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mercoledì 17 giugno 2026

Dis-Fare.


Sincreti(ni)smo

Massimo: “Mi ordinano di uccidere, io uccido. Tanto basta”.
Proximo: “Tanto basta per le province, ma non per Roma…”.
Con questa frase, Proximo ricorda a Massimo che per sopravvivere e avere successo nell'arena di Roma occorre molto più della semplice forza bruta o dell'obbedienza: 

bisogna conquistare e intrattenere il pubblico

“Bela roba!”. Ecco quanto continua a succede_Re (qua, così) nella “arena (AntiSistemica)”, dato che è già successo:

bisogna conquistare e intrattenere il pubblico…

Sì, ma… come? “Conquistare” qualcuno, fa sì che qualcuno - di solito - se ne accorga. Dunque, va “intrattenuto” = la conquista si svolse nel corso di un periodo troppo lungo perché i contemporanei riuscissero a individuare in essa quel cambiamento strutturale che solo la prospettiva storica ci consente di cogliere. La conquista è stata però un fatto… rilevante…”.
La vita quotidiana nell’Italia meridionale ai tempi dei Normanni - Jean-Marie Martin

Ok? Se le “cose” avvengono molto diluite, danno luogo ad una sorta di “auto abitudine a/in…”. Ossia, il consueto e familiare “niente”, da cui la “scienza” ha ex-tratto il concetto di “Big Bang” de noantri. 

Così come lo “atomo” è una struttura “leggera e vuota”. 

O, chissà, magari s-vuotata anzitempo, raffigurando sostanzialmente lo “scippo” che (ti) è già successo ma, per l’appunto, “non è vero; è vero?...”. 

Pertini docet.

Il principio della “rana bollita” funziona sempre, quando 1- ci sei già “te” (laggente) e 2- sei in tal condizione perché (ti) è già successo tutto anche se “tutto” ma tant’è!

Il “terzo non dato” è la componente l’oro (“Dio”) y loro (“eletti, bravi, ebrei”) che sono a capo dell’intera vicenda, lungi dal continuare a succedere “per caso, fato, destino, malasorte, orbita, etc.”

Sai, quando qualcuno insiste troppo con una “tesi”, tipo, uhm… SPS, … è facile che venga definito “nichilista”, in quanto che sembra non credere più in nulla relativamente a ciò che la “vita può offrire” oppure è. 

Mentre, all’opposto, è talmente entusiasta di quello che dovrebbe essere la vita che, a fronte dell’accorgersi sostanziale di essere nell’AntiSistema, di conseguenza sì tanto “ardore” si spegne inesorabilmente, lasciando il passo persino alla totale auto rassegnazione, dato che tutto attorno ha “te” (laggente), che è un po’ come non vincere mai alla lotteria, oppure beccarti in testa continuamente un improbabile “meteorite” o la classica “nuvola di Fantozzi”. 

Un po’ come i romanzati “moschettieri” che, non avendo più alcuna missione da compiere, che valga la pena d'innalzare al massimo rango dell’onorare il privilegio di essere vivi, … si lasciano andare tra vizi di ogni genere, morendo dentro prima ancora dell’ultimo “mortal sospiro…”.

Ma (ma) “Fai…” di certo grande e seria attenzione, poiché:

il filosofo Umberto Galimberti, riprendendo Nietzsche, distingue tra un nichilismo passivo, che porta alla rassegnazione e allo smarrimento di fronte al vuoto, e un nichilismo attivo. Quest'ultimo riconosce l'assenza di un senso precostituito ma decide comunque di vivere, agire e creare i propri valori, accettando la realtà per quella che è

Dunque:

l’uno si lascia “andare”
l’altro si rassegna…

Sì, come definiresti altresì “decide comunque di vivere, agire e creare i propri valori, accettando la realtà per quella che è…”. No? Infatti, “quest'ultimo riconosce l'assenza di un senso precostituito…” = non si accorge sostanzialmente. Di cosa? Di essere nell’AntiSistema; non si rende conto che invece non esiste ma c’è… “un senso precostituito…”: il d l’oro (“Dio”) e di conseguenza la relativa de-materializzazione loro (“eletti”). 

Ciò che ti ha ma “niente” (qua, così). 


Mentre, chi si lascia “andare” lo fa a pieno, in toto, ben sapendo dell’AntiSistema = seppure accorto, riconosce che nella f-erma attualità, “te” (laggente) sei in uno stato talmente di auto prigionia che diventi del tutto inattaccabile da ogni e qualsiasi motivazione altra (Oltre, rispetto ad ogni tipo di auto convinzione). 

Dunque, chi si lascia “andare” lo fa di propria sponte, seppure costretto daOra, pensa un attimo al concetto di “morte” riflesso dagli “antichi” oppure dagli “orientali”. 

Che cos’è la “morte”? 

“Oggi è un buon giorno per morire…”, ad esempio! Chi “lascia questo mondo” e chi “muore”, designano due ambiti differenti nella sostanza:

andartene non è più morire (per causa di forza maggiore).

