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giovedì 5 febbraio 2026

Sylvia.


La locuzione latina Alma Mater (dal latino: “Madre Nutrice”) veniva utilizzata nella Roma antica come titolo per la Dea Madre, come Cerere e Cibele, e nel Cristianesimo medievale per indicare la Beata Vergine Maria

La Chiesa cattolica ha sovrascritto i riti pagani, dopo avere parassitato il Cristianesimo. Ora, sta continuando a succedere, ancora una volta, ma “niente”. I riti verranno nuovamente sovrascritti. Natale = Festa d’Inverno. 

Rivelazione che, a volte, è “rivoluzione”. Re- Seth. 

La damnatio memoriae (in latino “condanna della memoria”) era una pratica romana che prevedeva la sistematica cancellazione del nome, delle immagini e delle tracce fisiche di una persona dalla memoria collettiva, decretata dal Senato per traditori o imperatori sgraditi. Comprendeva l'abbattimento di statue, la rimozione di iscrizioni e la rescissio actorum (annullamento degli atti)...

Come faceva già il nuovo Faraone? E il nuovo presidente “Usa”? 
E i cosiddetti monaci amanuensi (l'ennesima interfaccia tra ieri e oggi...)?

Uguale, sostanzialmente. Basta(va) sovrascrivere tutto. Rivelare! Oppure, distruggere le icone del sovrano precedente (allora, tutte quelle perfette ritrovate? ... stampanti 3d docet). Facile, per chi “eredita” i pieni poteri sullaggente, essendo a capo della gerarchia

Perché… la gerarchia, or dunque? 

, per tale motivo portante. No? Sembra normale ma è artificiale = l’è-voluto. Da chi, ne ha tutto il pote-Re. Chi? E “te” che ne sai (qua, così).  

Non te ne pre-occupi affatto, esposto al “logorio della vita moderna…”.

Qualcosa che è sempre “moderno”, non visto che le “nuove generazioni” ripartono sempre da capo (da zero, che è pari alla “educazione” che ricevono nell’AntiSistema). Mentre loro (gli “eletti”) fanno la staffetta (si passano il testimone continuamente). Figurati l’oro, allora. 

Che cos’è una memoria?

Meglio: cosa indica nella sostanza

Uhm; la Verità ti indica il “dato” = non esiste ma c’è qualcuno “di lunga memoria” (qua, così). Sulla bilancia, infatti, regna sempre l’equilibrio, motivo per cui da una parte ci sei “te” (l’interciso) e dall’altra ci sono loro y l’oro (“Dio”) che ricorda(no) tutto. 

I vasi sono comunicanti. Tutto si trasforma… La Legge 80/20 (ora almeno 90/10, meglio 99/1) e la Legge del Minimo ti hanno. 

La gerarchia è lo strumento di bordo più utile per terra-in-formare. La “democrazia” è una versione particolare, ad hoc, della gerarchia, avente sempre lo stesso scopo. 

La memoria quindi (ti indica che) sono loro (l’oro). 

Ti viene segnalata la sede da cui deriva l’etimo-logia o d+: la frattalità espansa sostanziata. 

La “sedimentazione” analogamente cosa è = indica nella sostanza.

La serie di Re-Seth che auto imperversa in tale Re-Amon (qua, così). Sulle “rovine (degli altri)” è edificato il d loro (l’oro) imp-regnare. 

Dai “File Epstein” vengono fuori continuamente “conigli dal cilindro”. 

Ciò che la censura ha permesso di essere pubblicato (sic!) parla chiaro: gli “ebrei” controllano tutto. Non è una fantasia né tantomeno “complottismo”. La strategia è quella indicata da Sigismondo Panvini nel suo “libro (finzione scenica)”:

le influenze del tempo sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia, vengono utilizzate per soggiogare la società, incanalandola su binari predefiniti, grazie a un intervento progressivo nei processi formativi della cultura e delle idee in cui le cui coscienze vengono forgiate seguendo la traccia di una complicata architettura sociale, legata a precise sequenze temporali, collegate a congiunzioni astrali e a fenomeni geodinamici e magnetici. Le conoscenze dell’evoluta civiltà scomparsa furono trasfigurate in una primitiva religione stellare e, col passar del tempo, il segreto sapere fu messo per iscritto in modo criptico nel più famoso testo dell’antichità, la Bibbia, un libro di rara bellezza, ma anche un codice matematico e astronomico e sociale di precisione assoluta…
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In “Rete” non si trova molto di tale pubblicazione (Il tempo della fine), poiché all’interno viene spiegato il piano “ebraico” perOk? E tale potere controlla tutto (qua, così).

Ricorda che “il nemico ha creato gli Avengers…”. 

Te lo dice Ultron, nel “film”. Dunque, un “libro” o un “film” non sono solo un libro e/o un film. Sono d+. Sono il “dato” che la Verità ti fa auto pervenire, secondo la propria funzione, ch’è superiore a qualsiasi indottrinamento. 

Tanto per dire, la Verità non è la “IA”. Ok

Però, la Verità fa “surf” attraverso tutto, anche quando “verità” e quando è la “IA” a darti le “notizie”. Ergo, cosa manca in tale “ricetta” al fine di essere o ritornare originale (Te) o fedele all’originale (e non un fac-simile)? 

