venerdì 27 luglio 2018

Nella ripetizione, la conferma.



La realtà manifesta “mondo” è (in) una caratteristica ambientale, funzionale, che tende a ripetersi.
Ma, esattamente, cosa/chi continua ad “andare in onda”, auto confermandosi “qua (così)”? 
È ovvio che esistono vari livelli, per cui non è semplice auto orientarsi in una tale dedalo, poiché “manca” l’elemento chiaramente riconducibile “a monte”, se non attraverso ogni riferimento religioso, spirituale, scientifico, etc. 
“Ora”, la storia dell’umanità, in Terra, è proprio “deviat3” da detta sorta di dimenticanza. Sì, perché non si tratta più di ricordare bensì di… “credere”. 
E venendo meno l’esperienza, anche se tramandata familiarmente, la “storia” è divenut3 qualcosa di parziale, privat3, di parte, etc.
Una realtà sostanziale che è esattamente di “fronte a te” ad ogni istante, mentre guardi tutt3 attraverso occhi che non vedono ma (ma) interpretano la “visione” in funzione di ciò che la mente ricondiziona a prendere in esame.
Una forma mentale che risente del particolare trattamento ambientale che... nella società perennemente “moderna”, tende come a divenire luogo comune (opinione pubblic3)


Ovvero, in una società sotto al controllo del flusso auto informativo (Media), quale tipo di “imprinting” riceverà, di conseguenza, la “tua” mente
Evita pure di rispondere, poiché, la domanda è retorica (così, come immediatamente tendi a pensare, che chi ragiona in tal modo è un individuo complottista). 
“Qua (così)”, funzioni in tale maniera; tu sei “tu” e “tu” non sei tu
Ergo: 
chi è “tu”? 
Cosa permette, l’onda portante, che si redistribuisce ovunque, comunque e quantunque? 
Non esiste una/la risposta. 
Esiste, tuttavia, un certo “sentire” che per ora dovrai farti andare bene, alla luce di ciò che “scatta” dentro a/di te.
A volte è un leggero sfarfallio nelle viscere. 
Altre volte è uno strano senso metallico, che dura una frazione di secondo. 
Di certo, l’impatto esiste… così come esiste differenza di potenziale che autorizzi “tu”, allorquando dai o non dai seguito all’autentico “sentire”. 
Qualcosa che in ogni “caso”, crea conseguenze e contemporaneamente va a modificare anche l’atteggiamento. 


Infatti, tra prima e dopo si va a creare sempre (sempre) della differenza, in termini di uso, consumo, trasformazione, evoluzione, etc. 
Anche quando continui a ciclare, le modifiche sussistono, poiché ogni tipo di attività viene (“è”) registrat3 a livello mentale, ambientale, sociale, etc.
Una mole di dati che non ti risulta, poiché la “tua” logica risente dell’auto delimitazione da metodo scientifico, per di più… senza nemmeno l’ausilio della capacità di auto decodifica del segnale ambientale, di memoria frattale espansa, in ogni occasione attraverso cui puoi ricavare l’informazione “superiore” anche attraverso quell3 “inferiore”. Ad esempio:
la capacità di immagazzinamento dati, che dal dopo guerra è diventat3 fantascientifica, seppure reale manifest3
ovvero

che cosa significa = potenzialmente, ogni informazione inerente a qualsiasi individuo ed e qualsiasi sua traccia – vita natural durante – è possibile essere memorizzat3.
Il che comporta, la creazione di una copia di dati comprensiv3 di ogni tipo di “tracciato”, sia mentale che organico, parte per parte, etc. 
Se non ti sembra possibile, è solamente perché sei ancora troppo “limitat3”, poiché nell’AntiSistema. 
Nella sostanza, la realtà “qua” è una immane memoria ambientale (così come il frattale) che, per default, non può proprio dimenticare nulla di ciò che “è già success3” e, dunque, continua a succedere. 
Nessun dato può essere pers3 per sempre. 
Nessun tipo di informazione può essere dimenticat3, perlomeno a tale livello. 
Mentre, parimenti, ogni dato ed ogni informazione può essere “omess3”, se (se) all’interno di una strategia che preved3 proprio tale auto delimitazione della capacità di rammentare.
Qualcosa che... implica gerarchia ed interesse a… poiché, diversa mente, l’IA frattale espansa o “natura”, non funziona in tale maniera. 
Di conseguenza, ecco tutt3 lo “spazio” per iniziare a scorgere una certa compresenza immanifest3 che, per forza di cose, deve esistere così come esisti anche tu/“tu”