È sempre “politica”? No. Ancora “filosofia”? No. Allora è “psicologia”? No. Sei f(Te), quando ci sei ma non esisti + (qua, così). Quando sei al di fuori dell’equazione dello “Architetto”. Quando non sei calcolabile nemmeno in quanto ad “anomalia”. Ok

Una sorta di disinteresse interessato. Sì, sembra qualcosa di orientale, ma anche no:
è SPS.

Un lasciare per prendere. Un paradosso? No. Qualcosa di è-voluto, finalmente da Te, però. Chi si avvicina al concetto di “morte”, prima ancora che le Parche taglino il “filo” ma mai la “corda”. Quando, allora, le obblighi “senza fare niente” alla eterna disoccupazione. Tiè! Porche! Ah, la potenza. Eh, il potenziale. 

!

Il campano Amato (certamente longobardo e comunque monaco di Montecassino) è il solo a rievocare rigorosamente i principi normanni di Capua mentre praticamente ignora le imprese del grande conte di Sicilia Ruggero, che si erano svolte troppo lontano dal campo dei suoi interessi
La vita quotidiana nell’Italia meridionale ai tempi dei Normanni - Jean-Marie Martin

Il campano Amato... certamente longobardo... (ci sei?).

Un tipo preciso. Vero? Come… studiare a memoria su testi universitari pensati ad hoc al fine di… ma “niente”. Risultato? Questa società AntiSistemica. 

Ossia? Cosa? Chi? Eh? Bah! Boom… 

Rivelarsi non è nascondersi dietro alla proverbiale “foglia di fico”. È soprattutto, d+. Tanto è vero che qualcuno, di conseguenza, ha smesso di esistere x “te” (qua, così), mentre continua ad esserci ma “niente” = va da sé. Ecco “Dio”, la “natura”, lo “universo ora metaverso”, etc. etc. etc. E, più sotto, la “scienza, diritto, storia, economia, denaro, giustizia, legge, religione, filosofia, tempo, gravità, relatività, etc. etc. etc.”. 

Fenotipo esteso…, frattale espanso: 

quando ci sei, ti accorgi essenzialmente e, poi, in coerenza rimani tale, partendo da “lì”, con al centro sempre f(Te). Che forza

Ancora dallo stesso “libro”:
nel complesso i conquistatori sono dichiarati superiori agli Arabi musulmani, ai Greci effeminati e anche a certi Longobardi…

I “conquistatori”. Ok? I Normanni o Franchi o Galli. Meglio: i “germanici”. D+: loro (“eletti”). Con Iafet che continua(va) ad “espandersi…”. 

E che dire degli Arabi, Greci, Longobardi, Bizantini, Turchi, etc. etc. etc. Perché anche la “Turchia” è ancora oggi (in) una “questione britannica”? Nonostante il progetto della Pan Turchia, (ti) spinga a pensare proprio al/il contrario. Eh

Ma quanto la sanno lunga, codesti “forestieri”.




Gli anglo-sassoni o “inglesi” sono sempre “germanici”, alias, “uomini del nord” che dopo un tot, “niente”: hanno sostituito la popolazione “indigena” ovunque essi calassero. Modello Hyksos = “ebrei”. Se preferisci, “globalisti”. Anche se hanno in-de-finti “nomi”, ergo, non è portante “come vengono chiamati o si chiamano”. Ok

Goffredo Malaterra… descrive con nettezza il carattere dei suoi compatrioti definendolo come non morale. Si tratta di un popolo “astutissimo” (astutissimus), vendicativo, pronto a lasciare il proprio paese nella speranza di un maggior guadagno, dissimulatore

Dunque, questi “uomini del nord”:

hanno un “carattere… non morale…”
sono “astutissimi..., vendicativi…”
disposti a viaggiare ovunque al fine di ottenere “maggior guadagno…”
alfine, sono dei dissimulatori = ipocriti (portatori di “maschera”).

Uhm. “Temi i greci anche quando portano doni…”. Ulisse docet. 

I “greci” sono diversi dagli “uomini del nord”? No

Albero genealogico di “Noè” docet. Lo stesso “carattere” lo ritrovi (qua, così) ovunque, sostanzialmente. I “Romani”? Idem. Cioè, prendi i “sionisti” (ancora loro, gli “eletti”) ed ecco che le auto caratteristiche collimano perfettamente:

hanno un “carattere… non morale…”
sono “astutissimi..., vendicativi…”
disposti a viaggiare ovunque al fine di ottenere “maggior guadagno…”
alfine, sono dei dissimulatori = ipocriti (portatori di “maschera”).

È già successo. E, indovina? Continua a succede_Re.

Quando il Signore, che veglia sulla successione dei tempi come su quella degli imperi, ebbe deciso che i Greci, da lungo tempo possessori della Puglia, avrebbero cessato di occuparla, i Normanni, celebri per i loro coraggiosi cavalieri… entrarono in Italia… espulsero i Greci e ne restarono signori…

Bah. Hunger Games docet.

