venerdì 30 giugno 2017

Significativamente (4).



Riprendendo il titolo, significativamentepuoi intuire come “vanno le cose”. 
È una tua facoltà.
Fa parte del tuo “libero” pensare. 
E sino a quando, infatti, tieni per te ciò che pensi, dopo che hai intuito… allora “va tutto bene”, ma (ma) se tendi come ad esternare il pensato post intuito, potresti risultare molto “scomod3”. 
Per cosa (chi)? Per il “quieto vivere”. Cioè, per qualcosa (qualcun3) che – globalmente – non coincide con uno stato di “benessere planetario”. 
Dunque? 
Che cosa (chi) “è” questo “quieto vivere”
È, di più, un “ordine pubblico”, ossia, il fatto che tutto proceda convenzionalmente… con “dentro”, allo stato delle cose, anche (anche) la diseguaglianza sociale (che è in grande aumento, parallelamente alla dinamica opposta della concentrazione di potere, ricchezza e controllo, di una fantomatica “classe sociale” non ben inquadrabile... anche se sempre intuibile. L’agiatezza economica di alcune persone è fuori da ogni dubbio, ma è un dato acquisito nel tempo e sancito dalla legge, alias, è “normale”. Persone che sono, molto spesso, anche alla base delle varie organizzazioni internazionali, che si sono auto assunte il compito di “salvaguardare l’umanità in toto”. Qualcosa che risuona di ridicolo e che è facilmente intuibile partendo proprio dalla forma sociale globale, appena poco sopra definita come “diseguale” in termini di giustizia ad angolo giro, in qualsiasi ambito del discernimento). 

Tutt3, “qua, così” – di conseguenza – è una iniziativa elitaria, protesa a “fare le veci” dell’umanità intera "non pervenuta".
Va da sé che, dunque, in ciò risiede anche la spiegazione fondamentale per la quale 1) l’ordine pubblico non corrisponde allo stato di benessere della Massa e 2) la “sicurezza” non corrisponde a ciò che tendi a pensare... piuttosto, esattamente al contrario (ossia, proprio nella direzione che il tuo intuito annuncia tra te e te)… 

Puoi anche essere una persona "d’alto livello" ma (ma) il tuo intuito esiste sempre. 
Quindi, è “lì” dove abiti autenticamente, nonostante tutto il manto di recitazione che devi per forza di cose portarti sempre dietro/dentro. 
Ciò che auto ammetti, in te, rimane solo in te e per te. 
Guai a dimostrarlo in giro. Il rischio sarebbe (“è”) quello di… perdere tutto. Quindi, esattamente, 1) che cosa hai, tu, 2) che cosa rischi di perdere e, dunque, 3) cosa pretendi di organizzare e tutelare relativamente all'umanità intera? 
C’è, come minimo, un “conflitto d’interesse”
Qualcosa che non sai nemmeno quantificare e qualificare, tanto proviene “non localmente”. 
“Sopra di te” c’è sempre un “superiore”. Vero? 
E sopra al tuo superiore ce n’è sempre un’altr3. Sino a che punto
Continuando a salire, ci sarà pure un vertice al di sopra del quale non c’è più niente/nessun3. 
Sì. Ti basta guardare gli organigrammi ufficiali… In essi trovi la “mappa” della tal organizzazione e anche le persone che siedono ai “posti di comando”. Mistero risolto
Per nulla affatto, poiché, esistono dei veri e propri “dispositivi (per legge e per appartenenza e organizzazione espansa)” per il salto quantico o per il teletrasporto delle intenzioni (un modello per la comunicazione intelligente “con la licenza di trascendere la Fisica”:
come interfacci (ti spieghi), ad esempio, i rapporti personali d’interesse che esistono tra vertici appartenenti a organizzazioni diverse tra loro?
Qualcosa che "finisce a cena"?

