lunedì 11 novembre 2013

La firma.



 

Firma… Il termine deriva dalla parola latina firmus, nel senso di definito, inamovibile…
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Quanto è convenzionale questa definizione di firma? Basti pensare a quanti decreti legge siano stati firmati e poi regolarmente "superati" o a come un contratto firmato e sottoscritto abbia una scadenza. 
La firma, dunque, sembra essere un sigillo “inamovibile”, solo nel senso più stretto del termine e cioè quando va a designare il termine di un lavoro, che nelle 3d per coerenza sarà sempre un termine Temporaneo (apparenza)...
Infatti, nel reame fluido del Tempo 3d, nessun "lavoro" è mai definitivamente terminato (è la visione parziale delle "cose" che convince di ciò).
Con la firma si va, dunque, a chiudere provvisoriamente un certo ambito contrassegnato da una fine apparente, relativa ad un certo contesto ed alle sue “problematiche”…

Utilizzando solo il concetto usuale, che è annesso al vettore del “termine”, si può affermare tutto ed il contrario di tutto. Infatti, questa interfaccia tanto indefinita (linguaggio), è divenuta convenzionalmente sempre più densa di espressioni dubbie, cangianti, mutevoli ed (auto)ingannanti. 

La legge è arbitrata ed amministrata attraverso utilizzi convenzionali dei termini che, molto spesso, non sono nemmeno capiti e capibili dalla Massa. Una convenzione che indica un significato (Costituzione) ma ne vale un altro, in quanto a “peso specifico” (paradigma), in grado di raggiungere persino la polarità opposta della valenza "firmata" (valore d'apparenza).
 

Se allarghiamo la prospettiva, occorre riuscire a trovare la chiave di lettura in grado di permettere la decodifica della “firma” attualmente in vigore, ossia, di “quel marchio apposto come inamovibile rispetto all’attuale forma di intrattenimento 3d o Impero (Anti)Sistemico”.
La “firma” conserva al proprio interno e rappresenta le credenziali dell’algoritmo che ha raccolto, e raccoglie, il consenso massivo a livello di “tacito assenso”; le autorizzazioni sia dirette che indirette, da parte del genere umano, che riconosce la “necessità” di essere amministrato, attraverso la creazione di un potere superiore capace di riconoscere i “difetti” e generare ambiti esperienziali evolutivi idonei alla richiesta originale.
Tale firma è possibile (ri)conoscerla attraverso, ad esempio, l’Analogia Frattale.
Come in alto, così è in basso. Ora… dove collochiamo l’alto ed il basso?

Nelle 3d ogni “verso” è convenzionale anch’esso. Per cui, come ci si può “orientare”? 

Semplicemente, ritenendo l’attuale piano di contenimento 3d, come un “loop”, nel quale non c’è un reale alto/basso, ma… un qualcosa di artificiale che rispecchia la consuetudine. Quale consuetudine?  
Quella evidentemente della “giustizia negata”
Il Mondo è lì solo da vedere! La polarità relativa all’alto è qualcosa che si aggancia solo attraverso una triangolazione con la parte “sottile e 7 volte (ottava) più sensibile” di sé, ossia, quella che possiamo chiamare come “Coscienza”.

La propria Coscienza “sa” cosa è giusto e lo sa non dal punto di vista egoico, bensì, dal punto di vista unico del “giusto”… qualcosa che, ne sono certo,  ognuno di noi “capisce a cosa mi riferisco”.

Ecco:
  1. la propria Coscienza è l’alto
  2. la convenzione 3d è il basso.
Quindi? "Come in alto così è in basso", significa allora che la Coscienza è “ingiusta”? No, per il motivo appena citato, per cui… evidentemente c’è una sorta di “filtro” che inverte il segnale proveniente da questo genere di “alto”.

Ciò mette in evidenza che esiste una struttura multi livellare e gerarchica, che interviene perlomeno a partire dalle 3d in “giù”, verso il basso.


Tre quarti della superficie terrestre attuale è ricoperta da acqua. L’acqua riflette (funzione delle 3d) ed inverte il riflesso (memoria)… 
Quindi, l’atmosfera terrestre, la gravità terrestre, il magnetismo terrestre, è come se costituissero un gigantesco modello di condizionamento (basso) con scintilla iniziale a partire da un input invertito (alto).
Se la funzione delle 3d è auto educativa, il modo di insegnamento è del tipo indiretto, ossia, la lezione è improntata sulla polarità bassa della vibrazione energetica, in maniera tale da indurre nell’individuo quelle condizioni tali per le quali è l’individuo stesso a “comprendere qualcosa di sé”. 
Il Mondo è solo il contenitore. Il Mondo è allineato con il proposito funzionale.