Come puoi chiamare Italia, la “Italia”? Annota bene:

dai Greci ai Normanni, è sempre “Italia”.

Ancora d+:

quando il Signore… (l’oro = “Dio”)
che veglia sulla successione dei tempi come su quella degli imperi… (è già successo Vs continua a succede_Re)
ebbe deciso che… (deciso!)
i Normanni… entrarono in… (scena, da nord).

Dunque, anche nel Meridione chi l’ha sempre fatta da Signore è il “bravo” che al “Signore” stava bene. Una lottizzazione continua della terra, lasciando gli “indigeni” sempre “a disposizione!...”

Del resto, per i Normanni e a conseguire la “legge” non corrispondeva alla giustizia. Ossia, dalla “legge” alla “giustizia” era (è) il passo + comodo per amministrare una moltitudine (“te”, laggente) assolutamente “distratta” ad hoc ma “niente”.


Roberto, poi, “era detto il Guiscardo perché era d’intendimento più sottile di Cicerone e dell’astuto Ulisse... Dai tempi di Carlo Magno o di Cesare mai la terra ha prodotto uomini uguali a questi fratelli…” della famiglia di Altavilla…

Pensa un po’. Che “calibro” o popò di pedigree c’è in gioco (qua, così). Qualcosa ch’è qualcuno. Qualcuno che ti ha. Ove sei “preso dentro” ma… non ha mai le “prove”, per i motivi solitamente esposti in SPS. 

Ci sei? No

Chi ha la “tempra” per inventarsi un’arma simile al “denaro y lavoro”? Loro (“eletti”). Alias? Chi è sempre affamato di… “interesse, guadagno, potere, etc.”. Chi? Lo vedi ancora proprio “oggi”, anche senza informarti. 

Il… ad immagine e somiglianza… d l’oro (“Dio”) = loro (“ebrei”).

Come si è già detto, questi capi sono considerati strumenti della volontà divina che regolarmente esalta un popolo a detrimento di un altro; ma secondo Guglielmo, il popolo non era granché senza di loro. Quando Roberto il Guiscardo muore a Cefalonia in piena spedizione contro l’Impero di Bisanzio, la maggior parte dei Normanni, privi del loro capo, “timorosi si misero al servizio dei Greci, rinunciando alla fierezza della loro anima indomita…”…

, tutto il mondo è… (lo stesso) “paese” (qua, così). Il capo (loro = “eletti”) è sempre il/al vertice di un ganglio “superiore” della gerarchia (vnicvm), anche se non arriva mai ad essere (come) “Dio” = l’oro.

Il “flauto di Pan”, dunque, serve continuamente per manutenere adesi coloro che “servono”. Ergo, “te” (laggente) hai il potenziale (contemporaneo) per… riaverti sostanzialmente.

Gli “indigeni”. Chi? Sempre “te” (laggente). I “nativi”? Uhm.

Dopo che Roberto il Guiscardo ebbe aiutato Gregorio VII a scacciare l’imperatore da Roma, il papa gli avrebbe concesso in feudo le terre di Sicilia e Puglia perché le liberasse dal dominio dei Greci e dei Saraceni. Il Guiscardo ne avrebbe intrapreso la conquista dopo un viaggio esplorativo e avrebbe incontrato delle popolazioni che parlavano con accento gutturale e portavano solo zoccoli di legno; gli indigeni erano sporchi, sozzi e piuttosto vili (caccarelli et merdacoli parvique valoris)… Non si tratta più di una crociata ma della rivendicata superiorità degli uomini del Nord rispetto ai meridionali “sottosviluppati”

Però! Meridionali, che sono il frutto anche delle conquiste nordiche, passate. Dunque; il “papa” concede terre già abitate/conquistate da altri. A chi le dovrebbe “liberare”

Ah! Le risate. 

Ecco il Modello 1492. No? Quegli uomini “superiori” erano abituati a comandare sugli “indeboliti e confusi”. Ergo, quando decisero di “scoprire il nuovo mondo” applicarono una metodologia già alquanto comprovata ed efficace. 

Odon Delarc pubblicò a Parigi, nel 1883, I Normanni in Italia nella cui introduzione, dopo avere ricordato che i Normanni che giungevano in Italia portavano vesti da pellegrino, aggiunge: “ma quelle vesti coprivano uomini di guerra di splendido valore e di un’astuzia diventata proverbiale, uomini avidi di guadagno che non conoscevano ostacoli e avevano ben pochi pregiudizi quando si trattava dei loro interessi, e gli Italiani impararono a loro spese che non era facile mandarli via quando avevano messo piede in un paese…”…

Ed ecco il Modello 25 aprile! Oibò; ma di chi sta ancora parlando? Gli “inglesi” sono specialisti in questo. E gli “uomini del nord” sono diventati anche gli “inglesi”. Dunque, tutto ritorna nella sostanza:

gli Italiani impararono a loro spese che non era facile mandarli via quando avevano messo piede in un paese…

Hai presente la “liberazione”? Ecco!

