martedì 15 dicembre 2009

Elf, lo Spirito del Natale.






“Mi chiedo se per caso hai letto I Libri di Natale di Dickens - chiese Robert Louis Stevenson a un amico [...]. - Io ne ho letti due, e ho pianto come un bambino, ho fatto uno sforzo impossibile per smettere. Quanto è vero Dio, sono tanto belli, e mi sento così bene dopo averli letti. Voglio uscire a fare del bene a qualcuno [...]. Oh, come è bello che un uomo abbia potuto scrivere libri come questi riempendo di compassione il cuore della gente!”.
Fonte: Wikipedia

Tutte le volte che vedo “Elf” in televisione mi commuovo e mi viene un “groppone” alla gola. Tutti gli anni questo film viene riproposto e, guardandolo con un anno tutte le volte in più, mi accorgo di quanto sia “bello” e significativo. Sembra di essere allo specchio e di osservare il proprio cambiamento attraverso la visione annuale di questa produzione cinematografica. Mi rendo conto di come si possa comprendere sempre nuovi significati anche dalla visione di una “abitudine”, e di come gli strati emotivi giochino a nascondino con i messaggi celati nella pellicola. Ciò che viene proiettato è sempre lo stesso “copione” tuttavia si interfaccia con il nostro “punto di osservazione” che, nel frattempo, può essere cambiato; da questa interazione nasce sempre qualcosa di nuovo. Il cuore soprattutto sembra rispondere sempre meglio al richiamo dello “Spirito del Natale”. Elf ci insegna la “modalità” dimenticata crescendo, allineandosi, conformandosi. Quella frequenza naturale e gioviale tipica dei bimbi e dei cuccioli, per i quali ogni occasione è buona per giocare, divertirsi e meravigliarsi. Insegna inoltre a dire “ti voglio bene” e a non avere timore di abbracciare gli altri, oltre che a cantare le splendide canzoni del Natale. È vero, quando vedi un film come questo, ti senti meglio, ti senti ok, vorresti uscire di casa e fare come “Elf”. È il cuore che parla in quei momenti che non vanno dimenticati troppo in fretta. Il Natale dovrebbe essere stare davanti ad un camino che arde e che trasuda tepore, a perdersi nei giochi e nelle scoppiettanti “parole” delle fiamme… non tutto il giorno ma quanto basta per caricarsi di Amore e pensare al vero significato di questa festa del trionfo della luce sulle tenebre, della nascita del nuovo corso solare, della Vita che si riposa coccolata dal manto della neve. Il 25 dicembre è una data significativa in tutto il mondo…

NATALE SULLA TERRA
di Arthur Rimbaud

Dallo stesso deserto,
nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d'argento,
sempre,
senza che si commuovano i Re della vita,
i tre magi, cuore, anima, spirito. 
Quando
ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare - per primi! - Natale sulla terra!
  

4 commenti:

  1. Ti sei mai chiesto come mai a Natale i "pazzi" vadano ancora piu' fuori di testa?
    Che siano abbagliati dalla luce?
    Quando "ho fatto del bene" mi è capitato spesso di trovare irritazione invece di gratitudine... era troppo il regalo o il favore e senza un motivo comprensibile veniva persino rifiutato.
    Io amo donare e non capivo... col tempo ho imparato che spesso i gesti d'amore vanno a toccare delle ferite aperte che fanno molto male...
    Ma è' piu' forte di me ;) persevero nel dare questa sofferenza a coloro che transitano sulla mia strada...
    Non hai idea di quanti sensi di colpa per questo motivo ho dovuto affrontare!
    Quando ci penso è veramente pazzesco!
    ;) ;) ;) sono diabolica!!!

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  2. Erika,
    questo tuo commento è proprio "fuori" :)
    Mi piacerebbe approfondirlo meglio; ti va?
    Grazie ed un abbraccio...
    Serenità

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  3. Perchè i gesti d'amore spontanei spaventano o fanno star male chi li riceve?
    C'è un meccanismo inconscio che si innesca...
    nel primo caso per paura di soffrire perchè nella memoria emotiva è stato registrato che amore=sofferenza, allora scatta la difesa, nel secondo perchè nel momento in cui si riceve un qualcosa che si è a lungo desiderato si diviene coscienti di tutto il dolore accumulato per quella mancanza. Altre volte per diffidenza perchè ci hanno abituati ad aspettarci sempre il peggio dalla vita e questo fa parte di un condizionamento mentale di massa.
    Tu cosa ne pensi?
    Un grande abbraccio

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  4. Mi manca questo "aggancio", come infiniti altri.
    Ti ringrazio molto...
    Amore = sofferenza, pensi che questa relazione sia dovuta, anche, a ciò che "ricorda" sempre il simbolo del "crocifisso"?
    Ricevendo qualcosa che abbiamo agognato a lungo, stiamo poi male, a causa dello "sfogo" d'energie "congeste" accumulate; è forse una catarsi però.
    Il terzo caso è un condizionamento inconscio di massa; si.
    Questi punti sono un buon riferimento per un articolo nel blog!
    A me aveva incuriosito la frase dell'inasprimento della "pazzia" associata al Natale; penso di comprenderla ora, seguendo le tracce di questi 3 "punti"...
    Sei proprio terribile allora :)
    Grazie a te Cara Amica...
    Serenità

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