Il Nucleo Primo è il corpo docente che ricopre quella doppia funzione, che chiunque ricopre ad ogni istante (specchio e riflesso).
Il modello globale tende a sfuggire perché:
  • si è convinti di essere totalmente dentro al modello 3d.
Il modello globale tende ad essere intuito perché:
  • si è dentro e fuori al modello, nello stesso Tempo.
Questa “intuizione” è la radianza (radioattività) derivante dall’azione di più “qualità individuali” all’opera complessivamente “fuori e dentro” sia al contenitore che al contenuto.
Il termine più adatto da applicare ad una simile situazione, apparentemente caotica, è quello di “decodifica”. 

Comprendere ciò che accade è comprendere ciò che mi/ti/ci accade

La “firma” è quell’evidenza, anche alla luce del Sole, che caratterizza le intere 3d. Nel caso delle attuali 3d, tale rimostranza è senza ombra di dubbio… l’ingiustizia travestita da giustizia (input/segnale negato).
L’ingiustizia si è ammantata, nel Tempo, di altre fattezze, come ad esempio, i panni alla moda della “democrazia”, dell'attuale "pace", dell’evoluzione sociale, del benessere, dell’agio, dello sviluppo sociale, dei diritti umani, della legge, etc.
Se si osserva bene, ogni situazione sociale riserva “sorprese  negative - solo mitigate dalla presenza di denaro personale”, a partire proprio dagli “ordinamenti” che, si suppone, siano stati concepiti dagli enti preposti al fine di tutelare gli individui.

È, insomma, la storia di tutti i giorni. Non sto inventando nulla di casuale o di fuori dal comune.
È ciò a cui ci si è abituati a sopportare...

Quello che attornia sembra un modello organizzato in grado di "proteggere" i contenuti (le persone), tuttavia, quando ci si addentra un po’ di più... ci si accorge molto presto che “non è oro tutto quello che riluce”. Le maglie della “giustizia” sono molto larghe e ciò che “passa” è polarizzato sempre dallo stesso “colore”. Gli individui non sono tutti uguali, dunque, e la legge permette di essere utilizzata in maniere diverse.
Il “colore” è sempre lo stesso, la "modalità" può anche essere differente e… “il risultato non cambia”.
L’ingiustizia prolifera sulle spalle della Massa. A sue spese. È sempre stato così e sempre lo sarà, perché questa personalizzazione delle 3d è funzionale. È suo compito mettere alle strette coloro che si specchiano. Questo comportamento è voluto ma non è l’unico modo per responsabilizzare gli individui.
È a questo che io trovo (non cerco) l'alternativa. Esistono più vie per giungere a
Tutto il "mistero" fa parte di una commedia che, per quanto riguarda me, è terminata.
La mia personale richiesta è di “informazione di ordine superiore”.

Chiamarla luce o verità, non cambia di una virgola la prospettiva dalla quale sto osservando da qualche anno.
È semplice accorgersi che gli Stati sono amministrati da una classe di individui che tutela se stessa e che, dunque, ha scelto di interpretare la funzione in maniera pressoché totale, ma egoica e conservatrice, permettendo - attraverso questa estrema personalizzazione - uno “stato di ritardo” nel completamento delle esperienze di tutti coloro che sono già pronti per “andare via”, avendo terminato di fatto il proprio cammino auto educativo individuale nelle 3d.
Questa “classe” continua ad opporsi alla partenza di coloro che sono già autorizzati, negando in questa maniera la Sovranità degli individui stessi.

Se lo scenario 3d è autoeducativo e la classe di controllo è a sua volta divenuta come la media della Massa, allora io sono autorizzato di fatto ad “evaporare”.  È questo uno step molto complesso da attuare, da concepire e da vivere consapevolmente, essendo ancora del tutto non manifesto a livello locale.

Ma è un diritto ormai acquisito.

La paura si è introdotta ad ogni livello dell’infrastruttura 3d, causando ogni genere di blocco e di fermo. Ormai, per coloro che sono pronti, si tratta solo di attualizzare ciò che hanno maturato per diritto Sovrano.
  • la paura è come il calcare nei tubi. Ostruisce e corrode. Le guarnizioni nel Tempo saltano
  • la paura è qualcosa che è al lavoro dappertutto e non conosce polarità di sorta o alto/basso
  • la paura fa parte della “firma”. La firma si può comprendere osservando le 3d.
Fine della festa per gli enti locali cinesi.
Nessuno sa esattamente quanto siano indebitati province, città, cittadine e villaggi cinesi, ma secondo gli esperti hanno esagerato.
La Banca mondiale ha recentemente pubblicato una relazione in cui si afferma che la totale mancanza di trasparenza delle finanze locali in Cina "ha portato a livelli di indebitamento superiori a quanto sarebbe altrimenti accettabile per prestatori, investitori e responsabili politici". 

