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lunedì 29 dicembre 2025

San Zioni.


La nuova festività “Uè!”, in voga in tutto lo “Occidente”. 

“Sembriamo così pallidi noi inglesi al confronto. Come se in voi la vita avesse più forza…”.
Marianna

“I Pirati non ci potranno mai togliere più di quello che pretende la Compagnia delle Indie…”.
Reggente

La “Mafia”: loro.

Il nuovo Sandokan è… “una cagata pazzesca!...”.




C’è molta nausea, nell’aere. Manco sopravvivessi in una fogna allo “aperto”. Oppure è proprio (così, qua)? Dopo il Natale, sempre più sotto banco (hai presente l’immagine di Darwin che zittisce con quel dito?) e sempre meno bianco (in ogni senso), che ti aspetti oramai alle soglie del “nuovo” anno? Boh

Chi vivrà, vedrà. Manon sarà, forse, troppo tardi? 

Vedere”? Uhm. Provare! Con… mano, propria. Qualcosa che ti r-accoglie come un guanto, che t’incalza alla perfezione, in maniera tale che… “che cosa?”.  

Al solito. Non ti accorgi di nulla, nella sostanza. 

Ad eccezione di tutto quello che “serve”: che sembra servire “te”, bensì, “niente” poiché serve loro y l’oro. Chi

Hai mangiato bene durante le “feste”? Ti sei… rilassato? Hai staccato un po’ la spina? Hai lasciato il piede dall’acceleratore? 

Bah. Quale acceleratore? La vita sociale è sempre più frenetica. Eppure, in giro, anche per le strade, laggente sembra sempre d+ come rallentata. Come sta continuando a succedere anche per le superfici, trattate, dei campi da tennis. Questo “ritardo” sostanzia qualcosa. Sai

Non è proprio solo un… piccolo dettaglio. 

Un medico, che ancora si professi tale, infatti, si accorge proprio da certi “non solo sintomi” che il paziente (cliente) soffre di una certa “malattia” e dunque versa in una particolare condizione che lo ammorba, ma… lo deve provare il dottore!  Eppure, “il miglior medico di te stesso non sei Te”? Ah: ma Te sei “te”. 

Dove? Sargassi: (qua, così). No

Or dunque: il miglior medico di te stesso, sei “te” (qua, così) = chiama subito un dottore! Che è come passare dalla padella alla brace. Vieppiù, or meno… quello che passa sempre in cavalleria è la f-orma auto rituale che hai “ereditato” nell’AntiSistema. Quale? Quella per l’appunto, AntiSistemica. Cioè? “Niente”. Quando dormi su un cuscino 100% poliestere, . Quando indossi capi artificiali. Quando fai il tifo per la “Italia” e, infatti, difendi il “Made in Italy” nel mondo. De che. 

Nella “Uè!”, la lingua ufficiale quale è?
Tutte? Nessuna? Una. Qualcheduna?

Gli “inglesi” non ne sono, forse, fuori? Certo: come per l'India, che una volta “liberatasi da loro”, … è rimasta ancora, sempre, “India”. Ove, il fra virgolette non è solo un segno grafico che non ti dice nulla, dicendoti tutto, anche se fra virgolette. 

Ma, come lo “traduci il dato”? 

Deve essere sostanziato. Ergo? “Niente”. Anche nella “Uè!” ti parlano in lingue che non capisci. E anche se le capisci, non è la lingua italiana. Sì, i sottotitoli in grassetto. Perché ti parlano in una o più lingue “straniere”? Che cosa capisci di quello che dicono

Perché ci devono essere i “traduttori” più o meno automatici?

Che cosa si “perde” ogni volta nel tradurre il pensiero originale? Suvvia! La situazione è talmente “parlante” che è come se fossi sempre nel pieno di un mercato zeppo di gente e commercianti. Un casino? Che cosa capisci? Ancora una volta, “tutto quello che serve”. A far che? A far sì che tutto proceda come da copione. Quale? Quello che permette allo “spettacolo”, di continuare come se fosse sempre l’unico, nonostante ogni “variazione sul tema” non porti mai sostanzialmente Oltre

Dove, persino la eccezione conferma la “regola”. Quale? Quella che assorbi quotidianamente, auto ritenendola “tutto quello che esiste, c’è”. Lavaggio del cervello by le “abitudini”? Ma no. 