Manchi Te che sei “te”, infatti. 

E quando giunge a “te” il “dato” della Verità, … soprassiedi. Se fossi ancora Te, invece

il “dato” sarebbe oltremodo significativo = te ne “Faresti…” certamente qualcosa. 

A “te”, al limite, può venire una “idea” che nel breve lasso di un battito di ciglia, puff! “Niente”. Al solito (qua, così). Sei alle prese con Mr. “Nessuno”. Te ne accorgi? No

Per il motivo appena esposto qua sopra. 

Gli intervalli tra una distruzione e l’altra segnano e caratterizzano la società. Sostituendo lo spazio come dimensione da dividere, il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell’umanità e la sua profonda arcana conoscenza è il frutto proibito di cui parla la Genesi…
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Attenzione:
sostituendo lo spazio come dimensione da dividere
il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell’umanità…

Wow: “tempo” e spazio identificano un percorso, fisico. Se devi andare a 100 Km da casa, lo spazio indica 100 km, mentre il tempo è relativo (con quale mezzo ti muovi). Ok

Dunque, puoi dire “ho percorso 100 km” oppure “ci ho messo 1 ora”. Tuttavia, è il “tempo” la dimensione arcana... = l’artefatto, l’artifizio, etc

E con il “tempo”, … ti scolleghi dalla fisica del movimento. 

Il “tempo” autorizza ad immaginare “dimensioni parallele”, a Nastro di Mobius (nella sostanza). Lo spazio è quello. Però, l’inganno del “tempo” può essere convertito sostanzialmente in Verità. Ad esempio: 

il “tempo” indica una certa relatività del moto (aprendo anche al teletrasporto), ergo, ti dice che anche lo spazio può essere relativo

A cosa? A chi… ti ha auto rin-chiuso (qua, dentro) = l’Oltre (i Monti della Luna) è fisico, non temporale

Come si de-scrive nel libro egizio dei morti.

Ci sei

Il multiverso è “spazio”. Infatti, è digitale. Però, anche la Terra può essere digitale. Ecco in che modo ti “muovi” (qua, così). Fra mille dubbi ossia tra “mezze verità”. Però, anche una “mezza verità”, se ci sei… la puoi sostanziare, riportandone la Verità che in maniera imprescindibile è sempre all’opera, perfettamente funzionante, essendo una tri-parte della tri-unità I-Ambiente (legge, strumento, memoria). 

La memoria è la Verità

Cioè, la Verità è artificiale? 

In un certo senso, sì (qua, così). Ricorda che sei già stato interciso, nell’AntiSistema. Altrimenti, lo stesso non potrebbe insistere. Quindi, hai dimenticato tutto. Di conseguenza, l’origine (ti) è aliena. Non sai da dove si diparte tutto ciò. E la “scienza y religione” si guarda bene dal renderti edotto. 

Ok?

Dandoti una “origine”, sei “te” che prendi il sopravvento su di Te. Ecco lo scopo, nello scopo, dello scopo loro (l’oro). Va da sé che se non ricordi nulla, tutto deve essere “messo” ad artificiale, dato che si parla di c®eazione.

Ma, contemporaneamente, la Verità ti indica (guida, ispira, etc.) sempre il “dato”, assolutamente da sostanziare, alla luce di Te o di “te” che ti accorgi sostanzialmente di…

Ergo, una origine non esiste ma c’è. E tutto quello che auto ricircola (qua, dentro) è, or dunque, quel “dato” che (ti) sussurra la Verità, seppure in una forma grezza, sporca, impolverata o di “verità”. 

Come ne ri-esci? Riuscendo a… Ok

La via è aperta, se ci sei. Se sei Te. Ma se ti avvicini alla ri-uscita dal giogo, ti uccidono, provocando l’ennesimo auto Re-Seth

Come ne ri-esci? Riuscendo (d)a… 

Come ne esce Truman? Lottando, dopo aver mangiato la foglia. Superando anche il mare in tempesta, la notte che si fa improvvisamente giorno, affrontando le “proprie” paure, scappando via dalla zona comfort, etc. etc. etc. Che altro? Truman si accorge che la moglie non era proprio la moglie. E gli amici? Idem. Mentre, Sylvia rappresenta l’unica individualità fuori dal coro. Infatti, viene lasciata fuori dal teatro. 

Sylvia è la Verità, anche se “verità”. Memoria!

Infatti, tocca a Truman agire, esserci. Perché la Verità ti può indicare il “dato”, ma… non ha altra facoltà se non ti s-muovi. La Verità è una funzione, che funziona:

è memoria. Non è quello che non è. Ok

Sylvia, interpretata da Natascha McElhone, è un personaggio chiave nel film The Truman Show (1998). È una comparsa (“Lauren Garland”) che si innamora di Truman Burbank e cerca di rivelargli la verità sulla sua vita fittizia, prima di essere allontanata dal produttore Christof…

Christof è il… (ri)produttore (lo “uomo nella/della luna”).

Truth-man. Attraverso l’uomo, raggiungi Te. Ove, lo “uomo” è l’artifizio “te” e dunque è attraverso il (qua, così) il “viaggio da compiere”. Un po’ come romanza “Dante”, una volta entrato nella “selva oscura” = lo “Inferno” AntiSistemico. 