Un funzionario del Fondo monetario internazionale l'ha fatta più breve, definendo l'indebitamento degli enti locali del paese "semplicemente troppo alto". 

Fitch Ratings ha citato tale indebitamento quando ha declassato il rating del debito nazionale cinese ad aprile. E gli economisti del Credit Suisse per la Cina hanno recentemente annunciato di essere "molto preoccupati per il rischio di un default su larga scala" degli enti locali, soprattutto alla luce di tutti i rimborsi del debito previsti per la fine del prossimo anno e per il 2015...
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Il debito è una forma di ingiustizia. Ad esempio, il costo del denaro così basso non trova eguaglianza nei tassi di interesse applicati dagli organi di erogazione del debito. Persino la Cina, che conosce una crescita spaventosa da decenni, è totalmente indebitata
È quindi chiaro che la "firma" contempli l’artificio del debito, della paura, della dipendenza.
La legge di stabilità va nella giusta direzione, ma le serve un'anima e bisogna puntare di più sugli investimenti.
Guglielmo Epifani

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Serve l’Anima”… Ciò che amministra le 3d è senza Anima, ossia, è vuoto, lontano persino dalla propria funzione superiore, però “funziona”.

Osserviamo l’alternativa cosa afferma sottilmente.

Bitcoin: rubati 1,2 milioni di dollari, colpa del cloud.
Qualcuno è riuscito a rubare 1,2 milioni di dollari in Bitcoin, ai danni di un servizio cloud.
Anche nel mondo dei Bitcoin si possono mettere a segno furti memorabili, e infatti nelle scorse settimane qualcuno si è intascato poco più di un milione di dollari in valuta digitale. 
A farne le spese è stato Inputs.io, un servizio che – spiega Robert McMillan su Wired – offriva agli utenti la possibilità di tenere il proprio portafogli online.
I vantaggi per l'utente sono molti, a cominciare dal backup per finire alla maggiore facilità nel gestire le transazioni. Il problema è che bisognava fidarsi di loro
come ogni servizio cloud, anche la sicurezza Inputs.io si poteva violare, ed è proprio quello che è successo.
Qualcuno infatti ha è riuscito a sottrarre a inputs.io 4.300 Bitcoin, appartenenti ad alcuni clienti e alla società stessa. È stato possibile grazie a un attacco piuttosto sofisticato: 

i criminali hanno usato il social engineering per ottenere alcuni dati, per poi riattivare un vecchio account email e comprometterne altri in scalata, fino a ottenere i privilegi necessari per mettere le mani sul malloppo. I criminali hanno anche pensato di affittare un proxy geograficamente vicino ai server dell'azienda, così da non attivare allarmi dovuti ad accessi da luoghi insoliti.
Un furto con scasso fatto ad arte, alla Danny Ocean ma senza la parte umoristica.
Inputs.io purtroppo non potrà rimborsare completamente i propri clienti, ma i dirigenti dell'azienda si sono impegnati a pagare anche personalmente il più possibile
È l'occasione di evidenziare una possibile debolezza di Bitcoin: 

se affidiamo il denaro tradizionale a una banca e questa subisce un furto, come clienti siamo tutelati. Nel caso di Bitcoin invece non ci sono garanzie, sebbene in diversi stati sia ormai stata riconosciuta come valuta vera e propria. Forse sarebbe il caso di rendere obbligatoria l'assicurazione per servizi come inputs.io?
Per quello a cui può servire, inputs.io ha pubblicato l'identità virtuale del ladro, vale a dire quella sul cui portafogli sono stati trasferiti i fondi. Obbligatorio però dare per scontato che sarà impossibile risalire a una vera identità, né si potranno recuperare i Btc rubati.
"Inputs è morta e dovrete trovare un altro fornitore. Non raccomando di mettere nessun Bitcoin su computer accessibili via Internet" ha commentato il fondatore dell'azienda sul forum bitcointalk.org

Una frase da prendere in serissima considerazione, visto che viene da uno che aveva fondato un'intera società sull'archiviazione online della moneta digitale – e che ha appena fatto una brutta fine.

Potenzialmente anche il Pc di casa è rischio, perché è sempre possibile che qualcuno s'ingegni per entrarci dentro e portarsi via quello che trova – soprattutto se è praticamente denaro contate. Certo, non saranno molti quelli che posseggono cifre così sostanziose, ma è sempre meglio prevenire che curare. Voi dove li tenete i vostri Bitcoin?

