venerdì 4 dicembre 2009

Quell'in-genio di Leonardo.






Ieri sera presso l’auditorium San Dionigi di Vigevano è continuato il ciclo di incontri "A tu per tu" con Leonardo, ed è stata la volta di presenziare all'incontro con Mario Taddei, una delle anime curatrici della mostra "Il laboratorio di Leonardo" che, sino al 5 aprile 2010 sarà possibile visitare (link: Mostra su Leonardo). Ebbene sono rimasto affascinato dalla particolare concezione che sottintende l’esposizione al pubblico di un “mondo lontano”, come quello relativo a Leonardo, trasposto in una luce del tutto riequilibrante ai fini di “coloro che guardano”. L’intento è dunque quello di rendere luminoso ciò che, secoli di voluta velatura e setacciatura dei contenuti, avevano reso addirittura urticante, fine a se stesso, vuoto. Infatti il “cosmo” Leonardiano dato in pasto alla massa è sempre stato costituito dalle opere più conosciute e dai significati più addomesticati. Oltre a questa struttura concessa era difficile andare, per l’uomo medio; come se un grande censore avesse congelato e sezionato un’opera immensa al fine di renderla usufruibile dalla massa, reclamante, secondo principi di “esposizione mirata”. Cosa contraddistingue allora questa nuova modalità di avvicinamento ad un mondo così lontano e poco disponibile? L’approccio verso l’apertura dei “libri per appunti” di Leonardo verso il mondo dei bambini. Questa “scusa” ha permesso di by passare alcune strozzature dell’Antisistema, come preso di sorpresa da una “mossa” quasi inaspettata; del resto è la stessa metodica che permette ai “geni” della Pixar&Co. di far “passare” sugli schermi di tutto il mondo mirabolanti ed illuminanti messaggi di speranza ed evoluzione in barba al “controllo” imperante. L’opera intrapresa da Taddei e Zanon è monumentale. Il lavoro che è dietro alla consultazione digitale delle pagine del Codice Atlantico, ad esempio, è senza precedenti. Come se l’equipe che ha realizzato l’impresa si sia dovuta immergere nella mente, nella prospettiva e nel “mondo intero” che contraddistinse Leonardo. Infatti partendo dalla scansione digitale ad alta definizione dei disegni di Leonardo, tramite l’utilizzo di una tecnologia all’avanguardia proprietaria e sviluppata ad hoc, è oggi possibile sfogliare elettronicamente e con effetti di animazione tridimensionale, la creatività illimitata di quell’uomo capace di “agganciare il bacino cosmico delle opportunità”. Il tutto viene orientato verso il mondo dei bambini che, necessitando di accompagnamento, attirerà anche il mondo degli adulti. Vedere quelle pagine che si animano, pulite dal tempo e dagli “schizzi” di coloro che si aggiunsero alla matita di Leonardo dopo di lui conferisce una sensazione di estasi, di vicinanza all’uomo scomparso solo fisicamente. I bambini si rendono conto che possono toccare, comprendere, fare, stimolati dall’interfaccia di una mondo a loro più consono: quella computer grafica che volenti o nolenti li attende e li riguarderà sempre da più vicino. Il motore di animazione dei videogiochi muove le animazioni delle invenzioni di Leonardo, rendendo possibile comprendere “come possono funzionare e non come potevano funzionare”. È possibile capire il meccanismo che permette il movimento, osservarlo da vicino, fermarlo, quante volte si vuole. Per la mente in crescita di un bimbo è oro colato. E per gli adulti si tratta di provare la meraviglia che non hanno potuto vivere da piccoli, dato che “non è mai troppo tardi”. Il genio di Leonardo viene vissuto dal suo interno, perché è possibile osservare i manoscritti meglio che se si possedessero gli originali, ingrandendo e osservando parti e sezioni che i libri non riportano per questioni di “impaginamento”. In questa maniera riusciamo a “capire”, a comprendere i principi che permettono alle “sue” macchine di muovere e muoversi. È infinitamente più facile perché deriva dall’osservazione di modelli in movimento. Con questa opera è possibile trasformarsi addirittura in studiosi e “scopritori”, perché i misteri ancora irrisolti attorno alla figura di Leonardo sono ancora molti, e l’acutezza neutra di un “osservatore” non del mestiere può giungere dove “colui che è avvezzo all’arte del mestiere” non riesce più ad arrivare. Nei “libri” si trovano appunti e disegni, ma anche sensazioni, umori, note biografiche, cenni di vita, etc. Questo software è in vendita, lo stesso che è consultabile direttamente in loco, per la modica cifra di 30 euro. Potrebbe essere un ottimo regalo di Natale. Nel “Codice Atlantico” digitalizzato, ho visto ieri sera, passare le immagini a gran velocità delle macchine Leonardiane, e sono riuscito a scorgere anche la pagina relativa al “moto perpetuo”…

“Con moto perpetuo si intende un regime di funzionamento di una macchina in cui viene creata energia in contraddizione con i principi della termodinamica. Secondo la definizione di Max Planck:
« È impossibile ottenere il moto perpetuo per via meccanica, termica, chimica, o qualsiasi altro metodo, ossia è impossibile costruire un motore che lavori continuamente e produca dal nulla lavoro o energia cinetica »
(Max Planck, Trattato sulla termodinamica, Dover (NY), 1945)
Originariamente, si considerava "moto perpetuo" un moto che si mantenesse costante nel tempo senza intervento esterno, in quanto prima della formulazione newtoniana delle leggi della dinamica si riteneva che un corpo per muoversi avesse sempre bisogno di apporto di energia; tuttavia oggi questa definizione non è considerata rigorosa in quanto sono stati trovati esempi di moto indefinito, ad esempio il moto degli elettroni a livello atomico ed il moto dei corpi celesti”.
Fonte: Wikipedia

