lunedì 4 novembre 2013

Tra gli opposti.



Mi piace guidare, mi piace correre, ma bisogna sempre ricordarsi che questo è un business…
Kimi Raikkonen

Il "piacere" ed il "business" delineano i due opposti, la tipologia di "limiti"  - nella fattispecie - entro i quali ci si muove e si fa esperienza, maturando "qualità" (caratteristiche) allo stesso modo del bestiame da allevamento.
A chi/cosa servono, dette "qualità", che maturano all'interno dell'ambiente di riferimento? Vedrò di rispondere nel corso dell'articolo di oggi, sempre "secondo me"...
Attenzione, però! Che cosa sta affermando “innocentemente” il buon Raikkonen? La Natura infingarda di quello che lo sport è diventato nel momento in cui, il troppo denaro (permesso dalle leggi e dalle coscienze) ha fatto saltare i circuiti del buon senso (avidità) e del motto decoubertiano (l’importante è partecipare).

Lo sport è qualcosa che ormai dipende dall’entità del contratto, dalla remunerazione derivante dagli sponsor, dal numero di copertine e di “follower” in Rete, dal guadagno derivante dalla vendita di figurine, gadget e royalties d’ogni tipo, dall’importanza dell’atleta in termini di vendibilità della propria immagine.
L’atto fisico è qualcosa che consegue, alla luce unica del risultato...

Dal punto di vista dell’emanazione della propria essenza, dunque, cosa possiamo ritenere “esserci ed essere” nello sportivo affermato?

La stessa lunghezza d’onda che, emanandosi, attira e configura le 3d in maniera tale da rispondere (feedback) nella maniera più confacente all’imprinting/input, come per effetto boomerang o azione/reazione o specchio e riflesso.
  

Le 3d sono un programma; qualcosa di “bianco”, come una dima, che risponde alle “sollecitazioni” provenienti da tutti coloro che esperimentano se stessi mentre sono contenuti nel “programma”. Si tratta di una tecnologia sconosciuta, per quanto riguarda la modalità costruttiva/ingegneristica, tuttavia, ad un certo livello (Nucleo Primo) le regole sono chiare e decodificate. Questa tecnologia è “neutra”, per sua Natura. Semplicemente risponde all’input nella maniera che è sua caratteristica e cioè:
in funzione di quello che "fai" (essere > fare), il programma risponde mediante personalizzazione del cammino intrapreso, attraverso l’istantanea creazione di due poli o limiti (massimo e minimo).
Questa personalizzazione "dipende dal tipo di cammino ma non dipende dal cammino", ossia:
  1. se io mi accingo a vivere un’esperienza in un determinato campo, il programma creerà due limiti inerenti a quel campo (difficoltà o successo percepiti come legati all’ambiente di lavoro, ad esempio)
  2. se io mi accingo a vivere un’esperienza in qualsiasi campo dell’esistenza, il programma creerà due limiti (dima) inerenti a qualsiasi campo dell’esistenza.
Il programma delinea lo scenario entro il quale muoversi, a prescindere dal tipo di “argomento” selezionato, individuo per individuo. Allo stesso modo, così come esistono chiaramente i cicli in Natura, esistono cicli ad ogni livello, per cui… questa caratteristica avverrà a vari livelli contemporaneamente (sia individuali che di sottogruppo, gruppo, società, globalità, etc.).

Il programma 3d è una “dima” che prende la fisionomia (risponde) derivante dall’input ricevuto in qualità di “tratto da elaborare”. La sua "colorazione" è sempre inerente all’argomento specifico (lavoro, cuore, famiglia, società, studio, etc.) ma è solo una risposta generica (programmata).
Ora, dal punto prospettico influente del Nucleo Primo, quale “onda massima” potrà investire l’intero Pianeta?

Meditaci sopra attentamente, perché questa livellazione della risposta del programma è proprio quello che rende dubbiosi e “fedeli” alla routine (apparenza). Nell’insieme delle onde c’è anche la tua, ma ad una intensità notevolmente più ridotta rispetto a quella “massima” del Nucleo Primo e del suo rinforzamento, derivante da tutto ciò che lo segue per default.

In tutto ciò è possibile registrare il "paradosso" di questo Mondo, che appare diverso da come mediamente l’individuo se lo attenderebbe se… fosse egli stesso libero di attuare il proprio autentico “disegno”.

