giovedì 6 febbraio 2014

Il sogno-pensare.


Il sogno non è altro che un “diverso modo di pensare”
I miei sogni sono proprio come “pensieri”, solo espressi in una maniera “non convenzionalmente abitudinaria”. Ecco, se devo trovare una differenza tra i due modi di “pensare”, la posso rilevare proprio nella diversa modalità dell’esprimere “concetti”.
Anche se… l’abitudine è radicata in entrambe le “sponde”:

  • attività cerebrale di veglia (pensare) = polarità abitudinaria 1
  • attività cerebrale del sonno (sognare) = polarità abitudinaria 2.
Insomma, l’attività cerebrale “non si ferma mai” e si colora di diverse tinte, in funzione del “momento ciclico” nel quale s’intesse. Il pensare è, dunque, l’equivalente del respirare:
  • pensare alimenta di simbolismi il complesso umano.
  • respirare alimenta di ossigeno il complesso umano.
In realtà, sia il pensare che il respirare equivalgono alla “rotazione”, derivante dal “movimento”.


Tutto “ruota”, dando luogo a vortici. I vortici sono la manifestazione della Vita delle singolarità e di ogni “essere/cosa” esistente nelle 3d. I movimenti torsionali che interessano tutto, nelle 3d… sono qualcosa che viene innescato (a livello apparente) dalle grandi masse in rotazione (Pianeti ad incominciare dal dominio della massa Solare). 
Questo imprinting, che certamente deriva da molto più lontano, si applica al tutto, sino a raggiungerlo e caratterizzarlo sin nelle proprie molecole subatomiche di “base”.
Tutto ruota ed è dotato di “ritmo”. Tutto è in comunicazione ed in comunione. Tutto è suddiviso in coppie collegate tra loro in maniera non locale (invisibile, incomprensibile visivamente). Inoltre, lo “spazio è vuoto”, nel senso che “serve per qualcosa”
 
La sua caratteristica fondamentale (il vuoto) è, allo stesso Tempo, la sua metà separata/divisa ed antitetica:
  1. spazio (pieno)
  2. spazio (vuoto).
Senza il vuoto non esiste la possibilità di pieno e viceversa. Ciò, crea un movimento di alternanza (ora pieno, ora vuoto, ora pieno, ora vuoto), che "scava" nel tutto la possibilità del ruotare...
  
Questa alternanza è percepita come “ciclica”, esteriormente, e nel reame abitudinario 3d dell’accorgersi. Questa alternanza è una rotazione (pieno/vuoto, vuoto/pieno).  
Nell’attesa che un "Creatore" (ogni singolarità) decida se… “pieno o vuoto”, la condizione persiste nella simultaneità degli stati sovrapposti, dando luogo a “movimento di rotazione sul posto, con conseguente irraggiamento della propria condizione” (radiazione).
Tutto, al proprio livello, è dotato di questa Natura/caratteristica.

È ovvio che stiamo descrivendo il funzionamento di base di “qualcosa/tutto”, che esiste in questa maniera… perché “funzione artificiale di una ingegneria tanto elevata da non risultare visibile/concepibile/abbracciabile”…
Troppo grande per essere (ri)compresa.
La mente in questa configurazione… "non ce la fa".
La mente deve lavorare “per simbolismo astratto” (frattalità del credo) al fine di poter (ri)sollevarsi dal punto entro il quale “è”.
La mente è venuta dopo, rispetto alla formazione dell’”intelligenza”. Come se… un tipo di energia avesse sentito la necessità di trovare/avere una “casa”.
Studiando la mente, si studia la “casa dell’intelligenza, non certo l’intelligenza in se stessa”
La Vita è genericamente “immersa” in qualcosa, derivando da “qualcosa

Sulla Terra 3d siamo immersi nell’aria. I pesci sono immersi nell’acqua. Ogni “ambiente” è altresì interessato dalla Vita. Nello Spazio, invece, ci dicono non esserci “nulla”

Per questo motivo, ci sembra, che non possa esserci Vita. Ma… osservando ciò che viene riversato nei film (che sono molto precisi in termini di “questa realtà”)… a proposito della possibilità di uscire dalla navetta spaziale per farsi in “giretto”, è semplice evincere che:
occorrendo “stabilizzazione”, significa che esiste qualcosa nel quale “si è immersi, che è per giunta caratterizzato da correnti in movimento e rotazione”.
Infatti, un corpo non più interessato da nessun tipo di gravità/attaccamento, prende a “ruotare, muovendosi lungo flussi non manifesti e in movimento”.