Anche Osho prende a riferimento una selva oscura, anche se la chiama jungla, ove si è… “perduti (lì, dentro)”. O il viaggio di Frodo. 

Amigo:
(ti) è già successo qualcosa, tipo… “tutto quello che temi d+”. 

Ci sei? Perché sei pieno zeppo di paura? Per qu-El motivo che continua a succederti manco fosse una routine. Sei nel d loro y l’oro “tempo”: motivo per cui non ne riesci, perché si tratta di spazio, quello che ti auto separa da Te e contemporaneamente or dunque da loro (ideologicamente) e da l’oro “temporalmente”. 

Sullo “Olimpo” (è) dove li trovi. No? Dove?

È spazio, non “tempo”. Anche l’oro sono da qualche parte, rivelata dalla “storia” deviata (qua, così). 

Sono Oltre, che è spazio (calpestabile).

Il digitale nel quale potresti già “essere” è affrontato dal punto di vista del “tempo”, che è come girare per il largo il corso del fiume che scorre inesorabilmente da a monte ad a valle, nel “rilievo” o differenza di potenziale AntiSistemica. Mediante tali concetti “incarnati”, ti hanno, perché ti auto dis-perdi “dentro”, avendo sempre l’impressione di fare tutto da solo.

Infatti, è (così, qua). Ma nella sostanza sono loro y l'oro!

C’è sempre la Re-gia “dietro” = Oltre. La perfetta rivelazione è quando manco lo riesci ad immaginare.

Rivelazione = “Rivoluzione” (attorno a…, ma “niente”).









 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4130
prospettivavita@gmail.com


giovedì 4 settembre 2025

Re-censore.


Recensore = revisore, controllore, conduttore, pilota
Pilota-Re = governare, reggere
Re = chi sor-regge un regno, il proprio, “Facendolo…” passare per… “tuo”.

Come puoi non solo vedere, c’è una memoria in ogni s-oggetto, anche (qua, così). Il “dato” ti è dato, in maniera tale da/di… Tuttavia, non c’è nessun obbligo. In questo, vige la massima libertà, ossia: 

“fartene tutto quello che vuoi”. 

Peccato che è un po’ come porre il “modulo (valore assoluto)”:

una funzione che associa ad un numero negativo il numero stesso con segno positivo, a zero associa zero e lascia invariati i numeri positivi. Il valore assoluto di un numero è quindi sempre positivo o eventualmente nullo…
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Per qualcuno, che “non è in grado di intendere e volere (in termini sostanziali)”, ossia, che non si accorge definitivamente di…, è sempre come vivere al buio (nei confronti della Verità), motivo per cui la massima libertà im-possibile (potenziale) risulta essere “troppo”, nel senso che – senza l’auto caratteristica dell’accorgersi – il “dato” viene continuamente lasciato alla mercé di “te” (qua, così), che è come dire la Verità ad un sasso (con tutto il rispetto per il sasso, ch’è un s-oggetto molto simile ad un hard disk e, in questo, del tutto…de coccio). 

Ecco che tale “scusante” è presa ad hoc, da chi se ne approfitta (e di certo non è a digiuno dall’averne creato ogni presupposto), alfine di tenerti rivelata la Verità, apponendo motivazioni lineari (l’umanità non è ancora pronta per…) in luogo di intervenire non linearmente (ossia, ricorrendo alla medesima leva mediante cui continua a succede-Re). 

La “massoneria”. No



Un esempio lampante in tal senso. Probabilmente, qualcuno che è diventato qualcosa, venendo parassitato come al solito, nell’AntiSistema (l’oro). Gli inizi di ogni “movimento” sono sempre dettati dalla “utilità (ideale)”. Non tutto nasce già AntiSistemico, seppure (qua, così). Gli individui sono liberi, in questo, di dar “fiato”, di manifestarsi in maniera fedele a quello che “sentono”; tuttavia, è “dopo” che interviene il firewall I-Ambientale by chi ne è il pilota-Re. Qualcosa che, coi recenti “vaccini”, può essere stato intercettato ancora + a monte: dentro

Ergo, se l’esterno gioca tale riflesso, significa che è già successo e, quindi, “te” sei già interciso dall’origine di “questa versione del mondo”. Hai visto nel Bollettino di ieri, come gli “ebrei” abbiano sviluppato o ricevuto “codici” talmente precisi da risultare dei veri e propri “laser” in termini di efficacia, efficienza, ritorno sugli interessi, desiderata, etc. 

Il “codice” è lo scopo (l’oro) impresso a livello esecutivo: il linguaggio macchina, per chi è stato auto trasformato in macchina; sempre “te”, sempre (qua, così)…

Con il midrash si andava al di là del senso peshat letterale e, con l'uso delle tecniche dette middot esegetiche, si attualizzava il testo, adattandolo ai bisogni e alle concezioni della comunità e traendone applicazioni pratiche e significati nuovi che sono lontani dall'apparire a prima vista
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Lontani dall'apparire a prima vista… = non lineari, sostanziali.

