giovedì 7 novembre 2013

Il vuoto che si anima.


 

La fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte, e l'altro quarto, ai loro delitti.
Ugo Foscolo
Quanto “vale” una citazione?
A cosa mi “serve”?
A nulla, se non vado al di là delle apparenze.
A tutto, se applico me stesso all’ambiente esterno…
Una citazione è, ad esempio, come il consultare il volo degli uccelli al fine di comprendere come andrà un accadimento, che si sta per iniziare

Non vale niente, dunque. Vero? Per la mente dell’attuale paradigma, tutto ciò non vale assolutamente nulla. E, così… procede il Mondo, sulla via programmatica. Senza alternative autenticamente accreditate.

Detrazioni e credito per i giovani: uno specchietto per le allodole…
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Sai quale grande differenza esiste tra chi ha un problema e chi non lo ha?
L’esistenza o meno del problema? Sì… e poi?
Il proprio esclusivo sopravvivere. Cioè? Il proprio “vivere-sopra a…” (attaccamento egoico).
Qualcosa che porta gli individui a rendersi conto di un problema solo quando lo vivono in prima persona, ignorando completamente tutte le altre possibilità, in assenza dell’esistenza di un diretto interessamento (distanza).

Ciò evidenzia uno stato evolutivo talmente blando (inesistente), che crea un grande imbarazzo per quell’autocelebrazione, che la razza umana (mediamente) designa e riserva per se stessa.

Mors tua, Vita mea... Homo, homini, lupus…

Non è cambiato nulla. La gente si adatta e si “colora” sempre allo stesso modo. Cambia l’apparenza ma non la sostanza.
 
Il giudizio è sempre emesso da pulpiti, tanto precari, da rimanere eretti solo per motivi incantesimali.
 
Oggi ritorno al tema scottante di Erich Priebke. Questo è un articolo “duro”, ma non come già scritto tra le righe del  copione (Anti)Sistemico; tutt’altro.
Mi rimbocco le mani, tappo le narici, ed immergo in un contesto da “guerra dei poveri”. Oggi ci vuole.

Dunque, qualsiasi cosa abbia fatto una persona, quando questa muore… tutto dovrebbe essere “rivisitato”, rivisto e corretto, per molti motivi, uno dei quali è senz’altro che lo scorrere del Tempo ha mutato gran parte delle apparenze, che hanno decretato, con ordinata logica, la sentenza a cui la persona è stata sottoposta. Dimenticare? No, non questo. Semplicemente, applicare criteri di "comprensione", perlomeno inerenti all’età ed al fatto che la persona in questione è “scomparsa”.

Non intendo tirare in ballo "spessori religiosi", che comunque dovrebbero senz’altro venire incontro, piuttosto che “schiacciare” (dovrebbero). Ma, dato che le persone sono religiose quanto un “sasso”, figuriamoci dunque se possono essere “spirituali”, per cui… ciò che rimane applicato a talune persone, a cui è capitato in sorte un “carico da 90” (come Priebke), è sempre solo ed esclusivamente, “un grande odio ultra Temporale”…

Non è mai "utile", né bello”, fare delle classifiche, però, in questo caso (oggi) voglio sensibilizzare me stesso, mettendo in relazione due fatti di una gravità importante, che hanno avuto trattamenti diversi da parte del “credo sociale”.
Duilio Poggiolini ed Erich Priebke.

Due “boia”, a quanto pare. Due persone caratterizzate da una Vita non proprio “a modo”. Due storie diverse accomunate da fatti concreti, compiuti ai danni dei propri simili.

Due trattamenti diversi soprattutto da parte della “Massa”.

Due nazionalità diverse. Generazioni attraversate dal ricordo della guerra.
Odio conservato e tramandato.

Solo chi è caduto sotto ai colpi di uno dei due, solo chi ha il “problema”, è parte in causa. La gente che è intervenuta per protestare nei confronti della funzione funebre di Priebke, era parte in causa? No.. lo sarebbero state eventualmente solo le famiglie a cui la “strage” aveva portato via dei cari. E gli altri? Che cosa facevano lì? Ci abitavano e non volevano che qualcosa avvenisse nel “proprio” paese. 

Gente che giudicava utile comportarsi così, per ritenersi viva, presente, “giusta”…

La gente si sente parte in causa quando le circostanze sono:
  1. troppo grandi per fare finta di nulla
  2. strettamente personali.
Il punto uno prevede una "recita collettiva". Il due… una "recita personale".