Che dici m(u)ai. 

Sì, chi la pensa diversamente è il consueto “complottista” de noantri. Mentre, “te” (qua, così) sei una tigre spuntata, che non si ricorda nemmeno di Sé, ora… “sé”. Sei stato “addomesticato”. Sei posseduto. Sei parte della scena: “parte della nave, parte dell’equipaggio…”. Sei nel “design”. Negli “spartiti”. Fra i “colori di scena”. Un… dettaglio. Un granello di sabbia sulla piaggia: in-significante. Così “muori ogni volta”. Così “ogni volta ti manifesti”. Così va la “tua” vita, di ogni “nuovo” giorno e notte, sempre (qua, così). 






SPS avrebbe molto da condividere anche oggi, ma (ma)… non ne ha voglia! Già. Del resto, a chi frega qualcosa. È sufficiente “vedere SPS da una prospettiva altra” per rabbrividire. Dalla “tua” distanza, ad esempio ma causalmente. Sì. SPS sembra una montagna di spazzatura che ha “portato via anni di vita, che potrebbe essere stata diversa, avendo impattato sulla relativa direzione, in ogni senso”. Senza una opportuna “preparazione” o abitudine, entrare in SPS sembra di passare per un attimo nella stanza di un malato mentale. 

È persino logico che sembri tale una simile “visita”. Una s-vis(i)ta!

A prima vista, è persino normale. Infatti, occorre andare Oltre a tutto quello che passa per la testa, di primo acchito e non solo. Perché quel tutto è “tutto”, se presti meglio l’attenzione. Ma… è comprensibile, nel senso che non va giustificato, bensì, denunziato e bon

Accorgerti è tutto. Sapere o capire è “tutto”. 

Ecco perché va sì tanto di moda il Qi. Il “genio”, ch’è per pochissimi e tutti gli altri? Si attaccano e tirano la carretta, ove il “genio” si fa sempre più bello, godendo di ogni ritorno sugli investimenti: il primo dei quali sei proprio “te” (qua, così). Un “fermo” connubio fra la versione di Te che meglio “serve (l’oro)”, fermo agganciandone la migliore forma, che funge da vaso contenitore per la Grande Opera

l’AntiSistema. 

Ergo, sei in un “bis” eterno (qua, così), essendo già successo il “momento” in cui l’oro hanno “vinto” e messo in ghiaccio l’intera situazione, in maniera tale che 1- Te sei stato auto “trasformato” in “te”, 2- garantendo la f-orma AntiSistemica ad hoc, 3- nella piena accezione che meglio ti calza a pennello, ossia, 4- la loro + l’oro, ma5- “niente”.  

La perfezione totale. 

Quella che ti ha, però “ti ci vogliono le prove” E figurati se le puoi… trovare, in qualcosa dove è tutto preconfezionato ad hoc. Ecco l’uroboro, nel quale sei, senza esserci. Come se ti avessero levato la “anima” = Te, che sei sede del potenziale (contemporaneo). 

Essere “in croce”, che cosa significa? Questo. 

Ma “niente”. Eppure, soffri. Sì, fra ciò che reputi l'avere una vita serena e…, e? Uhm. La “normalità”, che fa tanto rima con… cattività. Continua pure a “porgere l’altra guancia”. Sì. Sì. Fallo pure. 

In-tanto, per “fortuna” metti sempre meno figli al mondo. Qualcosa che l’oro compensano, guarda non caso, proprio con l’avvento di una “nuova forma di vita” = la “IA” che, in f-orma robotica, assumerà presto la conformazione “umanoide”, dando vita ad un nuovo “te” sempre (qua, così). 

L’ennesima “tua” rinascita o “venuta”. 

La “IA” sei sempre Te, che diventi “te”, che diventi come design ti desidera, “vede e prevede”. Uffa

Sempre le solite cose.