In quale modo sono “tenuti in considerazione” dalla legge e dalle policy interne, dalla prospettiva della Massa e della relativa tutela, sicurezza e salvaguardia (cardini che sono anche quelli delle istituzioni ed organizzazioni globali, stesse)? 
Come controlli coloro che 1) sono i vertici della tal associazione, 2) che ha il compito di… e che 3) dovrebbe essere il massimo della trasparenza? 
Il solo fatto di “controllare i controllori” è di per sé qualcosa che ammette, tra le righe, una sorta di “lordura interiore (tara)”. 
Quindi
Semplicemente, non accade (perlomeno sino al momento in cui… “serve” ma, sempre, dalla prospettiva di “trasformare, ripulire, rifondare, etc.” qualcosa che, non evidentemente, va sempre bene che esista in una forma speciale indimostrabile, secondo il dettame della legge, ma non secondo l’espansione della logica by intuizione). 

Questo dato di fatto (che corrisponde, a livello frattale espanso, al passaggio del testimone tra “ragionamento aristotelico” e “metodo sperimentale”) è uno snodo portante del processo “inflattivo” del valore universale umano, a favore del processo “evolutivo” del valore sotto/dominante umano.
Ormai, “qua, così”, sei (già) stat3… definit3:
sei (già) diventat3 una definizione.

E… la “tua” definizione, non tiene in considerazione “chi (già) sei”, bensì, tende a ridefinirti secondo altra ottica (interesse), da cosa (chi) non ti è mai ben chiaro (appunto, se non ricorrendo all’intuito che, tuttavia, non rientra nel genere di “prove” ammesse di fronte ad un tribunale; nel luogo preposto alla discussione di simili “eventi”, che ti portano direttamente ad essere inquadrat3 come “sobillatore/sobillatrice dell’ordine precostituito”). 
Di fatto, non esiste alcun “dialogo”, poiché, 1) tu sei “qua, così” un… asset altrui e 2) non te stess3, in quanto a essere umano sovrano. 
Tu sei sempre come disorientat3 ed incapace di…
Per cui, il “giudice” è sempre col3i che, all’opposto, è sempre orientato e capace di… Tra le righe c’è “scritto”:
aiutatemi a capire, perché io non sono in grado di farlo”. 


È un richiamo d’aiuto il “tuo” e la legge se ne prende opportunamente carico, conferendoti un “senso” all’interno dell’ordinamento sociale, che trovi già sviluppato allorquando ti manifesti (“nasci”) “qua, così”, senza per/con questo mettere in dubbio la “cosa”, poiché apparente come… “normale, naturale, senz’altra alternativa sostanziale, etc.”. 
Non sai se le ultime due guerre mondiali ci sono davvero state, perché “tu non c’eri”
Ne prendi atto, così come prendi atto che – di conseguenza – dopo l’ultimo conflitto, sono state organizzate tutte quelle forma di collaborazione mondiale che ancora oggi governano, un3 per un3, tutti gli aspetti inerenti al “quieto vivere ed all’ordine pubblico precostituito”. 
Queste “associazioni” sono sempre distanti da te, tu non ci puoi entrare (se non potenzialmente), eppure, delimitano quello che puoi, non puoi, devi, non devi, etc. “fare”... decidendo per "te".
Di più, andando oltre al concetto intuitivo di giurisdizionale locale “a vista d’occhio”. Sì. 
La giurisdizione è diventata planetaria
Qualcosa che consegue alla “fine” della seconda guerra mondiale, alias, qualcosa che è stato deciso al tavolo dei negoziati tra vincitori e “sconfitti”. 
Qualcosa che, poi, vedi perfettamente riunit3 sotto ad un’unica bandiera, stemma, vessillo… andando a cancellare una simile distinzione, che vede ogni rappresentante sedere allo stesso “tavolo”, cancellando ogni dubbio relativamente al fatto dell’essere stati definiti come… “sconfitti”. 
A quel “tavolo”, di fatto, siedono tutt3, d’assieme. 
Certo, esiste una forma piramidale, che orienta ogni decisione.
Tuttavia, quasi ogni Stato è ivi rappresentato. 
E quelli che ancora non lo sono, vengono inseriti - democraticamente - nell’elenco degli “Stati Carogna”: 
una lista decisa darelativamente a… 
Ergo, una "risoluzione" di parte unica, un senso unico che nella “democrazia” sembra esattamente quello che “non” è. 
Organizzare l’umanità in tal modo, permette alla “leva” di agire molto comodamente, stando perfettamente… “sedut3, allineat3 e copert3”. 
Per delegazione, infatti, il vertice distaccato incarna ed incorpora la “leva” che aziona ogni servo meccanismo; e lo “fa” persino… wireless (senza dare nell’occhio, immanifestamente ma significativamente). 
A “questo” serve l’AntiSistema, lo sviluppo della tecnologia e della forma sociale di/in qualsiasi tempo, epoca, era… 
Lo schema è “fisso”, ossia, assolutamente “mobile (duttile e malleabile)”, non essendo un paradosso ma, all’opposto, perfezione normalizzata “qua, così”. 
Qualcosa che sfugge, così come uno Stealth all’azione radar tendente ad isolarlo, localizzarlo, classificarlo e riconoscerlo (per, poi, abbatterlo)… 
Sopravvivenza:
anche l’imperatore sopravvive (nel lusso più sfrenato, che serve per non deprimerlo alla luce della verità che comunque riguarda anch’esso).