La recita è qualcosa di “autentico” quando, purtroppo, si è toccati realmente da ciò che chiama in causa. Quando un problema è concreto, reale, sensato, doloroso, etc.

Tutti gli altri, non toccati dal problema, recitano secondo copione.

È responsabilità degli individui inscenare situazioni “grottesche”, come la protesta durante il funerale di Priebke? Certo, una persona si difende, difende il proprio fare, difende se stessa, difende… cosa? 

L'Ego; non è responsabilità derivante da reale evoluzione spirituale.

No. Costoro non sono diversi da colui che vorrebbero uccidere ancora una volta. Sono la stessa “cosa”. Sono... Tempo che passa secondo prassi, premeditazione, programma, scorrere, etc.

E non serve a nulla, un simile comportamento, se non per rafforzare l’Impero trasparente.

Procediamo…

Erich Priebke sepolto in carcere italiano. Tomba senza nome né date.
Dopo tante polemiche la salma di Erich Priebke è stata inumata in Italia, all'interno di una struttura penitenziaria, ma non si rivela quale. La rivelazione giunge dal quotidiano La Repubblica, con un articolo firmato dal direttore Ezio Mauro.
L'articolo racconta con dovizia di dettagli che la tomba, segnata solo da una croce di legno duro senza data né nome, si trova in un recinto all'interno di un carcere protetto da "cancelli, riflettori, inferriate e chiavistelli", al riparo da contestazioni e venerazioni. Per il direttore di Repubblica, è "insieme una sepoltura dignitosa come un Paese civile deve garantire anche al suo nemico più terribile, e la prova di un conflitto irriducibile e permanente".
La sepoltura è avvenuta comunque nel silenzio, in un cimitero dimenticato da anni, risistemato per l'occasione dai detenuti del carcere; il direttore della struttura, convocato a Roma qualche giorno fa, ne è ripartito col vincolo del segreto: 
perchè nessuno saprebbe di chi sia quella salma, né i carcerati che hanno risistemato il cimitero, "né le guardie, né il sindaco né il presidente della Regione né la comunità cittadina".

Priebke, vicecomandante della Gestapo nella Roma occupata dai nazisti, fu fra gli organizzatori (ed esecutori materiali) dell'eccidio delle Fosse Ardeatine; condannato all'ergastolo, è morto a Roma l'11 ottobre scorso a cento anni compiuti, agli arresti domiciliari. Un tentativo di funerale organizzato ad Albano laziale nella cappella dei Lefebvriani era stato annullato dal prefetto e si era concluso nelle contestazioni; della salma trasferita di notte a Pratica di mare non si era più saputo nulla.

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Questo comportamento è identico alla furia che colpiva certi Faraoni, non appena morivano. Atti vandalici di Stato ad opera dei successori. Nomi cancellati dai cartigli, dagli annali, dalla memoria del Tempo.
Nessuna sepoltura o una sepoltura anonima, nell’abbandono generale. Altro che Piramidi…

E i successori non erano né meglio né peggio. Erano solo dediti al proprio punto prospettico e sotto ad incanto. Egoici. Paranoici. Malati. Senza freni, una volta liberati nelle 3d, autorizzati come cani sciolti ad imperversare nel reame e nei reami.

Adatti alla guerra e signori del popolo, senza scrupoli. Popolo che diveniva, nel Tempo, come il loro stesso Signore.

Senza nessuna evoluzione, anzi… l’esatto contrario. 

Il trattamento riservato a questo centenario parla solo questa lingua. Nel Paese al cui interno auto esiste la massima autorità del credo cattolico cristiano, quest’uomo non trova pace nemmeno dopo morto.
Ciò è assolutamente ingiusto. Questo è il destino che affligge gran parte degli umani, sofferenti ancora per qualcosa che hanno fatto in un passato oscuro e dimenticato, ma che continua a perseguitare e pesare come un macigno, nel Tempo ormai eterno e senza significato.
A questo karma io smetto di prestare la mia “opera”.
Questo è karma, signore e signori. Ciò che è stato Priebke non è finito certamente con questa sua morte. Ma il suo futuro  risentirà pesantemente di questa sua morte, non tanto per quanto riguarda ciò che esso stesso ha compreso nel proprio lungo periodo post bellico, quanto per il trattamento “senza memoria” riservatogli dalla società.
Nelle sue nuove vesti, quando sarà Tempo, egli nonostante tutto quello che potrà “essere/fare”, conoscerà certamente gli effetti di questo trattamento. Egli potrà essere un cittadino modello ma la sorte stranamente sembrerà avercela con lui. Sarà “sfortunato”. Conoscerà l’avversità che, come radiazione, emana da un buco che è il passato senza memoria…

Questo è il karma che ho smesso di alimentare, semplicemente… tagliandolo fuori, perché “tiranno anche in Tempo di pace”.
 