Quello che ci ha insegnato Leonardo è che, tramite l’osservazione della Natura è possibile, con buona dote pratica e di conoscenza, riprodurre i suoi “meccanismi” perfetti. Egli trae sempre spunto da questo tipo di osservazione; egli che non era un letterato, un dotto di prima categoria, ma un autodidatta sempre disposto ad imparare ed a mettersi in gioco, proprio come lo spirito “bianco” di un bambino. Questa mostra avvicina noi a Leonardo e ce lo rende comprensibile. C’è calore ed umanità in questa idea. C’è spirito nuovo di collaborazione e condivisione. Perché io, ad esempio, non credo a questa versione delle “cose”:

Ruota a ballotte sull'impossibilità del moto perpetuo
"O speculatori dello continuo moto, quanti vani disegni in simile cerca ave' creati! Accompagnatevi colli cercator d’oro"
Al tempo di Leonardo è molto acceso tra gli studiosi il dibattito sulla possibilità di realizzare il moto perpetuo. È qui rappresentato un dispositivo di mezze ruote con pesi all'interno, in grado di ricadere alternativamente per forza di gravità. Questo studio fornisce a Leonardo la prova dell'impossibilità per l'"umano ingegno" di fabbricare un dispositivo per il moto "continuo".
Codice Forster II, foglio 91 r. 1490 ca.
Fonte: http://www.museoscienza.org/leonardo/invenzioni/ruotaballotte.asp

Leonardo era troppo acuto e "sottile" per esprimersi in piena libertà in un mondo ed in un tempo ancora troppo pericolosi. Egli era vegetariano perchè aveva compreso l’essenza della Vita, ed era rispettoso del valore della Vita. Un uomo con una tale sensibilità, sono certo, non aveva limiti. E ciò che non ha reso manifesto vorticava comunque nell’ampio “bacino” della sua anima. Egli ha sparso “semi” che hanno fruttato più avanti o che frutteranno più avanti. Con la sua “vibrazione” ha portato avanti un processo di elevazione di una società ancora troppo attaccata alla carne ed alla spada. Poi, essendo anche uomo di carne ed ossa, riusciva a progettare anche armi per la guerra, tuttavia questo chiamiamolo espediente gli garantiva di poter vivere presso il centro di potere del tempo, e da quella posizione, essere più vicino alle persone da influenzare sottilmente. Del Leonardo più occulto si sa ben poco o nulla, ma sono certo che lo spessore dell’uomo non poteva prescindere anche da questa visione complementare del piano della creazione. Per ora accontentiamoci di questa notevole apertura, visitando una mostra concepita secondo l’occhio moderno che “chiede” la partecipazione di tutti i sensi coinvolti non solo nell’osservazione, ma nella comprensione attraverso anche il tatto e l’udito. Le emozioni che scaturiscono sono forti ed intense; garantito. Proprio quello che cercava, anche, di fare con un “ipotetico” pubblico di usufruitori della sua opera (ricordiamo che Leonardo, nei suoi libri collezionava appunti e disegni per se stesso; scriveva per sé); Per terminare riporto questa citazione:

“In polemica con i maghi, Leonardo scrisse alcune delle sue pagine più belle a favore della pittura; infatti, quella capacità di dominare la mente umana che i “negromanti” cercavano nei riti magici, secondo il genio di Vinci è una virtù propria di quegli artisti che, con l'artificio della prospettiva e dei colori, sanno evocare nello spettatore le più diverse senzazioni”.
Fonte: http://www.giordanoberti.it/html/articoli_leonardo.htm

La spiegazione della concezione evolutiva narrata dai Wingmakers al genere umano, tratta proprio di questo:
"Gli elementi principali del materiale dei WingMakers sono:
  • romanzo
  • arte visiva
  • musica
  • poesia
  • filosofia
  • scritti vari
  • mitologia integrata e multilivello
I WingMakers sono una presentazione multimediale..."
Fonte: WM-Introduzione_al_Progetto_Wingmakers.pdf

Secondo Giuliano Kremmerz ognuno di noi “vede” la propria versione del mondo e per trascendere questa “variante” si necessita del raggiungimento di uno stato “inerte” o “neutro”; proprio quello che, secondo me, aveva Leonardo di fronte all’osservazione della Natura, sua maestra di Vita e, dunque d’ispirazione:

"Spesso poeti, improvvisatori, romanzieri, sono i più perfetti medi appunto perché conservano la loro neutralità: credendo di far cosa di arte dilettevole, non si preoccupano di ciò che scrivono o cantano e lasciano parlare integralmente l'ermete loro. L'aspetto delle cose che colpiscono i nostri sensi, benché costante alla fotografia, nella riproduzione delle tinte varia col variar della luce. In noi, che abbiamo naturalmente un meccanismo di riproduzione superiore al semplice obiettivo fotografico, l'aspetto delle cose varia non solo per differenze luminose, ma per lo stato morale in cui ci troviamo quando le cose prendiamo in esame. Ciò dimostra che la visione del mondo, in cui si può leggere il bene e il male, ha tanti aspetti soggettivi diversi per quanti sono gli uomini e per quanti possono essere nello stesso uomo gli stati e le sfumature passionali".
Fonte: “La porta ermetica”