martedì 20 giugno 2017

Il “significato” (3).



Nelle etichette, applicate sulle confezioni alimentari, manca sempre (sempre) qualcosa. Per questo è stata concepita:
per illudere, apparire, deviare la "tua" attenzione, rassicurarti, etc. (ad esempio, la categoria "aromi naturali" è un insieme che sfugge complessivamente).
Nonostante tutta la “normativa” e l’apparenza (tutela del consumatore), non risultano nemmeno mancantie ciò è già di per sé estremamente significativo1) gli inquinanti (che, ormai, sono entrati a far parte delle caratteristiche “nutritive” del tal prodotto) e 2) le proprietà “altre (effetto espanso)” – in termini di “trattamento (ad opera del funzionamento del complesso umano)” - che dette sostanze incarnano, rappresentano e generano, una volta introdotte all’interno del processo, non solo in termini di “nutrizione, digestione, apporto nutritizio, etc.” ma, anche, in termini di “applicazione, destinazione, specializzazione, attitudine, effetto, reazione, significato, etc.”.
Poi, non risulta mancante nemmeno l’interferenza che la confezione (packaging) – sia in termini di “forma” che in termini di “materiali utilizzati per assemblarla” – in sé e per sé e d’assieme con il prodotto “avvolto (confezionato)”, determina 1) sul prodotto stesso e, poi, 2) nel corpo che verrà caratterizzato in seguito.
Non solo; non risulta nemmeno mancante ciò che succede al tal prodotto - a livello “energetico e di salubrità” -  dopo che è stato stoccato “per non sai nemmeno quanto tempo e modo, dove e quando”. 
Del resto, non sembra esserci nemmeno l’esigenza, né di sapere cosa succede al prodotto quando viene scaldato, per la cottura (che avviene in molti modi diversi, nonostante l’esito apparente sia sempre e solo quello dello “scaldare”), né di sapere cosa succede al prodotto nel momento in cui viene conservato “al fresco, in freezer, a temperatura ambiente, etc.”. 
Il viaggio, a cui è stato sottoposto il prodotto, ha influito sulla sua “caratteristica”? Il periodo di stoccaggio, in magazzino, ed il processo produttivo – ad esempio – hanno influito sulla “qualità” del prodotto?
La vicinanza di campi magnetici, di macchine per la produzione sempre più tecnologiche, di altri prodotti, di personale “perturbato” alle catene di lavoro e di controllo, di pratiche commerciali e di coltivazione e protezione “ai limiti”, etc. come hanno influito ed influenzato il “raccolto”
Di tutto questo non c’è nemmeno l’esigenza di “sapere”, per cui… “manca sull'etichetta”. E, poi, è sempre del tutto "opinabile". No?
  
Che ne sai di un pomodoro, che proviene dalla Cina? 
E perché arriva da così tanto lontano? Perché è più “conveniente”. Davvero? Sì. Ma… per “chi”?

Da che mondo e mondo (o da che mondo è mondo “qua, così”), l’interesse del produttore ha sempre avuto la meglio su quello del consumatore (del resto, se cogli la sottigliezza e la significatività, il linguaggio convenzionale è sviluppato al maschile, per gran parte - dominante - della percentuale riferita all'intero. Il che significa che la realtà manifesta “qua, così” è, come, sbilanciata. Quindi, c’è una “chiara” indicazione che a livello ambientale esiste una prevaricazione, ad opera di una parte nei confronti dell’altra. Non solo; “tutt3” è diviso in “tutto” ed ogni parte, continuamente ricavabile mediante successive suddivisioni, risente del medesimo “trattamento”, così che – d’assieme e singolarmente – ogni parte non riesce più a comprendere nemmeno chi “sia” e dove “vada”, né perché, come, quando, continua a succedere. Allo stesso modo del “come non risulta nemmeno mancante”, sull'etichetta di ogni prodotto, l’informazione più espansa possibile e potenziale).