Smettiamo di riflettere gli altri in questa maniera. Seguendo l’inerzia…

Il riflesso avviene sempre ma è possibile generare un riflesso di tipo diverso:
  • non secondo azione e reazione
  • ma secondo pacifica contemplazione (senza alimentare d’odio qualcosa che si presta già di suo).
L’azione e reazione coinvolge entrambe le parti, uniformandole per inasprimento.
La pacifica contemplazione, coinvolge entrambe le parti, uniformandole per funzione superiore.
C’è in circolazione un personaggio molto discutibile, che non ha ricevuto in Vita lo stesso trattamento di Priebke, in quanto italiano e in quanto attore insabbiato nella memoria del Tempo. Un personaggio molto più letale, perlomeno coi numeri alla mano, rispetto a Priebke (ripeto, non è molto sensato stilare classifiche di questo tipo, però oggi mi va di farlo).

Duilio Poggiolini (Roma, 25 luglio 1929) , ex dirigente d'azienda italiano, è stato direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità e coinvolto nell'inchiesta Mani Pulite sullo scandalo di Tangentopoli. È stato membro della loggia massonica P2.

Laureatosi in medicina nel 1954, si specializzò in fisiologia e prima di diventare alto funzionario ebbe una carriera accademica nella Capitale che lo portò a essere nominato professore di microbiologia nel 1963, poi di chemioterapia nel 1966, quindi di igiene nel 1972; proprio in quell'anno divenne ispettore generale al Ministero della Sanità.

Nel 1981 divenne il rappresentante italiano nell'Organizzazione mondiale della sanità per il programma sui farmaci essenziali. Nel 1991 fu eletto presidente della Commissione per i prodotti farmaceutici della Cee che si occupa dell'armonizzazione dei medicinali tra gli Stati europei membri della comunità economica. È stato anche vicepresidente della Commissione della Farmacopea italiana.
 
Il 20 settembre 1993 venne arrestato a Losanna, in Svizzera, per via di una serie di accuse legate a manipolazioni e tangenti nelle procedure di gestione del servizio sanitario, in favore di grandi aziende farmaceutiche. Poggiolini aveva tentato la fuga, ma la latitanza era stata di poche settimane.
 
Lo scandalo delle tangenti nella Sanità…
La Corte di Cassazione sancisce nell'Aprile 2012 con sentenza definitiva, confermando la sentenza della Corte dei Conti dell'Aprile 2011, l'obbligo da parte di Poggiolini a risarcire 5.164.569 euro allo Stato per i reati di corruzione o concussione “ascritti ai convenuti che, negli anni 1982-1992, nelle posizioni rispettivamente rivestite nell’ambito della pubblica amministrazione, avevano percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica”. Nella stessa sentenza è coinvolto Francesco De Lorenzo.

Il caso degli emoderivati infetti.
Duilio Poggiolini è stato indagato anche dalla Procura di Trento per il reato di epidemia colposa, in seguito ad una serie di infezioni da Hiv e Epatite C avvenute nei primi anni novanta tramite la trasfusione di sacche di plasma che non erano state adeguatamente controllate, fornite dal Gruppo Marcucci di proprietà di Guelfo Marcucci

Secondo i dati dell'Associazione politrasfusi, tra il 1985 ed il 2008 sono state 2605 le vittime di trasfusioni con plasma infetto, emoderivati. 66.000 sono le richieste di risarcimento giunte dai pazienti al Ministero della Salute. A dicembre 2008 circa 49 mila persone hanno ottenuto un assegno di 1080 euro a bimestre. Il risarcimento che lo Stato Italiano ha chiesto a Duilio Poggiolini è di 60 milioni di euro.