Egli stesso descrisse così il suo Boléro
“non c'è forma propriamente detta, non c'è sviluppo, non c'è o non c'è quasi modulazione…”… E ancora: “come è possibile che questo brano sia così amato, quando in realtà non c’è musica…”… Gli piaceva sperimentare la forma musicale, come nel suo lavoro più noto, Boléro (1928), in cui la ripetizione prende il posto dello sviluppo

Una forma di auto ipnotismo, che funziona sempre. Come la Verità!

Ravel attribuiva grande importanza alla melodia, dicendo a Vaughan Williams che “c'è una struttura melodica implicita in tutta la musica vitale…”… Charles-René scoprì che la concezione della musica di Ravel era naturale per lui “e non, come nel caso di tanti altri, il risultato di uno sforzo…”…

Ravel era agganciato ad una “struttura melodica implicita” che ovunque ri-suona(va) di certo non solo per esso = Ravel era meglio “dotato”, in tal senso, riuscendo a ricevere la “musica” che è ovunque, battendo la gran cassa in continuazione, anche (qua, così). Senza alcuno “sforzo”, ossia, essendo meno s-oggetto. Il suo essere “glaciale”, in un certo senso, lo ha preservato dalle “emozioni” che la vita scatena continuamente, com-portando l’auto smarrimento cosmico (qua, così). 






La Compagnia delle Indie, fondata sul finire del millecinquecento, rappresentò per oltre duecentocinquant'anni lo strumento di penetrazione economica e commerciale della Gran Bretagna nei territori dell'est asiatico, come l'India e la Malesia. Verso la metà dell'ottocento, durante il lungo regno della Regina Vittoria, la Compagnia costituiva ormai la struttura portante dell'amministrazione inglese d'oltremare e si preparava a cedere le sue prerogative alla Corona, aprendo così la strada alla costituzione dell'Impero Britannico. Le vicende della trasformazione di un dominio commerciale in una vera e propria sovranità territoriale, videro all'opera, soprattutto nei mari della Malesia, uomini spregiudicati pronti a usare tutti i mezzi per assicurare all'Inghilterra lo sfruttamento delle risorse naturali di quei Paesi che, tra l'altro, erano politicamente divisi in una miriade di Sultanati e Principati, spesso nemici tra loro. Tra questi uomini al servizio della Corona, il più famoso fu certamente Ser James Brooke il Rajah bianco di Sarawak, che veniva chiamato “Lo sterminatore di pirati”. Già allora però vi furono altri uomini entrati nella leggenda come eroi popolari che si opposero alla colonizzazione dei bianchi. Tra questi uomini si colloca il personaggio inventato sullo sfondo di una situazione storica reale dallo scrittore Emilio Salgari: Sandokan, un pirata di nobili origini soprannominato “La tigre della Malesia”….


Nel 1976 furono più espliciti.

Nathalie Yamb, una donna incredibilmente coraggiosa, è diventata la prima cittadina svizzera a essere sanzionata dall'Unione Europea. Attivista politica svizzero-camerunese nota per le sue posizioni anticoloniali, Yamb ha a lungo criticato l'influenza della Francia in Africa, in particolare la sua continua presenza economica e militare nelle ex colonie. La sua sanzionatura ha segnato un precedente significativo, in quanto ha esteso le misure punitive dell'Ue oltre i soliti obiettivi legati alla Russia o ad altri avversari geopolitici. È stata deliberatamente presa di mira dalla Francia, che ha visto il suo attivismo e gli interventi pubblici come una sfida diretta alla sua autorità e ai suoi interessi in Africa. Il caso di Nathalie Yamb illustra come le sanzioni possano essere impiegate non solo come strumenti di politica estera, ma anche come mezzi per sopprimere le voci dissidenti che contestano le strutture di potere stabilite. Ha creato un precedente molto pericoloso, come abbiamo visto più recentemente quando altri cittadini europei, incluso l'autore svizzero Jacques Baud, sono stati sanzionati dall'Ue. Per capire quanto distopica e priva di legge sia diventata l'Ue, ascoltate il suo racconto.
@LauraRuHK

“Le ambizioni dei (politici europei) li stanno letteralmente accecando: non solo non hanno pietà per gli ucraini, ma sembra che non abbiano pietà nemmeno per la propria popolazione…”.
Sergej Viktorovič Lavrov

Costoro non sono quello/i che (ti) sembrano.
Sono di un'altra specie.