Se questo discorso non è chiaro (e se ti interessa approfondirlo), ti chiedo di farmelo sapere (l’e-mail è in calce all’articolo) senza nessun timore.
 
Siamo alle prese con qualcosa di intelligente ma, in una maniera asettica, neutra, senz’Anima (programmazione)…
Qualcosa di freddo, vuoto, vacuo ma “funzionale”.

Questa dima risponde alle “sollecitazioni”. Il tuo “fare” è il suo input. Il tuo “essere”, anche, visto che "
fare deriva da essere". Ovviamente, la struttura gerarchica attuale esistente nelle 3d ha come accumulato un certo “vantaggio” in termini di peso specifico e massa critica, per cui… tu hai la tua risposta personale ma diluita nel mare magnum collettivo, che ha una direzione ben precisa, forse, diversa dalla tua, che comunque sei costretto a seguire per tutta una serie di condizionamenti sociali a “cui non riesci a dire di no”.

Fantascienza? Come al solito ognuno ha la propria idea e tutti insieme si affoga nel dubbio, mentre il Nucleo Primo è assolutamente coeso (differenza).
La strategia affonda nella malizia, nella memoria, nella conoscenza, nella consapevolezza, nelle idee chiare, etc. ma, soprattutto, si avvale della "costante di sfasamento" che, attualmente, attanaglia gli individui non permettendo loro di orientarsi secondo Natura.

Quando nell’inconscio è "scritto qualcosa"… è quel "qualcosa" che vale.

Diventiamo concretamente quello che c’è scritto dentro. Occorre dunque divenire “editabili” interiormente. Giungere a ri scrivere in se stessi…

L’umano emana. Che cosa? Onde di forma a cui il programma deve rispondere (risponde). Il frattale è, appunto, il sudore, l’odore, i feromoni, etc. ossia la propria caratteristica personalizzata, livello per livello. Siamo sempre noi, ad ogni livello ma sotto ad altre forme. Forme che possono rientrare però in altri livelli di partecipazione superiore (ad esempio, quello globale del Nucleo Primo).
 
Non se ne esce, allora? Ma certo che se ne esce, perché quando diventi te stesso, non c’è Nucleo Primo che possa tenerti – però – "se te ne vai". Si aprirà, allora, la “porta” e la potrai varcare senza tornare indietro, perché in un certo senso avrai completato uno step, risultando conseguentemente “non più gradito (gradevole)” nell’ormai ex scenario di contenimento.
Vieni come “digerito e sputato fuori”…
Purtroppo, a questo livello non è possibile capire a fondo cosa significhi tutto ciò.

Lo si può percepire utilizzando l’Analogia Frattale. Se un simile livello di sensibilità non è sufficiente per convincere sul da farsi, allora non resta che attendere Tempi migliori, in termini di concretezza, cosa che - non è detto - che avvenga tanto presto.

È perciò di un atto di coraggio che si necessita. Come il forzare la serratura di un edificio che non è nostro o, perlomeno, non è più ritenuto come tale…

C’è qualcosa che lo impedisce a livello di programmazione. La "forzatura" è prevista solo in caso di massima necessità, urgenza vitale, mancanza di alternativa o ritenuta patologia/pazzia, etc. ossia, in caso di totalità!
Sabato mi è capitato di parlare a bassa voce tra me e me, in auto. Mezz’ora di soliloquio, come se stessi scrivendo in SPS ma... a parole. Una cosa nuova e degna di nota. Non sapevo, per cui non ho registrato, ma ricordo… La mente era tenuta come sul pezzo in maniera, per me, davvero molto strana. Era come se fossi concentrato ad un livello mai osservato prima (almeno 30 minuti continui).

Annota questo:
devi prima diventare (essere) quello che vuoi divenire (fare).
Ripartire da te stesso e conoscerti, ossia, divenire coeso e assolutamente sicuro di te ma, non recitando… essendolo in maniera autentica. Sai? Non è per nulla facile! Proprio per nulla…

L’alternativa è rimanere nelle 3d a Tempo indefinito, seguendo le onde, i cicli, il “destino” che qualcuno/qualcosa d’altro, nel frattempo, ti riserva…

Penso che se conoscessimo il nostro “destino attuale”, derivante dallo stanziamento 3d (trasformazione), faremmo alla velocità della luce i “bagagli” una volta per tutte. A cosa mi riferisco?

Beh… a questa profonda sensazione frattale, qualcosa di assolutamente rabbrividente (mi scuso per il tono dell’articolo per quest’oggi, ma lo reputo necessario). 

