mercoledì 10 novembre 2010

Tra magia e alchimia: il rating USA.





Cosa è il “rating” assegnato ad un intero paese?
 
“Il rating è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro rischiosità. In questo caso, essi si definiscono rating di merito creditizio da non confondersi ai rating etici che invece misurano la qualità della governance… O in generale della sostenibilità sociale ed ambientale di un'emittente.
Viene espresso attraverso un voto in lettere in base al quale il mercato stabilisce un premio per il rischio da richiedere all'azienda per accettare quel determinato investimento. Scendendo nel rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l'emittente deve pagare uno spread maggiore rispetto al tasso risk-free.
I rating sono periodicamente pubblicati da agenzie specializzate, principalmente Standard & Poor's, Moody's e Fitch Ratings
Un declassamento del rating di aziende o soggetti pubblici particolarmente indebitati, ha la conseguenza a breve termine di provocare un rialzo degli interessi applicati ai prestiti in corso, e quindi un aumento degli oneri finanziari. Il debitore potrebbe cedere beni immobili e mobili di sua proprietà a prezzi di realizzo, per evitare un peggioramento del rating…”.
Fonte: Wikipedia

Come non ricordare il “cinema” successo per il caso Argentina o Grecia, solo per rimanere in un recente passato? Questo “voto” dovrebbe rispecchiare lo stato di salute o di affidabilità di una nazione intera. È dunque molto importante per come “funziona” questo mondo globalizzato all’insegna di una economia basata sul debito sconsiderato. Se il rating degli USA dovesse scendere, ossia peggiorare, per quel paese si aprirebbero delle voragini "esistenziali" senza precedenti. 

Per questo motivo il massimo “voto” ottenibile, ossia una tripla A, è ottenuto solo ed esclusivamente da “soggetti” particolarmente virtuosi, la cui economia è riconosciuta universalmente come assolutamente stabile e lontana da rischi sistemici

In questi paesi è possibile investire con maggiore garanzia di non perdere i propri soldi, perché il debito pubblico non corre il rischio di non essere onorato e il paese stesso è lontano da un rischio di default.

Vediamo allora chi c’è in “prima posizione”? Tra gli altri troviamo gli USA. Ma come? Mhm… 

Ciò che si scontra nelle immagini dell’opinione pubblica sono due diverse prospettive:
  • la prima legata alla conoscenza degli USA per quello che hanno fatto, in ogni campo, negli ultimi secoli e soprattutto nel XX secolo, ossia una imposizione totale del marchio “Made in USA” in tutto il mondo
  • la seconda legata all’ultima crisi economica internazionale che, per chi l’ha seguita, ha compromesso la visione dell’Impero Americano, avendo corso il serio rischio di un crack sistemico come diretta conseguenza del fallimento mascherato del sistema bancario
La seconda immagine rispecchia la realtà a noi più vicina e, dunque, lo stato attuale del colosso d’oltreoceano, la cui moneta imperiale, il Dollaro, ha infatti conosciuto una debacle storica nei confronti dell’Euro. La caduta del Dollaro però fa anche comodo alle finanze malmesse degli USA, per cui evito di focalizzare questo aspetto legato alla presunta forza di una moneta su un’altra.
L’immagine degli USA che ho davanti a me è, quindi, di un paese alle corde ma che detiene ancora la predominanza globale legata agli armamenti ed alla potenza militare d’avanguardia. Non mi riferisco al numero di carri armati o al numero di soldati a disposizione, ma alla profondità dell’innovazione degli armamenti militari direttamente accessibili. Questo aspetto deve mettere seriamente in guardia il movimento d’Ascensione planetario, e non solo, perché una belva ferita è molto più pericolosa di una belva “sana”. 

Di questa nazione non ci si può fidare, perché sembra che persino le crisi siano strutturate ed organizzate a priori per un certo proprio “comodo”. C’è una “intelligenza” molto profonda che muove queste dinamiche tanto complesse. E non riesco ancora a discernere il ruolo dei vari “big” dislocati sul territorio come la Cina ad esempio.