Quale interesse ha, dunque, la meglio... se (se) sempre “qua, così”
Come puoi giungere ad una risposta sostanziale, se (se) ignori la parte fondamentale del puzzle? Come puoi ricordare, se (se) tendi inerzialmente a non accorgerti della compresenza immanifesta dominante?
Quando ometti di inserire, in un progetto, la presenza dei piloni portanti, delle architravi e degli “archi a volta”…  il progetto stesso non sta “in piedi”
Non può farlo, poiché esistono delle leggi fisiche che lo impediscono. 
Semplicemente, l’edificio collasserebbe immediatamente
Allora, com'è che invece “qua, così”, pur ignorando le “fondamenta” sulle quali poggia e si innalza al cielo, la forma sociale reale manifesta sta perfettamente “in piedi”
Per giungere a comprenderne l’architettura, occorre che tu vada – prima – al significato che incarna. Quale? 
La forma umana “è” stata resa pilastro portante, fondamenta, architrave, arco a volta, etc
Ossia, ti è stato tutt3 caricato sulle spalle, negando il moto perpetuo, e favorendo – dunque – il “lavoro” ed il controllo in leva by la “legge del minimo”. 

La “scienza (deviata)” che è sorta, nel frattempo, ha abbandonato il più “semplice” ragionamento, a favore dello sviluppo portante e centrale del complesso “metodo sperimentale”:
qualcosa che capisci e puoi “usare”, solo se 1) hai delle spiccate capacità in tal senso e 2) hai studiato una “vita”.
Una sede perfetta per l’insediamento della disciplina (interfaccia) matematica, che introduce la prospettiva della auto delimitazione, senza alcuna necessità dell’operato della censura più evidente.
Tutt3 è perfettamente un incastro per altr3 e tutt3 è incastrat3 nell’altr3. 
Alias: 
“tutt3 serve”. 
Laddove il genere di “servizio”, in questione, è proprio ciò che più spontaneamente ricavi (intuisci) leggendo, utilizzando ed “assaporando” il… termine, nell'accezione del “servire”:
servire a…
servire per…
servire in…
Un “servizio” che è, di più, 1) una conseguenza (non risultante nemmeno mancante = dimenticata), 2) una dipendenza (del resto, non esiste solo la versione della droga che credi di riconoscere “qua, così”), 3) uno stato alterato, relativamente alla “scelta ed alla intenzione”, che decideresti per te, partendo dal tuo potenziale (sede perenne di alternativa sostanziale), invece che a dipartire dall'interesse sotto/dominante… 
Servire è un po’ come “auto consumarti” istante dopo istante. 
È essere schiav3 in una moderna accezione del significato (ossia, senza rendertene più conto):
dalla schiavitù più evidente (“onda”)
alla schiavitù meno evidente (“particella”).
Schiavitù d'assieme, particella per particella (convenzione).
Come puoi, “tu”, “qua così”… ancora, “fare” qualcosa, in termini di “autenticità, purezza” del significato, relativamente all’assoluto che sei? 
Lo puoi sempre “essere”, ma… per quanto riguarda il “fare”, la questione è un po’ più – resa – complicata (artificialmente).
Infatti, puoi ancora pensare quello che vuoi, ma (ma) quando esterni il tuo convincimento, lo stesso risulta come “annacquato”.
Quando t’esprimi attraverso il tuo “sentire”, non credi a quello che senti proferire da "te"
È come se… non fossi tu e, dunque, è come se… dall'interno all’esterno, qualcosa trattasse l’informazione trasportata allo stesso modo di un checkpoint tra zone militarmente separate e, dunque, sottoposte a rigorosi controlli nel momento in cui c’è un passaggio alla frontiera. 
Ecco: 
è come se… interno ed esterno fossero due aree diverse, in termini di “proprietà”. Come due Stati che confinano o, meglio, come un’enclave (tu) all’interno di qualcosa che è un unico “Stato”. Ancora meglio e più profondamente:
un unico Stato esterno (coscienza globale)
tante piccole enclave, interne (singolarità, conscio)
con, dentro, tanti – quante sono le enclave – inconsci (nel conscio).