Qualcosa di cui non ti rendi conto, in quanto che sei stato già preparato ad hoc, al fine di non accorgerti nella sostanza. Sempre non a caso, sei “te” il terminale a cui il “dato” arriva continuamente ma “niente”: lucciole per lanterne = la “tua” realtà manifesta (qua, così) è continuamente auto ri-edificata in se stessa, ossia, secondo lo scopo insito nel codice, caricato a livello I-Ambientale. 

Suvvia. Come ti spieghi, altrimenti, questo periodo:

in un modo chiaro e molto preciso, il testo nella Torah convoglia la discesa della Luce Superiore sul desiderio che è stato creato dalla Luce, e la sequenza con cui la Luce porta il desiderio ad assomigliare e a diventare identico ad essa. Il libro parla solo di questo
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Vedi che questi non sprecano nulla. Vanno sempre a segno, poiché sono sempre “sul pezzo”. A differenza “tua” che, all’opposto, non ci sei mai, auto sopravvivendo come da copione (persino fiero di r-esistere il + possibile ma, comunque sia, alfine morendo sempre, per poi ritornare sempre, alimentando la giostra, lo “spettacolo” ch’è lungi dal terminare sino a quando continuamente “ingrassato” mediante il “tuo sacrificio”). 

Quando, qualcosa d’assieme ha un simil proposito (funzionamento)? , quando è una sorta di “parco tematico” o di “azienda tipica” o di “industria specializzata” o di “gregge con il pastore (che vive grazie a ciò che le pecore gli danno ovvero producono, continuamente). 

Quando tutto è organizzato, significa

Quando tutto funziona, è. E se ti chiedi sempre “cosa vuol dire?”, uhm: sei già cotto e mangiato, alias, è già successo e continua a succede-Re. Quando ti chiedi “cosa vuol dire?” interroghi la “tua” mente alveare: quella logica ma impastata, che non tiene il passo con la Verità, che si deve im-piegare in “verità” al fine di auto manutenerti informato, essendo “te” (qua, così). 

L’utilizzo delle “virgolette” è strategico by SPS. 

In tal modo deve diventare persino evidente alla mente logica (sopraffatta, sovrascritta) che è (così, qua) nel (qua, così). Alias, ti puoi sempre “svegliare”, anche se non è previsto (da l’oro). Questo è il potenziale contemporaneo di cui godi (sempre). Questa è la Spada di Damocle, a cui l’oro sono continuamente esposti, nonostante (qua, così) che, di conseguenza, è oramai chiarito che funge da firewall di protezione per lo status quo AntiSistemico (l’oro).



Il termine “Re-” (sì, con il trattino), deriva dal latino “Retro”, dietro, indicando “ritorno indietro” = reazione, repulsione, restituzione, ripetizione…

Il non lineare è totale

Ergo, non si tratta di un “ritorno indietro”, bensì, del Re che non esiste; c’è = è “dietro”, nel senso di Oltre (ad ogni evidenza). Qualcuno del quale ti devi accorgere sostanzialmente, costringendolo a manifestarsi fisicamente, alla tua “luce” o com-presenza alla pari. Sino a quando il Re non esiste; c’è, la Verità sarà “verità” x “te” (qua, così), non allineando ogni tua parte ad hoc, lato Te (qua, xxx) oppure (xxx, xxx) o ancora (qua, Te) o (Te, qua), etc. etc. etc

Il “ritorno indietro” è, semmai, il continuo “ritorno di fiamma” che alimenti proprio “te”, continuamente, manifestandoti e… “morendo”, ogni volta (passando dal “via” senza nemmeno ritirare le “20000 Lire” promesse dalle regole del giogo). A meno che le 20000… siano la “tua vita”, che ogni volta acquisisci in termini di “timbratura del cartellino” AntiSistemico. 

Mentre, l’oro = il Re, reggono il timone per l’intero carico o gregge o laggente… 

Molto curioso il “cog-nome” Reagan, che è “ricordato” (da Etimo) dal sanscrito rag’àn, che ha la nozione non solo di reggere, comandare, ma anche quella di splendere… Tra l’altro, Reagan apre a Reagen = Re-agente (l’esse-Re in azione “ora”), da cui ancora la Re-azione. 

Ovvio: la “luna, mai il “dito”. Ok?

Attenzione al discorso sui “fatti”, però. Perché, se corrisponde al vero che il fatto è la Verità, nell’AntiSistema l’unico “fatto” sei “te” = è tutto girato al contrario, ma ad angolo giro, proprio come se “non fosse successo niente”. 

Ci sei

Dunque, quando a Giuseppe Calligaris viene in mente di timbrare la propria opera con l’alta considerazione sul “fatto”, … sopravvivendo nell’AntiSistema, l’AntiSistema gli ha messo le “ganasce”; come al solito, sino a quando gli individui non si accorgeranno di essere dentro all’AntiSistema, ch’è totale proprio per tale motivo = de che. 

“Senza mettere in evidenza e senza esaltare questo nuovo prodigio delle catene lineari, presentiamo i fatti. Quando noi parliamo di fatti, i critici diventano tremebondi perché se le ipotesi, le teorie, le dottrine possono prestarsi alla discussione e quindi offrire un vasto bersaglio per i loro strali, con i fatti c’è poco da scherzare ed essi non ignorano questa sentenza: factum ipsum verum…”.
Giuseppe Calligaris

Con tale “ignoranza” non ti discosti troppo dallo “albero” AntiSistemico. Cosa è successo all’opera di Calligaris, infatti? 

