)circolo. 
Nel loop mi manifesto. Nel loop mi smarrisco. Nel loop continuo
La schiavitù è una leggera sfumatura che caratterizza, ancora una volta, senza nemmeno saperlo. È come essere "ammalati" e trascinare la condizione di malattia, senza che un medico te la confermi.
Malati e portatori sani di Vita.
La tua diagnosi esistenziale non la può emettere un dottore, secondo un protocollo scritto appositamente per “intrattenere”.
Ringrazio i medici ed ogni classe infrapposta tra me e me, ma… scelgo di farne a meno. Un taglio va immediatamente suturato, ma, nulla di più!
  
Le condizioni di Vita nelle quali mi dibatto e risulto vinto, stanno per cambiare. Lo percepisco da moniti ed avvertimenti nel sottile, non da ultimo, da quello stringente avvolgere nelle/delle viscere… Non so cosa accadrà ed in questo dimostro di non essere mai cambiato, da quando – bimbo – pensavo e mi muovevo nello stesso disarmante modo, sperando che con il trascorrere del Tempo (età), tutto sarebbe passato per Magia (da sè).
No. Non funziona così. Le “cose” affliggono con senso, sino a quando non le si è superate, agganciandone altre ancora, in quella che è una vera corsa ad ostacoli, che inizio a rifiutare, allo stesso modo di quel distacco/dissociazione da “sentimenti impregnanti storici/cosmici”, che la razza umana e certamente io, mi porto dietro come una lunga coda che si disperde nel vuoto ma che non sparisce mai realmente, sino a quando… etc. etc. etc.
Nel 2005 ho iniziato un percorso molto intenso, che mi ha (ri)voltato più e più volte. Sono quasi 9 anni. Un ciclo da 7 anni è trascorso ed il seguente è ancora più intenso e, paradossalmente, veicolante atmosfera di (ri)torno, piuttosto che di “evaporazione”… 9 anni trascorsi nel “trovare”:
me stesso e quella sorta di chimera... corrispondente alla “fratellanza bianca”, di leggendaria memoria.
L’unica cosa che ho “misurato” è stata la non risposta ambientale, che ha caratterizzato l’intero processo.
Ora c’è la ComE, i cui membri (ri)ngrazio di Cuore per l’emersione. Una Compagnia alla quale non posso chiedere di più, tuttavia… perché “non sarebbe giusto”.

So che, io, avrei potuto fare di più, essendo la totalità un qualcosa di “totalmente avulso dalle mie attuali coordinate” e, anche per questo, non posso essere soddisfatto della intensità del cammino. Forse è solo “fretta” ed Ego, non so, come non so nulla (me ne rendo sempre più conto) proprio perchè, probabilmente, non serve nemmeno “sapere”.
La verità vi renderà liberi? See… conoscere è forse peggio di non conoscere, se la verità non è vissuta dal proprio più autentico centro.
Questo è un Mondo che non (ri)conosco, del quale non faccio autenticamente parte, non avendo radici qua. Andando avanti… il vuoto si allarga. Arrestandomi sembra che “vada meglio”, nel senso che… la consuetudine uccide ogni novità ed illude di “stare meglio”, mettendo da parte tutto di sé.
Allineandosi a ciò che sembra esistere senza alternativa apparente, così come fanno tutti.