In geografia politica, un'enclave (termine derivato del francese enclaver, propriamente “chiudere con una chiave”, che è dal latino volgare inclavare, derivato di clavis, “chiave”) è una regione interamente compresa all'interno di uno Stato, che però appartiene ed è governata da un altro Paese
Link 
Ora, puoi decidere se includere anche la frase “che però appartiene ed è governata da un altro Paese…”, oppure, di non prenderla nemmeno in considerazione. Ma (ma) per decidere in un senso o nell'altro, occorre prima aver ben presente il significato (poiché, questo, fa la differenza):
una regione interamente compresa all'interno di uno Stato, che però appartiene ed è governata da un altro Paese (ammettendo la possibilità che esista “un altro Paese” a cui “appartiene ed è governata”, allora, significa che “tu non finisci dove credi di essere ‘qua così’”, significa che “esiste sempre il tuo potenziale”, significa che – allora – “puoi fare qualcosa”, ossia, “puoi sempre metterti in contatto con quella autenticità che sei, ancora”. Significa, in termini spirituali e pseudo religiosi, che hai un’anima “da qualche parte”, etc. Significa, ad altro livello, che esiste un controllo indiretto, in leva, wireless, etc. e che tutto non termina per come sembra)
una regione interamente compresa all'interno di uno Stato (terminando così la questione, significa che “sei schiav3” all’interno di qualcosa che “ha già conquistato tutt3”).
Comunque, le due versioni hanno in comune qualcosa di estremamente portante e centrale:
una regione interamente compresa all'interno di uno Stato
è il dato di fatto
alias
“è già successo”…
Lo “Stato”, è qualcosa che – appunto – “è già… stato (avvenuto)” e che, allo stesso tempo, definisce lo “stato (nel quale sei, ‘ora’)”:
sei
oppure
sei… stato?
I livelli dell’informazione sono innumerevoli e vanno, quindi, auto districati. In che modo? 
Avendo ben chiara la "situazione espansa", recuperabile sempre (sempre) a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso, mediante l’atteggiamento interiore, coerente e lungimirante:
che cosa significa.
Tu, infatti, “sei (già) stato” anche in altro… stato (modo). 
Ma (ma) non lo ricordi più
Ed è quasi paradossale che in un ambito caratterizzato dalla compresenza della memoria frattale espansa, non ti ricordi più di qualcosa di tanto “assoluto”. Ok?
È paradossale se (se) ignori la compresenza immanifesta dominante, che “anche da sola (anche solamente tornando ad ipotizzarla)” è in grado di permetterti di orientare sensatamente (logica espansa, significato) tutto ciò che credi di sapere, volere, intendere, decidere, sognare, fare, essere, etc.
Ogni “termine” è caratterizzato da una certa “proprietà”, definita a livello di linguaggio – attraverso la tradizione, la convenzione, gli “usi e costumi”, etc. – e, potenzialmente, definita e completata - attraverso la frattalità espansa - in termini di:
tanto per continuare a battere dove più il dente duole
significato, senso, contenuto, sostanza, quintessenza, essenza, concentrato, valore aggiunto, “alchimia”, etc.
Completando “la presa in carico” della realtà manifesta, la puoi rendere “realtà aumentata” se (se) utilizzi l’impianto ottico lenticolare dell’analogia frattale espansa, come – nella sostanza – ti viene indicato a livello “moderno”, con la realtà virtuale... evocabile attraverso opportuni “gadget” da indossare.
Qualcosa che, altrimenti, non vedi e dunque “non credi nemmeno esistere”. Non importa se la realtà virtuale è artificiale:
in questa sede, importa che esista, solo se…
Dal momento in cui, naturale ed artificiale “pari son”, allorquando ti sfugge continuamente il senso, il loop, la compresenza immanifesta dominante, etc.
Allora, a quel punto, è dell’informazione (in termini di significato) contenuta in ogni s-oggetto che ti devi accorgere e, poi, riuscire a decodificare “formularmente”.
La situazione incarna sempre (sempre) ogni parte in gioco ed in giogo:
perché è così stata concepita la memoria frattale espansa (da chi/cosa? visto che ti piace tanto narrare di Dio e/o del Big Bang, allora, continua a credere che tutt3 provenga da “lì”. Che ti cambia. Intanto, però, introduci qualcosa di “nuovo”, perlomeno in termini di espansione del significato)…
Se non ci “arrivi” è perché non ricordi
E non ricordi perché… “causalmente”. 
Quindi, puoi sempre crederci, avere fede, provare “simpatia/empatia”, etc.
Hai infiniti modi per “sentire” e, così, “ragionare”.
Non di solo metodo scientifico, si vive. E, nemmeno, di solo metodo religioso. No?
Però, se proprio non intravvedi nessuna forma sostenibile di alternativa sostanziale, allora, utilizza il “modo” canonico scientifico/religioso, espandendolo – però – nel senso simbolico sostanziale frattale
Puoi decidere di “avere fede” e “credere” a/in qualsiasi “cosa”. 
In cuor tuo, nulla te lo vieta. Semmai, è la mente inconscia (nel conscio) – che è una exclave dell3 (Stato) sotto/dominante – che interferisce con la tua più autentica “attività”.
La parte di territorio di uno stato sovrano che giace all'esterno dei confini della nazione si chiama exclave…
Link 
La exclave incarna il significato del possesso apparentemente a distanza.
Qualcosa (qualcun3) che ha deciso di conferire l’apparenza della diversità (democrazia, giustizia, diritto, sovranità, libero arbitrio, etc.), per non dare troppo nell'occhio.
Una situazione che non rende osservabile la realtà sostanziale dei fatti:
che “è già successo”… cosa? Chi. L’avvento della dominante.
Il “significato” sta nell'accorgersi che/di…