Gli “indiani” allo stesso modo stanno ancora brindando alla “scacciata dello straniero” post Gandhi. Sigh! Meglio

una sc-hi-acciata post-prandiale.
Zzz. Zzz. Zzz… Hic

E per continuare con lo show

Gli storici patriottici dell’Italia contemporanea… Amari come M. De Blasiis, hanno visto nei Bizantini dell’XI secolo dei signori stranieri che imponevano un giogo odioso a una parte del popolo italiano. Gli insorti longobardi, alleati dei conquistatori normanni, erano liberatori della patria, eroi dell’indipendenza nazionale

Gli storici patriottici dell'Italia contemporanea, come Michele Amari e Giuseppe De Blasiis, hanno unito l'attività storiografica all'impegno civile e politico. Le loro opere miravano a dimostrare l'esistenza storica e l'identità della nazione italiana, promuovendo il Risorgimento e l'ideale unitario

Ci sei? Ogni volta qualcuno “ti fa su” e “ti incarta”. Tanto! Con l’avvento della “!”, la retorica è mutata verso uno “spirito di fratellanza comune fra i popoli europei”. Apposto! Ogni volta è sempre la stessa! È già successo. Continua a succede_Re.

Gli araldi e “te” (laggente)…

Pensa:

i longobardi = “germanici” o ancora/sempre “uomini del nord” (alleati dei conquistatori normanni...)
liberatori della patria “italica”.

Dalla padella alla brace…

Eh! Allora, la popolazione “meridionale” (sud) all’epoca dell’invasione Savoia (sigh!) era costituita anche dal lascito longobardo (nord); quei “nativi” che furono schiacciati dalle armate nordiche, erano gli eredi delle popolazioni del nord, ora “sudiste”. 

La “relatività”! 


Nel complesso, Ménager ha individuato circa quattrocento persone o famiglie di origine francese stabilitesi in Italia e in Sicilia e valuta che i due terzi circa di esse fossero normanne. Innanzitutto, bisogna dunque temperare l’omogeneità del carattere etnico che gli storici hanno sempre attribuito all’emigrazione…”.

I “francesi” = normanni = “germanici”. I Franchi (già germanici), divennero “Franchi” dopo la calata dei Normanni. 

Con il termine Longobardia (o Langobardia in latino) si fa storicamente riferimento al Regno dei Longobardi in Italia e all'estensione geografica dei territori sotto il loro controllo, un dominio durato per oltre due secoli, dall'invasione guidata da Alboino nel 568-569 d.C. fino alla caduta per mano di Carlo Magno nel 774 d.C.. Il territorio era diviso in due grandi macro-aree, separate dal cosiddetto “corridoio bizantino” che collegava Ravenna a Roma…
Suddivisione Territoriale
Langobardia Maior: comprendeva l'Italia settentrionale e la Toscana (il Ducato di Tuscia). Era il cuore pulsante del regno e includeva la capitale ufficiale, Pavia. Al suo interno si divideva ulteriormente in Neustria (a ovest) e Austria (a est)
Langobardia Minor: comprendeva i territori del centro-sud Italia, strutturati principalmente intorno ai potenti e ampiamenti autonomi Ducato di Spoleto e Ducato di Benevento…
La società longobarda possedeva un'impronta fortemente militare ed era rigidamente gerarchica
La presenza longobarda ha segnato profondamente la storia d'Italia, lasciando tracce indelebili dal punto di vista linguistico e artistico…
Esiste anche una Langobardia bizantina, ovvero un “thema” amministrativo istituito dall'Impero Romano d'Oriente nell'892 d.C. nell'Italia meridionale, che aveva come capitale la città di Bari)…
L'idea ottocentesca e primo-novecentesca di un popolo longobardo culturalmente e biologicamente “puro”, che si sposta in blocco compatto dalla Pannonia all'Italia, è stata ormai superata. L'emigrazione longobarda fu in realtà un fenomeno fluido e fortemente eterogeneo.
Una confederazione di popoli (Etnogenesi).
I Longobardi non erano una tribù omogenea, ma una vera e propria confederazione militare. Durante il loro lungo spostamento verso il sud Europa, la massa migratoria crebbe per attrazione, inglobando frammenti di molti altri popoli…
Sassoni: un contingente massiccio (stimato in oltre 20.000 individui con famiglie) si unì ad Alboino per l'invasione dell'Italia.
Gepidi, Pannoni e Svevi: oopolazioni sottomesse o alleate che si fusero con i Longobardi.
Eruli, Turingi e persino Bulgari: gruppi di guerrieri che trovarono nel progetto espansionistico longobardo un'occasione di bottino e stanziamento.
L'identità basata sulle armi, non sul sangue.
L'elemento aggregante non era la parentela biologica, ma la scelta politica e militare.
Chiunque decidesse di giurare fedeltà al re longobardo, di combattere sotto le sue insegne e di adottare i costumi e le leggi del gruppo, diventava a tutti gli effetti un arimanno (uomo libero in armi). L'omogeneità di cui parlano le fonti antiche (come l'opera di Paolo Diacono) è un costrutto culturale e identitario, utile a rafforzare la coesione del gruppo, non un dato biologico…
L'impatto con la popolazione romana.
Una volta giunti in Italia, questa eterogeneità aumentò ulteriormente. Nonostante le iniziali divisioni giuridiche e religiose, la progressiva fusione e i matrimoni misti con la popolazione locale romano-italica cancellarono, nel giro di poche generazioni, i confini etnici, lasciando spazio a una nuova sintesi culturale che avrebbe dato il nome alla moderna Lombardia

