martedì 17 luglio 2018

Realtà contemporanea.



Oh, sì. Il passato può fare male, ma a mio modo di vedere dal passato puoi scappare oppure imparare qualcosa”.
Rafiki
Che cosa (chi) “è già success3”? 
Te ne accorgi dalla “forma” che ha assunto, conseguentemente, l’ambiente, la società, l’umanità…
Cosa “hai imparato” auto osservando il passato
Che esiste una certa “storia”, attraverso cui “ora” tendi a sopravvivere, ignorando come fosse in precedenza, poiché nella storia, la storia (la preclusione ad andare Oltre Orizzonte – che non è una “misura del tempo” – ovvero, ad accorgerti e scegliere/decidere dal livello potenziale). 
D3lla storia ignori tutt3, ma (ma) “qua, così” ti fai una certa idea:
per cui, ti sembra di sapere ciò che, altresì, può avere avuto un “parto” altr3.
La deviazione è sensibile e percettibile, anche se difficilmente puoi giungere a dimostrarl3, dato che la comprovazione è soggett3 a regole anch’esse facenti parte della medesima deviazione, che auto protegge lo status quo.
Non sono le nostre capacità che dimostrano chi siamo davvero, sono le nostre scelte”.
Silente
Quali “scelte”, se (se) puoi scegliere e decidere solamente tra soluzioni preconfezionate? 


Il rammarico difficilmente non ti accompagna, dopo avere assunto tali scelte. 
Il che significa = ti manca (non ricordi) qualcosa a livello generale e complessivo. 
Non riesci a prendere decisioni che sostanzialmente siano ancora e sempre… te
Quando ne sei cert3, sei invece nel reame del “fartene una ragione”. 
Ma… anche in tal “caso”, non ce la fai mai a dimostrare che è “così (qua)”.
Cioè, l’ambiente ha una “forma” che sfugge, come quando tenti di entrare nel dettaglio e costantemente (persino coerentemente con qualcosa che si defila parimenti) ti ritrovi come ubriac3 catapultat3 idealmente da un’altra parte del/nel mondo). 
Ad un certo punto ti viene come a mancare l’auto riferimento, grazie a cui poter triangolare significativamente, in leva. 
Ciò che rimane sempre, tuttavia, è tale da riuscire a convincerti che… “va bene così”, ritornando onda nell’onda AntiSistemica.
Davvero credi di poter decidere secondo ciò che sei autenticamente
Al limite, “qua (così”, scegli. 
E fa una certa differenza, poiché in tale scelta non rientra più la tua decisione originale, che ti sembra un “sogno” per poi diventare “utopia” ed alfine scivolare via, ma… come succede a bordo di una mongolfiera troppo carica di “zavorra”, dunque, da sacrificare... in luogo di auto decadere al suolo, col rischio di sfracellarsi. 
Ecco la scelta quale è, che cosa è e cosa (chi) significa.
Ora, tale “rischio” – che ti guardi bene dall’assumere – riguarda una ingegneria inversa della logica, dal momento in cui “sacrifichi tutt3 ciò che sei, piuttosto che favorire l’emersione della ‘natura’ che si auto rivela in tal modo”.
Il senso insito nell’AntiSistema è un inno al “duro lavoro (sacrificio)”, in nome della singolarità che pensa al “proprio” futuro, pianificando il giorno della pensione, che si allontana regolarmente attraverso il contesto della legge, alla luce del “far di conto” in una maniera che nemmeno sei in grado di controllare. 
Quel “giorno”, prima o poi, arriverà; anche se, poi, ti attende come una sorta di baratro, ponendo fine a ciò che sino a quel punto ti ha accompagnat3 e caratterizzat3 in quanto a “verbo” quotidiano del… fare. 
Il lavoro, infatti, ti lascia (non sei tu a lasciarl3) facendoti credere (entrare nella parte) di non essere più all’altezza della situazione. 
Motivo per cui “hai diritto alla tua pensione”, che infili come un anello al dito (o una palla al piede che ti ritorna a zavorrare).