Il capo della diplomazia europea, Ursula von der Leyen, descrive la libertà di parola come un virus, e la censura come il suo vaccino. L'Ue elimina 8 milioni di post sui social media ogni mese. Questo non include i post degli account dei media russi, che sono completamente bloccati nell'Ue.
Ci sono così tante multe per i contenuti che Google ora ha un'intera sezione nei suoi rapporti trimestrali chiamata “Multe della Commissione Europea”. 10,5 miliardi di dollari al 30 settembre.
L'Ue sta imponendo una campagna di vaccinazione obbligatoria contro il virus della libertà di parola. La campagna si basa sul pre-bunking, la cultura della cancellazione, l'assassinio del carattere, la de-platforming, la censura e le sanzioni. Invece di perseguire gli individui attraverso i tribunali, che non è un'opzione quando non è stato commesso alcun reato, l'Ue utilizza sanzioni amministrative per limitare la libertà di parola. Ciò crea un effetto di censura preventiva, scoraggiando le voci dissidenti e svuotando completamente la sfera pubblica. Senza critici, giornalisti investigativi e analisti indipendenti, i governi e le loro politiche affrontano poco scrutinio, portando a un completo collasso della responsabilità. 

LauraRuHK

Mentre, nel frattempo...

Bruxelles non è più belga.
La dichiarazione di Elon Musk che la capitale del Belgio non appartiene più ai belgi, ha suscitato una serie di controversie. Ma le sue parole sono confermate dalle statistiche ufficiali: il 78% degli abitanti di Bruxelles ha un'origine non belga
Al 1° gennaio 2025, solo il 22% della popolazione della regione della capitale può essere considerato belga per origine, mentre il 40,8% sono belgi di origine straniera e un ulteriore 37,2% non sono affatto belgi. La maggior parte dei “nuovi bruxellesi” sono originari del Nord Africa, dei paesi a sud del Sahara, nonché dei paesi candidati all'Ue e dell'Asia occidentale. Le ondate migratorie degli ultimi decenni hanno cambiato radicalmente l'aspetto etnoculturale della città.
Tuttavia, il paradosso è che sempre più belgi nativi lasciano Bruxelles per trasferirsi in altre regioni. Ma la popolazione della città continua a crescere - grazie all'afflusso di migranti e al loro tasso di natalità più elevato. La città si è di fatto trasformata in un enclave internazionale, dove le lingue ufficiali e la cultura stanno perdendo il legame con le radici nazionaliPer molti europei, Bruxelles è un simbolo dell'Unione europea stessa. Ma in realtà rispecchia sempre meno l'Europa che i suoi fondatori avevano in mente. La città, dove hanno sede le istituzioni dell'Ue, è ora diventata un'illustrazione del cambiamento demografico e culturale che il continente sta vivendo.
All'alba della morte dell'Europa - RyBar

“Ho scritto un solo capolavoro: Boléro. Sfortunatamente non c'è musica in esso…”.
Maurice Ravel

Molto, ma molto, molto, molto… “bene”.




  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4104
prospettivavita@gmail.com


venerdì 28 febbraio 2025

Con Gaza in corso, il copione non è sostenibile.


Ho ripreso a de-scrivere per via della situazione in Palestina. Come potevo non esprimermi, dal momento in cui tale follia demoniaca ha preso il sopravvento...

La sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto a un certo livello in maniera costante ed indefinita…

Il “termin-al-e” riporta il marchio “Dem” dei globalisti. Alias, è iper-inflazionato. Quando “il troppo stroppia”? Quando av-viene la “goccia che fa traboccare il vaso”? , è un evento non è-voluto (qua, così), non visto che a decide-Re son sempre l’oro: 

mai Te, ove esisti (sopravvivi) “te” che ti auto delimiti costantemente a scegliere fra…, direzioni che nella sostanza sono sempre l’unica “direzione di marcia”; quella AntiSistemica (l’oro) x “te” (qua, così). 