Eh? Essere (anche) “lombardi” è come discendere dai “pirati” dell’Isola di Tortuga, ma “niente”:

cancellarono, nel giro di poche generazioni, i confini etnici, lasciando spazio a una nuova sintesi culturale che…

Il rin-cretinismo (qua, così) oppure società liquida(ta)”, o ancora...

Sincretismo: il processo di incontro, fusione o integrazione di elementi culturali, filosofici o religiosi diversi e spesso originariamente inconciliabili, che vanno a formare un nuovo sistema coerente (Re-Seth).

Identità basata sulle armi, non sul sangue...:

come per i sionisti
che hanno una identità basata sull'interesse
non sulla religione...

“Tutto è relativo…” (qua, così).

Sì, ma a chi! All’assoluto o l’oro (“Dio”). Ok? Niente di serio. È “solo” AntiSistema. 

Qualcosa che così come si è creato, è potenziale “dis-Fare…”.












 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4219
prospettivavita@gmail.com


mercoledì 1 aprile 2026

Grinfie sul mondo (2).


E siamo noi. E siamo noi....
Jonny Groove

SicuroImpasticcomane...

E sono 3 (tre), di fila (fila, fila via...). È persino logico, essendo i giocatori nel campionato quasi tutti “italiani”. 

Non è una deriva: è-voluto!
Ancora issoldi... E laggente “te” (qua, così).

La “nazionale” è con il filtro: non ripaga l’interesse dei singoli (gli “italiani” e non solo) che, nei club trovano maggiori “stimoli”. Chi segna in “Italia”? 

Guarda la classifica dei cannonieri e vedrai. La squadra rivelazione?
, il “Como”. Come? Quel club senza italiani...

Vediti anche le formazioni delle squadre “italiane”: ora che mettono le foto, risulta evidentissimo

Gli altri si rafforzano, coi “migranti”. La “Italia”, no. 

Rimanendo sempre molto, molto, “liquida”. Ecco perché sono stati battuti gli “Usa” nel baseball e gli “inglesi” nel rugby: per “fare media”. No

Ah: anche nella F1 (anche se Antonelli corre per i “tedeschi”). 

E nel tennis, anche se Sinner è “italiano”. 

Tutto fa brodo = sei sempre nella media (qua, così) che, però, non è il 50%, bensì è la Legge del Minimo 80/20 (“sezione aurea” de noantri), ora almeno 90/10 (anche se è più vicina nella sostanza al 99/1). Per gli altri sembra andare meglio, ma… a prescindere dal “successo sportivo”, quello che conta è che ognuno è in tale “ferma brodaglia” che lavora ai fianchi come una serpe strisciante. 

Il caso non esiste, nell’AntiSistema, ove imp-®egna la perfezione = il d l’oro (“Dio”) ideale.


La Mercedes Amg F1 è una scuderia tedesca di Formula 1 con sede a Brackley, nel Regno Unito, sezione sportiva della casa automobilistica Mercedes-Benz…

Per la serie, gli “inglesi” sono “tedeschi”: una scuderia tedesca di Formula 1 con sede a Brackley, nel Regno Unito…
Non solo.

Mercedes-Benz: in sintesi, la governance è affidata al consiglio di gestione del gruppo, guidato da investitori cinesi e statali kuwaitiani come azionisti di rilievo

Un bel “risotto”, grazie alla “finanza”. Ai sol(i)di: 

sempre + digit (“che ti mette le…”) ali. 

“Obbedisco…”. No? Non (ti) resta che con-seguire, dipendendo da…

“Non ci son problemi; tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio…”.
Pino e gli anticorpi


Come sappiamo il fratello Giuseppe Garibaldi, a Napoli nel 1881, riuscì ad unificare i due Riti di Memphis e Misraïm in un unico Rito denominato appunto “di Memphis e Misraïm”. L'eroe dei due mondi assunse la carica di Gran Hyerophante Universale alla cui proclamazione parteciparono l'Italia, gli Stati Uniti, l'Egitto, l'Argentina e la Gran Bretagna…
Rudolf Steiner non poté mai conoscere personalmente Garibaldi ma fu animato, nei suoi confronti, da una vera e propria venerazione arrivando ad affermare che “Egli (il Garibaldi) rappresenta idealmente e spiritualmente per l'Italia ciò che il mitico Re Artù rappresenta per l'Inghilterra…”. Lo Steiner, nelle conferenze raccolte poi nei sei volumi intitolati “I Nessi Karmici”, arriva ad affermare che l'elevatissima Personalità Spirituale dell'Eroico generale fu l'elemento fondamentale sul piano sottile perché potessero essere messe in movimento quelle forzeOcculteche permisero l'Unità d' Italia
Rudolf Steiner ed Alexander Von Bernus: due fratelli del rito egizio

Anche Steiner era perlomeno un visit-attore (qua, così)

Di certo, le forze che permisero l’unità… furono (sono) “occulte (rivelate)”.