Una volta ho brevemente descritto il programma LSD (Libero e Sovrano Denaro) ad una persona, "più avanti nell’età", rispetto a me e la sua risposta mi ha letteralmente raggelato “dentro”, in profondità: 
"troppo comodo!"
Ora, so benissimo che tu che leggi non sai nemmeno cosa sia l’LSD… però, credimi, è una cosa molto bella che non si distacca dall’attuale tradizione tecnologica, al fine di trascendere i limiti economico/finanziari dell’illusione monetaria.
Qualcosa che cambia lo status quo, alla velocità della luce, insomma.
Il rifiuto produce rifiuti. Persone “vecchie” che hanno lavorato per una Vita intera che, ora, pretendono per default che tutti continuino così, lungo la stessa rotta. Persone che, generalmente, si oppongono ad ogni cambiamento capace di “aprire la via”… perché: 
così come mi sono annullato io, lo devono fare anche gli altri.
Troppo comodo pensare il contrario!
Quindi… il vero “attrito”, l’autentica resistenza e il più ostinato dei filtri controllori… deriva dai nostri stessi simili. Non, da chi detiene il potere, che si limita a godere di questa condizione, avendo solo ispirato il Mondo a procedere lungo un sentiero artificiale e nulla di più. Tutto il resto lo hanno fatto gli umani stessi… e continuano a farlo (in)direttamente.
Non è responsabile “dare la colpa a tutti tranne che a se stessi”.
Ok? E ciò vale anche per me!  In fondo... non c'è nessuna colpa.
Allo stesso Tempo, la programmazione umana è scritta a chiare lettere dappertutto: quali programmi segui alla tv, ad esempio? Che cosa manca in tv? Manca ciò che non interessa alla Massa. È la Massa, tu ed io, che determina/determiniamo il successo o l’insuccesso di uno “spettacolo”…

Che, poi, l’inconscio umano sia sotto controllo… è vero anche questo, tuttavia, l’umano non è solo quello. L’umanità è qualcosa che trasborda da tutto, come l’abbondanza. Non la puoi fermare, limitare o arrestare. È il Tempo che sancirà questa verità. Il Tempo di questa realtà dimensionale. Tempo che scorre in maniere diverse ma che, nel nostro caso, scorre sequenzialmente senza dare possibilità solare di “andare oltre”.
Un contenitore blindato. Una prigione a cielo aperto e contemporaneamente una “scuola”… dipende da noi, da me, da te…
Le “cose” sono note. Ad esempio.

I 10 alimenti nemici del cervello.
Mens sana in corpore sano”, ci hanno tramandato i latini. Oggi la scienza conferma che la salute della nostra mente dipende da diversi fattori fisici, tra cui il più importante, insieme all’attività fisica, è l’alimentazione
Si è scoperto nel tempo che alcuni alimenti sono dannosi per il cervello e per il suo corretto funzionamento, esponendo a rischi per la salute, tra cui l’ictus e il morbo di Alzheimer. Quali sono questi alimenti anti-cervello? Scopri con Doctissimo i 10 cibi più dannosi per la mente: conoscerli ti permetterà di evitarli
Link  
Conoscerli ti permetterà di evitarli? See… come ti accorgerai, leggendo… anche conoscerli non cambierà di una virgola la realtà. Perché questi alimenti sono cardinali, autorizzati, diffusissimi, tradizionali e provocano dipendenza. La legge e le industrie li permettono e li producono, lasciando a te il “tuo controllo”. 
Lo comprendi che è come una sorta di “test”?
Ognuno per sé. Nessuno può fare nulla per me, se io non lo intendo prima.

In cambio, incolpiamo la mancanza di aiuto presunta, senza accorgerci che siamo noi a “non volerlo”.

Non lo vogliamo perché siamo ipnotizzati a livello ambientale?
Può essere, ma lo abbiamo permesso noi, complessivamente.
Che cosa si può fare? Conosci te stesso… che è quello che esattamente accade…


 L’insegnate è dei più terribili: 
come la figura leggendaria di Zeus, ricorda da vicino.
Fulmini e saette? Naa… vieni lasciato nel “tuo brodo”. Cioè:
hai quello che "ti meriti", in termini di riflesso energetico condensato nell’attualità reale 3d.
Ci sono paure che non si affrontano mai, continuando a girarci attorno (vortice, loop).

È come vedere l’immagine satellitare di un uragano, di quello spaventoso e bellissimo, perfetto vorticare attorno ad un occhio centrale. Ecco… quel punto esatto di rotazione sei tu, sono io, siamo noi. Nulla di quello che accade… non ci (ri)guarda.
La giustizia è un concetto multidimensionale, che la "non conoscenza" non permette di (ri)comprendere a pieno. Se hai firmato un "contratto" che prevede di prenderti a calci ogni volta che pecchi, secondo un codice da te approvato in altra “sede”, e per questo vieni regolarmente preso a calci… hai voglia ad urlare che non è giusto.
Orbene, un simile contratto lo abbiamo firmato? E chi lo (ri)corda!
Esiste o non esiste? E chi lo sa!

