mercoledì 15 maggio 2019

L’atteggiamento consono.



Più ci si avvicina, più si vede la grande oscurità che cova al suo interno. E il genere umano? Il genere umano è tutta un'altra storia...”.
Dal "film" Wonder Woman
Pace? È solo un armistizio in una guerra senza fine
Tucidide. 
Uhm, conosce i greci antichi. Essi compresero che la guerra è un Dio, un Dio che richiede dei sacrifici umani e in cambio la guerra da all'uomo uno scopo, un senso, una chance di alzarsi oltre la sua misera mortale esistenza, ed essere coraggioso, nobile, migliore...”.
Dal film Wonder Woman
Guerra è... un3 traccia.
Per “trovare” qualcosa, devi poter contare sul fatto che l’ambiente abbia (“è”) “memoria”, ovvero, che sia in grado di “ricordare” (“è” ricordo).
Ti sembra un ragionamento campat3 per aria? Se l’ambiente dimenticasse, non potresti ritrovare nulla, “lì” dentro. No? 
Ad esempio, quando le piramidi sono finite sotto l3 sabbia del deserto, sono come scomparse dal mondo, seppure ci sono sempre stat3.
In quel “caso”, l’ambiente – però – non ha dimenticato, ma, è anche servit3 per… cancellare ogni traccia di quell3 esistenza, che non ha mai smesso di persistere.
È, dunque, per chi si auto ritrova “a Massa” che qualcosa (qualcun3) non esiste; c’è.
E, in tale “doppia natura” – del medesim3 ambito/soggetto – si rivela il “mistero”; ossia, ciò che riguarda il funzionamento dell’ambiente, che nell3 status quo “ora” (nel) “qua (così)” o AntiSistema… hai “dimenticato” esserci, esistere, continuare a funzionare. 
Di quale “mistero” si tratta? Del fatto che procedi a fari spenti nell3 notte più buia: 
per ciò tendi a non “vedere”.
Allora, perchè non dai retta a ciò che “senti”?
Eppure, l’informazione è proprio insit3 a livello ambientale. In un modus tale che non ti può mai sembrare “ver3”.
Infatti, se per “ricordare” occorre “essere (da un cert3 tipo di atteggiamento)” - poiché sei (nel) “qua (così)” dove tutt3 è anche deviazione standard - allora (di/in conseguenza), l’informazione sferica seppure frattale espansa (distribuit3) si codifica nell’ambiente, andando persino a formarne ogni tipicità. 
E, ciò, diventa l3 “necessità”, da/per parte tu3, di dover essere in grado di auto decodificare qualcosa che, “prima”… non serviva. 
È persino ovvio che quest3 forma di calcificazione materiale dell’informazione (memoria/esperienza), contenut3 ed auto riportata ambientalmente, rimanendo sempre sostanzialmente se medesim3, ovvero ancora informazione (memoria/esperienza)… richiede di essere “ricordat3”.
In che modo? 
Per mezzo del relativ3 – assolut3 – tipo di atteggiamento, coerente, ovvero: 
quell3 “formulare” (ma puoi chiamarl3 come meglio credi, sin quando l'hai riconosciut3/ricordat3).
Ciò che non necessita di alcun3 definizione da “vocabolario dell3 lingua…”. 
Ciò che “è” e, dunque, puoi proprio “essere (ricordare)”. Insomma, ciò che viene “facile” esternare quando sei bimb3 e non credi nemmeno di sapere ciò che stai facendo “per gioco”. 
Ciò che, ancora, fa chi recita “nei film, a teatro, nell3 vita”, senza essere consci3 di… poiché, o sta lavorando, o sta mentendo, o sta sopravvivendo, o perché “così fan tutt3”, etc. etc. etc. 