Qualcosa che vivi, di più, come l’accompagnamento in porto... dopo una vita di regolare “navigazione (utilità, servizio)”. 
E… ciò, non corrisponde proprio alla celebrazione del momento a cui ti è sempre sembrato di tendere, sin dal primo giorno di attività lavorativa, in cui hai iniziato ad immaginare di finire al più presto con qualcosa che complessivamente non hai scelto ma subito. 
L’onda di pressione massiva, infatti, è tale da spingerti solo ed esclusivamente in tale flusso direzionale, a prescindere dal tenore di vita della “tua” famiglia. 
La cultura del lavoro affonda nella “tradizione”, di modo che ti sembri “normalità”, anzi, diritto
Invece, lavorare “qua (così)” è non essersi mai sostanzialmente mossi, marciando sul posto. Mentre, l’evoluzione ha riguardato la schiavitù, che è diventat3 lavoro. 
Tutt3 ciò che l’umanità ha registrato storicamente, l’ha “guadagnat3” sul/nel campo. 
Ovvero, da “a monte” ad “a valle”, il processo decisionale non è mai stat3 “qua (così)” nelle mani massive, bensì, ha sempre riguardato la parte pilotante la forma gerarchica (sfumante nel luogo comune dell’immagine di “Dio”, nella sostanza assolutamente immanifest3). 
Certo, perché… è assolutamente reale che la realtà manifesta “qua (così)” sia (“è”) gerarchia, da cui:
non riesci a decidere ma solamente a scegliere tra
Immagina a fondo:
quale maggior vantaggio conferisce l’idea del “tempo”
se non la possibilità di controllare
avendo la meglio sul “destino uman3”
attraverso la ciclicità (ritmo Terra - Sole - Luna, rotazione, rivoluzione, inclinazione, etc.)…
Ad ogni “nuovo” ciclo, è possibile intervenire retroattivamente, inserendo nel contesto – che tende a ripetersi – delle variabili/costanti in grado di alterare il tal accadimento che 1) sai già che succederà e 2) sai che, dunque, agisce e favorisce il tal comportamento.
La Massa diventa, quindi, da punta della matita che auto descrive il proprio cammino, a… matita tenuta in pugno da una intenzione dotata della propria capacità decisionale auto collettiva ed assolutamente immanifest3.
Il grado di immanifesta azione più è totale, tanto più funziona al meglio rispettando il cardine assolut3 “eco/dominante”.
Ciò che t’impedisce di accorgerti è un autentico meccanismo, dunque. 
Qualcosa di rifless3 anche nel/dal contesto (fatto) che tendi come ad ignorare l’informazione che emerge, sgorga, sorge, etc. da/in quest3 Spazio (Potenziale) Solid3, causalmente
Qualcosa che “non capisci”, che “non…”.
L’intonazione negativa permette di “non…”, relativamente a ciò che non è… voce del coro



Auto riconoscere tutt3 la differenza del/nel mondo, significa agganciare un contesto che solitamente tendi solamente a “sognare”, salvo poi perdere ogni volta il filo del discorso, che è una vera e propria connessione – divenut3 instabile “qua (così)” – offuscat3, deviat3, interferit3, etc. da/in ciò che ha giurisdizione (frequenza) più intens3, poiché è la Massa ad autorizzarl3 di fatto.
In tutt3 ciò, quanto credi di “contare”
Le fiction sono colme di personaggi dotat3 di poteri speciali, che s'ignorano. 
Trame che, solamente nel dispiegarsi, portano avanti la narrazione in termini di presa d’atto della singolarità elitaria. 
Qualcosa che “qua (così)” non avviene, come se fossi sempre ferm3 all’inizio della narrazione, in cui Clark Kent è il giornalista impacciato che lavora alle dipendenze della proprietà e volere del Daily Planet
Di più, le trame premono sempre nella direzione dove il pubblico, che assiste a pagamento, si auto convince sempre più intensamente di essere Massa indistinta e non di certo, Superman
Il fattore elitario è logica conseguenza della forma sociale gerarchica, in cui non è possibile che ogni singolarità sia “super”.
Il che significa e si ritraduce in una comunità che si auto delimita a/in… piuttosto che espandersi sostanzialmente dando luogo all’autentica evoluzione della situazione “qua (Oltre Orizzonte)”. 
Evoluzione = se (se) in qualcosa di liber3 di de-fluire, significa tutt3 ciò che, invece, “qua (così)” non è affrancat3 dal poter succedere, dal momento in cui ciò che “è già success3” non è dispost3 e non predispone l’ambiente a… mutare (qualcosa che può anche sostanziare il cambio di paradigma, che è nell’atteggiamento incarnat3 coerentemente).