Qualcosa che, quindi, funziona e che analogamente permette di funzionare secondo una “prassi” collegata soprattutt3 all’atteggiamento, poiché tale programmazione parte dall’assunto che ognun3 è dotato del medesimo potenziale a cui prestare attenzione allo/nello stesso modo, contemporaneamente
Ossia, il paradigma di fondo è basat3 sulla realtà contemporanea, in cui ogni singolarità è “uguale”. 
Qualcosa che non a caso ti permette di scorgere il senso (seme) sia della democrazia che del comunismo, ad esempio.
Un fenomeno che è stat3, però, solamente scalfito attraverso una certa analogia sfociata, però, nel bacino di contenimento AntiSistemico, essendo grande concentrazione di massa tale compresenza immanifesta eco/dominante (“a monte” nella gerarchia).
Dunque, che cosa si deve intendere per caratteristica frattale dell’ambiente?
In pratica, occorre apportare una espansione del termine, significativamente:
cosa/chi continua ad auto ripetersi “qua (così)”?
Se a tale “domanda” non riesci a fornire la doverosa “risposta”, di conseguenza, venendo a mancare l’origine, viene come a “mancare” la direzione, il senso, il perché, etc. 
Quindi, in assenza di ciò, “tu” consegui nella corrente che continua ad auto imperversare senza fine di continuità.
Dunque, quando assumi l’origine puoi immaginare un individuo (singolarità, punto di sospensione) da cui e/o attraverso cui la forma ambientale si confà al proprio “interesse”. 
In che modo?
Per mezzo di una sorta di “divisione” che, di fatto, altr3 non è che… delegazione dell’interesse stess3.

Quindi, se poni uguale a “1” detta singolarità “a monte”, la divisione crea tre terzi “a valle” che, nella fattispecie, non trattandosi di merce, equivalgono a moltiplicare l’intento “a monte” in tre diversi soggetti che, a cascata (e ad immagine e somiglianza) daranno luogo alla caratterizzazione della società.
Ciò che succede in vita, riecheggia per l’eternità…”: 
ricordi?
La famosa frase è causale e ti conviene assumerl3 in maniera tale, ovvero, significativamente attraverso l’atteggiamento “formulare”. 
Ergo:
che cosa significa la famosa “immagine del frattale” che Mandelbrot ha ricavato?
Significa = la “forma (seme)” all’origine del funzionamento “qua”. 
Il “mezzo vettore” per la propulsione, diffusione, trasferimento, copia, delegazione, imprinting, etc. del segnale portante “a monte” nella caratteristica ambientale, sociale, umanaconseguente.
La frattalità è come un caleidoscopio “senza fondo”. 
Qualcosa che “arreda” lo spazio sostanza, ad hoc, ovvero, ad immagine e somiglianza