Consideriamo ora i carboidrati. Sono contenuti prevalentemente nei piselli, nei fagioli, nel grano, nell'avena o nella patata.
Consumando questi, noi consumiamo carboidrati.
Essi contribuiscono in particolare al fatto che noi uomini possediamo la forma umana. Se non mangiassimo carboidrati, la forma umana subirebbe tutte le possibili distorsioni. Il naso non si formerebbe regolarmente, le orecchie non si formerebbero nel modo giusto.
Non avremmo la forma umana che abbiamo.
I carboidrati agiscono affinché noi possiamo per così dire essere raffigurati esteriormente come esseri umani.
Essi agiscono in tutte le direzioni affinché noi possiamo essere raffigurati ovunque come esseri umani. E se l’uomo è fatto in modo da non portare carboidrati fino al cervello, se si depositano nell'intestino e nello stomaco, egli allora si ammala, si rattrappisce, quasi non riesce più a mantenere la sua forma.
Dunque il contributo dei carboidrati è che grazie a loro noi possediamo la giusta forma umana.
Vedete allora che si tratta realmente di far giungere ovunque gli alimenti giusti. I sali agiscono sul cervello prevalentemente qui davanti, i carboidrati agiscono piuttosto dietro, su questa parte posteriore...
Chi riesce a digerire pochi carboidrati, chi non li apporta a questo livello del cervello, presto può trovarsi anche una persistente raucedine, non riuscire a parlare nitidamente.
Se incontrate uno che in passato riusciva a parlare in modo completamente normale ed ora all'improvviso ha una voce rauca, potete dire a voi stessi: quel tipo lì non ha la digestione a posto.
Non riesce a digerire bene i carboidrati, non li fa arrivare al punto giusto del cervello. Perciò anche la sua respirazione non è più a posto, e di seguito il linguaggio.
In tal modo possiamo dire che i sali agiscono prevalentemente sul pensare. I carboidrati agiscono ad esempio sul linguaggio... e su tutto quanto vi è correlato.
È dunque necessario per noi avere questi carboidrati.
Ora, i carboidrati agiscono sulla nostra forma ma tendono a darci solo la forma, senza imbottitura. Però noi dobbiamo anche venire imbottiti — e questo è quanto fanno i grassi
Proteine, grassi, carboidrati e Sali - Conferenza tenuta a Dornach (Svizzera) il 22 settembre 1923 da Rudolf Steiner

