domenica 22 agosto 2010

Il terzo stato "quantico" dello Zen.




Il Jeet Kune Do vuole che si dimentichino tutte le tecniche; la situazione dev’essere governata unicamente dall’inconscio. La tecnica compirà i suoi prodigi del tutto automaticamente, spontaneamente. Fluttuare liberamente, non avere una tecnica significa possedere tutte le tecniche.

Per poter fluttuare a tuo agio, nel vuoto, senza incontrare ostacoli, dimentica le tecniche che hai appreso. L’apprendimento è importante, ma non diventarne schiavo. E, soprattutto, elimina tutto ciò che è esteriore e superfluo. La cosa prima è la mente. Qualunque tecnica, per buona e ambita che sia, diventa una “malattia” quando la mente ne viene ossessionata.

Le sei malattie:
  1. Desiderio di vittoria
  2. Desiderio di ricorrere alle astuzie tecniche
  3. Desiderio di fare sfoggio di tutto ciò che si è appreso
  4. Desiderio di intimorire l’avversario
  5. Desiderio di rappresentare il ruolo passivo
  6. Desiderio di liberarsi della malattia di cui si è affetti, qualunque essa sia

Il desiderio è un sentimento. Anche il desiderio di non desiderare è un sentimento. Non avere sentimenti significa quindi essere privi contemporaneamente di entrambi i tipi di sentimenti, di quelli negativi e di quelli positivi. Significa essere contemporaneamente “si” e “no”; cosa che sul piano logico è assurda, ma per lo Zen no.

Fonte: "Jeet kune do. Il libro segreto di Bruce Lee"  di Bruce Lee
 
 

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