Le distese d’acqua sono caratterizzate da correnti sottomarine, l’aria allo stesso modo lo è dalle correnti dei venti: è sempre lo stesso tipo di imprinting, che ubiquamente interessa ogni ambito, trapassando ogni fisicità e manifestandosi sotto a forme apparenti, diverse, equivalenti, nella sostanza del “movimento”.
Questa "forza" utilizza le caratteristiche d’ambiente, per manifestarsi senza manifestarsi.
Usa l’acqua nell’acqua e l’aria nell’aria… ma non compare mai in “prima persona”.
Frattalmente, questa “(com)presenza (non)presente”, ricorda molto da vicino la simbologia di quel Dio, che l’umanità ha sempre immaginato in maniere diverse, eppure accomunanti il principio sottinteso dalla/nella biodiversità.

Nello Spazio, osservando ad esempio attentamente il film Gravity, i corpi ruotano e si muovono, seguendo una “direzione”. La Terra, ruotando, imprime attorno a sé il proprio movimento. Ma… se lo Spazio fosse “vuoto”, questo movimento come si potrebbe propagare e dunque… esistere?
Ciò significa che lo Spazio è fornito di “densità/sostanza”, per cui viene subito alla mente la questione, scientificamente spinosa, dell’Etere, la cui storia ricorda da vicino la “perdita progressiva del concetto di reincarnazione per quanto riguarda il dogma cattolico cristiano”…
Qualcosa che era ufficialmente (ri)conosciuto e  che, lentamente viene meno, per “lucida dimenticanza”.


Altre leggi regolano lo Spazio che, in questa direzione, sembrano ancora fisiche o, forse, per non auto ingannarci… frattali e procedenti per simbologia, con ciò che supponiamo di sapere (interfaccia).
Al di là della Terra 3d, la distanza prende altra valenza: senza attriti, la velocità aumenta e la massa zavorra meno. Forse, nello Spazio, ci si riesce a muovere anche con la sola forza del pensiero. Chissà se gli astronauti fanno esercizi anche a tal proposito, nelle parti di “programma” non condivisibili col pubblico.
Il Sole domina nel “suo” Sistema Solare. La sua presenza ed il proprio “moto”, ordinano a tutto ciò che (ri)entra nella propria sfera di competenza (giurisdizione), di analogamente (re)plicare.

Tutto fa capo al Sole ("onore" e preghiere si elevano a lui, da ogni parte dei Mondi 3d “Solari”).
Esso rappresenta il punto centrale al quale “attaccarsi” e, senza alternativa… si procede insieme, legati allo stesso tipo di “luce”. La luce evidenzia e scolpisce tutto, nelle 3d. La sua alternanza, regola le immaginazioni e procede/precede ad ogni “pensiero”.  

Questa “luce” è dunque d’ispirazione per gli esseri che raggiunge.
Ma, chissà perché, questa luce non sembra affatto essere la “Luce” ma, piuttosto, sembra essere luce (parziale), che fuoriesce da un buco (totale).
In sé, l’equazione è ancora rispettata:
  • luce Solare = pieno (spazio)
  • luce extra Solare = vuoto (buco).
Tuttavia, sappiamo che:
  • un corpo grigio appare nero, su sfondo bianco
  • un corpo grigio appare bianco, su sfondo nero.
Ossia:
tutto è apparente e dipende dalla prospettiva di inquadramento, dalla presenza che si ricava.
Il Sole sembra essere fiammeggiante e "fatto di luce", ma la fotosfera maschera la sua verà identità. Inoltre la sua vicinanza a noi, rispetto a ciò che ottunde, non ci permette di comprendere, in questa “forma”, che cosa voglia dire autenticamente il termine “luce”.