Ecco, dunque, l3 sovrastruttura che auto ricollega tutt3 d’assieme e che, quindi, indica proprio – attraverso tale “essere” – qualcosa che è molto di più dell3 somma di ogni parte, essendo significato, sostanza, quintessenza, valore aggiunto, nocciolo del discorso, coerenza, memoria, esperienza, informazione ambientalmente auto insistente (nonostante “te”).
In fondo alla Fossa delle Marianne è stata trovata della plastica
La triste conferma di quanto già ampiamente documentato dalle sonde che più volte sono state spedite a certe profondità:
plastica.
Gli scienziati ora vogliono capire, analizzando le specie animali riportate sulla terra ferma se anche dentro di loro, come già riscontrato nelle razze di pesci che abitano a meno profondità, si trovano residui di microplastiche, il che, inutile specificarlo, significherebbe che il danno provocato dall'essere umano è davvero arrivato ovunque, più avanti (in basso in questo caso) di dove lo stesso essere umano si sia mai abituato ad arrivare. 
Gabriele Fazio Agi 14 maggio 2019 Link
“Fai…” attenzione:
significherebbe che
il danno provocato dall'essere umano è davvero arrivato ovunque, più avanti (in basso in questo caso) di dove lo stesso essere umano si sia mai abituato ad arrivare…
Hai presente l’espressione lusinghier3, “la sua fama la precede”? Ecco
Frattalità espansa = memoria, esperienza, significato, funzione, funzionamento, etc.
L’ambiente (ti) ricorda. E ricorda (in) ogni fase, anche tale essere… “fase”. 
L’essere memoria, infatti, riporta ogni ambito, livello, apparenza, strato, etc. Anche ogni livello che, quando cosa (chi) non esiste; c’è, analogamente, sembra non esserci ma – guarda non caso (badaben badaben...) – c’è.
Anche l’ambiente è rifless3, in sé
Così come l3 specchio che (si) rispecchia in un... selfie.
Per decodificare tali forme espressive (linguaggio), che contengono più livelli auto riportati, dell’informazione sferica, puoi avvalerti dell’equazione X(Y) = 1. 
Ma, da intendersi nell’accezione “significato” e non tant3 nella misura in cui esegui dei calcoli, ricorrendo a tale forma di complessità scientifica.
X(Y) = 1 significa
Non a caso si narra di computer quantistici, in grado di potenziarsi attraverso il calcolo tri-unitario, o, appunto a tre stati:
1
0
1 e 0.
Ecco, allora, l’equazione:
1(0) = 1 e 0 (significato = 1)
Da/in cui:
1 = 1
E lo “0”, che fine fa? Fa l3 fine sostanziale. 
Ossia, “serve”, essendo apparenza o finzione scenica, che sorregge l’infrastruttura artificiale AntiSistema (un po' come vedi esistere nel giogo dell3 roulette, costantemente a favore del Banco, comportando ogni probabilità di vincere, a favore).
Allora, ogni espressione nell3 forma “quest3 (non) ti riguarda”, significa:
X(Y) = 1.
“Quest3 (non) ti riguarda”:
quest3 = X
(non) = Y
ti riguarda = 1.
L3 particella “tra parentesi” indica il grado di con-solidificat3 apparenza (credere) e, inoltre, funge da “punzone” affinché non venga sostanzialmente dimenticat3 cosa (chi) si ritrova tra le righe, fra le pieghe, in ogni risvolto, in qualsiasi “caso”, etc. dell3 forma ambientale “qua (così)”, che ne è esattamente ad immagine e somiglianza, fungendo anche da specchio (memoria/esperienza).
Dunque, ogni forma di negazione, non nega alcunché se non tutt3, quando sei dall’atteggiamento “a-formulare” o AntiSistemico. 
E, bada bene, tale negazione è artificiale, nel senso che “serve” e dunque chi non esiste; c’è… conosce, ricorda, etc. a differenza “tu3”, che altresì giaci (nel) “qua (così)” proprio come ogni e qualsiasi altr3 “tronco d’informazione”. 