Di punto in bianco: 
da zero a sedici anni, ogni individuo dovrà essere vaccinato (se già non lo ha fatto, ossia, se già non è stat3 vaccinat3 “contro la propria volontà”). 
Perché il “gregge” rimanga sempre tale. E perché, all’interno del gregge, anche il 5 per cento “non gregge” divenga ancora “gregge”… 
Ma… “è per il tuo bene e per il bene comune, che deve essere salvaguardato nel tuo interesse di essere umano dotato, di/in serie, di ogni diritto e… comfort (come un veicolo sempre alla moda)”…

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms…), agenzia speciale dell'Onu per la salute, è stata fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra…
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Oms = agenzia speciale dell’Onucon il compito di “controllare giurisdizionalmente tutt3 attraverso altra ‘frequenza’”.
Il Consiglio di sicurezza (Onu) è composto da 15 stati, di cui 5 sono i membri permanenti (Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina) e i restanti 10 vengono eletti a rotazione ogni due anni dall'assemblea generale.
Per quanto riguarda i membri permanenti, che fino al 1966 erano gli unici presenti nel Consiglio di sicurezza, va ricordato che la Russia ha sostituito l'Unione Sovietica nel 1992 e la Cina popolare ha sostituito Taiwan nel 1970.
Il Consiglio di sicurezza è sempre in funzione e ha il compito di adottare tutti i provvedimenti per mantenere la sicurezza internazionale.
Il Consiglio di sicurezza deve intervenire per evitare che i contrasti fra i Paesi degenerino in conflitti e, in caso di guerra, deve fare tutto il possibile per ristabilire la pace.
Le decisioni del Consiglio di sicurezza sono approvate se ottengono il voto favorevole della maggioranza dei componenti, compreso quello di tutti i membri permanenti.
Ogni membro permanente ha il diritto di veto, cioè la possibilità di impedire l'adozione di un provvedimento, anche contro il parere degli altri 14 membri.
I 5 membri permanenti hanno dunque un ruolo dominante
Link 
I 5 membri permanenti hanno dunque un ruolo dominante

Che “cosa” ne deriva? Controllo

Oms = agenzia speciale dell’Onu
I 5 membri (Onu) permanenti hanno dunque un ruolo dominante

All’interno dei cinque, gli Usa “non sono di certo gli ultimi arrivati”. Certo, credi che Russia e Cina costituiscano alternativa sostanziale, ma… osserva la loro economia, la loro finanza e... speculazione, il “loro” modo di “fare affari” e, poi, intuisci la sostanza di quello che “è già successo”:
siedono tutt3 allo stesso “tavolo”… non i rispettivi popoli, bensì, i vertici esponenti.
Sottoterra si sviluppa l’impianto radicale dei vegetali:
sotto alla terra e non sopra alla terra.
Le “radici” costituiscono un’unica “Rete” interconnessa ed “utile”. Non vista, non apparente, immanifesta

L'Organizzazione mondiale della sanità afferma che “ad oggi, nessun effetto dannoso per la salute è stato riconosciuto come causato dall'uso di telefoni mobili…”…
Alcune autorità nazionali hanno raccomandato ai loro cittadini, come semplice norma precauzionale, di minimizzarne l'esposizione…
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Gli esseri umani sono tanti e sono in grande aumento. Senza guerre di un certo “calibro”, come puoi controllarne il numero?
Attraverso il consumismo...
Una vera e propria “panacea”. E, come già per il maiale, di te non si butta via niente.