Ho come l’impressione che ad un certo livello i “grandi Stati, o meglio le loro elite, coordinino tutto quanto e che, dunque, ogni altro aspetto dato in pasto alla massa, attraverso i media, sia solo il solito brodino tiepido per alimentare un tessuto sociale suddiviso in infinite fazioni

La crisi internazionale del 2008/2009 si è fermata? Oppure, come dice Tremonti, gli Stati hanno solo “comprato tempo”? Io credo al “nostro” Ministro dell’Economia, che tra una intervista e l’altra si lascia sempre andare ad interessanti “fuori onda” molto profondi se si sta ben attenti ad intercettarli.
Dunque? Dobbiamo attenderci la ripresa della crisi?  

Secondo me “assolutamente sì”! 

Perché? Perché altrimenti saremmo stati tutti su “Scherzi a parte”. Che senso avrebbe avuto la prima “onda” se non si è, nel frattempo, cambiato nulla nel “modo di fare affari e di gestire il denaro della massa?”. Con un occhio alle trimestrali delle banche, che come Zombie continuano a fare quello che hanno sempre fatto, si evince come stiano avendo i soliti grandi guadagni. Non facciamoci ingannare da un -1%, perché ciò che hanno guadagnato in precedenza è stato mostruoso. 

Inoltre, adesso gli Stati si sono indebitati oltremodo per salvare proprio le Banche, e dietro agli Stati chi c’è? La massa; dunque il denaro della massa, dunque le pensioni della massa, dunque la sostenibilità di questo paradigma sociale, dunque di questo “incantesimo”, e  dell’Antisistema.

La prossima “onda” può avere il potenziale di spazzare via tutto! In che modo? Affossando gli Stati Uniti d’America! E a catena tutti gli altri Stati satellite del potere Americano e dunque di una grande maggioranza degli Stati del Mondo.

Le Agenzie di rating internazionali più accreditate sono 3 e sono tutte Americane. Gli USA hanno ancora il massimo Rating ottenibile anche se sono il paese più indebitato del globo.

Ma, soprattutto, andiamo a vedere che “voto” ha reso pubblico una Agenzia teoricamente esterna al potere d’influenza Americano: 

Agenzia Cina taglia rating Usa ad 'A'.
NEW YORK, 9 nov - Dagong, l'agenzia dei rating cinese, ha ridotto la propria valutazione sugli Stati Uniti da 'AA' ad 'A+' anche in seguito al piano da 600 miliardi di dollari annunciato dalla Fed. L'outlook degli Usa è negativo, osserva Dagong mettendo in evidenza come la politica monetaria della Fed eroderà il valore del dollaro e va contro gli interessi dei creditori.
Fonte: Yahoo

Cosa ne dite? È solo una barzelletta da raccontare al bar mentre si beve un caffè asciuga energie?

Nel frattempo sono rimasto incantato, ieri sera, nel vedere i progressi della tecnologia che sottintende le moderne console di videogiochi a tecnologia senza fili. Accidenti! Ormai si muovono le braccia, le mani, il corpo, e si gioca! Ma tutto ciò non ricorda un po’ i movimenti dei Maghi alla Harry Potter ed alla Goldman Sachs?
 
Cosa trasforma il nostro movimento e dunque la nostra volontà, in azioni virtuali tecnologiche? Questa interfaccia informatica, torna a risvegliare le nostre facoltà "smarrite". Io penso che siano propedeutiche, anche se inconsciamente, alla rieducazione, alla modernizzazione, sotto altro punto di vista della Magia!
Dov’è la differenza tra quello che fa un Mago e quello che facciamo noi, ad esempio, accedendo la luce di casa? Perché accettiamo un fatto e non l’altro?

Punti di vista e abitudini. Siamo proprio una meraviglia.