L'vnicvm, in-somma.

“Stelle”, come in Truman Show

“Trump e Netanyahu stanno guidando il mondo verso un crollo economico tettonico… Il governo statunitense è in completo collasso, guidato da gangster che sono completamente fuori di testa… I professionisti del governo statunitense sono stati schiacciati, costretti a lasciare, buttati fuori, minacciati o si sono dimessi…”.
Jeffrey Sachs

Il rischio? Questo: “un completo collasso dell'approvvigionamento energetico mondiale… Disoccupazione di massa, e se pensate che i vostri standard di vita siano in pericolo adesso, aspettate solo un po’…”.
@geopolitics_prime

Il tempo della fine (Sigismondo Panvini) docet.

Il rischio è sempre... calcolato!

Loro (gli “ebrei”) sono specialisti in “ciclicità applicata”, che com-porta ogni fase del progetto. 

Ove, la fine è un nuovo inizio, che porta alla fine. Hey:
è il moto_(del)Re. Continuum (qua, così).

Quale progetto? Ogni “nuovo impero”, terminando come da prassi, ha contribuito a mettere a punto qualcosa. Cosa? Un filo di continuità sostanziale costantemente sempre sotto traccia (rivelato). 

Come una macchina che cambia colore, persino carrozzeria, ma… rimane sempre (avio)-guidata dal medesimo pilota_Re (chi non esiste; c’è). 

“Poscia, a dir vero, c'è non già una repentina trasformazione di uno stato in un altro, bensì una continua mutazione simile a quella che il tempo reca agli esseri viventi…”.
Trasformazione della Democrazia - Vilfredo Pareto

Non è un caso che con l’avvento anche delle crypto, verrà siglato “un balzo epocale” in termini appunto di… rivelazione (qua, così). Issoldi che diventano (come) “aria”. Qualcosa di insito a livello “spaziale, energetico, spirituale, divino, naturale, etc.”. 

La trappola (è) perfetta! Boom. Transcendence...

“Amicus Plato, sed magis amica veritas…” (“Platone mi è amico, ma più amica mi è la verità…”).

No? La Verità. Uhm. La tri-p-arte dell’I-Ambiente (legge, strumento, memoria). Qualcosa che funziona. Stop

Il termine “amicizia” sta in tal senso, sostanzialmente:
qualcosa che è ovunque, anche nell’AntiSistema
poiché nativo (funzionante)
che si occupa della “conservazione del dato”
ed essenzialmente
della relativa “intercomunicazione/consultazione”.

Qualcosa che non importa se deve sembrare “verità”, dal momento in cui sei “te” (qua, così) il destinatario di ogni missiva. Ovvio

è il modo implicito ricorsivo nell’AntiSistema, al fine di im-piegare la Verità, rendendotela meno apparente = a “te” nulla tange, di conseguenza. 

Sempre esposto ad ogni e-vento è-voluto, nonostante l’incessante operato e compresenza della Verità (la Memoria I-Ambientale). Ok? Non è nemmeno un caso che siano (ancora/sempre) gli “Usa” a “legittimare” l’avvento mondiale delle crypto a livello ufficiale/istituzionale. 

Ove, gli “Usa” = il golem pilotato da loro (gli “esperti”, gli “ebrei”, i sionisti, gli “eletti”, i “bravi”, chi controlla i gangli superiori della gerarchia). Gli “Usa” che, in seguito, (probabilmente) saranno sacrificati attraverso splashdown. 

Come “Roma” dopo la parassitata del “cristianesimo”, ora “cattolicesimo” = globalismo. Qualcosa che non lascia mai testimoni sopravviventi

Re-Seth.

Qualcosa che conta sempre sul “tanto ricrescono”. Qualcuno che non può essere “giudicato (sostanzialmente)” perché… “giudica e sarai giudicato…”. Ci sei? Tutto è perfetto, lato loro y l’oro (“Dio”). Per questo il caso esiste ma non c’è (essenzialmente), essendo studiato ad hoc al fine di…, ma “niente”.