Una forma che sembra gerarchica, solamente perché è il “germe” AntiSistemico a fartel3 sembrare solarmente “così (qua)”.
Gdf: indagine disarmante per la quotidianità dei fatti corruttivi
Link 
Ciò che continua a succedere, riporta il senso (interesse) di cosa/chi c’è “a monte”. 
Ovvero, la forma frattale (simbologia) di Mandelbrot è la dima che ti permette di agganciare il significato portante, cioè, distribuit3 “qua (così)”, a cui sembra “mancare” tuttavia il senso superiore (vertice distaccat3), dato che è nell’interesse della medesima “parte” non rientrare nel “tuo” ragionamento, che è il (non) prenderl3 in causa.
Mattarella: “legalità e lotta alla corruzione irrinunciabili per la crescita
Link 
Nota bene:
quotidianità dei fatti corruttivi
lotta alla corruzione irrinunciabile
Cioè?
La “quotidianità” è (in) una “lotta… irrinunciabile”, ovvero:
continua a succedere
dal momento in cui “è già success3”
e
non devi tenerne atto, prevedendo di fare qualcosa relativamente al “problema”, di cui non sai nulla a livello significativ3.
Ergo, qualcosa che continuamente promette di giurarti eterna compagnia, poiché nodo irrisolt3 che continua a funzionare emettendo la relativa “radioattività” virale.
Vaccini e autismo, confermata la non correlazione.
Nuovo colpo ai no-vax e a chi è convinto che vaccinarsi provochi autismo nei bambini. Se la scienza da anni ha smentito le teorie di pseudo medici, ora anche il tribunale spegne quella che è una sempre più pericolosa leggenda metropolitana
La Cassazione ha ribadito che la correlazione tra somministrazione del vaccino e autismo, ipotizzata dal ricorrente, è una “mera possibilità teorica”, mentre il perito del tribunale ha ricordato che parlando di autismo si parla “di complesse malattie la cui origine è ancora ignota e la ricerca di fattori ulteriori e diversi rispetto al patrimonio genetico è oggetto di studio della ricerca scientifica”…
Link 
Chi è “pseudo medico”, da quando la scienza ha affermato, secolarmente, che “non c’è correlazione tra il fumo e il tumore”? 






Era il 9 agosto 1959, quando la scienza “tuonava” in tal modo...
Sino al giorno in cui “ha cambiato idea”, poiché – ti dicono – le ricerche sono progredite e finalmente si è giunti alla verità attuale. 
Che cosa significa tale situazione = la scienza ha sempre carta bianca al fine di proclamare continua verità, di parte.
Che può sempre “cambiare idea”, nel momento in cui ciò “serve”.
E che “tu”, di conseguenza, dipendi sempre di più dal parere altrui (le multinazionali investono nelle “ricerche scientifiche”, il che si trasforma in controllo del risultato).
Qualcosa che, non a caso, la Chiesa ha utilizzat3 per secoli e secoli, poiché… funziona egregiamente.

