sabato 5 dicembre 2009

Come ti disintegro il genitore.




Giornata difficile oggi. Mio figlio di 5 anni ci ha fatti letteralmente impazzire. Lo voglio scrivere davanti a tutto il mondo, anzi a tutto il “creato”, in maniera tale che rimanga nella storia. Tramite internet ora possiamo ambire anche a questa possibilità; essere “registrati” o linkati da tutti i motori di ricerca della Terra alla voce “bimbi impazziti” o forse “genitori impazziti”. Scherzi a parte è decisamente difficile tentare un approccio educativo sensato con questi nuovi bambini che sono arrivati a frotte nell’ultimo decennio. Sono esseri molto tenaci, decisi a non farsi mettere in soggezione da nessuno. Non accettano ordini, consigli, suggerimenti… Questa genie di futuri adulti metterà a ferro e fuoco l’Antisistema, nel senso che non accetteranno l’evidenza nella quale verranno proiettati. Sono loro i devastatori dell’incantesimo, i liberatori del destino dell’uomo. La loro energia è diversa dal solito e non basta “l’inquinamento” totale a cui sono sottoposti tutti i giorni ne il controllo tramite le abitudini e le credenze,  per tenerli a bada; essi non accettano nemmeno l’idea di soffiarsi il naso, o fare pipì, o bere… le abitudini che per l’intero genere umano sono assodate, non trovano in loro nessun tipo di terreno fertile. Mio figlio mi dice “noooo, ma tutte le volte mi devo soffiare il naso?”. E questa frase che fa imbestialire ogni genitore, dopo 10 ore di “tirate” di naso con relativo rumoraccio del proprio figlio, suona tuttavia, dopo aver ritrovato la calma, foriera di profonda riflessione. Nel significato degli specchi ci leggo il mio tentativo di sottrarmi dalle grinfie di questo modus vivendi, riflesso nel comportamento di mio figlio che non accetta l’idea, l’abitudine, la necessità, di doversi soffiare il naso “ogni volta”. Lui è anche questo,  ma ovviamente non solo questo. Il suo essere così, riflette il mio essere così. E mi arrabbio e mi dolgo allo stesso tempo, perché mi dispiace vederlo in questa maniera anche se “nulla è per caso”… Quando penso alla nascita mi vengono in mente queste parole:

“Quando un qualsiasi sistema vibratorio inverte la direzione del suo momento, come fa il pendolo nel punto più alto della sua oscillazione, c’è un attimo di totale riposo prima che il movimento riprenda nella direzione opposta. E poiché il riposo, o la totale cessazione del movimento, costituisce l’opposto del tempo, c’è, nel preciso istante in cui questo avviene, un microintervallo di non-tempo, un attimo di eternità. È lo stesso intervallo di non-tempo che si verifica molte volte al secondo nel movimento vibratorio degli atomi del mondo fisico. Questa è un’apertura nel nagual, un varco nella Presenza dalla quale scaturisce l’energia della Vita”:
Da “Trasmissioni Stellari” di K.Karey