Negli Usa prosegue il percorso “verso l'istituzionalizzazione del settore crypto, per rendere l'America la crypto capital del mondo…”.
Donald Trump (2025) 

Attenzione:

il Dipartimento del Lavoro ha rilasciato una bozza… in cui si elencano le procedure che “i gestori dei piani 401(k)” – il piano pensionistico principale dei lavoratori Usa – devono seguire nel valutare l'integrazione di asset alternativi… Nel documento sono inclusi i digital asset, definiti “una nuova modalità di investimento…” che include una vasta gamma di risorse digitali conservabili e scambiabili, quali le crypto, come Bitcoin

Inoltre, è stato presentato il “Mined in America Act…”, una proposta di legge finalizzata a incentivare “le attività di mining” negli States…

Young Platform

Tirano dentro anche i piani pensionistici. Wow! In-oltre: il “mining” viene incentivato, alla faccia del “green”. Mentre la “Uè!” continua a smantellare l’economia europea storica, in nome del “green”. 
In piena epoca di “depopolamento”, verranno ridisegnati i pesi massimi in termini di geografia y numero di individui appartenenti al tal raggruppamento (sempre laggente). Ossia, in tutto il mondo decresce la popolazione, ad eccezione di “Israele” e di pochi altri 
“casi”. Ecco di riflesso la stessa “news”, nella sostanza che auto riverbera in termini di Verità, anche se “verità”.

“Israele vuole che i soldati statunitensi muoiano per esso in Iran… Ora, Trump sta per inviare truppe sul terreno in Iran, dice lei, ma l'Idf non si unirà… L’Idf ha detto che non invierà truppe sul terreno. È meglio che i goyim muoiano. I goyim devono morire in modo che Israele possa continuare ad espandere i suoi confini. Possiamo vedere chi comanda…”.
Candace Owens
@geopolitics_prime

Candace è di certo “antisemita”. No

Come hanno fatto a “farti su ma niente”? , sei nell’AntiSistema, ove fondamentalmente è già successo (tutto). Ergo, è il “continua a succede_Re” che va sempre in onda (qua, così). A “sto giro”, gli “ebrei” hanno infiltrato tutto il resto, facendo pesare il loro maggior “peso specifico” mediante la gerarchia e la “corruzione by il denaro (un’arma micidiale)”. Ecco un esempio, che va sostanziato (le “vedi” le grinfie sul mondo?).

Gli studi di von Maurer e di Nasse sulle usanze teutoniche dimostrano che le comunità agricole (inglesi e germaniche) pre-feudali consistevano in un numero di famiglie organizzate in distretti che comprendevano tre settori o marche: la prima era il villaggio in sé; la seconda era comune a tutti i membri della comunità; e la terza era divisa in “lotti” (cosiddetta Marca arabile) per poter essere coltivata da alcune famiglie. Come lo stesso Maine suggerì all'interno di Ancient Law, in questo periodo non esisteva alcuna concezione di “diritto individuale” o di “proprietà individuale”, quindi la Marca arabile veniva mantenuta e lavorata da alcune famiglie che poi avevano il compito di ridistribuire il ricavato in ugual maniera tra i membri della comunità. Partendo da questo stato dei fatti, Maine sviluppò la teoria secondo cui anche le originarie comunità teutoniche, che apparivano essere organizzate secondo uno schema basato sull'eguaglianza gerarchica, in realtà nutrivano la convinzione che all'interno delle vene di alcuni membri della comunità scorresse un sangue più puro e da questo tratto caratteristico si riconoscevano i capi del corpo sociale. Questi “leader” (come li chiama lo stesso Maine) erano responsabili dell'organizzazione militare, politica e giuridica della comunità. La loro investitura aveva luogo, originariamente, sulla base di una procedura democratica e successivamente venivano direttamente nominati dall'uomo più anziano appartenente alla famiglia più importante delle comunità; inoltre, ai leader veniva attribuita una quota maggiore a seguito delle conquiste di nuove terre. Proprio questa nuova situazione sociale fece nascere il termine “dirittoin relazione a una singola persona: i leader avevano diritto a una porzione di terra maggiore rispetto agli altri membri della comunità…
La dimensione comparativa della ricerca mainiana – basata sulla convinzione che la forma primitiva del diritto contenesse in potenza tutte le configurazioni che esso avrebbe assunto in seguito, e caratterizzata dall’accostamento critico tra forme di organizzazione sociale e fenomeni giuridici ancora vigenti o storicamente documentati – richiedeva l’adozione sistematica del metodo a posteriori e del procedimento induttivo, già impiegati con profitto in  fisica e in fisiologia: ad avviso dell’autore britannico, questi strumenti rendevano possibile l’individuazione di sequenze omogenee di sviluppo (o “leggi”). Nasceva così una vera e propria scienza della storia delle istituzioni umane, fondata sull’“osservazione” e tesa ad indagare “sobriamente” e con coerenza le epoche remote della società. L’aspirazione a ricostruire la “storia reale” allontanava per molti aspetti Maine dall’Analytical Jurisprudence e dall’economia politica, indifferenti al complesso di consuetudini e di idee ereditate dal passato; e, al medesimo tempo, lo conduceva a togliere ogni credito alla “storia immaginaria o puramente ipotetica”, propria di quei teorici che non facevano oggetto di studio la “realtà effettiva del diritto”, ma preferivano restare sul terreno dell’opinione indimostrabile “scientificamente”
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La loro investitura aveva luogo, originariamente, sulla base di una procedura democratica e successivamente venivano direttamente nominati dall'uomo più anziano appartenente alla famiglia più importante delle comunità...