Chi? Cosa? Appunto. No

Ciò che è Verità, (qua, così) è ridotta alla “verità”, motivo per cui può sempre essere sovrascritta ad hoc. Ricorda sempre questo metodo, ampiamente in uso nell’AntiSistema:

Con il midrash si andava al di là del senso peshat letterale e, con l'uso delle tecniche dette middot esegetiche, si attualizzava il testo, adattandolo ai bisogni e alle concezioni della comunità e traendone applicazioni pratiche e significati nuovi che sono lontani dall'apparire a prima vista

È questo, costantemente all’opera (qua, così).


Qualcosa che può continuamente funzionare poiché ci sei “te” dall’altro lato del terminale. La “tua” preparazione è perfetta per berti tutto quello che (ti) passa per lo “con-vento”. 

L’unica “cosa” che può funzionare, rompendo lo “incanto”, è “Fare…” come il proverbiale Gesù: i “miracoli”, continuamente ripetuti, bucano lo schermo. Risultato? Fu talmente “pericoloso per lo status quo AntiSistemico” che… lo eliminarono, di concerto con il “Padre”, però. Qualcuno “non se ne lavò le mani”, favorendo la “opinione pubblica” che, si sa, è sveglia quanto un ghiro d’inverno.  

Il termine di quella “discesa in vita” fu drammatico e costituì l’ennesima “nuova base” per mantenere inchiodato al “muro” proprio Te. 

Altro che

Calligaris dedica ad Enrico Cardile uno dei suoi non solo libri. Perché

Chi era Cardile? Bah!


Colpisce per esempio l’attenzione che Cardile dedicò a una personalità come il neuropatologo Giuseppe Calligaris noto per i suoi studi sulle “catene lineari del corpo e dello spirito”, studi all’interno dei quali il ricercatore riuscì a coniugare il metodo scientifico sperimentale con una dimensione diversa di conoscenza

Ok? Fu qualcuno che, all’apparenza, gli “diede spago”.  

MaUhm; c’è qualcosa che stona anche in questo Cardile:
troppo... veloce!

Vediamo(lo) un po’…

Enrico Cardile nacque a Messina il 19 marzo 1884… Il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 vide la sua famiglia decimata: morirono i genitori e due, forse tre sorelle oltre a numerosi amici. Un altro gravissimo lutto funestò la vita di Enrico Cardile: la morte a soli 10 anni del figlioletto Guido. Già da giovanissimo si era affiliato alla massoneria, visto che a soli 25 anni veniva insignito del grado di “compagno d’arte” e nello stesso anno al grado più alto, quello di “maestro”. Apparteneva alla loggia “Serafino Lo Monaco” di Mistretta. Risulta documentato l’ingresso di Cardile nel “Rito scozzese Antico ed accettato” nel 1911… Riuscì ad ottenere un impiego presso l’ufficio distrettuale delle imposte e, dopo una permanenza in Lucania, che gli consentì di non trovarsi a Messina durante le funeste giornate del terremoto, venne trasferito a Palermo…

Dunque:

Cardile era di Messina
quella Messina distrutta dal “terremoto y maremoto”, alias, la Flotta Bianca “Usa” & i 
bersaglieri savoiardi
nel quale disastro, egli perse gran parte della famiglia (sic).

Cardile aveva 24 anni all’epoca del dramma. Ma, a soli 25 anni veniva insignito del grado di “compagno d’arte” e nello stesso anno al grado più alto, quello di “maestro”…  

Wow: che carrierona! Velocissimo...

Come mai una simile accelerazione o “vento in poppa”? Inoltre:

dopo una permanenza in Lucania, che gli consentì di non trovarsi a Messina durante le funeste giornate del terremoto

Che “caso”. Molto simile a quando tutti gli “ebrei” che, magicamente, la mattina dello 11 settembre 2001 non erano in sede, poco prima dell’arrivo dell’altro (o dello stesso, sostanzialmente) “terremoto”. Trovi? Lo scenario è questo:

Cardile aveva saputo tutto quanto (non essendo in sede) dai sopravvissuti e, in cambio del silenzio, era entrato nella massoneria, ove aveva speditamente ricevuto il grado di “maestro
Cardile sapeva già tutto e per questo motivo era assente da Messina (sacrificando i famigliari per un qualche “pass” che gli avrebbe permesso di…).

Altro? Cardile era un “ignorante”. E allora vale tutto! 

Tuttavia, se in seguito appoggiò lo scomodo Calligaris, va da sé che proprio del tutto “ignorante” non lo fosse. Il controllo, quando così prossimo all’obiettivo, è sempre un punteruolo che non può mai sbagliare un solo colpo. L’approfondimento sarebbe necessario, ma… te ne frega davvero qualcosa? 

Anche no. Vero?