 

2 commenti:

  1. Ma guarda.... è ormai da più di mezzo secolo che si dice che gli USA sarebbero alle corde e che stanno arrivando onde e voragini per affossarli. E invece sono ancora lì e io credo che rimarranno ancora per un bel po'. Ci saranno altre crisi, altri 1929, altri Vietnam, Iraq, Afghanistan, altri 11/9, altri collassi, eppure rimarranno ancora lì. E noi delusi per l'ennesima volta che ci chiederemo come sia possibile? Non inventiamoci scenari che sono solo una proiezione di speranze che non hanno basi reali perché, suvvia ammettiamolo... hanno la loro ragion d'essere nella nostalgia per quello che era invece il nostro di impero. Se oggi fosse di nuovo l'Europa la superpotenza stiamo pur certi che noi non saremmo meno voraci, egoisti e guerrafondai di quella americana. Quindi, la vera ragione di tutti questi wishful thinking che con scadenza settimanale prevedono gli USA allo sbando per essere puntualmente smentiti dalla storia, sta né più né meno nell'incapacità e frustrazione europea (e dei paesi mediorientali, la Cina, Russia, ecc.) di contrapporvi qualcosa di lontanamente alternativo. Una Europa disunita, incapace di coordinarsi con una voce unica, dove ogni singolo staterello continua egoisticamente a coltivare il proprio orticello. Un Europa che vorrebbe mantenere lo status quo, uno spirito smorto senza slancio, annoiato, sonnecchiante, e che non ha alcuna visione e tanto meno ardore per il futuro, a differenza di una società americana che almeno, sia pur con tutti i suoi limiti e difetti, quel sogno americano, quello Spirito un po' puerile ma visionario, pionieristico, quella passione per le cose la mantiene. Ed è questo che continua a fare la differenza tra l'una e l'altra parte tra l'oceano. Non tanto quei aspetti superficiali dei sistemi finanziari, le banche, il rating, ecc. (si proprio, molto superficiali), ma è l'impostazione mentale e spirituale con cui si guarda alla realtà che determina il futuro dell'individuo e di una collettività. E dentro di noi lo sappiamo benissimo, ma non sappiamo da che parte sbattere la testa per proporre altro. E pur di non ammetterlo a noi stessi allora dobbiamo raccontarcela....

    Marco.

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  2. Ciao Marco,
    interessante e lucido commento: grazie :)

    Che dire! La tua view è incontestabile e va anche condivisa. Nulla da dire, ci mancherebbe. Il mio punto prospettico a volte si "abbassa" e osserva/racconta di "cose" più "superficiali". Questo articolo ha la sola "mission" di mettere in evidenza il totale dominio degli Usa anche in fatto di "immagine pubblica" attraverso anche il sistema di rating internazionale. L'Agenzia Cinese però sembra esprimere una voce fuori dal coro. Mi chiedevo, appunto, che ruolo si siano riusciti a scolpire i "nuovi" player globali come Cina, Russia, India, Brasile, etc.
    Penso che il "gioco" sia a somma zero, ossia le perdite della crisi vanno nelle "medesime" tasche che mutano solo il nome o la denominazione. Ma se fosse così, allora il cambiamento (che, fidati, esiste per ragioni "celesti") sarebbe interamente pilotato? No. Non lo credo proprio. Perchè? Per dare un perchè devo cambiare "prospettiva" e osservare da più "in alto".

    L'Antisistema non ha necessità di fare denaro, ma di nutrirsi di basse vibrazioni, per cui continua ad alimentare Imperi che si succedono l'un l'altro secondo uno stesso "copione" sempre più "pulito ed inosservabile". Ma persino l'Antisistema ha un senso superiore che, nella fattispecie, è a carattere evolutivo/educativo (si, proprio così). Per cui la "mano stretta al collo", le nostre tribolazioni, ha un significato diverso dalla semplice "violenza" fine a se stessa. Quella "mano" è una immagine che ci dipinge agli occhi dell'Universo, che fa "scintillare" il nostro attuale "livello", il "cosa" abbiamo generato.

    Tutto dipende da noi, come insieme di particelle d'energia divina.

    La prossima Ascensione porterà a "maturazione" dell'altro "raccolto" spirituale: questo mondo continuerà ad esistere e ad andare avanti, ma non tutti saranno ancora "ospiti" di questo Teatro esperenziale avendo completato un grande ciclo di Vita.

    E' una questione di Prospettiva.

    Grazie di CuoRE.

    Un abbraccio e una buona Vita.

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