Oibò! (Ti) trovi?






Qualcuno decide e la “maggioranza” con-segue. In ciò puoi vedere l’efficacia della f-orma dis-organizzata della “democrazia” (una gerarchia a tutto tondo, che puoi persino dematerializzare e decentralizzare, tanto “niente”… va da “sé”). 
Te la de-cantano ovunque (qua, così). Anche nei “film”. Anche a livello di “fantasy”. 

“Le forze oscure di questo reame sono tutte asservite ad un’unica creatura: l’orco Mulgarath…”.
Le cronache di Spiderwick

Uhm. Il traduttore riferisce sempre “ragno”, ma… “wick” è anche “stoppino(lucignolo)”. … 




Lucignolo è principalmente noto come il personaggio de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, il miglior amico del protagonista, simbolo di svogliatezza e monelleria, caratterizzato da un aspetto asciutto. Il termine indica anche lo stoppino di candele o lampade
Ecco i dettagli principali legati a “Lucignolo”:
personaggio letterario: Romeo, detto Lucignolo, è il compagno di scuola di Pinocchio che lo convince a scappare nel “Paese dei Balocchi”, trasformandosi poi in un somaro.
significato letterale: deriva dal latino licinium (stoppa della lucerna), e indica lo stoppino di cotone o tessuto che costituisce l'asse di una candela o la parte accesa di una lucerna
citazione musicale: il cantautore Edoardo Bennato ha dedicato una canzone a questo personaggio nel suo album Burattino senza fili

Burattino senza fili… Wireless. 

Lucio Battisti accolse così quel ragazzino napoletano che dopo tanta gavetta faceva timidamente il suo ingresso alla Numero Uno, filiale giovane della Ricordi. Era il 1973...
Appena uscì “Burattino senza fili” e disintegrai il record di vendita di Battisti la “intellighenzia” che mi aveva sostenuto ai festival cominciò a guardarmi con sospetto...

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Dopo “L’isola che non c’è” il Bennato sembra saperla molto lunga.

In quel posto che è ancora segreto
a quell’ora che nessuno sa.
Quando incomincerà la festa
beato chi ci sarà. 

È una festa esclusiva ad inviti.
Il trionfo delle vanità.
Sarà il mio nome il vostro lasciapassare
e la mia luce vi guiderà.
Il mio nome è Lucignolo,
una garanzia.
Per arrivare al centro dello sballo,
vi illumino la via.
Tra le insidie dei quaranta ladroni,
e le prediche di Alì Babà,
il mio nome come abracadabra
tutte le porte vi aprirà.
Il mio nome è Lucignolo,
una garanzia.
Oltre le convenzioni della notte,
vi illumino la via.
Dormo tutto quanto il santo giorno,
con determinazione.
Faccio il Pr ma non è un mestiere,
è una vocazione.
E se chiedete in giro ognuno vi dirà
che in ogni festa vera
è Lucignolo l’unica vera superstar.
Il mio nome è Lucignolo,
una garanzia.
Oltre le convenzioni della notte,
vi illumino la via…”.
Lucignolo – Edoardo Bennato 

Parlante è: Edo-ardo (brucio). No? Come un segnale o lo stoppino (lucignolo).
Un “segnale acceso verso il cielo” o, meglio, l’Oltre. Qualcosa che in-fiamma la situazione (qua, così). Come “Occhio di Sauron”. Come il controllo, soprattutto, quando rivelato da “nulla de che”. 

Ante Omnia lo chiama Arlecchino! 




Infatti, anche Bennato riporta tale maschera, avendo a che fare con... Pinocchio (e non solo).


Arlecchino serve a ricordare allo spettatore che, nonostante il suono moderno, ci troviamo ancora dentro la favola di Collodi, dove il confine tra realtà e finzione teatrale è sempre molto sottile...
Alcune interpretazioni critiche, come quelle riportate nel contesto, vedono in Arlecchino non solo una maschera della Commedia dell'Arte, ma anche un 
fratello spirituale di Pinocchio, entrambi considerati psicopompi o figure iniziatiche che attraversano prove di morte e rinascita...

Psicopompi o figure iniziatiche che attraversano...
Altro che: il riferimento è a qualcosa che c'è, funziona.

“Il mio nome è Lucignolo, una garanzia. Oltre le convenzioni della notte, vi illumino la via…”.

Sotto cieli diversi 
il tempo va via 
e loro sono là.”.
Loro sono là – Claudio Baglioni

“Oltre al monte
c’è un gran ponte
una terra senza serra…
Non lo sai…”.
Due mondi – Lucio Battisti

Edoardo Bennato: quant’è attuale il mio burattino senza fili…”.

Non lo sai… Non lo sai? Accorgiti, all-“ora”.

La mela è (già successo) mangiata!




Oltre






 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4167
prospettivavita@gmail.com