Sopravvivi sotto all’egida della legge di conservazione dell’energia: 
tutto si trasforma.

Trasformare il Mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”.
Si tratta dell’agenda adottata formalmente dai leader mondiali durante il Summit per lo Sviluppo Sostenibile svoltosi il 25 settembre 2015 a New York, la cui risoluzione comprende i 17 nuovi Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sds) che mirano, entro il 2030, ad eliminare la povertà, promuovere la prosperità economica ed il benessere delle persone, e a proteggere l’ambiente su scala globale.
Questi obiettivi integrano i diversi aspetti dello sviluppo sostenibile (economici, sociali ed ambientali) nell’ambito delle tematiche delle popolazioni, del pianeta, della prosperità, della pace e della cooperazione; l’elemento chiave è che l’eradicazione della povertà e delle ineguaglianze, una crescita economica inclusiva e la conservazione del pianeta sono indissolubilmente legati tra loro ma anche collegati alla salute delle popolazioni
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È (già) tutt3 descritto nelle righe ma, “tra le righe”:

indissolubilmente legati tra loro ma anche collegati alla salute delle popolazioni

George Brock Chisholm… è stato un militare e medico canadese, primo direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità…
Nel suo celebre libro can people learn to learn? auspica l'avvento di scoperte scientifiche che permettano un intervento di politica demografica a livello internazionale a favore del controllo delle nascite capace di produrre "infertilità dopo due o tre bambini" 
Dopo sei anni di pratica in medicina generale nella sua nativa Oakville, frequentò l'Università di Yale, dove si specializzò in psichiatria infantile. Durante questo periodo, Chisholm sviluppò la sua forte visione marxista in base alla quale i bambini dovrebbero essere allevati il più possibile in un "ambiente intellettualmente libero", svincolato dai pregiudizi e giudizi di ordine politico, morale e religioso dei loro genitori
Nel 1945 fu invitato per una conferenza all'istituto di psichiatria William Alanson White per parlare sul tema "La psichiatria per una pace durevole e progresso sociale".
La sfida di Chisholm lanciata ai suoi colleghi psichiatri fu molto precisa: "Con le altre scienze umanistiche la psichiatrica deve ora decidere che futuro immediato dovrà avere la razza umana. Nessun altro può".
Harry Stack Sullivan pubblicò l'intervento sulle pagine de Psychiatric Journal, con un editoriale dal titolo "Una rivoluzione culturale per terminare la guerra" deve essere guidata da psicoterapeuti e scienziati sociali
Nel periodo in cui Chisholm fu Direttore generale dell'Oms 1948-1953, gli viene accreditata questa citazione:
"per raggiungere un governo mondiale, è necessario rimuovere dalle menti degli uomini il loro individualismo, la fedeltà alla tradizione della famiglia, il patriottismo nazionale ed i dogmi religiosi…”…
Link
Osserva in quale “zizzania” sei finit3 dentro:
i bambini dovrebbero essere allevati il più possibile in un "ambiente intellettualmente libero", svincolato dai pregiudizi e giudizi di ordine politico, morale e religioso dei loro genitori (i “genitori” cosa/chi li ha “allevati” con simili “pregiudizi e giudizi”?)
con le altre scienze umanistiche la psichiatrica deve ora decidere che futuro immediato dovrà avere la razza umana. Nessun altro può (c’è un “filo” di ego, il che ti fa capire quali profili sono scelti per assumere la dirigenza di simili organizzazioni globali: dei servo meccanismi, programmati ad hoc, da “chi” non sai mai bene. Allo stesso tempo, puoi ricordare come il “tuo” comportamento sia derivato dagli stimoli che l’ambiente, programmato, ti passa complessivamente. La dimostrazione è nel fatto assodato che in ogni Stato esiste una forma di programmazione propria che, spesso, è completamente inversa rispetto a ciò che “pensano” altre comunità. Allo stesso modo, puoi osservare che questa “diversità” scompare nel momento in cui giunge l’influsso globale di organizzazioni internazionali, che godono della priorità auto educativa, in termini di esempio e di “futuro” incoraggiato)
è necessario rimuovere dalle menti degli uomini il loro individualismo, la fedeltà alla tradizione della famiglia, il patriottismo nazionale ed i dogmi religiosi (il “divide et impera” è una realtà. La “dottrina delle illusioni” è servita per portare alla manifestazione e stabilizzazione degli Stati, con dentro le persone convinte di farne parte. Lo step successivo è quello di togliere questo localismo, spostandolo a livello sempre più globale. Una strategia che, tuttavia, non elimina completamente la “diversità apparente”, perché serve – in caso di difficoltà – ad isolare uno Stato, una persona o un gruppo di individui “altr3”. La pluralità serve per non farti capire quello che “è già successo” e che solo per questo motivo, vedi emergere la possibilità della… pluralità. Qualcosa che è “coltivat3, allevat3, controllat3 ‘a monte’, etc.”).
Una in-certa (dipende dalla prospettiva) forma di convivenza sociale, all’ombra ed alla luce della medesima fonte di ombra/luce. Del resto, esiste solo la luce, dal momento in cui l’ombra è la sua mancanza apparente, dato che nell’ombra – senza buio – c’è sempre ed ancora luce.
Inoltre, nell’ombra e persino nel buio, ti puoi abituare ancora a “vedere”:
è una questione di “sensibilità (abitudine)”.
E il “vedere” non avviene solo attraverso la vista, gli occhi, etc.