Questo livello del significato non viene mai (mai) preso in questione, a livello “espert3”.
Sull'etichetta non puoi leggere nulla di simile. Il medico non ti può “consigliare” in un simile modo. La letteratura scientifica si guarda bene dal prendere in considerazione dette “stupidaggini”. 
Eppure… in qualche modo ti giunge, ugualmente, l'informazione.
Ossia: 
esiste. 
Anche se in termini bistrattati, tuttavia, esiste.
Così come esistono le cosiddette “erbacce (infestanti)”, salvo – poi (forse) – accorgerti che non sono quello che ti hanno detto “qua, così” e che, dunque, ti sembrano di essere e ti sembra di sapere…
La portulaca, ad esempio, sembra una sorta di “maledizione”, se inizia a manifestarsi nel tuo giardino “inglese”. 
Quanta fatica devi "fare" per liberarti della pianta infestante (alias: inutile ma, tuttavia, esistente)?
Tanta. Eppure, toglierla radicalmente di mezzo, sembra una utopia. 
Ci devi spendere tempo, energia, soldi e… voglia.
Ma (ma) se espandi la prospettiva, puoi accorgerti che la stessa pianta è ricca di proprietà interessanti e che, dunque, se esiste non è solo per “romperti i cosiddetti”.
Di più, se si manifesta proprio nel tuo giardino, ciò significa che “ne hai bisogno”.
Però, se sei solo “tutt3 casa, chiesa e metodo scientifico”, allora, tirerai dritt3 per la “tua” strada “qua, così”, continuando a fare la guerra a qualcosa che, all’opposto, ti viene incontro – a domicilio – caric3 di “doni (sorprese)” per te.
Come è “precipitata” la situazione?
Precipitato = in chimica il termine precipitazione è il fenomeno della separazione sotto forma di solido di un soluto (detto precipitato) che si trova in una soluzione in concentrazione maggiore del suo limite di solubilità… per cui la soluzione, prima che sopraggiunga la precipitazione, si trova in condizioni di sovrasaturazione rispetto a tale soluto.
Tale separazione può avvenire a seguito di una reazione chimica (che aumenta la concentrazione di soluto all'interno della soluzione, fino al superamento del limite di solubilità) o per una variazione delle condizioni fisiche della soluzione - ad esempio - la temperatura (che determina una variazione della concentrazione massima di soluto che la soluzione è in grado di sciogliere).
Nelle equazioni chimiche il precipitato è evidenziato con una freccia che punta verso il basso (↓)…
Link 
tale separazione può avvenire a seguito di una reazione chimica
o per una variazione delle condizioni fisiche della soluzione… ad esempio, la temperatura
nelle equazioni chimiche il precipitato è evidenziato con una freccia che punta verso il basso...
La considerazione massiva (convinzione) – in riferimento al tal s-oggetto – l3 rende come una “infestante”:
la soluzione, prima che sopraggiunga la precipitazione, si trova in condizioni di sovrasaturazione rispetto a tale soluto
La precipitazione, allora, accade… dato che la “convinzione massiva” tende a discriminare. 
Massa che, come ben sai – è come una mandria lanciata all'impazzata verso l’orizzonte degli eventi, a causa di un trauma (paura) già subito in precedenza.
Ergo:
Massa che è sotto al controllo di un evento (compresenza) “a monte”.
Per questo motivo, la precipitazione avviene sia “naturalmente (temperatura) che artificialmente (reazione chimica)”, ossia, attraverso “grandezze” che sono allo stesso tempo sia naturali che artificiali (poiché riproducibili artificialmente, ossia, scientificamente)…
Si “narra (sottilmente)” di qualcosa d’altr3, rispetto a ciò che il contesto tende a focalizzare e cementare. 
È per analogia frattale espansa che… ritrovi sempre il “filo del discorso”. Precipitazione... qualcosa che ricorda il processo 1) della nascita, 2) della riproduzione (ad esempio, cellulare), 3) della proliferazione, 4) della viralità, 5) del controllo “a monte (reazione chimica che…)”, etc.
Ma, piuttosto che di “nascita” sembra più plausibile isolare il termine “manifestazione”:
per reazione (chimica, “guerra”) artificialmente riprodotta (introdotta, desiderata)
si ottiene la precipitazione del soluto (il precipitato è evidenziato con una freccia che punta verso il basso...)
ossia
la suddivisione di quella che era una “soluzione (unica)” dà luogo ad una “risoluzione della soluzione”, che lascia il piano originario, per precipitare (decadere) in altro “luogo, situazione”
quindi
più che di nascita, si tratta di una separazione e della relativa manifestazione in altro "luogo", situazione.
Ecco che la guerra (reazione chimica) Dio /Lucifero (soluzione sempre più satura), genera la risoluzione Dio (che rimane nei cieli a regnare) e Lucifero (che precipita sulla/nella Terra), ossia, che si manifesta e cresce distante dal “cielo”, ma - per la proprietà dell'entanglement - rimane nella sostanza ancora la medesima “cosa”…
Quindi, “in leva”… Dio (la parte che comanda, ancora) controlla Lucifero, sulla/nella Terra (che caratterizza il “raccolto” genere umano “qua, così”).
Non v’è differenza, sostanziale, alcuna
E, tu, non hai nessun destino “al di dentro del ‘qua così’”, se non quello che ti è stato riservato “qua, così”. 
La proiezione (proliferazione) di Lucifero sulla/nella Terra, corrisponde ad una sorta di realtà aumentata/impoverita, ad una dimensione deviata rispetto all'originale, a qualcosa che “è già successo” e che hai, causalmente, dimenticato.
Qualcosa che nonostante tutto… puoi ancora (sempre) ricordare, a partire da te by caratteristica ambientale frattale espansa (memoria).
Invecchiamento.
L'invecchiamento del precipitato si ha quando il precipitato rimane troppo tempo nella soluzione madre oppure rimane a contatto con sostanze ossidanti o riducenti. Esso consiste nella modificazione della struttura o della composizione del precipitato
Link 
L’invecchiamento (e la morte) è, dunque, artificiale.
La Fisica è, dunque, un riflesso della sostanza che continua a succedere “qua, così”, partendo da un momento iniziale (è già successo), che funge da “forza (coordinatrice) del campo”.
Il tutto “alla luce” di un’altra “forza”, che è quella del sistema operativo frattale espanso (l’intelligenza che scambi per “natura” e che la spiega in termini di possibile e di “funzione”).
Precipitato:
Eccessivamente affrettato (per lo più a proposito di quanto sia fatto o detto senza alcuna considerazione per le possibili conseguenze); avventato, precipitoso.
Didascalia musicale che prescrive una esecuzione accelerata e incalzante di note.
Composto, o miscela di composti, insolubile, che si separa da una soluzione o tramite l'aggiunta di un precipitante o mediante un idoneo trattamento fisico.
Link 
Precipitare… Buttare giù, scagliare in basso, scaraventare dall'alto, per lo più con violenza…
Link 