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La firma è sempre quella:
  • l’alternativa al denaro è il denaro elettronico sotto ad altra forma
  • creando un Mondo parallelo ancora governato dallo stesso tipo di “problema”, da cui non si tenta di fuggire ma si tenta solo di creare un nuovo standard, per "riproporre ancora il vecchio dipinto di nuovo".
Non c’è, in questo, nessuna evoluzione.

Dalla Banca si passa ad una necessità simile, dello stesso ordine. Non cambia nulla.
È proprio questo concetto di “remunerazione concreta per quello che si fa", che è complesso da gestire se la "firma" contempla l’ingiustizia.
Il sistema Lsd (Libero e Sovrano Denaro) è una forma di transizione giusta, tra questo Mondo e un altro autenticamente aperto all’evoluzione.

Che cosa sono i Bitcoin?
 
Bitcoin… è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta.

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

La progettazione di Bitcoin prevede il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete. I bitcoin possono essere salvati su di un personal computer sotto forma di "portafoglio" o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. 

In ogni caso i bitcoin possono venir trasferiti attraverso Internet a chiunque disponga di un "indirizzo bitcoin". 
La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin o di introdurre inflazione creando nuova moneta
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La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin o di introdurre inflazione creando nuova moneta…
  • mancanza di un ente centrale
  • impossibile manipolare il valore
  • o introdurre inflazione creando nuova moneta.
Sembra un ottimo inizio. Tuttavia, la notizia del furto, della necessità di allocare il denaro “da qualche parte, mai sicura al cento per cento” e, comunque, di un qualcosa di centrale che non può non esistere, rendono anche questo ambito perfettamente in linea con la "firma" 3d in vigore.
La "firma" è un certificato contenente i codici d’autorizzazione per il mantenimento dell’attuale forma di governo delle 3d.
Infatti, anche il Bitcoin dimostra le consuete debolezze tipiche di un’apparente alternativa, di ogni surrogato differenziale proveniente dal medesimo contesto che si presuppone di “migliorare”.
Bitcoin è vulnerabile al mining egoista.
Una nuova ricerca evidenzia una vulnerabilità sostanziale dell'algoritmo di generazione di Bitcoin, moneta virtuale aperta a un potenziale complotto contro gli interessi generali dell'intero mercato di Btc…
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Questo ambito verrà analizzato prossimamente, perchè è possibile leggere molto bene come funziona l’attuale modello economico finanziario 3d, per contrasto, con le affermazioni riportate da questo presunto “nuovo” (Metodo Indiretto).

Ad esempio, l’inflazione che cos’è? 
 
La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin o di introdurre inflazione creando nuova moneta…
 
Sai che cos’è? Una finzione, accreditata dalla "firma", mantenuta in Vita da una convenzione (credo massivo verso il denaro).

L’inflazione è prevista nella "firma". Essa erode il tuo “potere di acquisto”, ossia, ti consuma il futuro, passo dopo passo, costringendoti per asfissia indiretta a continuare a comportarti secondo quelle regole “ingiuste”, che ti trasformano in quello che "non sei" e che... "non faresti se… fossi libero”.
Al potere centrale piace “vincere facile”.
Questo è un articolo scritto in maniera “multi tasking” (mentre facevo più cose insieme). Non è la prima volta. Però è corretto che si sappia anche questo. L’interferenza può entrare in circolo anche nel più ordinato dei complessi, se ciò che si fa non è completamente allineato con ciò che si è.

Le 3d hanno questo potere.

SPS è qualcosa di “vivo” che filtra l’interferenza, con l’intenzione di creare un ambiente energetico il più possibile polarizzato con la mia presenza centrale (firma individuale), dal momento in cui ho scelto di:

ripartire da me stesso.

Forse questa citazione ti può aiutare molto più di quello che sei portato a credere. Espandi il concetto sino al tuo complesso umano, sino al livello del tuo funzionamento:

Il firmware è un programma, ovvero una sequenza di istruzioni, integrato direttamente in un componente elettronico nel senso più vasto del termine (integrati, schede elettroniche, periferiche). Il suo scopo è quello di avviare il componente stesso e consentirgli di interagire con altri componenti hardware tramite l'implementazione di protocolli di comunicazione o interfacce di programmazione.

Il termine deriva dall'unione di "firm" (stabile) e "ware" (componente), indica che il programma non è immediatamente modificabile dall'utente finale, ovvero risiede stabilmente nell'hardware integrato in esso, e che si tratta del punto di incontro fra componenti logiche e fisiche, ossia fra hardware e software...
Dipende da me, da te... 

Davide Nebuloni 
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