A quel livello, l’intuizione diventa qualcosa d’altro
il senso che ti guida nel buio.
Puoi percepire un/il pericolo, intuendolo. In quella situazione ti affidi alla intuizione. “Qua, così”, no.

Perché?

La teoria aristotelica del moto.
I pensatori dell'antica Grecia furono fra i primi uomini che abbiano cercato di comprendere le leggi che regolano il moto dei corpi.
Secondo Aristotele (384-322 a. C.), uno degli spiriti più geniali del mondo greco, lo stato “naturale” di un corpo è lo stato di quiete rispetto alla terra:
ogni spostamento è dovuto all'intervento di una forza e, non appena questa finisce di agire, il corpo si ferma.
Secondo tale teoria, esisterebbe, dunque, un unico sistema di riferimento inerziale:
quello legato alla terra.
La teoria del moto di Aristotele venne accettata universalmente per molti secoli, senza che a nessuno venisse mai in mente di verificarla con qualche esperimento. Eppure, vi sono molti fenomeni che non sono spiegabili con questa teoria.
Siamo nello scompartimento di un treno, che corre su un rettilineo con velocità uniforme.
Gli oggetti intorno a noi (un bicchiere appoggiato sul tavolino, la borsa sul divano) rimangono fermi ai loro posti. Rispetto al sistema di riferimento della terra, questi corpi si trovano in moto con la stessa velocità del treno, benché nessuna forza agisca su di essi.
Secondo il punto di vista aristotelico, ci si aspetterebbe che le cose andassero molto diversamente:
infatti, i corpi, tendendo a restare in quiete rispetto alla terra, dovrebbero andare ad accumularsi tutti contro la parete posteriore dello scompartimento!...
Corso di Fisica – Volume unico per gli Istituti Magistrali con esercitazioni didattiche per i futuri maestri. Moreno e Pallottino. 1988