Piuttosto:

fu traduttore… dall’armeno delle opere del poeta Nrad Nazariantz, giunto in Italia per sfuggire al genocidio armeno ad opera dei turchi e conosciuto tramite Lucini e al quale Cardile fu legato da profonda amicizia. Amicizia consolidata anche dalla comune appartenenza alla massoneria e dall’attività che Cardile svolse a favore della causa armena… 
Link

La personalità che più di altre rappresentò in questi anni l’Armenia in Italia, fu il poeta armeno di Costantinopoli Hrand Nazariantz, dal 1915 esule a Bari…
L’autore si chiede come possa avere ancora senso parlare di Armenia e dell’identità del popolo armeno, vista la totale indifferenze di chi potrebbe frenarne il progressivo oblio; partendo da questa nota amara e trattando di architettura, affonda il colpo nei confronti del lettore italiano…
La linea e il colore, la sintesi geometrica, così come la capacità mimetica dei decorativismi e le innovazioni strutturali ideate dalle maestranze armene, hanno nutrito l’occidente per tutto il medioevo e, mentre i modelli armeni “crollano sotto l’incuria del tempo”, al contrario “restano vivi dovunque i ricordi dell’Arte armena esportati e sposati ad altre pietre…”… È la generale noncuranza a gettare Nazariantz in uno stato di profondo sconforto, non perché il suo intento sia di proclamare una forma di superiorità del popolo armeno, ma perché egli considera le sue testimonianze materiali come patrimonio dell’intera umanità, che rifiutandosi di salvare il popolo armeno rifiuta di salvare anche sé stessa
”.
Architettura medievale armena e italiana: un approccio comparativo - Beatrice Spampinato

La (solita) “storia” si ripete (qua, così): quella AntiSistemica che “ora” ti vede, ancora “distratto”, ad esempio ma causalmente, per quanto concerne il genocidio a Gaza. 

E, poi, come mai tutta questa portanza dell’arte armena? 

Restano vivi dovunque i ricordi dell’Arte armena esportati e sposati ad altre pietre… (viene alla mente il modus di edificare della cosiddetta ‘Grande Tartaria’). 
Comunque sia, i “fatti” a cui si richiama Calligaris, come puoi non solo vedere, non contano niente quando non sono assoluti. Nell’AntiSistema tutto è “complottismo”, quando non “serve”. Tanto, allaggente va sempre “bene” tutto. 

Ergo, è giogo facile con-vincere chi è già stato vinto (qua, così).

Pur apprezzandone alcuni aspetti iniziali, non seguì il fascismo ma fu ammaliato da altri studi come la storia delle religioni, il magismo e la cabala… I suoi interessi in materia di cabala ebraica e di studi iniziatici era fluita ininterrotta negli anni trovando sbocco in numerosi articoli prevalentemente su quotidiani siciliani… A Siracusa risiedette fino alla morte che lo colse il 13 marzo 1951. 
Link

Una “cosa”:

come mai a Cardile stava “a cuore” tutto questo… mistero.

Di cosa era a conoscenza, militando “lì”. Cosa aveva visto o saputo, relativamente a Messina 1908? Un “forte trauma” si innesta a livello talmente profondo da, persino, portare ad un altrettanto forte interessamento verso ambiti, prima del tutto irrileva(n)ti. 

Capitolo dodicesimo Causalità.

“Per ogni causa un effetto; ogni effetto ha la sua causa; tutto avviene in conformità alla legge, il caso è solo il nome per quel che non conosciamo; molti sono i piani di causalità, ma, nulla sfugge alla legge…”. Siamo giunti al sesto principio ermetico, secondo il quale, in tutto l’universo agisce una legge che nulla lascia al caso; essendo questo ultimo solamente un termine indicante una causa occulta o non riconosciuta. Questa regola è antica quanto il tempo, essendo stata esplicata dai maestri ermetici, millenni or sono, ed ha pervaso tutto il pensiero susseguente, avendo per oggetto le dispute sorte tra le varie scuole, sull’attribuzione di significato a certe parole, o a particolari punti del principio
Il Kybalion

Attenzione:

in tutto l’universo agisce una legge che nulla lascia al caso; essendo questo ultimo solamente un termine indicante una causa occulta o non riconosciuta (la “tesi” SPS non è poi così campata per aria. No?).

Decodifica sostanziale:
in tutto l’universo… = nell’AntiSistema
agisce una legge che… = il SO I-Ambiente (legge, strumento, memoria) da pilota-Re ad opera di chi ancora se lo ricorda e (qua, così) se ne approfitta
essendo questo ultimo solamente un termine indicante una causa occulta o non riconosciuta (l’oro).

Ancora:

con il midrash si andava al di là del senso peshat letterale e, con l'uso delle tecniche dette middot esegetiche, si attualizzava il testo, adattandolo ai bisogni e alle concezioni della comunità e traendone applicazioni pratiche e significati nuovi che sono lontani dall'apparire a prima vista
questa regola è antica quanto il tempo, essendo stata esplicata dai maestri ermetici, millenni or sono, ed ha pervaso tutto il pensiero susseguente, avendo per oggetto le dispute sorte tra le varie scuole, sull’attribuzione di significato a certe parole, o a particolari punti del principio

La Verità (qua, così) è impedita, diventando “verità”, dovendo comunque sia auto manutenerti “informato”. L’oro lo sanno come funziona, motivo per cui “niente”

Il Re-censore ti ha, ma lo devi “dimostrare” per primo a “te” (qua, così). 