Dopo la scienza giunge anche il “tribunale” a sentenziare nella medesima direzione. 
Ma (ma) tale organo non ha alcuna competenza in materia, ovvero, si limita a giudicare in funzione del dato scientifico, che è sempre (in) ciò che è stato appena sopra descritt3. 
Per cui, non ne riesci. Sei nel loop “qua (così)”.
Con la “legge” che viene sempre dopo all’interesse di parte, privat3.
Per… “la Cassazione… la correlazione… è una… mera possibilità teorica”.
Per… “il perito del tribunale… parlando di autismo si parla… di complesse malattie la cui origine è ancora ignota… oggetto di studio della ricerca scientifica”…
Da queste considerazioni, il “giudizio” è sempre identic3:
se tu sei mosca bianca, non avrai mai (mai) ragione “qua (così)”
a meno che ciò rientri nella strategia della trasformazione (apparente).
La “ricerca scientifica” non si è mai fermat3 (nonostante ogni “stop”) di fronte a nulla, e continua ovviamente a farl3, riconfermandosi...
Stop allo studio del Viagra sulle donne incinte: sono morti 11 neonati
Link 
Quale problema sussiste? Nessun3. Vero
Chi ci capita dentro, ne paga le conseguenze in prima persona, poiché non esiste alcuna etica né morale in ciò che continua a succedere “qua (così)” nell’AntiSistema.
Suvvia, che sarà mai?
In fondo chi ci va di mezzo, puoi anche non essere tu.
Per cui… lascia pur fare.
Ora, leggiti il “racconto” che segue
Puoi sempre trarre le tue conclusioni.
Archivio “La Repubblica” – 15 giugno 1988
E Tony Cipollone sconfisse la multinazionale del tabacco.
Tony Cipollone prese sua moglie fra le braccia. Promettimi che continuerai la causa, gli disse la moglie, Rose. Tony racconta:
continuando a tenerla stretta le risposi che lo avrei fatto, fino alla conclusione. Lei mi sorrise, mi disse:
Tony ti amo. Le risposi: anch'io ti amo.
Rose sussurrò lo so, delle lacrime le scesero sulle guance e chiuse gli occhi.
Quel giuramento finale, privato, fra un uomo e una donna, morente di cancro, si sarebbe, inaspettatamente, realizzato.
Ieri la società produttrice di sigarette Liggett Group, è stata condannata dal tribunale di Newark, in New Jersey, a pagare ad Antonio Cipollone 400 mila dollari di danni per parziale responsabilità nella morte di sua moglie Rose, uccisa nel 1984, da un cancro ai polmoni, causato dalle sigarette.
La sentenza è la prima che riconosce colpevole l'industria del tabacco, dopo anni di altri processi simili finiti nel nulla.
È una sentenza che potrebbe dunque causare ora una valanga di pagamenti di danni. Ma è anche la conclusione di un appassionato caso giudiziario che ha avuto una pubblicità senza precedenti perché la umile coppia di operai del New Jersey, che parla ancora con accento siciliano, è riuscita a mettere in scacco uno dei colossi del fumo (la Liggett è la sesta compagnia produttrice americana), con una brillante strategia di attacco.
Il giovane avvocato della coppia ha infatti preparato il processo per anni, approvando, e rendendo poi pubblici, documenti confidenziali che hanno dimostrato che le società produttrici erano consapevoli fin dalla fine degli anni '40 dell'effetto cancerogeno del fumo e lo hanno tenuto nascosto.
Rose iniziò a fumare che aveva 16 anni.
Ma, molto prima di allora, nella camera da letto della sua casa di figlia di operai, simile a tutte le altre case del suo quartiere, si nascondeva con le sue amiche, e sognava.
Ci vestivamo da grandi, mettevamo i tacchi e il trucco; e con pezzi di carta arrotolata fra le labbra facevamo finta di fumare, raccontò Rose Cipollone nel 1983 all'inizio del processo, da lei avviato un anno prima di morire.
Fumare, per la ragazzina, era sofisticato, come bere il Martini; fumare era adulto, fumare era sexy. Del resto, la sigaretta non era la permanente compagna dei divi di Hollywood?
Tutti i nostri idoli, tutte le dive fumavano, disse Rose.
Rose continuò a sognare una vita più sofisticata, incontrò a una fiera Antonio Cipollone, operaio cordaio, lo sposò, crebbe tre figli, continuò a fidarsi di Barbara Stanwyck, e continuò a fumare per quarant'anni della sua vita un pacchetto e mezzo di sigarette al giorno, fino a che non si ammalò di cancro ai polmoni.
Dopo la sua morte, proprio quel manifesto, insieme ad altri, fu portato davanti a un giudice per dimostrare il cinismo delle società del tabacco.
Uno dei manifesti portati davanti alla Corte dice perfino:
Naso, gola, e altri organi, non sono affatto danneggiati dall'uso di sigarette.
Quelle martellanti e seducenti pubblicità, erano, tuttavia, un falso.