È sicur3 che il paradigma AntiSistema non contempla il potenziale che assume ogni singolarità in quanto ad auto sovran3 di/in se stess3, contemporaneamente
Qualcosa che si tramanda, diffonde e ritraduce in… controllo gerarchico, che si infonde in ogni e qualsiasi ambito dello scibile contenuto nella medesima situazione, rinchius3 in tale circolo vizioso. 
Ogni scienza risente di tale marchio ed auto delimitazione, dovendo ri-attuarsi ad immagine e somiglianza. Ergo:
la tecnologia, per quanto moderna e sviluppat3 sia, auto descriverà sempre sostanzialmente una realtà “qua (così)” ottenebrata dalla figura gerarchica del vertice, che regolamenta la vita “a valle” trasformandol3 e conservandol3 nella forma di sopravvivenza che ti sembra di riconoscere sempre in quanto a “normalità, destino, decisione, scelta, etc.”…
Dunque, tu diventi “tu” e la tua vita diventa la “tua” sopravvivenza.


Non credi che una “idea (gerarchica)” possa trasformarsi in ogni soluzione tecnologica, culturale, dogmatica, educativa, sportiva, ricreativa, d’intrattenimento, etc. quando l’ambiente ha una “forma” in linea, ovvero, elitaria?
Non a caso, ti dicono e dunque pensi/immagini, che “Dio” abbia creato il mondo. 
Dunque, espandi significativamente tale “lente”. 
Che cosa significa = “Dio” ha infuso la propria idea di realtà manifesta, ad hoc
Il che vuole dire = qualsiasi sia la “trovata” che l3 singolarità adotteranno al fine di credere di evolversi, non riusciranno mai a “giungere sino a ‘Dio’”, poiché ciò che predisporrà una tale mente conseguente, avrà sempre la portata pressofusa dal “limite ‘Dio’” in ess3.
Ad esempio, se (se)… l’obiettivo della gerarchia è il controllo della totalità di/in ogni situazione, il libero arbitrio sarà comprensiv3 di tale limite (intenzione) dando luogo ad innovazione tecnologica commerciale, auto contenente il medesimo vincolo, poiché facente parte dell’idea gerarchica “a monte”. 
Cioè, le macchine che si preoccuperanno di “vedere il Pianeta al posto tuo”, avranno la medesima auto delimitazione, non potendo percepire la situazione (“forma”) per come esattamente “è”, al di là dell’imposizione eco/dominante. 
Quando ogni satellite incorpora tale “prospettiva”, la Terra appare dallo Spazio per come viene ritratt3 dalle macchine, che sono dispositivi ciechi aventi la credenziale massiva di esprimere e ritrarre liberamente la realtà, come se fosse sferic3, ovvero “formulare”
Nella sostanza, la Terra risulta sferica ma (ma) non ti dice proprio tutt3, essendo in movimento (rotazione) e dunque rivelando la propria autentica “forma”, essendo anche ricopert3 per la gran parte di acqua.
Quindi, non solo le macchine l’osservano per come “deve essere riportat3 alla Massa”, ma… a livello di analogia frattale espansa, ti puoi accorgere dell’autentica “forma (ciò che ‘è già success3’ al/sul/nel Pianeta, ovvero, all’umanità singolare)” assumendo 1) la “forma” derivante dalla macchina e 2) la “forma” derivante dalla copertura ambientale dell’immagine popolare della Terra. 
Il che significa…
Riunisci tutti i puntini, alla luce (satellitare) di ciò che narra ogni situazione:
atmosfera, copertura nuvolosa ed acquea, rilievi, inquinamento, forme delle città, del modello fluviale, dei ghiacci, delle vie di comunicazione, etc.
Un “alfabeto (codice, linguaggio, firma)” crittografat3, che evidenzia livelli intersecantisi del significato, relativ3 a vari “momenti” della storia planetaria:
natura (imprinting originale)
“è già success3”
“natura (imprinting conseguente)”
attività ambientale umana
conseguenze climatiche (inquinamento), etc.
“natura (imprinting conseguente)”...
Le ere glaciali hanno fermat3 qualcosa, congelando la situazione
Ma (ma), al disgelo… la situazione è forse cambiat3?
Non lo sai poiché non ricordi, dato che non esistono fonti in grado di farti ricordare. 
Eppure, puoi “sentire” molto di quel periodo, avvalendoti dell’analogia frattale espansa che è significativ3 (non cambia mai).
Qualcosa che... il “carotaggio”, ad esempio, dimostra tra le righe, anche se poi la decodifica dell’informazione passa sempre attraverso maglie AntiSistemiche, che interferiscono a livello di verità (distorsione, deviazione, interferenza, controllo, etc.).