Uhm. Piuttosto complicato se (se) non ti accorgi nella sostanza, della “sostanza” che ti ha, ma…





  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4025
prospettivavita@gmail.com


venerdì 29 agosto 2025

Formiche ed affinità.


“Se alcune vite formano un cerchio perfetto, altre assumono delle forme che non possiamo prevedere né comprendere appieno… Forse alcuni scrivono la storia della propria vita creandola giorno per giorno, ma altri sembra che abbiano già la vita conformata e pianificata, perfetta, come un cerchio…”.
Le parole che non ti ho detto

“Io vorrei aiutarla ma non posso, io vorrei dirle di portare una copia della sua polizza a Norma Wilcox al... Norma Wilcox… W-i-l-c-o-x, al terzo piano, ma non posso. Inoltre non posso consigliarle di presentare un modulo WS2475 all'ufficio legale del secondo piano e non mi aspetterei di essere contattato al più presto per un risarcimento. Vorrei aiutarla, ma non c'è niente che posso fare...”.
Gli Incredibili

Le formiche: soldatini, spesso “ubriachi”. 

Hai provato ad osservare, non l’assieme che sembra una macchina perfetta (dal tanto che c’è movimento, anche se non si capisce a che serve, anche se lo immagini poiché lo “sai”, dato che te lo hanno detto che “le formiche lavorano sempre”) quanto la singolarità. Uhm. E, nemmeno, quando un elemento si trascina un bel “pezzo di briciola” (nemmeno l’intera briciola, anche se ce la possono fare); piuttosto, quando quel singolo organismo corre spedito lungo una traiettoria che sembra di-segnata wireless

il flusso che viene “su” Vs quello che va “giù”. Wow

Qualcosa che assomiglia ad un’autostrada con tanto di regole non de-scritte (se non “dentro”, a livello di mente alveare o Comunità Borg) e, chissà, magari con la “Polizia” che vigila da qualche p-arte, assopita, o ancora rivelandosi appena oltre a qualche “autovelox”. Bah

Dunque, si diceva di quella formica che viaggia risolutamente per “strada” e, ops

un momento, perché sembra aver “bevuto troppo”? 

Perché “sbanda” rischiando il collasso con il flusso contrario? Perché – accidenti – ritorna indietro, così… senza aver prima completato il senso dell’andata o del ritorno? Ah! Forse fa parte del “personale addetto ai lavori”, nel senso che è “uscita” per soccorrere qualche simile in difficoltà? 

Non sembra, perché non ne ha la “ufficialità”: con sé non ha nessuno “attrezzo del mestiere”. Inoltre, non c’è nessuno da aiutare o qualcuno che sembra avere bisogno di tale pseudo intervento. Dunque

Che (si) fa? 

Questa formica che cosa sostanzia. Che te dice, tra le righe. Perché un’ape dovrebbe perdere il senso dell’orientamento? Se ne dicono tante. Te ne dicono un sacco ed una sporta, tanto che poi c®edi di sapere tutto, tutto, ma proprio “tutto”. Eh, quanti danni ha fatto (anche) Quark e compagnia similare. 

Gli “umani”: sempre a giudicare. 

Sempre a sostenere assiomi impartiti dalla “Regina”. Così diversi, eppure così “diversi” = identici nella sostanza che li guida ma “niente”. Quella formichina non è impazzita, bensì ti rappresenta: sembra come pro-cedere manco fosse ubriaca. Va avanti ed indietro senza senso, avendolo tra le righe: frattalità da espandere attraverso l’atteggiamento. Un messaggio naturale. La Verità. Altro che gli sms

Lo vedi com’è?

La singolarità è, anche, un mezzo vettore (per la Verità, che funziona). Lo stesso vale per… tutto. Anche per “te”. Persino per Te (ovunque sia Te) o la tua “anima”, il potenziale che non esiste; c’è (proprio come l’oro e l’AntiSistema ed il “momento” di è già successo). 

“Sì ma, quale verità?” continui ad obiettare. 

E, SPS, continua a dirti, “la Verità è una”, proprio come Te, anche se ora sei “te” (qua, così) = proprio quel soldatino ubriaco che la formichina ti “rimanda indietro” mediante il suo atteggiamento mentre la guardi o non la guardi (alla formica non interessa, perché funziona così; e poi, “te” sei così grande che probabilmente per un organismo così piccolo magari manco ci sei, anche se ti muovi rischiando ogni volta di schiacciarla sbadatamente). 

Se una formica viene travolta da “te”, uhmè come se un’onda immane dell’oceano ti “abbattesse”. Magari, è come “morire d’infarto” oppure scomparire nella giungla o perdersi fra le montagne. Chissà. 

La formica “alticcia” ti rappresenta. “Ma come?”. 

Ma sì. Lascia “Fare…”. Cosa vuoi sapere, “te” (qua, così), che sei proprio come l’ultima ruota del carro: quella che “serve”; “te” che sei come il “fermaporta”, il “segnaposto”, lo “usciere”, lo “omino dell’acqua”, etc. 

Più che sul/nel “Globo”, sembri un dipendente stanco di/della “Glovo”.



A “n-orma di legge”, il nuovo “schiavo” in-dipendente. 