Se ti auto atrofizzi, infatti, consegui nel “tempo” perché ne riconosci il “valore”, anche se trattasi di mer3 forma d’auto incanto, frutto dell’essere che si svela solamente attraverso l3 sommatoria frattale espansa e si rivela, dunque, in ogni esatt3 forma di contrasto “formulare”. 
Dunque, sei all3 prese con qualcosa, che “è” qualcun3, che continuamente tende ad auto approfittarsi della situazione “iniziale” o dal momento di “è già success3” in poi, “ora”. 
Come puoi riuscire a rompere tale sigillo?
Quale sigillo? Ecco l3 “tu3” forma di risposta, usuale nell’AntiSistema = che auto rivela proprio tale essere AntiSistema.
Insomma, la sua “fama” l3 precede, ma, tu sei costantemente “tu” e quindi… che te lo dico a fa.
Cultura aziendale: come si crea e come si sviluppa?
In prima battuta sembra semplice buon senso:
se sai coinvolgere i collaboratori e i dipendenti di un’azienda, avrai più produttività e farai passare un chiaro messaggio di successo.
Ma a uno sguardo più profondo, ci si accorge di quanto ancora questa regola sia lontana dall’essere diffusamente osservata. Non è lettera morta, certamente; ma c’è ancora molto da lavorare per farla diventare un elemento naturale del lavoro quotidiano.
A dirlo è un recente studio della Dale Carnegie & Associates, società di training che si è concentrata su cosa costituisca una vera cultura aziendale e come si possa diffonderla nell’ambiente lavorativo…
Come si diventa, quindi, Culture Champions? I dirigenti di quel tipo di azienda puntano in particolare su cinque aree:
- formazione dei collaboratori (64% rispetto al 32% degli altri leader)
- focus sul cliente (62% vs. 34%)
- fiducia nei senior leader (62% vs. 35%)
- strategie e obiettivi chiari (57% vs. 34%)
- solide relazioni interpersonali fra collaboratori e manager (57% vs. 30%)…
Ci sono poi aspetti che si affermano come trasversali tra aziende Culture Champions o meno. Si tratta delle modalità con le quali rafforzare lo spirito aziendale. Tre emergono come le principali:
- corsi di formazione (43%)
- miglioramento delle condizioni di lavoro (37%)
- creazione di chiari percorsi di carriera (30%)…
I piani per il benessere di chi lavora sono sempre più diffusi anche nel panorama imprenditoriale italiano, da sempre legato a realtà medio-piccole, perché si è compreso quanto migliorare la situazione dei propri lavoratori abbia effetti positivi su produttività e fidelizzazione.
Certo, il meccanismo con cui costruire una cultura aziendale non è sempre chiaro:
si parte dall’idea del fondatore, che genera una serie di concetti condivisi e adottati di volta in volta a tutti i livelli aziendali per risolvere ogni tipo di questione, e che finiscono per diventare azioni quasi inconsce, innervate nelle attività e nei valori che l’azienda promuove. Se un cambiamento è necessario, sicuramente passa dal coinvolgimento dei leader a ogni livello, per evitare che si creino intoppi al cambiamento medesimo, e dalla misurazione dei progressi e del coinvolgimento dei collaboratori.
Mtt Yahoo Finanza 14 maggio 2019 Link
Cultura aziendale: come si crea e come si sviluppa?
Quando “si crea”, semmai? 
Quando c’è interesse “industriale” o gerarchia. 
Prima ancora di “capire come mettere in pratica tali consigli”, renditi conto di che cosa (chi) si tratta e, dunque, si sta “parlando”, in termini di significato (informazione, memoria, esperienza, etc. ambiental3). 
Ok? È portante…
Ancora un3 volta, anche in tale “notizia”, c’è tutt3 (anche chi tende a rivelarsi), poiché “sostanza”, fulcro di ogni tipo di informazione non importa cosa/chi se ne preoccupa di (non) diffonderl3. 