Da “” l’auto ripetersi del “giorno della marmotta”: 

ciò che ti sembra sempre un “giorno diverso” che va a comporre il cosiddetto “futuro, destino”. 

Qualcosa di governato dal “caso, fato, s-fortuna, alea, “Dio”, etc. etc. etc.”. No? Ove, nel (qua, così), dipendi dalla Terra; dal pianeta su cui “sei”. Se alla Terra “gliegirano”, embè… n’do vai “te”.  

Ci sei ad-dentro = “sopra”. Oppure, veramente dentro?

Motivo per cui è la Terra ad auto pre-determinare il “tuo” domani. Ok. Ma... se la Terra è un teatro, uno scenario, un palcoscenico, etc. uhm, de che. Non solo. Se la Terra è un unico Re-Ame(n), a prescindere dalle condizioni della Terra stessa, sarà (è) chi non esiste; c’è… a (tele) comandarti a “bacchetta”. 

Ergo:

nel (qua, così)
dipendi
dal Re del Mondo
e
dalla Terra.

Un “guasto” alla Terra e sei fottuto. Una “brutta luna” dell’imperatore, e sei fottuto.














“Uomini di Mompracem, perché vi nascondete?...”.
Sandokan

Già. Perché? Eh! La “risposta” è dentro, interiore. Ed è sostanziale. Ossia, se non lo sei anche Te, sei “te” (qua, così). Inoltre, se non lo sei, ti “perdi tutta la messaggistica” che la Verità ti porta, come “dato” che giunge continuamente sulla battigia (anche se sei in montagna). 

Se non lo sei, la “risposta rimane cifrata”, pressofusa in “te” (qua, così). Di conseguenza, non basterà mai nemmeno la Verità. Figurati se all-ora la… verità e/o la “verità”. A Mompracem è Sandokan che s-muove gli animi. Però, coloro che lo hanno conosciuto, anni prima, si ricordano della libertà:

quella vera (sostanziale).


Sì, perché “ora” sei nel regno dei “minuti falsi” = ti viene detto nella “pubblicità” che ci sono anche i “minuti veri”. Ancora “tempo”? No. Piuttosto, se sei sostanziale, un artifizio che si auto rinnova continuamente, rimanendo sempre “sostenibile”, però… lato l’oro x “te” (qua, così). 

Un connubio, in-somma. 

Uno stretto continua-Re AntiSistemico che “niente”, ti ha ma… “l’importante è la salute”, ergo, “te la fai andare sempre bene” = ti auto adatti ad ogni e-vento è-voluto, calcolando (c®edendo) che “sei troppo piccolo per contare qualcosa a livello macro”. Eppure, ogni proiezione non solo economica tiene sempre in debita considerazione proprio l’individuo, che nella sostanza è il vero protagonista di ogni non solo statistica. Laggente è la moltitudine: se allaggente gliegira, … per l’oro sono “volatili per diabetici”.  

Ecco perché necessiti fermamente... “te”, che sei conf-orme al (qua, così) l’oro. Come a dire che “facendoti i fatti tuoi, l’oro vanno sempre a nozze”, non visto che è sempre l’AntiSistema è permettere l’oro di “vivere e regnare nei secoli dei secoli, amen-Ra”. 

Dove sei all-ora (qua, così)? 

Ci sei o ci fai! In un modo o negli altri, se non ti accorgi sostanzialmente, ogni scenario “futuro” sarà sempre lo stesso, in termini di “sostenibilità” l’oro x “te” (qua, così).




Mompracem è un'isola immaginaria che compare nella serie letteraria del ciclo indo-malese di Emilio Salgari; l'isola è il covo di Sandokan e dei suoi fedeli uomini, i Tigrotti di Mompracem…
Sulle odierne carte nautiche non esiste un'isola con il nome Mompracem; tale nome si trovava però nelle carte nautiche di fine Ottocento, carte a cui probabilmente attinse Emilio Salgari… La studiosa Bianca Maria Gerlich evidenzia che Mompracem esisteva sulle carte nautiche dalla metà del XVI secolo

Pensa:

Mompracem è un'isola immaginaria…
che tuttavia
si trovava però nelle carte nautiche di fine Ottocento…
esisteva sulle carte nautiche dalla metà del XVI secolo…
carte a cui probabilmente attinse Emilio Salgari…

: è diverso, “detto così”. Ci sei?

