domenica 22 novembre 2009

Il sangue "succo" dell'uomo.




Vediamo oggi di porre le basi sul perché l’Antisistema si interessa tanto di giungere, osservare e mutare il sangue umano in tutti i modi possibili e immaginabili. È un fatto talmente evidente questo che sfugge alla pressoché intera popolazione mondiale. Come dire; per nascondere nel migliore modo un intento, manifestalo rendendolo un’abitudine. Che senso ha fare gli esami del sangue? Di sicuro non per sapere i livelli di globuli rossi ,bianchi, piastrine, etc. bensì per controllare lo status generale dell’ammorbamento del sangue umano. Un esame condotto nella maniera canonica, quella alla quale noi tutti siamo sottoposti, non serve a nulla; non misura lo stato del nostro sangue, ma la media delle energie con le quali la nostra “provetta” viene a contatto. Non vorremo sostenere che siamo fatti di energia e poi credere che il nostro campione di sangue, mischiato a tutti gli altri per intere giornate, rispecchi ancora l’immagine del nostro organismo! L’Antisistema tiene l’intero genere umano in uno stato di drogaggio perpetuo e, uno dei modi per controllare i livelli di “inquinamento” raggiunti nel sangue è proprio quello di monitorare le medie risultanti dai campioni ematici raccolti in tutto il mondo tutti i giorni. In questo caso non importa se la singola provetta si mischia alle altre, perché quello che interessa è la media umana divisa per zona geografica. Se tali medie sono al di sotto di una certa soglia, si può provvedere, ad esempio, ad irrorare la zona con scie chimiche mirate, come un attacco chimico silenzioso in tempo di guerra. I metodi sono talmente diversi ed efficaci che è impossibile sottrarsi. Dall’alimentazione, all’aria che respiriamo, all’acqua che beviamo, all’abbigliamento, all’arredamento, alle medicine, allo stress, al lavoro, ai figli, all’amore, alle relazioni, allo sport, al denaro, ai campi elettromagnetici, ai punto geopatogeni, etc. Siamo sempre sotto “incantesimo”. Perché tutto questo? Perché altrimenti l’uomo, se lasciato libero in un ambiente consono, si risveglierebbe in tempi molto più rapidi rispetto alle tempistiche che necessitano con l’insistenza e la pervicacia di questo ipnotismo perpetuato. L’energia che giunge dal Cosmo richiama al “risveglio” dello spirito e non è by-passabile; necessita del tempo sufficiente per chiamare e formare la massa critica sulla Terra. Non è costume di questo blog intimorire ne caricare l’ambiente di vibrazioni negative, tanto che ho sempre sostenuto che questo pianeta, la Madre Terra, è una “scuola” nella/sulla quale veniamo educati e spinti verso l’evoluzione spirituale. Quindi tutto si svolge secondo il piano divino, solo caratterizzato dal nostro volere mediante il rispetto del libero arbitrio, a noi concesso e mantenuto nell’eternità. L’Antisistema, come già detto più volte, nasce dalla nostra paura di auto-affrontarci, cresce e tende a sopravvivere come ogni forma di “vita” nell’Universo; ma dipende e dipenderà sempre dal nostro volere. Per questo richiede a noi l’energia necessaria a funzionare. L’energia della quale ha bisogno, è dello stesso tipo che l’ha generato: energia di paura in tutte le sue sfumature. Se noi smettiamo di alimentarlo, esso muore, svanisce, lascia… Capite, dunque, come inquadrare tutto ciò che sta intorno a noi? La prospettiva con la quale noi osserviamo (viviamo) determina lo stato del mondo intero (la meccanica quantistica lo ha già scoperto e dimostrato). La droga è comparsa nel mondo occidentale, come fenomeno di massa, sul finire degli anni 60, e oltre al significato sociale e di business per la malavita organizzata, rispecchia e riflette anche lo stato di drogaggio nel quale l’umanità intera si trova. I meccanismi degli specchi, ricordiamolo, sono sempre all’opera. Cerchiamo di trovare un punto di osservazione più alto rispetto al nostro solito. Cerchiamolo con insistenza se non lo troviamo inizialmente. Fermiamoci ad ascoltare ciò che ci sta attorno. Lasciamo il nostro essere un po’ più libero di muoversi. Respiriamo in una maniera migliore. Estraniamoci dal contesto nel quale siamo immersi sempre, tutti i giorni, ogni millesimo di secondo della nostra vita. Troviamo il tempo per farlo sempre più spesso. Fermiamo il tempo se dovesse servire. Accettiamo il fatto di essere responsabili per ogni nostra azione, ma ad un livello oltremodo più importante. Evidenziamoci come i pilastri di questo mondo, senza di noi, della nostra energia, crolla tutto. Sentiamoci una parte del Creatore, sentiamoci Dio. Facciamo il vuoto attorno ai nostri problemi quotidiani e focalizziamo la nostra essenza. Ecco… ci siamo trovati! Da questo punto di osservazione, le “cose” appaiono molto diverse da come siamo abituati a “vedere”; tutto è ribaltato a 180 gradi. Quello che era nero ora è bianco e viceversa. Ma non è questo l’importante, o meglio è importante per iniziare ad aprire gli occhi, ma è assolutamente basilare comprendere che “noi siamo nel mezzo dei due poli della verità” ed ogni polo è vero, nel senso che “ogni via conduce a Dio”, per il quale non c’è differenza tra bene e male perché nella sua omnicomprensione sono solo due varianti di un’unica verità o vibrazione: quella dell’amore.
Spetta a noi, vivendo con responsabilità e senso del “chi siamo”, celebrare lo spirito nella dimensione terrena e, dunque, anche soffrire per giungere alla comprensione. Non esiste solo la strada della sofferenza, come è stato fatto credere per centinaia d’anni al genere umano, al fine di meritarsi un posto di fianco a Dio. Di questo insegnamento, l’Antisistema si è impadronito è ha confuso gli animi delle religioni stesse. Ecco perché, oggi, ancora si fa fatica a comprendere che la felicità è un nostro diritto sancito dalla nostra natura divina. Nel nostro Karma o genetica è impresso questo timbro di paura nel rivendicare quello che è nostro per diritto.
Ecco perché Steiner giunge a dire “per conquistare interamente un uomo, occorre conquistare il suo sangue…”.
Nei prossimi giorni si farà più chiarezza su questo attualissimo argomento che un telegiornale non potrà mai “raccontare”, perché il telegiornale (un “mezzo” dei tanti) è fatto proprio per “conquistare il sangue dell’uomo”.

Il sangue artificiale

Vari studi sono orientati alla sintesi di sangue in laboratorio. La complessità della composizione del sangue rende impossibile ottenere un sangue artificiale di eguale qualità. Il caso ideale sarebbe la scoperta di un sangue conservabile per anni, compatibile con tutti i gruppi sanguigni, producibile non solo dall'uomo ma da tutti i mammiferi e al limite riproducibile in vitro per poter disporre di quantità illimitate. Al momento, è possibile isolare le principali componenti del sangue e farle riprodurre in vitro, per ottenerne quantità maggiori.
Fonte: Wikipedia