Che cosa (chi) è, allora, Lucifero



Se (se) si narra di umanità, sulla Terra, Lucifero è l’essere umano “qua, così”... come è diventat3, in seguito alla precipitazione (manifestazione, generazione).
L’umanità è la sua progenie, mentre Dio rimane distante “ad osservare”:
altra situazione in codice, che richiede la chiave frattale espansa, per la decodifica sensata (avendo infiniti motivi di traduzione, essendo a chiave cifrata complessa, ossia, stratificata)…
Conosci te stesso…”.
“Fai che ti fermi; e, una volta ferm3, non fermarti più… facendo formularmente”.
       
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2086


4 commenti:

  1. --Infatti, puoi ancora pensare quello che vuoi, ma (ma) quando esterni il tuo convincimento, lo stesso risulta come “annacquato”.-- Ciao Davide. Ti dirò di più,ad esempio leggere un post e avere qualcosa da commentare. Poi, chissà perchè, una distrazione,mi chiamano,rispondo...saranno trascorsi 30 secondi. E poi tutto scompare lasciando posto ad un malinconico: cui prodest? Forse per incertezza di aver capito. In ambito musicale pop/rock è pieno di brani nei quali il significato del testi è stato completamente travisato eppure questi brani hanno avuto comunque successo(nella libera interpretazione del testo). Afferrare l'essenza vera è difficile(o sono io incapace). Qualcosa all'interno si smuove (e commuove) e mi sembra di osservarla dall'esterno con timidezza e tenerezza. un'altra domanda surreale: non ti fa "paura" usare la lente frattale espansa e vedere ingigantit3 ciò che guardi?
    ciao
    Alessandro

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    Risposte
    1. Ciao Alessandro, vero. Se non ti annoti subito la "cosa", sembra sparire come nel nulla in un istante. Scatta il firewall ambientale... L'essenza vera, in un ambiente a riferimento apparente - scambiato per sostanziale - che implica una copertura del significato, è sfuggevole. Ma... accorgendoti che è così, puoi "compensare". E guarda che non è un abbozzare. E' logica "formulare"...

      Usare la "lente" non ingrandisce nulla: evidenzia e conferma. E questo non fa paura. Ciò che intimidisce (e può portare al terrore puro) è il disinteresse e l'indifferenza globale, anche di fronte a "cose" che succedono sempre, profondamente ingiuste o giuste ma solo di/in parte.

      Grazie (devo ancora rispondere alla tua e-mail. Sorry).

      Un caro abbraccio. Serenità

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  2. Ciao Davide la portulaca si è manifestata gia da qualche settimana nei vasi con il basilico che ho sul balcone, le erbacce sono state strappate lei no è ora cresce rigogliosa

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    1. Ciao Marco, bene. Sono contento sia per te che per "lei" :)

      Ti abbraccio. Serenità

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