Che cosa cela un grande “abbaglio”? Se provi a guardare direttamente la sfera Solare, abituato come sei a temerla, che cosa ti accade? Che immediatamente levi lo sguardo (alla mente affiorano, provvide, talune avvertenze mediche e tradizionali, che ammoniscono del pericolo, derivante dalla visione diretta della sfera Solare, per l'impianto degli occhi).
Paura e timore per la propria “salute” e continuità…
Un grande abbaglio cela… ciò che “è”, al di là dell’apparenza e di ogni più convincente paura.

Essere contenuti e partecipare senza “speranza” all’opera del contenimento, è il dato di fatto a cui deve aspirare un principio di contenimento:
al di fuori di me, non avete possibilità di sopravvivere.
Ciò convince più di infinite minacce dirette.

L’oltre orizzonte esiste? Penso che la risposta sia da trovare solo in se stessi, al di là di ogni principio apparente, che sorregge ogni tipo di paura.
La comodità dell’avere a portata di mano un dentista, può far desistere dall’intraprendere un grande viaggio in terre “selvagge” (e.. senza dentista)?
È frattale la “cosa”:
la presenza di “correnti di spostamento, nei mezzi (aria, acqua, vuoto/etere) che abitano le forme di Vita”, indica la presenza di “vortici”, che significano “trascinamento”, ossia… che indicano frattalmente che “siamo configurati in una versione di noi, che tende a replicare il valore di campo contenuto/irraggiato dalle correnti non visibili”.
Ecco delle altre considerazioni dalla visione del film Gravity:
  • se osservi il movimento “a girare” della Terra, dal punto prospettico di un astronauta, fuori dalla navetta spaziale, capisci meglio cosa significhi l’esistenza della ciclicità entro la Terra stessa (caratterizzazione). Ecco il motivo più apparente a capo dei loop intra/terrestri 3d. Nel film, lo puoi meglio intuire attraverso la “metafora” dei detriti spaziali, che viaggiano nel campo gravitazionale terrestre e che, ciclicamente, tornano ad interessare la posizione in cui stazionano gli astronauti, protagonisti del film in questione. Ad ogni ciclicità i detriti si (ri)presentano (è semplice capire che, frattalmente, ogni concetto 3d di terra risenta di questa ciclicità)
  • il fatto che ogni azione/proposizione, adottata dagli astronauti, sia immediatamente riferita alla base a terra e che, la stessa base, sia presente solo per mezzo della propria voce (non locale)… significa che “parlare con Houston… è parlare con Dio” (nel tempo, dimenticando)… Una certa “tradizione” e la “metafora contenuta anche nella Bibbia”, (ri)porta ad un fantomatico Tempo caratterizzato dalla presenza di “divinità” sul Pianeta. Sitchin, (ri)traducendo le tavolette sumere, ad un certo punto narra della presenza di una “pietra parlante”, attraverso la quale il Dio comunicava con le sue rappresentanze sulla Terra (sacerdoti iniziati di altissimo livello). Ora, questa “pietra parlante” altri non è che una “ricetrasmittente” che, la voce di Houston, ad esempio, è tornata a (re)plicare.
  • il ricordo della “voce”, nel Tempo e "nella dimenticanza nel Tempo 3d"… ha veicolato il genere umano, lasciato "solo", dal Nucleo Primo, a (ri)parametrarla simbolicamente nella presenza/assenza di Dio (altro che fulmine che incendia l’albero).
È nella trasmissione inconscia massiva (nell'insieme singolare), che scorrono le correnti di imprinting.
Sin da quale “punto” queste correnti si alimentano (ispirano)?
Beh… l’alimentazione è autoreferente? Se tutto è un vortice, allora è il vortice stesso la fonte di se stesso?
Non lo credo (anche se la questione è multi livellare e multi contemporanea):