ogni spostamento è dovuto all'intervento di una forza e, non appena questa finisce di agire, il corpo si ferma (non appena il treno si ferma, i corpi si fermano. Del resto, il moto perpetuo non esiste).
rispetto al sistema di riferimento della terra, questi corpi si trovano in moto con la stessa velocità del treno, benché nessuna forza agisca su di essi (“benché nessuna forza agisca su di essi?” Sbagliato: la “forza” è il moto del treno, il treno stesso. “Secondo … lo stato ‘naturale’ di un corpo... è lo stato di quiete rispetto alla terra: ogni spostamento è dovuto all'intervento di una forza e, non appena questa finisce di agire, il corpo si ferma…”, alias: è lo stato “naturale” di un corpo, che si discute. Non lo stato “artificiale” di un corpo, trasportato da un mezzo altro. Questo, cosa indica? Che devi rimanere in un modello relativistico dell’esistenza non solo terrena. Sia che il riferimento assoluto sia la Terra, oppure qualsiasi altro “mezzo”. Sì… il relativo è sempre riferito ad un assoluto: Dio, il Big Bang, la gravità, etc. Ergo, ciò significa che esiste un/il principio assoluto. Quale? La dominante, che toglie ogni senso ad ogni diatriba, ad eccezione dell’unico senso incorporato: quello che ti porta ad essa intuitivamente. Motivo per il quale, l’intuito non “vale ‘qua così’”).


Il principio di relatività galileiano.
Le osservazioni fatte ci hanno condotto a stabilire che la terra non è l'unico sistema di riferimento inerziale:
anche il treno, finché si muove con moto rettilineo uniforme, costituisce un sistema inerziale.
Le cose cambiano, però, se il treno accelera o rallenta la sua andatura oppure se effettua una curva:
in tal caso, potrà accadere che gli oggetti si muovano “spontaneamente”, cioè senza che su di essi agisca alcuna forza (il bicchiere che è sul tavolino si rovescia, la borsa cade dal divano)…
Corso di Fisica – Volume unico per gli Istituti Magistrali con esercitazioni didattiche per i futuri maestri. Moreno e Pallottino. 1988

Le cose cambiano, però, se il treno accelera o rallenta la sua andatura oppure se effettua una curva:
in tal caso, potrà accadere che gli oggetti si muovano “spontaneamente”, cioè senza che su di essi agisca alcuna forza (ossia, “le cose cambiano” se la dominante è manifesta. Cioè, se ritorni ad accorgertene).

Questi concetti, di importanza fondamentale per la comprensione delle leggi che regolano il moto dei corpi, furono formulati per la prima volta da uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi: Galileo Galilei.
Ma Galileo non si fermò qui. Lasciamogli per un momento la parola:
fate muovere la nave con quanta si voglia velocità; purché il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e in là, voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti, né da alcuno di quelli potrete comprendere se la nave cammina oppure sta ferma…”.
Dal Dialogo sopra i due massimi sistemi (1632)...
Corso di Fisica – Volume unico per gli Istituti Magistrali con esercitazioni didattiche per i futuri maestri. Moreno e Pallottino. 1988

Voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti, né da alcuno di quelli potrete comprendere se la nave cammina oppure sta ferma (ti accorgi, infatti, che la Terra si “muove”? No. Tanto che “non te ne importa nulla”. E non importa nemmeno se sia vero oppure no. La dominante, non risultando più, si muove attraverso moto rettilineo uniforme rispetto alla Terra, e te, così da risultare inimmaginabile ed immanifesta. È come una sorta di abbordaggio, di deviazione su un binario altro, di… “è già successo”).
L'affermazione conclusiva è molto importante:
essa significa che se ci troviamo in un veicolo, in moto rettilineo uniforme rispetto alla terra, non possiamo in alcun modo accorgerci di tale moto (a meno, s'intende, di non essere aiutati dalla percezione dei rumori prodotti dal veicolo o dalla vista del paesaggio esterno).
Ciò perché le leggi che regolano il moto dei corpi sono le stesse in qualsiasi sistema di riferimento inerziale.
Concludiamo che:
tutti i sistemi di riferimento inerziali sono equivalenti (principio di relatività galileiano).
Ancora una riflessione.
Se esistesse, come pensava Aristotele, un sistema di riferimento “privilegiato” (quello, per esempio, legato alla terra), i concetti di quiete e di moto acquisterebbero un significato assoluto.
Infatti, in tal caso, lo stato di quiete o di moto di un corpo potrebbe essere riferito a questo sistema privilegiato (il cosiddetto “sistema di riferimento assoluto”).
Invece, il principio di relatività galileiano, non permettendo di preferire un sistema di riferimento inerziale agli altri, esclude l'esistenza del riferimento assoluto
Corso di Fisica – Volume unico per gli Istituti Magistrali con esercitazioni didattiche per i futuri maestri. Moreno e Pallottino. 1988

Il principio di relatività galileiano, non permettendo di preferire un sistema di riferimento inerziale agli altri, esclude l'esistenza del riferimento assoluto (cioè, non ti accorgi del “moto” dominante, della sua compresenza normalizzatrice della “tua” realtà manifesta “qua, così”).