Gli emoderivati, in particolare sandoglobuline destinati al trattamento dell'emofilia, non venivano controllati per la presenza di virus letali né trattati con inattivatori virali, cosa che ha portato alla commercializzazione di materiale infetto e al contagio dei pazienti riceventi. Dell'inchiesta - che nella sua struttura escludeva il dolo basandosi su una teoria della colpa per assenza di controlli - la Procura della Repubblica di Napoli (a cui era stata trasferita dal tribunale di Trento l'8 aprile 2003), aveva richiesto l'archiviazione il 18 giugno 2005 per prescrizione dei termini, impossibilità di prova del nesso di causa, incompetenza territoriale.

A luglio del 2007 si erano tenute alcune udienze avanti l'VIII sez. G.I.P. di Napoli nel corso delle quali le parti civili avevano spiegato le motivazioni della loro netta opposizione alla richiesta di archiviazione. Il 27 dicembre 2007 il G.I.P. Maria Vittoria De Simone, in accoglimento dell'opposizione, ha ordinato alla Procura della Repubblica di Napoli di formulare l'imputazione di omicidio colposo plurimo a carico di Duilio Poggiolini ed altri 10 indagati

Di conseguenza, dopo più di 25 anni dai primi decessi per Aids tra emofilici e talassemici, il 2008 ha visto in Italia l'avvio di uno storico processo penale per centinaia di morti italiani.

Il 31 luglio 2008 la Procura della Repubblica di Napoli ha richiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo plurimo di Duilio Poggiolini e altri 10 imputati e il 6 ottobre 2008 il Tribunale di Napoli - sez. GIP - ha fissato alle 09,30 di mercoledì 12 novembre 2008 l'udienza preliminare. Il processo presso il tribunale di Napoli è attualmente ancora in corso.

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2605 le vittime. Quasi quanto i morti dell’11 settembre 2001...

Un processo ancora in corso e totalmente nascosto. Un “mostro”, dunque, che non desta tuttavia l’emozione derivante dallo strazio della memoria del centenario germanico. 

Però non sarà così per le famiglie delle vittime degli emoderivati infetti. Per loro il dolore sarà autentico e Priebke tutto sommato sarà un personaggio come tanti altri.
Se il problema non è tuo, il problema non esiste (in questa società).
A meno che non affronti i problemi degli altri per lavoro.

Coloro che hanno manifestato contro Priebke, pur non avendo familiari coinvolti nell’eccidio, hanno prestato se stessi allo svolgimento del copione, ma… completamente vuoti e agitati da forze che non comprendono a fondo.

Vaccino infetto a 16 bambini di cui non si hanno notizie.
Sedici bambini piccoli tra il 24 e il 25 marzo del 1996 furono vaccinati con plasma infetto presso l'ospedale Annunziata di Napoli. Delle loro sorti non si è mai saputo nulla

Il dato agghiacciante è contenuto in un dossier dell'associazione Lidu (Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo), presieduta da Nicola D'Ambrosio. Secondo le informazioni raccolte dai volontari dell'associazione il vaccino infetto era contro il morbillo e prodotto da una casa farmaceutica straniera. In quei due giorni furono vaccinati con quel medicinale sedici bambini, quattordici di meno di un anno e due di circa cinque anni. Inoltre tremila fiale dello stesso vaccino furono cedute dall'Annunziata all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia

Anche di questo trasferimento, dell'eventuale utilizzo del vaccino, si conosce ben poco. L'associazione lamenta che nessuno mai (magistratura compresa) si sia occupato di questo caso nonostante numerose sollecitazioni, facendo finire la vicenda nel dimenticatoio. E soprattutto senza dare la possibilità a chi si è ammalato oppure ha visto morire un figlio, di poter far valere i propri diritti.
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Chi sono i veri "mostri"?

Duilio Poggiolini, dopo 20 anni ritrovato il tesoro: 26 milioni nei caveau Bankitalia…
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Il denaro può ripagare la scomparsa di un caro?
Ovvia domanda retorica.

Quindi, visto che ciò non può mai avvenire, che ne sarà del “tesoro” di Poggiolini e delle somme raccolte da sanzioni, multe, etc.?

Servirà per pagare gli assegni riconosciuti alle famiglie delle vittime?
E chi te lo dice. Chi controlla? Chi è lì a tenere i numeri al loro posto?
Chi? La Ragioneria di Stato? See..
Il buco nero è vasto almeno tanto quanto quello che è al posto del Cuore.Qualcosa di nero come ciò che si confonde con il buio.
Tenebra.
Continuare a recitare con questo “motore” equivale a rimanere fermi nell’attualità sempre alla moda, perché senza alternativa apparente.