SPS si è dissociato da ogni forma di karma oscuro, ossia, che non si ricorda. 
È corretto agire così? Andando contro qualcosa di “scritto e firmato da se stessi”?
Sai, la multi contemporaneità può giocare brutti scherzi, spalmandoti un po’ qua e un po’ là, senza evidenza di auto controllo.

La mia persona, attraverso SPS, è divenuta così: 
fluttuo in verticale, tra i livelli ed in orizzontale tra i gradi.
Prendo e lascio qua e là… e sempre più spesso mi accorgo che non è semplice padroneggiare una simile prospettiva.

Non esiste giusto o ingiusto: esiste… tutto allo stesso momento (onda) ed esistono le polarità (particella).
Ed esiste anche l’onda e la particella insieme: il terzo stato quantico dell’essere.
Essere onda e particella è possibile ma non è semplice: questo è ascendere, questo è evaporare… “nel Mondo ma non del Mondo”…

Questo è il livello da raggiungere, evocare, liberare, saturare, etc.
Vivere come se (particella)… ma convinto di (onda)… sapendo che (particella e onda).
Questo è il motivo che mi spinge a dissociarmi dalla non chiarezza. Questa è maturità. La convinzione di essere pronto a padroneggiare il livello successivo di consapevolezza, (ri)marcato finalmente da un cambio di realtà 3d:
nella stessa realtà, ma non della stessa realtà.
Ok?
Le 3d (ri)flettono. Le 3d sono programmate per continuare a vorticare. Le 3d suonano la sveglia, quando sei pronto.
Dio che chiede ad Abramo di sacrificare il suo unico figlio?
 
Lo capisco. Lo farei e non lo farei, allo stesso Tempo.
Tutto è apparenza e tutto è solida realtà.
Non potrei e potrei: ma questo non è mai del tutto solo un “gioco”.
Il figlio non mi appartiene ma gli voglio bene come se fossi io stesso… potrei sacrificare me, dunque, al suo posto?
Sì… penso che farei così. Ma facendo così, cadrei nella trappola che mi dissocia da me stesso…
Capisci? Siamo in un labirinto che apparentemente non ha via d’uscita. Le strade si (ri)producono continuamente attorno a noi… senza fine di continuità… Ma, allora, come se ne esce? 
Spaccando tutto? Non lo puoi fare.
Lasciandosi andare? Non lo puoi fare.
Ecco cosa si può fare: (ri)salire in profondità, dando luogo ad un paradosso nel paradosso della recita e del gioc(g)o.

Triangolare per astrazione, al di fuori del vortice di appartenenza.
Che cosa significa?
Cambiare frequenza.
Di più non so, per ora. E, poi... "chi è questo Dio che chiede?".
La mia esperienza attuale mi spinge a credere che ilmodello dimensionale sia blindato in maniera totale, se affrontato secondo ogni tipo di possibilità espresso dall’umanità nel corso del Tempo, ad ogni livello”…

Che cosa significa?
Che tutto quello che sai o puoi sapere è stato disinnescato, per modo e per Tempo, in maniera tale da non funzionare più... perchè "già successo".
Ciò che è (ri)uscito nell’impresa di violare le 3d, è andato via, lasciando tracce frattali dietro di sé.
Le possiamo vedere, capire, applicare al nostro caso?
Sì.
Però occorre iniziare a “vedere” in maniera diversa rispetto alla mappatura 3d.
Perché, qualsiasi “cosa” sia successa e sia all’opera per contenere… se affrontata dal punto di vista della qualità frattale, potrà essere addirittura utilizzata per smettere di vorticare secondo consuetudine, così come si può sfruttare la forza del campo gravitazionale di un Pianeta per spingersi oltre, oppure si può sprofondare in esso, (ri)collocandosi a terra (nascere).

Il perno dimensionale, attorno al quale ruota tutto, sono le singolarità (il loro viaggio è tutelato), ma il vero perno di (s)blocco è incarnato nella/dalla presenza non manifesta del principio conduttore (Nucleo Primo).
Il "non visto" che attanaglia e che onora, raggirando le leggi superiori.
Questo è il primo step: vedi diversamente e conosci te stesso.