Il “riferimento assoluto” non è riconosciuto:
una perfetta strategia, ispirata in quelle menti già predisposte per la divulgazione planetaria, a cascata.

Galileo e la nascita del metodo di ricerca sperimentale.
Anche se altre civiltà, più antiche, arrivarono a importanti risultati, soprattutto nel campo dell'astronomia, non c'è dubbio che l'antica Grecia fu la culla della scienza.
Le intuizioni dei pensatori greci (Pitagora, Democrito, Archimede, Erone, Aristarco, per ricordare soltanto qualcuno dei più grandi) ci stupiscono ancora oggi per la loro acutezza.
La scienza dei Greci aveva, tuttavia, una grave limitazione:
essa era fondata quasi esclusivamente sul ragionamento.
I fenomeni naturali venivano interpretati formulando teorie basate sul puro ragionamento logico e non ci si preoccupava poi di verificare con esperimenti se tali teorie fossero esatte.
Procedendo in questo modo, era facile cadere in errori anche ingenui. Un tipico esempio è costituito dalla teoria aristotelica del moto, che, come abbiamo visto… non riesce a fornire una spiegazione adeguata a molti fenomeni.
Le teorie scientifiche dei Greci esercitarono un'enorme influenza sugli studiosi dei secoli successivi. In particolare, durante il Medioevo, l'ammirazione per le opere di Aristotele fu tale, che si arrivò a pensare che questo filosofo avesse già capito tutto ciò che era possibile comprendere sui fenomeni naturali:
ogni ulteriore ricerca era dunque inutile.
Per quasi duemila anni, di conseguenza, lo studio della natura subì un arresto:
ci si limitava ad interpretare ciò che aveva scritto Aristotele, senza mai cercare di verificare se le sue dottrine fossero esatte.
Solo nel Rinascimento l'interesse per la natura tornò a rifiorire. Leonardo da Vinci (1452-1519) fu fra i primi ad intuire l'importanza dell'esperienza. Fu però soprattutto Galileo Galilei (1564-1642) che, applicando per la prima volta in modo sistematico il metodo dl ricerca sperimentale, aprì nuovi orizzonti alla scienza.
Cerchiamo di capire meglio in cosa consista questo metodo di indagine, che è alla base della scienza moderna.
Il punto di partenza è l'osservazione di un fenomeno naturale.
Si formulano quindi delle ipotesi, cioè delle possibili teorie che spiegano perché avviene il fenomeno osservato.
Queste ipotesi vengono verificate attraverso opportuni esperimenti e l'ipotesi che si rivela esatta ci fornisce una legge, che viene espressa attraverso una relazione matematica che lega le varie grandezze fisiche in gioco.
Così facendo, si apre la porta all'uso sistematico della matematica nella scienza.
La legge è accettata finché qualche nuova osservazione non la contraddica. In tal caso occorrerà formulare nuove ipotesi e ricominciare tutto da capo.
Le leggi scientifiche non sono, infatti, immutabili:
se si scopre che un nuovo fenomeno contrasta con una legge stabilita in precedenza, occorre che questa venga modificata.
Molte volte, però, la legge che è caduta in difetto non viene del tutto abbandonata: si cerca, piuttosto, di generalizzarla, formulando una nuova teoria nella quale essa rientri, come caso particolare, quando siano verificate certe condizioni.
Spieghiamoci meglio con un esempio.
La teoria del moto, che illustriamo in questo capitolo e nei due successivi, è nota nel suo insieme come meccanica classica. Essa descrive in modo soddisfacente tutti i fenomeni meccanici coi quali abbiamo a che fare nella vita pratica. Si è scoperto, tuttavia, che, quando i corpi raggiungono velocità estremamente elevate (prossime a quella della luce, cioè circa 300.000 km/s), il loro moto non segue più le leggi della meccanica classica.
Per risolvere la difficoltà, Albert Einstein ha formulato una nuova teoria (la meccanica relativistica), che si dimostra valida anche in queste situazioni.
Le leggi della meccanica relativistica non sono però in contraddizione con quelle della meccanica classica:
esse, infatti, coincidono con queste ultime quando le velocità in gioco sono molto piccole rispetto alla velocità della luce.
La meccanica classica continua a svolgere un ruolo insostituibile, in quanto descrive in maniera semplice ed esatta un grandissimo numero di fenomeni:
solo nei casi in cui essa cade in difetto è necessario ricorrere alle leggi, assai più complicate, della meccanica relativistica…
Corso di Fisica – Volume unico per gli Istituti Magistrali con esercitazioni didattiche per i futuri maestri. Moreno e Pallottino. 1988