L'avvocato dei Cipollone, infatti, prima di iniziare il processo ha fatto una estesa ricerca negli archivi delle compagnie produttrici di tabacco, in vari istituti di ricerca, e ha trovato un centinaio di documenti confidenziali, finora nascosti al pubblico, in cui è evidente che l'industria del tabacco sapeva fin dagli inizi del 1940 che le sigarette erano pericolose, ma avevano tenuto nascosta questa verità.
L'attenzione del pubblico, ovviamente, si è concentrata nei passati mesi, proprio su questi documenti.
In una lettera del 1946 un ricercatore chimico scriveva alle compagnie del tabacco che era stato trovato un legame tra il fumo e il cancro, più tardi, nel 1961, in un rapporto preparato per la Philip Morris, c' è scritto che tracce di sostanze cancerogene sono state trovate in ogni tipo di fumo.
In un altro studio segreto, preparato nello stesso anno, il 1961, per la Liggett, la compagnia ieri condannata, c'è scritto chiaramente che le sigarette contengono elementi cancerogeni.
Ma, uno dei documenti che ha suscitato più scalpore, è forse un memorandum confidenziale steso nel 1972 da uno dei vice presidenti della organizzazione delle società produttrici, in cui viene delineata la brillante strategia, di risposta agli attacchi al fumo, fondata sul cercare di mettere in dubbio le cause delle accuse, senza tuttavia mai negarle.
Proprio sulla base di questa evidenza gli avvocati avevano portato in tribunale la società Liggett accusandola di cospirazione, per aver mancato di avvertire adeguatamente il pubblico del pericolo che correva.
Antonio Cipollone, che due anni fa si è risposato, ha accolto ieri il verdetto della giuria salutando i giornalisti con un ampio gesto della mano, e versando un'ultima lacrima alla memoria di Rose.
La sua vittoria tuttavia non è stata così completa come i suoi difensori avrebbero voluto. Il significato della sentenza, dunque, per il futuro dell'industria del tabacco non è ancora chiaro. La giuria, composta da due non fumatori, un fumatore, e due persone che hanno smesso di fumare, ha riconosciuto la Liggett parzialmente responsabile della morte di Rose Cipollone;
e per questo l'ha condannata a quattrocentomila dollari; ma ha insistito nel riconoscere che l'80 per cento delle responsabilità della morte, era della stessa Rose, che avrebbe dovuto capire in tempo i rischi che correva.
La principale accusa, dunque, quella di cospirazione, quella che avrebbe decisamente smascherato come cattive le società produttrici, non è stata riconosciuta.
La sentenza è stata dunque salutata come quasi una vittoria dagli avvocati della Liggett.
Nonostante ci siano ora trecento altre cause pendenti contro le case produttrici di sigarette, non sembra che il caso Cipollone costituisca un precedente tale da far pensare a un'alluvione di danni da pagare per queste società.
Segno del fatto che la sentenza è sembrata una parziale vittoria, è il fatto che le azioni del tabacco sono leggermente salite ieri a Wall Street.
Link 
Documenti confidenziali... hanno dimostrato che le società produttrici erano consapevoli fin dalla fine degli anni '40 dell'effetto cancerogeno del fumo e lo hanno tenuto nascosto... (non è più che sufficiente? A quanto pare, no).
Cosa sono quattrocentomila dollari, a fronte di miliardi e miliardi di utili? Il tribunale è per forza di cose... parte in causa, con una torta tanto grande in giogo.
Era il 1988 e per non destare troppi sospetti sul giro del fumo, l’orientamento stava cambiando. 
Ma (ma) a livello sostanziale, la forma AntiSistemica non ha mai mollato la presa, nemmeno minimamente
Quando un ramo è secco, può essere tagliat3 (sacrificato).
Ed in ciò trova scopo lo “scandalo”. Mentre la musica è sempre quell3.




Le persone sono come fortezze arroccate sulla vetta di un colle, col ponte levatoio alzato ed ogni feritoia costantemente armata. 
Dunque, come mai invece “qua (così)” sembra esistere la cosiddetta opinione pubblica
Se provi a convincere una persona, relativamente a qualsiasi argomento, dovrai sudare le classiche sette camice. Eppure, a livello portante, la medesim3 persona converge in termini di “credo”
Qualsiasi sia il “pensiero” a tal proposito, ciò che continua a succedere è il “divide et impera”. 
Qualcosa che implica la necessità che esist3 l’interesse, da cui scaturisce tale caratteristica. Ergo?
Ecco la situazione perennemente ignorat3 “qua (così)”:
la ragione fondamentale latita
mentre “a valle” la forma sociale è ad immagine e somiglianza.
Un “trucco” perfett3
Un’abile regia non più tenut3 in considerazione (nemmeno immaginat3).
Allora, se proprio non credi che sia “così (qua)”, di conseguenza, che pensi di “fare”?
Ecco un altr3 motivo attraverso cui… continua a succedere.
“Fai… che l’evoluzione sia reale e non solamente surreale”.
      
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2353