Quindi, di quale “evoluzione” si va cianciando se sempre “qua (così)”.
La mia vita cambiò. Non so come mi abbiano esorcizzata, ricordo che uscita dalla porta secondaria ero confusa e non capivo che ore fossero…”.
Dopo quello strano incontro, arrivò la svolta:
“dopo anni di disgrazie in pochi mesi fui assunta, trovai una casa e un compagno…”.
Barbara Palombelli 
Quale tipo di “realizzazione” consideri in quanto a... evoluzione? 
E davvero credi di essere tu l’artefice? 
Se così fosse, incarneresti il tuo carnefice, censore, inquisitore, etc. 
Ovvero, dando per scontato che sei sempre tu, anche se “tu”, significativamente, allora sei davvero “reale” in termini di lignaggio.
Cioè, se ciò che ti succede è sempre farina del/nel tuo sacco, nel bene e/o nel male, vuol dire che sei autenticamente sovran3:
è ciò che emerge
a prescindere dallo sfruttamento della situazione “a monte” di te/“te”.
Ed eccoti, ancora, alla riprogrammazione del paradigma:
avendo cancellato dalla memoria e dall’evidenza
che ogni singolarità è auto sovrana di/in se stess3
ma (ma)
non avendo proprio potuto eliminare la medesima traccia (informazione) a livello di analogia frattale espansa (memoria ambientale)…
Auto convincendoti di… sei sempre tu che operi di modo che, poi, succeda proprio quel qualcosa (di cui non hai genitorialità, ma riporti solamente il “marchio”).
Ergo:
tu sei come “Dio”
e
“Dio” ti rispecchia (in) ciò che già sei, anche se “qua (così)”.
Non solo. 
Infatti, il “bello” è che ognun3 è “Dio”, di/in sé.
Di più:
contemporaneamente.
Qualcosa che proprio non riesci a “digerire”
Vero?
Tanto che… tutt3, ti porta a credere che non sia possibile, dato che la forma gerarchica impera... dividendo.
Io c’è, lo “ionismo” di Edoardo Leo, meno comandamenti più suggerimenti.
Proprio quando la Chiesa sembra aver perso preti e fedeli, il film di Aronadio indirizza verso un credo differente, non più quello in un Dio altro, uno e trino, ma nel Dio che è dentro ognuno di noi:
è lo Ionismo, fondato da Massimo Alberti, ovvero Edoardo Leo nei panni di un ricco erede caduto in disgrazia che, osservando le suore che abitano nel palazzo di fronte al suo, sempre gremito di turisti, scopre ben presto che gli ospiti lasciano una “donazione esentasse” per aver pernottato presso le religiose e decide di risollevare le sorti del suo bed & breakfast e della sua stessa vita fondando una nuova religione.
Con l’aiuto della sorella commercialista interpretata da Margherita Buy, e dell’amico spiantato ma assai colto cui dà invece il volto il sempre bravissimo Giuseppe Battiston, Massimo, che si chiede depresso:
“ma che davvero devo paga’ le tasse? Ma che paese siamo diventati?...”, viene folgorato sulla Via Tuscolana e crea il best of delle tre principali religioni monoteiste, dando vita allo Ionismo.
Il simbolo della neonata religione sarà uno specchio in cui osservare se stessi e il Dio che si nasconde dentro ognuno di noi.
Perché il corpo di Cristo lo date da mangia’ a tutti e il sangue di Cristo se lo scola solo il prete?...”.
Edoardo Leo
Link 
Io c’è= risposta ambientale, riflesso frattale espanso… del segnale portante che passa anche attraverso quest3 Spazio (Potenziale) Solid3.
Si può… Fare”. Certamente è “così (qua)”.
Human Coin è, dunque, come avere l’orto di casa:
in tale porzione di terreno, hai tutt3 ciò che ti rende auto sufficiente (se non pretendi di cedere alla tentazione pubblicitaria), poiché il raccolto ogni volta ti fornisce anche la semenza per il successivo step. 
L’orto di casa esprime la tua sovranità, il tuo essere potenzialmente “Dio”. 
Non a caso, la terra è diventata proprietà privata. Ovvero, te l'hanno levata, dopo avertela promessa. Ed ora te la devi poter permettere...
Di fatto, l'orto descrive uno stato assolut3 di contemporaneità, dal momento in cui potenzialmente ad ogni singolarità è possibile accedere a tale livello che, di conseguenza, va come “ritrovat3, ricordat3” attraverso di sé, tramite il proprio atteggiamento “formulare”.


Lo “Ionismo” (al di là del consueto trucco gerarchico) è, dunque, “formulare”.
Un buon segnale, di/in risposta al “ping” quotidiano attraverso ogni Bollettino.
“Fai… di/in tutt3 ciò, la tua ‘religione’”.
       
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2018
Bollettino numero 2345