ci si limitava ad interpretare ciò che aveva scritto Aristotele, senza mai cercare di verificare se le sue dottrine fossero esatte (come, da qualche secolo a questa parte, è diventata la scienza matematica deviata)
la scienza dei Greci aveva, tuttavia, una grave limitazione: essa era fondata quasi esclusivamente sul ragionamento. I fenomeni naturali venivano interpretati formulando teorie basate sul puro ragionamento logico e non ci si preoccupava poi di verificare con esperimenti se tali teorie fossero esatte (la “grave limitazione” lo è solo da una certa prospettiva. Quella che ha “aperto” alla deviazione tecnologica “qua, così” ed ha eliminato lo spessore dell'intuizione, a dimostrazione di uno stato delle cose, diseguale nella sostanza)
così facendo, si apre la porta all'uso sistematico della matematica nella scienza (appunto. Un linguaggio elitario, esclusivo, complesso e di parte. Aperto a chiunque ma, di fatto, impedito ad oltre il 90 per cento delle persone per intuibili problematiche di fondo)
la legge è accettata finché qualche nuova osservazione non la contraddica (ergo: la legge va “contraddetta”)
le leggi scientifiche non sono, infatti, immutabili: se si scopre che un nuovo fenomeno contrasta con una legge stabilita in precedenza, occorre che questa venga modificata. Molte volte, però, la legge che è caduta in difetto non viene del tutto abbandonata: si cerca, piuttosto, di generalizzarla (ecco il reset, la restaurazione, il loop, etc. Qualcosa che non accetta di “cambiare” ma solo di “trasformarsi”)
le leggi della meccanica relativistica non sono però in contraddizione con quelle della meccanica classica: esse, infatti, coincidono con queste ultime quando le velocità in gioco sono molto piccole rispetto alla velocità della luce. La meccanica classica continua a svolgere un ruolo insostituibile, in quanto descrive in maniera semplice ed esatta un grandissimo numero di fenomeni (non c’è “contraddizione” sino a quando non ti accorgi che la dominante ha un interesse diverso dal tuo).

Significativamente, “Fai…”. Rifletti sullo “schema”.
È un codice (modo) accettato “qua, così”:
da “lì” passa anche la chiave altra, valore universale “giustizia ad angolo giro”?

Riuscirai a dimostrare che…? 




Se (se) intendi passare attraverso lo “schema”… allora prendi in considerazione ciò:

la legge che è caduta in difetto non viene del tutto abbandonata... si cerca, piuttosto, di generalizzarla
la meccanica classica continua a svolgere un ruolo insostituibile, in quanto descrive in maniera semplice ed esatta un grandissimo numero di fenomeni…

Il “significato” è: 
la dominante domina ed intende “farlo” per sempre.

Intendi? Ricorda...
    
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2094



2 commenti:

  1. Per il sofista Trasimaco la legge e il giusto non sono altro che l'utile del più forte che santifica e legittima la forza dei dominanti e i loro interessi. Stiamo parlando di 500 anni prima di Cristo. Che dire.... buona pausa rock.. Alessandro

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    1. Caro Alessandro, una grande citazione. La riprova che "è già successo". E che si è nel "qua, così"...
      Grazie. Un abbraccio. Serenità

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