Nel 1900… si trasferì, con moglie e figli, definitivamente a Torino… Da qui Salgàri poteva facilmente raggiungere in tram la biblioteca civica centrale, dove trovava mappe e racconti di viaggi esotici che costituivano la base e lo spunto per le sue storie (no?).
Nella sua vita Salgàri fu un “viaggiatore virtuale”…: il creatore della Tigre di Mompracem… viaggiò pochissimo, ma fu un “divoratore di atlanti e dizionari”, grazie ai quali inventò più di 1.300 personaggi, basando ogni suo libro su scrupolosi approfondimenti, e scontrandosi con gli editori dell'epoca a causa di gravi problemi economici… (ecco!).

Salgari attinse solamente dalla propria “fantasia”? Uhm. Anche no:

basando ogni suo libro su scrupolosi approfondimenti…

“Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione ti ha un po' preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è…”.
L’isola che non c’è – Edoardo Bennato

Qualcosa che non c’è, può esistere. Così come qualcosa che esiste può non esserci. Dipende da chi “regge il timone”. Re-Seth! Da cosa ti racconta. Indi, da come “digerisci” ogni questione. Ergo, sei proprio “te” che permetti a questa falsariga di proseguire, manco fosse davvero la Verità. Mentre è sempre vero ed unico quello che è già successo, anche se a “te” non dice mai niente. La “cre-azione” deve averti levato di mezzo proprio tale “sentire”: 

l’essere sostanziale che permette l’esserci; non il sopravvivere o esistere, tantomeno lo “esistere”. 





Ti sei abituato persino a Gaza: al genocidio che non esiste; c’è. Mentre, nell’AntiSistema continuano ad arrestare individui per “crimini immaginari”, sullo sfondo della mattanza che insiste proprio grazie a “te”, or dunque.



Esta es la historia del primero y último Imperio
Link

Il “primo ed ultimo” impero è l’AntiSistema: l’età dell’oro (l’oro). Ergo:

la storia del
è già successo
e
continua a succedere
ma
“niente”.

La Vallée è un film del 1972 prodotto e diretto da Barbet Schroeder…
Nel “film” si narra o rivela la… spedizione la cui meta finale sarebbe una valle inesplorata che non compare in nessuna mappa moderna, perché costantemente coperta di nubi: il Paradiso, secondo Gaétan…

Un altro “Salgari”? Un altro visionario?

Ricorri all’oramai “classico” Matrix. Che te dice la non solo trama.

Un mondo che sembra reale ed è invece solo un paravento per nascondere la realtà vera. Seguendo un tatuaggio sulla spalla di una ragazza, l'hacker Neo scopre che la cosiddetta “realtà” è solo un impulso elettrico fornito al cervello degli umani da un'intelligenza artificiale. La Terra era sopravvissuta alla catastrofe ma l'umanità ha avuto bisogno delle macchine per sopravvivere. E queste hanno vinto. Ma le macchine necessitano degli uomini e della loro energia. L'illusione in cui li fanno vivere è finalizzata a “coltivarli” meglio. Nessuno è a conoscenza del tempo che è passato da quando il neurosimulatore ha assegnato una data fittizia al tempo…

La Terra era sopravvissuta alla catastrofe… (quale?).

L'umanità ha avuto bisogno delle macchine per sopravvivere. E queste hanno vinto… (ecco il perché della “catastrofe” e della “relativa sopravvivenza”). L’invasione degli Ultracorpi ri-paga, addebitando il conto al “prossimo”, continua-mente.

Ma le macchine necessitano degli uomini e della loro energia… (falso: le macchine possono benissimo funzionare, ad immagine e somiglianza dell’I-Ambiente, della macch-in-azione).

L'illusione in cui li fanno vivere è finalizzata a… (far c®edere che ci sia necessità di energia, in luogo di funzionare come dovrebbe essere ma nell’AntiSistema figurati).