Come puoi, forse, auto constatare, ecco ancora l’equazione X(Y) = 1 (1 verità sferica).
Rileggiti, a livello “formulare”, ciò:
si parte dall’idea del fondatore, che genera una serie di concetti condivisi e adottati di volta in volta a tutti i livelli aziendali per risolvere ogni tipo di questione, e che finiscono per diventare azioni quasi inconsce, innervate nelle attività e nei valori che l’azienda promuove. Se un cambiamento è necessario, sicuramente passa dal coinvolgimento dei leader a ogni livello, per evitare che si creino intoppi al cambiamento medesimo, e dalla misurazione dei progressi e del coinvolgimento dei collaboratori…
Alias:
ecco(ti) nell3 democrazia in gerarchia (tutt3 si trasforma, apparentemente).
È inutile dare “spiegazioni” del testo auto sopra riportat3.
“Fai… da/in te, ‘formularmente’”. 
Che “cosa” è… formularmente
Mettil3 così: 
ogni volta che, ad esempio, in un “film” ti hanno presentato personaggi fondat3 sul “valore”, in quanto persone “come (si) dovrebbe essere (utopia)”, bè… si tratta proprio dell’essere “formulare”.
Il “carattere” che auto decodifica sempre (sempre) l’informazione ambientale frattale espansa “verità sferica”, e “Fa (è)…” sostanzialmente (coerentemente) sempre ciò che va fatt3, per come si “sente” che si deve “interpretare”.
Qualcosa che, però, va al di là (Oltre Orizzonte) rispetto ad ogni forma di “interpretazione” che usualmente è AntiSistema (nel) “qua (così)”, o, interesse particolare (proprietà privata, marchio registrato, etc.).
Per crescere un figlio adottato si deve combattere con il Dna, affinché non ne condizioni la vita…”.
Barbara Palombelli
HuffPost Italia 14 maggio 2019 Link
A prescindere da ciò che è stat3 introdott3 nell’espressione, in termini di “a-formulazione”, nell’espressione c’è sopra a tutt3, significato “formulare”:
l3 prole non si “cresce
l3 prole non è mai “adottat3
non si deve proprio “combattere” per nulla
tantomeno “contro” qualcosa (Dna)
poiché è proprio in tale “forma d’atteggiamento” che… ti auto condizioni nell’essere “vita
dando luogo all’effetto speciale, sopravvivenza = cosa (chi) non esiste; c’è, essendo strategia in grado di “ispirarti” attraverso ogni attributo andat3 a “finire”, guarda non caso, proprio nell’immaginario collettiv3 “Dio”, che, come plastica sul fondo oceanico più profondo, “precede l3 fama dell’artefice di/in tutt3 ciò”.
Se tu fossi tu, sempre, credi che il mondo sarebbe “qua (così)”?
Quest3 Spazio (Potenziale) Solid3 (Io), cred3 proprio di… no. Perché?
Perché ciò che “sent3”, vale anche per tutt3, contemporaneamente.
Ergo… c’è l’incognita in ogni equazione ma (ma) non a livello di “formula(zione)”.
Trattasi di “essere” dal significato, di modo che ogni significanza rispecchi sempre ciò, in coerenza. 
Laddove, finalmente, di/in conseguenza… l’essere democrazia possa essere essenzialmente democrazia, auto liberandosi (riflettendo) da ogni componente “in gerarchia”. 
È come vivere in un ambiente senza inquinamento.
Oppure, sopravvivere nel “clima” che tende a trasformarti in obsolescenza programmat3.
“Fai… di crearti sempre più ‘spazio’, in tal senso sferic3, in modo da concentrarti ed espandere giurisdizionalmente tale essenza, ch’è assai ‘contagios3’, quando l3 deviazione standard inizia a venire meno, grazie proprio a te, che sei sempre di più dall’atteggiamento consono”.
        
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2019
Bollettino numero 2553
Riproduzione libera”.