venerdì 13 novembre 2009

Riflessi dal cuore.




“Quando crediamo a ciò che ci viene detto si dice che abbiamo “fede”. Avere fede significa credere in modo incondizionato. Questo è il modo in cui impariamo, da bambini. I bambini credono a tutto ciò che dicono gli adulti e la loro fede è così forte che il sistema di credenze controlla tutto il sogno della loro vita. Non abbiamo scelto quelle credenze, forse ci siamo addirittura ribellati a esse, ma non siamo abbastanza forti per poter avere successo nella nostra ribellione. Il risultato è la resa, che manifestiamo proclamandoci “d’accordo”.
Io definisco questo processo “l’addomesticamento” degli esseri umani.
Da “I quattro accordi” di D.M.Ruiz

Sulla “Nave Scuola Terra” gli abitanti (tutti noi) determinano il bello ed il cattivo tempo, in maniera cosciente od incosciente; diciamo che, molto lentamente, l’Antisistema ha “scritto” il futuro tramite il “lapis” umano in maniera incosciente, ipnotizzandoci e drogandoci opportunamente. Questo stato di “sospensione” nel quale siamo caduti è una sorta di letargo delle anime incarnate. L’uomo riflesso entro se stesso ed impaurito alla vista delle profondità del proprio essere, ha guardato altrove e cioè fuori di sé. Per trovare una causa degna di destare attenzione, ha immaginato e “costruito” l’Antisistema, meglio conosciuto come “legge, codice, scuola, religione, denaro, potere, sesso”. In questa maniera il “Golem” fatto di fango diventa di “carne ed ossa” o di energia direttamente manifestata sul piano fisico. Il processo continua secondo la legge della sopravvivenza o della giungla, anch’essa diretto riflesso delle nostre paure più evidenti, pertanto, l’Antisistema, ora vive di energia riflessa e tende a sopravvivere come qualsiasi altra “creatura” che esiste e vive su questo pianeta. È logico e normale.
La mancanza di consapevolezza su “chi si è” ha gettato il “mondo” degli uomini nella mischia del caos e generato un “mostro” che, ora, chiede la propria parte. Questo mostro è fatto ancora di uomini ( proprio come in “Matrix” Morpheus dice “ogni persona che non è con noi è potenzialmente un “agente” ). È chiaro quindi che “ce la suoniamo e ce la cantiamo” e, detti del tipo “cane che si morde la coda” ci raccontano solo questa novella sempre attuale.
Al fine di aumentare la consapevolezza di “chi siamo”, occorre attirare la conoscenza e permettere alla “vita” di scorrere dentro di noi, tramite una modifica del nostro “sistema operativo” di base che è l’inconscio. Questa modifica la si inoltra tramite l’apertura del cuore. Il nostro organo cardiaco non è una centrale di pompaggio del sangue, un motore, bensì è l’essenza, il timbro, il marchio che racchiude in se la firma del Creatore. Ascoltiamolo con più attenzione. Il suo battito è perfetto e tale termine è comprensibile  anche solo ricorrendo alla logica umana:

 
“Noi sappiamo che un organismo qualsiasi, sociale o animale, quanto più è complicato nella sua struttura, tanto più armonicamente deve essere regolato e organizzato per corrispondere ai suoi impegni e per assolvere le sue funzioni vitali… la natura si vale di un principio direttivo fondamentale e generale per conservare la vita: l’armonia. La vita è armonia.. e diversamente non può essere, perché la disarmonia è la disorganizzazione, è la dissoluzione, è la morte“.
Da “Le catene lineari del corpo” di G.Calligaris

Armonia… che termine meraviglioso; il solo pensarlo porta alla nostra “superficie” un sapore leggero e giocoso come ali di farfalla.
Sappiamo che ogni aspetto che contraddistingue la nostra “esistenza” viene rispecchiato attraverso il riflesso degli “altri” (quello che siamo e quello che giudichiamo sono i primi due specchi Esseni); i grandi maestri incarnati ci hanno lasciato, tra i loro preziosi insegnamenti, anche una splendida rappresentazione, in termini di linguaggio, di un concetto talmente alto ed accessibile, allo stesso tempo, da lasciare “disarmati”: “Cambia te stesso per cambiare il mondo”.
Ed ecco la “Prova”:
A e B sono due persone ( non importa se sono amici, fratelli, sconosciuti, etc. )
A e B si trovano a dover parlare uno con l’altro ( per qualsiasi motivo )
A rispecchia a B se stesso ( B vede B tramite A ) e viceversa
La prima volta che si trovano, A si innervosisce al cospetto di B ( per qualsiasi motivo ), mentre B sembra completamente inconsapevole del proprio comportamento e c'è indifferenza.
Nell’arco di tempo che trascorre, A compie un grande “lavoro” spirituale su se stesso, molto profondo che lo porta a comprendere i propri errori e limiti che lo hanno contraddistinto sino a poco tempo prima; in pratica A diventa un’altra persona, una entità che è riuscita a risalire le proprie verticali asprezze, aprendosi al mondo iintero.
La seconda volta che A e B si trovano ( per qualsiasi motivo ) i due si rispecchiano l’uno nell’altro tramite i propri comportamenti e giudizi.
Questa volta, pur rimanendo B ancora la medesima persona che era al tempo del primo incontro, A non si innervosisce più; per A va bene così, non giudica e  “vede” B nella propria luce di anima/attore e capisce che B, come tutti noi, sta solo facendo esperienza al fine di comprendere ed evolvere. B ha solo bisogno di tempo.
Il solo fatto che A non si innervosisca davanti a B, instaura una migliore energia tra i due e B riflette ad A una immagine molto diversa dalla prima volta; si accorge di  A.
Il lavoro fatto solo da A viene riflesso da B ( che non è cambiato ) ma va anche a beneficio di B, il quale si porta a “casa” una energia a più alta vibrazione, solo per il fatto di essere stato con A.
Cambiando se stesso, A ha permesso anche a B di respirare una energia migliore; questa nuova energia è temporanea perché è una opportunità per B, infatti sta a B farne buon uso e metterla in pratica al fine di alimentarla e “clonarla” per sé, nel rispetto del libero arbitrio…

 
“L’ottimista afferma che viviamo nel migliore dei mondi  possibili; il pessimista teme che sia vero.”
James B.Cabell


2 commenti:

  1. Grazie per aver capito. B

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  2. Non è stato facile capirlo, come non è facile applicarlo. Eppure dobbiamo vivere il processo, dobbiamo diventare il processo attraverso l'applicazione di quello che si è compreso nella profondità della nostra essenza più vera. Grazie a te. A

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"Fai..." un po' Te.