Applica te stesso al tutto: tu sai come sei in profondità (incorruttibile).
Ebbene… applica questa tua forma d’onda e polarizza la tua Vita, senza pretendere di cambiare tutto ma, "solo", di applicare questa tua caratteristica base a te stesso.
Credimi: è sufficiente così. Quando lasci una scuola, perché promosso, non la abbatti mica, vero?

La superi, lasciandola intatta. Ringraziandola, col senno di poi, semmai.
Vedi diverso: i frattali, oltre a quello che sai sui frattali, sono la seconda vista che ti occorre.
Credi in te stesso, perché tu “sei” mentre tutto il resto “non si sa”…

Tu sei l’artefice, l’eletto, il solo che… ed allo stesso Tempo, tutti lo sono.

Torna a volare. Torna ad essere. Torna a (ri)cordare!

Immagina il punto più alto emozionale di una musica da te preferita:
  • la senti l’energia?
  • lo senti il potenziale liberato?
  • ti senti?

  • c’è qualcosa, quando sei in un simile stato, che ti può contenere?
  • c’è qualcuno, quando sei in un simile stato, che può pretendere di tenerti all’oscuro di qualcosa che ti (ri)guarda?
  • c’è un qualsiasi karma, quando sei in un simile stato, che può anche solo immaginare di vincolarti, addossandoti un debito che non ti riguarda evidentemente più?
Anche se ci fossi solo tu… tu basti ed avanzi. Tu ti fai del male e tu ti fai del bene: che decidi di fare?

Il bastone tra le ruote; l'altrui che ti sconquassa regolarmente i piani ed i sogni… ha ancora senso?
Io, te, noi, voi, essi… siamo dei vortici multi dimensionali, che un gioco caleidoscopico di (ri)flessi (ri)combina e (ri)confonde.
Certo, secondo logica è utile e necessario che esista il “nemico”, perché non (ri)usciamo a pensare diversamente, perché non ci (ri)teniamo unici ed indivisibili…
E allora, se il nemico deve esistere al fine di… che esista! Se serve… che esista!
Il Nucleo Primo è il capro espiatorio di un (ri)nuncia; quella che conduce a credersi soli ed abbandonati. Esso è il salvagente gettato al naufrago senza speranze, dalla grande nave che passa alle medesime coordinate…
Esso “serve”… 
Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… Ispirazione, idee, pensieri, azione… sospetto, giudizio, dubbio, loop… 
Come ne esci?

Già detto, scritto, percepito, agganciato, etc.
Ma servirà a qualcosa tutto questo “scrivere”?
A te, a voi… non lo so. A me, certamente, sì… essendo il vertice del vortice.

E non mi importa chi sia a condizionarmi/ispirarmi… so solo che è “utile per me fare/essere così”. E se starò ancora peggio… non importa! Andare in profondità è utile per sondare lo scenario, al di là di ogni giudizio interno/esterno.

Cosa non facile.
Il velo (ri)vela.
I giochi di parole sono gioghi alfabetici, che tolgono la potenza intuitiva del simbolo ma che, tuttavia, ciò che perdono guadagnano per altri versi, essendo legge.
L’alfabeto è il punto terminale dell’idea, la sua forma definitiva, morta. Ma non solo… la parola scritta alfabeticamente si presta sempre ad essere bypassata, trascesa:
la Poesia lo dimostra.
La stessa parola aggancia più significati, anche simbolici.
La (ri)ossigenazione polmonare permette l’evocazione/liberazione di parole “reattive”, capaci di (ri)costruire dopo la disgregazione massima…
Le grandi nuvole (ri)tornano a velare o a (ri)velare, chissà.
Se tolgo la particella “chissà” ed aggiungo il “segnoe/, all’espressione precedente, che cosa ottengo (analogamente alla simbologia chimica/alchemica):
le grandi nuvole (ri)tornano a velare e/o a (ri)velare.
Il senso cambia e si espande a dismisura, vero? Non è possibile eliminare la proprietà energetica infusa nel tutto; la si può solo insabbiare e dare l’impressione di…

E… “così è, se vi pare”.

Si proceda, allora, a “tutta-via”…
Venti e onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili.Edward Gibbon
Sono ripartito da me stesso, perché “Tutto… Dipende da me". 

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com