Leggi la prossima citazione con “occhi consapevoli” e magari, poi, sentila anche a viva voce, senza dimenticare questo punto prospettico:
  • siamo esattamente come gli animali di cui stanno parlando. Ok? Mi raccomando; trova la forza positiva anche nel negativo, sempre…

Puntata di domenica 3 novembre 2013 di “Mela verde” (alla scoperta delle bellezze della Val d'Aveto , tra Liguria ed Emilia Romagna):

(a proposito della razza bovina piemontese) questi animali hanno una caratteristica genetica morfologica molto singolare. Il loro posteriore è sviluppatissimo e quindi hanno una resa in carne molto più abbondante proprio nei tagli più pregiati, più golosi

Razza bovina piemontese che per molti mesi l’anno viene portata qui, in alpeggio, a quota 1600 metri… È una razza che si adatta molto bene a questi pascoli scoscesi. Una razza molto forte, molto dura al pascolo.

Su questi 150 ettari questi animali si rafforzano, vivono liberi, all’aria aperta per dei mesi allo stato brado. Questo da delle caratteristiche ancora più importanti alla forza ed al vigore di queste bestie…

Rafforzano i muscoli e la tonicità della carne… mangiando questa erba qua, diventa più saporita 


Pietro, stiamo parlando di allevamento, ma dietro a questo allevamento c’è anche la tua professionalità e persino anche la tua amicizia, direi il tuo affetto per questi animali. Quando c’è da portarli dai tuoi fratelli per la trasformazione, ti piange un po’ il cuore.
Che domanda che è questa. Scappo! Scappo via quel giorno lì e loro le vengono a caricare in azienda e…  le portano via per il loro destino

Questi animali vivono a lungo, si sviluppano per molto tempo, però sono destinati alla nostra tavola
Link 
 
I bovini (umani) sono lasciati “liberi”, al pascolo per alcuni mesi, in questa maniera “rinforzano la qualità della propria carne”, perché sono destinati alla tavola... via “trasformazione”.
Nota anche il livello d’intimità e di quasi affetto/amicizia, che si instaura tra “controllore/bestia”. Particolare che però non ferma “gli altri fratelli” a compiere l’atto di trasformazione (macellazione).

Il fratello più “tenero” viene utilizzato per illudere, seguire, accudire, la mandria (strategia e apparenza).

Lo so che è da brividi, però, tant’è. 

In “The island” i cloni umani servono come pezzi di ricambio per altri umani “famosi” .
La vita sviluppa "qualità" che servono. A chi?
Necessariamente a me stesso? E basta?

Manca perlomeno un attore allo scenario, così come in “Mela verde” e in “The islands” viene sottilmente (indirettamente) fatto capire. Mancano i “fratelli” (Nucleo Primo)…

C’è il “parco buoi” che frattalmente agisce nella stessa maniera, che paradossalmente ignora ma che è portato a replicare in quanto l’essenza prioritaria (gerarchica) del Nucleo Primo ordisce la trama, agendo sulla dima del programma 3d.
Gli allevamenti intensivi delle bestie, ad opera di umani, replicano lo stesso trattamento riservato agli umani, ad altro livello, sintantoché questi rimangono disponibili nel recinto delle 3d (contenuti).

Occorre, dunque, andarsene via da qua (3d), dalla Terra 3d, ma non per un altro Pianeta. No. Sarebbe e sarà un grave errore cercare un’altra Terra abitabile identica a questa. Sarà il procedere dell’apparenza, dell’inganno e dell’allargamento dell’allevamento.

Che cos’è che autorizza a credere a questo paradigma? Solitamente ci sono due grandi classi di potere:
  1. quello religioso (fede)
  2. quello legislativo (legge).

Quindi ci si adatta perché si “crede” e perché si “obbedisce”. 

Nell’ambito Statale (fede + legge) rientra la dislocazione dell’intero costrutto sociale. Cioè, la legge (derivante dai due grandi poteri) autorizza a vivere secondo prassi, abitudine, routine, etc. L’etica e la morale, la giustizia, diventano delle emanazioni dal punto prospettico della legge

È con la legge che la Massa viene indirizzata, contenuta e mantenuta al pascolo, in attesa della “trasformazione. Le varie forme di “Dio”, più o meno amichevoli, sono l’equivalente del fratello “buono”, che al momento topico preferisce “scappare, per non vedere e per non essere presente”.