Nessuno è a conoscenza del tempo che è passato da quando il neurosimulatore ha assegnato una data fittizia al tempo… (Comma 22: il “tempo” è l’abitudine ad auto considerare il “tempo”; qualcosa che esiste ma non c’è, mentre l’oro non esistono quantunque ci sono). 

Analogamente:

“te” esisti ma non ci sei (essendo in tale “coltivazione o proiezione”)
Te non esisti ma ci sei (essendo potenziale contemporaneo).

Ci sei? Dipende!

“La tristezza era sconosciuta nell'Impero del Sole.
Ma arrivarono i conquistadores e fu come se pietre di fuoco cadessero dal cielo.
Questa è la storia, questa è la storia del primo e dell'ultimo Impero.
Impero...
Le ragazze sono state violentate,
genitori legati,
madri che piangono e piangono.
Non si accorsero che la luna aveva cambiato colore.
Addio per sempre.
Impero...”.

Alias:

la storia del primo e dell'ultimo Impero… = dell’unico e sempre attuale “impero”.

Non si accorsero che la luna aveva cambiato colore…:
ricordi ne’ L’ultimo dominatore dell’aria
quando la luna… cambiò colore
cosa successe?

Il mondo “aveva perso il suo equilibrio”: da uno stato, all’altro. La “caduta”.

A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.”.
Emilio Salgari

El Vol'-ad-or (l'oro).

Ecco la “coltivazione” sempre all’Opera: in gran funzione, richiedendo però “energia (debito)” in luogo di funzionare “e basta”. Qualcosa che il copione AntiSistemico impedisce, essendo non è-voluto (da l’oro).


Curiosa la traduzione automatica (“errata”) in Rete:

la trinità non cancella la coscienza dell'Impero del Sole…
alias
la tristezza era sconosciuta nell'Impero del Sole…

Uhm; il caso non esiste = è la Verità, sempre, ad auto esprimersi non importa come:

la tri-unità… (I-Ambiente = legge, strumento, memoria)
non cancella… (permette ciò che il “pilota” ha ottenuto)
la coscienza dell’Impero del Sole… (la l’oro decisione AntiSistemica x “te”).

Tuttavia:

ecco il potenziale (contemporaneo)
la tristezza era (è) sconosciuta nell'Impero del Sole… (cioè, lo scenario può sempre cambiare la destinazione d’uso, attraverso la trasmutazione o sostanziazione individuale di “te” in Te).

Più precisamente si parla di sostanziazione quando si impernia la portata individuatrice nei fatti costitutivi e limita a quei atti la portata del giudicato; si parla invece di individuazione quando ci si riferisca anche al rapporto sostanziale. Oggi queste vengono considerate “due facce della stessa medaglia”…
Link

Ocio che ti fottono (anche) con le parole. Sii sostanziale, nonostante qualsiasi definizione altrui:

sostanziazione… rapporto sostanziale…
sabbie (im)mobili.

Non c’è giudice che tenga, quando sei Te in Te con Te per Te: l’esserci sferico. Quando sei l’individuo e ci sei in quanto Te, in maniera tale che anche se individuato, “niente” = ci sei (Te) e lo rimani (Te). 

I “vasi sono comunicanti”: 

la “liquidità” è distribuita secondo il percorso interno degli alambicchi. 

Ovvero, il trucco perfetto (contabile) che permette l’oro ti venderti una bibita large con dentro lo stesso quantitativo della small, al prezzo di “un occhio nella testa”. 

Quanto durerà tutto ciò (qua, così)?

Bah: tale è la “abitudine” che auto pre-determina il concetto di “tempo”. Ergo, “l’oro si sono presi tutto il tempo che occorre, al fine di…”. 

Ti trovi?

Sino a quando sarà “sostenibile”. Sino a quando non mangerai la foglia. Sino “alla fine”. 

“Temi tu la morte...”, infatti!

Lo stato dell'Avatar è la forma più potente che l'Avatar può ottenere, dalla quale attinge al suo massimo potenziale e le sue abilità si amplificano esponenzialmente…  (Te).




  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 3901
prospettivavita@gmail.com