Ancora una volta, la singolarità che (ti) riflette sostanzialmente. Non il dito! Ma la “Luna”. Ok

Glovo sarà la Cavalcata della tua Vita!
Se sei qui, è perché stai cercando un giro emozionante. Una corsa che alimenterà le tue ambizioni di assumere una nuova sfida e allungarti oltre la tua zona di comfort. Consegneremo una cultura alternativa costruita sul talento, dove lavoriamo per amplificare l'impatto su milioni di persone, aprendo insieme la strada da seguire. Quindi, pronto a prendere il volante e fare questo The Ride of Your Life?...
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Essere una forza per il bene
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Cominci a “comprendere (sostanziare)” il comportamento di quella formichina “fuori di testa”? Vedi che la osservi solamente se te ne accorgi, nell’assieme “ordinato”. Cioè, se ti “fermi un attimo”, prestando seria attenzione. Sì, come fanno anche gli operatori di Quark, ma… non proprio mediante quel “Fare…”. Non stai lavorando quando osservi attentamente. Non immagini di poterci “ricavare qualcosa”. Ci sei

Ecco come la “cultura del denaro (e dello sforzo)” ha imp®egnato la “tua” testa (qua, così). Ogni volta che potresti renderti utile in maniera sostanzialmente alternativa, il “tuo” processo cerebrale (diciamo così) ti auto orienta costantemente sulla modalità “nord magnetico” = profitto, alias, approfittarti di ogni situazione, persino quando intendi fare del bene ma venendo continuamente re-indirizzato al fare del “bene” = il male che non esiste; c’è. E se te lo dice anche “San Paolo”, … 

La “Lettera ai Romani” ha mai ricevuto una “risposta”? 

Paolo esprime la sua incapacità di fare il bene che desidera, perché il peccato che abita in lui lo spinge a fare ciò che detesta, rendendolo schiavo di una legge del peccato che non può controllare con la sola forza di volontà…

Matrix ti ha. El Voladores ti ha dato la sua “mente”. Strategia. “Il peccato che abita in me…”. È già successo. Il l’oro-scopo. Ciò che non esiste; c’è. L’AntiSistema ma “niente”.  

Andrà tutto bene? Af-fidati

“Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto…”.

Te credo: sei come… obbligato in solido (qua, così), anche se… “non è vero, è vero!”. Il lato oscuro della forza è quello dello “sforzo continuo” che è con “te”, nell’AntiSistema che al-fine che (ti) fa? 

Ti strema e “muori”; ogni volta è sempre la stessa, proprio il “momento” iniziale è quello che è già successo e che continua a succedere essenzialmente = in maniera tale che manco te ne rendi conto, perfettamente ar-reso al “tuo” destino de noantri. 
C’è un certo “appeso” che ti guarda da una miriade di luoghi non solo comuni: “Gesù”, ch’è risorto dopo tre giorni, ma… “niente”: per “te” è sempre in croce. Perché? Perché ti “fissi” in tal modo, anche se sei solo “c®edente ma non praticante”, anche se “non te ne importa nulla” però… lo sai chi è “quello in croce”; inoltre, sai che è “sempre in croce”. No

E se lo sai, lo sei. 

“Ma che cazzo di proverbio è? 
Non è un proverbio: è la vita…”.
Chiedimi se sono felice

“Fuori dal letto?...”. Lavori

Taluni lavorano anche nel letto. Il “Pil” non guarda in faccia e niente e nessuno. Macina tutto. E, fra le righe, indovina? Sostanzia. Però, “te” sei sempre troppo impegnato per… Quindi, “niente”. Infatti, mica lo fermi qualcosa ch’è qualcuno, se lo ignori, chiudi gli occhi, non ci pensi, pensi positivo, preghi, te ne freghi, pensi diversamente, etc. etc. etc.

Pensare diversamente è “buono”? Uhm. Ti fa + figo?

Ricordi il famoso motto Apple:
“think different”.

Bella roba (a meno che ne estrapoli il significato o Verità). 



“Dio” c'è





Uno “slogan” non è mai vero, essendo “vero”. Dunque, la decodifica del “dato” (la Verità, comunque “dentro”) la ottieni se 1- te ne accorgi sostanzialmente e 2- “Fai…” qualcosa di coerente con il punto 1. 

Fra 1 e 2 intercorre la sfericità dell’esserci, da cui sprigioni Te, ma guarda un po’. Ecco come, or dunque, da una qualsivoglia versione di “te” (qua, così), ottieni sempre di ritorna-Re a Te (qua, xxx) o meglio (xxx, xxx) oppure (Te, Te). Augh!

Capo “formica impazzita” ha parlato. E così ha detto. 

“Fatti non foste a viver come bruti…”. E, nemmeno, per seguire la “cono-scienza” AntiSistemica (l’oro). Oppure, sì? Se vai Oltre, persino, alla “c®eazione”, dribbli pure “Dante”, che ti descrive in tale processo “ombra (selva oscura)” come se il “Paradiso” fosse inarrivabile (troppa luce, per “Dio”: abbassate un po’ le luci!). 

Cosa ti devi “meritare”? 

Cosa, se ti è già successo di tutto e soprattutto… d+. Dai!

“Ti dimenticherai presto di me, vero?
Ogni giorno…”.
Le parole che non ti ho detto


Servo della... Glovo

  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4021
prospettivavita@gmail.com