  

Con la crisi si acquistano più prodotti e servizi illegali.
Un consumatore su quattro (il 25,6%) ha acquistato almeno una volta nel 2013 un prodotto o un servizio illegale…
Per oltre il 50% dei consumatori la ragione principale degli acquisti illegali è di natura economica. Acquistare prodotti o servizi illegali rischia di diventare la normalità: 
  • il 55,3% dei consumatori ritiene infatti questi acquisti piuttosto normali e utili per chi ha difficoltà economiche. 
  • solo il 36,2% dei consumatori è convinto che l'acquisto illegale sia effettuato inconsapevolmente. 
  • circa l'80% dei consumatori ritiene che l'acquisto di prodotti illegali/contraffatti o l'utilizzazione di servizi svolti da abusivi possa comportare rischi per la salute e la sicurezza, rivelandosi di scarsa qualità. 
  • il 79%, infine, è consapevole del fatto che l'illegalità altera le regole del mercato e penalizza le imprese regolari.

La legge "autorizza" (crisi) anche ad andare contro alla legge; ciò permette in coloro che si prestano a conferire alla propria "carne" (energia) una particolarità, evidentemente, molto gradita al Nucleo Primo...

Gross e Faber: la bolla è ovunque.
Prima era stato Marc Faber a giudicare l’attuale mercato come una immensa bolla speculativa, e come dimostrazione della sua teoria, poi diventata comune, citava il fatto che i mercati concentravano l’attenzione sull’avvio del tapering

Cosa che stanno facendo tutt’ora. Il motivo? Semplice: 

a differenza del principio base degli investitori e cioè la differenziazione, molti a Wall Street, per non dire la maggior parte, hanno puntato sul fatto che il credito a buon mercato era un’occasione ottima per guadagnare a prescindere dalle reali condizioni delle società

E così hanno concentrato tutto in un solo punto. 

E come noi tutti ben sappiamo un comportamento simile amplifica oltre misura le reazioni, i rischi e i pericoli. Da qui il pericolo che la Fed debba continuare a rifornire di "droga" i mercati che ormai giocano solo ed esclusivamente con questo unico e solo parametro... 

Un'ulteriore conferma arriva da Bill Gross, co-chief investment officer di Pimco si è detto convinto del fatto che ormai il mercato è inglobato in un’immensa bolla speculativa che coinvolge tutti gli asset d’investimento

I parametri fino ad ora usati, infatti, non valgono più perchè mentre prima l’arrivo e il gonfiarsi di una bolla era considerata un’anomalia, adesso, essendo un fenomeno che impatta in maniera paritaria in tutti gli ambiti della Borsa, l’unico parametro da usare è capire quale avrà vita più lunga e speculare in maniera differente a seconda della loro durata. 

Il Qe infatti sembra essere uno “strumento spuntato”, non in grado di risolvere il problema economico in maniera radicale. Infatti l’euforia registrata, quella che ha permesso al mondo della finanza di festeggiare, sono stati i tassi tenuti artificialmente bassi, ma che non corrispondono minimamente alla realtà dei fatti la quale dovrebbe registrare un 2-2,5%.

Ma il trend che alimenta la mega bolla (la peggiore perchè provocata da una realtà istituzionale) è destinata a perdurare con l’arrivo della colomba Yellen sostenitrice dell'attuale politica accomodante. Eppure quell’euforia che si è manifestata fino ad ora sta iniziando a scemare proprio in corrispondenza dell’ennesima conferma del Qe come strumento di stimolo monetario di un’economia che è rimasta vittima anche della politica di Washington e dei disaccordi nati dall’innalzamento del debito.

Link 
 
L’umanità è sotto controllo totale. La liberazione di “uno” non corrisponde affatto alla liberazione di tutti. Perché quell’uno conosce altra trasformazione (ascensione) rispetto a quella destina per default a tutti gli altri. 

Per cui non c’è mai un autentico passaggio di informazioni tra le diverse dimensioni, che rimane solo a livello frattale e, dunque, non semplice da decodificare...

Da qua, l’intero corso della storia e del Tempo deviati. E, ovviamente, non solo.

Cercare di salvare il Mondo, al posto di se stessi, equivale a  dannarsi l’Anima alle prese con la voglia di cambiare di un “muro”.

Per questo, ho scelto di ripartire da me stesso.

Dipende da me.

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2013/Prospettivavita@gmail.com