giovedì 26 agosto 2010

Osservare, ricolorando la propria "ignoranza".





Oggi farò “parlare” altre fonti…

“Tutto sta iniziando a cambiare mentre impariamo come fonderci e come iniziare a rimuovere tutte quelle illusioni di separazione tra gli umani sul pianeta Terra. Non è più tempo di segreti. Questo è il tempo in cui possiamo chiaramente vedere nei cuori gli uni degli altri ed anche nelle menti. È il tempo per ognuno di noi di innamorarci dell'umanità”.
Fonte: www.lightworker.it   

Non è più tempo di segreti! Parole sante

“Perché non c’è nulla di ciò che è nascosto, insegnano le Scritture, che non debba essere scoperto, né nulla di segreto che non debba essere conosciuto”.
Matteo X 26

Rispecchiamoci rispettosamente negli altri in “armonica risonanza”…

Colui che spera di capire la dottrina segreta dopo una semplice lettura, s’ingannerebbe molto. I nostri libri non sono scritti per tutti, ripetono i vecchi maestri, sebbene tutti siano destinati a leggerli. Infatti, ciascuno deve fare uno sforzo personale assolutamente indispensabile se desidera acquisire le nozioni d’una scienza che non ha mai cessato d’essere esoterica.  Per questa ragione, i filosofi, allo scopo di nasconderne i principii ai profani, hanno nascosto l’antica scienza col mistero delle parole e col velo delle allegorie”.

Non dimostriamoci “ignoranti” e presuntuosi nel far finta di non comprendere queste parole:

“… Le più belle scoperte, una volta cadute nel dominio popolare, distribuite senza discernimento fra le masse e sfruttate ciecamente da esse, si rivelano più nocive che utili. La Natura dell’uomo lo spinge volontariamente verso il male ed il peggio. Assai spesso quelle cose che potrebbero procurargli il benessere vanno verso il suo svantaggio e, in definitva, diventano lo strumento della sua rovina. I metodi di guerra moderni sono, ahimè! la più sconcertante e triste prova di questo funesto stato d’animo. Homo homini lupus”.

Per comprendere meglio l’oscurantismo che si è creato nel tempo:

“… avvolgendo di silenzio i loro lavori e ricoprendo con parabole le loro rivelazioni, i filosofi agiscono con saggezza. Rispettosi delle istituzioni sociali, non nuocciono a nessuno e conseguono la loro propria salvezza”.
Fonte: prefazione di Eugene Canseliet a “Le Dimore Filosofali” di Fulcanelli

Tutto è opportuno. La segretezza è stata opportuna. E non mi dimostrerò ignorante nell’affermare che è ora di “aprire i cancelli” e di rinnovare i contenuti alla Luce del Sole. Molte cose sono cambiate da quando l’umanità strisciava nel fango umiliandosi opportunamente. Mi sembra di ricordare, tra me, in me, il peso di quegli antichi tempi in cui l’uomo divise l’uomo. Fu un processo necessario per preservare la conoscenza dalla corruzione che si doveva esperimentare.

Fu un lavoro di squadra silente.

Le “onde” del tempo e dell’evoluzione spingono, a volte, in maniera contraria, dando l’illusione del fermarsi o del vuoto. È come al solito una questione di punto prospettico.

Da quale situazione abbiamo deciso di “osservare”? Le situazioni descrivono vette, asperità, depressioni, etc.

Da dove stiamo osservando?

Ricordiamo sempre che il nostro “occhio” determina la polarizzazione del terzo stato quantico della possibilità energetica, ossia la manifestazione della realtà, interpolando gli altri due stati di perfezione e imperfezione. La nostra osservazione determina il focus delle energie sottili che, aggregandosi opportunamente, formano il piano del percepibile. Questo piano è una aggregazione circolare di energia in cui la massa critica determina l’egemonia di un punto d’osservazione sull’altro. La nascita di un paradigma, di una forma pensiero cristallizzata. Del volere di un gruppo coeso su una moltitudine slegata, immemore, immatura, come dei frutti da lasciare ancora sull’albero al fine di maturare al Sole.

Chi me lo ha detto o chi me lo dice?

Ma cosa importa?

Chi crederebbe che l’umanità ha dovuto perdere quello che già la colmava per fare “spazio” a ciò che mai, altrimenti, avrebbe potuto attecchire? Sapete cosa? Lo sviluppo dell’intelligenza del sé. In che modo? Mischiando il proprio sangue… in ogni modo!

Ciò che abbiamo, non perduto, ma accantonato, dimenticato volutamente, come ad esempio la Chiaroveggenza, tornerà a noi, in noi, nel momento più opportuno. Ma il nuovo matrimonio darà luogo alla celebrazione della consapevolezza del “chi si è”, alla luce della fusione con l’intelligenza, nel frattempo, acquisita e maturata nei reami del libero arbitrio: nei luoghi tridimensionali in cui il “forte” alzando il maglio sul più “debole”, fermerà il proprio atto, comprendendone la sua del tutto inutile funzione e forma d’onda, mediante l’identificazione, la compassione e il senso quantico d’essere una sola unità. Comprendendo che l’azione della forza teletrasporta la propria essenza nel reame di un Ego da comprendere a sua volta, nelle proprie “cantine” ombrose da inondare di Luce. Allora il “forte” si vedrà rispecchiato nel “debole” e comprenderà con tutto se stesso che la violenza è solo auto violenza. È volersi male. Non accettare se stesso ancora prima dell’altro. Che l’altro ci tiene per mano, ci indica una via da percorrere domando la propria “rabbia”.

“Le statistiche commerciali considerano l’agricoltura soltanto un’attività economica. L’agricoltura intesa come stile di vita, come patrimonio, come identità culturale, come antico patto con la Natura, invece, non ha prezzo”.
Fonte: www.fao.org 

Ecco il processo intercorso, lo smarrimento a cui siamo volontariamente andati incontro. È questa frase, ovviamente, un frattale, una metafora. L’Agricoltura, intesa come tratto d’unione con le nostre “radici”, ha trovato identificazione con la sua mercificazione. Soppesata sulla bilancia e trasformata in valore economico, in denaro sonante. Denaro che, per molto tempo, aveva una equivalenza ed una garanzia con l’oro depositato nei forzieri reali. Denaro che, oggi, è divenuto intangibile, elettronico, virtuale… proprio come la sua valenza in termini d’oltretomba, di spirito.

Per non rimanere con un “pugno di mosche in mano”, l’Agricoltura e dunque l’uomo ed il ricordo di sé, deve tornare ad osservarsi da un punto diverso e superiore rispetto al solito.

Questo punto d’osservazione più elevato coincide con il “movimento” dell’Ascensione dimensionale… punto dal quale, l’ignoranza che tanto spaventa i detentori dell’antica sapienza, smette di sussistere.

Insieme siamo Uno. 

* L'opera di apertura d'articolo è di Maxwell Render - www.zerog.biz