il vertice del vortice intrattenente “non sei tu”, così come non sei tu alla base del vortice terrestre, che ti fa sembrare come un legnetto nella impetuosa corrente di un giovane fiume.
Siamo molto di più di questo meno.
Apparentemente... coi “motori spenti”, alla deriva (ri)stagnando:
corriamo da fermi nella ruota del Tempo, credendo/non credendo, ad immagine e somiglianza del ritmo che, non percepito ma (ri)creato, perché (ri)creante, è alla base di questa “pulsione chiamata esistenza”…
Immersi nelle onde dell’Infinito, siamo come fiori strappati dalla tempesta. Come ci trasfigurerà l’oceano dell’Infinito? Sarebbe stolto salpare con una nave senza timone. Ma il Pilota è predestinato e la creazione del cuore non cadrà nell’abisso. Come pietre miliari su una via luminosa, i Fratelli dell’Umanità, sempre all’erta, stanno in guardia, pronti a guidare il viandante nella catena dell’ascesa.
Gerarchia non implica costrizione, è la legge dell’Universo. Non è una minaccia, ma l’appello del cuore e il monito ardente che invita al Bene comune.
Conosciamo dunque la Gerarchia di Luce. Come trasmutare l’amarissimo nel dolcissimo? Nulla, se non la Gerarchia, può trasformare la vita in una coscienza superiore.

È impossibile immaginare un ponte gettato sull’Infinito, poiché ogni ponte ha bisogno di sostegni. Ma la Gerarchia, come i sostegni di un ponte, conduce alle spiagge della Luce. Pensate a tutto lo splendore che gli occhi vedranno! E udite il Canto della Luce....
Si fa un gran parlare di dottrine; ma l’umanità non sa accettare la dottrina della Fratellanza
Quante distorsioni si sono accumulate attorno alla Verità! Quanti principi sono andati distrutti! Si domanderà: “Su cosa è costruita la Roccaforte della Fratellanza?”. Rispondete: “Sulla dottrina del cuore, sulla dottrina del lavoro, sulla dottrina della bellezza, sulla dottrina dell’evoluzione, sulla dottrina della tensione — la più importante di tutte”…
Quando mostrammo l’urgenza di rigenerare i Nostri Decreti circa l’equilibrio delle Origini, l’umanità non ne volle sapere, e iniziò a trasgredire. Così una parte violò l’equilibrio cosmico. Noi conosciamo il filo della Madre del Mondo. Noi conosciamo la manifestazione della Madre del Mondo.
Noi intensifichiamo il flusso globale del Magnete per ristabilire la dottrina del Cuore
Gerarchia – Alice A. Bailey
Queste parole possono sembrare inadeguate, ma pronunciate con potenza, con comprensione del significato, e sostenute dalla potenza della mente e del cuore, possono dimostrarsi incredibilmente potenti nella vita di chi le pronuncia.

Produrranno un effetto anche sul suo ambiente, e gli effetti accumulati nel mondo diffondendo la conoscenza della formula, saranno grandi ed efficaci.

Essa muterà gli atteggiamenti, illuminerà la visione e condurrà l’aspirante ad un servizio più pieno e ad una maggiore collaborazione basata sul sacrificio. Fratelli miei, alla lunga non potrete evitare il sacrificio, anche se finora lo avete evitato
L’Esteriorizzazione della Gerarchia - di Alice A. Bailey
Ti metteresti mai nelle mani di questa "gerarchia"?

Forse? Dipende? Sì? No? Paura?

Penso che ogni tua decisione sia sensata, solo se… la tua decisione viene presa “(ri)cordandola/(ri)conoscendola”, altrimenti tutto ciò equivale solo ed esclusivamente ad “un salto nel vuoto/buio”:
solo che ci sei già saltato “dentro”, molto e molto Tempo fa è già avvenuto; accadimento che… in definitiva, risale alla tua ultima nascita, che può anche essere la prima (visto che una vale per tutte).
Sei un punto fisso che lampeggia nella cartina dello Spazio, come quando scruti il cielo con curiosità e noti tutti quei puntini, che sembrano lampeggiare o, chissà, forse è solo un effetto distorsivo della lontananza o un difetto comune a tutti della vista (velo)…
Ogni appartenenza deve essere dichiarata espressamente, per “onorare il senso della presenza”. Se ciò non accade o è confuso… allora sei preda di un “grande equivoco/sogno-pensiero”, che però “ti ha” e che ti chiede in continuazione un... "sacrificio".
E... nulla è per caso!
E, tutto è “affascinante” e (con)senso… mentre tu “dove sei/cosa sogni”?
Sono ripartito da me stesso, perché “Tutto… Dipende da me". 

Davide Nebuloni 
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