Quanta retorica anche in questo scritto. Sono abbastanza nauseato anche da me stesso. Mi dispiace e mi scuso.

Sento rabbia dentro di me, ma non per i personaggi centrali di queste vicende. No, sento rabbia per il trattamento che uno riceve e uno no. Ma nemmeno per quanto riguarda il dettaglio in se stesso (la condanna equivalente). No, sento rabbia per questa partecipazione cieca della gente che si trova sulla stessa strada (solo per questo motivo contingente), mentre tutti gli altri non si sentono parte in causa perché il problema non tocca fisicamente loro.

Quante sentenze si esprimono davanti ad una tazzina di caffè? Saltando di palo in frasca, leggeri e superiori come scimmie che giocano a rincorrersi lanciandosi tra i rami di alberi secolari.
C’è un vuoto tremendo in tutto ciò e oggi mi prende in questa maniera…
Il vuoto che si anima… questo delinea una gran parte della società.

La fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte, e l'altro quarto, ai loro delitti.
Ugo Foscolo
 
Due quarti (la metà) della “ fama” dipende dalla sorte, secondo Foscolo.

Ma questa “sorte” è un programma autorizzato dai molti attori che partecipano con diversa consapevolezza al teatro che si svolge sulle/nelle 3d.

La folla, se ben “alimentata”, diventa una mandria senza più controllo…

Questo schema di massima è ciò che descrive nell’insieme la società e, ciò, che ho smesso di alimentare da Tempo scegliendo di ripartire da me stesso.

Questa "sor-te" la inverto e la trasformo in "te-sor"... 


Dipende da me.

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2013/Prospettivavita@gmail.com 

2 commenti:

  1. Ciao Davide,riflettendo ...sui due personaggi che hai citato,sinceramente,non saprei direchi dei due e' stato peggio,o meno peggio.Ritengo siano tutti e due colpevoli per aver tolto la vita a migliaia di persone,ma senza disquisire,faranno i conti con la propria coscienza,Quella per anni non si fa sentire .ma poi ci presenta il conto,con gli interessi omessi.Non e' che non voglia prendere posizione,ma penso,che solo se sie' coinvolti in prima persona ci si possa esprimere genuinamente,pertanto posso sentirmi sdegnata,avvilita e altro,ma ora e' cosi'.Sono sentimenti comuni e non mi sento una pecora.Ognuno di noi manifesta in modo personale emozioni/sentimenti.E' vero a volte in massa si condividono momenti :cortei assemblee etc che ritengo giusti movimenti per portare all'attenzione i problemi di dominio pubblico.,l'importante e' non cadere nella violenza.Certo e' che a volte e' insufficiente per essere ascoltati,ma vale la pena provarci.Posso sembrare superficiale ,da cio' che ho espresso,ma non e' cosi.taluni argomenti preferisco trattarli a voce.Comunque Karma a parte,Forza a te,perche' tu possa scivere sempre cio' che senti e vedi con le tue sfumature.un caro abbraccio ;Diana

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    1. Ciao Diana, non è mai bello fare classifiche (è come giudicare)... per cui volevo solo far notare il diverso trattamento che certe persone ricevono complessivamente da parte della Massa. E' un modo di fare piuttosto articolato e bizzarro, che ricorda un po' certi "favoritismi" che accadevano a scuola, ad esempio. Poi c'è sempre questo ritornello di fingersi scandalizzati per certi fenomeni alla "moda". La storia deviata, nel caso di Priebke, lo ha veramente incastrato secondo il modello "dittatore sanguinario messo lì bell'apposta per un domani essere sacrificato"... Non che non sia accaduto l'eccidio delle fosse Ardeatine! Trovo però quasi ridicolo accanirsi contro un uomo di quella età, quando si capisce che ha chiaramente percorso un cammino evolutivo personale, mentre lo si è fatto scappare per 40 anni e subito dopo la fine della guerra, quando - al limite- è in quel caso che avrebbe dovuto "pagare". L'odio di oggi è ridicolo e vergognoso. Ma penso che tra quella gente non ci fossero familiari delle vittime. Loro che hanno avuto veramente la tragedia in casa, suppongo che... in qualche modo ne abbiano preso le distanze, in termini tanto "sanguigni" da legge del taglione. Forse mi sbaglio! Però preferisco pensarla in questo modo, evitando le "mode" ed i luoghi comuni di questa pazza società di robottoni inconsapevoli. Grazie e un caro abbraccione. Smile

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